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28/02/13

Art13 un nuovo modo di fare una fiera d'arte a Londra



Si è inaugurata questa sera una nuova fiera a Londra che si presenta in modo dinamico ed innovativo, si chiama Art13 e si svolgerà fino a Domenica 3 Marzo all’Olympia Grand Hall.

Ci sono 130 gallerie provenienti da trenta paesi, con una selezione di opere meno modaiola ma molto attenta alla qualità, che sia il nuovo trend?

The Armory Show, centenaria


Compie cento anni "The Armory Show" una dei principali fiera internazionale di arte moderna e contemporanea e uno degli eventi annuali più importanti d'arte a New York. 

Sede è il Piers 92 e 94, nel centro di Manhattan. 



L'Olympia a Venezia



La famosa opera "l'Olympia" realizzata da Edouard Manet nel 1863 lascerà la tranquilla dimora del Museo d'Orsay di Parigi per una breve villeggiatura nelle luminose stanze di Palazzo Ducale a Venezia. 

Dal 25 Aprile al 4 Agosto sarà l'opera più interessante della mostra "Manet; ritorno a Venezia" che raccoglie ben 43 opere del grande artista francese. 

Un grande evento per la stagione estiva della serenissima.

Mannequin; da indossatrici a stars


Ha aperto da poco tempo ma è già uno dei luoghi più visitati di Parigi, si tratta della "Citè de la mode et du design". un'occasione interessante è l'attuale mostra "Mannequin: le corps de la mode" che indaga il ruolo delle modelle nel sistema della moda. La loro l'influenza sul gusto e sulle abitudini e il ruolo spesso anche innovativo di queste figure professionali, che sono passate da "semplici" indossatrici a personaggi pubblici. La mostra è realizzata con diverso materiale fotografico, video e documentativo. L'evento è realizzato col Museo Galliera.

Un sole freddo al Palais de Torkyo a Parigi che fa pulsare il cuore



Una grande overture ha inaugurato l’altro ieri una serie di mostre al Palais de Tokyo che, nei suoi vasti spazi, si presenta come uno dei luoghi più dinamici della cultura parigina. Eventi raccolti col titolo Soleil Froid che "esplora la superficie di uno strano mondo in cui, come ha scritto Raymond Roussel nulla di reale può entrare”. Ci sono così interventi di Julio le Parc, François Curlet, Daniel Dewar e Grégory Gicquel, Joachim Koester, Evariste Richer, Theo Turpin. Molto interessante poi la mostra omaggio a Raymond Roussel con opere di vario tipo e periodi che focalizzano il particolare percorso di questo noto scrittore francese. 

Glam! alla Tate Liverpool


Mentre il V&A Museum a Londra indaga l'immagine artistica di David Bowie, noto cantante pop/rock, alla Tate Liverpool si indaga le immagini e lo stile Glam di quel periodo, pare proprio che il revival degli anni settanta sia attualissimo. 

Il Glam, fu uno stile pop stravagante esploso in tutta la Gran Bretagna durante gli anni 1971-5. 

Sostenuto dalle forti emozionanti culturali succedute alla rivolte giovanili ha dato spazio ad un universo di suoni futuristici, mode stravaganti e glitterate.

Glam! La Performance di stile è la prima mostra che indaga questo stile attraverso i diversi canali espressivi, dall'arte alla pubblicità, passando per la moda e il cinema. 

Particolarmente innovativo un uso dell'identità esagerata, androgenia, un mix fra erotismo e il dandismo che vide personaggi quali David Hockney, Andy Warhol, Cindy Sherman, Allen Jones, Richard Hamilton, Peter Hujar. La mostra comprende anche un nuovo adattamento del famoso show di Marc Camille Chaimowicz artefice di ambientazioni sceniche molto glam. 

27/02/13

Manifesta a San Pietroburgo, quando contano i soldi e non la libertà


Nonostante un regime sempre più difficile Manifesta, rassegna culturale sostenuta dalla comunità europea, decide di proporsi per il 2014 a San Pietroburgo, confermando forse che più che un evento culturale è una banale promozione turistica. 

L'occasione dovrebbe anche servire a festeggiare i 250 anni dell'Ermitage, ma forse prima sarebbe bello vedere le Pussy Riot libere e maggiori diritti per le minoranze. 

26/02/13

Eleganza impressionista al Met di New York


Si è inaugurata ieri sera al Met la mostra "Impressionism, Fashion and Modernity" assolutamente  uno degli eventi più modaioli ed artistici della stagione espositiva newyorkese. 

La mostra presenta uno sguardo del ruolo della moda nelle opere degli Impressionisti e dei loro contemporanei. 

80 importanti opere che mettono in relazione il gusto dell'epoca analizzati con i costumi originali, gli accessori, figurini, fotografie e stampe popolari, che mettono in evidenza il rapporto vitale tra la moda e l'arte dalla 1860 al 1880, quando Parigi emerse come la capitale dello stile del mondo. 

La nascita dei grandi magazzini, dei vestiti confezionati, della proliferazione dei vestiti influenzò anche gli artisti in prima linea dell'avanguardia-da Manet, Monet, Renoir e di Baudelaire, Mallarmé, e Zola.  

Le nuove linee, la vivacità dei colori, il fascino fugace delle ultime tendenze della moda sedussero una generazione di artisti e scrittori che cercarono di dare espressione al ritmo della vita moderna con tutte le ricche sue sfumature. 

Tutti i dettagli al sito http://www.metmuseum.org

Buy Warhol now on line!


Da oggi all'asta decine di lavori di Andy Warhol proposti da Christie's fino al 5 Marzo, evento organizzato con la Warhol Foundation for the Visual Art che vuole rinvestire il grande patrimonio su diversi progetti per il futuro dell'arte. 

Sono proposte da piccole litografie di Marilyn Monroe a poce migliaia di euro a oltre 70 mila dollari per la famosa riproduzione della Campbell's soup.

Tutte le info al sito http://www.christies.com/warhol/

Arte contemporanea... privatizziamo tutto?


Grande trasformazione in ambito politico, sarà anche in ambito artistico?

Via le vecchie poltrone via i vecchi poltroni, anche nel mondo dell'arte contemporanea.

Una valanga di finti luoghi della cultura fruiti da poche centinaia di persone a spese di migliaia di contribuenti.

Che sia l'ora di chiudere i tanti luoghi espositivi pubblici per l'arte contemporanea, gestiti da lobby privatistiche che usano la finta litania della cultura per commercializzare "arte".

Sarebbe interessante capire quale cultura e per chi?

Se analizziamo gli ultimi decenni vediamo che tutta l'arte prodotta non ha inciso assolutamente sul tessuto culturale ma solo nelle tasche delle abili gallerie che hanno usato le tante strutture pubbliche per piazzare e promuovere i propri prodotti (artistici). 

Slegati completamente dal tessuto sociale e culturale questi luoghi vengono gestiti da una manipolo di personaggi che replicano compulsivamente proposte prive di valore ma giustificabili per promuovere i soliti "finti giovani artisti italiani" anziché dare spazio alla vasta realtà espressiva, limitata in quanto giudicata "non culturale" da essi stessi, quando finirà questo teatrino dell'opportunismo?

Non sarebbe meglio privatizzare il tutto?



Copy art, fra Warhol, Beyonce e Pepsi



Una volta era la Coca Cola, ora è una copia, per cui è la Pespi che ovviamente copia da Andy Wahrol per la nuova campagna con Beyoncé.

Già questo spirito di duplicazione dovrebbe essere una chiara lettura sulla qualità …

Il resto è solo gassssss

Post Moma



Vuoi confrontarti e condividere la tua passione per l’arte?

Beh allora puoi usare la recente piattaforma interattiva e dinamica che il Moma ha attivato con nome di “post” http://post.at.moma.org

Un incrocio fra informazione, forum, sul tema dell’arte e di tutte le sue declinazioni, da quelle scientifiche all’estetiche.

Già molti argomenti e confronti, ovviamente tutto in inglese.

Rubato e negato


Recentemente rubato da una parete a nord di Londra,  e ora proposto in un'asta negli Stati Uniti, ma che Banksy nega essere riconoscibile, visto che non è più su un muro, la solita querelle del fare writter, chi vincerà?

Ecco i vincitori del progetto “6ARTISTA”



Helena Hladilová e Davide Stucchi sono i vincitori della IV edizione del Progetto “6ARTISTA”, il programma di residenze avviato nel 2009, promosso dall’Associazione Civita in collaborazione con la Fondazione Pastificio Cerere e per l’edizione 2012 grazie al sostegno della Camera di Commercio di Roma e della Fondazione Roma

Circa settanta domande sono pervenute da tutta Italia e sono state valutate dal comitato scientifico presieduto da Marcello Smarrelli, Direttore Artistico della Fondazione Pastificio Cerere e composto da Ginevra Elkann, Presidente della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino, Ilaria Gianni, Direttore Artistico della Nomas Foundation di Roma, Federica Guida, responsabile per gli Incontri Internazionali d’Arte delle residenze a Parigi, Luca Lo Pinto, curatore, Nunzio, Artista, Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma

Anche quest’anno è confermata la collaborazione col MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, pertanto al termine dei complessivi 9 mesi di residenza, il MACRO presenterà le opere dei due artisti vincitori.

 Motivazione 
Dopo un meditato dibattito, avendo analizzato attentamente i dossier pervenuti, la giuria ha rilevato il livello altissimo di tutte le candidature, la maturità del linguaggio, l’originalità delle ricerche e la pertinenza dei progetti proposti. Ne è risultato un panorama variegato, ricco di spunti innovativi che lasciano ben sperare sul futuro del sistema dell’arte e sulla professionalità della più recente generazione di artisti italiani. Considerato che l’obiettivo principale di 6ARTISTA è l’arricchimento del tessuto legato alla cultura contemporanea a Roma, la giuria ha focalizzato le sue scelte su quei candidati ritenuti più idonei a rispondere, con la loro ricerca, a questo compito fondamentale.



Nonostante la giovane età, Davide Stucchi (Vimercate, Milano, 1988. Vive e lavora a Milano) dimostra di possedere un linguaggio in grado di dialogare con l’immaginario contemporaneo attraverso un’estetica innovativa e al contempo classica. L’artista si è dimostrato capace di sfruttare con competenza i meccanismi di comunicazione, sviluppando progetti che si pongono al crocevia di diverse discipline e interrogano in maniera seducente i meccanismi di produzione artistica.

Helena Hladilovà (Kroměříž, Repubblica Ceca, 1983. Vive e lavora a Torino) combinando in modo inedito la tradizione concettuale dell’arte contemporanea ceca e quella italiana più legata alla forma, costruisce un linguaggio attraverso il quale indaga la molteplicità di media oggi a disposizione di un artista. L’interesse per lo spazio pubblico e le sue pratiche relazionali sono rivolte a creare una situazione in cui lo spettatore è invitato ad abbandonare la staticità del suo ruolo, mettendosi attivamente in gioco, attraverso meccanismi che ne stimolano la curiosità e il desiderio di partecipazione.


Comic love of Damien


Istrionico, ironico e dal cuore tenero Damien Hirst propone una serie di 50 litografie del suo noto "For love of God" del 2007 per  Comic Relief per la lotta alla malaria nei paesi africani. 

24/02/13

Step09



Mentre si sta concludendo la quarta edizione di Step09 a  Milano, una fresca proposta giovanile alla Fabbrica del Vapore, fra pochi giorni prende avvio a Londra Art13 una nuova fiera che si propone in modo molto interessante. 

Accomunano queste due fiere la scelta fresca e un poco meno ovvia dei grandi nomi. 

La proposta milanese è ben curata, forse manca di un maggior slancio, ma ha molte possibilità di confermarsi come alternativa e novità, gli artisti sono, in generale, validi e con opere di buona qualità. 

22/02/13

L'ordine di Balka per le cose...


Particolarmente imponente e suggestivo l'ultimo intervento di Miroslaw Balka  alla Galleria Gladstone con l'opere scultorea "The Order of Things".



Comunicato stampa:

Gladstone Gallery is pleased to announce a new large-scale installation by Miroslaw Balka. Employing non-traditional art materials, Balka will create a monumental work that draws on historical tragedy to reflect on the limits of the world, continuity, and catastrophe. Balka will transform the 21st Street gallery space, constructing a private room in which to encounter his work and creating an intimate atmosphere for viewers to contemplate the massive, elegiac sculpture before them. Meditating on trauma, the discourse of nature, and the resulting wounds of historical events, the work encourages viewers to confront the past and to bear witness to the events that have come to define our present.
Over the course of the past thirty years, Balka has created a diverse body of work that engages notions of historical memory, the limits of representation, and the power and veracity of language. Encompassing installation, sculpture and video, Balka’s oeuvre has a bare and minimalist quality, exhibiting a particular sensitivity to materials that generate multilayered associations for the viewer as witness. Balka utilizes symbolic abstraction rather than discrete monument to address places and events sometimes related to the legacy of Nazi occupation in Poland and to investigate notions of trauma and collective memory.
For “The Order of Things,” Balka will contemplate both the possibility for and the limits of language and structural representation as a means for understanding history and its aftermath. Looking at the way conventions of truth and cultural discourse shift over time, Balka will contemplate the limitations of our usual modes of classification and depiction, moving beyond them to introduce the viewer to new modes of thought.
Miroslaw Balka was born in 1958 in Warsaw and was raised in Otwock, Poland, where he kept his studio until recently. Balka now lives and works in Warsaw. He has been the subject of many solo exhibitions at international venues, including Akademie der Künste, Berlin; Douglas Hyde Gallery, Dublin; Center for Contemporary Art, Warsaw; Museo Reina Sofía, Madrid; the Irish Museum of Modern Art, Dublin; K21, Dusseldorf, Germany; National Museum of Art, Osaka; Museet for Samtidskunst, Oslo; IVAM, Centre Del Carme, Valencia; Van Abbemuseum, Eindhoven; Museum Haus Lange, Krefeld; and The Renaissance Society at the University of Chicago. Balka has also been included in a number of important group exhibitions, including: “The Carnegie International 1995,” Carnegie Museum of Art, Pittsburgh, Pennsylvania; Documenta IX, Kassel, Germany; The 44th, 50th and 51th Venice Biennale, Venice, Italy; The 9th and 15th Sydney Biennale, Sydney, Australia; and the 2006 SITE Santa Fe, Santa Fe, New Mexico. Balka was awarded the 2009—2010 Unilever Tate Turbine Hall commission at Tate Modern, and in 2011 was included in the exhibition “Ostalgia” at the New Museum of Contemporary Art, New York.

http://www.gladstonegallery.com/

Robert Filliou a Leeds



Si annuncia come un'interessante iniziativa la prossima mostra dell'Henry Moore Institute di Leeds che dedicherà un'antologica,la prima in UK, a Robert Filliou, uno degli artisti in riscoperta.
Personaggio poliedrico e affascinante, a quando una bella mostra in Italia?
Comunicato stampa
Opening our 2013-2014 Programme Year, Robert Filliou: The Institute of Endless Possibilities is the first institutional solo exhibition devoted to Filliou (1926-87) in the UK. It considers Filliou's work outside of his close ties to Fluxus in order to focus specifically on his sculptural output and his concern with objects. This exhibition asks the question: when does an everyday object become a sculpture?
Filliou interrupted the definition of sculpture with time and chance. He destabilised sculpture as a fixed and incontrovertible object to construct sculpture through multiple moments of encounter. His work embodies Marcel Duchamp's 1957 statement: 'The creative act is not performed by the artist alone; the spectator brings the work in contact with the external world by deciphering and interpreting its inner qualifications and thus adds his contribution to the creative act'. Robert Filliou: The Institute of Endless Possibilities positions Filliou as an object-maker whose sculptures examine the very nature of the creative act. His methodology pre-empts the first wave of conceptual art, and is a crucial moment for understanding sculpture today.
Underscoring Filliou's work is an interest in what defines and constitutes an artwork. A trained political scientist, Filliou was greatly inspired by the work of Charles Fourier, especially his concept of  'attractive passions' that championed the concept of work as pleasure. Play and joy occupy crucial roles for Filliou, who believed art making was part of a permanent, universal and endless process deeply embedded everyday life.
Two key works in this exhibition are 'Eins. Un. One.' (1984) and 'Musique télépathique nº 5' (Telepathic Music number 1, 1976-1978). 'Eins. Un. One.' consists of 16,000 wooden dice, each bearing the number one on all sides, negating the laws of probability. A similar ludic bluntness can be seen in 'Musique télépathique nº 5', a sculpture made of thirty-three music stands holding playing cards and short notes inscribed with directions. The absence of players is tangible, with the work's title insinuating a collectively shared idea of a score or outcome.
Although this is the first solo exhibition of Filliou's objects in the UK, this is not the first time his work has been seen in Leeds. In 1969 he visited Leeds College of Art, to teach with Robin Page and George Brecht, where he staged a game that became a multiple art works named 'Leeds' in 1976,  which will be displayed in the Institute's foyer. Two card players are blindfolded and guided through their moves by a surrounding audience - the players must collaborate with and trust the judgement of their audience.
Info http://www.henry-moore.org

20/02/13

Netter e i bei tempi di Montparnasse


Apre domani, a Palazzo Reale, la mostra "Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter". 

Jonas Netter fu un grande sostenitore e collezionista che appoggiato dal mercante Léopold Zborowski, costituì un'eccezionale raccolta di opere artistiche.

Sono proposti 120 capolavori, che vanno da Modigliani a Chaim Soutine, distribuite in dodici sale.

La mostra durerà fino all'8 Settembre. 

Apertura coordinata col la settimana della moda, giustamente fra i tanti sponsor la rivista Vogue. 

Tutte le info al sito http://www.mostramodigliani.it

E ora guardiamo tutti indietro …



Segnali c’erano già stati, ad iniziare da Artissima che proiettata al futuro ha aperto una sezione dedicata al passato, strana scelta per una rassegna giovanilistica. Altro forte segnale è stato l’anno scorso a Londra con Frieze Master, che ha avuto un notevole successo.

E ora anche le recenti aste manifestano che c’è più interesse per il passato che per il contemporaneo.

Pare proprio che in questa fase il futuro spaventi per cui meglio rifugiarsi nei bei tempi passati.

 Col rischio però che altrove altri imbocchino la strada del futuro, e infatti così sta succedendo.

Viviamo in un’Europa sempre più stanca e statica mentre altri continenti stanno prendendo piede, e voglia di creare nuovi futuri. 

Lichtenstein alla Tate



Apre oggi una grande mostra su Roy Lichtenstein, alla Tate Modern, una grande retrospettiva.

125 fra i suoi più noti dipinti e le sue sculture. 

Non mancano quindi i noti: Whaam! 1963; Oh, Jeff ...;  Ti amo, troppo ... ma ... nel 1964, ma sono proposte anche  alcune opere più impreviste e meno note.

Tutte le info al sito http://www.tate.org.uk (c'è anche un simpatico blog)

19/02/13

Paul Wallach, minimo equilibrio


La galleria Jaeger Bucher, 5  e 7 rue de Saintonge a Parigi,  presenta fino ad Aprile dei lavori molto interessanti di Paul Wallach, titolo della mostra "h e r e t o f o r e"

Eccovi il comunicato stampa :

h e r e t o f o r e. This slightly archaic English indicates that we are in an “up to now.” It expresses a vision of history across space-time, or, as the poet Nicolas Pesquès puts it in his splendid text on the exhibition, “the support of yesterday for its continuous revival and, in this in-between which is today, the practice of a future that turns its back on nothing.”

The raw material of his sculpture—wood—is a living substance with a smell and a texture, capable of changing over time. The artist is familiar with every aspect of this material, having worked with wood since childhood, and seeing trees as the absolute creation for they are living sculptures inserted in Nature with an infinite diversity of forms; Trees are for him absolute creations, living sculptures infinitely diverse in their forms; this does not prevent Paul Wallach from using other materials, such as plaster, steel, cloth, paper, metal or even glass, which give a great unity to the work in the cohesion of their assembly.
These new works have a likeness in their common means of expression: rough and whitened wood, lightness despite volume, the mysterious way in which they hang naturally on the wall, held by a thread, a pin or a simple nail, resembling spatial forms filled with density varying in appearance and volume according to our own perspective. Volumes in space as much as forms filled with space, these sculptures float weightlessly thanks to their skilfully modelled architectures and geometries: they seem to be conceived from space, changing their point of perspective as they see fit in order to multiply the exploration of our sensory capacities and demonstrate how essential their exploration is for the world we are forming. By multiplying our points of view on these “sculptures that draw or drawings that sculpt, the artist enlarges the experience of our bodies. He opens up a new dimensional communication which is a daily experience for him but which goes against the grain of our ordinary habits and the conventions of our senses.” Thus these sculptures are not objects but “portions of air, voids maintained in barely discernible limits, volumes scarcely bounded, merely signified. One could almost say they are pure spaces, if such a thing could exist, models of possible space, samplings of the word volume”, according to Nicolas Pesquès.

In addition to the traced lines and their drawings in space, which become forms of sculpted space, there is also a painterly dimension to his sculpture, a painting-becoming- sculpture, as it were.
The sculptures of Paul Wallach invite us into the heart of geometry and its many spatiotemporal landscapes as well as mindscapes; their perception is ever renewed according to the time, mood and light.

Chagall fra guerra e pace


Da domani al Musée du Luxembourg prende avvio una grande mostra sulla produzione artistica di Chagall  sul tema delle guerre e della pace.

Un percorso antologico con più di cento lavoro. 

Circa un centinaio di opere, la mostra mette in luce l'unicità con cui Chagall discute rappresentazioni della guerra e quelli di pace.

Info http://www.museeduluxembourg.fr/ 

Non solo arte...


Il sistema dell'arte glorifica sempre la grandi aste di opere "artistiche" e che dire dei grandi successi di altre vendite come quelle del mondo dei fumetti?

L'anno scorso c'è stato il record per Tintin di 1.3 milioni da Artcurial  per una copertina di cui ora ce ne sono solo più cinque copie.

Fatta ad inchiostro e colori gouache nel mese di ottobre 1932 come copertina dell'album "Le avventure di Tintin piccolo giornalista - America"​​, il terzo album della serie, pubblicato nel 1932 edizioni di "Little XX secolo".

Oggi, tre di queste coperture sono Hergé museo, gli altri due sono in mano a privati​​. 


HEY oltre l'arte...



Molto interessante per il confine di gusto e di arte che per la seconda volta, il Museo di Halle Saint Pierre e la rivista HEY! combinano in un mostra che sta sul confine fra moderna e cultura pop.

Anne & Julien, i creatori della rivista HEY! propongono un nuovo incontro tra le correnti della cultura pop, le forme popolari di arte moderna e contemporanea, l'arte outsider e singolarità artistiche 

Un'occasione di vedere artisti che sviluppano autentiche strade espressive  uniche e marginali ai sistema più assodati.

L'evento presenta oltre 60 figure artistiche quali Joe Coleman, Louis Pons, Mati Klarwein, Masami Teraoka, Nevay Heather, Kate Clark, Mu Pan, Amanda Smith, Handiedan o Beb-Deum ...

Arte oggettiva arte soggettiva



Non so se sia male o bene, ma in questi ultimi anni l’arte nella continua sperimentazione è diventato tutt’altro che arte.

Con l'intento di cercare nuovi ambiti espressivi spesso gli artisti si lanciano in attività (sociologiche, archivistiche, documentative …) facendo cose che altri, che hanno reali competenze, fanno meglio.

Il tentativo di trasformare l’arte da oggetto a soggetto dinamico è stato alquanto vacuo, in quanto essa raramente è diventata attiva ma vive in una passività che è parte intrinseca del gesto visivo.

Forse proprio questo cercare a tutti i costi un alternatività a prodotto il vuoto annoiato del benessere… 

un cercare il nulla per soddisfare il proprio troppo…


18/02/13

Resò 3



Sono appena stati resi pubblici i vincitore della terza edizione di RES.O', una iniziativa unica nel suo genere nel panorama italiano, che si inserisce nell'ambito della formazione, promossa dalla Fondazione per l'Arte e coordinata dalle principali istituzioni operanti nel settore della formazione in Piemonte. Partito come progetto avente per obiettivo la creazione di una piattaforma permanente di residenze d'eccellenza per la mobilità degli artisti sia nazionali che esteri, nel 2012 RES.Ò; si è ampliato, fornendo un'offerta formativa completa che si rivolge: 
a) ai giovani artisti, con la consolidata esperienza dellaresidenza in&out 
b) agli aspiranti artisti, con il progetto Meet Up e 
c) agli aspiranti curatori, con il progetto Campo.


Ma ecco i nomi dei futuri residenti per l’edizione 2013 del programma

OUT
Fatma Bucak, presso Townhouse Gallery, Egitto
Franco Ariaudo, presso Khoj International Artists Association, New Dehli, India

IN
Malak Helmy e Nida Ghouse, presso Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Poirino (TO)
Frame Works (Ruchika and Negi), presso il PAV- Parco Arte Vivente, Torino

Al fine di organizzare i tempi e le modalità delle residenze, gli artisti selezionati saranno a breve termine messi in contatto con le relative istituzioni.

Purtroppo la residenza Resò3 di Capacete (Brasile) è sospesa per questioni non legate al programma. Lo staff di lavoro sta attivando una nuova residenza 
presso Lugar a dudas a Cali in Colombia che sarà comunicata nel mese di aprile su www.reso-network.net

17/02/13

Jake & Dinos Chapman a Kiev



Il PinchukArtCentre (Kiev, Ucraina) ieri ha presenta la prima mostra personale di Jake & Dinos Chapman in Ucraina dal titolo "Chicken".

Un ampia retrospettiva che ripercorre l'articolato percorso di questi due noti fratelli artisti inglesi.

Info http://pinchukartcentre.org

Cosmos di Rosemarie Trockel alla Serpentine



Con un percorso antologico la Serpentine Gallery di Londra dedica un'ampia mostra a Rosemarie Trockel (nato nel 1952 a Schwerte in Germania) una delle artiste più appartate e autorevoli di questi ultimi anni.

Info http://www.serpentinegallery.org/


Jean Paul Gaultier a Rotterdam


A una delle figure più creative della moda francese, Jean Paul Gaultier, la Kunsthal Rotterdam dedica un'ampia analisi stilistica, presentando in una chiave critica il sofisticato lavoro dello stilista parigino.

Intitolata 'Il mondo della moda di Jean Paul Gaultier: dal marciapiede alla passerella' raccoglie 35 anni di lavoro d'avanguardia di questo ricercato couturier francese. 

Un percorso storico che mette in evidenza la grande duttilità e fantasia che ha segnato il mondo della moda e non solo. 

Info http://www.kunsthal.nl/

Prossimamente Saint Louis Art Musem



Aprirà con due giorni di festa il 29 e il 30 Giugno 2013 il nuovo Saint Louis Art Museum creato da David Chipperfield con il supporto tecnico di HOK, Intervento che ha ampliato il museo del 30% offrendo anche la possibilità, di parcheggi e servizi vari.

Info http://www.slam.org

New Berkeley Art Museum


Lo studio Diller Scofidio + Renfro ha presentato il nuovo progetto Berkeley Art Museum che vedrà l'inaugurazione il prossimo 2016.

Un'ampliamento luminoso e tecnologico che si inserisce sulla vecchia struttura. 

Info: http://press.bampfa.berkeley.edu/building/

Yoko Ono ottantenne


Il 18 Febbraio di ottant'anni fa nasceva a Tokyo Yoko Ono una delle figure più dinamiche del cultura artistica, diventata poi nota anche per il suo matrimonio col cantante inglese John Lennon.

Prossimamente Panthéon


Mentre da noi i soldi paiono essere finiti in Francia si continua a sostenere e valorizzare il patrimonio pubblico, dopo anni di incurie è stato approvato il progetto di restauro e messa in sicurezza dello storico Panthéon a Parigi, dove riposano le salme di illustri francesi tra cui J.J.Rousseau e V.Hugo, per questa iniziativa son stati stanziati ben 100.000.000 euro, di cui una parte raccolti con una sottoscrizione attraverso internet. Conclusione dei faraonici lavori il 2023

Gioconde come funghi?


Dopo una attribuzione del Prado ora spunta dai caveau svizzeri una nuova Gioconda su tela, chiamata Isleworth Mona Lisa. Stranamente rimasta nascosta per decenni. 

Questa pare provenire da un collezionista americano che l'ha rivenduta ad una fondazione che è stata costituita per promuovere questo quadro, non so perché ma la cosa sa proprio di strano. 

 foto:Isleworth Mona Lisa, Gioconda Louvre, Gioconda Prado.

16/02/13

Vermeer a spasso per Los Angeles


Approfittando del riallestimento del Rijksmuseum di Amsterdam il J. Paul Getty Museum di Los Angeles espone per sei settimane "Donna in blu che legge una lettera" di Johannes Vermeer, una delle opere più intime e suggestive del grande artista olandese. 

L'opera è stata portata in giro per il mondo col fine di raccogliere fondi per la ristrutturazione del museo. Il tour a già toccato le città quali Shanghai e San Paolo, Los Angeles è l'ultima, quando l'opera tornerà ad Amsterdam per la riapertura il 13 Aprile 2013.


Assegnato il premio SustainArt


Ieri è stato assegnato alla francese Julia Rometti e all’ecuadoriano Victor Costales il Premio illy SustainArt, durante la Fiera internazionale d’arte contemporanea ARCOmadrid. La Illy partecipa con una mostra nella sezione speciale “Solo Projects: Focus Latin America”.


L’obiettivo del Premio illy SustainArt è offrire visibilità e occasioni d’incontro con il mercato all’arte dei Paesi emergenti, in un contesto di grande attenzione da parte del pubblico e della critica, estendendo alla comunità artistica internazionale l’approccio di illycaffè alla sostenibilità. Il premio consiste in una somma di 15.000 euroe nella possibilità di presentare un progetto per la realizzazione di una illy Art Collection, le celebri tazzine su cui in vent’anni si sono espressi i più noti esponenti dell’arte contemporanea, accanto a giovani talenti emergenti.

I vincitori sono stati selezionati da una giuria internazionale composta da Natalia Majluf, Direttore del Museo de Arte de Lima; João Fernandes, Vicedirettore di Conservazione, Ricerca e Divulgazione al National Art Center Museum Reina Sofia; Jesús Carrillo, Capo del Dipartimento dei Programmi Culturali nelle Attività Pubbliche al National Museum Art Center Reina Sofia; e da Carlo Bach, direttore artistico di illycaffè.

Gli artisti sono stati selezionati da Inti Guerrero, direttore artistico di TEOR/éTica (Costa Rica);Catalina Lozano, curatore indipendente e co-fondatore di de_sitio (Messico); Gabriel Pérez-Barreiro, direttore della Cisneros Foundation / Patricia Phelps de Cisneros Collection, (New York e Caracas); i curatori indipendenti Alexia Tala (Cile), e Cristiana Tejo (Brasile).


foto: opera di Julia Rometti e Victor Costales alla Galleria Jousse-entreprise

James Franco espone a Berlino



Peres Projects a Berlino, nei giorni della Berlinade, ha inaugurato una mostra di James Franco dal titolo "Town Gay", l'evento è corso in uno storico spazio temporaneo al  Karl-Marx-Allee 87.

L'esposizione esplora una varietà di temi che sono centrali per la pratica artistica di Franco, soprattutto le questioni relative all'adolescenza, personaggi pubblici e privati, gli stereotipi e le altre preoccupazioni della società civile, come l'attenzione della società per la celebrità. 

Franco ha creato la maggior parte dei lavori per "Town Gay" negli ultimi due anni, realizzando molte delle opere in camere d'albergo, monolocali improvvisati e altri luoghi temporanei. Franco fa riferimento a molte delle sue opere cinematografiche e di progetti correlati in alcune parti delle opere in mostra.

James Franco (nato nel 1978, Palo Alto, CA) è un noto attore americano, regista, scrittore e artista. Questa è la sua seconda mostra personale a Berlino con i progetti Peres.

15/02/13

Piero della Francesca a New York



Per la prima volta Piero della Francesca gode di una mostra a New York.

Le sue opere così delicate e fragili sono state riunite dalla Frick Collection per un piccolo ma pregiatissimo evento.

Venerato a suo tempo come un "monarca" della pittura, Piero della Francesca (1411/13-1492) è riconosciuta oggi come una figura fondante del Rinascimento italiano. 

La Frick Collection presenta la prima mostra monografica negli Stati Uniti, dell'artista, che riunisce sette opere, tra cui sei pannelli dalla pala d'altare di Sant'Agostino - il maggior numero di questo capolavoro mai ricomposto per la visualizzazione. 

A queste si aggiungono la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli, pala d'altare di Piero l'unico intatto degli States. 

La mostra di Piero della Francesca in America è anche accompagnata da un ricco programma di conferenze, dibattiti e seminari, galleria.

Riunendo sette dipinti, che Piero fece nella sua città natale di Borgo San Sepolcro, la mostra propone  l'artista come avanguardia nel contesto del suo tempo.

Tra le opere più importanti di Piero v'è la pala d'altare di Sant'Agostino (1454-1469), un grande polittico che sovrastava l'altare maggiore della chiesa locale agostiniana ed è stato smontato intorno al 1555. Una delle figure intere di questa opera, Sant'Agostino, proviene dal Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona, per la prima volta in America con questo allestimento. Riunito per la prima volta con il pannello della Frick, San Giovanni Evangelista, e con i sopravvissuti piccoli pannelli dalla pala d'altare: Santa Apollonia dalla Galleria Nazionale d'Arte, San Leonardo, Santa Monica (?), e la Crocifissione.

Completano il gruppo la Vergine col Bambino in trono e quattro angeli giunti dalla Sterling e Francine Clark Art Institute. Questa pala d'altare, raramente prestato dal suo istituto di appartenenza, è stato presentato a New York solo una volta in quanto la Clark ha aperto al pubblico quasi sessanta anni fa. Rimosso dalla città natale dell'artista, quasi duecento anni fa, è tornato, con questa mostra, nella forma dell'opera di Piero.

Il supporto per la mostra è generosamente fornito dall signora Henry Clay Frick II, The Andrew W. Mellon Foundation, The Gladys Krieble Delmas Foundation, Hester Diamond, il Robert H. Smith Family Foundation, il Samuel H. Kress Foundation, e la Lehman Robert Fondazione.

Aste londinesi, barcolla il contemporaneo tiene il moderno


In queste giornate di aste londinesi si può notare che mentre il moderno, con il top di Jean-Michel Basquiat, tiene in modo pieno i contemporaneo con figure come Peter Doig e Gerhard Richter è più incerto.

Per i nostri segnaliamo un ottimo risultato per Penone e per Pistoletto. 

Come sempre si notano le stranezze fra alcune aste e altre, ma sappiamo bene tutti come anche in questa realtà non tutto è perfettamente trasparente.

Risultati comunque positivi soprattutto quando c'è qualità.

foto: Michelangelo Pistoletto Autoritratto del 62 1962-65

La finzione dell’informazione artistica italiana.


  
Il sistema dell’arte italiana nel suo lento declino rivela strategie perdenti nelle sue finte promozioni culturali.

Riviste, una volta autorevoli, oggi diffondono informazioni distorte per sostenere eventi di dubbio gusto. Una rete d’informazione sempre più appiattita all’annullamento della qualità, col fine di promuovere prodotti di facile smercio, enfatizza eventi o crea apparenti interessi con strategie di attenzione relegate a figure “fantasme”.

In certi spazi si scrivono cose che non combaciano con la realtà, col fine di illudere innocenti collezionisti sulla reale attrazione per manufatti dal basso costo di produzione ma dall’alto prezzo di vendita.

Sono già tanti i collezionisti che hanno scoperto la truffa dell’arte.

In questo particolare momento si scoprono i reali valori di certe produzione artistiche che hanno prodotto una montagna di rifiuti che ora toccherà anche mandare al macero.

Va beh come sempre chi è causa del suo mal pianga se stesso...