Le artiste Cecily Brown e Celia Paul esplorano i loro approcci individuali alla pittura, le pratiche quotidiane in studio e le immagini che continuano a ispirarle, in una conversazione moderata dalla Direttrice dei Programmi e Curatrice Capo, Lizzie Carey-Thomas.
do@time
Dal 2000 artblog di Domenico Olivero
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30/08/26
Intervista a Cecily Brown con Celia Paul in conversazione alla Serpentine
29/08/26
Prossimamente Musei Torino
Ma eccovi alcuni dettagli:
MARISA MERZ - La danza delle ore
Una mostra in tre sedi: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Fondazione Merz
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, a cura di Chiara Bertola, Sébastien Delot, Francesco Manacorda, Beatrice Merz, Chiara Parisi, Marianna Vecellio
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino si uniscono per collaborare a una mostra in tre atti che celebra il centenario della nascita di Marisa Merz, realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRT. Concepita per ripercorrere l’opera e l’eredità dell’artista nata a Torino il 23 maggio 1926, Marisa Merz – La danza delle ore è una retrospettiva senza precedenti e difficilmente replicabile nella sua completezza e profondità. La mostra riunisce un insieme straordinario di lavori, di cui alcuni inediti, a testimonianza di una vita creativa che continua a essere fonte di ispirazione e riscoperta artistica in tutto il mondo. I tre episodi della mostra danno l’opportunità di approfondire aspetti diversi quali il processo creativo e l’uso dei materiali, il tempo quotidiano come dimensione creativa e la casa come laboratorio alchemico, la nozione di spazio come luogo fisico e metafisico. Nell’insieme la mostra intende dare conto della continua evoluzione e trasformazione che l’artista ha messo in atto lungo tutta la sua esistenza, dando vita a un’opera sempre aperta.
L’INTRUSO - GIUSEPPE CACCAVALE NELL’OLTRETEMPO
Montagne e Gessi dal DEPOSITO della GAM
29 ottobre 2026 - 4 aprile 2027 a cura di Chiara Bertola e Virginia Lupo
Nell’Oltretempo è il progetto che vede Giuseppe Caccavale intervenire come “intruso” della QUINTA RISONANZA, invitato a instaurare un dialogo con il patrimonio della GAM.
L’artista, insieme alle curatrici Chiara Bertola e Virginia Lupo, ha esplorato i ricchissimi depositi del museo selezionando un nucleo di gessi e alcuni dipinti dedicati al paesaggio montano, con particolare attenzione alle montagne che disegnano l’orizzonte di Torino.
L’intervento di Caccavale concepito per lo Spazio del Contemporaneo si svilupperà direttamente sulle pareti attraverso uno spolvero, tecnica ricorrente nella sua pratica, che trasferisce la scrittura per mezzo della polvere e del contatto, evocando la fragilità e insieme la persistenza della traccia. L’opera muraria avvolgerà lo spazio espositivo, creando un ambiente in cui si inseriranno le opere selezionate dal deposito.
SONG DONG. SOUL OUT
23 ottobre 2026 – 27 giugno 2027 a cura di Davide Quadrio e Li Zhenhua in collaborazione con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci
Dal 23 ottobre 2026 fino al 27 giugno 2027 il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta Song Dong. Soul Out, la prima mostra personale in Italia dedicata all’artista Song Dong (Pechino, 1966) a cura di Li Zhenhua e Davide Quadrio, con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci. L’esposizione è concepita come un progetto site-specific che coinvolge l’intero museo, trasformandolo in un dispositivo narrativo in cui le opere di Song Dong entrano in dialogo con le collezioni permanenti e con l’architettura storica di Palazzo Mazzonis. Riunendo alcune delle installazioni più iconiche dell’artista, insieme a un archivio di fotografie e video di performance realizzate dagli anni ‘90 a oggi, Song Dong. Soul Out ripercorre oltre trent’anni di lavoro, mettendo in luce una pratica capace di intrecciare esperienza individuale e storia collettiva, memoria privata e trasformazioni sociali, restituendo al contempo uno sguardo sulla Cina contemporanea.
DECLINAZIONI CONTEMPORANEE #4 dal 31 ottobre 2026
Si inaugura sabato 31 ottobre, in occasione di Artissima, la quarta edizione di Declinazioni Contemporanee, il programma di residenze e commissioni site-specific che invita artisti contemporanei a interpretare, rileggere e valorizzare il patrimonio museale del MAO, calandolo nel presente per individuare connessioni e significati inediti fra epoche e culture diverse. Gli artisti coinvolti nell’edizione di quest’anno sono Driant Zeneli, Gala Porras-Kim, Elif Uras e Dayanita Singh.
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
IL CORPO DELLA CITTÀ - Moda e Arti tra Liberty e Modernità 1884 – 1961
15 ottobre 2026 - 22 febbraio 2027 a cura di Maria Paola Ruffino, Giovanni Carlo Federico Villa e Gregorio Mazzonis
Torino è una città che ha saputo reinventarsi più volte nel corso della sua storia. Dopo la perdita del ruolo di capitale del Regno d'Italia nel 1865, ha costruito nuove identità attraverso l'industria, la cultura, la moda, l'arte e l'innovazione. È proprio questo processo di trasformazione il punto di partenza de Il corpo della città, la nuova mostra di Palazzo Madama che racconta un secolo di storia torinese attraverso il corpo: rappresentato, vestito, disciplinato, liberato e trasformato dalle profonde evoluzioni della società moderna. La mostra propone una lettura originale della modernità torinese: osservare la città attraverso il corpo, inteso non soltanto come soggetto artistico, ma come spazio in cui si riflettono i cambiamenti sociali, economici e culturali, luogo ideale di intersezione fra moda, arte e trasformazioni urbane.
INCONTRO CON IL CAPOLAVORO
ANTONELLO DA MESSINA. L'ENIGMA DEL SORRISO
13 novembre 2026 – 22 febbraio 2027
Dopo la prima tappa siciliana al Museo Mandralisca di Cefalù, dal 12 novembre 2026 al 22 febbraio 2027, la mostra L' enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino arriva nelle sale di Palazzo Madama. Il progetto espositivo, di eccezionale rilievo scientifico e culturale, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca ETS e Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino e offre, per la prima volta, l'opportunità di mettere in dialogo diretto due tra i massimi capolavori della ritrattistica rinascimentale europea, entrambi realizzati da Antonello da Messina, entrambi custodi di un enigma — quello del sorriso — che non ha mai smesso di interrogare chi li osserva. Il celebre Ritratto d'uomo del Museo Mandralisca, universalmente noto come l'Ignoto marinaio, sarà infatti posto a confronto con il Ritratto d'uomo conservato a Palazzo Madama, conosciuto come Ritratto Trivulzio, dando vita a un dialogo inedito di straordinario valore storico e artistico.
La mostra si inserisce nel ciclo Incontro con il capolavoro, il programma espositivo promosso da Palazzo Madama per rileggere i grandi maestri della storia dell’arte antica e moderna.
28/08/26
Prossimamente Lucas Museum
Il Lucas Museum of Narrative Art esplorerà il modo in cui gli artisti raffigurano i miti fondamentali che ci aiutano a dare un senso al mondo, offrendoci valori condivisi e credenze comuni, unendoci come comunità e creando un senso di appartenenza.
Le mostre inaugurali includono oltre 1.200 opere che rappresentano l'arte narrativa attraverso il tempo e il mondo. Allestite in più di 30 gallerie, occupano circa 9.300 metri quadrati di spazio espositivo.
Tratte dalla collezione originaria del Museo, le mostre ripercorrono l'evoluzione della cultura umana attraverso la narrazione, dalle antiche sculture di dei e dee ai dipinti rinascimentali, fino a fotografie, fumetti e cinema moderno.
Molte mostre sono organizzate per tema, concentrandosi su miti sull'amore, la famiglia, la comunità e l'avventura che uniscono ogni generazione. Queste storie condivise, raccontate più e più volte in molteplici forme, ci legano e definiscono la nostra esperienza umana.
Altre mostre sono dedicate a singoli artisti del XX secolo, le cui immagini hanno connesso la nostra immaginazione moderna con emozioni e credenze antiche.
Le mostre sono ricche di oggetti e opere d'arte familiari e riconoscibili che fanno parte della vita quotidiana, creando spazi accoglienti che trasmettono un senso di calore umano e di appartenenza.
I mezzi contemporanei di narrazione visiva come l'illustrazione, i fumetti e le graphic novel non hanno sempre ricevuto il rispetto che meritano. Il Lucas Museum of Narrative Art crea una casa per quella che George Lucas ha definito "l'arte del popolo".
Le mostre includono:
Architettura – i progetti innovativi che hanno ispirato la visione architettonica del museo
Benton – opere selezionate di Thomas Hart Benton raffiguranti la vita americana
Storie per bambini – illustrazioni di letteratura per bambini di Beatrix Potter, Leo Politi, EH Shepard, Jacob Lawrence e altri
Cinema – una selezione di scenografie, oggetti di scena e costumi dagli Archivi Lucas
Vita quotidiana – una serie di gallerie dedicate a storie visive su Infanzia, Comunità, Famiglia, Amore, Maternità, Gioco, Scuola, Sport e Lavoro, che esprimono i miti che hanno sia riflesso che plasmato la moderna società americana
Vita civica – ritratti di artisti dell'esperienza nel tribunale, nel seggio elettorale, nel quartier generale politico e altro
Fumetti • Storie grafiche – una vetrina delle ricche collezioni del museo di fumetti americani ed europei, tra cui opere di Mœbius, Marie Severin, Jack Kirby, Alison Bechdel, Jim Lee, Frank Miller e Rafael Navarro
Manga – selezioni dalla collezione del Museo di opere influenti nell'illustrazione e animazione giapponese
Frazetta – illustrazioni e copertine di libri selezionate del flamboyant Frank Frazetta
Storia – Dipinti, stampe e illustrazioni che raccontano (e ri-raccontano in modo significativo) le storie di importanti eventi storici
Jessie Willcox Smith – scene classiche dell'illustratore di fiabe e scene d'infanzia
Murales – opere d'arte narrativa pubbliche di grandi dimensioni di Judith F. Baca, Diego Rivera e JR
Narrative Forms – una serie di gallerie che mettono in evidenza l'arte narrativa attraverso i generi di Avventura, Fantasy, Romanzo e Fantascienza di artisti tra cui Julie Bell, Boris Vallejo, Ken Kelly, Georges Méliès, John C. Berkey e Jeffrey Catherine Jones
Parrish – visioni lussureggianti e oniriche dei primi del XX secolo dell'illustratore Maxfield Parrish
Fotografia – potenti immagini documentarie di Robert Capa, Gordon Parks, Alfred Eisenstaedt, Dorothea Lange e altri
Rockwell – una selezione delle rinomate opere del celebre illustratore americano Norman Rockwell conservate nel museo
Wyeth – illustrazioni di libri dagli anni '10 agli anni '40 dell'incomparabile NC Wyeth
Storie western – miti del West americano, tra cui carovane di carri, sparatorie, città di frontiera e altro ancora
Fra le tante la mostra sul cinema ripercorrerà l'evoluzione della cultura umana attraverso la narrazione visiva, dalle antiche sculture di dei e dee ai dipinti rinascimentali, fino alle fotografie, ai fumetti e al cinema moderno.
Dal Landspeeder di Luke in Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza alla prima versione fisica della Wheel Bike del Generale Grievous da Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith, la mostra inaugurale del Lucas Museum dedicata al cinema stupirà il pubblico con le possibilità del movimento propulsivo su mondi lontani ed esotici.
La scorsa settimana il Museo ha svelato i dettagli delle sue mostre inaugurali , che comprendono oltre 1.200 oggetti rappresentativi dell'arte narrativa attraverso il tempo e il mondo.
l'arte narrativa è creata per raccontare storie attraverso le immagini. Gran parte dell'espressione artistica mondiale è stata motivata dalla narrazione, trasmettendo storie radicate nella religione, nel mito, nella storia, nella letteratura o in eventi significativi. L'arte narrativa si manifesta in molte forme, dai disegni rupestri e geroglifici a dipinti, murales, illustrazioni, fumetti e sculture. Dal XIX secolo, l'arte narrativa si è diffusa nella fotografia, nell'illustrazione di riviste e libri, nel cinema e nei media digitali, rivolgendosi a un vasto pubblico e dando nuova forma ai miti e alle storie che plasmano le credenze, comunicano valori, stimolano l'immaginazione e creano comunità. Il nostro obiettivo è quello di permettere alle persone di interagire con le opere d'arte attraverso le storie avvincenti che raccontano.
George Lucas colleziona arte narrativa da oltre 50 anni. La collezione fondatrice del Lucas Museum rappresenta oltre 40.000 opere d'arte di illustratori tra cui Norman Rockwell, Jessie Willcox Smith, Maxfield Parrish, Kadir Nelson e Andrew Wyeth; fumettisti tra cui Winsor McCay, George Herriman, Jack Kirby e R. Crumb; muralisti tra cui Judith F. Baca, JR e Diego Rivera. Saranno inoltre esposte opere di Frida Kahlo, Jacob Lawrence, Charles White e Robert Colescott. Il museo presenterà oggetti di scena e costumi provenienti dagli archivi Lucas, locandine di film e documentari dedicati ad artisti e registi.
27/08/26
Storia fra arte e mercato ...
Nei tredici capitoli, la Castellani prova a dimostrare come arte e commercio siano stati indissolubilmente legati nel corso della storia, fin dal Medioevo, analizzando come le circostanze sociali, culturali, religiose ed economiche dei diversi periodi abbiano plasmato i modelli di produzione, valorizzazione e valutazione dell'arte.
Forte della sua esperienza maturata presso Sotheby's e Gagosian, l'autrice suggerisce inoltre che i recenti cambiamenti sociali e tecnologici, unitamente alle mutate dinamiche demografiche dei collezionisti, potrebbero preannunciare un mondo dell'arte più decentralizzato, diversificato e democratico.
Castellani arricchisce il suo vivace racconto con aneddoti e profili che mettono in luce momenti e personalità chiave, offrendo uno sguardo avvincente sui meccanismi che hanno plasmato il mercato dell'arte come lo conosciamo oggi.
26/08/26
Sempre Venezia...
CA’ REZZONICO – MUSEO DEL SETTECENTO VENEZIANO
Dal 23 settembre 2026 all’11 gennaio 2027
Nel segno di Venezia. La donazione Alessandro Favaretto Rubelli
La mostra celebra la recente donazione alla città di Venezia di una preziosa serie di 29 disegni di antichi maestri veneti – tra cui Palma il Giovane, Carlevarijs, Ricci, Canaletto e Tiepolo – raccolti da Alessandro Favaretto Rubelli. Le opere, destinate al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe di Fondazione, testimoniano una raffinata passione collezionistica e arricchiscono il patrimonio pubblico.
MUSEO DEL VETRO, MURANO e THE VENICE GLASS WEEK
Al Museo del Vetro è in corso BABEL di Marco Toso Borella (fino a marzo 2027), mentre inaugurerà nella settimana di The Venice Glass Week (12–20 settembre 2026) La tua perla per Venezia. Per l’occasione, MUVE propone un articolato programma: a Murano, cuore produttivo e culturale del progetto, tra il Museo del Vetro, alla Scuola Abate Zanetti - con conferenze, workshop e corsi promossi da MUVE Education e MUVE Academy - e Palazzo Da Mula ; a Venezia, con progetti a Casa di Carlo Goldoni e Museo di Palazzo Mocenigo; a Mestre, alla biblioteca VEZ e con il progetto diffuso nelle botteghe del centro. Inoltre, il 14 e 15 settembre il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue ospita il convegno PERLE 6.0, dedicato alle rotte commerciali delle perle di vetro tra Spagna e Portogallo.
CA’ PESARO – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
L’autunno 2026 conferma Ca’ Pesaro come uno dei principali poli della contemporaneità a Venezia, con un programma articolato tra mostre personali e omaggi. Dal 24 settembre al 22 novembre 2026 la project room ospita Corpus serialis, opere di Nicolás Lamas (Lima, 1980) con PROGETTO LUDOVICO e il supporto della galleria Max Goelitz, che indaga i sistemi di conoscenza e percezione del reale.
Dal 3 ottobre al 22 novembre 2026, al secondo piano, Gianmaria Potenza. Io, Venezia. Forma, luce, materia celebra il novantesimo compleanno dell’artista, mettendo in luce il profondo legame tra la sua ricerca e la città.
Chiude l’anno, dal 12 dicembre 2026 al 7 febbraio 2027, l’Omaggio a Silvio Gagno, a cura di Sileno Salvagnini, dedicato al percorso creativo del pittore trevigiano.
MUVE a MESTRE
MUVEC - Casa delle Contemporaneità
Dal 26 settembre al 14 febbraio
Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea
Tornano le mostre dedicate ai maestri del Novecento, alle eredità e alle riflessioni sulla modernità: un percorso prende avvio dalle figure simbolo della Secessione Viennese – Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka – per interrogare una delle questioni più profonde del Novecento: il corpo come specchio delle inquietudini individuali e collettive. Nei loro lavori il corpo si spezza, si contorce, si carica di tensioni psicologiche e sociali. Non è più solo rappresentazione, ma campo di conflitto. Passando per la restituzione lirica e metafisica dell’immagine di Casorati, Cadorin, il dialogo con il presente si costruisce attraverso artisti che hanno messo al centro della propria poetica lo spazio dei corpi, le assenze, il tempo, le azioni su di esso, i suoi segni, Manzoni, Gina Pane, Ana Mendieta, riportano il corpo al centro del discorso artistico, tra identità, politica, fragilità e rappresentazione.
FORTE MARGHERA – Casermetta 9
3 dicembre 2026 – 9 maggio 2027
Da cosa nasce cosa
Atelier 2025-2026
Da cosa nasce cosa è la mostra conclusiva degli Atelier 2025–2026 della Fondazione Bevilacqua La Masa, promossi per il secondo anno consecutivo in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia.
L’esposizione a cura di Camilla Mozzato, riunisce una selezione di opere dei 28 artisti under 30 assegnatari degli studi delle due istituzioni e si articola in due momenti: dal 9 ottobre al 22 novembre 2026 a Venezia, tra la Galleria di Piazza San Marco (San Marco 71/c) e Palazzetto Tito (Dorsoduro 2826), sedi della Fondazione Bevilacqua La Masa, per poi proseguire, dal 3 dicembre 2026 al 9 maggio 2027 a Mestre, alla Casermetta 9 di Forte Marghera, uno degli spazi dedicati al contemporaneo della Fondazione Musei Civici di Venezia.
Fondazione Luigi Rovati, Milano
Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari
14 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027
Curata da Giulio Paolucci, Laura Maria Michetti e Giovanna Gambacurta, la mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. L’esposizione prosegue il percorso avviato a Palazzo Ducale a Venezia (fino al 29 settembre 2026) con un progetto distinto e complementare, dedicato al ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e nello sviluppo delle società etrusca e veneta nel corso del I millennio a.C.
Intanto sono ancora numerose le mostre ancora in corso, inaugurate nelle diverse sedi dei Musei Civici di Venezia e accompagnate da un palinsesto di conferenze, approfondimenti, incontri, momenti di confronto. Il Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue ospita, fino al 13 settembre, la mostra fotografica e divulgativa Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico e in Laguna di Venezia.
Proseguono fino al 22 novembre le mostre: Bizhan Bassiri. Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico e Spiral Economy. Charrière and Canova al Museo Correr; Jenny Saville a Ca’ Pesaro alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna; Erwin Wurm. Dreamer al Museo Fortuny.
E ancora, al Museo di Palazzo Mocenigo Le sete di Lucio Andrich (fino all’11 novembre), Le Tarbouche. Quando un accessorio diventa simbolo (fino all’ 8 novembre) e la mostra delle vincitrici del concorso Un merletto per Venezia. 12a edizione. Al Museo del Merletto di Burano prosegue e si arricchisce la mostra Merletto d'Autore. Biennale del Merletto 2026, per ripercorrere l'ascesa del merletto d'autore come autentica espressione artistica tra gli anni Venti e Trenta. Protagoniste alcune tra le più importanti manifatture italiane, Venezia, Cantù, Rapallo e Bologna, con prestiti dal Giappone. La mostra è visitabile fino all’8 gennaio 2027.
Tutti i dettagli e gli aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale: www.visitmuve.it
25/08/26
Arte, partenza in retromarcia...
Il sistema dell'arte contemporanea riparte in questi giorni con una serie di eventi che lentamente cercano di contrastare il lento declino. In un'estate che ha visto nuove chiusure e diversi ridimensionamenti, anche di importanti gruppi di distribuzione; si evidenzia la stasi del momento commerciale.
Da tante fronti si manifestano speranze di riprese, soprattutto se si riporterà l'arte al suo ruolo culturale, mettendo in secondo piano quegli aspetti mercantili che hanno prodotto questo disastro. La recente grande produzione di quadri, troppo spesso di cattivo gusto, bassa qualità e dai prezzi assurdi, ha inflazionato il sistema, rivelandoli come prodotti di consumo rapido, privi di valori socio-culturali e sicuramente come pessimi investimenti.
Se si riuscirà a ritornare alle funzioni multiple di un'opera artistica, quali quelli filosofici, sociali, cultura, forse si potrà rianimare questo sistema o se no il declino sarà continuo, tanto più ora che gli artisti, grazie alla nuove tecnologie e ai social, possono gestirsi in modo autonomo, senza dover più transitare da mercanti privi di scrupoli.
Altro aspetto è poi il valore delle opere commercializzate che in questi recenti decenni è stato elevato a livelli assurdi producendo la distruzione del mercato intermedio, alimentando una bolla di valori che implodendo sta riposizionando la marea di manufatti prodotto al loro reale valore produttivo.
Ma incamminiamoci in questo autunno nella speranza di vedere tanta arte e poco mercato ...
24/08/26
Della Robbia al Met
“Riunendo per la prima volta in una mostra esempi eccezionali delle opere di Della Robbia conservate al Met, " Rediscovering Della Robbia" riporta alla luce celebri opere simbolo di Andrea della Robbia, provenienti dalla collezione del Museo, grazie a nuovi interventi di restauro e studi, invitando i visitatori ad ammirare la grandezza, l'impatto visivo e la risonanza emotiva di queste sculture distintive che hanno segnato il passaggio dallo stile del primo Rinascimento a quello dell'Alto Rinascimento”, ha dichiarato Max Hollein, Direttore e CEO del Met, titolare della cattedra Marina Kellen French. “Siamo inoltre entusiasti di presentare la Mandorla Mistica di Giovanni della Robbia , che entra ufficialmente a far parte della collezione del Met, ed esprimiamo la nostra profonda gratitudine a Dick Wolf per la sua generosità nel donare quest'opera importante al Museo, nell'ambito della generosissima donazione promessa dalla Dick Wolf Collection”.
Sebbene il Met possieda la più grande e importante collezione di opere di Della Robbia negli Stati Uniti, questa sarà la prima volta nella storia del Museo che una selezione significativa di opere è esposta insieme in una galleria dedicata. La mostra "Rediscovering Della Robbia at The Met" presenta la produzione di tre generazioni della famiglia Della Robbia e include capolavori dell'inventore della tecnica della terracotta smaltata, Luca; opere monumentali del suo talentuoso nipote ed erede, Andrea; e sculture colorate dell'ultimo titolare della bottega, Giovanni.
Denise Allen, curatrice del Dipartimento di Scultura Europea e Arti Decorative, ha dichiarato: "Fin dalla sua ideazione, ' Rediscovering Della Robbia at The Met' si è basata sul dialogo creativo e sulla libera condivisione di idee tra curatori, restauratori e specialisti digitali, sottolineando come la collaborazione tra persone con competenze diverse favorisca l'innovazione, sia in una bottega rinascimentale che in un museo contemporaneo".
“Cinque dei capolavori di Andrea della Robbia recentemente restaurati e presenti nella collezione, due dei quali riattribuiti di recente, sono esposti in mostra. Insieme, le sculture mettono in luce il contributo fondamentale, spesso trascurato, di Andrea allo sviluppo dell'arte rinascimentale, rivelandosi preziose per visitatori e studiosi”, ha affermato Federica Carta, curatrice ospite.
Il pezzo forte della mostra sarà l'Assunzione della Vergine (Pala Marquand) di Andrea della Robbia , una scultura di 3x2 metri composta da 66 sezioni individuali in terracotta smaltata, donata nel 1882 dal fondatore del Museo, Henry G. Marquand. Quest'opera, la prima scultura monumentale del Rinascimento italiano ad entrare nella collezione, è rimasta fuori dalla mostra per quasi 70 anni. Sebbene la pala fosse stata precedentemente attribuita alla bottega di Andrea della Robbia, nuove ricerche condotte per la mostra indicano che fu realizzata dallo stesso Andrea e dalla sua bottega intorno al 1485, e i suoi elementi ben conservati rivelano la maestria artigianale di Andrea al culmine della sua carriera. Trentatré delle sezioni della pala d'altare, recentemente restaurate, saranno esposte in situ di fronte a una ricostruzione grafica dell'opera completa. Questa esposizione sarà affiancata da una ricostruzione virtuale animata su larga scala, realizzata con tecnologia di scansione 3D, per suggerire come l'opera fosse originariamente assemblata.
Uno dei due principali prestatori della mostra è il produttore vincitore di un Emmy e appassionato collezionista Dick Wolf, la cui promessa donazione della Dick Wolf Collection al Met comprende due straordinarie sculture di Giovanni della Robbia che completano le opere già presenti nella collezione del Museo. Una di queste è la lunetta policroma della Mandorla Mistica , recentemente donata al Museo. Sarà esposta insieme alla lunetta di Andrea raffigurante San Michele Arcangelo , anch'essa appartenente al Met , offrendo un confronto che metterà in evidenza come Giovanni abbia introdotto una gamma vibrante di colori nella precedente e più sobria tavolozza di Della Robbia, dominata dal bianco e dal blu. La mostra "Rediscovering Della Robbia at The Met" è curata da Denise Allen, curatrice del Dipartimento di Scultura Europea e Arti Decorative, e dalla curatrice ospite Federica Carta, borsista interdisciplinare della Fondazione Slifka (2022-23).
La mostra è resa possibile grazie al contributo di Lilly Endowment Inc. e dei signori J. Tomilson Hill.
Ulteriore supporto è fornito da Barbara e Jon Landau.
22/08/26
Kyōto YouMe Triennale 2026
20/08/26
Prossimamente "Global Antiquity” da Prada
La mostra si inserisce in un’indagine più articolata che Fondazione Prada ha intrapreso nel 2015 quando ha proposto contemporaneamente nelle sedi di Milano e Venezia “Serial Classic” e “Portable Classic”, due esposizioni curate da Salvatore Settis (con Anna Anguissola a Milano e con Davide Gasparotto a Venezia), ed è proseguita nel 2022 a Milano con “Recycling Beauty” (a cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica), una ricognizione dedicata al riuso di antichità greche e romane in contesti post-antichi, dal Medioevo al Barocco.
La premessa di questa ampia ricerca è la volontà di considerare l’arte antica non solo come un’eredità del passato, ma anche come un elemento vitale in grado di incidere sul presente e sul futuro. Temi come la serialità, il riuso, il riciclo e la globalità sono strettamente legati alla nostra concezione di modernità, ma testimoniano anche la straordinaria persistenza di alcuni valori, categorie e modelli del passato. Grazie a un innovativo approccio curatoriale e a modalità espositive sperimentali sviluppate da Rem Koolhaas e AMO/OMA, il patrimonio antico diventa, per usare le parole di Salvatore Settis, “una chiave di accesso alla molteplicità delle culture del mondo contemporaneo”.
Attraverso un’attenta selezione di oltre 150 opere e oggetti, “Global Antiquity” propone uno sguardo originale sulle relazioni artistiche, culturali, commerciali e politiche che, nel corso di oltre 1.700 anni di storia, hanno collegato popoli e culture dal Mediterraneo all’Asia, attraverso continenti e mari. Ognuno degli oggetti esposti, provenienti da diverse aree del mondo, diventa un soggetto narrativo in grado di testimoniare relazioni significative tra due o più zone geografiche e società, spesso distanti tra loro. In questa prospettiva, il luogo di ritrovamento di un manufatto riveste la stessa importanza di quello originario di produzione. Connettere questi punti in una mappa globale consente di individuare una pluralità di rotte commerciali e di legami politici, culturali, economici e religiosi, ben oltre le cosiddette vie della seta e delle spezie. Il mondo antico ne emerge come una trama fitta e dinamica di scambi estesi su scala intercontinentale.
“Global Antiquity” sottolinea l’intensità e la reciprocità di queste connessioni che si sono sviluppate non solo lungo percorsi lineari e univoci, ma hanno anche costruito una rete fluida e in continua evoluzione di direttrici poligonali. Mettendo in scena inattese presenze “mediterranee” in Cina, o esponendo una statuetta femminile di manifattura indiana giunta a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C., la mostra innesca un cortocircuito spazio-temporale che invita a ripensare il nostro sguardo sulla storia e a riflettere sul presente attraverso una prospettiva di lunga durata.
Due dei temi alla base del progetto trovano particolare risonanza nel dibattito pubblico contemporaneo: l’idea di globalità, luogo comune e argomento controverso nel discorso politico ed economico di oggi, e il complesso fenomeno dell’ibridazione culturale. Da una parte, “Global Antiquity” ci ricorda che, per usare le parole dello scrittore Amitav Ghosh, “è impossibile immaginare un mondo senza connessioni globali. Queste sono sempre esistite e nessun luogo è sfuggito alla loro influenza.” In particolare, la mostra indaga il rapporto dialettico tra i concetti di globalità e di globalizzazione. Come emerge dal percorso espositivo, la nozione di globalità è più legata al mondo antico e segue dinamiche orizzontali, osmotiche e reciproche, mentre la globalizzazione si riferisce a un sistema moderno o contemporaneo, definito da processi verticali guidati da forze economiche e politiche che operano su scala mondiale. Dall’altra parte, l’intensità e la molteplicità degli scambi culturali analizzati in “Global Antiquity” offrono solide basi per mettere in discussione la retorica identitaria dominante e le dinamiche protezionistiche e isolazionistiche del nostro tempo, fondate sull’idea che ogni realtà culturale ed etnica costituisca una fortezza chiusa in sé stessa, assediata dagli “altri” e, per questo, da difendere a ogni costo.
Come spiega Salvatore Settis: “Questa mostra offre una costellazione di casi esemplari, ciascuno segnato da una propria forma di interazione fra culture, ma tutti riconducibili a una stessa trama: la rete poligonale di commerci e influenze che attraversava l’Eurasia, spingendosi oltre i suoi confini e alimentando una reciproca consapevolezza e curiosità su vastissima scala. Dal nostro atlante di micro-storie emerge così una macro-storia in cui la globalità pre-moderna appare come una condizione di equilibrio instabile, ma aperta a innumerevoli potenzialità.”
Il progetto espositivo, concepito da Rem Koolhaas con Giulio Margheri e il team dello studio AMO/OMA, si sviluppa al piano terra del Podium, il principale spazio della sede di Milano. L’allestimento traduce l’idea curatoriale in una serie di storie individuali, ciascuna presentata attraverso un display che riflette le diverse reti di scambio. Questi supporti, realizzati in metallo e fibra di vetro, sono disposti all’interno di una configurazione spaziale che invita il pubblico a esplorare le opere e i manufatti della mostra secondo criteri di convergenza, simmetria e intersezione.
“Global Antiquity” include statue e frammenti scultorei, rilievi, iscrizioni, calchi in gesso, scacchi, monete, tessuti, astrolabi, gioielli, corni potori, brocche, coppe e altri oggetti di uso quotidiano e cerimoniale provenienti da collezioni private e musei italiani e internazionali, tra i quali The Metropolitan Museum of Art di New York, J. Paul Getty Museum di Los Angeles, British Museum di Londra, Musée du Louvre e Musée Guimet di Parigi, Museo Nacional del Prado di Madrid, Musei Vaticani, Museo delle Civiltà e Musei Capitolini di Roma, Parco Archeologico di Pompei e Museo archeologico nazionale di Napoli.





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