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Visualizzazione post con etichetta Fondazione Prada. Mostra tutti i post
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26/02/26

Giornate milanesi - Dan Flavin Santa Maria Annunciata la Rossa



L'illuminazione della chiesa di Santa Maria Annunciata la Rossa è stato l'ultimo lavoro dell'artista american Dan Flavin, un intervento dal grande valore spiriturale.




Nel 1996, su invito del Reverendo Giulio Greco, l’artista americano Dan Flavin (New York 1933-1996) ideò un’opera come elemento centrale del restauro e rinnovamento della chiesa parrocchiale progettata da Giovanni Muzio negli anni ’30. Un anno dopo – in occasione della mostra dedicata all’artista – la Fondazione Prada realizzò il progetto postumo di S. Maria Annunciata in Chiesa Rossa, a Milano, con la collaborazione del Dia Center for the arts di New York e del Dan Flavin Estate.



Consiglio la visita all'ora del tramonto così col variare della luce solare si può apprezzare la suggestione di questo intervento. Emozioni che vibrano grazie all'attenta ricerca ed elaborazione che l'artista ha ideato. 















17/01/26

Fondazione Prada 2026



Anche quest'anno la Fondazione Prada proporrà diverse attività nel 2026 nelle tre sedi permanenti a Milano e Venezia. Attraverso lo sviluppo di una rete internazionale di artisti, curatori, registi, musicisti e studiosi, Fondazione Prada intende indagare la cultura umana in tutta la sua diversità e complessità. L’impegno si concentra sull’elaborazione di modalità inedite e coinvolgenti per affrontare i temi emergenti del dibattito culturale contemporaneo, oltre i confini delle singole discipline.

Come afferma Miuccia Prada, Presidente e Direttrice di Fondazione Prada: “Nel 2026 la nostra istituzione cercherà di operare come un laboratorio di idee, una piattaforma sperimentale che si riconfigura continuamente in risposta alle trasformazioni del panorama sociale e culturale. Artisti e intellettuali provenienti da generazioni e contesti diversi ci aiuteranno a interpretare temi urgenti da molteplici prospettive, mettere in discussione le idee consolidate e pensare in modo più profondo”.

A partire da gennaio 2026, Fondazione Prada presenta una pluralità di formati espositivi e iniziative culturali che nascono da un processo di ricerca in continua evoluzione. Il programma include mostre tematiche e monografie dedicate a figure artistiche di rilievo come Cao Fei, Cyprien Gaillard, Mona Hatoum, Arthur Jafa, Richard Prince e Hito Steyerl, un’ampia programmazione cinematografica con proiezioni e incontri, progetti musicali ed esibizioni dal vivo, seminari e attività editoriali e didattiche.


PROGRAMMA 2026

ATTIVITÀ TEMPORANEE

Hito Steyerl: The Island

Osservatorio Fondazione Prada, Milano


Fino al 30 ottobre 2026

Mona Hatoum: Over, under and in between

Fondazione Prada, Milano


29 gennaio – 9 novembre 2026

Kali Malone: Organ

Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano


4 febbraio 2026

Cao Fei: Dash

Fondazione Prada, Milano


9 aprile – 28 settembre 2026

Arthur Jafa e Richard Prince: Helter Skelter

A cura di Nancy Spector

Fondazione Prada, Venezia


9 maggio – 23 novembre 2026

Human Brains

Fondazione Prada, Milano


Autunno 2026

Evento del Festival Luigi Nono

Fondazione Prada, Venezia

Autunno 2026

Global Antiquity

A cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola

Fondazione Prada, Milano

5 novembre 2026 – 1 marzo 2027

Cyprien Gaillard

Osservatorio Fondazione Prada, Milano

dicembre 2026 – luglio 2027


ATTIVITÀ PERMANENTI

Accademia dei bambini, Fondazione Prada, Milano

Accademia delle scuole, Fondazione Prada, Milano

Cinema Godard: proiezioni e incontri, Fondazione Prada, Milano

Fondazione Prada Film Fund, 

Premio di Laurea


14/07/25

Alejandro G. Iñárritu quest'autunno alla Fondazione Prada di Milano



 L'autunno alla Fondazione Prada sarà concentrato sull'evento  “Sueño Perro: A Film Installation by Alejandro G. Iñárritu”, una mostra multisensoriale nata nell’intersezione tra cinema e arti visive e concepita dal regista messicano premio Oscar Alejandro G. Iñárritu. In occasione del venticinquesimo anniversario del suo leggendario film d’esordio Amores Perros (2000), “Sueño Perro” sarà rivelata per la prima volta alla Fondazione Prada a Milano dal 18 settembre 2025 al 26 febbraio 2026 (anteprima stampa mercoledì, 17 settembre) e successivamente in altre importanti istituzioni internazionali, tra le quali LagoAlgo a Città del Messico dal 5 ottobre 2025 al 4 gennaio 2026 e The Los Angeles County Museum of Art (LACMA) nella primavera del 2026. 

“Sueño Perro” segna la terza collaborazione tra Fondazione Prada e Iñárritu che ha ideato la rassegna cinematografica “Flesh, Mind and Spirit” a Seul (2009) e Milano (2016), e l’installazione sperimentale di realtà virtuale “CARNE y ARENA” a Milano (2017), inclusa nella selezione ufficiale del Festival di Cannes 2017 e premiata con un Oscar speciale dal Board of Governors of the Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Come sostiene Miuccia Prada, Presidente e Direttrice di Fondazione Prada, “con questo progetto vogliamo aprire nuove prospettive sul suo lavoro e su un film che, sin dagli esordi, ha unito la forza del realismo alla densità del simbolismo. A venticinque anni dalla sua uscita, Amores Perros continua a parlare al presente e a restituire, con potenza visiva ed emotiva, tutta la complessità del mondo in cui viviamo.” 

“Sueño Perro” rivela girati inediti che raccontano i temi universali di Amores Perros come l’amore, il tradimento e la violenza. Queste crude sequenze, all’epoca tagliate in fase di montaggio e conservate per un quarto di secolo negli archivi cinematografici dell’Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM), catturano le intense e interconnesse realtà sociopolitiche di Città del Messico, ancora oggi estremamente attuali. Partendo dalla forza grezza e dalla poesia visiva di queste immagini dimenticate, Iñárritu riscopre il loro impatto attraverso un mosaico di pellicola e suono. Al centro dell’installazione c’è una profonda venerazione per la materialità del 35mm che con la sua grana, lo sfarfallio e il calore evoca un profondo senso di nostalgia. 

Come afferma Iñárritu, “Durante la fase di editing di Amores Perros oltre trecento chilometri di pellicola sono stati tagliati e lasciati sul pavimento della sala di montaggio. Queste immagini cariche di intensità che corrispondono a sedici milioni di fotogrammi sono rimaste sepolte negli archivi cinematografici dell’UNAM per venticinque anni. In occasione dell’anniversario del film ho sentito il dovere di riscoprire e riesplorare questi frammenti abbandonati, con la loro grana e i fantasmi di celluloide che contengono. Spogliata di ogni narrazione, questa installazione non è un omaggio, ma una resurrezione: un invito a percepire ciò che non è mai stato. È come incontrare un vecchio amico che non abbiamo mai visto prima”. 

Il pubblico attraverserà un labirinto semibuio, illuminato da proiettori analogici 35mm che diffonderanno un flusso continuo di frammenti di Amores Perros assemblati per la prima volta. Un paesaggio sonoro, concepito appositamente per l’installazione, sarà diffuso in tutto lo spazio creando un’atmosfera onirica. Ciak, graffi sulla pellicola e lampi di luce tra bobine interromperanno lo scorrere delle immagini, ricordando la ruvida fisicità del supporto. Nell’era dell’intelligenza artificiale e dell’iperdigitalizzazione, Iñárritu invita il pubblico a entrare in un luogo della memoria tattile, analogico e creato dall’essere umano, in cui il passato “lampeggia” senza farsi afferrare. 

L’installazione di Iñárritu sarà allestita al piano terra del Podium, il principale spazio espositivo della sede milanese di Fondazione Prada. Al primo piano dell’edificio prenderà forma un allestimento visivo e sonoro concepito appositamente per “Sueño Perro” dallo scrittore e giornalista messicano Juan Villoro. Questa parte della mostra dal titolo “Mexico 2000: The Moment that exploded” offrirà un secondo livello narrativo partendo da una diversa prospettiva. Una traccia audio e un’ampia raccolta di ritagli di giornale e fotografie documentaristiche di autori come Graciela Iturbide, Pedro Meyer, Paolo Gasparini ed Eugenio Metinides, selezionate da Pablo Ortiz Monasterio, trasporteranno il pubblico nel contesto culturale, sociale e politico della caotica e intensa Città del Messico all’inizio del nuovo millennio.

30/05/25

Diagrammi da forme a sostanze alla Fondazione Prada di Venezia


 Immagine della mostra “Diagrams: A Project by AMO/OMA”Fondazione Prada, VeneziaFoto: Marco CappellettiCourtesy: Fondazione Prada 

Fra le tante iniziative presentate per la Biennale di Architettura la Fondazione Prada ha realizzato “Diagrams”, un progetto espositivo concepito dallo studio AMO/OMA, fondato da Rem Koolhaas.

Questa esposizone analizza la comunicazione visiva di dati come potente dispositivo per costruire senso, comprensione o manipolazione e come strumento pervasivo per analizzare, capire e trasformare il mondo. L’obiettivo del progetto è promuovere il dialogo e la riflessione speculativa sul rapporto tra intelligenza umana, fenomeni scientifici e culturali e la creazione e diffusione della conoscenza.

Il percorso espositivo si sviluppa al piano terra e al primo piano del settecentesco palazzo Ca’ Corner della Regina e riunisce oltre 300 oggetti, tra cui documenti rari, pubblicazioni, immagini digitali e video realizzati dal XII secolo a oggi e relativi a diversi contesti culturali e geografici. Il materiale è organizzato secondo un principio tematico che riflette le urgenze del mondo contemporaneo e testimonia la natura trasversale e diacronica dei diagrammi.

Il progetto si basa su un’approfondita ricerca condotta da Fondazione Prada in collaborazione con Rem Koolhaas e Giulio Margheri, architetto associato di OMA, e con la consulenza di Sietske Fransen, Max Planck Research Group Leader, Bibliotheca Hertziana – Max Planck Institute for Art History.


Immagine della mostra “Diagrams: A Project by AMO/OMA”Fondazione Prada, VeneziaFoto: Marco CappellettiCourtesy: Fondazione Prada 


Come afferma Rem Koolhaas, “Dal mio punto di vista il diagramma è uno strumento che esiste da sempre. Per esempio, nelle prime fasi della nostra ricerca abbiamo trovato diagrammi tridimensionali realizzati in Sudafrica intorno al 40.000 a.C. e mappe della costa della Groenlandia intagliate nel legno sull’isola di Ammassalik. Questo dimostra che è una forma durevole di comunicazione che si adatta a qualunque medium esista in un dato momento. E a prescindere dal medium, il diagramma assolve sempre funzioni didattiche (spiegazione) o suggestive (persuasione). In questo senso, non solo esiste di default in qualunque nuovo medium, ma è applicabile a qualunque ambito della vita umana: la moda, la religione, come anche la storia delle diseguaglianze sociali possono essere tutte interpretate in forma di diagramma. Apprezzo profondamente questa interdisciplinarità del diagramma, il suo attributo invariabile ovvero il fatto di essere indipendente dal linguaggio (le parole) lo rende una delle forme più efficaci di rappresentazione”.

Il percorso espositivo, ideato da AMO/OMA secondo il principio delle “urgenze contemporanee”, è strutturato in base a nove temi principali: Ambiente costruito, Salute, Disuguaglianza, Migrazione, Ambiente naturale, Risorse, Guerra, Verità e Valore. Ciascun tema è documentato all’interno di una serie di vetrine disposte parallelamente nella sala centrale del primo piano dell’edificio. Ogni “urgenza” è inoltre approfondita in una stanza laterale, in cui diverse modalità espositive presentano alcuni sottotemi o il lavoro di un autore specifico. Questa indagine complessa e stratificata è introdotta al piano terra da un display realizzato da AMO/OMA, che si potrebbe definire come un diagramma della stessa mostra sui diagrammi. Questo meta diagramma svela i metodi di ricerca e di esposizione in tutta la loro trasparenza e accuratezza.

In occasione della mostra “Diagrams”, Fondazione Prada pubblica un libro illustrato progettato graficamente da Irma Boom. Il volume include un’introduzione di Miuccia Prada, Presidente e Direttrice di Fondazione Prada, una conversazione tra Rem Koolhaas e Katya Inozemtseva e nove saggi di studiosi e designer internazionali come Alberto Cairo, Kate Crawford, Theo Deutinger, Sietske Fransen, Scott Reinhard, Philippe Rekacewicz, Sandra Rendgen, Malkit Shoshan e Kohei Sugiura.


Immagine della mostra “Diagrams: A Project by AMO/OMA”Fondazione Prada, VeneziaFoto: Marco CappellettiCourtesy: Fondazione Prada 

02/02/25

Prossimamente Fondazione Prada, fra Milano, Venezia, Shanghai e Torkyo




Nei giorni scorsi la Fondazione Prada ha annunciato il ricchissimo programma delle principali attività per i prossimi mesi, fino all’inizio del 2026 nelle tre sedi permanenti a Milano e Venezia e negli spazi esterni di Shanghai e Tokyo. Attraverso lo sviluppo di un’ampia rete di artisti, curatori, registi, architetti, musicisti e studiosi, Fondazione Prada vuole rivolgersi a un pubblico internazionale e plurale. L’impegno si concentra sulla ricerca di modalità inedite e attrattive per esplorare nuove idee nel campo della cultura e affrontare le sfide intellettuali oltre i confini delle specifiche discipline.


Come afferma Miuccia Prada, Presidente e Direttrice di Fondazione Prada: “anche nei mesi futuri la nostra istituzione proverà ad agire come un osservatorio sulle trasformazioni dell’attuale panorama sociale e culturale, coinvolgendo artisti e intellettuali di generazioni differenti e provenienti da contesti eterogenei per aiutarci a riflettere sui temi più urgenti della contemporaneità attraverso una molteplicità di prospettive e, quindi, a pensare in modo più profondo”.



Da gennaio 2025 Fondazione Prada proporrà una pluralità di formati espositivi e di iniziative culturali che derivano da un continuo processo di ricerca. Il programma includerà mostre tematiche ed esposizioni personali dedicate a rilevanti figure artistiche, progetti speciali concepiti da registi, programmi musicali e performance dal vivo, un intenso calendario di proiezioni al Cinema Godard accompagnate da incontri, oltre alle continue attività in campo editoriale ed educativo.

“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”
Osservatorio Fondazione Prada, Milano
30 gennaio – 8 settembre 2025

“Mirroring: Lucio Fontana and Michelangelo Pistoletto”
Prada Rong Zhai, Shanghai
20 marzo –15 giugno 2025

“Typologien”
Fondazione Prada, Milano
3 aprile –14 luglio 2025

“NADA: Thierry de Cordier”
Fondazione Prada, Milano
3 aprile – 29 settembre 2025

“Satellites: Nicolas Winding Refn with Hideo Kojima”
Prada Aoyama Tokyo
18 aprile – 25 agosto 2025

Live performance di Laraaji
Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano
23 aprile 2025

AMO/OMA – Rem Koolhaas
Fondazione Prada, Venezia
10 maggio – 24 novembre 2025

Alejandro González Iñárritu
Fondazione Prada, Milano
18 settembre 2025 – 26 febbraio 2026

“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”
Prada Rong Zhai, Shanghai
4 novembre 2025 – 2 febbraio 2026

“Riccardo Muti Italian Opera Academy”
Fondazione Prada, Milano
18 – 30 novembre 2025

Hito Steyerl
Osservatorio Fondazione Prada, Milano
4 dicembre 2025 – 30 ottobre 2026

Live performance di Kali Malone
Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano
10 dicembre 2025

Mona Hatoum
Fondazione Prada, Milano
gennaio – settembre 2026

17/05/23

Ripensare le cere anatomiche

 


Questo nuovo progetto della Fondazione Prada porta avanti il tema del corpo, dopo la grande iniziativa di Human Brains che con questa iniziativa guarda più alla dimensione fisica "interiore" che al contenuto "intellettivo". Una sensazione che sta in equilibrio fra stupore e terrore, soprattutto quando si entra nel rondò al piano terra davanti all’intervento video di David Cronenberg si ha un soprassalto, che poi ci rilassa in una chiave quasi ironica. 

Al piano superiore l’esposizione ideata nelle rarefatte e ombrose sale della Fondazione Prada pone la meravigliosa raccolta di cere anatomiche e disegni provenienti dalla Specola, parte del Museo di Storia Naturale e del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Firenze, in una nuova luce che, il noto regista  candese, sa valorizza in una chiave molto inquietante e raffinata.



Come sempre la Fondazione si offre nella sua meravigliosa proposta di alto livello qualitativo anche se in certe aree qualche pannello esplicativo in più sarebbe stato utile come ad esempio per le opere della torre dorata, di cui sicuramente molti conoscono i nomi degli artisti, ma non forse così bene da collocare nel loro giusto significato le opere esposte, anche un pratico e poco invasivo code QR sarebbe utile.


10/01/23

Riciclare bellezza alla Fondazione Prada di Milano


Fra e tante mostre in corso a Milano sicuramente questa è una di quelle da non perdere. La mostra "Recycling Beauty" in corso alla Fondazione Prada è una stupenda occasione di culturale e bellezza. 


Il progetto curato da Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica, riflette sul patrimonio antico attraverso un innovativo approccio interpretativo e una modalità espositiva sperimentale.


L'idea allestitiva è di Rem Koolhaas che usa il materiale tecnico come supporto per le opere presenti, in una ironica duplicazione dell'idea del riciclo.  Il percorso è molto emozionate e pieno di stimoli.




La mostra è un’inedita ricognizione dedicata al tema del riuso di antichità greche e romane in contesti post-antichi, dal Medioevo al Barocco, ed evidenzia come l'approccio alle opere muta col passare del tempo, per importante, per estetica e per valore tecnico. Così nel tempo opere storiche diventano rovine e poi ritornano, con altre letture e rappresentazioni, opere contemporanee. 


L’allestimento intende marcare il grande valore artistico e storico delle opere presentate, ma anche dimostrare come queste siano il prodotto di migrazioni, trasformazioni ed evoluzioni di senso. Evidenziando l’importanza dei frammenti, del riuso e dell'interpretazione, il progetto espositivo contribuisce a considerare il passato come un fenomeno instabile in costante evoluzione.





Foto di Roberto Marossi Courtesy: Fondazione Prada


17/11/22

Riciclare l'arte nel tempo alla Fondazione Prada di Milano


 Oggi si apre la mostra  “Recycling Beauty”, curata di Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica, che durerà fino al 27 febbraio 2023 nella sede della Fondazione Prada a Milano.

“Recycling Beauty”, il cui progetto allestitivo è ideato da Rem Koolhaas/OMA, è un’inedita ricognizione dedicata al tema del riuso di antichità greche e romane in contesti post-antichi, dal Medioevo al Barocco.


La premessa di questa ricerca è la necessità di considerare il classico non solo come un’eredità del passato, ma come un elemento vitale in grado di incidere sul nostro presente e futuro. Attraverso un innovativo approccio interpretativo e una modalità espositiva sperimentale, il patrimonio antico, e in particolare quello greco-romano, diventa, per usare le parole di Settis, “una chiave di accesso alla molteplicità delle culture del mondo contemporaneo”.

Nonostante la sua rilevanza culturale e la sua ampia diffusione, il reimpiego di materiali antichi è stato al centro degli studi archeologici solo di recente. Solo negli ultimi anni è stato approfondito il dato essenziale di questo fenomeno, ovvero la relazione visuale e concettuale fra gli elementi antichi riusati e il contesto post-antico, lontano da quello di origine, in cui sono stati inclusi. “Recycling Beauty”, al contrario, intende focalizzare l’attenzione sul momento in cui il pezzo antico abbandona la propria condizione iniziale o di rovina e viene riattivato, acquistando nuovo senso e valore grazie al gesto del riuso.


Il progetto espositivo, concepito da Rem Koolhaas/OMA con Giulio Margheri, si sviluppa in due edifici della Fondazione, il Podium e la Cisterna, come un percorso di analisi storica, scoperta e immaginazione. Nel Podium un paesaggio di plinti bassi permette di percepire i pezzi esposti come un insieme, mentre le strutture simili a postazioni di lavoro incoraggiano un esame più ravvicinato grazie alla presenza di sedie da ufficio. Nella Cisterna i visitatori incontrano gli oggetti gradualmente, in una sequenza di spazi che facilitano l’osservazione da punti di vista alternativi. Due sale della Cisterna sono dedicate alla statua colossale di Costantino (IV sec. d.C.), una delle opere più importanti della scultura romana tardo-antica. Due monumentali frammenti marmorei, la mano e il piede destro, normalmente esposti nel cortile del Palazzo dei Conservatori a Roma, saranno accostati a una ricostruzione del Colosso in scala 1:1, mai tentata prima, che evidenzia come l’opera sia il risultato della rielaborazione di una più antica statua di culto, probabilmente di Giove. Questo progetto è il risultato di una collaborazione tra i Musei Capitolini, Fondazione Prada e Factum Foundation, la cui supervisione scientifica è stata seguita da Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali.

Evidenziando l’importanza dei frammenti, del riuso e dell’interpretazione, “Recycling Beauty” contribuisce a considerare il passato come un fenomeno instabile in costante evoluzione. La mostra ospita oltre sessanta opere d’arte altamente rappresentative provenienti da collezioni pubbliche e musei italiani e internazionali come Musée du Louvre di Parigi, Kunsthistorisches Museum di Vienna, Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, Musei Capitolini, Musei Vaticani e Galleria Borghese di Roma, Gallerie degli Uffizi di Firenze e Museo Archeologico Nazionale di Napoli.


21/04/22

Senza presenze...Fondazione Prada e il grande intervento di Elmgreen & Dragset

 

Da alcuni giorni la Fondazione Prada ospita nei suoi stupendi spazi il progetto “Useless Bodies?”, realizzato dagli artisti Elmgreen & Dragset.

L'evento si diffonde nei diversi spazi della fondazione in modo omogeneo e suggestivo, creando continui slittamenti di percezione e di idee, in cui si miscela passato, presente e forse anche il futuro. 

La mostra si sviluppa nelle diverse aree, in modo omogeneo, ma in ogni situazione si rimane spiazzati dagli assemblaggi, dall'uso dei materiale e dei contesti. 

Si percorrono così questi ambienti immersivi, i due piani del Podium, la galleria Nord, la Cisterna e il cortile esterno,  che ci accolgono con tantissimi interventi e opere storiche che dialogano con quelle contemporanee in un unicum emozionale. 

L'evento sarà visitabile fino al 22 Agosto. 









Tutte le veduta sono della mostra “Useless Bodies?” di Elmgreen & Dragset 
Fondazione Prada, Milano Foto: Andrea Rossetti  Courtesy: Fondazione Prada

06/08/21

Who’s online!


Per rendere la mostra più immersiva è stata ideata un’esperienza digitale concepita in collaborazione con l’artista Simon Fujiwara come parte integrante della propria mostra “Who the Bær”, in corso fino al 27 settembre 2021 nella sede di Milano di Fondazione Prada.

 Con questa piattaforma online Fujiwara ha ideato un tour virtuale del progetto che porta il pubblico all’interno dell’universo di Who the Bær, un originale personaggio dei cartoni animati creato dall’artista nel 2020. Utilizzando una tecnica appositamente sviluppata che presenta il percorso espositivo come un’animazione in stop-frame guidata dall’utente, i visitatori si immergono nella storia di formazione di un ors* alla ricerca di un sé autentico all’interno di un mondo di immagini.


Mentre la mostra “Who the Bær” conduce i visitatori in un gigantesco labirinto di cartone a forma di orso, l’esperienza digitale interattiva allarga ulteriormente la portata del progetto con immagini dettagliate, animazioni e interviste all’artista. Sia per chi ha già visitato la mostra sia per chi la scopre per la prima volta online, Who’s Online! è un’esperienza digitale che offre una prospettiva inedita all’interno dell’universo originale di Who the Bær.

 Scopri l’esperienza digitale di “Who the Bær” con il cellulare dal link:  who.fondazioneprada.org


17/06/21

Riapre Atlas alla Fondazione Prada di Milano


 Oggi riapre e si rinnova il percorso espositivo “Atlas” che dal 2018 riunisce una selezione di opere della Collezione Prada in sei piani della Torre. La riapertura prevede una novità, il nuovo dialogo inedito tra le opere delle artiste Goshka Macuga e Betye Saar.



Attraverso accostamenti e confronti tra lavori di diversi artisti, “Atlas” è una possibile mappatura delle idee e delle visioni che hanno guidato la formazione della collezione e le collaborazioni con gli artisti che hanno contribuito alle attività della Fondazione. Al centro del lavoro di Betye Saar (Los Angeles, 1926) si possono riconoscere alcuni elementi chiave come l’interesse per il metafisico, la rappresentazione della memoria femminile e l’identità afroamericana. “Atlas” presenta l’installazione The Alpha and The Omega (The Beginning and The End) (2013-16), un ambiente circolare che allude al viaggio iniziatico e all’esperienza della vita umana. Questa installazione è stata concepita in occasione della sua personale “Uneasy Dancer” presentata alla Fondazione Prada a Milano nel 2016.



Goshka Macuga (Varsavia, 1967) lavora con vari linguaggi come la scultura, l’installazione, la fotografia, l’architettura e il design. Le sue opere sviluppano complessi sistemi di classificazione in grado di dare forma e tramandare la conoscenza. “Atlas” include 3 grandi arazzi dell’artista: Of what is, that it is; of what is not, that it is not 2 (2012), Make Tofu not War (2018) e From Gondwana to Endangered. Who Is the Devil Now? (2020). Il primo è stato esposto a dOCUMENTA (13) e rappresenta una riflessione sull’impatto della cultura occidentale sulla popolazione afghana. Gli altri due lavori sono parte di una serie di arazzi 3D realizzati da Macuga per rappresentare una possibile interpretazione già superata di un’immagine del futuro. 

Organizza la tua visita in anticipo acquistando online i biglietti sul sito fondazioneprada.org