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31/03/14

Nicoletta Rusconi Art Projects


La gallerista Nicoletta Rusconi ha dismesso il suo impegno con lo spazio fisico della galleria per volgere il suoi impegno attraverso le nuove forme mediatiche. 

Dal sito "Nicoletta Rusconi Art Projects” si apprende che sono proposti diversi progetti e una residenza per artisti, che si avvierà a breve. www.nicolettarusconi.com


Tanti nuovi progetti che si svilupperanno attraverso questo nuovo modo, sempre più diffuso, di operare nei contesti creativi.

28/03/14

Nonsoloarte Miart 2014

 Installazione di Cildo Meireles

 Eccoci immersi nella settimana del Miart che sulla positiva scia di Artissima ha convogliato un’azione corale fra le tante strutture, pubbliche e private esistenti, realizzando una stimolante occasione di proposte d’arte contemporanea e non solo.

La fiera d’arte si apre giovedì sera e durerà fino a Domenica 30. Parallelamente sarà in corso la fiera Step Art Fair alla Fabbrica del Vapore.

Fra le tantissime mostre segnaliamo sicuramente quella di Klimt dove è anche in corso un’antologica su Piero Manzoni.

Sul fronte più contemporaneo l’HangarBicocca ha la grande mostra installativa di Cildo Meireles, veramente un bel progetto.


In centro c’è la mostra “Year after Year. Lavori su carta dalla UBS Art Collection” alla Galleria d’Arte Moderna di Milano Villa Reale e al Careof/Viafarini  in via Procaccini ci sono due progetti uno di Ludovica Carbotta e l’altro di Driant Zeneli. Mi incuriosisce la particolare catena curatoriale di san maurizio al Crepaccio in via Lazzaro Palazzi 19.

Fra le proposte private ho trovato interesse il lavoro di Gal Weinstein alla galleria Riccardo Crespi, da Gió Marconi ci sono i recenti lavori di Amelie von Wulffen. Collettiva alla Galleria The Flat – Massimo Carasi con le opere di Filippo Armellin, Michelangelo Penso, Dimitry Teselkin e Leonardo Ulian.

Non perdetevi una delle serate di Cine Dreams ospitato al Civico Planetario Ulrico Hoepli (Corso Venezia 57) dalle 22.00 alle 06.00, un’eccitante progetto della Fondazione Trussardi.


Ricordo che per l’occasione il Comune di Milano, per sostenere il fortunato periodo, rende gratuita la fruizione dei suoi musei. Per cui se vi trovate in zona visitateli, sono: Museo del Novecento, Museo Archeologico, Museo di Storia naturale, Musei del Castello Sforzesco, Palazzo Morando, Acquario civico, Galleria d’arte moderna o il Museo del Risorgimento.




ART FOR PORN



ART FOR PORN è una vendita di opere d’arte offerte da artisti per finanziare LE RAGAZZE DEL PORNO, un film di cortometraggi porno d'autore ideati da dieci registe riunite nell’omonima associazione le Ragazze Del Porno. 
LE RAGAZZE DEL PORNO è la prima esperienza collettiva di cinema porno d'autore femminile italiano.

Le registe attualmente coinvolte nel progetto sono Mara Chiaretti, Erica Z. Galli e Martina Ruggeri per Industria Indipendente, Anna Negri, Regina Orioli, Titta Cosetta Raccagni, Lidia Ravviso, Emanuela Rossi, Slavina, Monica Stambrini, Roberta Torre. 

Per contribuire al finanziamento del progetto le Ragazze Del Porno alcuni artisti e collezionisti hanno donato o dato in conto vendita opere da vendere all’interno di un evento organizzato nello studio del fotografo Marco Delogu. 


Questi alcuni degli artisti che hanno aderito:

Jacopo Benassi / Karen Paulina Biswell / Alvise Bittente / Cecilia Capuana / Lorenzo Castore / Federico Ciamei / Silvia Codignola / Angelo Cricchi / Anita Dadà / Edoardo de Falchi / Antonino De Lellis / Marco Delogu / Chico De Luigi / Roberto De Paolis / Luca Donnini / Isabella Ducrot / Tea Falco / Cristina Gardumi / Industria Indipendente / JBrock / Andrea Marchese / Piero Marsili Libelli / Mondo Bizzarro Gallery / Elisa Montessori / MP5 / Giancarlo Neri / Regina Orioli / Ferruccio Orioli / Claudia Pajewski / Simona Pampallona / Chiara Passigli / Massimo Rizzuto / Corrado Sassi / Fortunata Scuderi / Valentina Vannicola / Francesco Vezzoli / Paola Volpi / Debora Vrizzi

27/03/14

we traders - call for Torino


Quale luogo ti piacerebbe adottare a Torino? E come? 

La crisi economica ha colto Torino in un momento di radicale trasformazione, urbanistica e identitaria. Il suo protrarsi ha generato quindi una crescente sensazione d'immobilità. La crisi limita la nostra capacità di visione; ostacola la possibilità, per i cittadini come per le istituzioni, di proiettarsi nel futuro. 


Qualche tempo fa, "Report", il noto programma giornalistico di Rai 3, raccontava la crisi a Torino come una teoria di serrande chiuse e spazi dismessi: il vuoto è ormai una costante, dal centro alle periferie. Il senso di abbandono rischia di creare disaffezione verso la città. 

C'è bisogno, oggi più che mai, d'immaginazione per prendersene cura. 

Sono in molti a proporre idee innovative per riempire i vuoti urbani e reinventare la città dal basso, creando spazi con funzione collettiva dove sperimentare a promuovere modi differenti di vivere, lavorare e pensare insieme. Vuoi essere anche tu tra di loro? Vuoi adottare un luogo che ami e suggerire come abitarlo? C'è uno spazio che ti affascina e che vorresti veder prendere nuova vita? Aspettiamo la tua proposta! 

Chiunque può diventare un We-Trader! Contribuisci con la tua idea su come adottare un luogo a Torino. Descrivila utilizzando un'immagine e un breve testo (massimo 1.000 caratteri) e caricali qui:  http://community.goethe.de/wetraders/index.php .


La comunità voterà online l'idea vincitrice. La proposta più votata sarà presentata nella  mostra We-Traders a Torino   e nel sito web del progetto We-Traders. Il vincitore potrà in seguito visitare la mostra di Berlino, tra luglio e agosto 2014.


Disrupt!on



Come parte dei programmi pubblici, il NMNM -Villa Paloma presenta dal 28 Marzo “Disrupt!on", un'installazione performativa di Julien Bayle, con la curatela di François Larini, che si svolge contemporaneamente fra Monaco e Londra.

Julien Bayle è un artista minimalista che lavora su suoni digitali e visivi. Attraverso sequenze generate digitalmente, e in continua evoluzione, si esplora il fenomeno del disturbo sonoro. Esso si riflette come un sistema che può progressivamente evolversi, attraverso la sua esistenza all'interno di un sistema più ampio e attraverso interventi esterni, imprevedibili.

La performance a Villa Paloma è un pezzo elettronico della durata di circa 30 minuti che esplorare e sviluppare tutti i concetti del suo lavoro, producendo suoni e visualizzando un flusso continuo di dati. L'esecutore interagisce con il suono, a volte modificando i parametri degli oscillatori, a volte modificando i parametri di tempo, ma ogni volta destabilizzando il sistema stesso.

L'installazione dialoga fra Monaco e Londra, tramite internet, utilizzando protocolli di comunicazione di base. I dati immessi nell’ algoritmi dall'artista creano un output sonoro e visivo che si evolve da Monaco, trasformato con le interazione del pubblico attraverso Twitter, fino a Londra. Maggiore è il numero di interazione, maggiore è l'imprevedibilità di uscita del sistema .



As part of its public programme, NMNM–Villa Paloma presents Disrupt!on, a performance installation by Julien Bayle, curated by François Larini (NMNM), which takes place simultaneously and live in Monaco and in London at news of the world space.

Julien Bayle is a minimalist sound and visual artist working at the juncture of sound, visual and digital data. Through successive digitally generated and evolving sequences, Disrupt!on explores the phenomenon of disturbance. It reflects how a deterministic system can progressively evolve—through its existence within a wider system and through external interventions—into something unpredictable.

The Disrupt!on performance at Villa Paloma is an electronic piece lasting about 30 minutes exploring and developing all the work’s concepts, producing its sounds and displaying the continuous flow of data. The performer interacts with sound, sometimes changing the oscillators’ parameters, sometimes altering time parameters without ever using a proper tempo, but every time destabilising the very system he created.

The Disrupt!on installation at news of the world space in London is triggered by the start of the live sound/visual performance in Monaco which activates some of the installation’s processes through the internet, using basic communication protocols. The data fed into the algorithms by the artist creates an aural and visual output which evolves from Monaco, informed, corrupted and ruptured by audience interaction through Twitter as the data travels the net to London. The higher the number of interaction, the greater the unpredictability of the system’s output.

After the end of the performance in Monaco, the London installation is fully launched, and the stimuli received from the present audience or remote participants, through the hashtag #blpmc on twitter, continue to disrupt the installation, creating glitches, reactions, random events and system degeneration. Each hashtag is sensed and contributes to increasing the global installation’s entropy.

Experimenting with the concept of control vs. chaos both in his installations and live performances, Julien Bayle draws from Richard Artschwager’s “blp” idea, seen as a kind of sudden burst of information within various landscapes. In our era of digital sound and “cloud computing,” the name itself—blp, pronounced “blip”—refers to an electronic sound suddenly appearing in our soundscape as a noise, an alarm or a tune…(like Artschwager’s blp suddenly appears in a landscape). Within a computer- and network-based audio-visual system, they can be translated into a behavior that would be new, uncanny and disruptive.

The original blps—an oblong shape developed by Richard Artschwager in 1967–1968—were flat painted pieces of wood, but he soon made them from spray paints and stencils, adhesive decals and rubberized hair. In 1971, the exhibition Sonsbeek buiten de perken (Sonsbeek Between Lawn and Order) took place in the Netherlands. Artschwager’s contribution, Utrecht Projekt, consisted of blps installed around the city and a catalogue of photo-documentation showing the blps in urban and rural settings. The catalogue was accompanied by an album that played the sound of a ticking clock on one side and that of a dripping tap on the other. He considered these mundane noises an auditory counterpart to his blps: background sounds that often go unheeded, but which, once noticed, are almost impossible to ignore.

Nouveau Musée National de Monaco (NMNM) – Villa Paloma presents the most comprehensive retrospective to date of Richard Artschwager’s (1923–2013) work from 20 February until 11 May. The exhibition is organised by the Whitney Museum of American Art, New York, in association with the Yale University Art Gallery, New Haven, and curated by Jennifer Gross, Chief Curator and Deputy Director for curatorial affairs at the deCordova Sculpture Park and Museum, in Lincoln, Massachusetts.

Friday 28 March, 6:30pm–April 13

Nouveau Musée National de Monaco -  Villa Paloma 56 Boulevard du Jardin Exotique  98000 Monaco
www.nmnm.mc

news of the world 50 Resolution Way London SE8 4NT
www.thecentreofattention.org



Miart - Edizione 2014


Oggi si avvia una nuova edizione del Miart, che è in gran spolvero e crescita.

L’evento renderà la città di Milano, per la prossima settimana di fine Marzo, fulcro dell’attenzione culturale ed artistica contemporanea, italiana e non solo.

La curatela di Vincenzo de Bellis, realizzata in questi ultimi anni, è stata di grande coralità, raggiungendo un obiettivo che da anni pareva tanto lontano e quasi impossibile, rendere interessante e pregiata questa storica fiera d’arte italiana.

Un merito è sicuramente aver coinvolto tutta la città, dall’amministrazione comunale con l’apertura dei tanti spazi con importanti mostre, alle gallerie e fondazioni private che si presentano con importanti proposto espositive.


Fra le tante segnaliamo la preziosa collaborazione con la Fondazione Trussardi che quest’anno organizza “Cine Dreams” una rassegna di proiezioni al Civico Planetario Ulrico Hoepli e la mostra antologica su Piero Manzoni a Palazzo Reale. Se poi amate il classico la mostra su Klimt sempre a Palazzo Reale è sicuramente da non perdere.

Questi eventi sono parte dell’iniziative “The Spring Awakening” un programma di mostre, inaugurazioni e aperture speciali in 31 spazi dedicati all’arte tra istituzioni pubbliche, fondazioni e gallerie private.

Ma guardiamo alla fiera che presenterà 148 gallerie, di cui 60 provenienti dall’estero, coprendo 20 paesi stranieri.

L’evento sarà articolato in diverse sezioni. L’ Established, suddivisa in Master, dove 42 gallerie presentano gli artisti più affermati dell’arte contemporanea e Contemporary con 64 gallerie di proposte più attuali. La sezione Emergent, curata da Andrew Bonacina, con 20 gallerie di ricerca e giovani artisti affiancata da THENnow la sezione di 18 gallerie invitate a proporre un confronto tra un artista storico e uno contemporaneo. Conclude l’offerta la sezione curata da Federica Sala definita Object, dove 10 gallerie propongono il design contemporaneo in chiave artistica.

La novità che più incuriosisce di quest’anno è Conflux, curata da Abaseh Mirvali 5 progetti site-specific ideata da giovani artisti sperimentali. I selezionati sono Collabotrative project, Rokni Haerizadeh , Ramin Haerizadeh , Hesam Rahmanian e Iman Raad;  Waldemar Zimbelmann; Goldin + Senneby e Meriç Algún Ringborg, Gaspar Libedinsky; Edgar Orlaineta.


Si confermano, visto il buon successo, gli incontri raccolti sotto il titolo di Miar-talks coordinato da Luca Lo Pinto, con un variegato programma fra moda, arte e design e la serie di Premi e Fondi di acquisizioni in collaborazione con partner istituzionali: che sono il Fondo di Acquisizione Giampiero Cantoni di Fondazione Fiera Milano, il Premio Emergent, sponsor Studio Legale LCA Lega Colucci e Associati, e il Premio Rotary Club Milano Brera per l’arte contemporanea e i giovani artisti.



26/03/14

Dress – art all’ICA di Boston con Nick Cave



Nick Cave noto per i suoi " Sound-suits ", abiti realizzati con oggetti di scarto o trovati in negozi di antiquariato e nei mercatini delle pulci, occupa da alcune settimana lo spazio espositivo dell’ICA di Boston con una stupenda serie dei suoi recenti lavori.


Sembrano abiti ma possono essere considerate delle scultura che si declinano in parte in forma di costumi caleidoscopici. Una colorata arte fruita spesso anche per performance soliste o eventi musicali di gruppo. Sono un genere ibrido creato da un artista come Cave, che ha studiato da ballerino attraverso il Dance Theater di Alvin Ailey e ora dirige il corso di laurea di moda presso la School of Art Institute di Chicago .


Anche se gli abiti appaiono vivace e gioiosa, realizzata con materiali quali bottoni, perline e luminoso pellicce sintetiche, la loro origine è più intima. Cave ha creato il suo primo Soundsuit nel 1992. "Ho costruito questa sorta di armatura protettiva e mettendola mi sono reso conto che avrei potuto fare un suono con essa stessa", ha detto Cave al “The Washington Post” " Mi ha fatto pensare di poter dare forza alla mia azione, una voce protetta"

Recentemente l'artista ha applicato le sue tecniche di assemblaggio anche per sculture con i fiori di ceramica e uccelli, perline e altre stranezze, come alcune sedie impagliate e statue di cani. L’esposizione durerà fino al 4 Maggio 2014.

 

English

Nick Cave first gained widespread recognition for his “Soundsuits”: full-body outfits crafted from discarded objects found in antique shops and flea markets. Part sculpture, part costume, the complex, kaleidoscopically colorful works of art can be displayed as objects, and also often feature in solo and group movement performances. They are the kind of artistic hybrids that could only be created by an artist such as Cave, who trained as a dancer through the Alvin Ailey American Dance Theater and now directs the fashion graduate program at the School of the Art Institute of Chicago.

Although the suits appear vibrant and joyful, crafted from materials such as buttons, beads, and bright synthetic fur, their origin is more sober. Cave created his first Soundsuit after the Rodney King beating in 1992. “I built this sort of suit of armor, and by putting it on, I realized that I could a make a sound from moving in it,” Cave told The Washington Post. “It made me think of ideas around protest, and how we should be a voice and speak louder.”


More recently, the Chicago-based artist has applied his signature assemblage techniques to freestanding sculptures bursting with ceramic flowers and birds, beads, and other cast-off oddities—even furniture and life-size dog figurines. Cave recognizes similarities between these figurines, which he “rescues” from flea markets and antique shops, and dogs rescued from animal shelters. The exhibition will present a selection of these new creations, as well as several new Soundsuits and large bas-relief sculptures that Cave calls “paintings.” Organized by Jenelle Porter, Mannion Family Senior Curator.

 






25/03/14

CineDreams con Stan VanDerBeek, Jeronimo Voss, Katie Paterson


Jeronimo Voss, Eternity through the Stars, 2012 | Planetarium, Orangerie, Kassel 
Photo: Anders Sune Berg | Courtesy the artist & d(13)



English below

In occasione di miart 2014, la Fondazione Nicola Trussardi e miart presentano Cine Dreams, un progetto speciale di arte contemporanea a cura di Massimiliano Gioni e Vincenzo de Bellis pensato per l'eccezionale cornice del Civico Planetario Ulrico Hoepli e realizzato in collaborazione con il Comune di Milano - Cultura.

Le serate di venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 marzo, dalle 22.00, saranno animate da opere di Stan VanDerBeek, Jeronimo Voss e Katie Paterson concepite appositamente per planetari e per l’occasione ripensate per il prezioso edificio in stile neoclassico progettato alla fine degli anni ’20 dall’architetto Piero Portaluppi.

Con installazioni, proiezioni multimediali, interventi sonori e video, Cine Dreams sarà un piccolo festival dell'arte incentrato su storie di costellazioni e di universi, che guarda al planetario come a un luogo di conoscenza e di incontro in cui confluiscono diverse discipline, dall’ottica al teatro, dall’informatica alla letteratura, in un viaggio verso nuovi mondi possibili.

Venerdì 28 marzo il programma apre con la proiezione dell’opera che dà il titolo all’intera rassegna, Cine Dreams: Future Cinema of The Mind, dell'americano Stan VanDerBeek (New York, 1927 – Baltimora, 1984), famoso fin dagli inizi della sua carriera per la ricerca pionieristica nel cinema e nell'animazione sperimentale, che lo portò a essere uno dei primi artisti invitati a insegnare presso il MIT – Massachussets Institute of Technology – nel suo celebre programma di integrazione tra arte e tecnologia. Esempio fondamentale di commistione tra arte e scienza, Cine Dreams: Future Cinema of The Mind – che per la prima volta in assoluto verrà riproposto nella sua versione originale – fu presentato nel 1972 al Strassenburgh Planetarium di Rochester, nello stato di New York. L’opera consiste nella proiezione simultanea di ventuno film sulla volta del planetario, sulla quale scorrono anche proiezioni della calotta celeste. Un’esplosione di forme, suoni e colori che mescola scienza e psichedelia, spettacolo e critica della società delle immagini, Cine Dreams: Future Cinema of The Mind – come molte altre opere di VanDerBeek – è stato spesso interpretato come una premonizione di Internet e della cultura digitale.

Per la presentazione di Cine Dreams: Future Cinema of The Mind a Milano, le proiezioni dureranno otto ore, dalle 22.00 alle 6.00 del mattino. Gli spettatori sono invitati a portare cuscini e coperte e a passare la notte sotto la cupola del planetario, come nella presentazione originale: in questo cinema della mente – come l’aveva definito l’autore – gli spettatori sono chiamati a sonnecchiare e a guardare i film in dormiveglia o a occhi chiusi, sperimentando lo stato individuale e inconscio del sogno in un contesto collettivo e di gruppo. Gli spettatori potranno registrare le descrizioni dei propri sogni su una segreteria telefonica creata per l’occasione, al numero +39 02 80688277, attivo dalla sera di venerdì 28 marzo fino al mattino di lunedì 31 marzo, o mandando un messaggio all’indirizzo email cinedreams@fondazionenicolatrussardi.com

Sabato 29 marzo sarà invece la volta di Jeronimo Voss (Hamm, Germania, 1981), artista tedesco che nelle sue installazioni manipola materiale storico e scientifico per dare vita a nuove storie di costellazioni e universi paralleli. La sua opera Eternity through The Stars – il cui titolo è ispirato all’omonimo saggio del 1872 del francese Louis-Auguste Blanqui sulla possibilità dell'esistenza di dimensioni parallele infinite – consiste nella proiezione sulla volta del planetario di immagini tratte da antiche diapositive astronomiche raffiguranti rivoluzioni di pianeti e viaggi di comete nel sistema solare. Concepita per il Planetario di Kassel e presentata in occasione di dOCUMENTA(13) e più di recente al MMK di Francoforte e al Planetario di Berlino, Eternity through the Stars verrà proiettata per l’occasione in prima assoluta in Italia.

Domenica 30 marzo, infine, chiuderà il programma Katie Paterson (Glasgow, 1981): con un approccio multimediale e multidisciplinare il suo lavoro indaga i grandi temi che da secoli affascinano l’arte e la connettono alla scienza, spaziando in modo poetico e sorprendente dalla natura all’ecologia, dalla geologia alla cosmologia. Con le sue installazioni Paterson sonda la vastità della terra e dell’universo, mettendo gli spettatori al cospetto di distanze sublimi e orizzonti lontanissimi. Per gli spazi del Planetario di Milano l’artista realizza una nuova performance e installazione nella quale combina distanze siderali, suoni e luce: in Earth-Moon-Earth le note di Sonata al chiaro di luna di Beethoven sono state trasmesse sulla superficie lunare sotto forma di onde radio e quindi riflesse sulla terra con ritardi e pause che sono state integrate nella partitura originale, tradotte in suoni e silenzi. L’esecuzione dal vivo al pianoforte di questa nuova versione della Sonata accompagna la proiezione sulla volta del planetario di 27.000 stelle morte.

Con Cine Dreams la Fondazione Nicola Trussardi e miart proseguono la collaborazione iniziata nel 2013 con il progetto speciale Liberi tutti: per la prima volta insieme, hanno animato le serate della diciottesima edizione della fiera d'arte, presentando performance, concerti, intermezzi e pièce d'arte al Teatro Arsenale di via Cesare Correnti.

In collaborazione con miart la Fondazione Nicola Trussardi prosegue con Cine Dreams nella sua azione di supporto e valorizzazione delle espressioni più originali dell'arte e della cultura contemporanea, portando i linguaggi più sperimentali del nostro tempo negli spazi del Civico Planetario di Milano, fatto edificare alla fine degli anni ’20 da Ulrico Hoepli su progetto di Piero Portaluppi e donato alla città di Milano nel 1929. Inaugurato nel 1930, fu il secondo Planetario costruito in Italia, dopo quello di Roma, dotato di una tecnologia all’avanguardia per proiettare l'immagine del cielo stellato sull’intera cupola del diametro di quasi 20 metri. Oggi il Planetario di Milano – il più grande esistente in Italia e il più attivo, con un pubblico complessivo di circa 5 milioni di visitatori coinvolti dalla sua apertura – per la prima volta in assoluto nei suoi oltre ottant'anni di storia ospita un progetto site-specific di arte contemporanea.

Cine Dreams è un progetto ideato e prodotto dalla Fondazione Nicola Trussardi e miart, nell’ambito della diciannovesima edizione della fiera.


Sede Civico Planetario Ulrico Hoepli | Corso Venezia 57, Milano
Date 28, 29 e 30 marzo 2014 ogni sera dalle 22.00

ingresso libero

Programma delle serate

Venerdì 28 marzo | Stan VanDerBeek: Cine Dreams: Future Cinema of The Mind | dalle 22.00 alle 6.00

Sabato 29 marzo | Jeronimo Voss: Eternity through the Stars | dalle 22.00 alle 24.00

Domenica 30 marzo | Katie Paterson: Earth-Moon-Earth | dalle 22.00 alle 24.00




English 

The FONDAZIONE NICOLA TRUSSARDI and MIART present CINE DREAMS

Stan VanDerBeek, Jeronimo Voss, Katie Paterson curated by Massimiliano Gioni and Vincenzo de Bellis

28, 29 and 30 March 2014 - every evening from 10 PM on

Civico Planetario Ulrico Hoepli - Corso Venezia 57, Milan

Free admission


For miart 2014, the Fondazione Nicola Trussardi and miart will be joining forces to present Cine Dreams, a special contemporary art project curated by Massimiliano Gioni and Vincenzo de Bellis, in the unique setting of Milan’s Ulrico Hoepli Planetarium, in collaboration with Comune di Milano - Cultura.

The evenings of Friday 28, Saturday 29 and Sunday 30 March, from 10 PM on, will be animated by the works of Stan VanDerBeek, Jeronimo Voss and Katie Paterson: projects conceived especially for planetariums, which have been adapted on this occasion for a gorgeous neoclassical building designed in the late '20s by architect Piero Portaluppi.

With its installations, multimedia projections, and sound and video works, Cine Dreams will be a miniature art festival that weaves tales of constellations and parallel universes, turning the planetarium into a place of discovery where different disciplines—optics, theater, computer science, literature, and more—flow together in a journey to find new possible worlds.

On Friday 28 March, the program will open with the work that lends its title to the entire series: Cine Dreams: Future Cinema of The Mind, by American artist Stan VanDerBeek (b. 1927 in New York – d. 1984 in Baltimore). Famous from the early days of his career for his pioneering work in experimental film and animation, he was one of the first artists invited by MIT to teach in its renowned program integrating art and technology. A groundbreaking example of how art can be wedded to science, Cine Dreams: Future Cinema of The Mind—presented here for the very first time in its original version—was shown in 1972 at the Strasenburgh Planetarium in Rochester, New York. The piece consists in the simultaneous projection of twenty-one films on the planetarium dome, with images of the night sky also moving across its surface. An explosion of shapes, sounds and colors that blends science with psychedelia, pure spectacle with a critique of the society of images, Cine Dreams: Future Cinema of The Mind—like many other works by VanDerBeek—has often been seen as a premonition of the Internet and of contemporary digital culture.

For the presentation of Cine Dreams: Future Cinema of The Mind in Milan, the projections will last eight hours, from 10 PM to 6 AM. As in the original 1972 presentation, viewers are invited to bring pillows and blankets and spend the night under the planetarium dome: in this cinema of the mind, as the artist called it, viewers are invited to doze off, to watch the films while half-asleep or with their eyes closed, experiencing the private, unconscious dream state in a collective, group setting. Viewers can record descriptions of their dreams in a voicemail box set up for the purpose at +39 02 80688277, active from the evening of Friday 28 March until the morning of Monday 31 March, or by emailing cinedreams@fondazionenicolatrussardi.com.

The evening of Saturday 29 March will feature Jeronimo Voss (b. 1981 in Hamm, Germany), a German artist whose installations reshape historical and scientific materials into new stories of constellations and parallel universes. His work Eternity through The Stars—whose title is borrowed from an 1872 essay by French theorist Louis-Auguste Blanqui about the potential existence of infinite parallel dimensions—consists in the projection of images from old astronomical slides onto the planetarium dome, showing the revolutions of planets and the paths of comets through the solar system. Conceived for the Kassel Planetarium and presented at dOCUMENTA (13), and more recently at MMK in Frankfurt am Main and at the Berlin Planetarium, Eternity through the Stars will be shown here in its Italian premiere.

On Sunday 30 March, the program will close with the work of Katie Paterson (b. 1981 in Glasgow). Taking a multimedia, multidisciplinary approach, Paterson explores the great themes of science that have fascinated art over the centuries, ranging between ecology, geology, and cosmology in a startling, poetic way. Her installations probe the vast reaches of the Earth and universe, bringing viewers face-to-face with sublime distances and faraway horizons. For Cine Dreams Paterson creates a new performance and installation conceived specifically for the Milan’s Planetarium, combining astronomical distances with the sounds and lights of all the dead stars. In Earth-Moon-Earth, the notes of Beethoven’s Moonlight Sonata are bounced off the moon’s surface and back to earth as radio waves, becoming a new score where the gaps and delays from the journey are translated into sounds and intervals. In Milan, this new moon-altered version of the Sonata is performed live, accompanying the projection of the light from 27,000 dead stars.

With Cine Dreams, the Fondazione Nicola Trussardi and miart are carrying forward the collaboration that began in 2013 with the special project Liberi Tutti: joining forces for the first time, they kept the energy of the art fair’s eighteenth edition flowing well into the night with performances, concerts, intermezzos and plays at the Teatro Arsenale in Via Cesare Correnti.

With Cine Dreams, the Fondazione Nicola Trussardi, in partnership with miart, continues its mission of fostering and promoting original expressions of art and contemporary culture, bringing the most experimental language of our time into unconventional spaces such as the Civic Planetarium of Milan, designed by Piero Portaluppi in the late ’20s for Ulrico Hoepli, who donated to the city in 1929. Opened in 1930, it was the second planetarium to be constructed in Italy, after Rome’s, and employed state-of-the-art technology to project an image of the starry sky onto the entire dome, measuring almost twenty meters across. Over its eighty years of history, the Milan Planetarium, the largest and most active in Italy, has welcomed a total of some five million visitors. This will be the first time the space is used for a contemporary art exhibition. 

Cine Dreams is a project conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi and miart, for the nineteenth edition of the fair.


Location
Civico Planetario Ulrico Hoepli | Corso Venezia 57, Milano
Date 28, 29 and 30 March 2014 - every evening from 10 PM on

free admission

Calendar   

Friday 28 March | Stan VanDerBeek: Cine Dreams: Future Cinema of The Mind | from 10 PM to 6 AM

Saturday 29 March | Jeronimo Voss: Eternity through the Stars | from 10 PM to 12 AM

Sunday 30 March | Katie Paterson: Earth-Moon-Earth | from 10 PM to 12 AM

 

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24/03/14

Totò Nudo di Diego Perrone




CRIPTA747 è lieta di presentare Totò Nudo di Diego Perrone.


Lunedì 24 marzo abbiamo il piacere di presentare il secondo lavoro del progetto Groupage.
Groupage è una mostra collettiva in progress presentata attraverso una serie di colloqui, discussioni e momenti di approfondimento intorno a opere in prestito da gallerie, musei e collezioni private Dalle ore 18:00 l'artista in conversazione con Barbara Casavecchia (critica e curatrice)

Diego Perrone (Asti 1970) Vive e lavora tra Asti Milano e Berlino.
Uno dei più importanti artisti italiani di rilievo internazionale, al suo attivo due Biennali di Venezia, una di Berlino. Le sue opere sono state esposte dal Centre Pompidou di Parigi al PS1 di New York, CAPC Musèe d’Art Contemporain, Bordeaux MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologn e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino

Barbara Casavecchia è una scrittrice e curatrice indipendente con sede a Milano, dove insegna all'Accademia di Belle Arti di Brera .
Contributing editor per Frieze, scrive per Art Review, Agenda Art, Mousse, D/La Repubblica, Kaleidoscope, Flash Art, Studio.
Con Anna Daneri, ha ideato il progetto nomade My Private, con mostre di Gregor Schneider ( 2003), Patrick Tuttofuoco ( 2004), Michael Sailstorfer ( 2005), Pietro Roccasalva ( 2006), Kris Martin ( 2007) e la mostra collettiva Scappato dal Italia al Centre d'Art Contemporain, Ile de Vassivière , in Francia. Con Andrea Zegna è responsabile del progetto di arte pubblica All'Aperto ( Fondazione Zegna , Trivero , IT), con progetti site-specific di Daniel Buren ( 2008), Alberto Garutti ( 2009), Stefano Arienti ( 2011), Roman Signer ( 2012), Marcello Maloberti ( 2013), e i rispettivi catalochi, editi da Mousse. Recentemente , al Museo Marino Marini di Firenze, ha curato Campo , una mostra personale di Andrea Kvas ( 2013) . Ha curato Enzo Mari , 25 Modi per piantare ONU chiodo ( Mondadori, 2011) .

Cripta747 è un organizzazione per l'Arte Contemporanea e la Ricerca.
Il progetto fondato a Torino nel 2008 è diretto da Elisa Troiano e co-curato da Alex Tripodi e Renato Leotta. Attualmente la sede operativa del progetto è il basement della Galleria Franco Noero, luogo in cui sarà realizzato un progetto stagionale dedicato al paesaggio e al Mediterraneo, "NAV".
"Navigazione a vista" si svilupperà in un percorso di osservazione e di indagine, attraverso un lavoro di ricerca sul campo, tra artisti, ricercatori e scrittori .
L' idea è quella di mantenere un monitoraggio trasversale dedicato alle ricerche e alle realtà italiane, riflettendo sulla geografia da un punto di vista etimologico: un insieme di architetture e pensieri, che si concretizzano per mezzo di collaborazioni con soggetti sensibili dislocati in tutta la penisola.

Presentazione Curata da Cripta747 per il programma NAV 2013/2014
Courtesy collezione Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Supported By Fondazione CRT, Torino

Lunedì 24 marzo 2014 H 18:00 - Cripta747

CRIPTA747
via Regaldi 007, Torino

Tu che prezzo mi dai? Quotazioni, compensi, resti …


Tocchiamo ora uno degli argomenti più impervi del mondo dell’arte, il prezzo dell’opera.

Qui si sono spesi fiumi di parole e di idee, strategie, per cui anch’io contribuisco col mio piccolo rio di pensieri.

Dare un valore a un oggetto artistico è la cosa più strana che si possa fare, che dire ad esempio di un’opera di Spoerri o quelle di Tino Seghal?

Elementi che caratterizzano il valore di un lavoro artistico sarebbero di sicuro la qualità, la rarità del manufatto, la notorietà dell’artista, l’eventuale provenienza, l’esposizione in particolari eventi/mostre, e anche la sua storia o gli aneddoti che l’hanno accompagnata. A tutto questo, che è già di difficile quantificazione, spesso si aggiungono altri parametri, che vanno dal luogo di vendita, l’eventuale presenza di personaggi famosi all’evento, l’enfatizzazione che si crea nella promozione, realizzata attraverso i media e, nel momento della vendita in un’asta, anche chi è il battitore, capiamo che tutto va per strade imparagonabili.

Ovviamente come in tutti i settori di mercato pure quello dell’arte è proposto in differenti tipi di prodotti per coprire tutte le fasce di possibili acquirenti, che abbiano poche centinai di euro o tante migliaia, esistono, infatti, opere in stampa, manufatti in multipli e poi crescendo di prezzi oggetti di dimensioni e qualità diversi.

In questi ultimi anni un particolare sfasamento di valori lo ha dato il mondo delle aste, soprattutto le note Christie’s e Sotheby’s, entrambe londinesi, che hanno avviato una strana rapida crescita, con prezzi vertiginosi di certi “autori” (a me pare una pura speculazione pensare che un artista mediocre del presente possa valere di più un raro maestro del passato), ma poi ci sono anche situazioni come Phillips e Dorotheum che operano in modo diverso e con una maggiore normalità.

Come avrete capito dare un prezzo a un’opera è praticamente n fatto soggettivo, si trovano così diversi approcci da quello del coefficiente che vede un valore minimo/massimo (esempio da 1 (artista alle prime armi) a 10 (artista affermato) dentro cui inquadrare l’artista moltiplicandolo per le dimensioni della sua opera, ad esempio artista giovane con coefficiente 2, per un un quadro di dimensioni 80 x 60,  risulta 2 x ( 80 + 60 ) = 280 euro, troppo poco?

Va beh allora prima decidete il prezzo e poi inventatevi il modo per ottenerlo.

Via come vedere è un argomento molto aperto e speculativo, voi conoscete altri metodi?




23/03/14

Odorava di futuro ... grande antologica su Piero Manzoni a Milano


Finalmente la città di Milano omaggia uno dei suo artisti più geniali con una grande antologica a Palazzo Reale, nelle stupende sale delle Colonne.

Spesso trascurato e quasi dimenticato, forse per la sua incredibile ironia, Piero Manzoni torno al centro della vita culturale milanese con oltre 120 opere esposte in forma cronologica.


Sicuramente è stato uno degli artisti più geniali e innovatori, a volte molto controverso, del XX secolo. Era nato a Soncino nel cremonese, ma ben presto si trasferì nella capitale economica del paese, dove morì nemmeno trentenne, nel 1963.
La mostra è promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e SKIRA editore, curata da Flaminio Gualdoni e Rosalia Pasqualino di Marineo, in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni ed è realizzata nell’ambito del progetto “Primavera di Milano”.


Milano è stata la sua città, dove ha operato da protagonista della stagione di maggior fervore del secondo dopoguerra, ponendosi a fianco di un maestro come Lucio Fontana e agendo da referente primario della neoavanguardia europea, tra la Francia di Yves Klein e la Germania del gruppo Zero, l’Olanda del gruppo Nul e la dimensione cosmopolita di Nouvelle Tendance.


Mezzo secolo è trascorso dalla sua scomparsa precoce, e il riconoscimento internazionale di Manzoni è un fatto compiuto.
Per questo Milano ha deciso di dedicargli un mostra, la più importante mai realizzata in città dalla sua morte, che ne documenti il percorso in tutta la sua ampiezza e ricchezza problematica attraverso la presentazione di circa 120 opere che rendono conto della sua intera parabola artistica.


Genialmente radicale, Manzoni viene raccontato dagli esordi in area postinformale alla concezione degli Achromes, dalle Linee alle Impronte, dal Fiato alla Merda d’artista, dal coinvolgimento del corpo fisico vivente nell’opera alla dimensione totalizzante dell’esperienza estetica di progetti come il Placentarium.

“Questa mostra è uno dei capisaldi della ‘Primavera di Milano’, il palinsesto di eventi culturali che abbiamo voluto dedicare a tutti gli artisti che hanno fatto grande la nostra città e la sua storia, con mostre, concerti, spettacoli e approfondimenti, che si snodano in giro per Milano lungo la primavera del 2014” – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

22/03/14

Collecting People/ serie inversa - Pinuccio Revello




Collecting People/ serie inversa

Pinuccio Revello


Saturday march 22  2014
4:00 pm

Tram Diogene
C.so Regio Parco 
C.so Verona - Torino

Pinuccio Revello, artista cuneese classe 1968.
Pinuccio presenterà al pubblico del tram parte del suo lavoro, con un focus particolare sul progetto La Causa del Nulla, frutto di una serie di considerazioni sulla natura delle cose, dal quale l'artista è partito per misurare convergenze e divergenze tra le nozioni di Unico e Moltitudine, sia sotto l'aspetto formale che concettuale.
“se si considera la Moltitudine nel concetto, questa torna ad essere singolarità di moltitudine e quindi Unico, se si considera l'Unico nella forma, questi tende ad esserci nella Moltitudine come espressione dell'Unico.”  P.Revello

Pinuccio Revello, artist from Cuneo born in 1968.
Pinuccio presents to the tram's audience a part of his work, with a particular focus on the project La Causa del Nulla (The Cause of Nothing), the result of a series of considerations about the nature of things, from which the artist started to measure convergences and divergences between the notions of One and Multitude, at both formal and conceptual level.
“If we consider the concept of Multitude, this goes back to being the singularity of the multitude and then One, if we consider the form of One, this tends to be in the Multitude as an expression of the One.”  P. Revello

  

La moda italiana affascinerà Londra, il Glamour della Moda Italiana dal 1945 al 2014 alla V&A

 

Nella vicina Sloane Street spopolano i negozi di moda italiana che per qualche settimana troveranno ospitalità anche nel rinnovato Victoria and Albert Museum in una affascinante mostra a sfondo storico.

Si tratta della rassegna “Il Glamour della Moda Italiana 1945 – 2014” che si svolgerà dal 5 Aprile al 27 Luglio 2014.

 

Una prima grande rivisitazione storica sulla moda italiana, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. La mostra esplorerà questa importante industria nazionale attraverso gli individui e le organizzazioni che hanno contribuito alla reputazione Italia per la qualità e lo stile nel mondo intero e che ancora oggi è fra i più importanti motori di sviluppo del paese.

Questo comparto produttivo ha affascinato tutti, dai grandi personaggi dello star system, come Audrey Hepburn e Elizabeth Taylor, che furono fra le prime ambasciatrici dello stile italiana fra gli anni 1950 e 1960, fino ai personaggi popolari nel mondo del web nel nostro presente che si postano gli ultimi manufatti creati.

La rassegna mira a tracciare la storia del glamour italiano dal 1945 ai giorni nostri. Dalla prima magnifica sfilata nella “Sala Bianca” a Firenze del 1950 ai nuovi sistemi produttivi tecnologici. Partendo dal punto di vista delle aziende, che dopo la seconda guerra mondiale, hanno sviluppato una grande sinergia fra la creatività, la tradizione artigianale e la produzione.


Sfileranno alcuni dei più importanti nomi delle tantissime case di moda che saranno presenti, dai notissimi nomi quali Pucci, Valentino, Gucci, Missoni, Giorgio Armani, Dolce & Gabbana, Fendi, Prada e Versace, ai personaggi storici come le Sorelle Fontana o Simonetta.



21/03/14

Un attimo di vita - Fra nudi freudiani e speculazioni moderne


Presso la Galleria Luxembourg & Dayan a Londra è in corso fino al 5 Aprile, una piccola e stimolante mostra dal titolo  'A Not So Still Life' realizzata attorno a due significativi dipinti di Lucian Freud, presentati insieme ad altre opere d’arte moderna.

Lucian Freud con la sua pittura ha creato un genere completamente nuovo nella rappresentazione della figura umana. I suoi soggetti presenti  in “ritratti nudi” quasi come animali, accovacciati in angolazioni dirette. Attimi di vita, dipinta con una straordinaria e penetrante umanità.

 

'A Not So Still life' propone due dipinti di Freud: "in una sedia rossa” del 1999 e “Davide e Eli”  del 2003.

Realizzati dopo lunghe sessioni di lavoro hanno una forte impronta emotiva.

In uno la figura femminile è ritratto senza nome, nella seconda immagine si annunciano nel titolo due amici di Lucian Freud.

Entrambe le figure sono sezionate nella loro presenza fisica, accentuata proprio dalle intenti dell’artista  "Sono interessato a loro come figure animali. Mi interessa quella dimensione primordiale, la loro individualità”.

Questi due lavori sono presentati in dialogo con altre opere che riprendono il tema intenso della fisicità umana.


Ci sono così un lavoro di Marcel  Duchamp del 1951, la scultura ' Feuille de vigne femelle' che si riferisce a Freud, il nonno dell’artista, con una rappresentazione frontale dei genitali femminili. Una pittura di Max Beckmann del 1930 “Hunde ( Cani ). “Gummibaum” di Eugen Knaus fatta nel 1931 e il ritratto di Otto Dix ' Bildnis Jankel Adler “ dipinto nel 1926.

Opere che in modo diverso riprendono il tema della realtà diretta e della fisicità umana.