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26/02/26
Giornate milanesi - Dan Flavin Santa Maria Annunciata la Rossa
17/01/26
Fondazione Prada 2026
Anche quest'anno la Fondazione Prada proporrà diverse attività nel 2026 nelle tre sedi permanenti a Milano e Venezia. Attraverso lo sviluppo di una rete internazionale di artisti, curatori, registi, musicisti e studiosi, Fondazione Prada intende indagare la cultura umana in tutta la sua diversità e complessità. L’impegno si concentra sull’elaborazione di modalità inedite e coinvolgenti per affrontare i temi emergenti del dibattito culturale contemporaneo, oltre i confini delle singole discipline.
Come afferma Miuccia Prada, Presidente e Direttrice di Fondazione Prada: “Nel 2026 la nostra istituzione cercherà di operare come un laboratorio di idee, una piattaforma sperimentale che si riconfigura continuamente in risposta alle trasformazioni del panorama sociale e culturale. Artisti e intellettuali provenienti da generazioni e contesti diversi ci aiuteranno a interpretare temi urgenti da molteplici prospettive, mettere in discussione le idee consolidate e pensare in modo più profondo”.
A partire da gennaio 2026, Fondazione Prada presenta una pluralità di formati espositivi e iniziative culturali che nascono da un processo di ricerca in continua evoluzione. Il programma include mostre tematiche e monografie dedicate a figure artistiche di rilievo come Cao Fei, Cyprien Gaillard, Mona Hatoum, Arthur Jafa, Richard Prince e Hito Steyerl, un’ampia programmazione cinematografica con proiezioni e incontri, progetti musicali ed esibizioni dal vivo, seminari e attività editoriali e didattiche.
PROGRAMMA 2026
ATTIVITÀ TEMPORANEE
Hito Steyerl: The Island
Osservatorio Fondazione Prada, Milano
Fino al 30 ottobre 2026
Mona Hatoum: Over, under and in between
Fondazione Prada, Milano
29 gennaio – 9 novembre 2026
Kali Malone: Organ
Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano
4 febbraio 2026
Cao Fei: Dash
Fondazione Prada, Milano
9 aprile – 28 settembre 2026
Arthur Jafa e Richard Prince: Helter Skelter
A cura di Nancy Spector
Fondazione Prada, Venezia
9 maggio – 23 novembre 2026
Human Brains
Fondazione Prada, Milano
Autunno 2026
Evento del Festival Luigi Nono
Fondazione Prada, Venezia
Autunno 2026
Global Antiquity
A cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola
Fondazione Prada, Milano
5 novembre 2026 – 1 marzo 2027
Cyprien Gaillard
Osservatorio Fondazione Prada, Milano
dicembre 2026 – luglio 2027
ATTIVITÀ PERMANENTI
Accademia dei bambini, Fondazione Prada, Milano
Accademia delle scuole, Fondazione Prada, Milano
Cinema Godard: proiezioni e incontri, Fondazione Prada, Milano
Fondazione Prada Film Fund,
Premio di Laurea
14/07/25
Alejandro G. Iñárritu quest'autunno alla Fondazione Prada di Milano
“Sueño Perro” segna la terza collaborazione tra Fondazione Prada e Iñárritu che ha ideato la rassegna cinematografica “Flesh, Mind and Spirit” a Seul (2009) e Milano (2016), e l’installazione sperimentale di realtà virtuale “CARNE y ARENA” a Milano (2017), inclusa nella selezione ufficiale del Festival di Cannes 2017 e premiata con un Oscar speciale dal Board of Governors of the Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Come sostiene Miuccia Prada, Presidente e Direttrice di Fondazione Prada, “con questo progetto vogliamo aprire nuove prospettive sul suo lavoro e su un film che, sin dagli esordi, ha unito la forza del realismo alla densità del simbolismo. A venticinque anni dalla sua uscita, Amores Perros continua a parlare al presente e a restituire, con potenza visiva ed emotiva, tutta la complessità del mondo in cui viviamo.”
“Sueño Perro” rivela girati inediti che raccontano i temi universali di Amores Perros come l’amore, il tradimento e la violenza. Queste crude sequenze, all’epoca tagliate in fase di montaggio e conservate per un quarto di secolo negli archivi cinematografici dell’Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM), catturano le intense e interconnesse realtà sociopolitiche di Città del Messico, ancora oggi estremamente attuali. Partendo dalla forza grezza e dalla poesia visiva di queste immagini dimenticate, Iñárritu riscopre il loro impatto attraverso un mosaico di pellicola e suono. Al centro dell’installazione c’è una profonda venerazione per la materialità del 35mm che con la sua grana, lo sfarfallio e il calore evoca un profondo senso di nostalgia.
Come afferma Iñárritu, “Durante la fase di editing di Amores Perros oltre trecento chilometri di pellicola sono stati tagliati e lasciati sul pavimento della sala di montaggio. Queste immagini cariche di intensità che corrispondono a sedici milioni di fotogrammi sono rimaste sepolte negli archivi cinematografici dell’UNAM per venticinque anni. In occasione dell’anniversario del film ho sentito il dovere di riscoprire e riesplorare questi frammenti abbandonati, con la loro grana e i fantasmi di celluloide che contengono. Spogliata di ogni narrazione, questa installazione non è un omaggio, ma una resurrezione: un invito a percepire ciò che non è mai stato. È come incontrare un vecchio amico che non abbiamo mai visto prima”.
Il pubblico attraverserà un labirinto semibuio, illuminato da proiettori analogici 35mm che diffonderanno un flusso continuo di frammenti di Amores Perros assemblati per la prima volta. Un paesaggio sonoro, concepito appositamente per l’installazione, sarà diffuso in tutto lo spazio creando un’atmosfera onirica. Ciak, graffi sulla pellicola e lampi di luce tra bobine interromperanno lo scorrere delle immagini, ricordando la ruvida fisicità del supporto. Nell’era dell’intelligenza artificiale e dell’iperdigitalizzazione, Iñárritu invita il pubblico a entrare in un luogo della memoria tattile, analogico e creato dall’essere umano, in cui il passato “lampeggia” senza farsi afferrare.
L’installazione di Iñárritu sarà allestita al piano terra del Podium, il principale spazio espositivo della sede milanese di Fondazione Prada. Al primo piano dell’edificio prenderà forma un allestimento visivo e sonoro concepito appositamente per “Sueño Perro” dallo scrittore e giornalista messicano Juan Villoro. Questa parte della mostra dal titolo “Mexico 2000: The Moment that exploded” offrirà un secondo livello narrativo partendo da una diversa prospettiva. Una traccia audio e un’ampia raccolta di ritagli di giornale e fotografie documentaristiche di autori come Graciela Iturbide, Pedro Meyer, Paolo Gasparini ed Eugenio Metinides, selezionate da Pablo Ortiz Monasterio, trasporteranno il pubblico nel contesto culturale, sociale e politico della caotica e intensa Città del Messico all’inizio del nuovo millennio.
30/05/25
Diagrammi da forme a sostanze alla Fondazione Prada di Venezia
Questa esposizone analizza la comunicazione visiva di dati come potente dispositivo per costruire senso, comprensione o manipolazione e come strumento pervasivo per analizzare, capire e trasformare il mondo. L’obiettivo del progetto è promuovere il dialogo e la riflessione speculativa sul rapporto tra intelligenza umana, fenomeni scientifici e culturali e la creazione e diffusione della conoscenza.
Il percorso espositivo si sviluppa al piano terra e al primo piano del settecentesco palazzo Ca’ Corner della Regina e riunisce oltre 300 oggetti, tra cui documenti rari, pubblicazioni, immagini digitali e video realizzati dal XII secolo a oggi e relativi a diversi contesti culturali e geografici. Il materiale è organizzato secondo un principio tematico che riflette le urgenze del mondo contemporaneo e testimonia la natura trasversale e diacronica dei diagrammi.
Il percorso espositivo, ideato da AMO/OMA secondo il principio delle “urgenze contemporanee”, è strutturato in base a nove temi principali: Ambiente costruito, Salute, Disuguaglianza, Migrazione, Ambiente naturale, Risorse, Guerra, Verità e Valore. Ciascun tema è documentato all’interno di una serie di vetrine disposte parallelamente nella sala centrale del primo piano dell’edificio. Ogni “urgenza” è inoltre approfondita in una stanza laterale, in cui diverse modalità espositive presentano alcuni sottotemi o il lavoro di un autore specifico. Questa indagine complessa e stratificata è introdotta al piano terra da un display realizzato da AMO/OMA, che si potrebbe definire come un diagramma della stessa mostra sui diagrammi. Questo meta diagramma svela i metodi di ricerca e di esposizione in tutta la loro trasparenza e accuratezza.
In occasione della mostra “Diagrams”, Fondazione Prada pubblica un libro illustrato progettato graficamente da Irma Boom. Il volume include un’introduzione di Miuccia Prada, Presidente e Direttrice di Fondazione Prada, una conversazione tra Rem Koolhaas e Katya Inozemtseva e nove saggi di studiosi e designer internazionali come Alberto Cairo, Kate Crawford, Theo Deutinger, Sietske Fransen, Scott Reinhard, Philippe Rekacewicz, Sandra Rendgen, Malkit Shoshan e Kohei Sugiura.
02/02/25
Prossimamente Fondazione Prada, fra Milano, Venezia, Shanghai e Torkyo
Nei giorni scorsi la Fondazione Prada ha annunciato il ricchissimo programma delle principali attività per i prossimi mesi, fino all’inizio del 2026 nelle tre sedi permanenti a Milano e Venezia e negli spazi esterni di Shanghai e Tokyo. Attraverso lo sviluppo di un’ampia rete di artisti, curatori, registi, architetti, musicisti e studiosi, Fondazione Prada vuole rivolgersi a un pubblico internazionale e plurale. L’impegno si concentra sulla ricerca di modalità inedite e attrattive per esplorare nuove idee nel campo della cultura e affrontare le sfide intellettuali oltre i confini delle specifiche discipline.
“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”
Osservatorio Fondazione Prada, Milano
30 gennaio – 8 settembre 2025
“Mirroring: Lucio Fontana and Michelangelo Pistoletto”
Prada Rong Zhai, Shanghai
20 marzo –15 giugno 2025
“Typologien”
Fondazione Prada, Milano
3 aprile –14 luglio 2025
“NADA: Thierry de Cordier”
Fondazione Prada, Milano
3 aprile – 29 settembre 2025
“Satellites: Nicolas Winding Refn with Hideo Kojima”
Prada Aoyama Tokyo
18 aprile – 25 agosto 2025
Live performance di Laraaji
Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano
23 aprile 2025
AMO/OMA – Rem Koolhaas
Fondazione Prada, Venezia
10 maggio – 24 novembre 2025
Alejandro González Iñárritu
Fondazione Prada, Milano
18 settembre 2025 – 26 febbraio 2026
“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”
Prada Rong Zhai, Shanghai
4 novembre 2025 – 2 febbraio 2026
“Riccardo Muti Italian Opera Academy”
Fondazione Prada, Milano
18 – 30 novembre 2025
Hito Steyerl
Osservatorio Fondazione Prada, Milano
4 dicembre 2025 – 30 ottobre 2026
Live performance di Kali Malone
Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano
10 dicembre 2025
Mona Hatoum
Fondazione Prada, Milano
gennaio – settembre 2026
17/05/23
Ripensare le cere anatomiche
Al piano superiore l’esposizione ideata nelle rarefatte e ombrose sale della Fondazione Prada pone la meravigliosa raccolta di cere anatomiche e disegni provenienti dalla Specola, parte del Museo di Storia Naturale e del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Firenze, in una nuova luce che, il noto regista candese, sa valorizza in una chiave molto inquietante e raffinata.
Come sempre la Fondazione si offre nella sua meravigliosa proposta di alto livello qualitativo anche se in certe aree qualche pannello esplicativo in più sarebbe stato utile come ad esempio per le opere della torre dorata, di cui sicuramente molti conoscono i nomi degli artisti, ma non forse così bene da collocare nel loro giusto significato le opere esposte, anche un pratico e poco invasivo code QR sarebbe utile.
10/01/23
Riciclare bellezza alla Fondazione Prada di Milano
Il progetto curato da Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica, riflette sul patrimonio antico attraverso un innovativo approccio interpretativo e una modalità espositiva sperimentale.
L'idea allestitiva è di Rem Koolhaas che usa il materiale tecnico come supporto per le opere presenti, in una ironica duplicazione dell'idea del riciclo. Il percorso è molto emozionate e pieno di stimoli.
17/11/22
Riciclare l'arte nel tempo alla Fondazione Prada di Milano
Oggi si apre la mostra “Recycling Beauty”, curata di Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica, che durerà fino al 27 febbraio 2023 nella sede della Fondazione Prada a Milano.
“Recycling Beauty”, il cui progetto allestitivo è ideato da Rem Koolhaas/OMA, è un’inedita ricognizione dedicata al tema del riuso di antichità greche e romane in contesti post-antichi, dal Medioevo al Barocco.
La premessa di questa ricerca è la necessità di considerare il classico non solo come un’eredità del passato, ma come un elemento vitale in grado di incidere sul nostro presente e futuro. Attraverso un innovativo approccio interpretativo e una modalità espositiva sperimentale, il patrimonio antico, e in particolare quello greco-romano, diventa, per usare le parole di Settis, “una chiave di accesso alla molteplicità delle culture del mondo contemporaneo”.
Nonostante la sua rilevanza culturale e la sua ampia diffusione, il reimpiego di materiali antichi è stato al centro degli studi archeologici solo di recente. Solo negli ultimi anni è stato approfondito il dato essenziale di questo fenomeno, ovvero la relazione visuale e concettuale fra gli elementi antichi riusati e il contesto post-antico, lontano da quello di origine, in cui sono stati inclusi. “Recycling Beauty”, al contrario, intende focalizzare l’attenzione sul momento in cui il pezzo antico abbandona la propria condizione iniziale o di rovina e viene riattivato, acquistando nuovo senso e valore grazie al gesto del riuso.
Il progetto espositivo, concepito da Rem Koolhaas/OMA con Giulio Margheri, si sviluppa in due edifici della Fondazione, il Podium e la Cisterna, come un percorso di analisi storica, scoperta e immaginazione. Nel Podium un paesaggio di plinti bassi permette di percepire i pezzi esposti come un insieme, mentre le strutture simili a postazioni di lavoro incoraggiano un esame più ravvicinato grazie alla presenza di sedie da ufficio. Nella Cisterna i visitatori incontrano gli oggetti gradualmente, in una sequenza di spazi che facilitano l’osservazione da punti di vista alternativi. Due sale della Cisterna sono dedicate alla statua colossale di Costantino (IV sec. d.C.), una delle opere più importanti della scultura romana tardo-antica. Due monumentali frammenti marmorei, la mano e il piede destro, normalmente esposti nel cortile del Palazzo dei Conservatori a Roma, saranno accostati a una ricostruzione del Colosso in scala 1:1, mai tentata prima, che evidenzia come l’opera sia il risultato della rielaborazione di una più antica statua di culto, probabilmente di Giove. Questo progetto è il risultato di una collaborazione tra i Musei Capitolini, Fondazione Prada e Factum Foundation, la cui supervisione scientifica è stata seguita da Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali.
Evidenziando l’importanza dei frammenti, del riuso e dell’interpretazione, “Recycling Beauty” contribuisce a considerare il passato come un fenomeno instabile in costante evoluzione. La mostra ospita oltre sessanta opere d’arte altamente rappresentative provenienti da collezioni pubbliche e musei italiani e internazionali come Musée du Louvre di Parigi, Kunsthistorisches Museum di Vienna, Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, Musei Capitolini, Musei Vaticani e Galleria Borghese di Roma, Gallerie degli Uffizi di Firenze e Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
21/04/22
Senza presenze...Fondazione Prada e il grande intervento di Elmgreen & Dragset
Da alcuni giorni la Fondazione Prada ospita nei suoi stupendi spazi il progetto “Useless Bodies?”, realizzato dagli artisti Elmgreen & Dragset.
L'evento si diffonde nei diversi spazi della fondazione in modo omogeneo e suggestivo, creando continui slittamenti di percezione e di idee, in cui si miscela passato, presente e forse anche il futuro.
La mostra si sviluppa nelle diverse aree, in modo omogeneo, ma in ogni situazione si rimane spiazzati dagli assemblaggi, dall'uso dei materiale e dei contesti.
Si percorrono così questi ambienti immersivi, i due piani del Podium, la galleria Nord, la Cisterna e il cortile esterno, che ci accolgono con tantissimi interventi e opere storiche che dialogano con quelle contemporanee in un unicum emozionale.
L'evento sarà visitabile fino al 22 Agosto.
06/08/21
Who’s online!
Per rendere la mostra più immersiva è stata ideata un’esperienza digitale concepita in collaborazione con l’artista Simon Fujiwara come parte integrante della propria mostra “Who the Bær”, in corso fino al 27 settembre 2021 nella sede di Milano di Fondazione Prada.
Con questa piattaforma online Fujiwara ha ideato un tour virtuale del progetto che porta il pubblico all’interno dell’universo di Who the Bær, un originale personaggio dei cartoni animati creato dall’artista nel 2020. Utilizzando una tecnica appositamente sviluppata che presenta il percorso espositivo come un’animazione in stop-frame guidata dall’utente, i visitatori si immergono nella storia di formazione di un ors* alla ricerca di un sé autentico all’interno di un mondo di immagini.
Mentre la mostra “Who the Bær” conduce i visitatori in un gigantesco labirinto di cartone a forma di orso, l’esperienza digitale interattiva allarga ulteriormente la portata del progetto con immagini dettagliate, animazioni e interviste all’artista. Sia per chi ha già visitato la mostra sia per chi la scopre per la prima volta online, Who’s Online! è un’esperienza digitale che offre una prospettiva inedita all’interno dell’universo originale di Who the Bær.
Scopri l’esperienza digitale di “Who the Bær” con il cellulare dal link: who.fondazioneprada.org
17/06/21
Riapre Atlas alla Fondazione Prada di Milano
Oggi riapre e si rinnova il percorso espositivo “Atlas” che dal 2018 riunisce una selezione di opere della Collezione Prada in sei piani della Torre. La riapertura prevede una novità, il nuovo dialogo inedito tra le opere delle artiste Goshka Macuga e Betye Saar.
Attraverso accostamenti e confronti tra lavori di diversi artisti, “Atlas” è una possibile mappatura delle idee e delle visioni che hanno guidato la formazione della collezione e le collaborazioni con gli artisti che hanno contribuito alle attività della Fondazione. Al centro del lavoro di Betye Saar (Los Angeles, 1926) si possono riconoscere alcuni elementi chiave come l’interesse per il metafisico, la rappresentazione della memoria femminile e l’identità afroamericana. “Atlas” presenta l’installazione The Alpha and The Omega (The Beginning and The End) (2013-16), un ambiente circolare che allude al viaggio iniziatico e all’esperienza della vita umana. Questa installazione è stata concepita in occasione della sua personale “Uneasy Dancer” presentata alla Fondazione Prada a Milano nel 2016.
Goshka Macuga (Varsavia, 1967) lavora con vari linguaggi come la scultura, l’installazione, la fotografia, l’architettura e il design. Le sue opere sviluppano complessi sistemi di classificazione in grado di dare forma e tramandare la conoscenza. “Atlas” include 3 grandi arazzi dell’artista: Of what is, that it is; of what is not, that it is not 2 (2012), Make Tofu not War (2018) e From Gondwana to Endangered. Who Is the Devil Now? (2020). Il primo è stato esposto a dOCUMENTA (13) e rappresenta una riflessione sull’impatto della cultura occidentale sulla popolazione afghana. Gli altri due lavori sono parte di una serie di arazzi 3D realizzati da Macuga per rappresentare una possibile interpretazione già superata di un’immagine del futuro.
Organizza la tua visita in anticipo acquistando online i biglietti sul sito fondazioneprada.org
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