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31/07/19

DAMA Torino si rinnova





Il caldo dell'estate non ferma la progettazione della prossima edizione di DAMA che giunge alla sua quarta edizione durante la settimana dell'arte di Torino e si rinnova con una nuova sede.

Nato come progetto collaborativo di un piccolo gruppo di gallerie internazionali invitate a presentare il lavoro di artisti emergenti in dialogo con la storia della città, la nuova edizione di DAMA 2019 mira ad offrire ancora più spazio a un approccio bilanciato sulle relazioni, riducendo il numero dei partecipanti ed espandendo lo spazio dedicato al Live Programme.

Per questo motivo la prossima edizione presenta molte novità, maggiore selezione e attenzione ai dettagli, a partire dalla nuova sede, dopo tre anni, che aprirà un palazzo storico del centro per la prima volta al pubblico e dedicando al Live Programme ancora più importanza occupando una sede propria che si affiancherà alla sede principale, grazie alla Camera di Commercio di Torino.


Ci sarà anche la partecipazione di Elise Lammer, curatrice presso Salts a Basilea, invitata a curare la prossima edizione del Live Programme, supportato da Compagnia di San Paolo, sponsor principale insieme a Fondazione Arte Moderna e Contemporanea CRT.

L'iniziativa si apre anche a una nuova collaborazione con Siliqoon, un "art agency" di base a Milano che dal 2019 collaborerà con noi curando l'identità grafica, anno dopo anno, attraverso gli occhi degli artisti invitati a interpretare il logo di DAMA che sarà la prima opera d'arte offerta gratuitamente ai visitatori.

Per quest'anno Siliqoon inizia questo viaggio con l'interpretazione del logo di Andrea Magnani.

Si confermano le partnership con alcune riviste specializzate come Artuu, Cura., Exibart, MyArtGuides, KubaParis e iniziare la collaborazione con Arte e Critica e Contemporary Lynx.

Le sedi, i partecipanti e le altre notizie verranno svelate a Settembre e durante la conferenza stampa di Mercoledì 16 Ottobre a Torino.

30/07/19

Scultura a Londra




Sempre molto piacevole il progetto Sculpture in the Cityche la City of London da nove anni organizza fra i palazzi con  17 opere  di noti artisti internazionali.




Così si crea, presso  lo Square Mile una bella occasione di condivisione d'arte col vasto pubblico tra gli artisti selezionati ci sono quest'anno anche le opere di Salvatore Arancio nei pressi della chiesa di Sant'Elena  e Patrick Tuttofuoco  nello storico Leadenhall Market.
   


29/07/19

Rachel Feinstein per la Residenza Gucci



 ROCOCO HUT, 2014, ALLUMINIO VERNICIATO A POLVERE CON GRAFICA APPLICATA.

PER GENTILE CONCESSIONE DELL'ARTISTA E DI MADISON SQUARE PARK CONSERVANCY





Il direttore creativo del gruppo Gucci, Alessandro Michele, ha ideato nel progetto Gucci Places, una iniziativa di ospitalità che prende avvio con il primo spazio a Chatsworth House, in Derbyshire,  dove si è svolta la residenza dell’artista Rachel Feinstein con la realizzazione di alcune stupende opere.


BRITANNIA, 2019, MAIOLICA SMALTATA CON SUPPORTI IN ACCIAIO



CS

Rachel Feinstein è la prima artista di "Artist in Residence", una nuova iniziativa di Alessandro Michele, Gucci e Chatsworth House, una dei Gucci Places.

Per questo progetto, la tenuta, situata nel nord dell'Inghilterra, ospiterà artisti che ricercheranno e creeranno opere ispirate dal loro soggiorno. Famosa per le sue installazioni, che sintetizzano svariati concetti culturali, tra cui religione, mito, bellezza, mortalità e decadenza, Rachel Feinstein è la prima artista a partecipare a questa iniziativa. 

Le sue opere sono state esposte in numerosi musei di tutto il mondo, tra cui la mostra Gucci "No Longer/Not Yet" del 2015 presso il Minsheng Art Museum di Shanghai. Durante il suo soggiorno a Chatsworth, il primo dei Gucci Places, Rachel Feinstein ha trovato ispirazione per la creazione di una scultura in ceramica che ha chiamato "Britannia", dal nome della figura mitologica romana che rappresenta le isole britanniche. In esposizione si trova anche l'opera "Rococo Hut", una rappresentazione grafica in alluminio di un teatro che ha l'aspetto di un palcoscenico o di un libro animato e che appartiene a una serie chiamata "Folly". 

Entrambe le sculture fanno riferimento agli stili barocco e rococò del XVIII secolo e sono in totale sintonia con le opere della collezione del Duca e della Duchessa del Devonshire, anch'esse in mostra nella tenuta, e con i ricchi ornamenti e le estrosità di Chatsworth House, dove rimarranno esposti per molti anni.

  




28/07/19

Carlos Cruz-Diez a Bruxelles


 


Mi piace sempre molto il lavoro di Carlos Cruz-Diez  la sua varietà cromatica mi conquista sempre tantissimo, come il recente intervento “Labyrinthus” al Patinoire Royale (Galerie Valerie Bach) a Bruxelles.




27/07/19

Progetto via!





Ha superato i 16.000 dollari la raccolta per il crowdfundign sulla piattaforma di Kickstarter  per il “Progetto” di Jamie Sneider che si realizzerà a Lecce in una antico casolare.

Il capitale di raccolta necessario era stato indicato in 15.000 dollari che sono stati raggiunti in due anni e superati.

Si tratterà di uno spazio multifunzionale aperto alle cooperazione e alla creatività.

Ora si prosegue con la fase di realizzazione degli spazi e l’avvio dell’attività che apre con una mostra dell’artista messicano Ektor  Garcia.




26/07/19

New Museum sempre più New!






E' appena passato un decennio, da quando il  New Museum apriva la sua sede nel quartiere di Bowery nel 2007,  che ora il museo si rinnova e amplia con un progetto ideato dallo studio OMA, i soldi come sempre piovono mentre più difficile la situazione col personale che proprio in questo periodo sta manifestando per un salario più equo.


Dal sito OMA

The New Museum announced today plans for its second building, designed by OMA / Shohei Shigematsu and Rem Koolhaas in collaboration with Cooper Robertson. This will be OMA’s first public building in New York City.
The new structure will complement and respect the integrity of the adjoining SANAA-designed flagship building, while asserting its own distinct identity. The seven story, 60,000 square foot building will include three floors of galleries, doubling the Museum’s exhibition space, along with additional space for the Museum’s many community and education programs, a permanent home for NEW INC, as well as increased public amenities and improved vertical circulation.
“Since the New Museum opened on the Bowery in December 2007, the Museum has become an international cultural destination welcoming millions of visitors,” said Lisa Phillips, Toby Devan Lewis Director. “We are thrilled to work with OMA to address our current and future needs, and selected them for their exceptional response to our brief, their civic passion, and future thinking. The OMA design will provide seamless connectivity and horizontal flow between the two buildings, expanded space for our world renowned exhibitions, and access to some of our most innovative programs that the public currently cannot see.”
OMA Partner Shohei Shigematsu said: “Our new building establishes its own distinct identity yet it is highly connected to the existing museum. The new New Museum will be a synergistic pair working spatially and programmatically in tandem, offering a repertoire of spaces to match the institution’s curatorial ambitions and diverse programs. A counterpart to the existing tower’s verticality and solidity, the new building will expand the galleries horizontally and reveal the vertical circulation through a transparent facade. We wanted to create a highly public face—starting from the exterior plaza and atrium stair to terraced multipurpose rooms at the top—that will be a conduit of art and activities that provides an openness to engage Bowery and the city beyond.”
The OMA building will replace the current 50,000 square foot building at 231 Bowery which was acquired nearly twelve years ago to provide additional space for expanded programs. During that time, the Museum has steadily used the building to capacity for a range of activities including additional gallery space, the Museum’s cultural incubator NEW INC, office space for Rhizome and IdeasCity, studio space for artists, archives, and back-of-house staging, prep, and storage.
Following extensive research and study of many options, including renovating the existing building, the Museum concluded that new, ground up construction would be the most efficient way, both spatially and financially, to fulfill the Museum’s needs and civic purpose.  The OMA building will improve vertical circulation with the addition of an atrium stair, which will offer views over the surrounding neighborhood. The stair and new entry align to the terminus of Prince Street, opening up the museum to the city. The building will also provide three new elevators (two of which are dedicated to galleries) and additional public spaces and services, including an expanded lobby and bookstore, an upper level forum connecting to the existing Skyroom, and a new 80-seat restaurant. The building also provides space for a more efficient organization of vital back of house, storage, and office space.
Adding a total of 10,096 sq. feet of exhibition space, the new galleries will connect with the existing galleries on three levels (second, third, and fourth floors), with the ceiling heights aligning on each floor, creating expanded space for exhibitions and horizontal flow between the buildings. The expanded spaces can be used singularly across the floor-plate to host larger exhibitions or separately for diversity and curatorial freedom. The organization of new galleries and program spaces will support a stronger integration between exhibition programs, education, research, residencies and community outreach programs will help expand the Museum’s audiences.
“The building gives us the opportunity to continue to experiment with new formats and models around various areas of programmatic focus,” said Massimiliano Gioni, Edlis Neeson Artistic Director. “These areas include new productions and ambitious new commissions; contextual exhibition presentations; studio space for artist residencies; and international partnerships and collaborations with peer institutions around the world.”
The layout of the building program is as follows: lower levels devoted to back of house and storage; the ground floor to feature a new restaurant, expanded lobby, and bookstore, along with a public plaza set back at street level; second, third, and fourth floors for galleries; fifth floor for NEW INC; sixth floor for an artist-in-residence studio, as well as a forum for events and gathering, which leads to the seventh floor for Education programming and additional events; and an atrium stair on the west façade, connecting each of the floors, along with an elevator core at the front and rear.


The new building’s façade is another notable attribute of OMA’s design. Using a laminated glass with metal mesh, the façade will provide a simple, unified exterior alongside the SANAA building, with a material that recalls and complements the SANAA façade, yet allows for a higher degree of transparency. The OMA building will communicate the activities of the Museum outwards while creating a more inviting presence drawing the public inwards.

The New Museum has received a lead gift of $20M from longtime trustee Toby Devan Lewis, the largest gift in the Museum’s history. The Museum will recognize Lewis’s leadership role at the New Museum by naming the new building in her honor, as announced today by James Keith Brown, The New Museum’s Board President.

25/07/19

160 per Louis Vuitton X


  


Da alcuni giorni un suggestiva villa hollywoodiana, ospita la festa  per i 160 anni del gruppo Louis Vuitton con 180 oggetti realizzati da creativi di ogni tipo.

Gli eleganti spazi al 468 North Rodeo Drive a Beverly Hills, ospitano questa grande rassegna omaggio, intitolata "Louis Vuitton X" miscelando le più diverse forme della fantasia creativa di stilisti, artisti, musicisti e tante altre attività artigianali, quali Richard Prince, Cindy Sherman, Karl Lagerfeld, Rei Kawakubo,  Frank Gehry, Yayoi Kusama,  e Zaha Hadid.


Uno spazio dai vividi colori, fra cui primeggia un intenso color rosa, accolgono un progetto fra installazione e memoria, narrando dalle prime sacche ai più recenti articoli che il famoso marchio francese realizza per il suo appassionato pubblico. 

 Il progetto proseguirà poi in un tour mondiale nei più esclusivi spazi della moda.


Ecco il video di presentazione su YouTube



24/07/19

Novità Montpellier Contemporain






A Montpellier nel sud della Francia da pochi giorni ha aperto un nuovo grande spazio per l'arte contemporanea, si tratta del MoCo, che sta per Montpellier Contemporain, realizzato presso il rinnovato Hôtel des Collections.




Direttore del centro è  Nicolas Bourriaud, famoso critico d’arte fra i promotori del Palais de Tokyo, che propone come evento inaugurale la visione della collezione dell'industriale Yasuharu Ishikawa.


22/07/19

Azione creativa alla MDC di Palazzo Belgioioso





La galleria Massimo De Carlo, nella stupenda sede di Palazzo Belgioioso, propone una collettiva di opere raccolte sotto il titolo “Against Colour Stroke Vectors”.




Le opere di Günther Förg, Mario Merz, Emilio Vedova e Mary Weatherford sono proposte nel rapporto tra il gesto e il movimento, lo spazio e i confini della tela, la relazione con il colore.

  




20/07/19

Muoversi intorno



Wilding Cran Gallery "Fare un giro (un posto dove aspettare)" è il titolo del progetto che l'artista Stephen Neidich ha realizzato presso la Wilding Cran Gallery di Las Angeles.


Si tratta di una installazione composta da lunghe catene metalliche mosse da una struttura meccanica che generano una rotazione circolare muovendole fra blocchi di urbanite, l'opera produce una melodia meccanica che riecheggia in tutta la galleria. 


18/07/19

Gabriel Sierra a Torino da Franco Noero



«Subito dopo l’oggetto più distante» è il titolo della mostra che Gabriel Sierra propone presso la galleria Franco Noero, in via Mottalciata, fino al 28 settembre


Una sensazione di concretezza e di presente venato da una ironica percezione che le cose alla fine non sono proprio quello che vediamo ma che forse celano apertamente altre possibilità, che non percepiamo a causa della nostra banalità.


L'artista colombiano ha ideato una serie di lavori che paiono parlare di abitativo, di luoghi apparenti di sicurezza e stabilità.












17/07/19

50 anni di Rencontres de la Photographie Di Arles






Son già cinquanta gli anni dei mitici Rencontres de la Photographie Di Arles, che si festeggiano con un ricco programma di eventi, fra storia e presente che prenderanno avvio dal 20 Luglio.

Nata dalla volontà del fotografo Lucien Clergue oggi sono l'evento più significativo di questo settore creativo che si è espanso nella città e spesso anche nei centri vicini.


16/07/19

Leonardo? Anche no




  
Sappiamo che il mito di Leonardo da Vinci in questi decenni è cresciuto in modo vertiginoso, e per attirare masse turistiche si organizzano ogni genere di eventi. Ora  un nuova occasione sul genio toscano è stata  promossa dalla Fondazione Cariparma a Fabriano. Un grande evento con la “Madonna Benois” che non capisco come si possa attribuita a Leonardo.

Secondo me non è possibile che quelle grassottelle figure siano state fatte da Leonardo, come anche ha dimostrato il recente caso del "Salvatore Mundis" l'importante è parlarne che poi sia così evidente non importa a nessuno, ci sarà sempre qualcuno disposto a trovare possibili tracce di vicinanza.

Darren Bader Interlude alla galleria Franco Noero in Piazza Carignano




Per la stagione estiva la Galleria Franco Noero inaugura  la terza personale dell'artista Darren Bader, opening il 16 luglio con il progetto Interlude, sua prima mostra concepita per gli spazi di Piazza Carignano 2. Le stanze settecentesche della galleria diventano deposito per una varietà di elementi complementari, ready-made e oggetti quotidiani, raccolti dall’artista durante il corso degli anni. Bader interroga in modo indistinto, talvolta semplicisticamente, il significato/contesto degli oggetti utilizzati sperando che il pubblico ne rielabori un senso strettamente estetico, discutibilmente letterario e inevitabilmente filosofico.
 Darren Bader è stato uno degli artisti selezionati dal curatore Ralph Rugoff per la 58. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia May You Live In Interesting Times  L’artista ha sviluppato per l’occasione un’opera in realtà aumentata intitolataScott Mende’s VENICE!, il cui raggio d’azione copre le corderie dell’Arsenale, il Padiglione Centrale e alcune specifiche location della città di Venezia, aggiungendo un ulteriore nota di realtà alla città lagunare, luogo già saturo di informazioni storico ed estetiche e visitato da milioni di turisti ogni anno.
 Darren Bader (Bridgeport, CT, 1978) vive e lavora a New York. Il suo lavoro è stato esposto in mostre personali fra le quali ricordiamo: ‘(@mined_out)’, Museo Madre, Napoli (2017); ‘Meaning and Difference, The Power Station, Dallas (2017); light (and) regret; The World as Will and Representation; Final Fantasy’, Kölnischer Kunstverein, Cologne (2015); Reading Writing Arithmetic, Radio Athènes’, Athens (2015); ‘Where is A Bicycle's vagina (and Other Inquiries) or Around the Samovar’, 1857, Oslo (2012); ‘Images, MoMA PS1, New York (2012). Tra le mostre collettive: ‘Pizza is God’, NRW-FORUM, Düsseldorf (2018); Stories of Almost Everyone, Hammer Museum, Los Angeles (2018); ‘Acordo de confiança’, Biblioteca Mario de Andrade, San Paolo (2017); ‘.COM/.CN', presented by K11 Art Foundation and MoMA PS1, K11 Art Foundation Pop-up Space, Hong Kong (2017); ‘Ripple Effect, Centre for Contemporary Art FUTURA, Praga (2017); ‘Videobox’, Carreau du Temple, Parigi (2017); Art Museum, K11 Art Mall, Shanghai (2017); ‘Dreamlands (Screenings)’, Whitney Museum of American Art, New York (2017); ‘Fluidity, Kunstverein in Hamburg, Amburgo (2016); Political Populism, Kunsthalle Wien, Vienna (2015); ‘Antigrazioso', Palais de Tokyo, Paris (2013); ‘Something About a Tree, FLAG Foundation, New York (2013);‘Empire State’, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2013); Oh, you mean cellophane and all that crap, The Calder Foundation, New York (2012); Greater New York, MoMA PS 1, New York (2010); To Illustrate and Multiply: An Open Book, Museum of Contemporary Art, Los Angeles, (2008). Ha partecipato a mostre internazionali e biennali, tra cui: 58. Biennale di Venezia, Venezia (2019); 13th Biennale de Lyon, La vie moderne, Lyon (2015); The Whitney Biennial, The Whitney Museum of Contemporary Art, New York (2014). Nel 2013 è stato insignito del Calder Prize.
Piazza Carignano 2, 10123 Torino
Inaugurazione 16 luglio ore 18
Martedì – sabato 12.00 – 20.00

15/07/19

Due passi con la Gioconda


Non si può rinnovare (restaurare) la Gioconda ma si può riorganizzare la sala che visto il folle afflusso è in continua sollecitazione e ha bisogno di manutenzione.

Allora al Louvre, il prossimo 17 Luglio, il quadro farà un  breve tragitto per giungere nella vicina Galerie de Médicis, così sarà possibile ripulire la sua abituale sala espositiva. 

Via speriamo che i turisti non si perdano e scoprano che al Louvre ci sono anche altre decine di stupendi quadri!

14/07/19

Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori





Veduta della mostra “Spitzmaus Mummy in a Coffin and other Treasures” Kunsthistorisches  Museum Vienna 
Dettaglio Stanza 4  Foto: Jeremias Morandell 




Arriva da Vienna la prossima interessante mostra alla Fondazione Prada di Milano, si tratta del progetto espositivo “Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori”, concepito da Wes Anderson e Juman Malouf, visibile dal 20 settembre 2019 al 13 gennaio 2020.



Veduta della mostra “Spitzmaus Mummy in a Coffin and other Treasures” Kunsthistorisches Museum, Vienna. 

Sarcofago di un toporagno  c. IV sec. a.C  legno dipinto  21.9 x 11.6 x 11.4 cm 
Kunsthistorisches Museum Wien, Collezione egizia e del Vicino Oriente 
Foto: Jeremias Morandell 


CS

Organizzata in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la mostra riunisce 537 opere d’arte e oggetti selezionati dal regista cinematografico Wes Anderson (Houston, 1969) e dall’illustratrice, designer e scrittrice Juman Malouf (Beirut, 1975) e provenienti da 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches Museum di Vienna. Il titolo della mostra rende omaggio a una delle opere esposte, Il Sarcofago di Spitzmaus, una scatola di legno egiziana che contiene la mummia di un toporagno del IV secolo a.C..

La mostra è una riflessione sulle motivazioni che guidano l’atto di collezionare e sulle modalità con le quali una raccolta è custodita, presentata e vissuta. Guardando al passato e ispirandosi al modello della Wunderkammer, “Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori” sfida i canoni tradizionali che definiscono le istituzioni museali, proponendo nuove relazioni tra queste e le loro collezioni, tra le figure professionali e il pubblico dei musei. La scelta delle opere, effettuata seguendo un approccio non accademico e interdisciplinare, dimostra non solo una conoscenza approfondita dei due musei da parte di Anderson e Malouf, ma testimonia anche risonanze e corrispondenze inattese tra i lavori raccolti e gli universi creativi dei due artisti. 

Il percorso espositivo è costituito da gruppi di opere: dagli oggetti di colore verde ai ritratti di bambini, dalle miniature agli strumenti di misurazione del tempo, dalle scatole agli oggetti in legno, dai ritratti di nobili e gente comune a soggetti naturali quali il giardino, meteoriti e animali presentati come reperti scientifici o come rappresentazioni artistiche.

“Spitzmaus Mummy in a Coffin and other Treasures” è stata presentata al Kunsthistorisches Museum di Vienna tra novembre 2018 e aprile 2019. La mostra a Milano ne rappresenta una seconda versione, più estesa per superficie espositiva e per numero di opere selezionate. L’allestimento originale con il suo percorso di stanze e vetrine, concepito dai due artisti curatori come uno scrigno con i suoi tesori, è trasportato negli spazi della Fondazione Prada come un ready-made.  

13/07/19

Assegnati le borse dell'Italian Council






Ecco i nominativi dei vincitori della nuova edizione dell'Italian Council (capitale totale  1.900.000 euro) , nome inglese per borse di sostegno italiane (questo fa già capire il limite culturale del nostri sistema) a curatori, critici e artisti (più o meno noti, alcuni anche già forse troppo sostenuti inutilmente) assegnate nei giorni scorsi.

Sono :  Mario Airò, Stefania Noemi Artusi, Marion Baruch, Stefano Cagol, Riccardo Giacconi, Ettore Favini, Flatform, Christian Fogarolli, Davide Mancini Zanchi, Andrea Mastrovito, Andrea Masu, Marzia Migliora, Maria D. Rapicavoli – MDR, Giovanni Rendina, Namsal Siedlecki, Giulio Squillacciotti, Nico Vascellari, Emilio Vavarella e Zimmerfrei

Per il prossimo bando c'è tempo fino al  30 settembre 2019 per potervi partecipare.

La nuova edizione di Italian Council ha visto tra le principali novità maggiori tipologie di attività finanziabili come mostre, partecipazione a manifestazioni internazionali e residenze all’estero. I progetti vincitori per questi nuovi ambiti sono stati presentati dall’Associazione Culturale Ottovolante, dal Kunstmuseum Luzern, dal Steirischer Herbst Festival GMBH, da La Biennale de Lyon e vedranno coinvolti Stefania Noemi Artusi, Davide Mancini Zanchi, Andrea Masu, Giovanni Rendina, Marion Baruch, Stefano Cagol, Riccardo Giacconi e Nico Vascellari.

Per i progetti relativi alla realizzazione di opere d’arte per l’incremento di pubbliche collezioni sono stati invece selezionati i lavori di: Mario Airò, Ettore Favini, Flatform, Christian Fogarolli, Andrea Mastrovito, Marzia Migliora, Maria D. Rapicavoli – MDR, Namsal Siedlecki, Giulio Squillacciotti, Emilio Vavarella e Zimmerfrei. Presentati rispettivamente da: Fondazione Malvina Menegaz per le arti e le culture, Associazione Culturale Connecting Cultures, Museo Nazionale del Cinema, Associazione Culturale TRA - Treviso Ricerca Arte, Associazione Culturale Casa Testori, Fondazione Galleria D'Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella - Museo MA*GA, The Shelley and Donald Rubin Foundation for the 8th Floor, Fondazione Pastificio Cerere, Associazione Culturale Careof, Associazione Culturale Ramdom e Associazione Culturale ON.

I progetti sono stati selezionati dalla nuova Commissione di valutazione di Italian Council composta da cinque membri di alto profilo: Federica Galloni, Direttore Generale DGAAP e Presidente della Commissione; Bartomeu Marí Ribas, critico e curatore, direttore del MALI - Museo de Arte de Lima; Marco Scotini, critico, curatore e direttore del dipartimento di Arti Visive e Studi Curatoriali della NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Milano; Claudio Varagnoli, architetto e docente all’Università di Chieti; Angela Vettese, storica dell’arte, critica e docente allo IUAV di Venezia.

12/07/19

Tensioni implicite; Mapplethorpe Now


Installation view: Implicit Tensions: Mapplethorpe Now  Photo: David Heald



Proseguirà fino al 5 Gennaio 2020 il progetto espositivo che il Solomon R. Guggenheim Museum dedica a Robert Mapplethorpe (1946- 1989) in una seconda tappa che si avvierà il prossimo 24 Luglio.

Nel 1993 la Fondazione Robert Mapplethorpe aveva donato circa duecento fotografie e documenti al Museo Guggenheim, creando uno degli archivi pubblici più completi del lavoro dell’artista. Questo dono ha dato il via alla formazione del Guggenheim's Photography Council, un comitato per le acquisizioni dedicato a costruire attivamente e rafforzare la collezione d'arte del museo nella fotografia e nei nuovi media. Molte di queste opere, acquisite negli ultimi trent'anni, si impegnano in un dialogo critico con i temi, le provocazioni e gli approcci formali evidenti nell'opera di Mapplethorpe.


Installation view: Implicit Tensions: Mapplethorpe Now  Photo: David Heald

Trent'anni dopo la morte dell'artista nel 1989, la mostra “Implicit Tensions dimostra l'impatto di Mapplethorpe sia come catalizzatore dello sviluppo della collezione fotografica del Guggenheim sia come pietra di paragone per gli artisti che lavorano nella ritrattistica e nell'autorappresentazione contemporanea.

Ora dalla collezione Guggenheim vengono proposti i fotografai che più hanno sviluppato le visioni di Robert Mapplethorpe, cioè: Rotimi Fani-Kayode (n. 1955, Lagos, Nigeria, 1989, Londra), Lyle Ashton Harris (nato nel 1965, New York), Glenn Ligon (nato nel 1960, New York), Zanele Muholi (nato nel 1972, Umlazi, Sud Africa), Catherine Opie (1961, Sandusky, Ohio) e Paul Mpagi Sepuya (1982, San Bernardino, California)in questo bel progetto organizzato da Lauren Hinkson, Associate Curator, Collections e Susan Thompson, Associate Curator, con Levi Prombaum, Assistente curatoriale, delle Collezioni.

Installation view: Implicit Tensions: Mapplethorpe Now  Photo: David Heald

11/07/19

Omaggio a Roman Opałka





La galleria Building di Milano propone nei suoi spazi una bella antologica su Roman Opałka, che prosegue poi negli spazi veneziani della Fondazione Querini Stampalia.




Mi è piaciuto molto soprattutto per la sezione delle opere fra gli anni cinquanta e sessanta, quando già si vede una certa tendenza alla "ripetizione" del modulo espressivo, che poi prenderà la cifra del progetto  OPALKA 1965 / 1-∞.