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19/12/06

A Nizza … giornate solari




A dire il vero il primo giorno, Venerdì 8 c’era tanta pioggia, forse anche troppa.
Ma così è stato più bello poter girare nei diversi spazi espositivi che questa divertente città di mare offre.



Fatto un breve giro al Teatro della Fotografia, per una storica raccolte di foto su com’era Nizza all’inizio del secolo scorso, sono passato a Mamac per la nuova mostra su Bernard Pages, particolare scultore francese, che propone una serie di lavori che giocano fra un equilibrio estetico fra legno e metallo, con bei risultati. Nell’atelier del museo ci sono le opere mobili di di Alexandra Henon, in una mostra interessante ma forse troppo carica di opere. Una maggiore selezione avrebbe premiato di più il piacere di vedere tutti queste strutture mobili in azione.



Presso la Galerie de la Marine un interessante progetto intitolato Diligence, “Fuites statiques”. In un ambiente chiaroscurale un particolare movimento di un lieve filiforme pellicola, che dialoga con una fonte luminosa, da azione ad un rilievo digitalizzato e ad una delicata colonna sonora che invade lo spazio circostante. (per ulteriori informazioni visitate il sito www.projetdiligence.net ) Il tutto su un originale corpo-cellula abitativa che da forma alla spazio.



Sul bel corso Saleya il Forum d’Architettura propone una bella mostra sui padiglioni e musei realizzati da Alvaro Siza,una mostra piccola ma molto ben curata.



Nelle piccole gallerie comunali nel centro storico c’erano discerete opere pittoriche, si passava dai forti colori di Bosio Laurent alle trame cromatiche di Florence Panzani fino alle elaborazioni cromatiche su fotografie, di delicato equilibrio, di Piotr Klemensiewicz.



Fra quelle private la più interessante la Sandrine Mons con una serie di opere fotografiche Cédric Tanguy, particolarmente inquietanti e misteriose. Mentre la Galerie Zervudacki offriva opere di Amanda Bel con una pittura più classica ma con una forte impostazione contemporanea nei soggetti.

Sabato il cielo si è pulito e il mare è stupendamente mosso, io sono stato a Villa Arson che propone sempre delle interessanti occasioni espositive, in questo periodo ci sono tre diverse presentazioni.

Il progetto che più mi ha divertito è stato After di Jean-Max Colard e Thomas Lélu. Un ironico assemblaggio di fotografie prese in un quotidiano vivere che sono collegate al titolo ?After nome di un artista (da Manet fino ad artisti del nostro presente)?, creando un simpatico effetto narrativo.

Meno convincente il lavoro di Pierre Bismuth, considerato interessante promessa della creatività francese, ma che non mi prende molto con questi lievi lavori, che rimandano troppo al fare di Pierre Hughey o Philippe Parreno. Il lavoro di trasformazione del percorso della mano destra in una proiezione filmica mi sembra alquanto leggero, anche se la stampa a parete ha un suo simpatico effetto grafico.

Più interessante la mostra di Iain Baxter& ?Art is all over? in cui un percorso ampio ed articolato (si possono vedere alcuni dettagli al sito http://www.voxphoto.com/fd/baxter/en/intro.html ), mi ha affascinato soprattutto il progetto N.E. Thing Co., una autentica impresa d?arte. Questo lavoro trasmette interessanti riflessioni e suscitano curiosità e approfondimento.



Domenica pomeriggio rientrando per il principato di Monaco ho visto villa Palma, futuro temporanea sede del Museo Nazionale, dal 2008 al 2015, che in attesa di un nuovo edificio nella baia, ospiterà la collezione d?arte del principato che mi è stata descritta come particolarmente ricercate e varia, spaziando dal passato fino al nostro presente.

14/12/06

appunti sull’ultimo numero di Flash Art

Flash art school!
Mi pare giusto oramai per fare l?artista non bisogna più fare l?accademia, almeno a vedere la maggior parte degli artisti che si cimentano in questo mondo, e così al nostro amato GP è venuta la brillante idea di una scuola, fantastico!

Politi ama Cattelan ma Cattela ama Politi.

Sull'ultimo numero di Flash Art compaiono ben 6 fotografie e viene citato più di 20 volte.

Peccato che non compare nella lista dei 100 artisti top, scelti da una sacco di gente che conta secondo Flash Art!

Continua il periodo di bassa di Maurizio, che passato dall'allegria mediatica ora si è riqualificato come assistente, curatore e promotore artistico per i media.

04/12/06

Chiude ..

Dispiace quando una voce si spegne, per cui la chiusura della rivista canadese Parachute, mi lascia molto amareggiato, una bella e particolare rivista che per molti anni ha dato interessanti contributi alla cultura artistica…

26/11/06

Artissima 2006




La scorsa settimana sono andato ad Artissima, che è stata una conferma del buon momento che si sta attraversando nel mondo dell?arte. Anche se quest?anno mi pare più statica rispetto alla scorsa edizione. 

Diciamo pure che le sensazioni sono state positive, si mantiene sul buon livello dell’anno scorso, gallerie con proposte variegate, anche se alcuni hanno presentato opere viste due settimana fa al Fiac. In generale una buona varietà di proposte e qualità buona delle opere e degli allestimenti. 

Come sempre la cosa che mi piace di più è PresentFuture, quest’anno fra i più interessanti i progetti di Carles Congost con un ironico presentazione di un inesistente gruppo di giovani artisti “We are tomorrow”; il bel lavoro tecnico di John Gerrard sulla natura e l?inquinamento e la simpatica interazione con i fruitori di Dora Garcia, in cui venivano registrate su un display le azioni che accadevano nei pressi dello spazio. Mi sono piaciuti anche molto i delicati lavori di Tatsuya Higuchi presentati da Murata & Friends di Berlino

La serata di sabato sono stato a Torino per l?apertura corale delle gallerie e di alcuni spazi pubblici. C?era molto gente e un gran dinamismo, da segnalare la particolare mostra alla Promotrice, sicuramente la cosa più bella, dedicata al rapporto di amicizia nel mondo artistico.

Sono anche passato alla mostra della Bricherasio sulla collezione ?Planque?, l’evento è discreta, come sempre un buon supporto didattico con una selezione delle opere abbastanza interessante e ricercate. Soprattutto la sezione di Dubuffet.

19/11/06

Reportage da Parigi




Finalme sono rientrato da Parigi, dove ho visto tantissime cose, tra cui anche il Fiac. La più importante fiera di arte contemporanea francese. 

Quest?anno l?evento si è realizzato fra i suggestivi spazi del Gran Palais e nella Corre Carrè del Louvre, quasi come una sua continuazione al contemporaneo. La rassegna è in una fase di grande rilancio e la selezione delle gallerie partecipanti è stata molto attenta alla qualità, realizzando in tal modo una stupenda raccolta di opere di arte. Mentre risultava mal gestito lo spazio architettonico, che in certi casi limitava la circolazione e la visione delle opere. 

Le gallerie parigine in concomitanza della rassegna hanno presentato nei loro locali interessanti progetti. Sicuramente il più affascinante il recente lavoro di Anselm Kiefer intitolato “fur Paul Celan” proposto dalle due storiche gallerie Yvon Lambert e Thaddaeus Ropac. Takashi Murakami sempre più allegro presenta le sue nuove sculture negli eleganti spazi di Perrotin. Grandi dimensioni per i nuovi lavori fotografici di Jeff Wall da Marian Goodman. Molto interessante la serie di immagini elaborate da un suo film di Erik Schmidt da Praz-Delavallade . Mentre si muove sempre su una sottile ironia le opere di Erwin Wurm viste dalla Galerie Anne de Villepoix .


Sono stato anche al nuovo museo Branly, e tantissime gallerie, rientro oggi pomeriggio, dedicato alle forme creative dei paesi non europei. Molto bella ed interessante la mostra ?D’un regard l’Autre? proposta di corrispondenza di opere in un escursus temporale fra diverse culture e nazioni. Mentre lo spazio permanente colpisce subito per un bell'impianto scenografico che però penalizza molto la visione delle singole opere. Più interessante il rinnovato museo delle arte decorative, che presenta tante piacevoli sorprese, come certe stanze del secolo scorso completamente rifatte in modo perfetto. Sulla riva opposta al Petit Palais una interessante mostra sulle sorgenti culturali europee che hanno ispirato i film di Walt Disney, raccolta che rivela la grande conoscenza alla storia dell?arte di questi geni dell?animazione. 

Molte proposte le ha il Centre Pompidou tutte di particolare qualità, sia per gli allestimenti che per l?approccio storico. Per cui si passa da un?ampia retrospettiva su Yves Klein a una dettagliata analisi sui Combines di Robert Raushengerg fino ad una mostra celebrativa sull?immagine del gruppo Benetton. E poi nel tempo libero ho girucchiato per la città fra bistrò, gallerie e tanti bei negozietti!

01/11/06

arte e suoni



Da diversi anni in Gran Bretagna l'associazione Artangel promuove progetti originalissimi d'arte contemporanea. 

Nel mese di Febbraio di quest'nno è stato avviato il lavoro creativo www.nightsoflondon.org.uk L'ultimo episodio di questa iniziativa è l?opera ?Night Haunts? creata dallo scrittore Sukhdev Sandhu. Autore che per la parte musicale/visiva ha collaborato col musicista Scanner, che a sua volta ha coinvolto un gruppo di ragazzi del New Horizon Youth Centre, centro notturno per ragazzi senzatetto fra i 16 e 21 anni (www.nightjam.org.uk). Il progetto è ispirato ad un testo di H.V. Morton del 1927 che indagava la realtà notturna che all?epoca iniziava a vivere intensamente anche nelle ore notturne. Ora quest?opera ci immerge, con immagini, testi e suoni, in percezioni particolari ed intime di questa grande metropoli che vive in modo dinamico senza interruzione fra giorno e notte.

14/10/06

Reportage Londra




Al fine di conoscere le realtà artistiche attualmente in corso spesso mi capita di viaggiare. Il mese scorso sono stato alcuni giorni a Londra, la seconda realtà culturale ed economica nel mondo dell'arte contemporanea, dopo New York.


In questa grande città la varietà espressiva e creativa è immensa ed in continua mutazione, sono più di 80 le gallerie che si occupano solamente di arte contemporanea. Durante le giornate autunnali ho così visitato alcuni di questi spazi espositivi. Ho intrapreso il mio percorso dalle gallerie più note che presentano sempre un'elevata qualità artistica passando poi a quelle più generiche fino ad alcuni dei nuovi spazi più sperimentali e fuori dal contesto produttivo. La prima è stata la storica Marlborough che propone delle opere ritrattistiche alquanto interessanti di Cellia Paul, confermando una forte attenzione alla figura umana che in questo momento occupa diverse gallerie inglesi. Mi sono rimasti in mente anche i volti di John Keane da Flowers East e l'elevata qualità delle stampe di Lucian Freud viste da Archeus. Più particolare la proposta di Gagosian con un Franz West che non convince molto con le sue recenti sculture puramente cromatiche. Interessante il video di Elisa Sighicelli sul flusso dei fiumi.

Segnalo anche le particolari opere astrattiste di Hilla Rebay, famosa per le sue consulenze a Solomon R. Guggenheim, che sono esposte alla Adam Gallery e i delicati lavori naturalisti di Simon Averill da John Martin Gallery.

Molto sperimentale la mostra di giovani artisti americani alla Serpentine Gallery, molto concettuali e minimalisti. Accanto lo stupendo il bar estivo, quest'anno realizzato dal mitico Rem Koolhaas, in forma di mongolfiera.

Nel quartiere di Soho ho visitato la piacevolmente mostra fotografica di Mapplethorpe da Alison Jacques, con tutta la serie di lavori dedicati a Patti Smith e con un inedito filmato sulla realizzazione delle foto.

Piacevole scoperta alla rinnovata Whitechapel dei lavori di Pierre Klossowski, artista polacco molto sensuale. Contemporaneamente era in corso l'esposizione di un suggestivo lavoro di Luke Dowd & Giles Round che presentano un? installazione in cui giochi di riflessi illudono lo sguardo umano.

Delle mostre storiche attualmente in corso la più stupenda quella di Rodin alla Royal Accademy con la meravigliosa porta dell'Inferno esposta nel cortile d'ingresso. 

La V&A Museum presenta una selezione dei disegni di Leonardo della collezione reale inglese con un modernissimo allestimento tecnologico. Alquanto più discreta la mostra dedicata a Wassily Kandinsky alla Tate. Che se presenta delle mostre didatticamente molto ben confezionate risulta scadente nella collezione permanente, recentemente rinnovata. Nella grande Hall si intravedevano già i grandi scivoli, parte della prossima grande installazione di Carsten Holler. Ne avevo visto una così nello studio di Miuccia Prada che portava dal primo piano al piano terra a Milano.

La sensazione generale è stata di un nuovo fermento che sta vivacizzando un momento particolarmente felice dell'arte in una città alquanto scossa dalla delicata situazione politica sociale. Prossima tappa a Parigi.

20/09/06

Torino

La gita a Torino è iniziata con la visita della mostra O Youth and Beauty realizzata presso i locali dell'Accademia Albertina. Le proposte sono diverse, particolarmente interessanti quelle di Bastiaan Arler con la pista automobilistica intitolata Nowhere Fast ed Enrico Bertaina con una installazione sul tetto della Scuola di Incisione. Si fanno notare con idee ben strutturate Eleonora Seta e Stefania Bona mentre gli altri appaiono meno significativi. Molto simpatica l'idea del remake della camerata di undici artisti dell'accademia. Dispiace che gli unici due video non erano funzionanti.

Spostatomi in via Rossini la Galleria Franco Soffiantino presenta due artiste, Rebecca Belmore e Nancy Spero, particolarmente coerenti ed impegnate da diverso tempo, su temi sociali, che sanno trasformare in opere delicate ed intense.
Alquanto noiosa la mostra di Thorsten Kirchhoff che presenta un video noir di cui sono presenti alcuni still in olio e un accenno di allestimento presso Alberto Peola.

Il cuneese Manuele Cerruti espone la sua pittura urbana contaminata dai personaggi dei fumetti dalla Inarco. Alla Carlina una simpatica mostra di Sergio Ragazzi con un allestimento poco rischioso che avrebbe forse aiutato a rendere più interessante la sua serie di "insetti radioattivi". Vicino una serie di di Keiko Goto dalla libreria Agorà. Ancora fotografia da Costa Project con la nuova serie di lavori di Carlo Valsecchi. Con la fotografia ha sempre lavorato lo spazio Photo & Co. che in questo caso presenta Franco Fontana con una selezione d'immagini dal suo taccuino fotografico. Concludiamo con la variegata proposta di Lara Favaretto che da Franco Noero presenta tre lavori molto ben realizzati anche se un pochino assodati, soprattutto il lavoro di interazione sonora posto in via Mazzini.


17/09/06

Primizie



Ciao, ti aspetto
Sabato 23 Settembre 2006 alle ore 18,00 all’inaugurazione mostra Primizie, presso i Mercato Coperto di Bra, in piazza XX Settembre.
In occasione della Notte Bianca di Bra un gruppo di artisti promuove un’iniziativa autonoma di arte, che avrà corso per due giornate, dalle ore 18,00 di Sabato fino alle ore 20,00 di Domenica.
31 Artisti si sono incontrati e hanno organizzato in modo autonomo, con la disponibilità del comune di Bra a fornire lo spazio, un festa artistica. Essi presenteranno le loro più recenti creazioni, di cui molte realizzate per questo particolare evento.
La rassegna inizierà con una festa d’inaugurazione Sabato 23 Settembre alle ore 18,00 e proseguirà fino a Domenica 24 alle ore 20,00 in un work artistico continuo.
Altre info qui http://primizie.blog.tiscali.it/;
Artisti partecipanti:
Aergotica, Andreotti Fabio, Ariaudo Franco, Benzo Fiodor, Bianco Giovanna, BonoElena, Bursich Vesna, Cassano Daniela, Cerutti Marco, Della Ferrera Massimiliano, Di Blasi Samuel, Doppioniro, Eucalipto Germana, Farina Lesile, FinelloFrancesca, Franco Moira, Gallizio Davide, Gec art, lerda Monica, Marsili Stefania, Mastrangelo Enzo, Olivero Domenico, Pandolfo Elena, Potenziere Luna, Revello Pinuccio, Sturpino Paolo, Toppino Stefano, Valente Nadir, Valsania Jacopo, Venezia Stefano, Vigna Ivo.

Allora vieni?
ciao, Domenico Olivero
Titolo: Primizie
Luogo: Mercati Generali, Pizza XX Settembre, Bra (Italia)
Orario: dalle ore 18,00 di Sabato 23 alle ore 20 di Domenica 24 Settembre.
web: http://primizie.blog.tiscali.it/

12/08/06

Estate ...



Finalmente è finito la rassegna Zooart (www.zooart.it), con un buon successo di pubblico e di critica. Tutto ciò gratifica l’aver impegnato diverso tempo ed energie per questo progetto. Ora trascorrerò alcuni giorni di vacanza in giro per vicina la costa azzurra, visitando musei e gallerie. Prossima tappa Villa Panza di Biuma a Varese, buona estate!

08/06/06

Zooart 2006 - Cosa scegliere?




Finalmente è giunto tutto il materiale, ora si passa alla fase che forse è la più complessa ed articolata.

Il primo impatto è di moltitudine, di varietà, ma poi cominciando a spulciare si vedono alcune costanti, un genere di pittura ritrattistica che possiamo dire di stampo inglese pare essere ancora molto in voga. Un approccio alla scultura che o cade troppo nel formale/classico senza dinamismi o in sperimentazioni che tralasciano troppo la qualità dei materiali. Poi rare installazioni e qualche performance. Un capitolo a parte i video che spesso si rivelano troppo artigianali. Comunque da questa centinaia di artisti vogliamo sceglierne almeno una trentina e non è semplice. Anche perché i dati a volte sono incompleti o proprio non si capisce bene cosa ci volevano presentare, molto spesso capitano presentazioni con una marea di lavori che confondo molto sul fare dell?artista.



Per prima cosa dividiamo per tecniche, creiamo una serie di gruppetti. Poi finalmente si passa ad approfondire ogni singolo lavoro. Siamo in 4 e durante lo spulciamento del materiale ognuno di noi rivela i suoi preferiti, le opere che in bene o male lo colpisco e si discute e confrontano i giudizi. In generale c?è un generale consenso su la maggior parte dei lavori poi ci sono le simpatie più personali che a volte non collimano con gli altri.



Ma procediamo con calma, subito si fa una visione generale in cui vengono scartati i lavori che sono troppo imprecisi, confusi o che non convincono sul piano tematico. Questa operazione toglie già un terzo dei lavori presentati. Dopo viene la scelta più complessa quella che nasce dalle motivazioni e dalle sensazioni che trasmettono i progetti presentati. Alcuni già solo dall?apparato fotografico convinco (anche se poi sorgono qualche dubbio forse saranno molto belli in foto ma dal vivo?) altri hanno bisogno di un approfondimento che dia chiarezza al tutto. Qui ognuno di noi da un suo punto di vista una sua idea e un suo giudizio, sia positivo che negativo, in tal modo alla fine abbiamo una scaletta di valutazione che ci aiuta a realizzare la scelta finale. Così alla fine gli artisti che ci hanno affascinato sono un poco più di una trentina.

31/05/06

Zooart 2006 - Organizzare un evento


Finalmente il Comune di Cuneo ci ha dato (con me partecipano Michela Giuggia, Ornella Calvetti e Paolo Sasia) l'autorizzazione per realizzare la 5 edizione dello Zooart, come sempre lasciandoci poco tempo per poter organizzare il tutto, esattamente meno di due mesi.


Così ci troviamo a dover correre come pazzi e a mettere in situazione critica tutti le persone che vorremmo coinvolgere. Per lo più anche sui finanziamente non abbiamo molte certezze, li abbiamo chiesti ma nessuno ci ha dato un'autentica conferma. A rischio comunque siamo partiti e ora ci troviamo in un turbinio di contatti e organizzazione da strutturare.

Per prima cosa abbiamo guardato alle nostre agende dove ci eravamo appuntanti alcuni nomi di artisti che in questi ultimi mesi ci avevano interessanto, poi per ampliare la rosa dei candidati abbiamo inviato alcuni annunci sui più noti forum di arte italiana, per eventuali coinvolgimenti e proposte di artisti che potrebbero essere interessati a parteciparvi.

Come già per le volte precedenti l'interesse e la curiosità è stata ampia e ora ci siamo messi al lavoro per trovare gli artisti più adatti all'evento.

Compito non facile e che sempre mette a disagio, il dover decidere chi e perchè può andare bene per questa rassegna. Ma forti di una piccola competenza e di un poco di esperienza si è partiti, alla fine ci saranno una trentina di artisti che saranno scelti.

28/05/06

.. nuove inaugurazioni…




Passeggiando nel centro di Torino si respira un?atmosfera rilassante, la luce solare è calda e intensa.

Ci sono state diverse inaugurazioni in questa settimana. Palazzo Bricherasio presenta Minjung Kim, un'artista che propone una serie di delicati lavori con la carta di riso. 

Opere molto piacevoli ma un poco noiose, se poi uno considera anche che si debba pagare un biglietto di 7 euro. Mi pare un poco eccessivo.

Più semplice Roberto Ago da Vitamin che presenta tre lavori simpatici, soprattutto l?originale idea del vaso ?antico?. Per un fortunato contrattempo Noero non ha tolto l?interessante opera di Simon Starling, la nuova mostra sarà posticipata. 

Come sempre trovo il fare di Starling molto ampio e ben studiato, veramente professionale. 

Molto interessante anche Andisheh Avini da Alberto Peola, un elegante artista americano di origine iraniane, idee interessanti e molto ben presentate. Mi ha deluso un pochino invece la mostra di Juan Céspedes da Maze, troppo dispersiva e confusa. 

Più articolata la mostra dalla Galleria di Carbone, purtroppo recentemente mancato, di Bob and Roberta Smith . Il giro lo concludo nella piccola ma piacevole galleria Nmb Studio con H.H. Lim, che presente l'interessante progetto ?Parole?

14/05/06

… Torino




Una mia cara amica inglese passava per Torino, così ci siamo visti a Palazzo Cavour per l?articolata mostra Metropolitanscape, abbastanza ben fatta anche se l’apparato didattico era molto riscato.

Prima dell?aperitivo un rapido salto all?Accademia per una mediocre mostra sulla scultura per il premio della regione Piemonte, una mare di scopiazzature da artisti noti.

Dopo un buon pranzo in un piccolo ristorante vicino siamo andati a fare un giro di gallerie. Iniziamo dalla FrancoSoffiantini con un progetto articolato in parte sullo sport con i gradevoli lavori di Enzo Umbaca ma che raggiunge il mio interesse con il progetto X3 di Katerina Seda, un bel lavoro sul contesto urbano e sulle interazioni col fare artistico.

Più materico ma ben presentato la mostra di Charles Avery da Sonia Rosso, soprattutto nei disegni. Simpatica omaggio a Pistoletto di Jonathan Monk nello spazio project della galleria.

Giorgio Persano presenta i recenti lavori di Susana Solano, che mi piace molto nel semplice ma suggestivo video, ma sento più freddo nelle opere metalliche.
Chiuse senza motivazione la InArco e Franco Noero (?).

Fotografie rielaborate sia da Alberto Peola con i lavori di Monica Carocci che da 41artecontemporanea con una serie di ritocchi che non convincono molto di Plinio Martelli. Sempre foto ma di grande qualità da Photo&Co. con le opere di Alessandro Bulini, che propone una elaborazione e copertura delle sue opere.
Colori sgargianti e forme contemporanee dalla nuova gallerie Glance mentre sempre colori intensi ma forme oramai classiche dalla storica Narciso con i lavori di Jean Arp e Max Bill.

Al rientro volevo passare a Caraglio per l?inaugurazione della mostra Collector ma un brutto temporale mi ha fatto cambiare idea.

26/04/06

sulla cote d’art…




Finalmente è giunta la primavera e anche sulla costa azzurra s'inizia a fare i primi bagni di sole sdraiati sulle grandi spiagge. 

A Nizza, domenica scorsa, la mia prima immersione è stata con la bella rassegna fotografica nel bel Theatre de la Photographie con la collettiva intitolata ?Voyages?, sono presenti opere di Ralph Gibson, Galith Sultan, Michel Coen e Sabine Ghinda-Peters. Il comune tema del viaggio è proposto con diverse tipologie di visioni, dal dettaglio alla più classica ritrattistica dei luoghi di passaggio. 

Anche Villa Arson proponeva una serie di visioni molto articolate raccolte sotto l'emozionante titolo ?Trasmission?. 

Forse la più interessante ?Poïpoïdrome? la particolare struttura/installazione di R.Filliou e P.Feufer, riproposta per quest?'occasione. Ma anche la vasta selezione delle opere acquisite dal Cneai sono di grande di stimoli, anche se per potertela analizzare tutta ci vorrebbero alcune ore. 

La meno riuscita è la personale dedicata a Jeremy Deller che si disperde nella molteplicità informativa, i diversi progetti non sono ben scanditi negli spazi e nella forma. Essendo molto articolati rischiano di disperdersi l'un l'altro. 

Proseguo il mio navigare sull?isola del Mamac con una noiosetta mostra su J. Pierre Raynaud che se concettualmente interessante risulta pallosissima visivamente. Meglio l?installazione semplice ma gradevole di Marie-Josée Laframboise che con una semplice rete sa creare una suggestiva riconsiderazione dello spazio. Ben riuscita anche l'installazione di Nicolas Moulin alla Galerie des Ponchettes sulla Promenade dove finalmente trovo una bella panchina su cui riposare al dolce sole primaverile

21/04/06

arte ed etnia…



Scrivo questa breve relazione come spunto di riflessione per eventuali lavori artistici, pensando anche all'ultima serie di lavori di Marina Abramovic presentati all?Hangar della Bicocca in cui elementi della tradizione popolare sono rielaborati in forma contemporanea.
Giovedì 20 alla sala conferenze del Pal.Provinciale di Cuneo il Prof. Piercarlo Grimaldi interviene sul tema della tradizione popolare occitana in terra cuneese. Si è trattata di un'interessante relazione in cui sono state trattate alcune delle tradizioni popolari legate alle diverse espressioni popolari, gestite in particolar modo dalle Badie (associazioni giovanili a cui spettava il compito di gestire il tempo libero della comunità locale). Fra le più note quella di Sampeyre, Roreo, Sambuco, San Magno queste ultime inglobate nella tradizione religiosa, mentre normalmente si occupavano prevalentemente delle ?feste di carnevale? come a Villar Acceglio, in cui diverse tradizioni venivano inglobate:? la danza delle spade?, ? l'ebreo errante? ? L'orso?. Ma alle Badie spetta anche la gestione del tempo di transizione come il battesimo, il matrimonio e la morte.

Fra le tante analisi mi ha molto capito proprio l'uso della figura dell'orso (ma in certe zona l'animale cambia e ad esempio a Pontechianale è riferimento il lupo ) simile nei modi e nei tempi all?uomo di montagna che vive una dimensione naturale selvaggia e dura. Come il grande mammifero vive una situazione di letargo e di ritiro nella stagione invernale e anche di raccolta e di preparazione in quello estivo. Tale parallelo porta la dimensione umana nel ciclo naturale. La dimensione agreste e la dimensione del tempo umano s?incontrano, essa inizia in molte ritualizzazioni il 2 Febbraio quando l'?orso? verifica il ciclo lunare per poter dare l?avvio al ?carnevale? prima fase della tradizione culturale e del risveglio della natura.

Tutto questo porta poi alla raffigurazione artistica nelle diverse pitture e si scoprono tracce di tradizione anche in opere dell'ottocento come nella pala di San Magno a Villar in cui compare la tradizione della corsa dei carri o nel ciclo di pittura del trecento a San Fiorenzo di Mondovì in cui alcune rappresentazioni dei vangeli apocrifi sono di spunto e di riflessione alle diverse tradizioni popolari.

La conferenza si è poi conclusa parlando della tradizione di desacralizzazione della mietitura in cui lo spirito della natura sacralizzato all?inizio della primavera deve essere trasformato in una forma di ritorno per la prossima stagione e ciò avviene con ?presa delle quaglie? come si usa dire in termini popolari, in cui alcuni personaggi gridano prima del taglio del raccolto per far fuggire i volatili che portano con se lo spirito della natura che nascerà col loro ritorno nella prossima primavera o con le figure fatte con l'ultimo taglio del fieno che vengo appese in camera da letto e bruciate la stagione successiva. Tutta questa bell'analisi è stata anche corredata da un interessante video-documentario sul ?carnevale di Villar Acceglio? forse uno dei più interessanti esempi di questa tradizione etnografica.

Tutta questa bella conferenza mi ha portato a diverse riflessioni e penso che elaborerò alcuni di codesti spunti in qualche forma artistica.

09/04/06

Museo dell’Arpa Victor Salvi


  
Il mese scorso il  territorio cuneese si è arricchito di un nuovo spazio culturale con l’inaugurazione del Museo dell'Arpa Victor Salvi, realizzato dalla storica azienda di Piasco produttrice delle arpe, vendute in tutto il mondo. L’apertura ha corso con la mostra “Tre secoli di Arpe” in cui sono esposte alcune delle più antiche e belle arpe costruite al mondo.

Codesta iniziativa è un raro esempio d’incontro fra un’industria e la sua storia.
Questo museo, il primo al mondo dedicato esclusivamente all'arpa, alla sua storia e al suo universo sonoro, è stato disegnato dagli architetti Dario Castellino e Didier Blin, che lo hanno pensato sovrastante l’antica fabbrica di arpe come elemento che cresce dal rapporto artigianale e culturale in un dialogo aperto e costruttivo da cui l’interazione fra la storia e la manualità sa dare uno stupendo strumento sonoro.


"Il Museo è un affascinante spazio contemporaneo" dichiara soddisfattissima Julia Salvi, presidente dell'Associazione Museo dell'Arpa Victor Salvi "I visitatori avranno l'opportunità non solo di vedere antichi e magnifici strumenti, ma di osservare come nasce un'arpa, tramite una grande vetrata che si affaccia sui laboratori dell'azienda."

MUSEO DELL'ARPA VICTOR SALVI  via Rossana 7 - Piasco (CN)  dal mercoledì alla domenica dalle 10.00 alla 13.00 e dalle 14 alle 17.00.  biglietto di ingresso 5 euro per gli adulti e 2.50 per i bambini, gli studenti e gli anziani. Tel +39 0175 270510 - Fax +39 0175 270512
www.museodellarpavictorsalvi.it 



05/04/06

Miart 2006




Fine settimana a Milano per il Miart, arrivati con un poco di ritardo per i soliti disagi delle FS, siamo accolti nei nuovi e luminosi locali, che subito danno una bella impressione della rassegna. Questa la novità di maggior rilievo e di grande soddisfazione di tutti. Strutturata su due livelli, uno dedicato al contemporaneo e uno al moderno con una vasta proposta. La parte del moderno è parsa più interessante rispetto a quella sul contemporaneo, forse potrebbe essere questa la caratterizzazione su cui puntare maggiormente, con una rassegna più completa e articolata, anziché rincorrere le mode del pubblico e voler piacere a tutti. Infatti ho trovato la sezione del contemporanea più defilata, a parte la novità delle gallerie cinesi che però potevano essere proposti in modo più piacevole e caratterizzante.

Fra le cose più piacevoli da ricordare la piccola e ben curata rassegna video, la bella installazione di Eugenio Tibaldi e le diverse proposte della San Carlo New Contemporary , Aria FineArts e Amste Contemporary Art.

Il giorno dopo ho fatto un bel giro nella ristrutturata Villa Reale o come la chiamano oggi Villa Belgiojoso Bonaparte, un restauro ben articolato che ha ridato gioia e vita a questi bellissimi locali, dopo questa esperienza la mostra Ecce Homo allo spazio Oberdan non è stata la scelta più felice un poco perché quasi metà delle opere si sono già viste (per la serie i soliti nomi noti con le loro stantie opere) un poco perché l’allestimento era molto approssimato. Più fortuna ho avuto passando da Brera e scoprire l’orto botanico aperto. Questo piccolo suggestivo angolo di una Milano che sempre più mostra segni di degrado e di abbandono. Tornando all’arte e cogliendo l’occasione della rassegna StartMilano, seguendo la brutta e poco pratica cartina, ho fatto un giro alla galleria di Francesca Kaufmann, che proponeva un nevrotico video di Aida Ruilova mentre da Andrea Battaglia una simpatica esposizione di Valentian Glorioso, più in là Salvatore+Ala presentano una serie di grandi opere di Gianni Dessì. Proseguendo si giunge da Suzy Shammah che espone una serie fotografica melanconica realizzate da Esko Mannikko mentre molto più allegro l’allestimento di Andrea Mastrovito da Antonio Colombo ma la cosa che più mi è piaciuta è stato il video di Tessa M.Den Uyl da Lia Rumma.

12/03/06

Un giro di gallerie Sabato 4 Marzo a Torino



Fa un certo effetto vedere la grande quiete che ora è tornata, dopo il bailame delle olimpiadi. Ho fatto il mio solito giro di gallerie d'arte. Ho iniziato dalla Galleria di Franco Soffiantino con la collettiva Ionesco's friends, l'essenza culturale sul vuoto è colta in modo piena, quattro installazioni scultura (?) e video che mi lasciano perplesso, opere di fattura mediocre e soliti assemblaggi di dubbio gusto per vacue riflessioni sul nulla contemporaneo, la cosa più bella vedere le persone fuori dalle vetrine che passano e che come al solito si domanderanno ma sarà arte questa? 

E come fare a dargli torto siamo nella solita ripetitività di un ipotetico messaggio inviato a un supposto pubblico di interessati, chissà poi a cosa? 

Ovviamente c'è anche un curatore anzi due con relativo testo speculativo sul fare artistico, ma ormai chiunque è capace ad articolare alcune parole e dare senso compiuto a qualunque cosa! 

Meglio, almeno per una tematica di ampio respiro e interesse come quella legata alla musica, anche se sempre troppo leggere il lavoro di Steven Shearer da Franco Noero, un allegro mix di pop e metal, una visone giovanile e un poco più ricercata sulle icone musicali, più avanti Scott King, almeno per il mio gusto, da Sonia Rosso, sempre sulla musica trasformata in forme astratte, l?opera ?Oh Pylon Heaven? mi è piaciuta molto (una serie di scatole da cui uscivano piccole nuvole/fumetto presi da testi di canzoni). 

Più tradizionale la pittura paesaggistica dalla Galleria44 con Silvano Gilardi, ma almeno si ha l?idea di un fare artistico assodato ma almeno pensato. Molto più contemporanea la proposta pittorica di Angela Dufresne alla Galleria Glance, serie di paesaggi urbani con accesi colori. Cambiando tecnica si rimane perplessi delle noiosette fotografie di Pier Luigi Meneghello sui cantieri dell?alta velocità da Photo&Co, lavoro troppo documentativo, si sente troppo la necessità di corredo a un lavoro produttivo di consenso e senza accezione critica. Sul versante opposto, forse anche molto ricercato e glamour le opere fotografiche, con un buon video di suggestioni semisociali, proposte da Guido Costa con le opere di Roger Ballen. 

Ancora fotografia dall?Agorà con i simpatici personaggi preistorici in gomma di piccole dimensioni, tipiche dei giochi infantili, inseriti in contesti naturali da Filippo Del Vita, almeno un poco di allegria. Molto grafica la mostra ?Spacerunner? di Bartolomeo Migliore da 41 artecontemporanea, una serie di scritture fatte sul muro e su cartoncini, moto interessante la versatilità dell?artista che sa giocare con diversi mix sia di materiali che di forme. Tornando alla pittura, ma che sa troppo di Lucian Freud, i ritratti di Barbara Bonfilio e Anna Madia dalla piccola Wunderkammer. Mixato bene il lavoro di Cristiano Berti da Carbone. Sul sicuro va la galleria di Giorgio Persano con una elegante (forse anche troppo) Suzy Gomez, che assembla una serie di lavori su se stessa molto ben confezionati e con un giusto mix fra video, scultura, fotografia e disegni che dovrebbe essere la base di ogni artista. 

Concluso il giro con le ricerca architettonica di Michael Rakowitz da Alberto Peola, un interessante lavoro, anche se poi la resa oggettuale delle opere era limitata da una serie di disegni e una ?scultura? incentrato sulle strutture geodetiche realizzate negli anni 60, come utopie sul futuro. 

Tutte queste proposte mettono in evidenza la grande varietà della produzione artistica ma anche il grande limite della differenzazione che produce un senso di limitatezza temporale del fare artistico, rendendo sempre più l?arte un fatto ?a breve termine? che non riesce più a dare continuità ma che, e questo valga per tutti gli artisti visti in quel sabato, si concludono in un attimo estetico senza una continuità che dia slancio a una storia o a un contesto sociale. Ma forse l?arte non ha più questo compito sociale ed è diventata una delle tante forme delle spettacolo.

11/03/06

Un giapponese a Borgo



Il viaggio una dimensione più ricca per la conoscenza se stessi. Su questo assunto Yasuko Hayashi sta realizzando il suo percorso di apertura e meraviglia al mondo. Giovane artista giapponese da diversi mesi vive a Borgo San Dalmazzo dove ha posto il suo punto di riferimento per i suoi spostamenti in giro per l’Europa. Nel mese di Dicembre ha realizzato una piccola mostra presso gli spazi espositivi della Bertello in Borgo. 


Le sue opere sono realizzate con tecniche molto pregiate e delicate. Usa solo materiali naturali, mixati con pregiati olii e realizzate su leggerissimi fogli di carta giapponese. I suoi paesaggi sono intensi ed interiori, stati dell’anima e di uno sguardo cresciuto in culture diverse dal nostro quotidiano. Si sente nel suo lavoro un’attenta sensibilità alla natura e alla sua relazione con gli essere umani. 

04/03/06

Altre considerazioni sulla pittura e sull’arte



Dai millenni passati le immagini sono state il mezzo attraverso cui chi detiene il potere economico, impone agli altri un certo modo di vedere la realtà, oggi questa verità pare completamente realizzatasi su tutti i fronti, sempre di più siamo affossati in un unico magma culturale, banale e superficiale, che domina su tutto il pianeta. Tale situazione impoverisce e rallenta lo sviluppo culturale. Cosa poter fare per reagire? Come opporsi all'appiattimento artistico?
In una cultura dominata dal ?Dappertutto e ora? tutto viene consumato, forse anche i nostri sentimenti, lasciando solo un cumulo di macerie e di vuoto. Quando torneremo alla lentezza, alla profondità, al bellezza del parziale, della differenzazione?


Il consumismo dell'arte.

Sempre di più trovo che l'arte naufraga quando lascia la sua unicità per essere un prodotto atto a canalizzare flussi economici, creando in tal modo svuotamenti culturali. L'arte diventa così un corollario turistico e non un valore creativo di una identità culturale. Che vive di tanti attimi di breve durata e senza lasciare tracce del suo esistere, e soprattutto senza dipendere dalle necessità economiche.


La dittatura dell'arte.
Il concetto di arte è uno dei tanti esempio di dittatura culturale europea sulle altre etnie, in quanto nelle altre strutture sociali tale ?concetto? non è mai esistito, ma è stato imposto dalle prime colonizzazioni. Per cui ora si ragione nei termini di una visione eurocentrica che ha annullato le diverse visioni appiattendo tutto e distruggendo altre forme di percepire il mondo. Per cui spesso vengono presentati artisti africani, cinesi etc.. che ripropongono stili europei con elementi folcloristici, ma che nulla hanno reale loro tradizione, in quanto non sarebbero accettati nel limitato mondo dell'arte.

Opere per il cuore opere per la mente, opere che fungono funzione di veicolo culturale o opere che soddisfano il senso estetico?
L?arte delle sole idee è una risposta alla eccessiva esteticità, un tentativo di soddisfare la diffusa noia visiva?
La maggior parte delle opere artistiche contemporanee rischia però di essere troppo legata a una idealizzazione che non ha nulla da apportare e condividere con l'osservatore. Spesso un inutile parlare del vuoto senza possibilità di sviluppi. L?eccessiva attenzione al margine ci porta tutti su un precipizio di infinità inutilità autocompiacente.

16/02/06

Alcune considerazioni sulla pittura


In questi ultimi anni si è sempre parlato d' arte in modo evolutivo con una forte attenzione alla sperimentazione e all'innovazione, marginalizzando elementi più storici come i quadri. In tal modo le forme espressive si inseriscono pienamente nella ?società dello spettacolo? dove l'elemento più rilevante è l'apparire, spesso senza definire un giusto ?essere?. 
Tale processo si è trasformato in un meccanismo di continua ricerca di novità, proiettando in un rapido futuro l'idea di arte migliore e attuale, ma così facendo si sono ?consumate? intere forme di espressività senza averle mai approfondite e assimilate. 

Un gioco quasi cannibale della creatività, che consumato tutto ciò che la circonda non le resta che divorare se stessa. Una ?antica? risposta sembra uscire ora dalla pittura, dalla sua esigenza di lentezza e preparazione. Dal suo bisogno di essere osservata e analizzata con calma, dal poter essere fruita in ripetute visite.
L'arte lasciata le sue abituali pratiche per esplorare nuove forme e creare significati, non si accontenta più di descriverli quando compiutesi. Per la pittura, lasciata una funzione storica/paesaggistica, si ripresenta ora come nuovo diletto giovanile, diario personale, esercizio terapeutico. Dopo aver attraversato una fase fortemente legata alla ricerca tecnica o alla forma più pura, il quadro diventa uno spazio che ritorna alle sue origini, alla più pura tradizione figurativa. In questi ultimi anni si è tornati a porre al centro la figura umana, sia essa un personaggio noto o semplice figure vicina all?artista (raramente si notano autoritratti). Spesso figure isolate segno di una consapevole partecipazione a questa grande folla (o forse follia) in cui però tutti siamo rimasti soli. Forse in bilico fra un fumetto o un naif del proprio quotidiano, dei propri sogni (o forse incubi). Queste opere risentono spesso del riferimento pubblicitario, grande promotore di immagini profonde, diventato l?unico linguaggio planetario. Quasi una sorta di totem in cui sono racchiuse tutte le fasi epiche del presente, e che risulta così l?unico elemento di riferimento comune.
Nell'idea di ricercare la cosa migliore, l?opera del domani, non si vive più nel presente, si è creato in tal modo un nuovo luogo la pittura, che si riappropria di un quotidiano che chiede maggior ponderazione e considerazione, che proprio nel quadro si rivede in un tempo dilatato permettendo una serena analisi. Se le nuove forme di arte tentano il nostro rinnovamento, soprattutto guardando alla nostra coscienza, la pittura guarda al nostro tempo custodendone.

24/01/06

Arte e web


L'arte è sempre stata sollecitata dalle tecnologie, prima in modo minimo, come il passaggio dall'affresco all'olio, per essere poi travolta dai cambiamenti e dalle nuove scoperte scientifiche come la fotografia, il cinema. Risulta normale che anche in questi ultimi decenni il computer abbia catturato l'attenzione degli artisti. Sono state create così tante forme artistiche che assumano diversi nomi come arte telematica, arte digitale, arte interattiva, net art, web art, software art…

Tutte queste forme tentano la strada dell'espressività, anche se molto spesso sono esercizi tecnologici, ma a volte si raggiungono importanti vertici di qualità ed emozionalità.


Molti si domanderanno se questa nuova forma d'arte avrà la stessa sensualità di una scultura del Canova o il fascino di un quadro di Raffaello, ma bisogna considerare che essa non si muove in ambito estetico tradizionale ma, piuttosto su uno sviluppo dell'arte concettuale. E’ quindi un modo di dare corpo alle idee e alle interazioni culturali. Coscienti del medium in cui essa si realizza e del fatto che la definizione di arte è mutata. L’istanza estetica cede il passo ai processi creativi e progettuali, tralasciando il concetto di originalità ed immergendosi nella quotidianità del vivere.

In particolare mi interessa guardare al mondo di Internet. Il primo dato è che esso è fruito da decine di milioni di utenti. La rete è morbida e accessibile ovunque (nei paesi industrializzati), non ancora limitata da una esteticità definita e permette molta libertà di sperimentazione.

Un altro aspetto è l’interattività in tempo reale, perciò con la possibilità di mutazioni continue, adattabili e trasformabili da ogni singolo o gruppi di soggetti che si connettono, senza gerarchie, in un linguaggio orizzontale. La particolare struttura ipertestuale permette di creare uno sviluppo infinito di possibilità e di variazioni.

Altro fattore è la possibilità di mettere in discussione l'identità del soggetto che realizza o opera in una data azione sul web, anche se in questi ultimi anni sono stati fatti molti progressi sul controllo e sulla rintracciabilità di chi opera nel web. In tal modo la rete è ancora percepita come anarchica e sperimentale.
Spesso questo universo viene definito “spazio virtuale” in quanto esso è vissuto come un luogo con delle sue dinamiche, che alterano le percezioni e il concetto di materialità e temporalità, relazionandoci verso una immaterialità. Ma anche isolandoci dalla percezione umana e creando una “meccanizzazione delle relazioni”.

(testo introduttivo alla conferenza “Arte e web” realizzatasi il 13/01/06 per Borgocontemporanea)

sitografia

http://artport.whiteney.org
http://www.moma.org/ on line projects
http://www.sfmoma.org/espace

http://www.guggenheim.org/internetart

03/01/06

Triennale di Torino


Nel mese di Novembre la città di Torino ha dato avvio ad una grande rassegna di eventi artistici, dalla mostra dell’ormai storicizzato Robert Mapplethorpe alla grande kermesse di Artissima. Ma l’avvenimento più interessante è la grande iniziativa intitolata Torino Triennale. 

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Essa è dislocata in 8 differenti spazi fra Torino e Rivoli. Il titolo di questa prima edizione è “La sindrome di Pantagruel” riferendosi al racconto di Rambelais, storia di eccedenza e di grandiosità. Pantagruel è un gigante, figlio di Gargantua, che si nutri voracemente provocandosi grandi disagi. Atteggiamento parallelo dell’arte contemporanea che col suo essere sempre più abbondante e ridondante forse alla fine danneggia se stessa. Le opere selezionate mettono in evidenza questo spirito di eccesso, sia nelle forme traboccanti, che in qualche modo rimandano al barocco, sia nella complessità dei temi affrontati, in particolare di disagio sociale. 

La nostra realtà è sempre più dicotoma, molti più ricchi ricchi, ma anche molti più poveri poveri. Tutta l’umanità pare essere vicino, tramite la tecnologia, ma ogni singola individualità pare essere più sola e lontana dalle altre, rischiando in tal modo di essere manovrati senza potersi ribellare.



01/01/06

Pink Rabbit Project




Recentemente si è parlato molto della grande installazione/scultura che il gruppo artistico viennese Gelatin, noto in tutto il mondo, ha realizzato sul Colletto di Artesina. Si tratta di un gran progetto sostenuto dalla società Mondolé Ski insieme ad una decina di altri sponsor.

Molte persone mi hanno rivolto delle domande: perché fare un enorme Coniglio rosa, che poi lentamente, il tempo distruggerà? Per quale scopo spendere tanti soldi? Per quale motivo inquinare uno spazio verde?

Quesiti sensati che se proviamo a spostare su tutte le cose che facciamo noi esseri umani, cominciano ad evidenziare il rimando culturale che quest?azione artistica vuole fare. Infatti quante sono le opere/azioni che compiamo senza motivo, spendendo risorse ed energie ingenti, per poterci rallegrarsi del vivere.

Già Leonardo da Vinci s?interrogava sul senso di realizzare un quadro che poi il tempo avrebbe eroso e sarebbe scomparsa, ma se non li avesse fatti quanta poesia in meno su questa terra!

Riflettiamo poi a quante, nella storia dell?arte, sono le opere ormai scomparse per incuria o per semplice dolcezza del passare del tempo.

Semplicemente anche quest?azione, che non si cura troppo del futuro (anche se il progetto ha come data di scadenza il 2025), desidera creare una fiabesca sorpresa a chi giunge passeggiando per le montagne monregalesi.



Pink Rabbit è situato sul Colletto di Artesiana, vicino allo Skileaf, eccovi alcuni dati:
* LUNGHEZZA: 55 m. – LARGHEZZA (apertura delle braccia): 41 m.
* ALTEZZA (nel punto più alto della pancia): 5 metri
* COLORE: rosa ortensia – PESO della lana lavorata utilizzata per il rivestimento esterno: 1.000 chilogrammi
* VOLUME da riempire con paglia: 1.000 metri cubi
* QUANTITÀ di paglia: 4.500 ballette e 150 balle rotonde