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30/06/19

Naturografie






Le #Naturografie di Roberto Ghezzi proposte da WildMazzini sono la testimonianza dolorosa della sedimentazione che una tela raccoglie immersa in uno spazio acquatico, lavori struggenti e affascinanti.

Wild Mazzini ritrova nel lavoro di Ghezzi continuità con il tema della stagione espositiva – Ex Machina – caratterizzata da soluzioni tra arte e design capaci di proiettarci oltre i dati (in questo caso dataset biologici) verso una comprensione più generale della realtà, mostrandoci con pacata chiarezza quello che tutti sappiamo, ma che scioccamente trascuriamo, del mondo che abitiamo: ne siamo ospiti.


L’esposizione è arricchita dall’installazione sonora autogenerativa The Quietest Voice di Riccardo Tesorini, concepita per dialogare con le Naturografie e  basata su un sistema di riscrittura tratto dalla formalizzazione della crescita delle piante. (L-system) L’algoritmo aziona secondo questo principio le “voci” della composizione in maniera autonoma. Il risultato sonoro viene gestito tramite dei sound exciters che anziché produrre il suono attraverso l’aria come i normali speaker, si servono di una superficie da mettere in vibrazione, producendo così un suono site-specific, che risponde alla volontà dell’artista di far crescere e morire la propria musica adeguandosi al luogo deputato per l’installazione.

29/06/19

Opere Scelte si rinnova




Col crescere cambiano le esigenze e si espandono gli orizzonti, così la dinamica galleria Opere Scelte, dopo sette anni di operosa ricerca, si sposta da via Matteo Pescatore per i nuovi grandi spazi di via Galliari 15/C e si trasforma in “A Pick Gallery” .

Le responsabili, Emanuela Romano e Valentina Bonomonte, per avviare questa nuova avventura hanno scelto l’energia variopinta di Michael Conrads, proposto in una intrigante antologica.


Un bel percorso artistico incentrato sulla ricerca e su un’intensa sensazione cromatica che, nei più recenti lavori, prende una valida fisicità nelle avanzate tecnologie di stampa 3D.

Lavorando con una vasta gamma di tecniche e materiali diversi, Conrads  esplora le condizioni della pittura spingendola oltre i confini del mezzo pittorico per diventare scultura.

Una bella serie di opere che giocano fra corpo pittorico e immagini visive, fra elementi geometrici e ricerche immaginifiche.





28/06/19

Pace 540W25




Il prossimo 14 Settembre la galleria Pace inaugurerà I suo vasti spazi nel rinnovato palazzo al West 25th Street di Chelsea, quasi 7.000 metri quadrati di spazi, su più livelli.

L'evento si aprirà con quattro mostre con una selezione delle sculture di Alexander Calder, i nuovi lavori di David Hockney e Fred Wilson e il giovane artista Loie Hollowell.





CS

Announcing Our Inaugural Exhibition Program at 540W25

We are thrilled to announce its inaugural season of programming for our new flagship gallery in New York City, located at 540 West 25th Street. After almost six decades of history in Manhattan, we will cement its commitment to Chelsea with a new global headquarters in the heart of the neighborhood.

Open to the public on September 14, 2019, we will present a series of exhibitions throughout the new building that highlight artists from across its program, including Alexander Calder, Loie Hollowell, David Hockney, and Fred Wilson.

“For nearly six decades, Pace has celebrated and advanced the work of creative pioneers. They are our inspiration, mission, and the source of our vision. Pace has designed and crafted every element of our new global headquarters to provide a vehicle for artists to tell their stories as richly as they deserve to be told and as dynamically as our communities deserve to experience them. It is an honor to inaugurate this gallery with the work of artists who have been so instrumental in creating the fabric of our program; representing both our vibrant history and our exciting future.”—Marc Glimcher, Pace Gallery President and CEO

Read more about the inaugural program in our press release. Additional details on each exhibition, accompanying publications, and related programming will be announced over the course of the summer.


27/06/19

De Architectura prima mostra personale di Federico Arani

 


Riflette sulle infinite architetture invisibili che si creano all’interno di un luogo attraverso i rapporti tra i suoni, rielaborati e condivisi in un ambiente di elementi fisici che interrompono la linearità ideale del vuoto tipico per sviluppare riverberi percettivi.


Il suono, raccolto e rielaborato, si libra nello spazio e ne incontra la fisicità frammentandosi in vibrazioni che nelle sensazioni di Federico Arani in collaborazione con Giacomo Mangili, diventano opere ambientali, narrazioni di incontri fisici.



La mostra proposta dalla galleria Alessio Moitre durerà fino a Settembre.





26/06/19

Frieze Sculpture a Londra

 Tim Etchells, Everything is Lost, 2018, VITRINE, Frieze Sculpture 2018



L'estate londinese anche quest'anno sarà corredata dalla proposta di Frieze Sculpture che presenterà 20 interventi artistici a Regent’s Park dal prossimo 3  Luglio fino al 6 Ottobre.


Haroon Gun-Salie, Goodman Gallery, Frieze Sculpture 2018


Gli artisti selezionati da  Clare Lilley (Director of Programme at Yorkshire Sculpture Park)  sono : Iván Argote, Ghazaleh Avarzamani, Huma Bhabha, Peter Buggenhout, Jodie Carey, Ma Desheng, Tracey Emin, Lars Fisk, Barry Flanagan, Charlie Godet Thomas,  Leiko Ikemura,  Robert Indiana, Vik Muniz, Zak Ové, Jaume Plensa, Bettina Pousttchi, Tom Sachs, Lucy Skaer, LR Vandy, Joanna Rajkowska, Tai-Jung Um,  Bill Woodrow e Emily Young.


Rana Begum No. 814, 2018The Third Line Jhaveri Contemporary Kate MacGarry and Galerie Christian Lethert, Frieze Sculpture 2018 





25/06/19

Wilhem von Gloeden a Torino

 


Fra i tanti eventi espositivi, in corso per la bella rassegna di FO.TO., RoccaVintage, in via Della Rocca 20,  propone una la mostra “Lo Scandalo Von Gloeden. Arte e oscenità nella fotografia del primo Novecento".

Per l’occasione sono allestite alcune delle rare fotografie sopravvissute alla distruzione operata negli anni Trenta in Italia dal regime dell'epoca, che si era accanito contro le immagini realizzate dal fotografo tedesco a Taormina.



Wilhem von Gloeden creò un fantastico atelier fotografico frequentato da grandi personaggi della cultura e dell'aristocrazia internazionale, da re Edoardo VII ai membri della famiglia Rothschild, fino a personaggio come Gabriele d’Annunzio. Parte della sua produzione erano anche degli scatti in stile antico ma, ritenuti da alcuni, troppo erotici.

Una sezione del suo grande lavoro artistico fu ereditato dal suo assistente Pancrazio Bucinì, che subì alcune denunce per sospetto di materiale pornografico ma, dopo diversi processi, uscì assolto, anche se parte del materiale fu distrutto dalla polizia dopo alcune perquisizioni. Ora una selezione di questo prezioso materiale è in visione fino al 30 Giugno presso gli spazi della galleria. 




24/06/19

Si alza il vento a Villa Medici




La mostra riunisce le realizzazioni dei borsisti che operano nell’ampio campo della creazione, in discipline varie come le arti visive, il design, l’architettura, la musica, il cinema, la letteratura e la storia dell’arte.

L’insieme dei progetti presentati è il frutto delle loro ricerche e attività durante la loro residenza di un anno nella Città Eterna. Sottolineando la tensione tra creatività individuale e progetti collettivi, questa mostra propone dialoghi transdisciplinari tra creatori con lo scopo di affrontare le questioni urgenti dei nostri tempi, che vanno dalla crisi sociale e ambientale alla lotta politica, passando dall’esame della memoria storica e delle realtà locali e mondiali, ispirandosi anche alle loro esperienze a Roma e in Italia in questo momento particolare della storia.

Per rispondere a queste nuove sfide che la nostra epoca impone, ma anche al simbolo che può evocare la caduta recente di alberi emblematici di Villa Medici a causa di venti violenti, la mostra Si alza il vento intende aprire un nuovo spazio di scambi e di riflessioni sul nostro avvenire comune, attraverso la presentazione ricca e plurale dei progetti dei borsisti.




Per i curatori, Evelyne Jouanno e Hou Hanru, i borsisti “si identificano con specifiche missioni condivise, brevi ma intense – ne è la dimostrazione questa mostra che conclude la loro residenza ed è destinata a mostrare non tanto i risultati individuali e la ricerca dell’eccellenza, ma soprattutto lo sforzo compiuto per liberarsi da certe routine personali, per superare le modalità espressive e i medium abituali in favore della sperimentazione.”

Con questa mostra, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici si posiziona come una delle piattaforme le più attive e aperte alla sperimentazione e al dialogo nella creazione contemporanea, a Roma e nel mondo intero.

Il catalogo trilingue (francese, italiano, inglese), propone un percorso aperto e poetico nel cuore dei progetti artistici e intellettuali dei borsisti.

L’Accademia di Francia a Roma è la prima residenza d’artista, fondata da Luigi XIV nel 1666. Sin dal 1803, la sua sede si trova a Villa Medici e accoglie ormai artisti franconi di tutte le discipline e ricercatori in storia e teoria dell’arte.


23/06/19

Stonewall, la rivolta del 28 Giugno 1969





Sono diversi gli spazi culturali di New York che dedicato alla "rivolta di Stonewall" spazio e riflessioni artistiche e culturali.

Oggi la rainbow flag, simbolo della comunità gay, creata da Gilbert Baker è esposta al Moma e sventola in giro per il mondo come segno di libertà e di diritti per minoranze che nel lontano 1969 ebbero il coraggio di agire contro gli atteggiamenti di una società bigotta e limitata.




La cultura LGBT+ ha dato moltissimo alla storia dell'arte soprattutto in questi ultimi decenni passati anche nel tunnel della diffusione dell'Aids.

L'iniziativa “Art After Stonewall, 1969-1989” vede così coinvolte le più importanti istituzioni della città, con mostre, incontri, conferenze ed eventi vari. Dal Moma, passando per il Met, New Museum, Univesità di New York, Guggenheim, Brooklin Museum, Museum of the City, New York Libray etc. fino a diversi importanti negozi della grande mela che partecipano con iniziative su questo grande momento di sostegno alla cultural LGBT+.




Si svolgerà anche a New York, il prossimo 30 Giugno, il grande World Gay Pride che attraverserà le vie della grande Mela da Harlem a Soho.








22/06/19

L'ambiente in Garage





 Al Garage Museum of Contemporary Art fra pochi giorni avrà corso la mostra "The Coming World: Ecology as the New Politics 2030-2100" che guarda, attraverso più di cinquanta artisti russi ed internazionali le grandi trasformazioni dell'ambiente.

Mai come in questi tempi le prospettive verso il futuro paiono così paurose, un grande cambiamento che sta mettendo in crisi la vita umana e che richiede sicuramente una mutazione di visione e di modi di vivere.

Gli artisti proposti tentano di mettere in evidenza tantissime prospettive, dalle più romantiche alle più tecnologiche che cercano di guardare all'ecologia con speranza.



CS


The Coming World: Ecology as the New Politics 2030–2100 is a major exhibition project that brings together historical and new works by over 50 Russian and international artists and will occupy the entire museum building. It takes a look at a future already in the making, when the environmental agenda will become one of the main political questions.

The suggested timeline references two widely speculative points in time taken from the sphere of popular science and iconic science fiction: 2030 is suggested as the year when existing resources of oil will be exhausted (Paul R. Ehrlich, Beyond the Limit, 2002), putting an end to the Oil Age; and 2100 denotes the year that, according predictions made by Arthur C. Clarke in the 1960s, human life will be able expand to other star systems. The exhibition alludes to a compressed period of time starting from the not too distant future, when the human race will be forced to live with the final knowledge that “there is no planet B,” through to future imagined in the past, in which humans were expected to progress sufficiently to be able to settle on other planets.

By looking into the speculative future, the boundaries of which are determined by predictions that are no longer considered accurate, the exhibition highlights the uncertainty of our knowledge about events to come, while suggesting a “performative” understanding of the future as it is being constructed today and shaped by our activities in the present. As theorist and critic T.J. Demos put it in his article Art After Nature (2012): “Just as nature is no longer understood as a pristine and discrete realm apart from human activity, art’s autonomy is all the more untenable when faced with ecological catastrophe.”

The Coming World is developed around two main concepts: environmentalism and ecology. The first gives real urgency to the agenda of our relationship to nature, putting forward the idea that still marginalized topics such as climate change, species extinction, pollution, renewable energy, and overpopulation should be central to building alternative patterns of education, consumption, production, and leisure. This also means considering nature in an expanded field and interlinking biological, technological, social and political ecologies. The second concept, ecology, is understood as ecology in action, an insuppressible process where nature, human and other-than-human co-perform, or the world as a performed ecology and an ecology performing itself. This allows us to think of nature in embodied, active, distinctly relational terms whereby production of new knowledge is possible within the transcendent as well as everyday knowing of nature.

The project will open with John Akomfrah’s six-channel video installation Purple (June 15–November 17). Using archival footage and newly shot film from across several continents, the British artist has created an impressive saga about global warming and its effects on human life and the planet’s biodiversity.

The exhibition will feature a number of historical works that marked turning points in humanity’s relationship with nature: from sixteenth-century tapestries that for the first time presented nature as a phenomenon outside of human control and the beginning of landscape as a genre in seventeenth-century Dutch painting, to the “organic culture” movement within the Russian avant-garde and the invention of land art in 1969, which made nature an artistic medium. The emergence of land art and environmental art coincided with a surge of interest in environmental protection, which led to the development of ecological policies at the state and public levels. In the half-century that followed, art went through various stages in its relationship with ecology: from objectivization to seeing it as a system (Hans Haacke's Circulation) and from irony (Gnezdo group’s A Minute of Not Breathing to Protect the Environment) to practical solutions for everyday life, such as those suggested by the Danish collective Wooloo.

Along with evidence of recent anthropogenic disasters (Black Tide/Marea Negra by Allan Sekula) and criminal attempts to brush them under the carpet (Delay Decay by Susan Schuppli), the exhibition will present works produced in collaboration with animals as agents in new relationships and new paradigms between humans, nature, and non-human species (Tomás Saraceno, Hayden Fowler), as well as various scenarios for the future based on scientific predictions and theories.

The Coming World draws public attention to the ecological imbalances created by human activity, which many of us choose to ignore due to their incomprehensibly huge scale and unrelatability on a personal level. Inviting the viewer to face these imbalances, the exhibition takes a closer look at our repression of this painful subject, exploring its symptoms in various stages of anxiety or denial, and offers ways of working—and coping—with our collective ecological trauma. Although environmental issues are generally discussed in terms of real life and political action, art can be a unique medium in the development of the ecology discourse. It is a unique “conductor.” As an arena where alternative, mini-models of reality are speculated on, tested out, and made visible, art can serve the environmental agenda, empowering its agents to employ both abstract and concrete thinking, embodying intangible relations, and synthesizing processes. In short, art epitomizes an ecological way of thinking. Ultimately, the environmental question is the most universal contemporary agenda. It is the only one that can unite people across the planet, allowing them to experience a tiny personal action as something political.

The exhibition has been developed in dialogue with artists and activists and rethinks exhibition practice from an ecological point of view. The design was determined by the ambition to reuse structures and materials from previous projects and, where possible, works were reconstructed on site according to the artists’ instructions (Kim Abeles, Martha Rosler, Tita Salina) instead of shipping them, in order to lower the project’s carbon footprint. Around 15 pieces will be produced specially for the exhibition, and around 10 are new versions of existing works, some of which were created in collaboration with local expert communities: beekeepers, jellyfish and water purification researchers, and halotherapists. Other projects present artistic strategies that involve direct social action, such Wooloo’s open community Human Hotel. Committed to the ideals of responsible consumption, the project team chose not to produce a paper exhibition guide. Garage will publish an e-catalogue, mobile and audio guides of the exhibition, and a video dictionary of environmental terms in Russian Sign Language developed by the Museum’s Inclusive Programs Department.

A new Garage Atrium Commission has been created for the exhibition The Coming World. Chinese artist Huang Yong Ping’s American Kitchen and Chinese Cockroaches, 1959–2019 revisits the Kitchen Debate between U.S. Vice President Richard Nixon and Soviet First Secretary Nikita Khrushchev at the American National Exhibition in Moscow in 1959. Among the large-scale, immersive installations in the exhibition are Doug Aitken's The Garden, Rimini Protokoll’s WIN>

Norwegian artist Tori Wrånes will present a site-specific performance as part of Garage Live at the opening of the exhibition. The emphasis on performance-based works in The Coming World (Sun Yuan & Pengyu, Hayden Fowler, Mella Jaarsma) is an attempt to bring out a more lived and felt experience of the world in relation to new notions of the “natural.” 

21/06/19

Michelangelo alla Pinacoteca Agnelli di Torino






In un elegante allestimento ideato da Marco Palmieri la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli propone fino al 21 Luglio, una serie di disegni di Michelangelo Buonarroti, che riguardano gli studi preparatori per gli affreschi della volta della Cappella Sistina, schizzi di anatomia e di architettura.




I disegni, selezionati dal curatore Alessandro Cecchi, provengono dalla Fondazione Casa Buonarroti di Firenze un altro straordinario esempio di raccolta familiare resa disponibile alla fruizione pubblica, materiali preziosi che per motivi di conservazione sono raramente esposti al pubblico.

 


Si tratta quindi di un’occasione speciale di per poter vedere le idee preparatorie che il genio toscano realizzava con diverse tecniche, con risultati che paiono scultorei. I 25 disegni proposti offrono uno sguardo su quanto la perizia preparatoria e il riflettere sul farsi sia stato accurato e come tutto si sviluppi attraverso una articolata meditazione creativa che aspira al sublime.

Centro nodale del lavoro di questo artista scultoreo è stata la figura umana che ricompare nei diversi disegni proposti, come disegni anatomici, summa di una scrupolosa e intensa attenzione alle forme del corpo. Ci sono così l’intenso "Studi di gambe" a carboncino o lo schizzo a penna e inchiostro marrone per "Schizzo parziale di nudo virile e scritte autografe". Delicatissimi i due studi per gli affreschi della Cappella Sistina, l’"Adamo della Cacciata del Paradiso Terrestre" e un affascinante dettaglio degli "Ignudi".

 

Segnalo che che fino al 3 Novembre nell’Arca della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli sarà possibile vedere anche “La morte di Lucrezia di Guido Reni (Bologna, 1575 – 1642) proveniente dalle collezioni Musei Reali di Torino.


Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
Via Nizza, 230/103 - Torino
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.15, ultimo ingresso. Chiuso il lunedì
Data/e: 4 Aprile 2019 - 21 Luglio 2019
www.pinacoteca-agnelli.it

20/06/19

Juventus Museum




Fra i tanti musei di Torino quello recente della Juventus sta riscuotendo molto successo.
Accanto allo stadio della Juventus dal 2012 è presente un bel museo dedicato alla squadra.
Articolato in tre sezioni è un bel progetto per appassionati della nota squadra torinese e dello sport.  Il museo è realizzato in aree tematiche aperte, che si miscelano in un percorso a tappe, molto utili le audio guide.










Si inizia subito con la grande sala delle coppe, una bella parata di vittorie enfatizzato da una bella presentazione sonoro e visiva. Si prosegue poi con tanti cimeli, medaglie, memorabilia, magliette dei calciatori, e tanto materiale video che raccontano la storia della squadra più blasonata d'Italia.

Oltre cento anni di attività sportiva che hanno visto la Juventus muoversi sui più importanti campi del mondo con importanti risultati ora proposti al piacere dei tifosi ma non solo.  Oltre al Juventus il museo ospita una sezione dedicata ad altre discipline sportive con alcuni cimeli di importanti eventi quali il ciclismo, il nuoto e tante altre attività.
 



Nello spazio temporaneo una bella mostra sul rapporto fra fumetto e calcio, intitolata "Gulp! Goal! Ciak. Calcio e Fumetti”, curata da Luca Raffaelli, con tante belle vignette di storici disegnatori internazionali, con i loro noti personaggi  Andy Capp, Asterix, Pneuts, Mordillo e tanti altri.