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18/10/17

Niki de Saint Phalle e Tarocchi



Sempre dinamico e innovativo il Museo Ettore Fico raddoppia i suoi spazi, aprendo nel centro città, via Filippo Juvarra 15, un hub dell’arte, che prende il nome di MEF Outside.

Si inizia con Niki de Saint Phalle che viene proposta in una pratica mostra antologica che affronta le diverse tappe di questa energica artista francese.

Si attraversa così il suo intenso percorso creativo; dalle prime “esplosioni” di colore alle dinamiche gigantesche forme sculture del famoso giardino dei Tarocchi, che viene approfondito nella sede centrale parallelamente alla mostra sui Tarocchi nell’arte.



Qui si scopre la bellezza di questo incredibile parco nei pressi di Capalbio, in provincia di Grosseto.  Dove le statue del Giardino sono state concepite dall’artista con una personale rilettura degli arcani maggiori dei tarocchi e della loro interpretazione classica: un mondo incredibile popolato di personaggi immaginari e mostruosi che sembra voler prefigurare una nuova fine del mondo.

Contemporaneamente alle due mostre su Niki de Saint Phalle il MEF ospita, nella sua sede di via Cigna, una mostra storica sui Tarocchi dal Rinascimento ai giorni nostri con carte originali, disegni di grandi maestri e tavole di illustratori affermati. Un excursus storico didattico e informativo completa il percorso espositivo per una migliore comprensione di questo mondo legato al gioco, all’esoterismo, alla magia e alla divinazione.


16/10/17

Paparazzi a Torino!




Camera prosegue con le belle mostre a fondo storico sulle pratiche fotografiche.

Fino al 7 Gennaio è in corso “Paparazzi” un’interessante panoramica su questa attività fotografica che per decenni ha influenzato l’informazione giornalistica ma non solo, diventato un genere a sé seguito da milioni di persone.

La piacevole mostra inizia con l’invenzione del nome, che pare essere di F.Fellini, usati nel mitico film “8-1/2” e diventato poi di uso comune in tutto il mondo.




Nelle diverse sale vengono analizzate le diverse pratiche, le trasformazioni e l’uso odierno di questo approccio all’immagine, con una bella selezione di esempi e un gradevole allestimento, che si modula fra documenti, scatti e video informativi.

La mostra mette in risalto l’importante ruolo di questo genere, la sua crescita e la sua integrazione nel costume sociale del nostro paese. Pone anche l’accento su questi fotografi che diventano essi stessi personaggi famosi e seguiti, in un ironico scambio di ruoli.

Questo universo cresce nel suo diffondersi, si parte così dai primi scatti effettivamente “rubati” a Roma per giungere alle messe in scena di eventi mondani, a volte coordinati con le stesse “vittime”. Passando per le pruriginose immagini erotiche e per un nuovo modo di percepire il mondo del divismo, che iniziato dal mondo del cinema si amplia a tutte le figure trattate dai media, dai canti ai politici.




Su questo filone l’attenzione sociale ha poi dato vita a diverse pubblicazioni che sulla vita privata delle celebrità hanno alimentato l’informazione e lo stile di vita. 

Oggi questo mondo pare essersi evoluto nelle forme digitali in cui ognuno di noi diventa “paparazzo” di se stesso.

15/10/17

J. Mirò opere dal buen retiro di Maiorca



Joan Mirò trascorse un ampio intervallo di creatività nella sua amata isola di Maiorca, periodi appartati dalla complessa situazione politica del suo paese, libero di potersi esprimere in nuove ricerche e idee.

A questi particolari periodi artistici le "Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino" propongono, in collaborazione con Arthemisia, una bella selezione di 130 opere del grande artista spagnolo ben esposte e con un piacevole supporto didattico, semplice e variegato.

L’iniziativa è stata possibile grazie alla cooperazione con la Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca, che conserva la maggior parte delle opere dell’artista catalano create nei 30 anni della sua vita sull’isola.

La mostra, strutturata in cinque sezioni, scorre piacevole, ponendo l’accento sulla vasta produzione degli anni maturi.

Le opere proposte mettono così in risalto le diverse sperimentazioni di quegli anni che si allontanano da uno stile oramai assodato per tentare interessanti declinazioni e tentativi di opere più fresche, fuori dagli schemi. 

I risultati sono così piacevoli collage, miscele cromatiche inaspettate, composizioni fuori dall’ovvietà, come sempre un mondo intensamente poetico.

La mostra durerà fino al 14 Gennaio 2018


Info www.mostramirotorino.it

14/10/17

Gilberto Zorio




Per la prima volta in un museo pubblico a Torino, il Castello di Rivoli dedica una grande mostra retrospettiva a Gilberto Zorio (Andorno Micca, 1944), tra i pionieri della storia dell’arte contemporanea e tra i protagonisti dell’Arte Povera. Curato da Marcella Beccaria e sviluppato in dialogo con l’artista, il progetto espositivo include nuove installazioni e opere storiche.

Il progetto espositivo raccoglie in un innovativo percorso organico alcuni tra i più importanti lavori realizzati da Zorio dai suoi esordi, tra cui installazioni storiche gelosamente custodite dall’artista nella propria collezione privata. Queste rare opere saranno presentate al pubblico con lavori provenienti da selezionate collezioni e opere dell’artista presenti nella collezione del museo. Saranno inoltre esposte per la prima volta nuove installazioni appositamente ideate e create da Zorio per gli spazi del terzo piano del Castello. Le diverse condizioni di luce e buio predisposte dall’artista duplicheranno idealmente la mostra in due inediti scenari percettivi.

Le opere di Gilberto Zorio sono campi inesauribili di energia fisica e mentale. Dal 1966 ha indirizzato la propria ricerca in direzione di una processualità che rende continuamente mutevole ciascuna opera: in tal senso ha rinnovato il linguaggio della scultura, liberandola dalla fissità e dalla pesantezza a cui è tradizionalmente associata. Attivando reazioni chimiche o fisiche, l’artista immette i propri lavori all’interno di un ciclo vitale di fronte al quale egli per primo si pone come spettatore. Il tempo è spesso un’importante componente, in quanto solo il naturale trascorrere delle ore e dei giorni rende pienamente tangibile il dispiegarsi delle trasformazioni a cui le opere sono soggette. Afferma Marcella Beccaria: “In linea con la processualità che connota il metodo di Gilberto Zorio in base al quale più opere sono realizzate contemporaneamente e opere già realizzate possono essere riformulate, la mostra offre l’esperienza di un tempo sincronico nel quale passato e presente convivono, e di uno spazio mutevole, nel quale la sapienza alchemica dell’artista regala visioni inaspettate e coinvolgenti”.

La poetica dell’Arte Povera emerge alla metà degli anni Sessanta come radicale e rivoluzionario uso di materiali non tradizionali per creare installazioni in cui l’energia vitale fluisce e provoca situazioni di esperienze autentiche e intense negli spettatori. Carolyn Christov-Bakargiev, direttore del Castello di Rivoli, dichiara “La mostra dedicata a Gilberto Zorio continua la lunga e particolare attenzione del Castello di Rivoli nei confronti dell’Arte Povera e della sua importanza nella costruzione dell’identità del museo. Gilberto Zorio è stato uno degli artisti che, dalla mostra inaugurale Ouverture nel 1984, per primi hanno dato nuova vita alle sale del Castello, contribuendo a renderlo un museo unico al mondo”.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo scientifico con nuovi testi del curatore, del direttore del Castello di Rivoli Carolyn Christov-Bakargiev, di João Fernandes, di Tommaso Trini e da una ricca antologia di saggi critici, oltre alla più ampia selezione di scritti dell’artista mai pubblicata. Il volume includerà un nuovo progetto di disegni dell’artista e, ispirandosi alla sua pratica, ripercorrerà come in un viaggio la storia del suo percorso creativo e intellettuale, scrivendo per la prima volta attraverso parole e immagini il racconto che lega le opere ai luoghi che le hanno ospitate e che ne hanno favorito la creazione. Il catalogo sarà pubblicato in una edizione bilingue (italiano - inglese) dal Castello di Rivoli con Skira Editore, Milano.

  La mostra è realizzata con il sostegno di Unicredit 


GILBERTO ZORIO
a cura di Marcella Beccaria
2 novembre 2017 – 18 febbraio 2018
Inaugurazione 1 novembre 2017

GPL una leggera rassegna d’arte a Torino



Nel centro storico di Torino l’articolato complesso, parte dei beni patrimonio Unesco, comprendente una serie di edifici rinnovati che ora sono parte della ricca proposta culturale della città. Solo una sezione è un poco defilata e in parte abbandonata. Si tratta della Cavallerizza Reale che da alcuni anni è diventata un centro di attenzione protetta, voluto da una gruppo di cittadini, mobilitati per la salvaguardi della struttura, contro il rischio di una cartolarizzazione del bene.

Fra le tante iniziative a carattere socio-culturale realizzate, da alcuni giorni, si è attivata GPL – Grandi Progetti Leggeri che vuole ospitare, nei suoi maestosi spazi, nuove forme creative che dialoghino con la storia e le istanze comunitarie.

GPL è una rassegna ideata da Anna Ippolito e Marzio Zorio in collaborazione con la sezione delle Arti Visive della Cavallerizza Irreale. Il primo intervento è stato presentato lo scorso 29 Settembre e durerà fino al 15 Ottobre. Si tratta del progetto “Atli lo spadete” curato da Alesso Moitre, una grande istallazione site specific che attraversa i diversi livelli dell’edificio occupando interni e facciate, formando così un grande anello.




Questo particolare elemento circolare è stato realizzato con una lungo rullo di foglio di alluminio, particolarmente fragile e luminoso. Questo delicato manufatto nel suo lungo scorrere accoglie di tanto in tanto tracce di rilievi, calchi di oggetti quotidiane, orme di elementi lasciati da precedenti presenze.

Si crea così un dialogo fra il presente e il passato, un gioco archeologico che svela tracce di umanità riflesse negli sguardi dei visitatori presenti.





Il prossimo venerdì 13 Ottobre alle ore 18,30 si svolgerà un incontro con l’archeologo Marco Subbrizio che approfondirà questa relazione fra ricerca e analisi di tracce passate.

Questa nuova iniziativa torinese è particolarmente suggestivo nelle ore serali quando i raggi inclinati del sole creano suggestive luminescenze dorate e le forme si confondo, aprendo possibili suggestioni fantasiose.


Orario apertura Sabato e Domenica dalle 15,30 alle 18,30, dal Martedì al Venerdì GPL è aperto su richiesta telefonando ai numeri +39 338 142 6301 / +39 349 715 7404, ingresso libero, fino al 15 Ottobre 2017.

13/10/17

Sotto l'oggetto


Apertura straordinaria della rassegna GPL - Grandi Progetti Leggeri alla Cavallerizza di Torino .


Nella giornata di Venerdì 13 Ottobre si svolgerà l'incontro "Sotto l'oggetto, un immersione nelle storie possibili tra arte e archeologia".

ore 18,30
visita guidata alla mostra con l'artista Domenico Olivero

ore 19,00
intervento dell'archeologo Marco Subbrizio parlerà dell'esperienza di "scopritore" di vite attraverso i suoi scavi Al secondo piano, androne delle scale (primo piano della mostra)


Ingresso libero
Per info 3497157404

12/10/17

ArtVerona 2017



Una selezione di 140 gallerie, di cui 35 presenti per la prima volta, 14 nuove realtà indipendenti e 20 nel settore editoria, 480 coppie di collezionisti vip italiani e stranieri ospitati in città, 30 in più rispetto al 2016. Sono i numeri della 13ª edizione di ArtVerona, in programma dal 13 al 16 ottobre 2017 alla Fiera di Verona. La manifestazione, sotto la nuova direzione artistica di Adriana Polveroni e forte della partnership con ANGAMC-Associazione Nazionale Gallerie d'Arte  oderna e Contemporanea, continua il percorso di crescita, puntando su innovatività e qualità delle proposte, con l’obiettivo di costituire sempre più uno strumento di promozione e valorizzazione per il sistema dell’arte italiano. Filo rosso di ArtVertona 2017 è il tema “Viaggio in Italia #backtoitaly”, simbolo del fascino che il Paese ha esercitato e continua ad esercitare sugli artisti.


La 13ª ArtVerona è stata presentata oggi alla Galleria d’Arte Moderna di Verona dove sono intervenuti Romano Artoni, consigliere di amministrazione di Veronafiere, Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, Adriana Polveroni, direttrice artistica di ArtVerona, Francesca Triani, assessore alla Cultura del Comune di Verona, e Patrizia Nuzzo, responsabile della direzione artistica della Galleria d’Arte Moderna di Verona.



«ArtVerona sta puntando sempre più sul connubio tra arte e impresa, sensibilizzando una specifica tipologia di pubblico verso questa forma di investimento – ha spiegato Romano Artoni, consigliere di amministrazione di Veronafiere –. Come Veronafiere abbiano aderito al Premio  nazionale Cultura+Impresa e le nostre rassegne internazionali come Vinitaly, Marmomac, Fieracavalli, Fieragricola e Samoter, grazie alla capacità di attrarre imprenditori da tutto il mondo,  possono rappresentare nuovi contesti di sviluppo per ArtVerona. Non dimentichiamo inoltre il valore aggiunto del nostro territorio con cui la manifestazione ha uno stretto rapporto, coinvolgendone il tessuto economico, sociale e culturale». 



ArtVerona, infatti, rafforza il suo aspetto di evento diffuso, come fiera estesa nel tempo e nello spazio con un calendario di eventi collaterali tra cui le mostre “Il mio corpo nel tempo. Lüthi, Ontani, Opalka” alla Galleria d’Arte Moderna A. Forti di Verona (13 ottobre-28 gennaio), “Iconoclash. Il conflitto delle immagini”, al Museo di Castelvecchio (13 ottobre-7 gennaio) o la cena-performance di Daniel Spoerri, con il suo “Banchetto Palindromo”. “Festival Veronetta”, invece, è il programma di live performance, workshop, talk e installazioni che coinvolge istituzioni come Soprintendenza, Università di Verona, Accademia di Belle Arti, ma anche negozi, bar e osterie dell’omonimo quartiere di Verona.



Al centro del progetto di ArtVerona, come sempre, la figura del collezionista, protagonista delle numerose iniziative di incontro, confronto e formazione organizzate insieme alle gallerie, agli artisti, ai curatori e ai direttori di musei, e con il loro coinvolgimento diretto del Consorzio Collezionisti delle Pianure. «Il mondo del collezionismo è l’elemento centrale su cui poggia tutta l’attività di ArtVerona – ha commentato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. Vogliamo far sì che sia parte attiva all’interno del sistema dell’arte, iniziando da questa rassegna, in cui collezionisti devono sentirsi promotori e non soltanto fruitori. Per questo abbiamo investito per potenziare l’incoming dall’estero, per i giovani abbiamo selezionato opere di qualità con un prezzo entro i 5mila euro, mentre a Castelvecchio è stata realizzata una mostra insieme a 21 collezionisti».



Nei due padiglioni della fiera dedicati al Moderno e al Contemporaneo sono cinque le sezioni espositive: Grand Tour e Scouting, novità di quest’anno, Main Section, Raw Zone e i8-spazi indipendenti. «Spero e intendo impegnarmi affinché ArtVerona possa dare, attraverso l'arte di cui è portatrice, un contributo di visione e fattivo per un maggiore collaborazione con le attività di Veronafiere. In questo senso la fiera va distribuita con alcune iniziative sull’anno anche per costruire in pubblico più attento – ha detto Adriana Polveroni, direttrice artistica di ArtVerona –. Ma per ora concentriamoci sulle novità di questa edizione, che vede rafforzata la spinta alla ricerca, rappresentata dalle due nuove sezioni: Grand Tour e Scouting. Senza dimenticare di impegnarci nel sostegno della nostra arte - da qui il titolo #backtoitaly - non in una prospettiva "local", ma mettendo in dialogo il meglio della produzione artistica italiana con il meglio della giovane produzione internazionale».

11/10/17

Arte al Cafè Fiorio di Torino





Da un’idea di Gianni Colosimo nasce la mostra “In ostaggio di loro stessi” che, nelle storiche sale del Caffè Fiorio, ospita i lavori di Franko B, Cosimo Cavallo e dello stesso Colosimo.
In un ambiente intriso di storia e di eleganza sabauda, centro della tradizione cittadina, tre artisti “irregolari” irrompono con le loro ossessioni estetiche, concettuali ed esistenziali. Fra i velluti e gli ori di Fiorio, si affollano in un’unica sequenza i ricami di Franko B, maestro internazionale della performing art, in cui il tema della casa viene riproposto in continue variazioni, i dipinti di Cosimo Cavallo, figura notissima nel mondo underground torinese, che raccontano invece un universo avvitato su se stesso, alla ricerca di una forma perfetta che l’artista trova nelle biglie, dipinte in decine e decine di varianti, fino ad approdare ai mantra di Gianni Colosimo, altra figura storica del mondo dell’arte internazionale, in cui la ricerca della fama e della notorietà diventano essi stessi soggetto e oggetto estetico.
Sette sale piene di ricchezza ed opulenza ospitano una settantina di opere dei tre artisti creando una situazione di straniamento e di forte contrasto: il tempio della torinesità, con tutto il suo carico di storia e di tradizione, viene invaso dall’irregolarità di una creatività che rifiuta le convenzioni.
La mostra è organizzata in collaborazione con Riccardo Costantini Contemporary.
 
Franko B (Milano 1960) lavora attraverso la performance, il disegno e la scultura. Negli anni la sua opera ha ottenuto una notorietà internazionale. Docente all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, al Royal College of Art di Londra e alla Northampton University, è stato protagonista di numerose performance e mostre. Fra le più importanti: Tate Modern; ICA (Londra); South London Gallery; Arnolfini (Bristol); Palais des Beaux Artes (Bruxelles); Bluecoat Museum (Liverpool); Tate Liverpool; RuArts Foundation (Mosca); Victoria and Albert Museum (Londra); PAC (Milano); Contemporary Art Center (Copenhagen). Sue opere fanno parte delle collezioni permanenti di molti musei e istituzioni pubbliche, fra cui: Tate Modern, Victoria and Albert Museum e la collezione permanente della Città di Milano.
Cosimo Cavallo (Torino 1968) si dedica da anni alla pittura e si è formato all’Accademia Albertina di Belle Arti. Figura non convenzionale, unisce ad uno stile pittorico originale una vita da vero bohémien negli spazi della Cavallerizza Reale di Torino. Cavallo ha vissuto per anni in strada ma non ha mai abbandonato la creazione artistica. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive e il suo lavoro ha incontrato l’interesse di critici e curatori. Fra le mostre: Galleria Rizomi (Torino); InGenio Arte Contemporanea (Torino); Palazzo Barolo (Torino).
 

Gianni Colosimo (Santa Severina 1953) nel 1977 debutta a Torino alla Galleria Multipli di Giorgio Persano con la performance “Freud mein Freund” che lo impone all’attenzione del pubblico e della critica. Gli spettacoli teatrali che realizza a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta lo fanno emergere come una delle figure più rappresentative della performance e del teatro sperimentale internazionale. Dal 2006 riprende la sua attività artistica realizzando l’installazione “Wallpaper – Il vortice del desiderio è privo d’orizzonte” presso la Galleria Pack di Milano, in cui tappezza l’intero spazio espositivo con banconote da un dollaro. Questa mostra proietta Colosimo nel dibattito artistico internazionale, soprattutto dopo la causa che intenterà contro la Fondazione Guggenheim di New York dove Hans Peter Feldmann aveva realizzato un’opera simile alla sua. Maurizio Cattelan renderà omaggio a Colosimo e Feldmann chiedendo all’artista citazionista Eric Doeringer di realizzare la medesima installazione alla mostra “Shit and die”.
Nel 2011 espone al Centre Pompidou-Metz la mostra “L’arte contemporanea raccontata ai bambini”, replicata l’anno successivo alla Sucriere di Lione.
Nel 2014-2015 la Galleria d’arte moderna di Torino gli dedica la mostra “Il grande sonno della trapezista”.

10/10/17

Torino un autunno ricco d'arte



Torino è una delle città più dinamiche e creative d’Italia, un'ennesima conferma ci viene dal ricco programma di nuovi eventi che la città propone per questa stagione autunnale.

Iniziamo ovviamente dalle OGR che sono il grande evento dell’anno torinese, che si declina in molte proposte, quella artistica è di rilievo internazionale con le sculture di W.Kentridge, l’elegante murales di  A.Herrera e l’installazione di P.Tuttofuoco realizzata con Casa Oz. Seguirà poi una rassegna di grande respiro che inaugurerà nei giorni di Artissima.



Sicuramente più limitata nel budget ma molto suggestiva la seconda novità: la rassegna GPL, che si è avviata presso la Cavallerizza Reale di Torino a cura di Anna Ippolito e Marzio Zorio con la sezione delle Arti Visive della Cavallerizza Irreale, in cui i tre piani di questo stupendo edificio, ospiteranno interventi site-specific, ora è in corso il primo progetto, un delicato nastro di memorie fisiche. 



Altre innovazioni con gli spazi galleristici che vedono l’apertura di due nuovi siti nel centro città; una vetrina espositiva ideata dalla Galleria Giorgio Galotti, Alley-galleria, che ha ospitato l’intervento di Thomas Kratz e la nuova realtà di Febo e Dafne  con l’opera di Dany Vescovi.




Fra le gallerie segnaliamo la bella mostra sugli angoli alla Galleria Norma Mangione




l’intervento luminoso di Ferdi Giardini  da Riccardo Costantini




la fine pittura di Sven Druhl da Opere Scelte 




e quella cromatica di Gabriele Arruzzo da Alberto Peola.




Questa volta per l’iniziativa Colla è attiva la Burning Gallery con una variegata collettiva.




Mentre con una panoramica dei suoi artisti di punta festeggia i trent'anni la galleria In Arco.



Divertente e curiosa la mostra sui Paparazzi da Camera.


 

La Galleria Raffaella de Chirico presenta le recenti opere di  Elena Modorati e la giovane proposta di Simone Scardino 



Fotografia, ma lenta e calibrata da Guido Costa col lavoro di Angelo Candiano.



mentre da Photo & Co le storiche foto di Giovanni Gastel, variegata poi la proposta del Progetto Diogene e di Barriera con una ricca occasione di interventi e conferenze di giovani artisti.



il Parco Arte Vivente si è arricchito di tre nuove opere mentre sta per concludersi la mostra "La passione del grano".



Diamo anche uno sguardo alle proposte più storicizzate come Palazzo Reale che fra poche settimane amplierà la sua proposta con un altro grande spazio recuperato, si tratta del Boschetto dei Giardini Reali che dopo anni di abbandono viene rivitalizzato col supporto del famoso creatore di giardini Paolo Pejrone. 

A pochi passi sarà poi la volta della Cappella della Sindone che dopo più di un decennio torna al magnifico splendore come il Guarino Guarini l’aveva pensata.


Altre interessanti proposte sarà a fine Novembre la suggestiva mostra su Giovanni Battista Piranesi con una selezione delle sue più belle incisioni, fonte d’ispirazione per tantissimi artisti di tutte le epoche, dalla pittura al cinema. Questa mostra vede anche il rinnovamento della Galleria Sabauda che sarà riallestita con una sezione per le mostre temporanee e una rivalorizzazione della pittura piemontese, con opere quali Macrino di Alba e Gaudenzio Ferrari.

Concludiamo poi con la mostra su Niki de Saint Phalle al Museo Ettore Fico.

Come sempre Torino si propone capace di tantissime proposte che la rendono fra le più stimolanti realtà dell’arte contemporanea d’Italia.

09/10/17

Nesxt 2017




Dopo il positivo esordio dell'anno scorso torna  Nesxt che si articola sempre di più  focalizzandosi nel centro di Torino

Si conferma come un festival diffuso sul territorio dal 26 ottobre al 5 novembre, e mette in luce la Città di Torino con tutto il suo tessuto creativo e produttivo legato all’esperienza artistica.


Ricco il programma di live, performance e talk con artisti internazionali che animerà il circuito per due settimane, fino al 5 novembre 2017, con un concetto di ‘opera’ aperto a qualsiasi esperimento e contaminazione. Punto di riferimento sarà l’head quarter di Nesxt, ospitato quest’anno in un grande spazio nel Quadrilatero, all’angolo tra via Santa Chiara e via Bellezia, che presenterà eventi diversi e che fungerà da base per tutta la rete.



In collaborazione con Artissima Fair il 5 novembre al Meeting Point della fiera prenderà vita una tavola rotonda sul tema ‘Indipendenti da chi e da che cosa?’



Successivamente il materiale raccolto durante questo incontro, insieme a tutta l’esperienza del festival diffuso, confluirà nel journal Garibaldi in una collaborazione con The Independent della Fondazione MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, partner di NESXT, articolata anche in un premio che identificherà un gruppo indipendente del festival da presentare sullo spazio del THE INDEPENDENT - Wall al MAXXI nella primavera 2018.



Il progetto di webradio indipendente Radio Papesse durante le giornate de festival svilupperà un lavoro sonoro sul linguaggio dell'indipendenza.



In collaborazione con ARTRIBUNE, media partner di Nesxt, è stato istituito un premio che durante le giornate del festival selezionerù uno spazio indipendente a cui verrà dedicato un focus sulle pagine del magazine di gennaio 2018.



In collaborazione con Vanni Occhiali, il premio Autofocus - concorso d'arte giovane dedicato alla performance durante le giornate del festival presenterà il progetto vincitore dell’edizione 2017


SPAZI PARTECIPANTI

Guests
ADIACENZE (Bologna) @ Spazio Ferramenta
Artforms (Prato) + Studio MTD (Prato) @ Project Room Davide Paludetto Arte Contemporanea
Caffè Internazionale (Palermo) @ Via Bonelli 4
Compañía Cro-magnon (Messico) @ Via Santa Chiara 10
Gelateria Sogni Di Ghiaccio (Bologna) @ Officina 500
Leggermente Fuori Sede (Torino) + Novella Guerra (Bologna) @ Spaziobianco
Localedue (Bologna) @ Via Santa Chiara 10
Lu Cafausu (Lecce) @ Via Santa Chiara 10
Peninsula .land (Berlino) @ Via Santa Chiara 10
Planar (Bari) @ studio bild
Quartiere Intelligente (Napoli) @ Via Bonelli 4d
Radio Papesse (Siena)
S.A.L.E. Docs (Venezia) @ Via Santa Chiara 10
Space 4235 (Genova) @ Via Bellezia 27
The Open Box (Milano) @ Park-Carlina
THERE IS NO PLACE LIKE HOME (Roma) @ Viadellafucina condominio museo
TILE project space (Milano) @ Clog


Residents
Autofocus 9- Vanni | Barriera | Caffè Muller – Fondazione Cirko Vertigo | Clog | Comodo 64 | Corsetteria – Ncontemporary | Fusion Art Gallery - Inaudita | Galleria Alessio Moitre - Casa delle donne | Galo Art Gallery | Gravity Records | Home | Isole | JEST | Kspaces | Laboratorio Artistico Pietra | Libreria Bodoni-Spazio B | Magazzino sul Po | Ri-APE | PHOS Centro Fotografia Torino | Rio P.A.M. | SMARTRAMS – Club To Club Festival 2017 cheek to cheek | Spaziobuonasera | Spazio Ferramenta | Teatro Espace | Thegifer | viadellafucina16 condominio- museo


Direzione artistica Olga Gambari
Direzione organizzativa Annalisa Russo
Direzione eventi Francesca Arri
Comitato scientifico: Lorenzo Balbi, Pietro Gaglianò, Andrea Lacarpia, Roberta Pagani, Serena Carbone, Elena Motisi e Marco Scotini.


CONFERENZA STAMPA:
19 ottobre 2017 ore 18 Comodo 64 – Via Bologna 92, Torino


ORARI
26 ottobre 18-24 Opening
27, 28 e 31 ottobre 15 – 19
2, 3 e 4 novembre 15 – 24
5 novembre 12 -19

Talk Artissima : 5 novembre 12.30 Meeting Point Ingresso gratuito

Il progetto NESXT è ideato e prodotto dall’Associazione ARTESERA e realizzato grazie al sostegno della Fondazione Per L'arte Contemporanea CRT, con il Patrocinio della Città di Torino e del GAI. Fa parte del calendario di Torino+Piemonte Contemporary Art.

Partner
Maxxi, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo
Artissima
Artribune
Accademia Albertina delle Belle Arti
Giardino Magnetico



sponsor
Vanni Occhiali
Biblion Graphic
Arcas S.P.A.
Prodea Group

Sito web www.nesxt.org
Contatti info@nesxt.org

08/10/17

London art week



E’ in pieno fermento la settimana dell’arte contemporanea londinese che con al centro il doppio evento di Frieze propone tante occasioni di contemporaneità

Dopo anni di euforia si notano i primi segnali di declino, passate le grande innovative proposte tutto pare sempre più una minestrina alquanto acquosa e riscaldata. Gli aspetti negativa sicuramente i troppi eventi molta enfatizzati ma con poca sostanza. La ripetitività delle proposte, ovviamente se i primi anni tutto sembrava molto fresco, ora essere nuovi risulta sempre più difficile.

Ma godiamoci quello che c’è cercando fra le tante proposte.


Alla Tate Modern il parco giochi di Superflex è carino, più interessante la mostra sugli anni settanta della cultura afro negli Stati Uniti.

La Whitechapel propone una variegata serie di mostre, fra le tante valida quella su Leonor Antunes.


Alla Serpentine evito sicuramente l’ennesima sbrodolata di parole della Marathon, discreta la mostra su Torbjørn Rødland, poi punto oltre Hydin Park alla Wallace Collection per la bella mostra di disegni di El Greco.  

Mostre tranquille alla National Gallery con una selezione di opere di Edgar Degas e alla Royal Academy of Arts con un'ampia retrospettiva su Jasper Johns.

L' Estorick Collection guarda alle influenze fra l'arte italiana degli anni sessanta e quella inglese con l'esposizione "Poor Art | Arte Povera: Italian Influences, British Responses".





Guardiamo ora alle fieri, la sezione “Sex work” di Alison M.Gingeras è fra le cose più valide di questa edizione di Frieze, oltre ovviamente alla marea di proposte per tutti i gusti delle gallerie. 


Frieze Master è sempre ben struttura, con le proposta oramai storicizzata si va sul sicuro.

PAD Fair in Mayfair come sempre è più design che arte, esagerata ma divertente.

Quest’anno Sunday sembra migliorata un poco.

1:54 finalmente sta diventando un bel progetto curato con proposte fresche e abbordabili.

Dividono gli spazi e così si compensano The Other e Moniker, popolari e tranquille.



Concludiamo con un rapido sguardo alle gallerie londinesi con Hauser & Wirth che presente una bella ricostruzione dell'opera “Un Jardin d’Hiver” che Marcel Broodthaers fece nel 1974. 


Mentre la Lisson propone i recenti lavori di Allora & Calzadilla

07/10/17

ARBITRIUM




La Fusion Art Gallery - Inaudita inaugura la stagione autunnale con ARBITRIUM, mostra di restituzione relativa al programma A.I.R. estivo che affronta la tematica del libero arbitrio con la partecipazione di Silvi Kadillari (Australia/Albania), Rebekka Kraft (Germania) e Danica Olders (Canada). La mostra rientra anche nella programmazione di NEsxT – Indepentent Art Festival.
Il libero arbitrio è l'alibi di Dio.– Jean Cocteau

ARBITRIUM / ?

AIR/ARBITRIUM è un progetto speciale che rientra nell’ambito del programma di residenze gestito dall’associazione culturale Inaudita all’interno degli spazi della Fusion Art Gallery e sviluppato attraverso una serie di accadimenti, incontri, seminari e discussioni allo scopo di scandagliare, immaginare, decostruire e manipolare un punto di vista autonomo e per quanto possibile originale su di una tematica così ampia e ambivalente. Non arrischiandosi nel tentativo forse arrogante di voler trovare una risposta all’impacciante dilemma, con Kadillari, Kraft e Olders abbiamo focalizzato e quindi concretizzato le nostre riflessioni trasponendole e traducendole con un linguaggio materico fatto di disegni, video, installazioni e oggetti come mezzo/metafora/espediente per far brillare la scintilla dell’intuizione, lo stimolo del dialogo e lo strabordare del dibattito. Oltre alla mostra è stata prodotta anche un’edizione/libro che sarà presentato in occasione del finissage il 26 ottobre.

Fondamentale in questo processo è stato il contributo dei due seminari “Are you sure you are free” curati da Clara Madaro e mediati da Matteo Cresti nei quali è stato trattato il “Libero Arbitrio" come termine filosofico che si riferisce ad una particolare "capacità" di determinati agenti razionali di scegliere un percorso di azione tra varie alternative e considerando il libero arbitrio come un argomento rilevante per la nostra vita perché legato ai nostri valori, desideri, appetiti, impegni e credenze. Partendo da questa base e sapendo che nella nostra routine abbiamo l'intuizione di scegliere quello che facciamo e quello che vogliamo, anche se non è sempre raggiungibile, ci siamo chiesti se, alla fine, siamo proprio sicuri di essere liberi?

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La cosa più interessante è la reazione repulsiva. Il “Libero Arbitrio” è dato per scontato perciò non ci si pensa mai, è una questione su cui si preferirebbe sorvolare o liquidare velocemente. Vorresti dire ma certo! sono una persona libera io! e poi, rapidamente, con gli angoli della bocca in giù, ne rideresti amaramente. Sarebbe uno slancio spocchioso, un ghigno frignante e isterico. Sarebbe la tua breve rivoluzione, un grappolo di scuse. Ne sgorgherebbe la rabbia, il fastidio indotto dalla pressione coercitiva esercitata da chi risveglia in te un bisogno insistente, quello di capire, quello di sforzarsi per essere consapevoli. Scrolla dalle spalle la responsabilità morale (potresti? per un attimo, vorresti?), liberati del cappio dell’aspettativa oscena di chi attende un tuo parto. Rifiutati di prendere una posizione, di scattare e vincere, sii padrone, sii matrigna, sii trasparente e immobile. L’arte è libera? In potenza e in virtù. E’ limbica? In embrionale difesa. E’ verace? In solido prodotto di sintesi. Dal disagio dell’impotenza sono emersi come bolle di magma tre microcosmi, tre pianeti individuali, tre punti di vista complementari.

Silvi Kadillari misura con precisione orwelliana lo spazio, osserva silenziosamente e pondera, ascolta e dice, scrive, trattiene e abbandona, perseguita e si fa incombere. I suoi lavori audio-video (ma anche i disegni) costruiscono nell’ambiente un’attesa quasi noir, una sospensione frustrata, un incontro che non avverrà mai ma che è qui e che ritorna senza essersene mai andato, sempre in movimento. Le sue riflessioni sono schive e aggressive, identità e sorveglianza, controllo e coercizione, ambivalenza e decisione. Un’onda e un’ombra, un fantasma dalla mole di pietra, cemento e acciaio, un cyborg statico, una presenza occulta, un dialogo farfugliato e un blocco-immagine impossibile da codificare ma sul quale fissare ostinatamente tutto l’interesse.

Rebekka Kraft struttura mentalmente lo spazio di un sogno complesso in cui il surreale, il simbolo e un serissimo gioco Dada si uniscono nell’amplesso impudico della ragione sentimentale. I suoi disegni/oggetti/polaroid rappresentano questo tentativo di fusione improbabile, emulsione forzata, collage. I fondali colorati e nebbiosi cristallizzano forme solide in un equilibrio grafico di senso e oggettività. L’inconscio è il fondamento della risposta razionalizzata: se non posso decidere coscientemente allora prendo degli elementi, li isolo ritagliandone i confini netti, poi li sovrappongo, li lascio andare, apro gli occhi e scopro di aver creato la mia personale idea di realtà, l’unica possibile. La “fatalità” delle circostanze potrebbe forse trovare le sue risposte nell’empatia?

Danica Olders scatta in piedi, allarga le braccia e lascia esplodere il carosello dell’ironia. I colori della giostra mescolano ai sensi l’istinto, e la ribellione contro la seriosità dell’argomento le permettono di beffarsi dell’apparenza scandagliandone parossisticamente gli aspetti più personali. Ci introduce alla sua installazione naïve nella quale un susseguirsi di espressioni facciali, come fotogrammi zootropici, e colori brillanti ci svelano la volubilità del pensiero, l’impalpabilità del calcolo, l’inutilità dell’ostinazione. Nella freschezza del suo lavoro siamo liberi (finalmente!) di scrollarci di dosso l’incombenza del dovere e di immaginarci la possibilità, troppo spesso negata, di scoprire in noi stessi la possibilità della fuga, una chiave per aprire la catena neuronale del giogo.
B.F. 2017




Silvi Kadillari / Rebekka Kraft / Danica Olders
ARBITRIUM
A cura di Barbara Fragogna
7 – 26 ottobre 201t
Fusion Art Gallery-Inaudita Torino
La mostra sarà inaugurata il 7 ottobre ore 19. Le artiste saranno presenti.

Autunno alla Serpentine



Mentre sta per chiudersi il Pavilion estivo la Serpentine inaugura due nuove mostre una declinata nella inquietudine dell'artista norvegese Torbjørn Rødland mentre negli spazi più storici c'è l'opera di Wade Guyton, sicuramente più estetica. 




Torbjørn Rødland (born 1970, Stavanger, Norway) is a Los Angeles-based photographer who creates portraits, still lifes and landscapes, which simultaneously inhabit, defamiliarise and disrupt the realm of the everyday.


Depicting situations that can appear overly familiar, Rødland’s photographs reveal an underlying lyricism and poetic language that result from the artist’s reconfiguration of the diverse material and media that surround us.

At first glance, Rødland’s work often inhabits the aesthetic space of commercial photography due to a formal clarity and, at times, fetishistic approach to subjects, objects and materials. Recurring tropes within his images include produce such as oranges, bananas, cakes and octopus tentacles, and close-ups of body parts and related accessories. Knees, feet and torsos partner with pads, socks and tattoos, while viscous substances, such as honey and paint, coat, ooze and drip over his subjects. 

Rødland’s approach to image-making – using analogue photography in mostly staged scenarios – draws attention to the constructed nature of the image, while leaving open the potential for unexpected outcomes. That his images hold the viewer’s gaze is not only the result of a certain pleasure in the act of looking, but also the indirect, uncertain nature of their messages. As the artist states, his photographs aim to ‘keep you in the process of looking’. 

The Touch That Made You at the Serpentine Sackler Gallery – Rødland’s first exhibition in the UK – brings together a diverse selection of works from the past two decades, which demonstrate the breadth of subjects captured and scenarios created by the artist. It also includes Rødland’s film, 132 BPM (2005), animating subjects with the continuous, metronomic beats of dance music. The exhibition title refers to the physical and immaterial aspects of his images, from the rays of light and liquid touches that gradually reveal an image in the darkroom to the framing and staging enacted through the lens.







American artist Wade Guyton uses digital technologies – iPhones, cameras, computers and consumer-grade Epson printers – as tools to create both large-scale paintings on linen and smaller compositions on paper.


Guyton is interested in the translations that take place between these tools, transforming three-dimensional space into digital information that is subsequently reproduced on surfaces and in space.
This new exhibition at the Serpentine Gallery, entitled Das New Yorker Atelier, Abridged, presents a body of work completed in the past two years. Guyton’s choice of title bears witness to the site of both the first installation of the work, in Germany, and its place of production in downtown Manhattan. It also references Guyton’s encounter with the painting Das Pariser Atelier (1807) by the Swiss artist Hans Jakob Oeri. The studio’s potential, not just as a locus for discussion and production, but as a material in and of itself, is echoed throughout this exhibition.

Guyton’s paintings are printed on to sheets of linen that are folded in half and run, sometimes repeatedly, through large inkjet printers. Inconsistencies surface on the canvas, caused by diminishing levels of ink toner or technical glitches, distorting and disrupting the image, while intentional ‘errors’, such as streaks, creases and misalignments, occur as the fabric feeds – or is pulled – through the machine. Guyton’s works on paper are printed over pages removed from art catalogues, with the artist’s additions obscuring or revealing the original images and text. 

Das New Yorker Atelier, Abridged has evolved from an exhibition first shown at Munich’s Museum Brandhorst earlier this year. The works focus on three different kinds of image production: photographs taken of the artist’s studio on his camera phone, screenshots of web pages captured on the artist’s computer, and details of bitmap files. Together these track Guyton’s working environment, affirming the ‘potential to use anything as subject matter’. The Serpentine’s relationship to Guyton stretches back to the 2006 group exhibition, Uncertain States of America, when he exhibited with Kelley Walker.