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20/08/19

Prossimamente Romainville



Un nuovo quartiere dell'arte si sta formando nell'area nord di Parigi, si tratta della zona denominata Romainville dove oltre al Frac, Fonds régional d’art contemporain, la Fondazione Fimincom, col suo centro di creazione artistica, vedrà a breve l'apertura di una serie di note gallerie che si trasferiscono in questo quartiere, come Air de Paris, Josselyn Wolff, Air de Paris, In Situ – Fabienne Leclerc, Imane Farès et Vincent Sator.


Prossimamente fiere d'arte

Artissima 2018

Ed eccoci nuovamente giunti alla fine dell'estate per riprendere il corso del mondo dell'arte, iniziamo a dare un'occhiata alle tantissime fiere che ci aspettano fino alla fine dell'anno.

Ovviamente iniziamo dalla più importante del panorama italiano con Artissima dall'1 al 3/11 (parallelamente Flashback, Paratissima, The Others), e proseguiamo con la stimolante ArtVerona dall'11 al 13/10.

Fra quelle internazionali segnalo Chart Art Fair a Copenhagen alla fine di Agosto, Berlin Art Week dal 11/09 al 15/09,  viennacontemporary dal 27/09 al 30/09, la settimana di Frieze dal 3 al 6/10 a Londra (parallelamente ci sono Roy’s Art Fair, British Art Fair, 1:54 Art Fair, Moniker Art Fair, Sunday Art Fair, The Other Art Fair), segue poi la Fiac dal 17 al 20/10 a Parigi (parallelamente ci sono Paris Internationale, Asia Now, Outsider Art Fair, Art Élysées e Yia  Art Fair), e poi si conclude l'anno con Art Basel Miami dal 5 al 8/12 (parallelamente ci sono Scope, World Art Road Show, Nada).

Peterloo memorial di Jeremy Deller



Da pochi giorni è stato inaugurato il monumento per ricordare il 200 ° anniversario del massacro di Peterloo a Manchester.


Si tratta di un’opera che l’artista Jeremy Deller ha ideato come spazio quotidiano, in forma di una serie di deschi che formano una piccola altura, su cui sono scritti i nomi delle vittime del massacro del 1819.

 

19/08/19

Il fascino dell'ombra nell'arte



Le ombre ci accompagnano sempre e l'arte spesso le ha usate come metafore del nostro intimo vivere,  così la Fondation de l’Hermitage di Losanna propone una mostra con opere dall'antichità al presente.





CS

Après l’exposition « Fenêtres » en 2013, la Fondation de l’Hermitage poursuit son exploration des grands thèmes de l’iconographie occidentale et propose de découvrir les multiples facettes de l’ombre. Avec une sélection inédite de près de 140 œuvres, le parcours traverse 500 ans d’histoire de l’art et convoque des formes artistiques très variées, allant de la peinture à l’installation, en passant par la sculpture, l’estampe, le dessin, le découpage, la photographie ou encore la vidéo.  




Que ce soit dans l’autoportrait (Rembrandt, Delacroix), les recherches sur la perspective (Bandinelli, de Hooch), le travail sur le clair-obscur (Cambiaso, Jordaens, Wright of Derby) ou la dramatisation des paysages chez les romantiques (Friedrich, Carus, Bendz), les chefs-d’œuvre présentés témoignent de l’intérêt continu des artistes pour ce thème. Parmi les points forts de l’exposition figurent les ombres impressionnistes (Monet) et post-impressionnistes (Cross, Sorolla), mais aussi une section confrontant les ombres inquiétantes et paradoxales des artistes symbolistes (Degouve de Nuncques, Spilliaert), expressionnistes (Munch), surréalistes (Dalí, Magritte, Ernst) et de la Nouvelle Objectivité (Schad, Stoecklin). Les usages de l’ombre dans la création moderne et contemporaine sont, quant à eux, déclinés à travers des œuvres emblématiques de Picasso, Warhol, Boltanski ou encore Kosuth, tandis que les artistes vidéo (Acconci, Otth, Maisonnasse) réinterprètent les grands mythes des origines qui, de Platon à Pline, relient l’ombre, l’art et la connaissance. En contrepoint, une importante section photographique rassemblant notamment des images saisissantes de Steichen, Ray, Friedlander et Tillmans, montre que ce thème suit la photographie comme son ombre…

Catalogue
L’exposition est accompagnée d’un ouvrage richement illustré, contenant un avant-propos de Sylvie Wuhrmann et Aurélie Couvreur et des essais de Marco Costantini, Corinne Currat, Michel Hilaire, Dominique Hoeltschi, Patrizia Lombardo, Dominique Païni, Michel Pastoureau, Didier Semin, Victor Stoichita, publié en co-édition avec La Bibliothèque des Arts, Lausanne.

Commissariat
Sylvie Wuhrmann, directrice de la Fondation de l’Hermitage
Aurélie Couvreur, conservatrice de la Fondation de l’Hermitage
Victor I. Stoichita, professeur ordinaire en histoire de l’art des temps modernes à l’Université de Fribourg  

18/08/19

Piscina d'artista



Cosa c'è di più bello che in queste belle calde giornate  d'estate di tuffarsi in una fresca piscina, tanto più se a decorarla è una nota artista come Joana Vasconcelos come è successo alla Fondazione Jupiter Artland  vicino a Edimburgo 



Realizza con le note ceramiche portoghesi è uno stupendo spazio movimentato dalle linee cromatiche ideate dall'artista. 









17/08/19

Quadriennale Open call - laboratorio Napoli 2019



 C'è tempo fino al 23 Settembre per potersi iscrivere al workshop della Quadriennale che si svolgerà a Napoli dal 27 al 29 Novembre 
La tradizione italiana “dell’arte del porgere” sembra essersi offuscata all’interno del dibattito più recente delle arti visive. Il workshop vuole riportare all’attenzione di artisti e curatori il ruolo centrale che rivestono oggi il tema e la pratica del display. Non solo il display afferisce alle relazioni tra le opere e lo spazio all’interno di una mostra, ma detta le modalità di avvicinamento e le coreografie attraverso cui i pubblici si confrontano con le opere d’arte.

 Il tema analizzato dal workshop permette da un lato di riflettere sulle condizioni in cui i lavori di un artista vengono presentati e di interrogarsi sul loro status, dall’altro di sondare potenzialità e insidie comunicative della pratica allestitiva in nome dei fini commerciali o di propaganda di cui è stata oggetto nel corso della sua storia. Il workshop si rivolge a giovani curatori e artisti che lavorano con i media più diversi (come scultura, fotografia, installazione, disegno, immagini in movimento, performance e pittura) e che intendono approfondire il concetto di presentazione e di relazione dell’opera con i suoi contesti. 
I tutor invitati a concepire le attività del workshop esploreranno il tema da diversi punti di vista: storico, pratico, in relazione agli studi femministi e queer nonché ai valori spaziali e architettonici. Napoli, con la sua ricca e sofisticata tradizione allestitiva museale e commerciale, offre un contesto unico per diversità e inventività di soluzioni.
Nella spettacolare cornice di un’istituzione significativa e all’avanguardia come quella del Madre, Q-Rated Napoli 2019 rende omaggio alla città che è tra i principali motori della produzione e circolazione artistica italiana.
DISPLAY è il titolo del workshop Q-Rated Napoli 2019 organizzato presso il Madre – museo d’arte contemporanea Donnaregina, istituzione partner e sede del workshop.
Madre – museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli
27, 28, 29 novembre

DISPLAY
con
Krist Gruijthuijsen, direttore della KunstWerke di Berlino
Lucy McKenzie, artista e membro del progetto di collaborazione Atelier E.B con Beca Lipscombe, designer
Fredi Fischli & Niels Olsen, curatori dello spazio espositivo dell’Istituto di Storia e Teoria dell’Architettura dell’ETH di Zurigo

Méca un nuovo centro culturale a Bordeaux



La città di Bordeaux si è arrichita di un nuovo stupendo centro culturale che costeggia il fiume Garonna fra gli storici edifici di Gustavo Eiffel.

Si tratta del MÉCA (Maison de l'économie créative et culturelle) progettata dal BIG del danese Bjarke Ingels con più di 18.000 mq di spazi per teatro, cinema, studi d'artista, uffici artistici con l'Oana, esposizione col Fondo Regionale dell’Arte Contemporanea (FRAC) e spazi di ristoro.



La mostra di apertura, che durerà fino al 9 Novembre si intitola “Il est une fois dans l’Ouest” e guarda al futuro dell'arte miscelando oltre cento artisti. 

Un grande edificio dinamico da cui si può godere, sull'assolata terrazza di un stupenda veduta sulla città. 

Mentre in Italia raramente l'amministrazioni comunali si attivano sul fronte cultura la Francia conferma la sua capacità pubblica di sviluppare cultura ed economia con questo investimento di 60 milioni di euro.




Louise Bourgeois dialoga con Pablo Picasso





Hauser& Wirth presso la sede di Zurigo presenta una mostra museale dal titolo  ‘Louise Bourgeois & Pablo Picasso: Anatomies of Desire’ .

Un valido progetto espositivo che raccoglie opere da musei e collezioni private per un totale di oltre novanta lavori proposti in un ottimo allestimento, curato da Marie-Laure Bernadac.






16/08/19

Preis der Nationalgalerie 2019

Ecco i finalisti del premio Nationalgalerieiniziativa supportata dal 2006 dal gruppo BMW, tra cui sarà annunciato il prossimo 12 Settembre il vincitore, le loro opere sono proposte in una mostra all' Hamburger Bahnhof - Museum für Gegenwart  di Berlino.


CS

Supported by BMW as long-term partner, Pauline Curnier Jardin (born 1980 in Marseille), Simon Fujiwara (born 1982 in London), Flaka Haliti (born 1982 in Pristina) and Katja Novitskova(born 1984 in Tallinn) have been nominated for the Preis der Nationalgalerie 2019 by an international jury this March. 


The museum prize is awarded every two years and pays tribute to artists under 40 who live and work in Germany. The four artists will be presented in a joint exhibition at the Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart – Berlin from August 16, 2019 to February 16, 2020. All four artists show spatial ensembles in which they combine existing and new works. The tonality and handwriting of the four spatial work presentations is very different; what they have in common is an explicit reference to aspects of our contemporary European society.

With her transgressive artistic approach, which combines visual and narrative elements of theatre and cinema, Pauline Curnier Jardin creates a stage space. In this walk-in installation, cinematic and sculptural work intermesh in Curnier Jardin’s characteristic manner. Her composition of the two films “Explosion Ma Baby” (2016) and the new production “Qu'un Sang Impure” as well as the sculptural work “Peaux de Dame in the Hot Flashes Forrest” (2019) create a wild web around desire and reproduction.

In the shortlist exhibition, Simon Fujiwara presents a compilation of four works that stem from his investigation of contemporary mass phenomena and their economic, socio-political, and media aspects. The very different works illustrate the extent to which these phenomena have an emotional component of their own. The video installation “Likeness” (2018) focuses on the figure of Anne Frank and her media-effective staging and instrumentalization.

Flaka Haliti continues her two series “Its urgency got lost in reverse (while being in constant delay)” and “Is it you, Joe?” for the exhibition. Two colorful idle robots, composed of materials from abandoned KFOR field camps in Kosovo – the discarded pieces of a peace process – are juxtaposed by the artist with the transformable figure of Joe, who has accompanied her since 2015 as a difficult to grasp alter ego. In the staging that shapes the entire space, the two groups of works are just as much interlocked as they rub against each other. 

Katja Novitskova became known as one of the pioneers of an artistic language called “Post-Internet Art”. For the shortlist exhibition, she creates a virtuoso, multi-part and multi-layered “environment” of sculptural elements, murals and projections of various kinds. Here, too, the works in the overall installation form a common, closely interlocking structure. The works are based on Novitskova's interest in current research in biotechnology and revolve around the question of the future existence of the organic as a component of technological processes.

An international jury will choose the winner on September 12, 2019. The award consists of a solo exhibition with a catalogue at Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart – Berlin in the fall of 2020. 

The jury consists of: 
Annie Fletcher (Director of IMMA – Irish Museum of Modern Art, Dublin)
Anna-Catharina Gebbers (Curator at Hamburger Bahnhof –Museum für Gegenwart – Berlin)
Udo Kittelmann (Director of Nationalgalerie – Staatliche Museen zu Berlin)
Philippe Vergne (Director of Serralves Museum of Contemporary Art, Porto)
Theodora Vischer (Senior Curator of Fondation Beyeler, Basel)

Also on September 12, this year's winner of the Förderpreis für Filmkunst, which the Nationalgalerie has been awarding together with the German Film Academy since 2011 and which includes a prize money of 10,000 euros, will be announced.

The opening of the exhibition will take place at Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart – Berlin on August 15, 2019 from 8.00 PM

Collection Night Berlin



Il prossimo venerdì 23 Agosto a Berlino alcuni delle più importanti collezioni private della città saranno aperte al pubblico per una serata speciale di condivisione d'arte. 

Una dozzina di importanti collezionisti d'arte si sono organizzati per aprire in una serata unica le proprie collezioni agli appassionati d'arte. 

Un evento molto interessante che potete approfondire e organizzare visitando il sito http://berlincollectors.com/  a cui potete fare riferimento per tutti i dettagli. 



Thomas Schulte estate con Matt Mullican e Richard Deacon


 


Per l’estate la galleria Thomas Schulte propone l’installazione “Red, Yellow, Green, In Time by US-American” dell’artista concettuale  Matt Mullican, mentre nei suoi spazi presenta le opere in ceramica di Richard Deacon raccolte col titolo  “Flash, Bang, Wallop.”








15/08/19

30 anni del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino




Chiude il 1 Settembre la mostra “The ground we have in common”, curata da Patrizia Boschiero e Nicolas Vamvouklis, che il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino ha ideato per festeggiare i suoi trent'anni di attività.




CS 

La Fondazione Benetton e le Gallerie delle Prigioni presentano The Ground We Have in Common, la mostra dedicata alla trentesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, che quest’anno vede protagonisti I giardini del tè di Dazhangshan in Cina.

In occasione della trentesima edizione, la mostra, parte integrante delle attività che costituiscono il Premio, si tiene per la prima volta alle Gallerie delle Prigioni di Treviso e affianca alla componente documentaria l’esposizione di opere d’arte contemporanea.

Partendo dall’esplorazione del paesaggio dei giardini del tè di Dazhangshan, il percorso della mostra mette in luce il contesto geografico e architettonico di un territorio che è storicamente il cuore delle coltivazioni della pianta del tè e della produzione della bevanda che ne deriva, la sua valenza storica e culturale.

Nelle fattorie di Dazhangshan, nella contea di Wuyuan, oltre duecentocinquanta famiglie di agricoltori coltivano le piante del tè secondo i principi dell’agricoltura biologica, tenendo vivo un luogo in cui lo stretto rapporto tra il paesaggio e chi da esso ricava sostentamento garantisce la continuità di tradizioni culturali e valori estetici, in condizioni di equilibrio tra uomo e natura. Sono questi i temi approfonditi anche dal documentario creato appositamente per questa edizione del Premio e diretto da Davide Gambino, in collaborazione con Gabriele Gismondi.

The Ground We Have in Common ripercorre quindi idee e temi che hanno attraversato alcune delle precedenti edizioni di questo Premio a un luogo, con opere d’arte, materiali d’archivio, testi, fotografie, pubblicazioni, video e il documentario diretto da Davide Gambino. Unendo ricerca artistica e indagine paesaggistica, l’esposizione si snoda tra contributi di natura diversa ed esplora i linguaggi scelti da artisti contemporanei che indagano la nozione di giardino in senso ampio e quella della cura della terra.

Una selezione di opere si relaziona con i temi essenziali del Premio Carlo Scarpa ma attraverso chiavi di lettura diverse. Storia e memoria sono le lenti attraverso cui osservare la relazione simbiotica tra l’umanità e l’ambiente naturale, lasciando emergere interrogativi che riguardano la tutela di quest’ultimo da un lato e le istanze di rinnovamento dall’altro. L’indagine si sofferma poi sul ruolo che il commercio e lo scambio hanno nel determinare il modo in cui viviamo i contesti che ci circondano. Idea, questa, che esplora l’opera sonora di Susan Hiller, ispirandosi alle teorie di Mendel sulla trasmissione dei caratteri ereditari, mentre le fotografie di Petros Efstathiadis esprimono un rapporto complesso con il proprio luogo d’origine, un’esperienza fortemente legata al contesto locale dell’artista e che, allo stesso tempo, rappresenta un vissuto condiviso universalmente.

Un altro tema presente nella selezione delle opere è la fisicità degli elementi naturali. Frutta, foglie e semi sono la materia prima che compone le delicate architetture naturali di Christiane Löhr, mentre il legno è il tramite per la percezione del suono nel lavoro di Michele Spanghero, e, ancora, c’è la creta, che dà forma  alla creazione di William Cobbing commissionata appositamente per la mostra. Questi materiali sono un omaggio alle competenze manuali e teoriche necessarie a trasformare il paesaggio e a trasmettere la conoscenza della cura condivisa della terra e dell’ambiente dal contesto locale a quello globale.


Da martedì 2 luglio la mostra è arricchita da una nuova installazione, “Here in My Garden”, posizionata nella piazzetta antistante il Duomo di Treviso. 

Questo nuovo allestimento, concepito per il piccolo spazio espositivo all’aperto, è composto da specchi e foto di grandi dimensioni che ritraggono le coltivazioni del tè di Dazhangshan.

La città si specchia nell’installazione che restituisce inaspettatamente l’immagine di un luogo naturale e trasforma l’ambiente urbano in un giardino onirico dove le colline del tè diventano protagoniste. Lo spazio pubblico diventa così un paesaggio senza confini, popolato di riflessi e rimandi in cui si muovono i volti dei visitatori.

L’opera, curata dall’architetto Tobia Scarpa e da Enrico Bossan e collocata nel cuore di Treviso, intende suggerire il bisogno di una maggiore consapevolezza dell’importanza della cura e della tutela del paesaggio e della città.

Curatori: Patrizia Boschiero e Nicolas Vamvouklis. 
Artisti:  Antonio Biasiucci, Andrea Caretto & Raffaella Spagna, William Cobbing, Petros Efstathiadis, Susan Hiller, Christiane Löhr, Laura Pugno, Naufus Ramírez–Figueroa, Elham Rokni, Armén Rotch & Gilda RG, Michele Spanghero, Cao Yuxi (James).

Video d'arte


Eccovi una nuova selezione di video su Youtube di questa settimana.

Prosegue la mini serie che la Fondazione Cartier a realizzato sulla mostra "Nous les Arbres"




C'è poi l'intervista a Junya Ishigami  per il suo Pavilion alla Serpentine Gallery di Londra.





Riflessioni sull'opera di Gerhard Richter 



Intervista a Paul Mpagi Sepuya, alla mostra Stonewall 50, intervistato dal curatore del CAMH Dean Daderko.


13/08/19

Prossimamente new Moma



E' stata confermata la data dell' ampliamento del Moma che sarà il prossimo 21 ottobre 2019, con una nuova presentazione dell'arte moderna e contemporanea.

L'espansione, sviluppata dal MoMA con gli architetti Diller Scofidio + Renfro, in collaborazione con Gensler, aggiunge più di 40.000 piedi quadrati di spazi per gallerie e consentirà al museo di mostrare molte più opere d'arte in modo nuovo e interdisciplinare. 

Nei nuovi spazi saranno proposti programmi dal vivo e spettacoli che reagiscono, mettono in discussione e sfidano le storie dell'arte moderna e dell'attuale momento culturale. 


Exterior view of The Museum of Modern Art on 53rd Street © 2017 Diller Scofidio + Renfro


Un'innovativa piattaforma per l'educazione al secondo piano inviterà i visitatori a connettersi con l'arte che esplora nuove idee sul presente, sul passato e sul futuro. 

Le gallerie sul livello della strada, gratuite e aperte a tutti al piano terra, collegheranno meglio il Museo a New York City e avvicineranno l'arte alle persone nelle strade del centro di Manhattan.

Marina Abramovic a Milano


  



Dopo il successo di Firenze torna a Milano Marina Abramovic alla Pinacoteca Ambrosiana  col ciclo di video “The Kitchen. Homage to Saint Therese” proposto dal 18 ottobre al 31 dicembre 2019,  nella suggestiva Cripta di SanSepolcro, recentemente restaurata.




CS

Dal 18 Ottobre al 31 Dicembre 2019, Marina Abramovic arriva nel complesso della Pinacoteca Ambrosiana, nell’area sotterranea dell’antico foro romano di Milano, all’interno del percorso di visita della Cripta di San Sepolcro, con il ciclo di video “The Kitchen. Homage to Saint Therese”. Continua quindi il connubio, proposto dal Gruppo MilanoCard, tra questa antichissima area di Milano e la video arte con i grandi artisti contemporanei, iniziato nel 2017 con Bill Viola e proseguita poi con Michelangelo Antonioni e Andy Warhol.


“The Kitchen. Homage to Saint Therese” è un’opera molto significativa nella quale Marina Abramovic si relaziona con una delle più importanti figure del cattolicesimo, Santa Teresa d’Avila. L’opera si compone di tre video, che documentano altrettante performance tenute nel 2009 dall’artista nell’ex convento di La Laboral a Gijón, in Spagna.

Curata da Casa Testori e prodotta dal Gruppo MilanoCard, gestore della Cripta di San Sepolcro, in collaborazione con la Veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana, la mostra sarà parte del percorso di visita che porterà a rivedere la Cripta di San Sepolcro, da poco riportata a pieno splendore grazie ai grandi lavori di restauro che la hanno interessata.

12/08/19

Kohei Nawa a Hong Kong


La galleria Pace negli spazi di Hong Kong propone gli elaborato lavori dell’artista giapponese Kohei Nawa. 





11/08/19

10/08/19

L'altalena dell’inutilità






Cosa non si fa per farsi pubblicità, mi riferisco all’idea dell'altalena che è stato realizzato da due docenti di architettura californiani che ora hanno realizzato un divertente gioco da inserire nel famoso muro sul confine fra gli USA e il Messico.

Ma cosa mi colpisce non è tanto il progetto, un'idea carina, ma come stranamente questo muro, che esiste da anni, ora sia così di moda, sorge spontanea la domanda come mai prima nessuno ne criticava la formazione?

Penso che sia una delle tante finzioni di chi cerca di apparire alternativo; così lagnarsi ora pare una inutili azioni di critica all’attuale governo statunitense.

Tipica strategia di un sistema che punta a non scalfire la realtà ma a sfruttarla per farsi pubblicità, azioni che spesso il mondo dell’arte adotta per avere un poco di ironica visibilità.


09/08/19

Art video selection

Ecco una nuova sezione che proporrà  video dal vasto canale di Youtube sul mondo dell'arte.


intervista a P.Piccinini dal Louisiana Channel





Intervista a Luc Tuymans sulla mostra a Palazzo Grassi 






Il Met ci parla dello scultore Robert Laurent





Licenza d'artista al Guggy di New York




Per festeggiare i sessanta anni di attività il Guggenheim ha aperto i suoi caveau agli artisti Cai Guo-Qiang, Paul Chan, Jenny Holzer, Julie Mehretu, Richard Prince, e Carrie Mae Weems per il progetto espositivo “See Artistic License at the Guggenheim”.




I noti artisti hanno così potuto portare, dalla vasta collezione permanente, oltre 300 opere nella mitica spirale di Frank Lloyd Wright, creando un interessante percorso fra storia e gusto personale condiviso con i visitatori del museo.



08/08/19

Arte contemporanea, meglio tardi che mai ...




Quando oramai tutti usano la multimedialità e sono già tantissimi i progetti creativi, anche il sistema dell’arte pare accorgersene, e si vedono alcune tracce, già datate e un poco ridicole fra la collaborazione fra il New Museum di New York e il gruppo Apple che hanno selezionato i soliti nomi modaioli proposti come innovativi e all’avanguardia.




Ovviamente pare che nessuno sappia che a Linz c’è già un bel museo e un fantastico festival (Ars Electronica) che da oltre vent’anni presenta tantissime proposta di opere con le nuove tecnologie, che sono molto più evolute che queste finzioni “artistiche”.

Come sempre il sistema dell’arte arriva dopo e cerca di farsi autenticare come innovativo.




L’evento ovviamente ha uno sponsor tecnologico anche lui molto fighetto e caro, il noto gruppo Apple che proprio sull’apparenza ha sempre costruito il suo brand. Qui sostiene le opere degli artisti Nick Cave, Nathalie Djurberg and Hans Berg, Cao Fei, John Giorno, Carsten Höller, e Pipilotti Rist, che possono essere visionate, dal prossimo 10 Agosto, con l’ennesima inutile app  [AR] T Viewer da scaricare. 

Da quello che si vede non pare che siano stati fatti grandi sforzi, più un gioco che una vera interazione, dai ci si consola cercando i mitici Pokemon, questo sì un grande folle progetto creativo del 2016.