Translate

30/03/24

Fourth Plinth Trafalgar Square




Da alcuni giorni sono stati resi noti i prossimi eventi scultorei che saranno installati per alcuni mesi sul quarto plinto di Trafalgar Square a Londra nel 2026 e 2028
Questa scultura rende omaggio a una giovane donna metropolitana di colore, proprio come tante che si potrebbero incontrare nella Londra di oggi.
È un simbolo delle nostre ambizioni presenti e future condivise: l’aspirazione all’equità attraverso la rappresentanza, il riconoscimento e l’azione. Un mondo in cui tutti i cittadini globali sono apprezzati per il loro contributo unico. 
È ispirato dal desiderio di portare una "donna qualunque" contemporanea a Trafalgar Square. Un'icona ambulante del quotidiano, piuttosto che un idolo che rappresenta l'adulazione di qualcuno.  
Realizzata in bronzo, la scultura farà riferimento ai monumenti esistenti della piazza, ma qui patinata con il colore blu del lapislazzuli. Questo pigmento raro e raffinato è stato utilizzato fin dall'antichità in Nord Africa, Medio Oriente ed Europa. Ha un significato storico globale ed è stato utilizzato da artisti come Tiziano e Vermeer. 
Self è meglio conosciuta per le sue raffigurazioni di figure femminili nere utilizzando vernice, tessuto e pezzi scartati dei suoi lavori precedenti.
Nata a New York, America nel 1990, vive e lavora a New York. 




La statua equestre cava a grandezza naturale è ricoperta da un sudario e realizzata in resina verde melma. Si libra al limite della visibilità. È ancora da scoprire? Oppure è un monumento pubblico già cancellato – un fantasma della storia, una parodia di se stesso? 
Il "modello" della scultura rimane anonimo. Potrebbe essere fatto dalla vita. In alternativa, una sindone potrebbe coprire un monumento equestre preesistente, che verrebbe poi scansionato in 3D e infine fuso. Incarna molteplici storie di scultura pubblica, di rituali commemorativi, di circostanze specifiche che hanno portato alla mancanza del plinto. Allo stesso tempo, il lavoro punta verso un futuro incerto. È realizzato in un’epoca iperframmentata e paranoica in cui lo spazio pubblico, il consenso e la comunità continuano a dissolversi. La scultura contiene narrazioni inconciliabili. 
Ursuța lavora per esplorare la rappresentazione nichilista della condizione umana, affrontando le questioni più oscure della società contemporanea con provocazione e umorismo.
Nata a Salonta, Romania nel 1979, vive tra Londra e New York. 

29/03/24

Ricordi romani


La coppia di artisti Sabell Heimerdinger e Jonathan Monk, e anche partner nella vita, portano un intervento di ricordi romani al Quartz Studio di Torino, fra ironia e sacralità. 





28/03/24

Emily Jones da Veda

 


Presso gli spazi di Veda a Firenze è in corso la mostra The Muddy Choir con le opere di Emily Jones, focalizzato sull'immagine scultorea di un cervo interpretato secondo una visione onirica. 



Visione che pare più inquieta che serana, costellata da esperienze che sempre di più trasformano la dimensione naturale in qualcosa di artificioso e complesso.




Chissà dove andremo a finire...

27/03/24

Marcello Nitti personale da Riccardo Costantini



Ultimi giorni per vedere la mostra "More Than Enough" di Marcello Nitti alla galleria torinese Riccardo Costantini, un bel progetto di interpretazione contemporanea della pittura storica olandese. 



Il titolo è un'espressione che indica che qualcosa è presente in quantità superiore a quanto necessario o desiderato. Traducibile in italiano sia come “più che sufficiente” che come “oltre l’abbastanza”, seppur con una leggera differenza di significato. La traduzione diretta è "più che sufficiente", che enfatizza il superamento delle necessità di base e suggerisce la presenza di una quantità abbondante o in grado più che adeguato. Mentre "oltre l'abbastanza" è un modo di dire che esprime non solo l’esistenza di una quantità sufficiente ma anche che questa quantità è ulteriormente estesa o supera ampiamente le aspettative.

Questa locuzione, dunque, sottolinea l'abbondanza o l'eccesso di ciò che è considerato adeguato o necessario in una determinata situazione. Si usa per indicare che qualcosa è dato a qualcuno più di quanto voglia o desideri, quando si compie più del dovuto. Un’azione di questo tipo può avere un senso positivo, di andare oltre, di dare di più, di tendere al meglio, ma può anche avere un senso negativo, come spingersi troppo in là, fino a invadere addirittura gli spazi altrui.

Inoltre, More Than Enough è anche una tendenza a fare sempre di più e a fare sempre meglio, fino a diventare quasi ossessionati che ciò che si fa non basti mai, entrando a volte in un loop in cui si insegue il risultato migliore possibile senza riuscire sempre a raggiungerlo. La ricerca ossessiva del “migliore possibile” può diventare un ciclo in cui le aspettative crescono costantemente, ma la gratificazione e la soddisfazione possono sfuggire. Verso la metà degli anni ‘70 l’economista Richard Easterlin teorizzò la non corrispondenza tra reddito e felicità, tra benessere economico e benessere personale. Secondo il paradosso di Easterlin la soddisfazione degli individui non si amplia con l’aumentare delle proprie risorse, ma cresce fino a un certo punto per poi ricominciare a diminuire.



Tale paradosso può essere spiegato con l’effetto treadmill (o rullo edonico), teorizzato da Brickman e Campbell nel 1971, secondo cui l’incessante ricerca del meglio porta a correre su un tapis roulant ipotetico in cui si rimane sempre fermi allo stesso punto. Il treadmill edonico suggerisce dunque che, nonostante la continua corsa verso il successo, le persone potrebbero non sperimentare un aumento del proprio benessere, senza raggiungere una soddisfazione duratura. In alcuni casi sarebbe forse meglio fermarsi un attimo prima, fermarsi alla soglia dell’abbastanza o del più che sufficiente senza per forza voler raggiungere l’oltre.

In What’s More Than Enough il primo sintomo di questo andare oltre il necessario è la tela che straborda al di là della superficie pittorica. Nelle opere di Marcello Nitti la tela in eccesso supera il rettangolo del lavoro pittorico e si articola in differenti forme che occupano ulteriormente lo spazio, configurandosi in lembi di tessuto che uniscono i volti ritratti, metafora di connessioni e rapporti tra persone. Nelle correlazioni tra i lavori in mostra e nelle metaforiche relazioni che così emergono si delinea una sorta di “lessico famigliare”, che non definisce però i personaggi e i legami esistenti in modo esatto ma lascia spazio a interpretazioni.

Ad una prima e distratta occhiata, le opere di Nitti possono sembrare lavori che richiamano fedelmente i ritratti fiamminghi, dipinti con attenzione al dettaglio, espressioni emotive e naturalezza. Ma nel momento in cui si sta per spostare lo sguardo o quando ci si sofferma un attimo in più sulla lettura dell’opera si apre un mondo di inserti geometrici ed elementi stranianti, inclusi nel vestiario, che caratterizzano le opere oltre alla tela in eccesso. L’elemento geometrico inatteso sfida le aspettative, questo dettaglio “fuori posto” induce a guardare l'opera con occhi nuovi e porta a un’osservazione più attenta. More Than Enough, dunque, non è soltanto il tessuto extra ma è anche tale intrecciarsi di forme e personaggi su un supporto pittorico caratterizzato a sua volta da molteplici stratificazioni e sovrapposizioni.

Come nel passato il ritratto fiammingo ha avuto spesso il ruolo di raccontare le vite e lo status sociale dei personaggi, di documentare i costumi dell’epoca, il vestire e talvolta gli aspetti psicologici, così i ritratti di Nitti dicono molto sui personaggi dipinti. Gli uomini e le donne ritratti sono caratterizzati da abiti austeri e a tratti rigidi, simbolo di modi di pensare altrettanto rigidi e conformi alle regole stabilite. Sono pronti a esprimere il proprio giudizio e applicare severi schemi mentali relativamente a quali sono le tipologie di rapporti possibili e non possibili, i comportamenti accettabili e quelli da evitare.



Non a caso una delle relazioni umane rappresentate è quella coniugale, tre lavori rappresentano infatti tre coppie raffiguranti tre diverse tipologie di relazione. Nel ritratto di gruppo, opera più grande della serie, è invece rappresentata una famiglia le cui relazioni non sono però chiare. Tutte situazioni soggette all’incasellamento in regole e all’essere definite come consone oppure no, in cui alcuni individui scavalcano il limite dell’individualità altrui per imporre il proprio pensiero. Ecco che qui il More Than Enough assume un significato negativo, un andare a invadere la vita e le scelte degli altri in modo fastidiosamente oltre al necessario.

Questa accezione si collega alla violazione dei confini individuali, riflettendo una mancanza di rispetto per la libertà e l’autonomia delle persone nelle loro relazioni. Si potrebbe quindi considerare l’importanza di comprendere quando sia opportuno spingersi oltre l’abbastanza e quando sia invece necessario fermarsi, per non superare il limite che porta ad azioni non opportune nei confronti dell’altro oppure ad attorcigliarsi su se stessi nella ricerca spasmodica del sempre meglio.

Virginia Fungo


26/03/24

La Pulce di Gavin Brown



Gavin Brown torna a sperimentare a Roma, con un nuovo spazio chiamato la Pulce, situato in via dei Tre Archi 5.





Aperto a fine febbraio presenta fino alla fine del mese l'opera di Die ring di Marc Kokopeli. 
Potete seguire gli sviluppi di questo progetto sul profilo di instagram

25/03/24

Art Basel Hong Kong

 


Fra pochi giorni Art Basel apre gli spazi della sua edizione di Hong Kong, eccovi allora i principali punti salienti della sua prossima edizione, compresi i dettagli dei settori espositivi ampliati Encounters e Kabinett, nonché l'ambiziosa programmazione in loco e in tutta la città
  • La programmazione di Art Basel Hong Kong approfondirà ulteriormente il forte dialogo della fiera con la città e la regione ospitante, presentando una serie caleidoscopica di progetti sia presso l'Hong Kong Convention and Exhibition Centre (HKCEC) che oltre
  • Encounters, il settore curato dedicato ai progetti su larga scala, comprenderà 16 opere, 11 delle quali realizzate appositamente per la fiera; nell'ambito del settore, un'installazione off-site del celebre artista australiano Daniel Boyd sarà in mostra al Pacific Place, supportata da Swire Properties, partner ufficiale di off-site Encounters
  • Kabinett, il settore che presenta presentazioni tematiche all'interno degli stand delle gallerie partecipanti, comprenderà 33 progetti – il numero più alto nella storia della fiera – con una forte enfasi sulle presentazioni personali storiche e contemporanee provenienti dall'Asia
  • Gratuiti per il pubblico, i programmi Conversazioni e Film si svolgeranno entrambi in un auditorium dedicato presso l'HKCEC, offrendo al pubblico un'opportunità unica di partecipare a discussioni stimolanti e godersi i film degli artisti in un unico posto; inoltre, Conversations sarà in tournée nella Cina continentale prima dello spettacolo con eventi fuori sede a Shanghai e Guangzhou a partire da gennaio
  • Co-commissionato da Art Basel e M+ e presentato da UBS, un "film architettonico" site-specific dell'artista e regista Yang Fudong sarà presentato sulla M+ Facade dal 22 marzo 2024, creando un'esperienza artistica accattivante per i visitatori e la gente del posto
  • Art Basel Hong Kong, il cui Global Lead Partner è UBS, si svolgerà presso l'Hong Kong Convention and Exhibition Centre (HKCEC) dal 28 al 30 marzo 2024, con giornate di anteprima il 26 e 27 marzo.

    Riunendo 243 gallerie leader provenienti da 40 paesi e territori, l'edizione 2024 di Art Basel Hong Kong segna il ritorno della mostra alla scala pre-pandemia, con 66 espositori aggiuntivi che partecipano alla fiera rispetto allo scorso anno. Caratterizzata da una straordinaria diversità di voci artistiche presentate nell'ambito dei suoi cinque settori espositivi, dei suoi programmi di conversazioni e film, nonché delle sue collaborazioni con le istituzioni culturali della città, Art Basel Hong Kong fungerà ancora una volta da piattaforma per il dialogo, la scoperta e scambio transculturale, saldamente ancorato alla città ospitante di Art Basel nella regione.

    Encounters

    Encounters, a cura di Alexie Glass-Kantor, direttore esecutivo di Artspace Sydney , presenterà 16 progetti su larga scala di artisti provenienti da un ampio spettro di aree geografiche, sotto il tema "Sono parte di tutto ciò che ho incontrato". Il settore comprenderà 11 opere realizzate appositamente per la fiera , un numero mai raggiunto dall'introduzione del settore nel 2013. I punti salienti includono:

    • Contingent Spheres (2020, 2022) dell'artista sudcoreano Haegue Yang , una serie di due sculture antropomorfe in ratan che collegano e fondono i codici visivi di Binakol, un motivo utilizzato nei tessuti tradizionali nelle Filippine, e l'Op art degli anni '60, presentato dalla Kukje Gallery ( Seoul, Busan), kurimanzutto (Città del Messico, New York) e Galerie Chantal Crousel (Parigi)
    • Copy of Copy of Copy of Copy (2024) dell'artista di Hong Kong Mak2 , un'installazione impressionante ma giocosa, realizzata appositamente per l'edizione 2024 di Art Basel Hong Kong, composta da due stand fieristici collegati dall'alto all'alto ed esploranti idee di duplicazione ed evoluzione e simulazione, presentato da de Sarthe (Hong Kong)
    • Larrakitj Forest (2024) dell'artista australiana Naminapu Maymuru-White , un'installazione realizzata appositamente per la mostra e composta da diversi vasi oblunghi che fanno riferimento ai riti funerari, alla cosmologia e alla tradizione pittorica della comunità dell'artista, gli Yolŋu dell'Australia settentrionale, presentata da Sullivan+Strumpf (Sydney, Melbourne)
    • Wind Study (Hilbert Curve) (2022-2023) dell'artista indiano Jitish Kallat , una suite di intricati disegni su larga scala realizzati con fuoco, vento, fumo e inchiostro, che fanno riferimento alle curve frattali continue di riempimento dello spazio formulate dal matematico David Hilbert nel 1891, e in anteprima allo spettacolo, presentato da Templon (Parigi, Bruxelles, New York)
    • Friendship First (2024) dell'artista singaporiano Ming Wong , un'installazione scultorea realizzata appositamente per il settore Encounters della mostra, composta da due semisfere che fungono da superfici di proiezione per filmati d'archivio relativi all'uso del ping pong come strumento diplomatico da parte degli Stati Uniti e La Cina dagli anni '70, esemplificativo dell'interesse dell'artista per il rapporto tra i due paesi, presentato da Ota Fine Arts (Shanghai, Singapore, Tokyo)

    Inoltre, un progetto fuori sede Encounters dell'artista aborigeno Daniel Boyd , residente a Sydney, sarà in mostra al Pacific Place di Hong Kong. Le creazioni artistiche di Boyd utilizzano i punti come elemento sia visivo che concettuale ed esplorano temi di identità, memoria, percezione e storia. Il progetto è presentato da Kukje Gallery and Station (Melbourne, Sydney) e supportato da Swire Properties, partner ufficiale di Off-Site Encounters.

    Per l'elenco completo degli artisti e delle gallerie partecipanti, visitare artbasel.com/hong-kong/encounters .

    Kabinett
    Un numero record di 33 gallerie parteciperà a Kabinett, il settore per presentazioni tematiche all'interno degli stand principali delle gallerie, con una forte attenzione ai progetti personali della regione Asia-Pacifico. I punti salienti includono:

    • A Thousand Plateaus Art Space (Chengdu) presenta un'installazione dell'artista cinese Bi Rongrong , che approfondisce l'interazione tra modelli provenienti da diverse città e culture, Internet, ricordi personali e l'ambiente circostante dell'artista
    • La Johyun Gallery (Busan) presenta una recente serie di dipinti del compianto maestro sudcoreano Park Seo-Bo , che mettono in mostra la notevole fisicità, ritmo e tecnica che sono arrivati ​​a definire il lavoro dell'artista
    • Herald St (Londra) presenta dipinti ad acrilico e inchiostro dell'artista londinese Cary Kwok , nato a Hong Kong , che fanno luce sull'esplorazione cinematografica di Kwok dell'interazione Queer, della vita domestica e della storia dell'arte
    • La Yavuz Gallery (Singapore, Sydney) presenta le nuove opere della principale artista tailandese Pinaree Sanpitak , che illustrano la sua lunga esplorazione di strutture e materiali organici, nonché la dualità tra sacro e profano
    • Jessica Silverman (San Francisco) presenta una serie di dipinti dell'artista americana Loie Hollowell , che esplorano sessualità, riproduzione e spiritualità
    • Annely Juda Fine Art (Londra) presenta opere su carta dell'artista d'avanguardia russo Kasimir Malevich realizzate tra il 1913 e l'inizio degli anni '20, nonché opere di Alexander Rodchenko , Alexandra Exter , Naum Gabo , Elena Semenova e Gustav Klucis , tutti influenti contributori all’arte non oggettiva

    Per visualizzare l'elenco completo degli artisti e delle gallerie partecipanti, visitare artbasel.com/hong-kong/kabinett .

    Film
    Curato dall'artista multimediale e produttore cinematografico Li Zhenhua , il programma cinematografico presenterà dieci proiezioni stimolanti e includerà collaborazioni con il canale video culturale Nowness Asia, nonché con Videotage, una delle principali organizzazioni no-profit della regione dedicate alla video arte. Dal 27 al 30 marzo, il programma si svolgerà presso l'HKCEC. I punti salienti includono:

    • A New Old Play (2021) del regista cinese Qiu Jiongjiong , la storia di un importante clown che ricorda la sua vita, ambientata sullo sfondo della tumultuosa storia della Cina del XX secolo, presentato da Star Gallery (Pechino)
    • Sex (2021), la prima grande opera cinematografica dell'artista tedesca Anne Imhof, composta da filmati creati durante il primo capitolo del suo omonimo ciclo di performance alla Tate Modern nel marzo 2019 e caratterizzato dall'inconfondibile e oscuro linguaggio visivo dell'artista, presentato da Sprüth Magers (Berlino, Londra, Los Angeles, New York)
    • Sorry for the Late Reply (2021), un'animazione a canale singolo creata dall'artista di Hong Kong Wong Ping, attingendo dalle sue storie personali e dai suoi diari, approfondendo le aspirazioni e le ansie vissute dagli abitanti della città, presentata da Kiang Malingue (Hong Kong)
    • Thread Routes - Chapter IV (2014) dell'artista sudcoreana Kimsooja, un film in 16 mm che riflette sulle connessioni tra i tessuti – un materiale che Kimsooja è particolarmente nota per l'utilizzo nella sua pratica – e altri mezzi e discipline, come performance e architettura, presentato dalla Galleria Axel Vervoordt (Hong Kong, Anversa)
    • Useless Sacrifice (2022-2023), un film dell'artista svedese Anna Uddenberg, in cui indaga i cliché della sua pratica come la cultura del corpo, la spiritualità, la classe, il gusto e l'influenza delle nuove tecnologie sull'espressione di sé, presentato da Kraupa -Tuskany Zeidler (Berlino)

    Il programma cinematografico è liberamente accessibile al pubblico. Per visualizzare l'elenco completo degli artisti e delle gallerie partecipanti, visitare artbasel.com/hongkong/film .

    Conversations
    , che si svolgerà nell'auditorium dell'HKCEC dal 27 al 30 marzo e sarà curato da Stephanie Bailey, scrittrice, editrice e Asia Content Advisor ed Editor di Art Basel , Conversations offrirà ai partecipanti una piattaforma per dialoghi dinamici tra membri chiave del mondo dell'arte e della cultura. Il programma prevede 11 panel e relatori provenienti da oltre 15 paesi e territori. I punti salienti includono:

    • Un pubblico con Haegue Yang , in vista della prossima mostra personale dell'artista alla Hayward Gallery di Londra , moderata dal curatore Yung Ma
    • Una discussione tra i leggendari artisti giapponesi Shinro Ohtake e Takashi Murakami , organizzata con Art Week Tokyo , in cui rifletteranno sui loro rapporti con la mutevole capitale del Giappone
    • Una tavola rotonda moderata dal responsabile artistico di Tai Kwun, Pi Li , in cui collezionisti tra cui Uli Sigg condivideranno i loro approcci alla costruzione di collezioni di arte contemporanea cinese che definiscono un'epoca
    • Una tavola rotonda sulla decolonizzazione delle istituzioni culturali nel 21° secolo con il curatore capo e direttore esecutivo di Zeitz Mocaa Koyo Kouoh , la direttrice del M+ Museum Suhanya Raffel e il mecenate Durjoy Rahman , fondatore della Durjoy Bangladesh Foundation, presieduta da Eugene Tan , direttore della National Gallery Singapore
    • Un'edizione speciale registrata dal vivo di Crit Club, una performance contestuale ideata dall'artista e creatore di meme Cem A. , alias. freeze_magazine , invitando gli artisti Kara Chin , Jitish Kallat , Wang Tuo e Steph Huang a discutere una domanda impossibile: cosa è più importante, gli artisti o le opere d'arte?

    Inoltre, al programma di quest'anno sono state aggiunte tre conversazioni Art Basel Hong Kong fuori sede – a Shanghai, Guangzhou e Hong Kong .

    • Presentato alla UBS Greater China Conference dell'8 gennaio 2024, un dibattito condotto da Angelle Siyang-Le , direttrice di Art Basel Hong Kong, ha approfondito il mercato dell'arte digitale in Cina con gli artisti Lu Yang e Wang Ziquan , il gallerista Simon Wang e Sylvia Wang , responsabile asiatico del TR Lab
    • Una conversazione organizzata a Guangzhou da Art Basel e dall'Hong Kong Tourism Board il 27 febbraio 2024 esplorerà l'evoluzione dell'ecosistema artistico della Greater Bay Area. Moderata dal curatore di M+ Sigg, Dr. Wu Mo , la discussione riunirà Chen Tong , artista e fondatore della Libreria Borges, Guangzhou, Wang Shaoqiang , direttore del Guangdong Museum of Art, Shao Shu , direttore esecutivo dell'He Art Museum, nonché come  Lin Aojie , artista della ShanghART Gallery e direttore/co-fondatore della Canton Gallery
    • Una conversazione ospitata a Hong Kong dall'Asia Art Archive il 29 febbraio 2024 riunirà artisti e curatori emergenti per discutere i loro sforzi per creare siti alternativi come Tomorrow Maybe e New Park , nonché strutture che promuovono l'arte a Hong Kong. La discussione sarà moderata da Eunice Tsang , fondatrice di Current Plans

    Le conversazioni in loco sono liberamente accessibili al pubblico. Il programma completo delle Conversazioni sarà disponibile a breve sul sito di Art Basel.

    24/03/24

    Chiho Aoshima da Perrotin



     La sede parigina della galelria Perrotin propone l'esposizione "Emptinesses", la quarta mostra personale di Chiho Aoshima con la galleria. 



    Per questa nuova mostra, Chiho Aoshima ha sviluppato un universo che unisce riferimenti tradizionali giapponesi, ricordi di manga, fantascienza, amore per la natura e rappresentazioni femminili alquanto ambigue. 



    Oscillando tra romanticismo e proiezioni futuristiche, i confini tra realtà e fantasia diventano sempre più sfumati…


    23/03/24

    L'arte sempre più in crisi.


     Il mercato dell'arte risente, come tanti altri sistemi, di una strana trasformazione, un azzeramento di un ampio mercato a prezzi normali a favore di una particolare valorizzazione per le fasce più elevate, che sempre più sono pilotate da pochi attori del sistema. 

    L'arte non è per tutti, ma pare un giardino per pochi eletti che la usano più come un bel vestito da far vedere che come un prodotto culturale che agisce sui percorsi sociali e di trasformazione della collettività .

    Tutto ciò svuota sempre di più il prodotto che privato dei suoi valori, sbadierati quasi sempre più per richiamare l'attenzione mediatica, diventa un inutile giocattolo da accumulare. 

    Per cui risulta molto interessante la lettura che viene fatta per giustificare il continuo chiudere delle gallerie, penso ad esempio a Torino dove oramai si contano sulle dita di una mano quelle gallerie ancora attive, e il valore apparente dei movimenti di denaro e prodotti artistici.

    Eccovi allora  "The Art Market 2022" proposto dal gruppo fieristico Art Basel che riferisce una analisi del mercato.

    22/03/24

    Tomás Saraceno a Los Angeles



     
    Mi affascinano sempre molto i lavori di Tomás Saraceno che in questo periodo sono proposti presso la sedi della galleria Tanya Bonakdar a Los Angeles, fino al 4 Maggio. 




    CS

    Throughout the exhibition, Saraceno invites participants into a meditation on forms of life and life-forming that shapes the possibilities for eco-social interdependence. Through an entanglement of bodies and elemental forces, the exhibition reveals the material and immaterial dynamics that have come to characterize the anthropocentric inequality and injustice of the present. Across sculpture, works on paper, and film, the exhibition proposes new movements for cohabitation and being on Earth today.

    In the main space, a new body of work invites visitors to attune with bodies and forces on air. Encountered through a re-coding of color and temperature, Saraceno’s cloud and foam sculptures propose complex geometric systems of fractal color through which light illuminates in myriad constellations. From the nacreous glow of spider/webs, to the energetic heat evidenced by a star’s celestial color, the artist has long sought to make visible the spectral hues and synesthetic vectors that shape the cosmic web. A series of infrared photography suggests an era beyond the use of aerodynamics; here, temperature measurements rendered in colors reveal the thermodynamic vitality in the bodies of “lighter than air” aerosolar flight. In suspended sculptures, the allure of iridescence—the phenomena of luminous color produced by a particular intersection of light and viewing angle—becomes an allegory for a rapidly warming planet.

    The front gallery will feature sculptures in tones that reference the Earth’s flora and fauna, reflecting seasonal difference and interspecies vernacularity. Developed in consultation with ornithologists and wildlife organizations, some of these sculptures can be placed outdoors providing functional habitats for a range of animals, as meditations on biodiversity and interspecies cohabitation. Their modular structures are inspired by cumulonimbus clouds and are part of Saraceno’s ongoing project Cloud Cities—a proposal for an alternative form of urbanism and assembly that might emerge when large cities are not built from a solely human perspective. Ownership of these works requires an agreement of co-ownership and shared stewardship of the environment.

    The exhibition will also feature Fly with Pacha, Into the Aerocene, a film that portrays the long-standing relationship between the artist, the Aerocene community he founded, and the Communities of Salinas Grandes and Laguna de Guayatayoc in Jujuy, Northern Argentina. The film documents the communities’ struggles to protect their land against industrial lithium mining, driven by the demand for batteries in the name of a so-called ‘green transition’. In reality, these efforts are depleting water resources in the region and contaminating the Earth. The film follows flight of an aerosolar balloon, which broke 32 world records, over the Salinas Grandes. Lifted only by the heat of the sun and carried along the rivers of the wind, Pacha was recognized as the most sustainable flight in human history by the Fédération Aéronautique Internationale (FAI), carrying the message “Water and Life are Worth More than Lithium” written by the communities.




    Visitors to the gallery’s reading room are invited to participate in a collective, inter-generational artwork for the benefit of the Communities of Salinas Grandes and Laguna de Guayatayoc. Renewing the practice of reading messages drawn in the sky through the phenomenon of pareidolia—the impulse that leads us to recognize significant patterns in ‘random’ information—visitors can draw on cloudscapes and in turn become part of a community for the free circulation of water, information and life. A new signed Aerocene edition will also be available for purchase, the entire proceeds of which will support the communities’ ongoing legal and stewardship efforts. 

    A final gallery will contain works that delve more deeply into Saraceno’s collaborative work with spiders. Beginning almost two decades ago, this project has led to the formation of Arachnophilia: an interdisciplinary, distributed and intercultural community that syncretizes artistic, scientific and situated knowledges through a shared affinity to spider/webs. This darkened gallery includes works woven in authorship by and with spiders that live alongside the artist at his studio in Berlin, Germany. By showcasing the meshwork of spider webs the artist hopes to encourage those who experience a fear of spiders (arachnophobia) to move toward a love and wonder of them (arachnophilia). More importantly, this ongoing exploration functions as both model and metaphor, celebrating extra-human technologies of sensing, and settlement, offering a more sensitive, collaborative way of life on Earth.