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31/07/18

prossimamente DAMA




Anche quest’anno le stupende sale di Palazzo Saluzzo Paesana ospiteranno una nuova edizione di DAMA, da Mercoledì 31 Ottobre a Domenica 4 Novembre

Come sempre un limitato gruppo di gallerie selezionate proporranno il lavoro di un artista, corredando l’esposizione da una sere di Live Program, curato dalla curatrice indipendente Martha Kirszenbaum

Collaborazioni con Art Research Map per il  ARM Prize  e il MEF-Museo Ettore Fico per il sostegno a una galleria invitata.




CS

Per il terzo anno DAMA torna durante la settimana dell'arte contemporanea di Torino. Nato come progetto collaborativo indipendente dedicato a un ristretto gruppo di gallerie internazionali invitate a presentare il lavoro di un artista in dialogo con la sede ospitante, DAMA offre maggiore spazio a un approccio calibrato sulle relazioni e sul networking. In questa missione, anche per quest'anno, Palazzo Saluzzo Paesana è la sede ideale per valorizzare il rapporto tra il passato e le nuove generazioni che intendono relazionarsi a una produzione basata su interventi site specific, presentando le opere attraverso le modalità di una mostra e realizzando le stesse per gli ambienti del 1700 che le ospitano.

Il LIVE PROGRAMME, uno dei focus delle prime due edizioni, sarà curato quest'anno da Martha Kirszenbaum, curatrice indipendente attiva tra Parigi e Los Angeles, e sostenuto da Compagnia di San Paolo main sponsor che conferma il supporto insieme alla Fondazione Arte Moderna e Contemporanea CRT.

La formula GUEST, concepita in collaborazione con MEF – Museo Ettore Fico, è stata confermata con l'intenzione di supportare una delle gallerie a eliminare i costi di partecipazione per dedicarsi interamente alla produzione del lavoro presentato. Il vincitore di questa edizione sarà comunicato dopo l’estate.
Altro partner di DAMA, già dal 2017, è la realtà editoriale Art Research Map che conferma l'ARM Prize, premiando una galleria con l'inserimento gratuito nella mappa internazionale e dedicando un'intervista all'artista premiato.
 
I media partners di DAMA 2018 sono:  ArtuuArtviewerATPdiaryContemporary Art GalleriesCura.Exibart, My Art Guides, Novembre Magazine e Untitled Association individuati per la massima dedizione al loro progetto che li differenzia da altre realtà editoriali.




Abbiamo inoltre il piacere di confermare il supporto di due gruppi di collezionisti italiani che si sono affiancati a DAMA con l'intenzione di avviare un discorso prolungato nel tempo con le gallerie e gli artisti partecipanti: Club Gamec che per l'occasione organizzerà tour dedicati ai collezionisti, e la neonata Associazione CoC ETS che per il suo primo anno di collaborazione con DAMA presenterà un libro d'artista realizzato in esclusiva con una realtà editoriale italiana, per stimolare la produzione di libri in un momento storico di cambiamento per le case editrici. L'artista vincitore e la casa editrice saranno comunicati dopo l'estate.
Nell'ottica di favorire la conversazione tra gli operatori, l'azienda vinicola Cantine Lupoconferma la sua adesione al progetto presentando nei giorni di DAMA i loro vini IGT 2018 realizzati attraverso un processo di coltura naturale.

Infine nella prossima edizione è stata rispettata la necessità di coinvolgimento degli spazi NO-PROFIT internazionali, due di loro sono stati invitati sulla base del loro programma di ricerca condotto durante l'anno. DAMA vuole infatti promuovere l'importanza di garantire una voce alle realtà che conducono una ricerca sui nuovi linguaggi senza perseguire intenti commerciali.

Le novità non finiscono qui, ci vediamo a Settembre con altri dettagli e vi aspettiamo da Mercoledì 31 Ottobre (solo su invito) fino a Domenica 4 Novembre!
 
 

30/07/18

Act Up al Whitney di New York per ricordare David Wojnarowicz e attualizzare l'attenzione sull'Aids






A New York lo scorso Venerdì presso il Whitney Museum of American Art si è svolta negli spazi della mostra dedicata a David Wojnarowicz un’azione di sensibilizzazione dei membri di ACT UP per ricordare che l’AIDS è ancora un grande problema sociale e che non bisogna abbassare la guardia ma continuare a lottare contro questa infezione.

Il museo ha segnalato che l’evento espositivo è accompagnato da una serie di incontri culturali e scientifici proprio per affrontare al presente questa criticità .


Dalla pagina Fb di Act Up 

Last's night's action at the Whitney Museum of American Art! AIDS IS NOT HISTORY.


David Wojnarowicz was a member of ACT UP, the AIDS Coalition To Unleash Power. ACT UP was formed in 1987 and has been active ever since, fighting to end the AIDS epidemic. And while the Whitney retrospective on his artwork was beautiful, we believe the exhibit memorializes AIDS, ignoring the fact that AIDS epidemic shown in his work continues on today.

ACT UP showed up with articles addressing current AIDS related issues, but formatted as artist statements. We added the curation we believe the Whitney lacked, and brought these contemporary issues to the forefront. 



We demand that art institutions connect historical activism to relevant present activism/events. Do not memorialize or romanticize the circumstances and activism of artists from oppressed groups. Make explicit that the epidemic HIV+ artists put into their artwork is ongoing, 30 years later.


Want to help support ACT UP NY continue to FIGHT AIDS? Please visit our website and make a purchase or donation at: ACTUPNY.com #ACTUP #FightBack #FightAIDS


Grand Palais Ephémère





Il Grand Palais si “trasferisce” agli Champ-de-Mars col nome di “Grand Palais Ephémère”.

Mentre dal 2020 al 2023 si svolgeranno i grandi lavori di ristrutturazione del Grand Palais, il comune di Parigi attiva un grande spazio per eventi, tra cui le Fiac, sotto la Tour Eiffel.

Confermato il 2 Luglio dalla municipalità, i lavori inizieranno subito questo autunno per essere pronti per il prossimo anno. 




CS

Le Grand Palais éphémère

Un projet d’implantation d’un Grand Palais éphémère sur le Champ-de-Mars de 2021 à 2024 sera soumis à l’approbation du Conseil de Paris le 2 juillet 2018. Cet équipement éphémère est destiné à accueillir, pendant la rénovation du Grand Palais qui entrainera sa fermeture, les grands événements d’art, de mode et de sport habituellement organisés dans la Nef, parmi lesquels La Biennale Paris, la FIAC, Paris Photo, le Saut Hermès et les défilés Chanel.

Installé sur le plateau Joffre au Champ-de-Mars, le Grand Palais éphémère s’inscrira dans l’histoire de cet espace, dans la tradition de la place qu’il a tenue lors des grandes Expositions Universelles du XIXème et du début du XXème siècle. Il fera l’objet d’une grande attention esthétique et architecturale, s’inscrira harmonieusement dans l’environnement du Champ-de-Mars et constituera une réalisation exemplaire en termes de sobriété et de développement durable.

Alors que le Grand Palais rénové rouvrira ses portes en 2023, la structure éphémère accueillera des événements et opérations en lien avec les Jeux Olympiques et Paralympiques jusqu’en septembre 2024.



28/07/18

Hayward Gallery 50 anni!




la Hayward Gallery di Londra, dopo tre anni di lavori, pochi giorni fa ha aperto per festeggiare i 50 anni di attività con un ricco programma di eventi e incontri.

Sono state inaugurate anche due importanti mostre, una su Lee Bul e una sull’artista taiwanese Yuan Goang-Ming. Seguirà poi in autunno una mostra sulla cultura Drag e una sugli spazi percepiti dagli artisti. 



 
CS
50p Day
On Wednesday 11 July, 50 years to the day from when Hayward Gallery first opened to the public, we allowed visitors to enjoy current exhibition, Lee Bul: Crashing, for a price of just 50p. And to enable as many of you as possible to take advantage of this amazing offer, we extended our opening hours for the day too, meaning the exhibition could be seen from 11am ‘til 9pm.

Opening up our archive
Working in partnership with the Google Cultural Institute, Hayward Gallery has digitised archival material from 50 landmark exhibitions that have taken place at the gallery over the past 50 years, making it widely available to the public for the first time ever. The digitised material includes exhibition proposals, printed ephemera and installation images, helping to tell the stories behind some of Hayward Gallery’s remarkable exhibitions, including Henri Matisse 1869-1954: A Retrospective Exhibition (1968); Dada and Surrealism Reviewed (1978); Outsiders: An Art Without Precedent or Tradition (1979); Addressing the Century: 100 Years of Art and Fashion (1998); and Sonic Boom: The Art of Sound (2000).

27/07/18

Cospirazioni al Met Breuer





Il Met Breuer dal 18 Settembre avvia la mostra “Everything Is Connected: Art and Conspiracy” che affronta il grande tema della cospirazione, che sia politica, culturale ideologica.

Il progetto copre gli ultimi cinquant’anni, dal 1969 al 2016 con oltre settanta opere di trenta artisti internazionali.






CS

For the last 50 years, artists have explored the hidden operations of power and the symbiotic suspicion between the government and its citizens. Opening at The Met Breuer on September 18, Everything Is Connected: Art and Conspiracy will be the first major exhibition to tackle this perennially provocative topic. Covering the period from 1969 to 2016 and featuring 70 works by 30 artists working in a range of media—from painting and sculpture to photography, video, and installation art—Everything Is Connected will present an alternate history of postwar and contemporary art that is also an archaeology of our troubled times.

The exhibition is made possible by Andrea Krantz and Harvey Sawikin.

Additional support is provided by James and Vivian Zelter.

There are incontrovertible aspects of the postwar period that created a fertile ground for the figure of conspiracy to loom so large. Foremost among these is the dramatic expansion in size and complexity of Western democracies and their attendant bureaucracies. Accordingly, the exhibition will focus on conspiracy in the West and stops short of the 2016 U.S. presidential election.

Tracing the simultaneous development of two kinds of art about conspiracy, the exhibition will be divided into two parts. The first is comprised of works by artists who hew strictly to the public record, uncovering hidden webs of deceit—from the shell corporations of a New York real estate conglomerate to the vast, interconnected networks encompassing politicians, businessmen, and arms dealers. The second part will feature artists who dive headlong into the fever dreams of the disaffected, creating fantastical works that nevertheless uncover uncomfortable truths in an age of information overload and weakened trust in institutions.




Many of the featured artists occupy tangential if not adversarial positions in relation to the movements with which they are commonly associated. By injecting the relatively apolitical styles of Pop, Conceptualism, and Appropriation Art with the normally veiled or repressed real-world content that invisibly shapes experience, they take a less passive and ironic and more proactive stance against the consumerism, bureaucracies, and mass media that are the inescapable givens of modern life.

The exhibition will be accompanied by the installation Jane and Louise Wilson: Stasi City on view in the Joyce and Robert Menschel Hall for Modern Photography at The Met Fifth Avenue from September 18, 2018 through March 31, 2019. Jane and Louise Wilson's (British, born 1967) Stasi City (1997) is widely considered one of the most important works of video art of the last half-century, advancing the medium to a newly theatrical and immersive experience. Filmed during a fellowship in Berlin in 1996, this four-channel video installation is a dizzying tour of the former headquarters of the East German secret police ( Staatssicherheit) housed behind a nondescript row of buildings in the former East Berlin.

Everything Is Connected: Art and Conspiracy is curated by Doug Eklund, Curator in the Department of Photographs, and Ian Alteveer, Aaron I. Fleischman Curator, Department of Modern and Contemporary Art, with assistance from Meredith Brown, Research Associate in the Department of Modern and Contemporary Art, and Beth Saunders, Assistant Curator in the Department of Photographs, all at The Met.

The exhibition will be accompanied by a catalogue published by The Met and distributed by Yale University Press.

The catalogue is made possible by the Samuel I. Newhouse Foundation, Inc.




Programs

Programs and events will include a dedicated Teen Studio on December 1 and Family Tours on October 13 and December 8.


The exhibition will be featured on the Museum's  website, as well on  Facebook,  Instagram, and  Twitter using the hashtags #MetArtandConspiracy and #MetBreuer #MetArtandConspiracy 


26/07/18

Alla Galleria Sabauda arriva l’eleganza di Van Dych





A Torino quest’autunno arriva l’eleganza di Antoon Van Dyck con oltre 100 opere che saranno proposte presso la maestosa GalleriaSabauda, parte del complesso dei Musei Reali della capitale sabauda.

La mostra, ideata da Arthemisia avrà corso quest’autunno e sarà un grande omaggio all’artista fiammingo, maestro di una pittura raffinata e nobile, che ha affascinato le più importante case reali d’Europa e che fu scelto da Carlo I d’Inghilterra come il ritrattista ufficiale di corte.



CS


Il 16 novembre 2018 a Torino apre al pubblico la straordinaria mostra dedicata a Antoon Van Dyck (1599-1641), il miglior allievo di Rubens, che rivoluzionò l’arte del ritratto del XVII secolo.

Personaggio di fama internazionale e amabile conversatore dallo stile ricercato, Van Dyck fu pittore ufficiale delle più grandi corti d’Europa ritraendo principi, regine, sir e nobildonne delle più prestigiose famiglie dell’epoca.

All’artista dotatissimo la Galleria Sabauda e Arthemisia dedicano una grande esposizione incentrata sulla sua vastissima produzione di ritratti e non solo: le oltre 100 opere esposte provengono da illustri musei e sono messe a confronto con quelle conservate proprio presso la Galleria Sabauda che ne possiede un importante e corposo nucleo.

25/07/18

Simone Menegoi dirigerà Arte Fiera 2019




Col caldo estivo si è sciolta la nomina per il nuovo direttore della ArteFiera di Bologna, sarà Simone Menegoi, curatore e critico affermato, alla sua prima esperienza in un evento di tale portata.

Un bocca in lupo sincero visto che mancano solo più 6 mesi all'evento, molto poco ma speriamo che sappia attivarsi al meglio.



CS

Arte Fiera scioglie le riserve: è Simone Menegoi il prossimo direttore artistico 

La fiera d’arte moderna e contemporanea di più lunga tradizione in Italia annuncia il nome del nuovo direttore che prende il posto di Angela Vettese. 

Simone Menegoi, classe 1970, critico e curatore indipendente che dal 2005 cura mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero, collaborando con prestigiose istituzioni quali il Museo Marino Marini di Firenze, David Roberts Art Foundation (Londra), Nouveau Musée National de Monaco, Triennale di Milano, Extra City Kunsthal (Anversa). Durante l’ultima edizione di Arte Fiera e ART CITY, Menegoi ha curato la prima mostra personale in Italia di Erin Shirreff, acclamata da critica e pubblico come uno degli appuntamenti di maggior rilievo. 

Simone Menegoi, nuovo direttore artistico di Arte Fiera, dichiara: “Arte Fiera è la prima, e più longeva, fiera d’arte moderna e contemporanea d’Italia: l’incarico di condurla ai prossimi traguardi è per me tanto un onore quanto una sfida. Spero di dimostrarmi all’altezza di entrambi. Bologna attraversa una stagione di particolare vivacità artistica e culturale: vorrei che Arte Fiera riuscisse ad essere il catalizzatore delle rinnovate energie della città. Infine, sono particolarmente felice di questo incarico perché corona un legame con Bologna che è nato trent’anni fa, al tempo degli studi universitari, e che da allora non è mai venuto meno. Il mio primo impegno sarà quello di passare in città più tempo possibile, per conoscerla ancora meglio - e per farmi conoscere”. 

La scelta di Simone Menegoi va a rinsaldare la stretta relazione tra Fiera e Città, a questo proposito Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, tiene a sottolineare che: “Arte Fiera ha intrapreso nelle ultime edizioni un percorso di rinnovamento, che ha visto concretizzarsi una ancor più significativa sinergia con le principali realtà istituzionali di Bologna. Il programma delle iniziative in Fiera e in città costituiscono un unicum con il quale la città si propone al mondo dell’arte e agli appassionati. Siamo certi che la direzione artistica di Simone Menegoi per Arte Fiera 2019 proseguirà, arricchendo con la sua esperienza il percorso avviato da Angela Vettese, alla guida nelle ultime due edizioni, che ha portato a un processo di ulteriore selezione delle gallerie partecipanti, a una più marcata declinazione culturale degli appuntamenti convegnistici e, anche, a un rafforzamento dell’ottimo lavoro di squadra realizzato anche con il direttore del MAMbo Lorenzo Balbi che proseguirà con rinnovata energia con il nuovo direttore Menegoi.” 

 "Nel progetto di valorizzare la cultura del contemporaneo - come elemento identitario culturale di Bologna - BolognaFiere e Arte Fiera hanno un ruolo centrale che si collegherà sempre più con la progettualità strategica di Istituzione Bologna Musei-MAMbo; – dichiara Matteo Lepore, Assessore Turismo e promozione della città e Cultura del Comune di Bologna - con la direzione artistica di Arte Fiera, affidata a Simone Menegoi, adesso ci sono tutte le condizioni per una nuova grande stagione di rilancio del contemporaneo a Bologna, a partire dai giorni di Arte Fiera ed estendendosi a tutto l'anno. Auguro buon lavoro a Menegoi e allo staff di Arte Fiera, nella certezza che collaboreremo con grande efficacia a vantaggio di tutto il territorio”. 

Lorenzo Balbi, direttore artistico di MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna commenta così: "Auguro buon lavoro al nuovo direttore artistico di Arte Fiera Simone Menegoi: sono certo che saprà dare un contributo rilevante alla valorizzazione della cultura del contemporaneo a Bologna. Da parte mia rinnovo l'impegno nella curatela di ART CITY per la cui edizione 2019 stiamo già lavorando ad un nuovo ambizioso programma che andrà verso un ulteriore avvicinamento della Fiera alla città nella consapevolezza dell’importanza strategica che Arte Fiera ricopre nel sistema dell’arte". 

Menegoi dunque prende in carico il nuovo ruolo e si prepara alla prossima edizione di Arte Fiera che si terrà dal primo al 4 febbraio 2019. 

Iza Tarasewicz espone da Galerija Gregor Podnar


Molto bella la mostra di Iza Tarasewicz da Galerija Gregor Podnar



CS

Equilibrium in Meteors
Opening: Friday, July 6, 2018 | 6–9 pm
July 7–September 8, 2018

Galerija Gregor Podnar is pleased to present Equilibrium in Meteors, Iza Tarasewicz’s first solo exhibition with the gallery. Comprised of new and recent works, the exhibition highlights the role of tools and modelling in the artist’s practice, accentuating the ways her distinctive installations and sculptures serve as abstract depictions and demonstrations of relationships, movements, and events. Tarasewicz’s installations frequently take the form of modular display systems that combine modest functionalism with formal logics found in the natural world, scientific experiments, graphs and diagrams. Thereby continuing with her interest in modelling as a process and concept itself, the exhibition Equilibrium in Meteors intermingles the system of chess with the contingent yet exact system of astronomy, conflating the micro and macro, the internal and the cosmic, through a logic of numbers and the charting of movement.
Iza Tarasewicz (b. 1981, Białystok, Poland, lives and works in Kolonia Koplany, Poland, and Munich, Germany) graduated from the Faculty of Sculpture and Performing Arts at the Academy of Fine Arts in Poznań in 2008. Her work has been featured in numerous solo and group exhibitions internationally, most recently at Croy Nielsen, Vienna (2018), SKD Museum, Dresden (2018), Museum of Contemporary Art, Zagreb (2018), and KUMU Art Museum, Tallinn (2017), among others. In 2015, Tarasewicz was the winner of “Views 2015 – Deutsche Bank Award” co-organized with Zachęta – National Gallery of Art in Warsaw. In 2016 she participated in the 32nd Bienal de São Paulo and 11th Gwangju Biennale, and she is currently representing Poland at the 16th Venice Architecture Biennale. 

24/07/18

Apple Piazza Liberty apre il suo flagship store a Milano




Dopo una lunga attesa oggi ha aperto alla stampa il nuovo negozio della Apple a Milano progettato da Norman Foster in piazza Liberty 1 a pochi passi dal Duomo.

Un progetto che guarda all'idea di piazza aperta e multifunzionale per evidenziare lo spirito evolutivo della nota azienda di Cupertino. 


Caratterizza lo spazio la stupenda fontana ideata da diversi getti d'acqua che si proiettano per 8 metri di altezza.

Un ricco programma di eventi festeggerà l'apertura del flagship store da Giovedì 26 alle ore 17, apertura ufficiale, per tutte le prenotazioni agli spettacoli iscriversi  qui  .



Fondazione Carmignac, un’onda d’arte








Ne avevo dato notizia alcuni mesi fa e ora la stupenda collezione della Fondation Carmignac ha aperto i suoi spazi sulla meravigliosa isola di Porquerolles, davanti a Hyères.

Sull’assolata isola del mediterraneo un antico casolare è stato ristrutturata dallo studio GMAA e un quieto parco trasformato dal paesaggista Louis Benech.

La fondazione apre col progetto curatoriale di Dieter Buchhart “Sea of desire” che si espande fra la magione e i prati del parco.


Quasi ottanta lavori, dalla vasta raccolta della fondazione, sono stati proposti in questo emozionante paesaggio, realizzando così un percorso che attraversa il tempo, dalle opere della Pop Art americana alle recenti creazioni degli artisti emergenti orientali; oltre alla presenza storica della Venere di Botticelli in prestito per la stagione estiva dalla Galleria Sabauda di Torino.

Per poter fruire al meglio della suggestiva proposta le visite sono articolate in gruppi di 50 persone, ma tutti i dettagli li trovate nel sito.





23/07/18

Alla GAM di Torino arrivano i Macchiaioli







Per la stagione invernale la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino dedicata una interessante antologica alla stupenda e delicata corrente dei Macchiaioli.

La rassegna, curata da Cristina Acidini e Virginia Bertone col coordinamento tecnico-scientifico di Silvestra Bietoletti, Francesca Petrucci, si svolgerà dal 26 Ottobre fino al 24 Marzo del 2019.


CS

I MACCHIAIOLI

Gli antefatti, la nascita e la stagione iniziale e più felice della pittura macchiaiola, ossia il periodo che va dalla sperimentazione degli anni Cinquanta dell’Ottocento ai capolavori degli anni Sessanta, saranno i protagonisti della mostra che per la prima volta alla GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino valorizzerà il dialogo artistico tra Toscana, Piemonte e Liguria nella ricerca sul vero.


“I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità”, organizzata e promossa da Fondazione Torino Musei, GAM Torino e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, a cura di Cristina Acidini e Virginia Bertone, con il coordinamento tecnico-scientifico di Silvestra Bietoletti e Francesca Petrucci, vede la collaborazione dell’Istituto Matteucci di Viareggio e presenta oltre 80 opere provenienti dai più importanti musei italiani, enti e collezioni private, in un ricco racconto artistico sulla storia del movimento, dalle origini al 1870, con affascinanti confronti con i loro contemporanei italiani.

L’esperienza dei pittori macchiaioli ha costituito uno dei momenti più alti e significativi della volontà di rinnovamento dei linguaggi figurativi, divenuta prioritaria alla metà dell’Ottocento. Fu a Firenze che i giovani frequentatori del Caffè Michelangiolo misero a punto la ‘macchia’. Questa coraggiosa sperimentazione porterà a un’arte italiana “moderna”, che ebbe proprio a Torino, nel maggio del 1861, la sua prima affermazione alla Promotrice delle Belle Arti. Negli anni della sua proclamazione a capitale del Regno d’Italia, Torino visse una stagione di particolare fermento culturale. È proprio a questo periodo, e precisamente nel 1863, che risale la nascita della collezione civica d’arte moderna - l’attuale GAM - che aveva il compito di documentare l’arte allora contemporanea.

A intessere un proficuo dialogo con la pittura macchiaiola è la prestigiosa collezione ottocentesca della GAM, che favorisce un’inedita occasione di studio. In questa prospettiva un’attenzione particolare viene restituita ad Antonio Fontanesi, nel bicentenario della nascita, agli artisti piemontesi della Scuola di Rivara (Carlo Pittara, Ernesto Bertea, Federico Pastoris e Alfredo D’Andrade) e ai liguri della Scuola dei Grigi (Serafino De Avendaño, Ernesto Rayper), individuando nuovi e originali elementi di confronto con la pittura di Cristiano Banti, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Odoardo Borrani, protagonisti di questa cruciale stagione artistica.

IL PERCORSO

Il percorso prenderà il via con il racconto della formazione dei protagonisti, necessario per far apprezzare a pieno il contributo innovativo dei Macchiaioli all’interno della storia dell’arte. Dalle opere di pittori e maestri accademici di gusto romantico o purista, come Giuseppe Bezzuoli, Luigi Mussini, Enrico Pollastrini, Antonio Ciseri, Stefano Ussi, ai giovani futuri macchiaioli come Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Cristiano Banti, Odoardo Borrani: attraverso il confronto delle opere sarà evidenziata la loro educazione tradizionale, rispettosa dei grandi esempi rinascimentali.

A punteggiare la mostra è la partecipazione delle opere scelte alle prime Promotrici di Belle Arti e alla prima Esposizione nazionale di Firenze del 1861; sullo sfondo è la visita all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1855, che fu un avvenimento decisivo per i giovani macchiaioli, suscitando grande curiosità ed emulazione nei confronti della nuova visione “oggettiva” e diretta. In questa cornice, sarà presentato al pubblico il dialogo che sospinse alcuni artisti tra Piemonte, Liguria e Toscana a condurre le ricerche “sul vero”. Furono anni di sperimentazione in cui le ricerche sul colore-luce, condotte en plein air, crearono un comune denominatore tra pittori legati in gruppi e cenacoli, di cui l’esempio più noto fu quello dei Macchiaioli toscani.

Si affronta quindi la sperimentazione della macchia applicata al rinnovamento dei soggetti storici e di paesaggio, con opere degli anni Cinquanta e dei primi Sessanta, durante i quali talvolta gli amici si trovavano vicini a dipingere lo stesso soggetto da angolature di poco variate, così da evidenziare il loro percorso comune e il proficuo dialogo intessuto in quegli anni di profondi mutamenti non solo artistici, ma politici e culturali in senso ampio.

A seguire si propongono le scelte figurative dei Macchiaioli dall’Unità d’Italia a Firenze capitale e gli ambienti in cui maturò il linguaggio macchiaiolo: dalle movimentate estati trascorse a Castiglioncello, nella tenuta di Martelli, ai più pacati pomeriggi autunnali e primaverili a Piagentina, nell’immediata periferia fiorentina, ove gli artisti si erano ritirati a lavorare al riparo dalle trasformazioni della Firenze moderna, accentuate dal 1865 dal suo ruolo di capitale dell’Italia unita.

L’ultimo capitolo del viaggio affianca alle opere l’esperienza cruciale di due riviste: il «Gazzettino delle Arti del Disegno», pubblicata a Firenze nel 1867, e l’«Arte in Italia», fondata due anni dopo a Torino e che accompagna le vicende artistiche italiane sino al 1873. Sulle colonne del «Gazzettino» Martelli, Signorini e altri critici presentano il loro sensibile e acuto spirito di lettura nei confronti delle espressioni contemporanee europee e la consapevolezza di una ulteriore svolta evolutiva della pittura, che si lascia alle spalle il pur glorioso linguaggio della macchia, che, a quel punto, mostrava di aver compiuto il suo ruolo innovatore. Un impegno sul fronte della critica destinato idealmente a proseguire sul mensile «L’arte in Italia», rivista che contribuì al rinnovamento dell’ambiente artistico piemontese con personalità come Giovanni Camerana, tra i più lucidi sostenitori delle ricerche sul vero condotte da Fontanesi e dalla Scuola di Rivara. Ciò che la mostra restituisce è quindi l’occasione non solo per ammirare capolavori assoluti della pittura macchiaiola, ma permetterne una migliore comprensione sottolineando il dialogo che ha unito gli artisti di varie parti d’Italia nella ricerca tesa alla modernità.



INFO UTILI:

SEDE ESPOSITIVA e DATE

GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Via Magenta, 31 Torino
 Dal 26 ottobre 2018 al 24 marzo 2019

ORARI  Da martedì a domenica: 10.00 - 18.00 Lunedì chiuso
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura

BIGLIETTI   Intero € 13,00 | Ridotto € 11,00

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI www.ticketone.it e www.ticket24ore.it

Arte italiana verso la modernità
GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino
26 ottobre 2018 - 24 marzo 2019

A cura di: Cristina Acidini, Virginia Bertone
Coordinamento tecnico-scientifico: Silvestra Bietoletti, Francesca Petrucci





22/07/18

Debout!






La vasta raccolta d’arte di Pinault continua a trovare nuovi spazi, dopo le due sedi di Venezia e la prossima apertura alla Bourse de Commerce di Parigi, ora è la volta di Rennes nella dolce Bretagna, terra d’origine del collezionista.

Fra il convento dei Giacobini e il museo delle Belle Arti si articola la mostra "Debout!" con opere di Tatiana Trouvé, Rotor, Thomas Schütte di Berlinde de Bruyckere  e tanti altri artisti della scuderia del noto collezionista d’arte.



Paulo Nazareth - Cadernos de Africa 2014 




CS

À l’invitation de Nathalie Appéré, Maire de Rennes, la Collection Pinault présente, à l’été 2018, un choix d’œuvres, dans l’enceinte du Couvent des Jacobins, Centre des Congrès de Rennes Métropole, ainsi qu’une installation d’œuvres de Tatiana Trouvé, au musée des Beaux-Arts. Cette exposition est présentée sous le titre « Debout ! ».  

"Accueillir la collection de François Pinault au Couvent des Jacobins, notre nouveau Centre des Congrès, c'est, pour Rennes, l'opportunité exceptionnelle de vivre au cœur de la création internationale. Pour les Rennaises et les Rennais, mais aussi pour celles et ceux qui viendront, à cette occasion, découvrir notre ville, cette exposition va constituer, j'en suis sûre, une expérience inoubliable, le point d'orgue d'un engagement résolu pour promouvoir l'art contemporain à Rennes.", indique Nathalie Appéré, Maire de Rennes.

François Pinault a confié le commissariat de l’exposition à Caroline Bourgeois, conservatrice auprès de la Collection Pinault. Le parcours de l’exposition rassemble des artistes de renommée internationale, tels que Maurizio Cattelan, Marlene Dumas, Bertrand Lavier ou Thomas Schütte mais, aussi, des artistes émergents, à l’instar du Français Vincent Gicquel et du Brésilien Lucas Arruda dont l’atelier est, actuellement, installé dans la résidence d’artistes de la Collection Pinault, à Lens. 

François Pinault déclare, à cette occasion : "Je suis attaché à ce que la collection que j’ai constituée soit présentée le plus largement possible au public. Elle l’est, régulièrement, à Venise, à Palazzo Grassi et à la Pointe de la Douane. Elle le sera bientôt, à Paris, à la Bourse de Commerce. A chaque fois que c’est possible, j’ai, cependant, le souci qu’elle puisse également bénéficier de l’accueil d’institutions culturelles. C’est ainsi qu’au cours des dernières années ont été engagées de nombreuses collaborations avec des villes et des musées, tant en France qu’à l’étranger. Il va de soi qu’exposer à Rennes m’est un projet tout particulièrement cher. Il n’est de secret pour personne que je suis breton, dans toutes les fibres de ma personnalité et de mon caractère. J’aime Rennes, ville où j’ai vécu et travaillé, ville dont je suis, avec beaucoup d’attention, le développement du club de football, le Stade Rennais. De ce fait, j’ai accueilli avec enthousiasme l’invitation que m’a faite la Maire d’exposer dans le Couvent des Jacobins, magistralement restauré et aménagé pour recevoir des manifestations de grande envergure." 

Cette exposition présentée par la Ville de Rennes, avec le concours de la Collection Pinault, bénéficie, également, du soutien de la Région Bretagne et de Rennes Métropole.