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Visualizzazione post con etichetta Palazzo Reale. Mostra tutti i post
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09/03/25

Leonor Fini a Palazzo Reale in Milano

Leonor Fini, Femme assise sur un homme nu, 1942, oil on canvas, 33x46x1,5 cm. Private Collection © Leonor Fini Estate, Paris
 
Da pochi giorni a Palazzo Reale a Milano è stata inaugurata una delle più importanti e complete retrospettive mai dedicate a Leonor Fini (Buenos Aires, 1907 - Parigi, 1996), un viaggio nell’universo visionario e ribelle dell’artista italo-argentina. La mostra, a cura di Tere Arcq e Carlos Martín, è promossa dal Comune di Milano - Cultura e prodotta da Palazzo Reale e MondoMostre, con il supporto dell’Estate di Leonor Fini.
 
A distanza di quasi un secolo dalla sua prima personale d’esordio a Milano negli spazi privati della Galleria Barbaroux nel 1929, Leonor Fini torna in città con una mostra che vuole celebrare l’eclettismo e il genio di un’artista poliedrica, in un percorso intellettuale che intreccia Italia e Francia, ricostruendo le tappe principali della sua carriera artistica e le influenze che hanno plasmato la sua visione.
 
L’esposizione rappresenta un momento cruciale per riscoprire la figura di Fini, restituendo nuova luce al suo lavoro e rivelandone il carattere più profondo, oggi più che mai influente. Leonor Fini ha affrontato, solitaria e da ribelle, i temi della società contemporanea, spaziando dalla messa in discussione del genere e dell’identità ai modelli consolidati di famiglia, mascolinità e femminilità. I suoi dipinti sono popolati da figure femminili potenti, sfingi, donne-gatto e uomini ambigui, avvolti in atmosfere misteriose e a tratti inquietanti, dove dominano l’enigma e il tragico. Esplorazioni psicoanalitiche ispirate dalle letture di Freud, che si manifestano attraverso le rappresentazioni del sogno e dell'inconscio.
 
In un percorso che include circa 100 opere, tra cui 70 dipinti, disegni, fotografie, costumi, libri e video, la retrospettiva propone un’approfondita rilettura in chiave contemporanea dell’intera opera di Leonor Fini che ha attraversato da protagonista la scena culturale europea dagli anni Trenta del Novecento sino alla fine del secolo, lavorando a un immaginario formale dal tono onirico, unico anche tra le esperienze surrealiste.
La mostra Io sono Leonor Fini, attraverso 9 sezioni tematiche, si addentra nell’immaginario dell’artista rivelandone fonti e influenze, dalla cultura mitteleuropea di Trieste - città connotata dalla presenza di intellettuali come James Joyce, Rainer Maria Rilke o Italo Svevo - ai grandi maestri del passato, come Piero della Francesca, Michelangelo e i pittori manieristi. Da loro Fini assorbì le lezioni sul colore e sulla figura umana, utilizzandole per veicolare messaggi rivoluzionari.
A ispirare il mondo interiore di Leonor Fini è il contatto con il Surrealismo e con la sua cerchia di artisti e intellettuali, tra cui figurano Max Ernst, Salvador Dalí, Man Ray, Jean Cocteau, Georges Bataille. Complice anche la lettura degli scritti di Freud, Fini esplora gli spazi della mente e del sogno, da cui scaturiscono motivi mitologici e fantastici. Pur non aderendo mai ufficialmente al movimento surrealista, l’artista italo-argentina vi contribuisce con una spinta classicista, frutto della sua formazione italiana e dello studio del Rinascimento.
 
In un mondo prevalentemente maschile, dal quale prende presto le distanze, Leonor Fini con la sua personalità eccentrica e provocatoria ha percorso in solitaria la via dell’arte, lontano da convenzioni e regole. Fini ha elaborato un linguaggio complesso e simbolico, arricchito dalle sue continue incursioni nel mondo del teatro, del cinema, della moda, della letteratura, che la vedono protagonista in veste di scenografa, costumista, scrittrice e illustratrice.
La mostra è accompagnata da un catalogo completo, che raccoglie tutte le opere esposte e include saggi dei curatori e di studiosi internazionali. Saranno inoltre presenti testi scritti dalla stessa Leonor Fini, che offriranno uno sguardo intimo sul dialogo tra la sua arte visiva e la sua dimensione letteraria.

02/08/24

MUNCH. Il grido interiore


Edvard Munch, Starry Night. Oil on canvas, 1922-1924. Photo © Munchmuseet

Il prossimo 14 Settembre prende avvio a Palazzo Reale in Milano una grande mostra sul complesso percorso artistico di Edvard Munch con oltre 100 opere prestate eccezionalmente dal Munch Museum di Oslo.

L'evento, organizzato da Palazzo Reale e Arthemisia, è una speciale occasione per poter conoscere e scoprire uno dei più importanti artisti del secolo scorso, che ha espresso la complessa dinamica del vivere umano. 


Edvard Munch, Melancholy Oil on canvas, 1900-1901. Photo © Munchmuseet


CS

Palazzo Reale e Arthemisia rendono omaggio a uno dei più importanti artisti del Novecento, che ha saputo interpretare il tormento e l’inquietudine dell’essere umano. L’ampia retrospettiva racconterà l’intero percorso umano e artistico di Munch, esponendo opere tra le più note e iconiche della storia dell’arte.

Dopo 40 anni dall’ultima mostra a Milano, Edvard Munch (Norvegia, 1863 -1944) viene celebrato con una grande retrospettiva, promossa da Comune di Milano – Cultura, con il patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma, e prodotta da Palazzo Reale e Arthemisia, in collaborazione con il Museo MUNCH di Oslo.

Protagonista indiscusso nella storia dell’arte moderna, Munch è considerato un precursore dell’Espressionismo e uno dei più grandi esponenti simbolisti dell’Ottocento, nonché l’interprete per antonomasia delle più profonde inquietudini dell’animo umano.

La vita di Munch è stata segnata da grandi dolori che lo hanno trascinato ai limiti della follia: la perdita prematura della madre e della sorella, la tragica morte del padre, la tormentata relazione con la fidanzata Tulla Larsen. Tutto ha contribuito a formare la poetica di Munch, che riuscirà a esprimere, grazie a un eccezionale talento, il suo grido interiore trasformandolo in opere d’arte. I suoi volti senza sguardo, i paesaggi stralunati, l’uso potente del colore riescono a raggiungere ogni essere umano, trasformando le sue opere in messaggi universali, il malessere esistenziale che affligge ogni essere umano. È questo che ha determinato la grandezza di Munch, rendendolo uno degli artisti più iconici del Novecento.

La mostra, curata da Patricia G. Berman, una delle più grandi studiose al mondo di Munch, racconterà tutto l’universo dell’artista, il suo percorso umano e la sua produzione, e lo farà attraverso 100 opere, tra cui una delle versionilitografiche custodite a Oslo de L’Urlo (1895), ma anche La morte di Marat (1907), Notte stellata (1922–19249), Le ragazze sul ponte (1927), Malinconia (1900–1901) e Danza sulla spiaggia (1904).

Ad arricchire la mostra milanese, è previsto un ricco palinsesto di eventi che coinvolgerà diverse realtà culturali della città e che andrà ad approfondire la figura dell’artista ed espandere i temi delle sue opere esplorando diversi linguaggi, dal cinema all’architettura, dalla musica alla letteratura e molto altro.

Il programma sarà pubblicato prossimamente sui canali di comunicazioni dei partner coinvolti.

La mostra avrà una seconda tappa a Roma, a Palazzo Bonaparte, dal 18 febbraio al 2 giugno 2025.

09/01/24

El Greco a Palazzo Reale Milano

 


Grande successo di pubblico per la mostra su Doménikos Theotokópoulos, in arte, El Greco, allestita fino all'11 Febbraio al Piano nobile di Palazzo Reale.

La mostra articolata, in cinque sezioni, affronta il lungo percorso creativo di questo straordinario artista del Tardo Rinascimento, sintesi tra Oriente e Occidente, che si è caratterizzato per una sua originalità espressione artistica che ha influenzato i più grandi maestri del contemporaneo da Picasso a Bacon. 

L'esposizione presenta anche opere di alcuni riferimenti artistici che influenzarono il noto artista di Creta, come le opere di Tiziano, Tintoretto e Bassano. 



CS

Per la prima volta a Milano, un ampio e inedito progetto espositivo dedicata al grande pittore conosciuto come El Greco: gli spazi del Primo Piano di Palazzo Reale accoglieranno da mercoledì 11 ottobre 2023 a domenica 11 febbraio 2024 il progetto espositivo inedito El Greco curato da Juan Antonio García Castro, Palma Martínez - Burgos García e Thomas Clement Salomon.

La mostra, che vanta prestigiosi prestiti internazionali è l'occasione per presentare l'opera dell’artista cretese alla luce delle ultime ricerche sul suo lavoro: El Greco propone infatti una profonda e innovativa riflessione storico-critica, i cui punti di forza sono costituiti dall’attenta riconsiderazione dell’impatto dei modelli italiani nella formazione dell’artista e dalla proposta di un’interpretazione degli esiti dell’ultimo periodo toledano dell’attività di El Greco in termini di consapevole recupero di un’impostazione compositiva in senso lato bizantina.

Il percorso espositivo è articolato in sezioni pensate in modo da tenere costantemente a fuoco il rapporto dell’artista con i luoghi in cui ha vissuto per offrire ai visitatori con grande chiarezza e immediatezza d’impatto una precisa ricostruzione storico-biografica, istituendo nel contempo una serie di stringenti confronti con la grande pittura romana e veneziana, facendo emergere il potente tema del labirinto per sottolineare come la vita di El Greco sia stata una sorta di immenso romanzo di formazione svoltosi tra le capitali culturali del Mediterraneo.

Per la realizzazione di questo progetto espositivo, grandi musei hanno concesso in prestito per questa mostra autentici capolavori, tra i quali i celebri San Martino e il mendicante e il Laocoonte della National Gallery di Washington, il Ritratto di Jeronimo De Cevallos del Museo del Prado, le due Annunciazioni del Museo Thyssen-Bornemisza, il San Giovanni e San Francesco delle Gallerie degli Uffizi. Oltretutto la mostra vanta la presenza di opere straordinarie provenienti da istituzioni ecclesiastiche che per la prima volta arrivano in Italia, quali il Martirio di San Sebastiano della Cattedrale di Palencia, l’Espulsione dei mercanti dal tempio della Chiesa di San Ginés di Madrid e l’Incoronazione della Vergine di Illescas.








27/01/20

Un camino di bellezza



Nel Salone delle Guardie Svizzere del Palazzo Reale di Torino è in corso il lavoro di restauro, a cura di Palazzetti, del meraviglioso camino monumentale del 1661, realizzato in marmi policromi e pietre dure, con una struttura nobilitata da colonne binate, putti barocchi di Bernardino Quadri e busti antichi di imperatori romani, in marmo bianco di Carrara.

L’attività di restauro è attenta ai numerosi interventi eseguiti in passato che richiedono una completa revisione ed in molti casi il ripristino dell’operazione, di consolidamento o rifinitura. In sintesi l’intervento prevede:

– La verifica e laddove necessario il preconsolidamento degli elementi lapidei;
– Il riposizionamento e fissaggio delle parti distaccate ed instabili;
– La pulitura dei depositi superficiali;
– L’asporto degli strati protettivi e cerature apposte in passato;
– La rimozione dei depositi incoerenti ed incrostazioni;
– La rimozione delle ridipinture localizzate ad imitazione del marmo in corrispondenza di rifacimenti; – L’asporto delle stuccature inidonee, debordanti e non più funzionali;
– La stuccatura di lacune e fenditure, la ristilatura delle giunzioni tra elementi;
– La reintegrazione pittorica ed adeguamento cromatico di eventuali aloni residui;
– L’applicazione del protettivo finale.

E’ possibile seguire i lavori grazie ad una postazione live al link   https://palazzetti.it/azienda/la-cornice-del-tempo/    


13/01/20

Van Cleef & Arpels una storia fra tempo, natura e amore


Un mondo oscuro, simile ad una caverna, ospita le luminose gemme della mostra "Van Cleef & Arpels: il Tempo, la Natura, l’Amore” in corso fino al 23 Febbraio nel Palazzo Reale di Milano.

La famosissima maison di gioielleria francese, fondata nel 1906 e ora parte della galassia del lusso Richemont, porta, in un magnifico allestimento, più di 400 pezzi fra gioielli, orologi e oggetti preziosi realizzati dai suo abili artigiani. 

Il progetto espositivo, curato da Alba Cappellieri, si muove ispirandosi alle Lezioni Americane di Italo Calvino, e si articola in tre sezioni - Tempo, Natura, Amore che si sviluppano nelle dieci sale.


I preziosi gioielli sono accompagnati da materiale informativo e storico, disegni, documenti d'archivio, che narrano della complessa produzione creativa che si attua per poter realizzare questi fantastici monili, frutti di grande passioni e lavoro.

Tutto il materiale è raccolto in un bel catalogo edito da Skira.

La mostra è promossa dal Comune di Milano ideata da Van Cleef & Arpels in collaborazione con Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, l'ingresso è gratuito.




02/12/19

Emilio Vedova a Milano


A Palazzo Reale di Milano apre al pubblico dal 6 dicembre 2019 al 9 febbraio 2020 la mostra EMILIO VEDOVA. L’esposizione, tra le più importanti mai dedicate a uno dei maggiori artisti del ‘900, è promossa da Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. La mostra è curata da Germano Celant e si colloca a conclusione del lavoro della Fondazione per celebrare il centenario della nascita di Emilio Vedova (Venezia, 1919 – 2006).

L’esposizione EMILIO VEDOVA nasce con un progetto e un allestimento che vedono la spettacolare Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale quale luogo espositivo ideale, proponendo una chiave inedita per restituire il linguaggio artistico del pittore. Per questa mostra, che presenta opere che vanno dagli anni ʼ40 agli anni ʼ90, sarà realizzato uno speciale intervento, progettato dallo studio Alvisi Kirimoto di Roma, che prevede l’esposizione, sia a muro che a pavimento, di una sessantina di opere, alcune delle quali di imponenti dimensioni, che danno conto del valore fondamentale dell’opera di Emilio Vedova nel contesto dell’arte contemporanea internazionale.

L’itinerario biografico e professionale del grande pittore sarà ricostruito nella Sala del Piccolo Lucernario che precede l’ingresso a quella delle Cariatidi. Qui una cronologia, composta da dati biografici, immagini e dichiarazioni poetiche, sarà accompagnata da una selezione di opere che copre il lungo arco della produzione artistica di Vedova.

In occasione della mostra di Palazzo Reale, la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova pubblicherà con Marsilio Editori una monografia, curata da Germano Celant, dedicata alla ricostruzione della vicenda artistica e biografica del pittore veneziano, arricchita da un ampio apparato iconografico.

INFORMAZIONI

EMILIO VEDOVA
Palazzo Reale - Piazza Duomo 12, Milano
6 Dicembre 2019 – 9 Febbraio 2020

Orari
lunedì 14.30 - 19.30
martedì, mercoledì, venerdì 9.30 - 19.30
giovedì, sabato 9.30 - 22.30

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

INGRESSO GRATUITO

www.palazzorealemilano.it
www.fondazionevedova.org

09/11/19

Pelagio Palagi a Torino. Memoria e invenzione nel Palazzo Reale.



Presso Palazzo Reale si è inaugurata ieri sera il progetto espositivo dedicato all'eclettico Pelagio Palagi, disegnatore, architetto e pittore,

Sotto il titolo "Pelagio Palagi a Torino. Memoria e invenzione nel Palazzo Reale"  si approfondirà l'attività svolta a Torino a partire dal 1832 dall'architetto bolognese in qualità di "Pittore preposto alla decorazione dei Reali Palazzi" su commissione del re Carlo Alberto di Savoia.

La mostra, che si apre il 9 novembre 2019 e chiuderà i battenti il 9 Febbraio 2020, si tiene proprio là dove l'arte di Palagi ha raggiunto la massima espressione, nel Palazzo Reale di Torino, che l'architetto riallestì per i Savoia conferendo alla struttura un nuovo e monumentale aspetto, allineato alle nuove esigenze legate alle grandi ambizioni del sovrano e al cerimoniale di corte.

Un lavoro che oggi potremmo definire di restyling, eseguito anche grazie anche alla collaborazione di un team di pittori (Francesco Gonin, Carlo Bellosio), scultori e stuccatori (Giuseppe Gaggini, Francesco Somaini, Diego Marielloni), ebanisti (Gabriele Capello detto il Moncalvo), bronzisti (ditte Colla e Odetti, Manfredini e Viscardi).

Tra i capolavori realizzati spicca la Sala da Ballo, una delle massime espressioni di Palagi, che ancora oggi mantiene intatto il suo fascino, lasciando visitatori e addetti ai lavori a bocca aperta.

05/03/18

Gli impressionisti di Philadelphia


A Palazzo Reale di Milano giungono, dal 7 Marzo al 2 Settembre, alcune selezionate opere delle grandi collezioni d’arte moderna e impressionista che sono uno dei fiori all’occhiello del Philadelphia Museum of Art
Un patrimonio unico e di inestimabile valore, perché assemblato grazie alla donazione di singole opere, ma anche di intere raccolte caratterizzate dalla forte personalità dei collezionisti, che spesso le hanno create in stretta collaborazione con gli artisti.
La mostra porta in Italia, per la prima volta, 50 capolavori da queste collezioni, proponendo al pubblico un nuovo sguardo sui grandi maestri dell’Impressionismo e delle Avanguardie quali Monet, Degas, Renoir, Picasso, solo per citarne alcuni.
L'evento è organizzato da MondoMostreSkira 


20/05/17

Palazzo Reale Torino

Il complesso dei Musei di Torino è magnifico, un luogo di continue meraviglie e sorprese.