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Visualizzazione post con etichetta Francesco Vezzoli. Mostra tutti i post
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12/04/22

Leonor Fini, furia e bellezza

 




La stupenda galleria di Tommaso Calabro ospita il raffinato progetto curato da Francesco Vezzoli su Leonor Fini.

L'amico Max Ernst definì l'artista italo-argentina "Furia italiana, scandalosa eleganza, capriccio e passione"

Infatti Leonor Fini (1907-1996) fu una femme fatale dal fascino innegabile e dal temperamento turbolento, nonché un’artista di difficile classificazione per l’eclettismo della sua visione e l’indipendenza dalle principali correnti artistiche del Novecento. Fini fu il centro della propria mirabolante esistenza, circondata da una miriade di satelliti che le gravitavano intorno: tantissimi amici e altrettanti amis amoreuses, come li definiva lei. 

La mostra "Leonor Fini. Italian Fury" offre una lettura del lavoro di Fini alla luce di queste relazioni, presentando oltre quaranta sue opere in dialogo con lavori di artisti che ricoprirono un ruolo fondamentale nella sua vita e nella sua carriera: il pittore ex-console Stanislao Lepri (1905-1996) – uno dei suoi amori più longevi – l’amante e poi subito amico Max Ernst (1891-1976) con la moglie Dorothea Tanning (1910-2012), gli amici Fabrizio Clerici (1913-1993) e Giorgio de Chirico (1888-1978).

Dopo le opere An Embroidered Triology (1999) ed Enjoy the New Fragrance (Leonor Fini for Greed), l’artista Francesco Vezzoli (1971) torna a confrontarsi con il carisma e la personalità di Fini attraverso quattro ricami e una scultura realizzati per l’occasione. Le opere saranno inserite all’interno di uno scenografico allestimento a cura di Filippo Bisagni, che, materializzando segmenti dell’opera di Lepri La Chambre de Leonor (1967) guiderà il visitatore all’interno dell’universo finiano. 

12/02/20

Casa Iolas apre a Milano, ma citofonate a Vezzoli ...



Dopo l'esperienza curatoriale al Museo d'Orsay ora Francesco Vezzoli prosegue con un progetto dedicato al gallerista e collezionista greco Alexander Iolas (1907-1987), con un allestimento di Filippo Bisagni presso l'elegante galleria d’arte Tommaso Calabro.  

Alexander Iolas fu uno dei più importanti mercanti d’arte della seconda metà del Novecento. Tra i primi a creare un sistema internazionale di gallerie satelliti, introdusse il Surrealismo negli Stati Uniti e organizzò la prima mostra personale di Andy Warhol. Amico e sostenitore di alcuni dei più grandi artisti del suo tempo, Iolas iniziò tuttavia a essere dimenticato subito dopo la sua morte. La stessa sorte toccò alla sua casa di Atene, Villa Iolas, la cui inestimabile collezione d’arte venne saccheggiata e andò in gran parte dispersa.  

Risultato di una ricerca sull’attività espositiva di questo visionario mercante d’arte, Casa Iolas. Citofonare Vezzoli intende rievocare gli spazi perduti della sua leggendaria abitazione. Attraverso lo sguardo di Vezzoli, artista che da sempre si interroga sulle complessità psicologiche di personaggi celebri, la mostra propone la riscoperta di una figura cardine del mercato dell’arte novecentesco. Con questo progetto Tommaso Calabro continua il suo iter espositivo finalizzato a valorizzare alcuni dei galleristi più importanti, ma spesso parzialmente dimenticati, del ventesimo secolo. Casa Iolas. Citofonare Vezzoli è il secondo capitolo di un percorso avviato dalla galleria nel 2018 con la mostra inaugurale dedicata all’italiano Carlo Cardazzo (1908-1963).

Nato nel 1907 ad Alessandria d’Egitto con il nome di Costantino Koutsoudis in una famiglia greca di commercianti di cotone, Alexander Iolas, come si farà chiamare più tardi, mostra fin da ragazzo una predisposizione per la musica e la danza. Contro il volere della famiglia, all’età di diciassette anni si trasferisce a Parigi e poi a Berlino, dove lavora come ballerino professionista. Con l’avvento del nazismo, si sposta nuovamente a Parigi, città in cui avviene il suo primo incontro con l’arte. A Montparnasse acquista la sua prima opera d’arte, un dipinto di Giorgio de Chirico intravisto nella vetrina di una galleria in Rue Marignan. Durante gli anni di permanenza nella capitale francese, Iolas si avvicina alla corrente Surrealista e stringe amicizie con i più importanti artisti dell’epoca, tra cui Georges Braque, Man Ray, Pablo Picasso e de Chirico stesso. Nel 1944 si trasferisce a New York, dove balla alla Metropolitan Opera. In seguito a un infortunio al piede, decide di intraprendere una nuova carriera nell’arte lavorando come gallery manager alla Hugo Gallery, che dirigerà per i successivi dieci anni. Qui dedica mostre agli artisti surrealisti incontrati a Parigi, tra cui Max Ernst (1946), René Magritte (1947) e Victor Brauner (1947) e, nel 1952, organizza la prima personale di Andy Warhol, dedicata a una serie di disegni ispirati ai testi di Truman Capote. Grazie alla sua personalità istrionica e a un infallibile acume commerciale, Iolas si fa presto strada nella scena artistica newyorkese, fino a inaugurare un suo spazio nel 1955 insieme all’ex ballerino Brooks Jackson, la Jackson-Iolas Gallery. Negli anni successivi, apre una rete internazionale di gallerie d’arte (Parigi, Ginevra, Milano, Madrid, Roma e Atene), dove mostre di Brauner, Copley, Fontana, Yves Klein, Kounellis, Magritte, Raysse, Matta, Nicky De Saint Phalle e molti altri si susseguono senza sosta per anni. Nel 1976, alla morte dell’amico Max Ernst, Iolas chiude tutte le sue gallerie in Europa, mantenendo una promessa fatta all’artista.  

Negli anni Settanta Iolas realizza il sogno di creare una casa ad Atene dove racchiudere la sua vasta collezione. Villa Iolas, costruita nel quartiere popolare di Aghia Paraskevi su un’estensione di 700 metri quadrati e interamente ricoperta di marmo bianco, ospitava l’inestimabile collezione del gallerista. Nelle sue numerose stanze, antichità greche, egizie, romane, bizantine e orientali trovavano spazio accanto alle opere dei più importanti artisti moderni. Nonostante Iolas avesse espresso la volontà di lasciare la propria collezione al governo greco, lo Stato non riconvertì mai la sua casa in un museo, condannandola a un triste destino di abbandono e vandalismo. Ad eccezione di alcune opere donate da Iolas al Centre George Pompidou e delle 44 opere donate al Macedonian Museum of Contemporary Art, il resto della sua collezione venne venduto dagli eredi o andò disperso.

Uomo istrionico, capace di incantare i salotti culturali internazionali in cinque lingue diverse con un innegabile savoir faire , Alexander Iolas ha determinato il corso del mercato dell’arte del secondo Nocevento. La galleria Tommaso Calabro ne rievoca la vita e la personalità esponendo opere di alcuni degli artisti da lui esposti: Victor Brauner, William N. Copley, Giorgio de Chirico, Max Ernst, Lucio Fontana, Paul Klee, Yves Klein, Les Lalannes, René Magritte, Georges Mathieu, Roberto Matta, Eliseo Mattiacci, Pino Pascali, Man Ray, Martial Raysse e Fausta Squatriti. Nelle sale della galleria Tommaso Calabro trasformate nelle stanze di Villa Iolas, Francesco Vezzoli intesserà un dialogo con l’universo del gallerista greco inserendo in mostra alcune sue sculture recenti, di cui due inedite, e tre nuove opere a ricamo realizzate per l’occasione. Secondo Vezzoli “Casa Iolas vuole essere non solo un omaggio a un grande gallerista quasi dimenticato, ma anche a u na cultura galleristica basata su relazioni personali di amicizia, fiducia e stima reciproche, che il sistema del mercato dell’arte contemporaneo sembra aver definitivamente cancellato. Per questo motivo ho voluto omaggiare la figura di Iolas nella sua int erezza, come gallerista e collezionista, come dandy del mercato dell’arte e come esteta.”  

Villa Iolas verrà idealmente rievocata attraverso un allestimento che andrà a operare su tre livelli attraverso opere di artisti esposti da Iolas, opere di Francesco Vezzoli e complementi d’arredo che ripropongono l’estetica di Villa Iolas. Il percorso allestitivo, che coinvolgerà tutti gli spazi della galleria Tommaso Calabro, sarò scandito in ogni stanza da punti focali in cui i tre livelli si fondono in vere e proprie installazioni scenografiche. 

La mostra sarà arricchita dall’esposizione di materiale d’archivio di alcune delle mostre delle gallerie Iolas. Il progetto sarà accompagnato da un prezioso catalogo interamente illustrato con testi di Luca Massimo Barbero.  

La mostra chiuderà l’8 giugno, giorno del trentatreesimo anniversario della morte di Alexander Iolas. 

20/12/19

Huysmans incontra Vezzoli






Fracesco Vezzoli si conferma sempre più un forte spirito di alternatività, dimostrandosi sempre fresco e trasformista nei più svariati progetti, sapendosi dosare fra il kitsch e la ricercatezza.  Ultimo caso il recente allestimento della mostra su Joris-Karl Huysmans realizzato al Museo d'Orsay di Parigi.



Progetto valido, proposto in una chiave fresca e nuova, con un rimando al nostro Vate che rende tutto molto sensuale a volte anche un poco accattivante, nel miglior stile decadentista. 



La mostra, intitolata “Huysmans, de Degas à Grünewald sous le regard de Francesco Vezzoli”, assembla opere autentiche, raffinati oggetti di gioielleria, come una grande tartaruga realizzata con Bulgari, e copie di abili artisti cinesi oltre ad alcuni lavori realizzati appositamente da Vezzoli per l’evento. 

CS
Scrittore cruciale di fine Ottocento, Joris-Karl Huysmans (1848-1907) resta un critico d’arte per lo più sconosciuto o frainteso dal grande pubblico. Eppure, il suo contributo alla stampa artistica e al dibattito estetico fu tanto decisivo quanto la risonanza del suo romanzo Controcorrente.

Appassionato soprattutto di Hals e Rembrandt, Huysmans ha confessato a che punto fu determinante la sua scoperta di Degas, avvenuta tra il 1876 e il 1879. Tuttavia, la sua critica d’arte ammette sin da subito la possibilità di una duplice modernità. Quella dei pittori della vita moderna e quella degli esploratori del sogno non si escludono a vicenda. In Huysmans, Manet convive con Rops e Redon. Il desiderio ben presto manifestato di sottrarsi alle logiche di consorteria ha senz’altro alterato la percezione delle sue scelte estetiche.

La mostra intende dunque sottolineare come questo emulo precoce di Zola abbia agito, prima segretamente, poi apertamente, come erede di Baudelaire dei Fiori del male. Il pubblico è pertanto invitato a calarsi in un momento particolare dell’arte europea e della sensibilità moderna, al crocevia tra l’ondata naturalista degli anni ’70 dell’Ottocento, il decadentismo del decennio 1880-1890, e il “ritorno” ai Primitivi sullo sfondo di una rinascita cattolica. Sono pochi i grandi scrittori coinvolti tanto quanto Huysmans in questo vasto movimento epocale.

Commissari
André Guyaux, professore di letteratura francese all’università Paris-Sorbonne, Stéphane Guégan, consulente di direzione dell’ente pubblico dei musei d'Orsay e dell'Orangerie, per la mostra presentata a Strasburgo: Estelle Pietrzyk, capo curatore del patrimonio, capo del Museo di arte moderna e contemporanea di Strasburgo. Progetto artistico realizzato in collaborazione con Donatien Grau, consulente per i programmi contemporanei.

La mostra è organizzata dalle Musei d'Orsay e dell'Orangerie e i Musei della città di Strasburgo.

Sarà presentato al Museo di arte moderna e contemporanea di Strasburgo dal 3 aprile 2020 al 19 luglio 2020.

Con il generoso sostegno di American Friends of Musée d'Orsay, di Bulgari, della Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso para el Arte e di Luca Bombassei.

15/04/19

Party Politics di Francesco Vezzoli per la Fondazione


"Party Politics, l’intrattenimento della politica, la politica dell’intrattenimento" è il titolo del nuovo progetto di Francesco Vezzoli ideato col contributo speciale di Filippo Ceccarelli, che si potrà vedere dal 16 aprile al 19 luglio 2019 presso la Fondazione Giuliani. 

Attraverso l'esplorazione del potere della cultura popolare contemporanea, Francesco Vezzoli continua a occuparsi dell’ambiguità fondamentale del vero, della seduzione del linguaggio e dell’estrema vulnerabilità dei personaggi umani. Utilizzando molteplici media, dal video e la performance alla fotografia e il ricamo, Vezzoli crea opere ricche di riferimenti e citazioni che sfidano le distinzioni tra arte “alta” e cultura popolare.

Francesco Vezzoli ha raggiunto la fama con i suoi film con protagonisti icone pop e celebrità mentre la sua produzione più recente riflette sull’iconografia del passato italiano, così come nella mostra alla Fondazione Giuliani, Party Politics, dove analizza i rapporti tra politica, spettacolo e arte visiva. Utilizzando una selezione di fotografie d'archivio scattate principalmente negli anni Ottanta dai fotoreporter, la mostra esplora sia il lento declino dell'impegno politico e l’allontanamento dal radicalismo e dall’idea di collettività che pervadevano i decenni degli anni Sessanta e Settanta, sia il progressivo imporsi di un'epoca segnata dall’edonismo e dalla mondanità.

Immagini di medio e grande formato ritraggono eventi mediatici, impegni politici e party di noti personaggi politici e personalità di spicco, in una presentazione che rievoca sia i ritratti cortigiani di Hans Holbein il Giovane, che i soggetti morali moderni di William Hogarth. Con occhio critico ma mai blasfemo, Vezzoli trasforma le fotografie, ricche di simbolismo, allusione e paradosso, in epici ritratti di un'epoca. I momenti immortalati diventano così sia le testimonianze di quegli anni che un presagio per il futuro.

Siamo lieti della partecipazione al progetto del noto scrittore e giornalista Filippo Ceccarelli, il cui nuovo libro, Invano. Il potere in Italia da De Gasperi a questi qua, è stato pubblicato da Feltrinelli nel 2018. Ogni opera esposta è accompagnata da un testo redatto da Ceccarelli, il quale ha gentilmente accettato l'invito a collaborare a Party Politics.

Francesco Vezzoli è nato nel 1971 a Brescia; attualmente vive e lavora a Milano. Ha esposto in innumerevoli istituzioni internazionali, tra cui il Centre Pompidou, Parigi (2018); Fondazione Prada, Milano (2017); Museion, Bolzano (2016); Nouveau Musée National di Monaco (2016); Performa 15, New York (2015); MoMA PS1, New York (2014); MOCA, Los Angeles (2014); MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma (2013); Garage Center for Contemporary Culture, Mosca (2010); Moderna Museet, Stoccolma (2009); The Power Plant, Toronto (2007); Solomon R. Guggenheim Museum, New York (2007); Tate Modern, Londra (2006); Le Consortium, Dijon (2006); Fondazione Cini, Venezia (2005); Serralves Museum, Porto (2005); The New Museum of Contemporary Art, New York (2002); Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (2002); GAM, Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna (2000).

Nel 2007 ha co-rappresentato l’Italia alla 52esima Biennale di Venezia, insieme a Giuseppe Penone.

Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea via Gustavo Bianchi, 1 - 00153 Roma
dal martedì al sabato 15:00-19:30 e su appuntamento www.fondazionegiuliani.org - info@fondazionegiuliani.org - tel. +39 0657301091


13/05/18

Al modo di Vezzoli



Su Rai3, ad un orario impossibile, per cui fruite del comodo RaiPlay, è iniziata un nuovo programma intitolato "A modo mio" .

La prima puntata è andata in onda lo scorso 11 Maggio con ospite l'artista Francesco Vezzoli, che in forma di intervista narra del suo percorso creativo, fra attimi intimi e attività artistica.

Una bella puntata che conferma la coerenza stilistica e culturale di questo noto artista italiano, capace di modulare il suo percorso artistico in diversi frangenti e con un profondo senso dell'emozioni umane contemporanee. 



CS

Prende il via una nuova serie di documentari dal titolo "A modo mio", cinque puntate in seconda serata a partire da venerdì 11 maggio su Rai3 alle 23.10, che raccontano le vite originali, le scelte umane, intellettuali, etiche ed artistiche di cinque persone che, attraverso una continua ricerca individuale, sapendosi sempre riorientare e riscoprire, sono state capaci di uscire da regole e schemi precostituiti e di gettare uno sguardo innovatore verso i rispettivi ambiti di appartenenza.

L’artista visivo, la religiosa, il costumista, la performer, il tatuatore. Questi i protagonisti dei cinque appuntamenti. In tutti i racconti, sempre, una grande sincerità, perché la riflessione esistenziale ed artistica che esprimono risponde ad una profonda urgenza individuale. Sono uomini e donne che si avventurano in un processo per­sonale di ricerca che li porta in uno spazio aperto e libero, un luogo lontano, immateriale, che rimanda ai territori della spiritualità. I nostri protagonisti sono dei monaci della loro passione: carismatici, integri, dai caratteri in­tensi, vivono il proprio lavoro come una missione che trascende i fini più immediati. Con un obiettivo chiaro in mente: quello di svolgere la loro funzione in modo personale, fieri della propria individualità, proprio perché solo fuori dalle categorie, siano esse di sesso, di razza o di classe, ciascun individuo trova la propria affermazione.

La prima puntata avrà come protagonista l’artista Francesco Vezzoli. Bresciano, 46 anni, assieme a Maurizio Cattelan è l’artista italiano che gode di maggior successo e rispetto in ambito inter­nazionale. La sua opera esprime una continua urgenza di ricordare, rielaborare, reinventare le icone mitiche del cinema internazionale, da Gore Vidal a Sophia Loren, da Helmut Berger a Veruschka. Una figura originale e controversa, amatissimo dalle star di Hollywood e dalle popstar più glamour. John Maybury lo ha definito “pushy little shit”. Qualsiasi artista vorrebbe celare questa definizio­ne poco edificante, non lui che, provocatorio quanto mai, ne ha fatto un inno di battaglia.

Vezzoli non ama entrare nel merito del valore arti­stico di quanto crea, preferisce sottolineare il fatto di averlo creato e basta: l’opera sta proprio lì. Come quando trasformò il Museo Guggenheim di New York in un gigantesco Palasport, per una mostra con una Anita Ekberg seduta a fare da opera, il pubblico pagante a guardare direttamente l’allestimento e la miriade di vip a fare la fila fuori, furibondi.

Il primo appuntamento riflette il punto di vista dissacrante e intelligente di un protagonista dei nostri tempi. E’ il racconto di un uomo dall’anima libera, provoca­tore e al tempo stesso abilissimo comunicatore di se stesso.

Seguiranno i racconti delle vite di Teresa Forcades, monaca benedettina, laureata con una tesi sulle medicine alternative, molto attiva nel campo degli studi di teologia femminista. Interessata a temi come la difesa dell’aborto, la bat­taglia contro la lobby delle industrie farmaceutiche, la difesa del mondo GLBT. Di Silvia Calderoni, performer teatrale ma ancora prima, giovanissima, nelle più famose discoteche romagnole. La sua vita, afferma, è un atto politico. Un’urgenza di libertà, uno spazio libero in cui riconoscersi. Senza alcuna alternativa. Di Pietro Sedda, laurea in scenografia all’Accademia di Brera. Inizia a tatuare nella sua Oristano, poi a Urbino, Milano e Londra. Per lui il corpo è pensiero, indipen­dentemente dalla nostra volontà. Il corpo esercita il suo diritto di comunicazione che prescinde dal nostro intelletto, e quella del tatuaggio è forse la for­ma più antica e arcaica d’espressione che conosciamo. Infine il racconto di Carlo Poggioli, costumista, figlio di un prete “spretatosi” per amore. La sua vita è stata, ed è ancora, una continua scommessa per intraprendere nuove strade, sempre al servizio di una smodata passione per lo spettacolo, sempre con il desiderio di regalare al pubblico la possibilità di trasformare il sogno in realtà.

20/11/17

Vezzoli meet De Chirico



Fino al 15 Dicembre presso Nahmad Projects a Londra Francesco Vezzoli ha ideato una mostra omaggio a Giorgio De Chirico, nel suo stile ridondante creato un piacevole effetto immersivo. 






19/08/16

Opere in riva al mare, arte contemporanea nel Principato di Monaco



Il Forum Grimaldi del Principato di Monaco presenta una vasta mostra su Francis Bacon e le sue frequentazione francesi, un legame forte che unisce il grande artista inglese alla intensa cultura artistica francese raccontato con oltre sessanta opere provenienti dalle più importanti collezioni internazionali.

La mostra è strutturata in divese sezioni, l’apertura, enfatica e cronologica, sull’ispirazione, si proseguire poi con uno sguardo all’uso dello spazio espressivo, al corpo e giungere al soggiorno monegasco fino alla notorietà internazionale della mostra al Grand Palais. 





  







Vicino c’è la quieta ed elegante Villa Sauber, parte del  Nuovo Museo Nazionale di Monaco (NMNM), con una mostra dedicata all’artista italiano più noto in questo momento, Francesco Vezzoli.


Relazionandosi con lo spazio l’artista ha creato un progetto narrativo ed emozionale nella sua cifra espressiva più intensa, un gioco di promo delle opere esposte negli stessi spazi dedicati a Marlene Dietrich.

 
 


Sempre parte delle iniziative del NMNM, vicino a Villa Sauber, in  Avenue de Grande Bretagne 2, c’è un progetto da non perdere, l’intervento “cutaneo” di Mike Nelson. Su sette piani di un complesso edile, l’artista è intervenuto cromaticamente, un grande progetto tecnico e formale. Per poterlo visitare si realizzano dei tour fino al 16 settembre, Mercoledì, Giovedi e Venerdì dalle 14h alle 18h, per informazioni: +377 98 98 44 90 o cloak@nmnm.mc.





 




Spostiamoci presso Villa Paloma dove sta per concludersi una bella mostra su Duane Hanson, fino al 28 agosto. All’inizio degli anni settanta, mentre nella pittura si andava verso iperrealismo l’artista del Minesota sperimentava l’iperverismo nella scultura, guardando non tanto alla tradizione classica ma forgiando i nuovi modelli culturali della società contemporanea.






Segnalo anche che all’ultimo piano una mostra degli scatti di Thomas Demand, nella sala video un’opera di Leticia Ramos e negli spazi esterni è presente l’intervento in progress di Jean-Pascal Flavien.




30/09/13

Francesco Vezzoli, Trinità atto secondo al PS1 di New York


Prosegue il tour espositivo “Trinità” di Francesco Vezzoli, che dopo le suggestioni al Maxxi sta ora organizzando la seconda tappa al Ps1 di New York.


Un’occasione in gioco fra misticismo, riscoperta e un pizzico di polemica per lo spostamento dei resti parziali di una piccola chiesetta abbandonata acquistata da un privato a Montegiordano, vicino a Cosenza, che sta per essere ricostruita sul suolo americano, potete leggere un ampio articolo sul Wall Street Journal (http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424127887324591204579037091232647008)

12/08/13

Vezzoli's show


Ha già preso avvio a Roma al Maxxi con un buon successo di critica e di pubblico a breve proseguirà a New York, al MoMA PS1, e si concluderà a Los Angeles al MOCA, una tournée d'arte che Francesco Vezzoli ha organizzato in modo molto dinamico e glamour.

www.francescovezzoli.com

25/01/13

Francesco Vezzoli da Almine Rech


Molto suggestivo l'allestimento per la mostra di Francesco Vezzoli da Almine Rech, Bruxelles, dedicata alla danzatrice Olga Khokhlova. 

21/12/12

Fai e Francesco Vezzoli, una stupenda idea d'amore


Arte e moda, un connubio sempre di grande successo, lo spera giustamente il FAI che ha coinvolto Francesco Vezzoli che ha realizzato Con Amore, Francesco Vezzoli (Francesco By Francesco) realizzato in 399 esemplari che sono venduto attraverso il sito di tendenza e moda Yoox .

Tutto il ricavato sarà utilizzato per il recupero del Palazzo Comunale di Finale Emilia.

Mi pare un'ottima idea per un originale regalo di Natale. 

http://www.yoox.com/selection?name=vezzoli

07/03/12

Icona pop da 20 milioni di seguaci



La cantante Lady Gaga è passata nel volgere di pochi anni da sconosciuta cantante americana a star internazionale, sia per le sue capacità canore che per aver saputo creare, col supporto di validi collaboratori, un'immagine nuova e suggestiva. 

Nei giorni scorsi è stata la prima persona che ha superato il numero di 20 milioni di "seguaci/follower" sul sito Twitter. Ma i numeri del successo comprendono anche oltre 135 milioni di riproduzioni dei suo brani attraverso lo streaming digitale e altri record su facebook e youtube. 

In ambito artistico ha poi dato avvio a collaborazioni molto importanti e famose come la cena di gala per il 30 anniversario del Moca di Los Angeles con Francesco Vezzoli dove ha suonato su uno stupendo pianoforte ridipinto da Damien Hirst. 

Ma in tante altre occasione il mondo dell'arte è stato da lei usato e ri-interpretato in modo nuovo e dinamico, nel breve volgere di 4 anni, cioè da quando nel 2008 si è presentata in questa nuova immagine con la casa discografica Interscope Records.