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27/01/21

Omaggio a Okwui Enwezor


 

Mentre è in corso una stupenda mostra sulla casa editrice Multiples Inc. negli spazi di New York, la galleria Marian Goodman ha avviato un progetto omaggio al curatore Okwui Enwezor in collaborazione con premiato in una nuova iniziativa con Independent Curators International (ICI).

CS

La Marian Goodman Gallery onorerà il defunto Okwui Enwezor con il lancio di una nuova iniziativa per creare opportunità educative e di ricerca per i curatori Black, Indigenous e People of Color (BIPOC). L'iniziativa è ideata dall'artista Steve McQueen, in collaborazione con Independent Curators International (ICI) e sosterrà i programmi di sviluppo professionale e le borse di ricerca di ICI.

 Curatore, critico d'arte, scrittore, poeta ed educatore, Enwezor (1963-2019) ha sostenuto l'agenzia d'arte africana, ha sfidato la narrativa consolidata dell'arte europea e nordamericana e ha abbracciato una prospettiva globale che ha aperto innumerevoli porte a nuove voci e inchiesta critica in ambito curatoriale. In questo spirito, l'iniziativa darà potere ai curatori emergenti e sosterrà il loro pensiero e la loro pratica.

 "Spero con tutto il cuore che questa iniziativa possa aiutare a realizzare un cambiamento e, naturalmente, vorrei che Okwui fosse ancora qui per guidarci", ha detto Marian Goodman. “Mentre la galleria attraversa questi tempi epocali, è importante iniziare ad affrontare lo squilibrio e l'ingiustizia che sono incorporati nella galleria e nel sistema museale. Siamo orgogliosi di collaborare con ICI per muoverci verso questi obiettivi di cambiamento ".

“Okwui pensava sempre al futuro, pensava sempre al futuro al fine di creare un ambiente più sano per tutti, indipendentemente dalle sfide o da cosa, come pioniere, si trovava a dover affrontare. Questa iniziativa è molto nel suo spirito, sostenendo gli innovatori in un campo che ha reinventato ". - Steve McQueen

Come parte della prima fase dell'iniziativa, ICI svilupperà un intensivo curatoriale in Africa e due borse di ricerca curatoriali ogni anno per i prossimi tre anni. I programmi consentiranno e sosterranno una generazione più diversificata di curatori e creeranno reti di collaborazione tra curatori, artisti e spazi artistici a livello internazionale. 

Random International e Wayne McGregor in conversazione

 


Eccovi un interessante webinar su arte e tecnologia proposto da BMW Culture e Artreview. che si svolgerà domani. 


CS

Art Review and BMW i present: Random International and Wayne McGregor in Conversation.

Thursday, January 28, 2021
at 5.00pm (GMT)

The conversation will be moderated by Mark Rappolt, Editor-in-Chief ArtReview.
To join the digital panel, please register here.

To coincide with the digital premier of their new collaborative artwork No One is an Island experimental art studio Random International and award-winning choreographer and director Wayne McGregor will discuss the ways in which automation and artificial intelligence are affecting society and the relationship between humans and technology. Speaking to humankind’s immediate past, present and future simultaneously the installation produced in partnership with Superblue and BMW i, premiered online in three chapters with the last one coming up in February and a live performance scheduled for later this year.

The piece comprises sculptural, performative and musical elements. Centrepiece is a sculpture that experiments with the minimal amount of information that is actually necessary for an animated form to be recognised as human. The interventions of the dancers of Studio Wayne McGregor scored by Chihei Hatakeyama add a performative dimension to the sculpture. 

Inspired by Picasso's light drawings they create lines of light-capturing movement and electricity visually and re-creating elements from the core of BMW i. Conceptualised as a "Gesamtkunstwerk", No One is an Island is developed in an ongoing dialogue and exchange between artists, choreographer, Random International, Superblue and BMW i.

26/01/21

Parigi si rinnova

 

A Parigi il mondo dell'arte continua a rinnovarsi in questi giorni ha aperto la prima edizione della 1-54 Contemporary African Art Fair, la galleria Perrotin raddoppia i suoi spazi in Avenue  Matignon e il Centre Pompidou di Parigi  si rinnoverà dal 2023 chiudendo fino al 2027 per festeggiare così i 50 anni di attività, l'edificio di Roger e Piano infatti era stato inaugurato con grandi polemiche nel 1977, divenendo poi uno dei luoghi più visitati e amati della città.  

Roma, eppur si muove

In questo anno così strano ci sono stati alcuni interessanti segnali di crescita artistica in alcune aree, fra le più dinamiche sicuramente la città di Roma con alcuni progetti che paino essersi incamminati bene, vediamone alcuni. 

Villa Lontano, uno spazio di progetto artistico indipendente a Roma curato da Vittoria Bonifati e Jo Melvin in collaborazione con la Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli. Il ciclo di mostre d'arte contemporanea mira a creare piattaforme fluide di incontro tra le sculture e i manufatti della Collezione Santarelli e le pratiche d'arte contemporanea. La Collezione Santarelli è vista come un archivio, punto di partenza del programma curatoriale di Villa Lontana, che comprende: mostre, pubblicazioni, edizioni d'artista e progetti sonori. Villa Lontana Records è un'etichetta discografica indipendente che si concentra sulla produzione di nuovi suoni, dall'elettroacustica alla poesia sonora e alla performance. L'etichetta fa parte del programma curatoriale di Villa Lontana.  

Castro, un progetto educativo sperimentale con base a Roma. Il progetto ospita ogni anno a rotazione 8 artisti e 2 ricercatori under35 selezionati da una giuria internazionale. CASTRO vuole valorizzare l’incredibile potenziale romano sviluppando collaborazioni con artigiani, professionisti, gallerie e istituzioni della città. Le nostre attività sono articolate su 2 binari paralleli, il primo dedicato al pubblico e il secondo agli artisti ed i ricercatori che vincono le borse di studio.  

Spazio Y, luogo indipendente dedicato alla ricerca e alla sperimentazione in ambito contemporaneo è punto di incontro e di scambio per gli artisti e operatori del settore culturale, invitati di volta in volta ad interagire con il contesto fisico e sociale in cui lo spazio si trova e agisce. Catalizzatore di un’etica della possibilità che intende innescare processi di riattivazione della periferia attraverso momenti di condivisione delle pratiche del contemporaneo, Spazio Y è attivo ormai da anni nel quadrante est della città di Roma, nell’ex borgata del Quadraro vecchio, quartiere storicamente legato alla resistenza, che negli ultimi anni ha vissuto un forte processo di riqualificazione culturale e urbana.    

25/01/21

Giuseppe Penone dona al Castello di Rivoli più di duecento opere su carta dal 1968 a oggi e la grande opera Svolgere la propria pelle – finestra, 1970-2019

  Giardino delle sculture fluide © ArchivioPenone

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è lieto di annunciare la donazione da parte dall’artista Giuseppe Penone (Garessio, 1947) di 219 opere su carta e preziosi materiali d’archivio, oltre che Svolgere la propria pelle – finestra, 1970-2019, versione dell’importante opera allestita dall’artista nel 1972 in occasione di documenta 5 a Kassel. Le opere donate rappresentano una fondamentale occasione di approfondimento della pratica artistica di Penone e saranno conservate presso il CRRI (Castello di Rivoli Research Institute).

 La donazione al Castello di Rivoli integra e completa quelle effettuate nel giugno 2020 a due fra i più importanti musei internazionali: il Philadelphia Museum of Art (che ha ricevuto 309 opere su carta e 5 libri d’artista in edizione limitata) e il Centre Pompidou di Parigi (che ha ricevuto 350 opere su carta).

Nel 2022 i tre musei organizzeranno mostre dedicate ai materiali donati, perlopiù mai esposti. In tale occasione, il CRRI del Castello di Rivoli editerà un volume, concepito in stretta collaborazione con l’artista, che documenterà tutte le opere pubbliche collocate all’aperto, con particolare attenzione a quelle appena donate al Museo.

 Nelle parole di Giuseppe Penone, affidate nel gennaio 2021 a un foglio di carta che fa parte della donazione stessa, l’artista commenta l’importanza di donare i propri disegni a un museo che si trova nello stesso luogo in cui concepisce e realizza le sue opere, prima che esse viaggino in tutto il mondo:


 “La prima intuizione, la

prima idea di un’opera

annotata su un foglio

testimonia il fluttuare

dell’immaginazione prima

di irrigidirsi nella forma

È bello pensare di

posare le idee nei luoghi

in cui sono apparse

fluttuanti”.


 Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli, afferma: “Significa qualcosa quando uno tra i più grandi artisti del mondo decide di donare un eccezionale corpus di opere a tre grandi musei pubblici. È un’investitura e un atto di fiducia nella capacità delle istituzioni pubbliche di reggere alle crisi momentanee e alle intemperie, e pertanto di durare nel tempo – un tempo molto più lungo di quello di una sola vita. Si tratta di trasmettere ai posteri dei semi che sono la propria arte, fiduciosi che essi potranno germinare in un futuro oggi ancora inimmaginabile. Il Castello di Rivoli è lieto di ricevere questo dono, e grato della fiducia che l’artista ripone nel Museo. L’arte di Giuseppe Penone esplora i fondamenti della scultura quale modo di conoscere e comprendere empiricamente il mondo. La sua arte si basa sul principio di incarnare una consapevolezza fisica, tattile-visiva, di tutti gli organismi viventi e delle loro trasformazioni. Penone percepisce il mondo e la vita in modo scultoreo, toccandone e accarezzandone le parti costitutive, senza mai distinguere tra natura e cultura o, piuttosto, senza pretendere alcuna superiorità dell’essere umano rispetto al resto del mondo naturale. Si tratta di un incontro e, quindi, di relazioni tra l’umano e la materia, tra l’umano e il non umano, questioni di pelle e di toccarsi, elementi conoscitivi a cui i disegni su carta donati puntualmente ci introducono. Il dono del lavoro Svolgere la propria pelle, realizzato utilizzando i materiali originali dell’installazione sulle finestre a Kassel nel 1972, è un ulteriore gesto straordinario”.


“I materiali donati da Giuseppe Penone rappresentano una fondamentale occasione di approfondimento della pratica dell’artista”, dichiara Andrea Viliani, Responsabile e Curatore del CRRI. “Custoditi presso il CRRI, il nuovo dipartimento di ricerca del Castello di Rivoli, essi verranno messi a disposizione degli studiosi di tutto il mondo contribuendo alla diffusione della conoscenza dell’artista, nell’ambito delle ricerche e delle poetiche afferenti in vario modo all’Arte povera, di cui il Castello di Rivoli si pone come istituzione di riferimento a livello internazionale. Tra i movimenti artistici più importanti del XX secolo, l’Arte povera trova la sua origine in Piemonte, territorio dal quale, come Penone stesso, un numeroso gruppo degli artisti proviene. Ricongiungendo natura e cultura, l’artista ci ricorda l’importanza di radicarci poeticamente nel mondo in cui viviamo. Lezione la cui urgenza e importanza il nostro mondo globalizzato e digitalizzato, ma anche in profonda crisi da un punto di vista ecologico, sta imparando a riconoscere, sulla propria pelle”.


 LA DONAZIONE DI GIUSEPPE PENONE

Relativamente alle opere su carta, la donazione da parte dell’artista al Castello di Rivoli comprende materiali su vari supporti – disegni, note di lavoro autografe, riflessioni manoscritte e schizzi progettuali, rendering architettonici, fotografie realizzate dall’artista, fotografie annotate, tutti materiali che documentano il processo creativo e di allestimento e la presentazione delle singole opere – che permettono di ricostruire la genesi e lo svolgersi del suo pensiero, di ripercorrere i processi ideativi delle sue opere, di rintracciarne i dettagli costruttivi, di contestualizzare, all’interno della sua pratica, la visione che sovrintende all’allestimento e lo scrupolo della documentazione e trasmissione finale.

Il rapporto fra scrittura e disegno, testo e immagine, in queste carte, è testimone della visione filosofica dell’artista, secondo la quale non vi è distinzione binaria tra concetto e percezione, bensì una continuità fluida tra mondo e pensiero, capace di determinare una forma di conoscenza inseparabile dall’esperienza sensoriale.  Come afferma l’artista stesso, “Attraverso il disegno si pensa, si associano forme, si accostano materiali… Il disegno nasce da una materia che al di fuori del foglio è solo sporco ma quando è organizzata in un insieme di gesti diventa un oggetto che ha la preziosità del pensiero e dell’evocazione”.

L’insieme delle carte donate al Museo si riferisce a tutte le principali opere d’arte concepite e realizzate da Penone per essere collocate nello spazio all’aperto del territorio dove risiede, lavora e in cui è nato, quello piemontese. Si tratta di quattro punti di una geografia personale che diventa un terrarium artistico e un piccolo ecosistema: l’area del cuneese dove nel 1968 Penone compie i primi passi del suo percorso artistico realizzando interazioni con gli elementi naturali nei boschi intorno a Garessio (Alpi Marittime, 1968); l’intervento nello spazio urbano di Torino al Passante Ferroviario (Albero giardino, 1998) e il successivo ritorno in città con l’intervento scultoreo di fronte alla GAM-Torino (In limine, 2008); la grande opera-giardino nel Parco Basso della Venaria Reale (Il Giardino delle sculture fluide, 2003-2007 e la successiva Anafora, 2016, 2019) nello stesso luogo; e, infine, l’arrivo a Rivoli dell’imponente doppio albero in alluminio, bronzo e specchio “piantato” nel 2019 di fronte al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (Identità, 2017).

Oltre a queste opere su carta Penone ha donato al Museo l’opera Svolgere la propria pelle – finestra, 1970-2019, composta da 19 impronte del proprio corpo riportate fotograficamente su pellicola sui pannelli di vetro del Fridericianum di Kassel nel 1972, che sarà allestita permanentemente presso la Manica Lunga, nella sala della Biblioteca prospicente l’ingresso del CRRI.

L’opera, realizzata in una prima versione nel 1970, e presentata in occasione della mostra documenta 5 (1972), ha acquisito la sua forma attuale proprio al Castello di Rivoli in occasione della mostra Harald Szeemann. Museum of Obsessions / Museo delle ossessioni (26 febbraio - 26 maggio 2019). Ad accompagnare la donazione anche un’edizione del libro d’artista Rovesciare gli occhi (Einaudi, Torino, 1977).


Approfondimento: le opere a cui si riferiscono i materiali donati da Giuseppe Penone

Alpi Marittime (1968) esiste come lavoro fotografico che documenta sei azioni compiute nel 1968 nel bosco di Garessio (Ho intrecciato tre alberi; L’albero ricorderà il contatto; Continuerà a crescere tranne che in quel punto; Crescendo innalzerà la rete; Albero, filo di zinco, piombo; La mia altezza, la larghezza delle mie braccia, il mio spessore in un ruscello). Delle azioni realizzate nel bosco nel 1968, esiste un lavoro fotografico che è composto da una serie di scatti originali di sette azioni selezionati nel 2008 dall’artista (La mia altezza la lunghezza delle mie braccia il mio spessore in un ruscello; L’albero ricorderà il contatto del mio corpo; I miei anni legati da un filo di rame in attesa di un fulmine; Ho intrecciato tre alberi; Continuerà a crescere tranne che in quel punto; Ho avvicinato due alberi; L’albero crescendo innalzerà i frutti posati sulla rete). In esse Penone compie alcuni piccoli gesti che interferiscono, senza però interromperli, con alcuni elementi naturali: mettendo a confronto i tempi brevi dell’azione umana con l’inevitabile trascorrere dei lunghi tempi della natura, Penone avvia la sua ricerca sul contatto, l’immersione, l’intrecciarsi fra elementi minerali, vegetali e naturali che caratterizzerà la sua ricerca. I materiali donati fanno riferimento non solo ai sei scatti fotografici mostrati come opera a partire dal 1968, ma anche ad altre versioni inedite degli stessi che documentano il processo di preparazione degli scatti fotografici finali.

Albero giardino (1998) è stato commissionato nel 1995 dalla città di Torino per integrare il proprio piano di riqualificazione urbana e fu realizzato in occasione di Artecittà. 11 artisti per il Passante Ferroviario, a cura di Rudi Fuchs (primo direttore del Castello di Rivoli) e Cristina Mundici. L’opera di Penone a cui fanno riferimento i materiali donati è collocata all’interno del Giardino Caduti di Cefalonia e Corfù in Corso Francesco Ferrucci ed è composta da una galleria percorribile che assume la forma di un albero coricato con tre rami. Il pubblico che la percorre entra a farne parte come se fosse la linfa dell’albero coricato. “La struttura dei fluidi è analoga in ogni elemento. Un corso d’acqua, un albero nella sua crescita e un sentiero hanno forme simili”, scrive Penone in merito all’opera.

Inaugurato nel 2007 a Venaria Reale, a cura del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Il Giardino delle sculture fluide (2003-2007) è un giardino disegnato dall’artista sul terreno del Parco Basso della Venaria Reale (distrutto all’inizio del XVIII secolo) che si estende per cinque ettari sulla traccia del Giardino delle Fontane, ideato nel XVII secolo dall’architetto Amedeo di Castellamonte. Il Giardino di Penone si compone di quattordici opere ed è stato concepito come un’esperienza in cui i cinque sensi e i vari materiali utilizzati (alberi, acqua, bronzo, granito, marmo, pietra) scandiscono il passaggio affermandovi una condizione di fluidità tra gli elementi e riscoprendo le analogie che legano le sfere minerali, vegetali e umane. La scelta di conservare lo schema di Castellamonte di riquadrature del terreno, che suddividono in una decina di aree il Parco Basso, permette alle opere ideate da Penone di evocare una spaziatura che sembra corrispondere alle sale di un museo, delimitate non da muri ma da file di tigli e betulle con le Alpi sullo sfondo. Nel tratto dei giardini che si estende tra il muro di cinta e la Peschiera le opere ambientali di Penone uniscono elementi vegetali – alberi, siepi, tronchi – e i materiali più tipici della pratica della scultura – bronzo, granito, marmo, pietra. Al posto delle vasche e dei compartimenti ornamentali del Giardino seicentesco, ma richiamandosi al loro ritmo e dimensionamento, l’artista, tra il 2003 e il 2007 ha definito un percorso in cui installazioni e sculture reinterpretano e ridanno vita al perduto giardino barocco. Fra le installazioni che lo compongono Tra scorza e scorza, due monumentali cortecce in bronzo che racchiudono un grande albero, Disegno d’acqua, uno specchio d’acqua dove appare e scompare un’impronta digitale, Pelle di marmo, una superficie di quattrocento metri quadri di estensione composta da lastre di marmo bianco venato, in dialogo ravvicinato con la scultura Anatomia, le cui venature rievocano il fluire degli elementi naturali.

Il percorso trova i suoi snodi fondamentali nelle due imponenti opere Direzione “verso la luce” e Direzione “verso il centro della terra”: la prima è costituita da un albero monumentale in bronzo mentre la seconda, posta al termine del Giardino, è rovesciata, puntando verso il centro della terra. Alcuni anni dopo Penone realizza, ancora per la cura del Castello di Rivoli, Anafora (2016, 2019), installazione che – in una prima forma espositiva nel 2016 e poi nella sua versione finale permanente nel 2019 – estende il suo progetto Il Giardino delle sculture fluide. Collocata nelle sette grotte del muro in mattoni che delimita il giardino inferiore della Venaria Reale, questo intervento si intitola nel suo insieme Anafora, dal greco ἀναφορά (da aná “di nuovo”, e phéro “io porto”); qui l’artista indica l’esercizio di una ripetizione. Le sette grotte nelle quali sono posti sette sculture – ognuna composta da due blocchi di marmo zebrino sovrapposti come tomi di libri – scandiscono la passeggiata dei visitatori: una dopo l’altra, le opere si collegano formando una scritta. Le sette scritte incise sul marmo possono essere lette separatamente o in successione e formano un breve testo che testimonia, apostrofa e ripete i contenuti dell’intervento precedente rappresentato dalle altre opere del Giardino delle sculture fluide.


In limine (2008) è stata realizzata e presentata in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, su commissione della Fondazione De Fornaris, per essere posizionata di fronte alla GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e facente parte delle Collezioni della Fondazione De Fornaris in comodato permanente al Museo. La scultura, composta di marmo di Carrara, bronzo, tiglio ed edera, costituisce un “portale” che contrassegna simbolicamente l’ingresso al museo. Nelle parole di Giuseppe Penone: “L’opera nasce con l’intenzione di creare un segno che indichi il passaggio dalla spazialità della città alla spazialità sacrale del museo, nelle cui opere risiedono valori e significati che motivano la nostra esistenza. Ogni volta che si varca la sua porta ritroviamo il passato e ci proiettiamo nel futuro. Un blocco di marmo, materia che proviene dal sottosuolo, sostiene un albero, cresciuto a contatto della pietra, sradicato e fuso in bronzo. Le radici continuano nell’intreccio delle vene del marmo. Il tronco è inclinato, in posizione instabile e solo i suoi rami si innalzano. All’estremità, un piccolo albero vive intrecciando rami e foglie con i rami di bronzo e ne sostiene visivamente il peso. Le parti infime volatili e precarie dell’albero, le foglie, tese alla ricerca della luce, sono lo strumento della sua crescita e si contrappongono, con l’azione di fotosintesi, alla forza di gravità. La vita segreta della materia risiede nel movimento dei fluidi. Le vene sono la traccia di un’esistenza che si sviluppa nel corpo delle cose, appare nel marmo, nelle radici, nella scorza, nei rami, nelle foglie e nell’uomo”.


 In occasione della mostra personale Incidenze del vuoto (12 ottobre 2019 - 2 febbraio 2020), organizzata in collaborazione con la Fondazione CRC e presentata presso il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo, è stata allestita all’ingresso principale del Castello di Rivoli l’opera Identità (2017), dove è tuttora collocata. L’opera è costituita da un albero di bronzo su cui l’artista ha innestato una copia albina in alluminio che, capovolta, sembra smaterializzare la fisicità lignea della pianta. Non essendo i due alberi speculari, l’artista ha prodotto una simmetria di alcune loro parti servendosi di specchi, incastonati nelle ramificazioni. Producendo una rifrazione dei rami da ambo le parti, gli specchi ricongiungono ciascun albero con la propria identità speculare riflessa. Gli specchi si inseriscono non in uno spazio fisico di vuoto da riempire, bensì in quel luogo etereo della specularità, l’unico in cui può esserci la simmetria. Accogliendo il visitatore all’ingresso principale del Castello di Rivoli, questa opera si inscrive nella ricerca di Penone, con il suo intreccio di presenze materiali e diafane, continuandone l’esplorazione della nozione di incontro, che mette a fuoco il senso della dualità. Qui, la riflessione è materia incarnata, spazio liminale della scultura e spazio del minimo contatto dei corpi. Sin dall’inizio, l’immagine dell’albero sostiene la costruzione dell’edificio artistico di Penone, come testimoniano le altre opere dell’artista in collezione, dirigendo i contenuti della sua indagine sia verso il mondo vegetale, con l’intento di visualizzare e modificare i processi di crescita naturale degli elementi, sia verso il corpo da sempre oggetto della sua ricerca. I materiali donati sono una selezione di disegni preparatori all’opera.  

Moitre a sentimento


La Galleria Moitre di Torino propone un'apertura speciale dei suoi spazi con uno spirito "sentimentale".

CS

La Galleria Moitre presenta un libero progetto temporale che si muove come mostra a sentimento che stanno per un certo tempo, in un certo luogo, in certi orari oppure no

Sono una proposta verosimile ma non definitiva, rappresentabile in presenza, in assenza o in ricordo. Hanno nell’incertezza una stabile condizione con settimane buone o storte. Vanno e vengono. Sono contemporanee perché non lo sopportano e fan di tutto per farsi ammirare. Ma con discrezione. Sennò spariscono. Aggiungono o sottraggono, con la matematica certezza di essere parte del problema.

Gli artisti: Andrea Famà, Angelo Spatola, Elena Tortia

Il tema è la pittura. Una certa pittura o meglio ancora, ciò che è anche se non è. Nel solco della tradizione in partenza per approdarne al di fuori, in una alternativa volontà di dipingere.

La mostra è aperta, per ora, via web e su appuntamento. Per altri orari, si vedrà.

It'sart

 


Nascerà fra poche settimane una nuova piattaforma virtuale voluta dal Ministro dei Beni Culturali, un canale dedicato tutto alla cultura con una partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti e da CHILI, il progetto Prenderà avvio a breve con tutta una programmazione dedicata alla cultura declinata nei suoi tanti aspetti dalle scienze alle espressioni di arti visive.  


CS

TsART è il nuovo palcoscenico virtuale per teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d'arte, live e on-demand, con contenuti disponibili in Italia e all'estero: una piattaforma che attraversa città d'arte e borghi, quinte e musei per celebrare e raccontare il patrimonio culturale italiano in tutte le sue forme e offrirlo al pubblico di tutto il mondo.

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Per inviare proposte di contenuti, eventi e manifestazioni culturali scrivere a content@itsart.tv

Per l'Ufficio Stampa: press@itsart.tv

24/01/21

Arte e moda, Dior e Owns

 


Le recenti sfilate di moda maschile hanno attinto molto al mondo dell'arte, dalla sfilata di Kim Jones, direttore creativo Dior Uomo, proposta con le illustrazioni di Peter Doig o Rick Owens che usa come location per la sua sfilata  il Tempio Votivo del Lido di Venezia.



La storia col British è online


Fra le tante proposte museali fruibili nel web vi segnalo la recente sezione del British un bel lavoro fra grafica e storia per scoprire la vasta collezione di questo celebre museo inglese. 

Il progetto è una partnership tra il British Museum e Google Cultural Institute. Per la prima volta in assoluto, si possono scoprire gli oggetti della collezione del British Museum dalla preistoria ai giorni nostri utilizzando la tecnologia WebGL (Web Graphics Library) più avanzata disponibile.




23/01/21

La Palestra del Macro

 


Da pochi giorni il Macro ha avviato il progetto Palestra, uno spazio a disposizione degli artisti per testare opere d’arte in fieri o non ancora del tutto compiute, delle “quasi opere” da esporre liberamente al pubblico senza alcun obbligo di pianificazione o progettazione. Una palestra per allenare la mente ad interrogarsi sullo status dell’opera e della mostra.

L’artista giapponese Soshiro Matsubara (1980) inaugura PALESTRA, sezione che offre la possibilità di testare opere d’arte in fieri o non ancora del tutto compiute. Caresses è una mostra caratterizzata dai continui cambiamenti allestitivi di un personale cabinet de curiosités.
 Questo consente di aprire un punto di osservazione dinamico e in evoluzione sulla pratica dell’artista, a sua volta fondata su una continua accumulazione di oggetti usati e del passato, così come sulla reinterpretazione di simboli e allegorie della storia dell’arte.

Il mercato secondo Artprice

Anche quest'anno il sito Artprice ha reso evidente con i suoi dati la trasformazione del mercato dell'arte che sempre più punta alle strategie di diffusione del web che diventano una realtà forte per affiancare al realtà degli spazi artistici, gallerie, eventi e fiere. 

22/01/21

Dante agli Uffizi

 


Da pochi giorni si è avviato l'anno dedicato ai settecento anni dalla morte di Dante Alighieri e gli Uffizi hanno ideato un bel progetto online dedicato alla visione artistica dell'Inferno, il girone che da sempre affascina i lettori di questo celebre testo che è la Divina Commedia. 

Sono così state selezionate quasi novanti illustrazioni dell'artista Federico Zuccari raramente visibili al pubblico. 

21/01/21

ArtBasel punta sull'autunno


Art Basel rinvia la mostra di Basilea a settembre e annuncia tre sale di visualizzazione online per il 2021

A causa del continuo impatto della pandemia e delle restrizioni sui viaggi in tutto il mondo, Art Basel ha deciso di posticipare la sua fiera di giugno. L'edizione 2021 di Art Basel si svolgerà ora a Messe Basel dal 23 settembre al 26 settembre 2021, con giorni di anteprima il 21 settembre e il 22 settembre 2021.

 La decisione è stata presa dopo ampie discussioni e analisi in consultazione con galleristi e collezionisti, così come esperti esterni, mettendo al primo posto la salute e la sicurezza di tutti gli interessati, con l'obiettivo di ottenere la più ampia partecipazione internazionale possibile allo spettacolo.

 Marc Spiegler, Global Director, Art Basel ha dichiarato: `` Mentre la prima fase dei programmi di vaccinazione COVID-19 è iniziata in molte parti del mondo il mese scorso, il 2021 è un anno in cui la pianificazione rimane complessa a causa di molte incertezze. Spostando la nostra fiera di Basilea a settembre, speriamo di offrire alle nostre gallerie maggiori possibilità per preparare con successo il loro anno. Dopo dieci mesi di programmi di vaccinazione in molti paesi, prevediamo un'ampia partecipazione internazionale alla nostra mostra di Basilea a settembre, perché tutte le nostre conversazioni all'interno del mondo dell'arte indicano un forte desiderio di vedere l'arte di persona e impegnarsi faccia a faccia con la scena culturale globale . Naturalmente, continueremo le nostre attività digitali collegando le gallerie di Art Basel con mecenati globali, mentre prepariamo il nostro ritorno a organizzare fiere fisiche nel periodo post-pandemico.

 Nel 2021, Art Basel presenterà tre Online Viewing Rooms, a cui saranno invitate a candidarsi tutte le gallerie ammesse alle mostre di Art Basel tra il 2016 e il 2021. 'OVR: Pioneers', che si terrà dal 24 marzo al 27 marzo 2021, sarà dedicato agli artisti che hanno aperto nuovi orizzonti esteticamente, concettualmente o socio-politico. Una seconda sala di visualizzazione online tematica si svolgerà dal 16 giugno al 19 giugno 2021, con i curatori di Art Basel che determinano i temi e aiutano a selezionare le gallerie partecipanti. All'inizio di novembre, "OVR: 2021" presenterà esclusivamente opere d'arte create quest'anno. Ulteriori dettagli saranno annunciati nei prossimi mesi. 

National Portrait virtual

 


Sono in corso i lavoro di rinnovamento della National Portrait che così ha programmato una ricca serie di eventi online e anche il noto concorso "Taylor Wessing Photographic Portrait Prize" è ora proposto in una pratica versione virtuale


CS

The annual Taylor Wessing Photographic Portrait Prize, now celebrating thirteen years under Taylor Wessing‘s sponsorship, is one of the most prestigious photography awards in the world and showcases new work submitted by some of the most exciting contemporary photographers.


This year’s selection is exhibited as an online exhibition, in order to reach a wide international audience and ensure that the competition is able to continue as planned during the current Coronavirus pandemic restrictions. Online visitors are invited to view the portraits collectively, as well as exploring each individual work in more detail, in a virtual gallery space. The People’s Pick feature offers the public the opportunity to vote for their favourite portrait, and is also included as a feature.


The prize-winning photographs and those selected for inclusion in the exhibition were chosen from 5531 submissions entered by 2169 photographers from seventy-five countries. A total of fifty-four portraits from thirty-seven artists have been selected for display. Judged anonymously, the diversity of styles in the exhibition reflects the international mix of entries as well as photographers’ individual and varied approaches to the genre of portraiture. Photographers were encouraged to submit works as a series in addition to stand-alone portraits.


20/01/21

Museo del Novecento digital

 



Il Museo del Novecento è chiuso al pubblico ma ci apre virtualmente con la sua ricca attività culturale. Scopri in agenda talk e webinar on line. Per essere aggiornato, continua a seguirlo sul suo sito, o sui social e canale YouTube .


#Raccontidel900

"Art talk 04. Bruno Corà incontra Alberto Burri", ultimo appuntamento live streaming, mercoledì 20 gennaio, ore 18.30. 

Rivedi i talk su Fontana, Morandi e Accardi al link #Raccontidel900 


#InAgenda

I webinar “Una finestra sull’arte – Il Museo a casa tua” integrano la visita virtuale con contenuti multidisciplinari e digitali. Prossimo appuntamento su Zoom il 22 gennaio, ore 21.00. 


EDU900 

Scopri KITEDU900, il nostro primo kit digitale dedicato ai bambini, in occasione dei 10 anni del museo: 30 opere raccontate ai più piccoli con approfondimenti per gli adulti. Per saperne di più clicca sul video. 

 

KITEDU900 comprende anche "Museo chiama scuola", una call rivolta alle scuole primarie con materiali e laboratori per gli insegnanti. Partecipa anche tu con la tua classe e collabora alla creazione del nuovo percorso "Under 10"!