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06/12/19

Restyling alla National Portrait Gallery


La National Portrait Gallery di Londra si appresta a rifarsi l’abito col progetto dello studio Jamie Fobert Architects che avvierà dal prossimo anno al 2023 un grande lavoro di ristrutturazione. 

In questo lasso di tempo le opere non saranno però depositate in quieti scantinati, ma viaggeranno per la Gran Bretagna e anche in alcuni musei internazionali per far conoscere questo bel museo londinese. 

Se volete potete anche dare un contributo per sostenere il progetto di recupero, tutti i dettagli qui .

Di questa galleria ho sempre amato molto le belle mostre e il meraviglioso ristorante all’ultimo piano, con una vista verso il Tamigi fantastica. 


05/12/19

In Norvegia a tutto Twist



Immerso in un quieto bosco a poca distanza dal centro di Jevnaker, in Norvegia, “The Twist” è il nuovo emozionante museo del collezionista Christen Sveaas, che rinnova gli spazi del Kistefos museo che era stato avviato nel 1996, dedicato prevalentemente alla scultura.




Un suggestivo spazio espositivo, ideato dallo studio di architettura danese BIG-Bjarke Ingels Group, che si pone come un elegante ponte sul fiume Randselva.




Oltre 1000 metri quadrati di spazi che ospiteranno mostre di arte contemporanea come il primo progetto “Hodgkin and Creed – Inside Out” che pone in dialogo il lavoro di Howard Hodgkin con Martin Creed e l’evento espositivo “Time, time, time” dedicato a otto giovani artisti norvegesi.



04/12/19

Turner Prize 2019, vincono tutti!



Finalmente un gesto coraggioso da parte dei selezionatori del premio Turner 2019, che su suggerimento dei partecipanti, assegnano il premio a tutti in forma collettiva, visto che l'arte non è un gioco a premi ma un valore culturale e delimitarlo è sempre un segno di banalità.

Via un gesto innovativo che difficilmente sarà seguito, soprattutto per i tanti interessi commerciali, ma che in qualche modo segna un cambiamento. 

Save Orazio!



Fa sempre un certo effetto vedere come il dinamismo culturale inglese sappia attivarsi su diversi fronti tra cui quello dell’arte, come il recente caso della National Gallery che ha attivato una iniziativa di raccolta fondi per poter acquisire “Il ritrovamento di Mosè” di Orazio Gentileschi, e come la popolazione sia ricettiva. 

Promo

Mancano circa due milioni di sterline, sono già stati raccolti 17 milioni, e l’opera in deposito temporaneo al museo potrà diventare di proprietà del museo, visto che ora aveva una prelazione che sta per scadere il prossimo anno. Ovviamente c’è anche l’azione sui social, con hashtag #SaveOrazio.


Curator Letizia Treves gives a short talk on Orazio Gentileschi's 'The Finding of Moses'.

03/12/19

Arte Fiera: la 44a edizione


 Fra due mesi prendi avvio la 44a edizione di Arte Fiera, al secondo anno con la direzione artistica di Simone Menegoi, che inaugurerà il prossimo 23 Gennaio e chiuderà Domenica 26 gennaio 2020.

Grande rinnovamento per le diverse sezioni dalla Main Section a cui si affiancheranno tre dinamiche sezioni. 

Ci sarà una grande attenzione alla pittura con una sezione inedita nelle fiere d’arte, Pittura XX1, unico caso a livello internazionale di evento specifico alla tecnica artistica, con una selezione curata da Davide Ferri, critico e curatore indipendente, evento che vedrà anche l'interesse di note gallerie internazionali come Bernhard Knaus di Francoforte e Arcade di Londra. 

Altra novità sarà Focus, che proporrà l’arte della prima metà del XX secolo e i Post-War Masters, da sempre punto forte di questa fiera, quest'anno sarà curata da Laura Cherubini, critica e storica dell'arte di fama internazionale, che punterà soprattutto sulla pittura italiana fra gli anni Cinquanta e Settanta.

Confermata al sezione Fotografia e immagini in movimento, alla seconda edizione, affidata anche quest'anno al gruppo Fantom.

La Main Section prosegue l'innovazione avviata l'anno scorso di puntare sulla qualità e su una coerenza degli stand, con un numero selezionato di artisti, per una visione più attenta e qualitativa.

 La lista completa delle gallerie partecipanti è disponibile al link http://www.artefiera.it/artefiera/elenco-espositori-2020/9719.html. 

Si segnala il ritorno tra i suoi espositori di alcune importanti gallerie, fra cui Giorgio Persano (Torino), Galleria Fonti (Napoli), Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. (Bologna), FPAC – Francesco Pantaleone Arte Contemporanea (Palermo-Milano) nella Main Section e A arte Invernizzi (Milano), Ex Elettrofonica (Roma), Otto Zoo (Milano), The Gallery Apart (Roma), 1/9unosunove arte contemporanea (Roma) nelle sezioni dedicate. 

Il bookshop di Arte Fiera è affidato a Corraini Edizioni affiancato da una serie di editori di libri d’artista e riviste di settore 

Quest'anno  Courtesy Emilia-Romagna, il ciclo di esposizioni allestite nell’ambito della Fiera con una selezione di lavori dalle collezioni pubbliche e private emiliane, sarà affidata a Eva Brioschi, storica e critica d’arte, curatrice della Collezione La Gaia di Busca (Cuneo) e si intitolerà “L’opera aperta”.

Il progetto OPLA’ – Performing Activities, curato da Silvia Fanti (Xing), proporrà interventi performativi firmati da Alessandro Bosetti, Luca Vitone, Zapruder filmmakersgroup e Jimmie Durham.

Concludiamo col ricco programma degli eventi collaterali che animeranno i diversi spazi culturali della città con l'ottava edizione di Art City Bologna.

#artefiera2020

Miami week art


Con la fine dell’anno arriva ArtBasel Miami Beach l’ultima grande occasione per trovare il giusto lavoro artistico per un regalo natalizio. 

Che c’è di più piacevole, a Dicembre, che stare sulle piacevoli coste della Florida in quella stupenda città Art Decò che è Miami, a cui si aggiunge la ricca messe di eventi artistici che contornano le diverse fiere di questi giorni. 

Al centro come sempre c’è ArtBasel Miami Beach a cui fanno corredo le diverse rassegne Liste Miami Beach, Design Miami, Prizm, Nada, Scope fino a PULSE Miami Beach e tante altre piccoli e curiose occasioni d’arte.

Fra le novità dell’anno c’è “Disruptions” una mostra, nell'ambito della partnership di Art Basel Cities con Buenos Aires, che presenterà una serie di sculture su larga scala di artisti argentini a Collins Park, Miami Beach. Basato sulla visione curatoriale di Diana Wechsler e Florencia Battiti, il parco ospiterà opere scultoree che esplorano i concetti di contesto e sito e il suo potenziale di interferire con la vita di tutti i giorni. Gli artisti partecipanti comprendono Matías Duville, Graciela Hasper, Marie Orensanz, Pablo Reinoso, Marcela Sinclair e Agustina Woodgate.

Loewe Foundation presenterà la quinta mostra nella sua serie Chance Encounters, che riunirà artisti di varie discipline in conversazioni inaspettate. Quest'anno l'artista britannico Hilary Lloyd presenterà un'importante installazione tessile, audio e video site specific che dialogherà con il monumentale granaio portoghese del 18 ° secolo installato permanentemente e ci sarà una scultura in ceramica di grandi dimensioni di Ewen Henderson.

Concludo con la segnalazione di Untitled che proporrà anche l’iniziativa Monuments press il Lummus Park.

20 anni di Accorsi-Ometto

Interni del museo

Oggi si festeggiano i vent'anni di attività del bellissimo museo Accorsi-Ometto un fantastico scrigno di meraviglie raccolte dal fondatore e noto antiquario Pietro Accorsi col supporto di Giulio Ometto.

Per l'occasione si svolgerà una giornata di festa e una serie di iniziative culturali.

Sarà anche inaugurata la Sala delle arti Gotiche e Rinascimentali, con opere come uno stupendo trittico del 1330 appartenuto a Riccardo Gualino o i meravigliosi disegni di Francesco Salviati.

Intanto è in corso la bella mostra sulla ritrattistica di Vittorio Corcos fino a Febbraio 2020.


Eccovi il programma della giornata di Martedì 3 dicembre 2019, per il compleanno del Museo: 

Il Museo sarà aperto dalle 10 alle 22 con ingresso libero e gratuito.

Dalle ore 18.00, si svolgeranno due conferenze.

Dalle ore 19.00, inaugureremo in cortile l’installazione di Luisa Valentini ed in museo il nuovo allestimento della sala delle Arti del Gotico e Rinascimento e le “Tavole di Natale“.

02/12/19

Emilio Vedova a Milano


A Palazzo Reale di Milano apre al pubblico dal 6 dicembre 2019 al 9 febbraio 2020 la mostra EMILIO VEDOVA. L’esposizione, tra le più importanti mai dedicate a uno dei maggiori artisti del ‘900, è promossa da Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. La mostra è curata da Germano Celant e si colloca a conclusione del lavoro della Fondazione per celebrare il centenario della nascita di Emilio Vedova (Venezia, 1919 – 2006).

L’esposizione EMILIO VEDOVA nasce con un progetto e un allestimento che vedono la spettacolare Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale quale luogo espositivo ideale, proponendo una chiave inedita per restituire il linguaggio artistico del pittore. Per questa mostra, che presenta opere che vanno dagli anni ʼ40 agli anni ʼ90, sarà realizzato uno speciale intervento, progettato dallo studio Alvisi Kirimoto di Roma, che prevede l’esposizione, sia a muro che a pavimento, di una sessantina di opere, alcune delle quali di imponenti dimensioni, che danno conto del valore fondamentale dell’opera di Emilio Vedova nel contesto dell’arte contemporanea internazionale.

L’itinerario biografico e professionale del grande pittore sarà ricostruito nella Sala del Piccolo Lucernario che precede l’ingresso a quella delle Cariatidi. Qui una cronologia, composta da dati biografici, immagini e dichiarazioni poetiche, sarà accompagnata da una selezione di opere che copre il lungo arco della produzione artistica di Vedova.

In occasione della mostra di Palazzo Reale, la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova pubblicherà con Marsilio Editori una monografia, curata da Germano Celant, dedicata alla ricostruzione della vicenda artistica e biografica del pittore veneziano, arricchita da un ampio apparato iconografico.

INFORMAZIONI

EMILIO VEDOVA
Palazzo Reale - Piazza Duomo 12, Milano
6 Dicembre 2019 – 9 Febbraio 2020

Orari
lunedì 14.30 - 19.30
martedì, mercoledì, venerdì 9.30 - 19.30
giovedì, sabato 9.30 - 22.30

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

INGRESSO GRATUITO

www.palazzorealemilano.it
www.fondazionevedova.org

miartalks



Per la sezione dei miartalks, quest’anno sono stati invitati come curatori Alberto Salvadori (Direttore, ICA, Milano) e Mirjam Varadinis (Curatrice, Kunsthaus, Zurigo).

Come da tradizione ormai consolidata, le 3 giornate di apertura al pubblico della fiera vedranno protagonisti più di 40 artisti, curatori e direttori di musei, designer e scrittori da tutto il mondo, invitati a prendere parte a conversazioni e tavole rotonde intorno a un tema comune e centrale che attraverserà i differenti campi della cultura e della creatività moderna e contemporanea.

L’edizione 2020 dei miartalks segna, inoltre, il quinto anno consecutivo della fruttuosa collaborazione con In Between Art Film, la casa di produzione cinematografica fondata da Beatrice Bulgari per incoraggiare lo scambio tra i diversi linguaggi artistici del nostro tempo attraverso la produzione di film d’artista e documentari e il sostegno a progetti istituzionali legati all’immagine in movimento. Attraverso la partnership con In Between Art Film, i miartalks hanno fino ad ora raccolto a Milano oltre 160 relatori internazionali, favorendo un approccio multidisciplinare ai temi chiave del dibattito attuale.


BIOGRAFIE

Alberto Salvadori è Fondatore e Direttore della Fondazione ICA Milano, Direttore di OAC – progetto della Fondazione CR Firenze – e curatore della sezione Established Masters e Decades per miart dal 2016. Ha collaborato presso la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, ha curato il catalogo della collezione della Galleria d'Arte Moderna Palazzo Pitti a Firenze e, dal 2009 al 2016, ha diretto il Museo Marino Marini di Firenze. Ha seguito numerosi progetti collaborando con istituzioni pubbliche e private e ha curato le mostre personali di Andrea Zittel, João Maria Gusmão e Pedro Paiva, Yuri Ancarani, Matthew Brannon, Deimantas Narkevičius, Jonathas De Andrade, Silke Otto Knapp, Francesco Gennari, Luca Trevisani, Fredrik Vaerslev, Melotti guarda Melotti, James Lee Byars encounters Leon Battista Alberti, Massimo Bartolini, Masbedo, Pablo Bronstein, Tony Lewis, Liam Gillick, Hans Josephsohn, Simone Forti. Ha realizzato progetti su Marino Marini e Bruno Munari a San Paolo, Porto Alegre, New York, Chicago. 

Mirjam Varadinis è una storica dell’arte e curatrice per l’arte contemporanea al Kunsthaus di Zurigo. Ha organizzato molte mostre, tra cui le collettive Action! (2017) e Shifting Identities (2008) e le personali di Abraham Cruzvillegas, Akram Zaatari, Javier Téllez, Haris Epaminonda, Rosa Barba, Roman Ondák, Adrian Paci, Mircea Cantor, Tino Sehgal, Erik van Lieshout, Nedko Solakov, Urs Fischer e David Shrigley. Ha pubblicato numerosi cataloghi e libri d’artista, e scrive per riviste d’arte internazionali. Mirjam Varadinis è stata una delle mediatrici creative di Manifesta12 a Palermo. Nel 2013 ha curato 0 Performance – The Fragile Beauty of Crisis, un progetto speciale per la quinta edizione di Moscow Biennial of Contemporary Art. Nel 2012, ha co-curato TRACK (con Philippe Van Cauteren), una mostra collettiva internazionale di grandi dimensioni e su scala cittadina secondo la tradizione delle Chambres d’amis a Ghent in Belgio. Nel 2006, Mirjam Varadinis ha curato Printemps de Septembre, un festival annuale di arti contemporanee a Tolosa, in Francia.

In Between Art Film ha supportato in questi anni artisti, film-maker, registi che hanno focalizzato la loro ricerca nel campo delle immagini in movimento.
In Between Art Film è presente in importanti collaborazioni di carattere istituzionale e partnership culturali tra cui: vice versa Padiglione Italia, 55° Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia (Venezia, 2013); Biennale de l’Image en Mouvement (Centre d'Art Contemporain Genève, 2016 - 2018); Tate Film (Londra, 2017- 2019); Maxxi Videogallery (Roma, 2017 - 2019); Il Mondo Magico Padiglione Italia, 57° Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia (Venezia, 2017); Documenta 14 (Atene - Kassel, 2017); Lo Schermo dell’Arte (Firenze 2017 - 2019) Dhaka Art Summit (Dhaka, 2018); Manifesta 12 (Palermo, 2018); Videocittà (Roma, 2018); Loop Barcelona (2018 - 2019); Serpentine Galleries (2019); Neither Nor: The Challenge to the Labyrinth, Padiglione Italia, 58° Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia (Venezia, 2019).


miart 2020
17 - 19 aprile 2020
fieramilanocity
gate 5, pad. 3
www.miart.it

Emilio Prini alla Fondazione Merz



Al Fondazione Merz ha in corso una mostra sull’amico Emilio Prini, uno degli artisti più estremi e quiete del ricco panorama artistico dell’ambito dell’arte povera.  




Una figura che ha saputo portare all’estremo lo spirito concettuale dell’azione / non azione cara a begli anni e che nel tempo ha riattivato con interessanti minime scelte. 




La mostra, alquanto affollata, presente una bella selezione di opere tra cui un igloo di Merz con macchina da scrivere che l’artista aveva usato come luogo di scrittura. 


 
 
 

Un Dicembre pieno d'arte!

Giovanni Boldini: La signora in rosa (Olivia Concha de Fontecilla), 1916. 
Olio su tela, cm 163 x 113 Ferrara, Museo Giovanni Boldini


Il freddo di Dicembre invita a stare al calduccio e che c'è di più piacevole che proteggersi in qualche bel museo per immergersi in una stupenda mostra?

Bene, quest'anno ci sono tantissimi eventi che posso essere un rifugio per stimolarsi n bellezza. 


Vediamo dunque alcune delle proposte più significative. Partendo da una mostra che in realtà apre l’ultimo giorno di novembre: INGE MORATH, a Roma, al Museo di Roma in Trastevere (sino al 19 gennaio 2020). Grande fotografa, Inge Morath, impropriamente nota alle cronache più per aver sostituito la mitica Marilyn Monroe nel cuore dello scrittore Arthur Miller, è stata in realtà e soprattutto una straordinaria interprete della fotografia ed una fine intellettuale. Fu la prima donna ad essere inserita nel cenacolo, all’epoca tutto maschile, della celebre agenzia fotografica Magnum. Al Museo di Trastevere una grande retrospettiva.



Stessa data inaugurale per una mostra raffinatissima: UN ARCHITETTO AL TEMPO DI CANOVA: Alessandro Papafava e la sua raccolta, a Vicenza, al Palladio Museum, dal 30 novembre 2019 al 13 settembre 2020. La mostra svela una raccolta di disegni di architettura rimasta intatta per più di 2 secoli, protetta nell’archivio di una nobile famiglia padovana. L’eccezionale raccolta di 49 fogli di vario formato e di stampe di celebri architetti a cavallo tra due secoli – fra cui Giacomo Quarenghi, Giuseppe Camporese e l’inglese Joseph Michael Gandy – venne riunita da Alessandro Papafava, architetto ed entusiasta studioso d’arte. Quando, rientrato in Italia dopo un periodo trascorso tra Budapest, Dresda, Vienna e Berlino, su consiglio del conterraneo Antonio Canova, aveva iniziato a studiare architettura presso l’Accademia di San Luca.



Dicembre debutta, il primo, ad Avenza di Carrara, con una buonissima notizia: IL RITORNO DEL TRITTICO DEL MAESTRO DI SANT’IVO. Non è certo cosa di tutti i giorni ciò che è accaduto ad Avenza, parrocchia di tredicimila anime in quel di Massa Carrara. Qui, senza nulla sacrificare alle attività sociali, educative e caritative, si è compiuto “un miracolo”: riportare a casa il meraviglioso trittico commissionato nel 1438 per la chiesa ma che, da diversi secoli, non era più al suo posto. L’opera, che è legittimo definire come capolavoro, è recentemente arrivata a Milano, alla Galleria Salamon, specializzata in dipinti di alta epoca. Per riportarla a casa, Don Marino, il parroco, ha fatto leva sull’orgoglio paesano ma anche sulla certezza che “l’arte e la storia appagano il cuore”. “Il poco di molti – è stata la granitica certezza del parroco - farà molto e il giusto di altri farà il resto”. Così è stato.



Lo stesso giorno, ai Diamanti di Ferrara, apre le porte una mostra magnifica: DE NITTIS e la rivoluzione dello sguardo, che si potrà ammirare sino al 13 aprile.  Centosessanta opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private d’Italia e d’Europa, per mettere in evidenza il contributo di De Nittis alla comune creazione del linguaggio visivo della modernità. Quella “rivoluzione dello sguardo”, a cui nella Parigi di fine Ottocento contribuisce il confronto tra la pittura e i codici della fotografia e dell’arte giapponese che De Nittis studiò e collezionò. In mostra, i suoi dipinti vengono proposti accanto a fotografie d’epoca firmate dai più importanti autori del tempo – da Edward Steichen a Gustave Le Gray, da Alvin Coburn a Alfred Stieglitz – oltre ad alcune delle prime immagini in movimento dei fratelli Lumière.



E non meno bellissime e affascinanti sono le donne esposte in RITRATTO DI DONNA. Il Sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi, a Vicenza, nel magico spazio della Basilica Palladiana, dal 6 dicembre 2019 al 13 aprile 2020.  Chanel cambia la moda, Amelia Earhart attraversa in volo l’Atlantico, i balli di Josephine Baker incantano Parigi, Virginia Woolf scrive i suoi capolavori. Capelli e gonne si accorciano mentre cresce il loro peso nella società. Sono le donne degli Anni Venti. Anche in Italia soffia un vento nuovo, e di queste donne così diverse offre ritratti magnetici il pittore Ubaldo Oppi, cresciuto a Vicenza ma formatosi fra Vienna, Parigi e Venezia. E, con lui, in mostra molti dei maggiori artisti europei di quel magico decennio.



Donne affascinanti, lo si sa sono anche quelle immortalate da BOLDINI. L’incantesimo della pittura. Capolavori dal Museo Boldini di Ferrara esposte nell’ampia retrospettiva che al Maestro ferrarese riserva a Barletta, la Pinacoteca De Nittis (7 dicembre 2019 – 3 maggio 2020). È la prima monografica mai dedicata in Puglia al celebre ritrattista, collega di Giuseppe De Nittis a Parigi, frutto di un virtuoso scambio tra istituzioni civiche simili per storia, natura e vocazione: il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e la Pinacoteca - Casa De Nittis di Barletta.



A trent’anni dalla morte di Zavattini, Reggio Emilia gli dedica ZAVATTINI OLTRE I CONFINI. Un protagonista della cultura internazionale (alla Biblioteca Panizzi, dal 14 dicembre 2019 al 1 marzo 2020). La mostra propone un vero e proprio viaggio attorno al mondo assieme a Zavattini. Il progetto espositivo, curato da Alberto Ferraboschi, si impronta su due linee direttrici, da un lato indaga l'attività svolta nei diversi ambiti artistici (cinema, letteratura, pittura, ecc.) e geografici (sia in Europa che nel Nuovo Continente); dall'altro approfondisce temi e vicende particolari, come quello del viaggio (ad esempio sulle orme di Van Gogh), della pace, dei rapporti con lo scrittore latino-americano Garcia Marquez e con gli ambienti cosmopoliti ebraici. Nell’esposizione di Palazzo da Mosto, confluiranno materiali documentari e iconografici che raccontano tutte le attività e la rete di rapporti intessute da questa eclettica personalità: migliaia di carte originali, dattiloscritte e manoscritte, annotazioni autografe, insieme a fotografie, video, manifesti e libri.



Imperdibile l’appuntamento che Terni, in Palazzo Montani Leoni, propone con IMMAGINARIA. Logiche d’arte in Italia dal 1949, a cura di Bruno Corà. Ad essere offerta è una attenta riflessione sulle esperienze artistiche di maggiore incisività avvenute in Italia dall’immediato dopoguerra del secondo conflitto mondiale fino all’avvento della cosiddetta “condizione postmoderna”, dell’era informatica e dell’avvio della globalizzazione”. “Immaginaria” è dunque rivolta simultaneamente tanto al riscontro 'storico' di singole esperienze, definitivamente compiute, quanto a voler cogliere gli elementi distintivi di ogni singola logica.



Ultima in ordine di data inaugurale ma non certo per interesse, LA COLLEZIONE FARINA. Arte e Avanguardia a Ferrara 1963-1993, a Ferrara, al Padiglione d’Arte Contemporanea, dal 20 dicembre 2019 al 15 marzo 2020. “Se un giorno si farà la storia delle attività espositive in Italia, nell’ambito dell’ente pubblico e relativamente all’arte contemporanea, un capitolo di essa dovrà riguardare Franco Farina, forse il caso più perspicuo nel corso degli anni Settanta.» A scriverlo, nel lontano 1993, è Renato Barilli, testimone di prima mano del lavoro che a Ferrara andava svolgendo il “Maestro Farina” al Palazzo dei Diamanti e alle Civiche Gallerie di Arte Moderna. La mostra propone dipinti, sculture, disegni e grafica della collezione del “maestro” in dialogo con opere delle Gallerie Civiche, ad offrire uno spaccato di quei mitici anni.

01/12/19

Prossimamente Mantegna.



Nei giorni scorsi sono iniziati i lavori di allestimento sulla grande mostra che si farà a Palazzo Madama, nel cuore di Torino, su Andrea Mantegna.

Si tratta di un esempio di preziosa collaborazione fra il gruppo Intesa Sanpaolo, Civita e Fondazione Musei che porterà una grande serie di opere, ben 135 preziosi oggetti proposti, tra cui 19 dipinti, 12 disegni e 2 sculture oltre a tanto materiale documentativo originale come la corrispondenza e opere di amici artisti coevi.

Un’occasione eccezionale per vedere insieme la «Pala Trivulzio» del Castello Sforzesco di Milano, il delicato «Ecce Homo» dal museo Jacquemart André di Parigi, un fragile affresco dalla Cappella Ovetari di Padova, accompagnati da altre opere che giungono dalla National Gallery di Londra, dal Metropolitan Museum di New York e dalla collezione reale del principe del Liechtenstein.

A corredo del progetto ci sarà anche un’area multimediale con un affascinante allestimento immersivo.

Una messe pregiata di opere che già ispirano per un bel fine settimana di arte a Torino, per vivere questo importante evento espositivo e culturale, che si realizza grazie alla sinergia che il gruppo Intesa Sanpaolo, con un investimento di quasi 900 mila euro, Civita, con ben 750 mila euro, Fondazione Musei, con 350 mila euro, e la Camera di Commercio, con 80 mila euro, hanno sviluppato in 18 mesi di febbrile lavoro e contatti. 

L’iniziativa si muove sia sul piano culturale che promozionale per la città di Torino, con questo notevole sforzo si vuole rafforzare la proposta che da sempre caratterizza la città, con i diversi musei pubblici (GAM, Musei Reali, MAO, Castello di Rivoli..) e enti privati (Museo Accorsi Ometta, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Merz, Fondazione 107...).

Per cui affrettatevi a prenotare su Infoline Ticketone 011/ 0881178, www. ticketone. it, www.palazzomaadamatorino.it, il vostro biglietto, avete tempo fino al 4 maggio 2020. 

Aids world day 2019 al Andy Warhol Museum di Pittsurgh



Per la Giornata mondiale dell'AIDS, The Andy Warhol Museum di Pittsburgh e Visual AIDS presentano una proiezione video per il trentesimo "Day With (out) Art" annuale. Il programma di quest'anno, "STILL BEGINNING", propone un video che trattano argomenti di ampia portata dal lavoro anti-stigma a New Orleans alla cultura del sesso pubblico a Chicago. 

"STILL BEGINNING" presenta un nuovo lavoro di Shanti Avirgan, Nguyen Tan Hoang, Carl George, Viva Ruiz, Iman Shervington, Jack Waters / Victor F.M. Torres e Derrick Woods-Morrow. Il Visual AIDS  è un'associazione senza scopo di lucro che utilizza l'arte per combattere l'AIDS provocando il dialogo, sostenendo gli artisti dell'HIV+ e preservando un'eredità, perché l'AIDS è presente ancora oggi e tante persone sono contagiate.

Parallelamente alla mostra "Andy Warhol: Revelation", l'artista Jordan Eagles creerà Illuminations, un'installazione luminosa all'interno delle gallerie del museo. Lavorando con il sangue donato dai membri della comunità LGBTQ +, l'artista proietterà le immagini direttamente sui dipinti di Andy Warhol per affrontare lo stigma dell'HIV, il divieto discriminatorio della FDA sulla donazione di sangue da parte di uomini gay e il valore della vita umana. Eagles è un artista di New York che ha esplorato l'estetica e l'etica del sangue come mezzo artistico dalla fine degli anni '90.

Presso il museo The Allies for Health + Wellbeing fornirà informazioni e servizi per le persone che vivono o sono a rischio di HIV, epatite virale e infezioni a trasmissione sessuale.

Apre il MIAC


Apre ai primi di dicembre il MIAC, il  nuovo museo dedicato agli Audiovisive e al Cinema, sarà uno spazio che racconterà dalla grande tradizione italiana del cinema fino ad arrivare alle nuove tecnologie multimediali di oggi. 

Un percorso creativo, con spazi interattivi e sensoriali, accompagnerà il visitatore immergendolo in suggestivi esperienze tecnologiche che ci parlano della nostra nazione nella sua trasformazione vista attraverso il cinema, la televisione o ora con i nuovi media. 


Il progetto, che ha trovato spazio negli ex laboratori di Cinecittà, è stato idato dallo studio NONE e si sviluppa su 1200 mq, con 12 ambienti immersivi.

Il progetto è stato finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, con la collaborazione dell'  Istituto  Luce-Cinecittà,  partnership  con  Rai  Teche  e CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia,  Cineteca di Bologna, AAMOD – Archivio Audiovisivo del  Movimento  Operaio  e  Democratico,  Museo  Nazionale del Cinema di  Torino, Fondazione  Cineteca  Italiana,   Cineteca  del  Friuli,Mediaset, e il Patrocinio di SIAE.

Foto di Cristina Vatielli


30/11/19

Hans Hartung antologica da Mazzoleni



Nelle due sedi di Torino e Londra la galleria Mazzoleni propone un’ampia antologica su Hans Hartung, artista  chiave  dell’ Arte  Informale  europea,  in  occasione  del  30°  anniversario   della  sua scomparsa.




Ho visitato la bella sezione di Torino che per stanze tematiche e storiche offre una bella selezione di ben cinquanta valide opere dell’artista tedesco. 


Nella sede londinese della galleria l’attenzione si pone con un interessante proposta di opere realizzate fra gli anni ‘50e ’60 poste in dialogo con lavori di Giuseppe Capogrossi, Jean Fautrier, Georges Mathieu, Zao Wou-Ki  e tanti altri.







Hans Hartung  fino al 18 gennaio 2020
Mazzoleni – Piazza Solferino 2, Torino
Dal martedì al sabato: 10.3’ – 13 / 16 – 19
Domenica chiuso; lunedì su appuntamento

L'amore di LV per l'arte


I nuovi spazi del flagship store di Louis Vuitton in New Bond Street a Londra sono stati meravigliosamente ideati da Peter Marino che ha inserito anche una serie di stupende opere d’arte che rendono suggestiva la frequentazione del negozio.



Fra gli eleganti prodotti sono proposte, nei diversi spazi, più di quaranta lavori di noti artisti internazionali come Sarah Crowner, Jim Lambie, James Turrell e Farhad Moshiri e alcuni pregiati pezzi di design vintage di Enzo Mari e Pierre Paulin.



 
Fotografie: Stephane Muratet, per Louis Vuitton

29/11/19

Philippe Pastor, Is this world serious?

 Philippe PASTOR,Les Arbres Brûlés,installation de 28 sculptures en bois carbonisé, hauteur 2m80,2019.Vue d’exposition Monaco Modern’Art


Gli spazi della galleria Monaco Moder Art  ospitano, fino al 28 Febbraio 2020, una serie di lavori di Philippe Pastor che da diverso tempo affronta il tema dell'ambiente, come la serie di opere presentate in questa occasione.


Philippe PASTOR,Les Arbres Brûlés, Jardin Sacha Sosno, Nice. Installation permanente depuis octobre2019(photo: Christine Cadoni)


CS
Is this world serious?
Until February 28, 2020

Up to 7°C at the end of the century, cyclones, hurricanes, Indonesian cities sinking under rising seas, Amazonia in flames, California under evacuation following the ravages of Cal Fire, the list is still long …
Is this world serious?
If nowadays, more than ever, we are informed of the natural disasters devastating the planet, the world seems to have become crazy, swept along by an exponential irremediable process. Through this new exhibition, Philippe Pastor questions this chaos and the destructive force of Man, directed against his fellow human beings and his environment. On this occasion he offers us a fascinating installation of The Burned Trees sculptures, accompanied by large abstract paintings, created with time and nature. Testimony of a destroyed ecosystem, his works highlight the beauty, complexity and resilience of nature that always rises from its ashes.

Perino e Vele da Alberto Peola



Dopo i festeggiamenti dei trent’anni di attività la Galleria Alberto Peola ha ripreso la sua attività espositiva con la mostra ‘o databàs”  la quarta personale degli artisti Perino & Vele. 




In un ampio allestimento sono proposti alcuni lavori n chiave di archivio privato, un insieme di "dati", in questo caso disegni e sculture, nel quale è evidente l’idea di raccolta, conservazione e al tempo stesso dispersione.



Le fontane di Fendi


Dopo il restauro della Fontana di Trevi e del Complesso delle Quattro Fontane, parte del progetto Fendi for Fountains, ora si sono completati i lavori di restyling di quattro storiche fontane romane, costato 280.000 euro.

Col sostegno di Fendi, del gruppo francese Lvmh, e sei mesi di lavoro sono state restaurare le fontane pubbliche Mostra dell’Acqua Paola al Gianicolo, della Fontana del Mosè in piazza San Bernardo, della Fontana del Peschiera in piazzale degli Eroi e della Mostra della nuova Acqua Vergine al Pincio, in viale Gabriele D’Annunzio.

28/11/19

Un drappo di beneaugurio al MAO


Grazie agli Amici della Fondazione Torino Musei che hanno sostenuto un magnifico restauro di un raro drappo cinese il MAO festeggi gli 11 anni di attività.

CS

Una delle più antiche divinità cinesi è Xiwangmu, la Regina Madre d’Occidente, che vive su monti Kunlun, presso un giardino immerso fra le nuvole in cui cresce il pesco dell’immortalità, un albero che dà frutti ogni 3.000 anni.

Questa pianta prodigiosa rappresenta il punto d’unione fra cielo e terra e Xiwangmu, che la possiede, è considerata sovrana degli immortali, protettrice della vita e dispensatrice di longevità.

Per il loro carattere beneaugurale, le rappresentazioni della Dea venivano anche appese alle pareti nelle grandi dimore dei mandarini, alla maniera degli arazzi occidentali.


In occasione del suo 11° compleanno, il MAO ha il piacere di esporre per la prima volta al pubblico un grande drappo raffigurante la Regina Madre d'Occidente nel giardino degli immortali, completamente restaurato.

Il drappo in seta, donato da un privato e restaurato grazie al generoso contributo dell’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei, ha misure notevoli (445 cm d’altezza per 320 di larghezza) ed è finemente decorato con filati di sete policrome e dorati: ad una prima analisi stilistica si ritiene che possa risalire al periodo finale del regno del famoso imperatore Qianlong (1735-1796) e, considerando la sua altissima qualità, non si esclude che potesse far parte degli arredi di corte.

L’eccezionalità del manufatto consiste nella sua rarità e nel suo stato di conservazione: al contrario della maggior parte dei drappi ricamati di grandi dimensioni, solitamente smembrati per essere venduti in parti separate, quest’opera ha infatti mantenuto la sua integrità, che consente di apprezzare la minuzia dei dettagli e l’abilità tecnica nella realizzazione.

Il tema principale della raffigurazione è la discesa della Regina Madre d’Occidente, Xiwangmu, a cavallo di una fenice nel giardino del pesco dell’immortalità e tutta l’iconografia dell’opera - compresa quella dei riquadri laterali - è permeata di simboli del taoismo popolare legati alla lunga vita e alla prosperità.

Il drappo sarà esposto nel Salone Mazzonis dal 6 Dicembre fino al 22 Marzo 2020.