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16/04/26

miart 30 !

 


 miart celebra la sua trentesima edizione nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo con 160 gallerie provenienti da 24 Paesi, confermandosi tra le principali fiere internazionali.
 
Con il titolo New Directions, ispirato a John Coltrane, la fiera guarda al jazz come modello creativo, trasformando la propria struttura in uno spazio di improvvisazione e dialogo tra linguaggi, generazioni e prospettive artistiche.
 
Sezioni rinnovate, progetti speciali, premi e collaborazioni con istituzioni e partner compongono un programma attraversato da un ritmo comune, che estende l’esperienza da miart alla città e rafforza il ruolo di Milano nel panorama artistico globale.
 
 Fiera Milano presenta la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolge dal 17 al 19 aprile 2026 (VIP preview giovedì 16), e celebra questo importante traguardo valorizzando la propria storia e aprendosi a nuovi orizzonti.
 
Con il titolo New Directions – omaggio all'omonima raccolta delle incisioni realizzate nel '63 da John Coltrane (1926-1967) in occasione del centenario dalla sua nascita – miart 2026 fa propria la capacità del jazz di convertire uno standard noto in un terreno fertile per l’innovazione e abbraccia una trasformazione che coinvolge ogni aspetto della sua identità, a partire dalla nuova sede della South Wing di Allianz MiCo, uno spazio architettonico affacciato sul paesaggio contemporaneo di CityLife, pronto ad essere interpretato come uno spartito bianco.
 
Suddivise in tre sezioni – Emergent, Established ed Established Anthology – 160 gallerie provenienti da 24 Paesi raccontano oltre un secolo di storia dell’arte, dai capolavori del primo Novecento alle ricerche più attuali. Un percorso che conferma miart come la fiera con la più ampia estensione cronologica e come una piattaforma capace di accogliere e rappresentare una pluralità di voci, celebrando il passato e al tempo stesso volgendo lo sguardo verso molteplici futuri.
 
 
 
Sezioni, gallerie e progetti speciali: il ritmo del nuovo layout
 
Come un’improvvisazione jazz che accosta memoria e innovazione in un dialogo vibrante, sezioni storiche e nuove prospettive sono protagoniste di un layout rinnovato che si articola su tre livelli distinti, concepiti per accompagnare i visitatori in un’esperienza di scoperta progressiva della fiera.
 
Ad accogliere il pubblico al piano d’ingresso trova posto Emergent, punto di partenza del percorso espositivo, che offre l’opportunità di scoprire le ultime tendenze dell’arte contemporanea attraverso una selezione di gallerie il cui programma è volto alla sperimentazione. La sezione, curata da Attilia Fattori Franchini, cresce, quest’anno, coinvolgendo 29 gallerie provenienti da tutto il mondo e conferma ancora una volta la sua posizione di riferimento internazionale. I 26 progetti espositivi affrontano temi come identità, memoria, corpo, strutture sociali e cambiamento climatico, attraverso pittura, scultura, ceramica, opere tessili, video e fotografia, con una forte presenza di artiste donne protagoniste di solo show e installazioni site-specific concepite ad hoc per la fiera.
La sezione storica Established ospiterà, al Level 0 della South Wing, 111 gallerie i cui progetti attraversano in modo organico l’arte del Novecento fino al tempo presente, mettendo in dialogo maestri dell’arte moderna, ricerche contemporanee e progettualità legate al design da collezione e d’autore. In questo ampio orizzonte, Established conferma la vocazione distintiva della fiera: far convivere tempi, media e genealogie diverse in un racconto in cui la contemporaneità si costruisce attraverso continuità, deviazioni, ritorni e nuove aperture. Tra gli stand emerge una pluralità di visioni: dai solo show monografici ai dialoghi generazionali, dai confronti tra moderno e contemporaneo ai focus su movimenti, geografie e materiali. Ne nasce una vera e propria costellazione di progetti in cui pittura, scultura, installazione, ceramica e fotografia diventano strumenti per indagare le trasformazioni del presente.
 
Al piano superiore prende forma la nuova sezione Established Anthology, che riunisce 20 gallerie internazionali attorno a un comune obiettivo: raccontare la complessità, le traiettorie e le trasformazioni del tempo. Le opere esposte indagano ciclicità, metamorfosi, memoria, salti temporali e futuri possibili, creando un dialogo continuo tra i linguaggi del moderno e le pratiche più attuali. Attraverso esposizioni tematiche, focus monografici e accostamenti generazionali, i progetti celebrano figure storiche e artisti contemporanei, esplorando le dimensioni di tempo, spazio e trasformazioni culturali. Established Anthology conferma così l’approccio di lunga data di miart, che considera la storia dell’arte non come una sequenza lineare, ma come un orizzonte vivo di ritorni, riscritture e anticipazioni.
 
A miart 2026 debutta inoltre il progetto speciale Movements, dedicato all’immagine in movimento e nato dalla collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival. Curato da Stefano Rabolli Pansera, il programma presenta 20 film realizzati da artisti rappresentati da 15 gallerie, esplorando, per la prima volta a miart, il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista.
Il tema di Movements: If Music indaga il rapporto tra musica e cinema come spazio di possibilità, in cui il film non è più narrazione ma vibrazione, ritmo e risonanza. Le opere presentate mostrano come il suono possa trasformare percezione, spazio e corpo, generando nuove forme di esperienza.
Organizzata in cinque movimenti, la rassegna attraversa: Materia e paesaggio, dove immagini e suoni emergono come campi di risonanza; Voce e traduzione, in cui la dissonanza diventa spazio collettivo e politico; Spazio ritmico, trasformato in architetture di loop e ripetizioni; Coreografia, dove il corpo è partitura, memoria e archivio vivente; Ritmo del lavoro, che rivela il potere trasformativo del gesto quotidiano.
Nel suo insieme, Movements | If Music propone un modo nuovo di vedere e ascoltare: la musica non accompagna le immagini, ma le genera, aprendo un territorio polifonico da abitare.
miart 2026 crea uno spartito di visioni eterogenee, in cui ogni progetto diventa nota di un accordo più ampio, generando un dialogo tra tempi, linguaggi e generazioni, e dando vita a un’esperienza collettiva in cui passato, presente e futuro dell’arte risuonano insieme e aprono nuove direzioni e possibilità creative.



Partner e premi: l’orchestra delle collaborazioni
 
In occasione della trentesima edizione, miart rafforza il dialogo con partner e sponsor, come un ensemble jazz in cui ogni voce contribuisce al ritmo collettivo, dando vita a un programma vivace di premi, fondi di acquisizione e iniziative speciali che celebrano la creatività condivisa.
Si rinnova la collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo, che supporta miart in qualità di main partner. Internazionalità, eccellenza e attenzione allo sviluppo culturale del territorio sono i valori che legano miart al gruppo bancario, con l'obiettivo di consolidare la centralità di Milano nel panorama nazionale e internazionale e di offrire alla città un ulteriore volano di crescita e sviluppo economico, culturale e civile.
In occasione di miart 2026, la Banca presenta il progetto Standard/Variations, curato da Nicola Ricciardi, che indaga il dialogo tra pittura e jazz negli anni Sessanta, mettendo in relazione le prime ricerche di Robert Ryman e Mario Schifano con l’evoluzione del jazz modale inaugurata da Kind of Blue di Miles Davis. Il progetto – realizzato anche con opere della Collezione Luigi e Peppino Agrati e distribuito tra l’area lounge della Banca in fiera e il caveau delle Gallerie d’Italia in Piazza Scala – interpreta il jazz non come semplice decorazione concettuale, ma come paradigma della modernità: l’innovazione nasce lavorando all’interno delle regole, trasformando la forma senza distruggerla. Le tele bianche di Ryman e i monocromi di Schifano mostrano come lo standard possa diventare soglia e risorsa, offrendo una lettura della sperimentazione come intensità distribuita nel tempo e armonia tra struttura e libertà. Nello spazio dedicato all’interno della fiera trovano spazio due monocromi emblematici: il rosso Analogo (1961) di Schifano e il bianco Winsor 20 (1966) di Ryman.
 
Sempre nell’area lounge della Banca, Intesa Sanpaolo Private Banking sarà presente con il servizio di art advisory, dedicato a chi considera l'arte un'opportunità di crescita diversificata del proprio patrimonio e vuole avvalersi di una consulenza altamente specializzata nella selezione, valutazione e gestione di collezioni o singole opere d’arte.
Si conferma anche il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano, istituito nel 2012. Del valore di 100.000 euro, il Fondo è destinato a opere d'arte che andranno a implementare la collezione di Fondazione Fiera Milano, oggi ospitata all'interno della Palazzina degli Orafi, sede di Fondazione, e che attualmente si compone di oltre 140 lavori in rappresentanza di linguaggi artistici differenti. Tutte le opere sono visibili su  https://www.fondazionefieramilano.it/it/il-patrimonio/patrimonio-artistico.html.
 
Giungono all’undicesima edizione il Premio Herno, che conferisce un riconoscimento di 10.000 euro allo stand con il miglior progetto espositivo, e il Premio LCA Studio Legale per Emergent, del valore di 4.000 euro, istituito in collaborazione con LCA Studio Legale e destinato alla galleria che si distingue per la migliore presentazione all'interno della sezione Emergent.
Viene inoltre confermata per la quarta edizione la presenza a miart del Premio Orbital Cultura – Nexi Group, l’unico riconoscimento interamente dedicato alla fotografia, insieme al Premio Matteo Visconti di Modrone, istituito in ricordo del Presidente della Fonderia Artistica Battaglia. Per quest'ultimo viene assegnato un riconoscimento del valore di 10.000 euro destinato a un artista selezionato tramite open call, che avrà l’opportunità di realizzare la propria opera all’interno della fonderia, avvalendosi del supporto e della competenza dei maestri artigiani. La Fonderia Artistica Battaglia introduce inoltre quest’anno una Menzione Speciale, del valore di 1.000 euro, che offre all’artista selezionato la possibilità di utilizzare il contributo per realizzare una produzione o una sperimentazione presso la fonderia.
Si rinnova anche la SZ Sugar miart commission, nata in collaborazione con SZ Sugar, casa editrice dedicata alla musica colta contemporanea. Il progetto di questa edizione, che coinvolgerà anche CAM Sugar – il più ampio e prestigioso catalogo di colonne sonore originali italiane –, si concentra su due opere fondamentali del 1960: Audace colpo dei soliti ignoti di Piero Umiliani, tra i più prolifici e visionari compositori italiani di musica per il cinema, con la collaborazione del musicista jazz statunitense Chet Baker; e Invenzione su una voce per nastro magnetico di Bruno Maderna, uno dei compositori e direttori d’orchestra più influenti dell’avanguardia musicale italiana del ventesimo secolo. Le gallerie partecipanti a miart sono invitate a proporre ai loro artisti un lavoro di intervento diretto sui nastri delle due opere, da rielaborare e trasformare in nuove produzioni artistiche.
Inaugura in occasione della trentesima edizione della fiera Archivorum Publication Award per miart, che nasce in continuità con la filosofia che guida le attività di Archivorum. Il premio sostiene lo sviluppo e la realizzazione di un progetto editoriale originale, concepito in stretta collaborazione tra l’artista selezionato e un editore indipendente. L’iniziativa mira a superare il formato tradizionale del catalogo, favorendo la sperimentazione di nuovi linguaggi editoriali – tra cui, ma non solo, il libro d’artista.
La scelta dell’artista avverrà nell’ambito delle presentazioni della sezione Emergent e il premio avrà un valore di 20.000 euro.
 
Si confermano anche quest’anno il Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti – istituito nel 2009 come primo riconoscimento nel contesto di miart e ora alla sua sedicesima edizione – che prevede l’acquisizione di un’opera di un artista emergente o mid-career da donare al Museo del Novecento di Milano, e il Premio Massimo Giorgetti, giunto alla sua quarta edizione. Nato dalla volontà dello stilista e collezionista Massimo Giorgetti di supportare giovani artisti all'inizio della propria carriera, il riconoscimento assegna un premio del valore di 5.000 euro.
L’assegnazione di questi prestigiosi riconoscimenti i sarà guidata dal contributo di direttori e curatori internazionali di altissimo profilo, che parteciperanno in qualità di giurati, tra cui: Clément Delépine, Direttore, Lafayette Anticipations, Parigi; Helena Kritis, Capo Curatore, WIELS Centre for Contemporary Art, Bruxelles; Arturo Galansino, Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze; Vittoria Matarrese, Curatrice Indipendente, Parigi; Edward Gillman, Direttore, Chisenhale Gallery, Londra; Alessio Antoniolli, Direttore, Triangle Network, Londra & Curatore Fondazione Memmo, Roma.
 
Per la trentesima edizione di miart si rinnovano altre partnership strategiche, come quella con il brand di moda MSGM, diretto e fondato da Massimo Giorgetti, che ha commissionato all'artista Alessandro Di Pietro (Messina, 1987) un’opera di animazione site-specific prodotta grazie alla collaborazione con OGR Torino e concepita appositamente per lo schermo LED outdoor della South Square di Allianz MiCo, spazio di connessione e accesso al nuovo ingresso della fiera. Il progetto, intitolato Buena vista, è un cortometraggio d’animazione che ha come protagonista Testa di Casa, personaggio creato da Di Pietro e apparso su FRANKENSTEIN Magazine nel 2023: unə ragazzinə milanese con un tetto al posto della testa che, dopo uno sfratto, si trova a fare i conti con una nuova condizione e con i bisogni più elementari, come mangiare e riposare: Milano diventa il suo letto e i simboli della città il suo nutrimento. Attraverso una sequenza di episodi quotidiani dal tono tragicomico e sfondi essenziali sullo stile de “La Linea” di Osvaldo Cavandoli, l’opera affronta il tema del diritto alla casa ponendolo come nucleo narrativo e politico del lavoro.
 
Anche Maison Ruinart conferma il suo impegno nel mondo dell'arte e della sostenibilità, presentando, all'interno della Lounge Ruinart e per la prima volta in Italia, le opere dell’artista giapponese Tadashi Kawamata, protagonista della serie Conversations with Nature 2026. Famoso per le sue opere e installazioni realizzate con legno e parti di arredi, l’artista invita a osservare le vibrazioni della natura, elemento fondamentale per l’armonia dello champagne.
 
Elle Decor Italia e Kartell valorizzano invece lo spazio del VIP Restaurant by Cracco, la rinnovata collaborazione con l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto racconta l’incontro e la contaminazione tra due eccellenze, arte e food, mentre l’inedita partnership con Radio Monte Carlo, official radio della manifestazione, rafforza e amplifica la vocazione jazz di miart 2026.Si rinnova per il quarto anno consecutivo la collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che continua a offrire un contributo significativo allo sviluppo della dimensione internazionale della fiera. Il sostegno di ICE consente di amplificare la visibilità di miart all'estero e di favorire la partecipazione internazionale, consolidando il ruolo della manifestazione all’interno del panorama artistico globale.
 
Anche la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura torna a miart con uno spazio istituzionale aperto al confronto con operatori, istituzioni e stakeholder. L'occasione per presentare i programmi che strutturano la politica pubblica per l'arte contemporanea — Italian Council, Strategia Fotografia, PAC – Piano per l'Arte Contemporanea — nei loro diversi ambiti di intervento: dalla produzione e promozione internazionale degli artisti italiani al rafforzamento delle collezioni pubbliche. Nello spazio sarà anche possibile consultare le pubblicazioni che illustrano alcune delle ricerche prodotte nell'ambito di questi progetti.
 

15/04/26

Milano, Paris Internationale incontri!



Per la sua prima edizione a Milano, Paris Internationale presenta un programma pubblico che si snoda nell'arco di quattro giorni tra conferenze, conversazioni e visite guidate. Integrando prospettive locali e internazionali, il programma assume una nuova dimensione pur rimanendo fedele alla sua filosofia fondante: aperto, informale e libero, un luogo dove le idee circolano senza gerarchie.
 
COLLOQUI
 
Il programma Paris Internationale Talks si articola in una serie di conversazioni promosse da partner invitati, riunendo voci provenienti dal panorama artistico milanese e internazionale.

In questo contesto, Paris Internationale è lieta di dare il benvenuto alla Fondazione Nicola Trussardi in qualità di Partner Speciale.

Fondazione Nicola Trussardi presenta Aperto Italia a cura di Massimiliano Gioni,
una giornata di conversazioni dedicata all'arte contemporanea italiana

sabato 18 aprile 2026 | 11:30 – 19:30
Prendendo spunto dalla storica sezione della Biennale, il programma rivisita il concetto di emergenza, rendendo al contempo omaggio a Giancarlo Politi e alle sue presentazioni dell'arte italiana sulle pagine di Flash Art.
Dove? Talks Space | Livello 3


Venerdì 17 aprile, ore 18:00
“Narratives of Showing”
Fabio Cherstich (regista teatrale e d'opera), Emanuel Christ (architetto/Christ&Gantenbein), Andrea Trimarchi (designer/FormaFantasma)
Moderato da: Nina Bassoli (Triennale Milano)

Sabato 18 aprile,
ore 11:30–19:30
FORUM DI CONVERSAZIONE

“Aperto Italia”
Organizzato da Fondazione Nicola Trussardi e Massimiliano Gioni
L'Italia non si qualifica per i Mondiali di calcio e la Biennale Arte 2026 registra il numero più basso di artisti italiani da oltre 120 anni. Cosa sta succedendo? Siamo alla fine della corsa? Cosa dovremmo fare? Parliamone.

Fondazione Nicola Trussardi presenta Aperto Italia , un programma di una giornata ideato da Massimiliano Gioni. Prendendo il titolo dalla storica sezione della Biennale, il programma rivisita l'idea di emergenza, rendendo anche omaggio a Giancarlo Politi e alle sue presentazioni dell'arte italiana nelle pagine di Flash Art. Tra gli artisti che partecipano ad Aperto Italia figurano Yuri Ancarani, Simone Berti, Carlo Benvenuto, Ambra Castagnetti, Guglielmo Castelli, Giulia Cenci, Sara Enrico, Chiara Enzo, Linda Fregni Nagler, Elisa Giardina Papa, Marcello Maloberti, Margherita Manzelli, Daniele Milvio, Margherita Morgantini, Adrian Paci, Diego Perrone, Grazia Toderi, Patrick Tuttofuoco e Grazia Varisco. Le conversazioni saranno moderate a turno da Massimiliano Gioni, Direttore Artistico, Fondazione Nicola Trussardi, Milano; Nicolas Ballario, giornalista e curatore indipendente; Lucrezia Calabrò Visconti, Curatrice Capo, Istituto Svizzero (Roma, Milano, Palermo); Gianfranco Maraniello, Direttore Museo del Novecento, Milano; Marta Papini, curatrice indipendente; e Roberta Tenconi, curatrice presso Pirelli HangarBicocca, Milano.

Domenica 19 aprile, ore 15:00
“Modernità dell'infinito”
Coordinato da Edoardo Bonaspetti. Con Béatrice Grenier (Curatrice Fondation Cartier), Filippo Pagliani (Socio fondatore di Park), Giuseppe Galbiati (Ingegnere)

Domenica 19 aprile, ore 18:00
“Usi temporanei: attivare luoghi in transizione”
Organizzato da Park. Con Filippo Pagliani, Michele Rossi
e Francesca Moroni (Parco), Federico Pasinelli (Domo Media),
Linda di Pietro (Base Milano), Omar Fulvio Bertoni (Lifegate
Way), Ginevra Pucci (Flashblack), Antonella Bruzzese (PoliMi)

Lunedì 20 aprile, 11:30
“Atti di cura: collezionare oltre la proprietà”
Conversazione tra Valeria Napoleone (Mecenate e Collezionista) & Bruna Roccasalva (Curatrice)

Lunedì 10 aprile 20, 12:30
“Guglielmo Castelli: Sweet Baby Motel”
A cura di Lenz. Con Guglielmo Castelli (Artista), Edoardo
Bonaspetti (Curatore), Milovan Farronato (Curatore)
Lunedì 20 aprile, ore 18

“Spazi e Satelliti — Spazi progettuali, residenze
e reti nell'arte contemporanea”
A cura di Il Giornale dell'Arte. Moderatore da Marta Cereda e Luca Zuccala. Con Caterina Angelucci (Curatore), Alessio D'Ellena (Superness), Matteo Mottin & Ramona Ponzini
(TretiGalaxie), Pierfrancesco Petracchi, Giulio Rampoldi,
Pietro Rossi (Matta), Veronica Recchia (Velo Project)
 

PRESTAZIONE
 
18:30 PERFORMANCE
Organizzato da Fondazione Elpis
A cura di Gabriele Tosi (Fondazione Elpis)
Con Villiam Miklos Andersen (Artista)
e Walter Bernath (DJ e sound artist)

14/04/26

Milano Art Week


Milano, 23 marzo 2026 – Torna dal 13 al 19 aprile Milano Art Week, la settimana dedicata all’arte contemporanea promossa dal Comune di Milano in concomitanza con miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano, che si svolgerà dal 17 al 19 aprile.

Con oltre 400 appuntamenti promossi da 230 realtà, questa decima edizione di Milano Art Week è coordinata da Arte Totale ETS, associazione che riunisce ArtsFor_, Artshell e MAC Milano Art Community, ed è realizzata grazie al main sponsor Banca Generali.

Anche quest’anno Milano si conferma un crocevia internazionale per l’arte contemporanea, offrendo a cittadini e visitatori un programma ricco e diffuso che attraversa l’intero tessuto urbano - afferma l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi: “La decima edizione di Milano Art Week accompagna la trentesima edizione di miart, che coglie l’occasione di questo anniversario per innovarsi profondamente, ma abbraccia anche l’arrivo di Paris Internationale, la piattaforma indipendente fondata a Parigi nel 2015, che per la sua prima edizione al di fuori della Francia sceglie Milano, confermando la centralità della nostra città sulla scena artistica europea e internazionale”.

Il programma delle mostre e delle inaugurazioni nei musei cittadini rappresenta il cuore della Milano Art Week, articolandosi in progetti che attraversano linguaggi, generazioni e prospettive della ricerca artistica contemporanea.

Tra le novità della decima edizione va segnalato Ghost Track, il progetto nato dalla collaborazione tra i Musei Civici del Comune di Milano e MAC – Milano Art Community, associazione che riunisce oltre 30 realtà tra gallerie, fondazioni, istituzioni e spazi no-profit della scena artistica contemporanea milanese. Una serie di interventi di artisti contemporanei dialoga con le collezioni permanenti di musei e istituzioni culturali cittadine non dedicate all’arte moderna e contemporanea – tra cui i Musei del Castello Sforzesco, il Civico Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, l’Acquario Civico e il Museo del Risorgimento – come veri e propri contrappunti visivi accanto alle opere storiche, inseriti nelle vetrine o nei percorsi espositivi. Interventi che non alterano la fruizione consueta, ma introducono nuovi livelli di lettura. Un progetto che invita il pubblico a riscoprire i musei cittadini e a vivere il patrimonio culturale in modo rinnovato, rafforzando al tempo stesso i legami all’interno della comunità artistica e museale.
(L’ingresso nei Musei Civici del Comune di Milano è gratuito per i possessori della Milano Museo Card.)

Il Comune di Milano rinnova inoltre la partnership con Democracy and Culture Foundation e The New York Times, che in collaborazione con Milano & Partners e grazie al supporto di DILS promuove Art for Tomorrow Talks – The Blurry Border Between Design & Art: il 14 aprile all’Acquario Civico voci internazionali si interrogano sul confine tra arte e design.

Tra gli appuntamenti più attesi di questa edizione di Milano Art Week figurano la mostra THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea – che il 13 aprile apre la Milano Art Week con la performance dell’artista australiano Marco Fusinato – e l’opera site-specific Παρνασσός / Parnassus creata appositamente da Letia (Letizia Cariello) per la Sala del Parnaso alla GAM – Galleria d’Arte Moderna.

Il Museo del Novecento prosegue e rafforza il lavoro di valorizzazione della propria collezione attraverso una serie articolata di nuovi progetti che intervengono in modo puntuale e diffuso sugli spazi e sui dispositivi espositivi del museo: salut! hallo! hello! di Diego Marcon entra a far parte della Collezione ACACIA donata al Museo, mentre il programma FOCUS900 si arricchisce con Vedere l’aria di Bruno Munari; al piano terra, la “quadreria” del FORUM900 rinnova il percorso permanente attraverso una selezione di opere contemporanee entrate in collezione negli anni, e LOUNGE900 presenta il riallestimento di una selezione di opere della Collezione Spagna Bellora.

A Palazzo Reale prosegue il programma espositivo con Le Alchimiste, la nuova imponente mostra di Anselm Kiefer; Metafisica/Metafisiche, Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio e i Macchiaioli. Al MUDEC – Museo delle Culture continua Il Senso della Neve, insieme all’installazione site-specific The Moment the Snow Melts di Chiharu Shiota; al Castello Sforzesco prosegue Leonardo Parlante, progetto di Sabrina D’Alessandro che recupera dal Codice Trivulziano i vocaboli "altrimenti smarriti" di Leonardo.

Viene inoltre inaugurato il completamento di ArtLine Milano, il parco d’arte contemporanea all’interno di CityLife: un museo a cielo aperto che riunisce 20 opere site-specific di artisti internazionali e under 40. L’ultima installazione è Octospider di Jeremy Deller, che sarà presente all’inaugurazione. Per l’occasione sarà presentato anche il catalogo del progetto.

Sempre il 13 aprile l’installazione DENTRO LA METAMORFOSI dell’artista Cristina Finucci al Museo di Storia Naturale di Milano inaugura TRACCE, il primo dei quattro capitoli del nuovo programma multidisciplinare dei Musei Scientifici dedicato al dialogo tra scienza e cultura, che si completa con la mostra ANTARCTICA MELTING BEAUTY. AURORA all’Acquario di Milano, nata dall’incontro tra la ricerca fotografica di Paola Marzotto e il lavoro di divulgazione e ricerca dell’istituto.

A queste proposte si affiancano quelle di istituzioni private come Fondazione Prada, dove saranno in corso il nuovo progetto multimediale di Cao Fei e l’intervento site-specific di Mona Hatoum nella sede di Largo Isarco, mentre nella sede dell’Osservatorio sarà ancora visibile il progetto di Hito Steyerl. Pirelli HangarBicocca presenta The House That Jack Built, retrospettiva sulla trentennale ricerca di Rirkrit Tiravanija intorno alla pratica spaziale e architettonica, e Rebecca, prima grande mostra istituzionale di Benni Bosetto, che il 18 aprile 2026 si attiva con un’intera giornata di performance. Negli spazi di Triennale Milano, la monografica Andrea Branzi by Toyo Ito: Continuous Present riflette sulle intersezioni tra arte, architettura e design. Il programma espositivo si amplia con una serie di mostre dedicate al progetto e alla cultura visiva del Novecento e contemporanea, tra cui BARBER | OSGERBY. ALPHABET, THE RHYTHM OF THE EYE. DON BRONSTEIN AND THE CHICAGO JAZZ SCENE 1953–1968 e Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, accanto a CASA LANA DI ETTORE SOTTSASS e al percorso del Museo del Design Italiano, che propone una rilettura aggiornata della collezione permanente.

Il programma della Milano Art Week si estende poi ad altre istituzioni cittadine, tra cui l’Istituto Svizzero, con la mostra di Romane de Watteville e la serata di proiezioni dedicata ai 20 anni di Mousse Magazine. E poi ancora Fondazione ICA Milano, Fondazione Luigi Rovati, Gallerie d’Italia – Milano, Museo Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, ADI Design Museum che ospita la mostra dei partecipanti alla XXIX edizione del Premio Compasso d’Oro.

Questo sistema si amplia ulteriormente grazie alla presenza di fondazioni private, spazi indipendenti e realtà associative, che partecipano alla costruzione di un programma articolato e plurale. Le fondazioni attive sul territorio milanese sviluppano mostre e programmi pubblici dedicati alla ricerca contemporanea; tra queste Fondazione Officine Saffi con Francesco Simeti. Questa stanza non ha più pareti; Fondazione Terzoluogo che, insieme all’Ufficio Arte nello Spazio Pubblico del Comune di Milano e al Municipio 7, presenta Libertà del collettivo Boa Mistura; e ancora Fondazione Adolfo Pini, Fondazione Fiera e Fondazione Rancilio e Fondazione Elpis, che ospita un evento speciale in occasione della mostra Smooth Operator di Villiam Miklos Andersen: un DJ set accompagnerà una lecture performance e una serie di interventi performativi, intrecciando musica, parola e azione.

Parallelamente, gli spazi indipendenti e le realtà associative – tra cui Archivio Vincenzo Agnetti con Vincenzo Agnetti: Sul Potere, BASE Milano, Casa degli Artisti, Assab One e VIAFARINI – propongono un insieme articolato di mostre, installazioni e progetti che riflettono la pluralità delle pratiche contemporanee, ridefinendo attivamente i confini tra arte e design, spazio pubblico e spazio privato. In questo contesto si inseriscono interventi come Paper/Northern Lights di Gianni Pettena negli spazi di BiM – il progetto di rigenerazione urbana di un intero isolato nel cuore di Bicocca – presentato per la prima volta nella sua interezza a Milano dopo la realizzazione del 1971 al Minneapolis College of Art and Design – che mette in discussione l’idea tradizionale di spazio espositivo trasformandolo in una struttura aperta, attraversabile e continuamente ridefinita dal pubblico; così come Una Porta per il Casello di Mohammed El Hajoui, progetto site-specific che trasforma gli spazi dell’Open Casello di Porta Genova in un nuovo polo di aggregazione, e IDIORYTHMIA – RE-U dello studio smarin, che rende la Ground Hall di BASE un organismo adattivo, capace di mutare configurazione e funzione in relazione alle comunità che lo abitano. Alla Casa degli Artisti, il duplice progetto di Ugo La PietraERBARIO e GLI INVASATI – sviluppa una riflessione sulla diversità, la memoria e la relazione tra individuo e ambiente, mentre Assab One inaugura un programma che attraversa arte e design con mostre che coinvolgono, tra gli altri, Alice Fiorilli, Marco Palmieri, Luca Pancrazzi e Garros Edition, in dialogo con una nuova opera site-specific sulla facciata.

Un ruolo centrale è inoltre svolto dalle gallerie milanesi che, durante la settimana, inaugurano nuove mostre e presentazioni speciali contribuendo ad animare il tessuto culturale della città e a rafforzare il dialogo tra artisti, curatori, collezionisti e pubblico. Tra queste, solo per citarne alcune, le personali di Kim Bohie e Pierpaolo Campanini e l’installazione open air di Simone Fattal dakaufmann repetto; Man Ray: M for Dictionary da Gió Marconi; la mostra di Gabrielle Goliath alla Galleria Raffaella Cortese; When The Sun Sets da Ncontemporary; In attesa del tempo di Luciano Sozio alla Galleria Arrivada. A queste si aggiungono, solo per citarne alcune, le mostre realizzate da ArtNoble, Velo Project, MATTA, VISTAMARE, Martina Simeti, MICAMERA e ZERO…

Durante la settimana si tengono inoltre le fiere internazionali dedicate all’arte moderna e contemporanea, che contribuiscono ad attrarre a Milano collezionisti, curatori, professionisti del settore e appassionati da tutto il mondo.

Dal 17 al 19 aprile torna miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano, che nel 2026 celebra la sua trentesima edizione con il titolo New Directions: miart, but different. Un’edizione che segna un momento di trasformazione per la manifestazione, a partire dal tema – ispirato all’omonimo album di John Coltrane – che assume il linguaggio del jazz come modello curatoriale, fondato su ascolto, dialogo e improvvisazione.

In occasione della Milano Art Week 2026, arriva per la prima volta in città Paris Internationale Milano, tappa italiana della piattaforma indipendente fondata a Parigi nel 2015. Prima edizione della fiera al di fuori della Francia, Paris Internationale sceglie Milano per la sua centralità nella scena artistica europea e per il ruolo sempre più strategico della città nel sistema internazionale dell’arte contemporanea, dal 18 al 21 aprile 2026 a Palazzo Galbani.

Anche le Università partecipano alla Milano Art Week 2026, contribuendo al programma con progetti e iniziative dedicate alla ricerca e alla formazione: Università degli Studi di Milano-Bicocca, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Scuola Internazionale di Comics e ICONE – Centro Europeo di Ricerca di Storia e Teoria dell’Immagine dell’Università Vita-Salute San Raffaele.

Accanto alle mostre, la Milano Art Week si sviluppa attraverso un ricco programma di eventi speciali, in cui performance, incontri e momenti di approfondimento si intrecciano con i luoghi della città, configurando una dimensione esperienziale diffusa e accessibile. Oltre alle già citate performance di Marco Fusinato al PAC e di Benni Bosetto al Pirelli HangarBicocca, il programma include la performance di Ambra Castagnetti il 15 aprile a Villa Clea e la rassegna di performance organizzata da Teatro Linguaggicreativi CORPI SUL PALCO, a cura di Gabi Scardi e Andrea Contin, che attiva il Teatro Continuo di Alberto Burri, come dispositivo aperto e attraversabile, con una sequenza di interventi che si sviluppano in relazione alla luce naturale, al tempo e al flusso dei visitatori.
Il 17 aprile al Teatro dal Verme il talk Alchemia tra Scienza e Arte: Anselm Kiefer incontra la storica della scienza e della filosofia Natacha Fabbri.

Tra gli appuntamenti più originali si inserisce Mototrombe!, presentato dall’Associazione Artisti di Strada: un concerto itinerante per marmitte a fiato ideato da Aronne Pleuteri e diretto dal compositore Dario Buccino, che il 17 aprile prende la forma di una parata urbana in partenza da Piazza Duca d’Aosta, richiamando l’estetica rumorista-futurista di Luigi Russolo.

Il programma comprende inoltre momenti di confronto e riflessione come il talk Il tempo dell’arte: velocità del mercato vs tempo della cultura, organizzato da Banca Generali, Main sponsor della manifestazione che, come ogni anno, per l’occasione apre eccezionalmente al pubblico la BG Art Gallery, offrendo visite guidate alla collezione e presentando le novità del progetto BG Art Talent.

In dialogo con la dimensione pubblica e infrastrutturale della città si collocano anche i progetti promossi da SEA Milan Airports, tra cui The World in Motion di Steve McCurry, allestito presso il Terminal 1 di Malpensa, e UPRISE di Fabio Giampietro, realizzato in collaborazione con MEET Digital Culture Center nello spazio de La Porta di Milano, che riflette sulla trasformazione della città contemporanea attraverso una tensione tra dimensione fisica e digitale.

A questa dimensione si affiancano momenti più informali e conviviali, come Arte Sagra presso lo spazio UFO di via Orobia – promosso da Fondazione ICA, Associazione Arte Continua, UFO, SpaceDelicious e Cucù, dove prende forma una nuova piazza dell’arte fatta di tavoli condivisi, giochi, concerti e occasioni di incontro tra addetti ai lavori e pubblico – e il Milano Art Week Party il 18 aprile dalle ore 19:00 negli spazi di BiM, la grande festa aperta alla città che anche quest’anno intreccia musica, performance e visita all’installazione Paper/Northern Lights di Gianni Pettana, prolungandone l’esperienza in una dimensione collettiva e partecipativa.

Il programma si estende inoltre a progetti che mettono in relazione arte, design e architettura, come MOUNTAIN ECHOES di Yuval Avital ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, e le iniziative di Volvo Studio Milano con Breath. Architettura della leggerezza, oltre alle mostre promosse da Fondazione Pasquinelli, dedicate alla figura di Enrico Peressutti e al dialogo con artisti come Calder, Bill, Melotti eSteinberg, e da Fondazione Culturale San Fedele, con le visite guidate alle camere dei tesori di Nanda Vigo.

La Milano Art Week 2026 è promossa dal Comune di Milano, coordinata da Arte Totale ETS e realizzata in collaborazione con miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano.

Banca Generali è Main sponsor della manifestazione.

SEA Milan Airports e BiM sono sponsor di Milano Art Week 2026.

My Art Guide e ARTnews Italia sono media partner.

Il programma completo della Milano Art Week 2026 è consultabile sul sito www.milanoartweek.it


13/04/26

Linda Carrara alla Tucci Russo Chambres d’Art


Gli spazi della Tucci Russo Chambres d’Art a Torino ospitano la mostra di Linda Carrara, un intervento che contempla l’universo e riflette sul (suo) punto focale. Il sole. Intorno al sole, c’è il nero. Lo si ritrova negli affreschi, dove anima i cieli tempestosi delle opere di Lotto e Masaccio, a volte con velature di azzurrite.

Nero Vite, Nero Marte, Nero Minerale, Nero di Pérylène, Nero Atraminer, Nero Fumo, Nero d’Avorio, Schevenings Zwart, Noir de Pêche, Terra Negra Italo Romana, Cold Black, Nero Ardesia sono i suoi neri, trovati e collezionati nel corso degli anni. Nello studio di Linda, a Villa d’Adda o a Milano, ci sono prove di colore e sfumature con i nomi del nero usato, per ricordarne le differenze. Pigmenti che nascono dalla terra, dal fuoco e dall’aria ossidante o, in epoca moderna, che sono il prodotto di reazioni chimiche. Ma tutti sono Neri. Il “non colore”, intorno al sole, ha la sua vita. E la terra, come il cielo degli affreschi, assume così un senso nuovo. L’astro al centro indica la direzione. 



Primavera, estate e stagioni a rotazione mutano la terra e la nostra relazione con essa. Anche i frottage mutano con le stagioni. Linda ruba le forme della terra e della natura, e ci conduce nella materia, nell’essenza delle cose, dove macro e micro si assomigliano e le proporzioni non sono più l’indice di realtà. I cieli, che prendono il nome soltanto dal nero di cui sono fatti e ci immergono in una finzione a prima vista reale; le reti, che creano l’oltre verso il quale guardare; infine, il sole, che entra dalle nostre finestre senza che ci si accorga di quanto “si muova” velocemente. 

Da anni dedica il suo lavoro alla pittura cercando il senso dell’opera nella materia, più che nell’immagine descritta. La pittura, e il suo divenire, sono il soggetto. Una ricerca tecnica che evoca le logiche visive e sensoriali della natura, anziché rappresentare l’immagine visiva che ne percepiamo. L’uso della pittura risulta libero, concentrato sul mutare degli eventi. Nei frottage, ad esempio, Linda Carrara cattura direttamente dal paesaggio la sua forma, calcando per contatto. Il negativo della realtà si imprime sulla tela che per un attimo ne è stata la pelle. L’intenzione è chiara, l’evento finale non è mai predeterminato. 

Così per molti altri lavori dell’artista, nei quali la pittura è portata all’estremo e allo stremo oppure lasciata libera di assumere le forme che accadono. In questo senso le immagini presentate dalla Carrara non coincidono con le cose che descrivono e la materia della pittura diviene ambito di ricerca sull’essenza degli eventi. 



TUCCI RUSSO
Chambres d’Art
Via Davide Bertolotti 2, 10121 Torino 
Tel. +39 0121.953.357 
gallery@tuccirusso.com 
www.tuccirusso.com

12/04/26

Domenico Gnoli a New York

 

 La galleria Lévy Gorvy Dayan propone nei suoi spazi newyorchesi la mostra  "L'avventura di Domenico Gnoli" , la più grande esposizione di opere dell'artista negli Stati Uniti da oltre cinquant'anni, a seguito della sua celebre personale del 1969 alla Sidney Janis Gallery di New York. Attraverso dipinti, disegni, incisioni, quaderni e lettere, la retrospettiva rappresenta un'importante continuazione dell'eredità di Gnoli in America, dopo la grande retrospettiva a lui dedicata nel 2021-22 alla Fondazione Prada di Milano. Siamo orgogliosi di organizzare questa mostra in collaborazione con la vedova di Gnoli, Yannick Vu, e gli eredi dell'artista, nonché di presentare opere della sorella dell'artista, Mimì Gnoli, e di importanti collezioni private.



Nella sua breve ma prolifica vita, Domenico Gnoli (1933-1970) si affermò come maestro della percezione, creando un corpus di dipinti senza pari per composizione e meticolosa cura dei dettagli. Nato a Roma, iniziò la sua carriera come illustratore e scenografo e costumista, lavorando e viaggiando in tutto il mondo, fino a raggiungere la maturità artistica come pittore nel 1964. I suoi ultimi dipinti ritraggono oggetti di uso quotidiano – tra cui abiti, capelli, letti e divani – ingranditi, frammentati e sospesi. Le tele sono al contempo affascinanti e inquietanti, rivelando segreti della vita contemporanea finora inesplorati.

11/04/26

Donna in blu a Palazzo Madama




 In un ambiente ovattato e tranquillo, al secondo piano di Palazzo Madama, a Torino, ci accoglie, attraverso un ricco percorso di pannelli informativi, tra storia e cultura sociale, la serena "Donna in blu che legge una lettera" uno dei magnifici capolavori di Johannes Vermeer.

L'opera, un prestito eccezionale concesso dalla Città di Amsterdam e dal Rijksmuseum, è stata realizzata molto probabilmente intorno a metà seicento, è uno di questi affascinanti quadri che l'artista olandese ha realizzato, proponendoci la bellezza di un semplice attimo di vita. 

 Il percorso articolato con diversi supporti informativi, inizia dalla storia della città olandese per immergerci e portarci alla quotidianità del tempo, rivelandoci quel secolo di grande splendore economico e culturale. 




L'opera ci attende al centro della parete con la sua meravigliosa eleganza, questa occasione consente così di poter notare i tanti dettagli del quadro apprezzando il raffinato tocco dell'artista che con le sue forme e colorazioni crea una sensazione di magica sospensione.

Noi siamo lì accanto e attendiamo che la dama finisca di leggere e ci renda partecipi di questa informativa, la stanza è illumina da un raggio solare che penetra lo spazio e illumina la semplicità del luogo. Attesa, osservazione, emozioni.

E si crea una relazione di domande e dubbi, di suggestioni e interrogativi che rimarranno sempre sospesi, aggiungendo fascinazione all'opera. 




L’allestimento è provvisto di una tavola con riproduzione del dipinto in alta definizione e disegno in rilievo: tramite tre Qrcode è possibile accedere a una descrizione audio in lingua italiana e inglese e a una descrizione in LIS Lingua dei Segni Italiana con sottotitolazione. Questi strumenti sono stati realizzati da Tactile Vision Lab e dall’Istituto dei Sordi di Torino in collaborazione con Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sezione di Torino.

L'iniziativa inaugura la rassegna Incontro con il capolavoro, un nuovo ciclo espositivo che porterà in museo opere iconiche della storia dell’arte antica e moderna, offrendo al pubblico occasioni privilegiate di confronto diretto con capolavori assoluti.

L'opera sarà visibile fino al 29 Giugno con la semplice tariffa d' ingresso al museo

10/04/26

De Dominicis da De Scaphis



Gli spazi di Sant' Andrea De Scaphis ospitano la mostra "Non siamo puntine" di Gino De Dominicis.



“Oltre allo spazio mi interessava agganciare il tempo.” Con questa motivazione Fabio Sargentini organizza la mostra 24 ore su 24 alla Galleria L’Attico a Via del Paradiso 41 da sabato 25 Gennaio a venerdì 31 Gennaio del 1975. E’ un anno di trasformazioni profonde per il paese dove il governo della Democrazia Cristiana di Aldo Moro subisce l’avanzata del Partito Comunista di Enrico Berlinguer in uno scenario segnato dalla cosiddetta strategia della tensione. Sono tredici gli artisti invitati a partecipare: Alighiero Boetti, Sandro Chia, Francesco Clemente, Gino De Dominicis, Tano Festa, Mimmo Germanà, Jannis Kounellis, Eliseo Mattiacci, Luigi Ontani, Luca Maria Patella, Vettor Pisani, Emilio Prini, Ilija Soskic. Lo spazio si relaziona al tempo in scala 1:1. Ogni artista doveva realizzare un intervento effimero, performativo, ad un orario prefissato. Gino De Dominicis sceglie di chiudere la mostra presentando dalle 22 alle 24 del 31 gennaio un’opera con il titolo di 1975+27 coniugando probabilmente l’anno del progetto a quello della sua età anagrafica. L’artista marchigiano sparge a terra, sul pavimento in cementine della galleria, delle comuni puntine da disegno per comporre la frase “NOI SIAMO LE PUNTINE”. Gino proclamava l’immortalità e per questo un’opera seminale e dimenticata a memoria merita di essere rivista, al pari di un’apparizione, da noi comuni mortali in uno spazio sacro come una chiesa. Per celebrare questo ricordo è stato prodotto un poster in edizione limitata che raccoglie brevi testimonianze di chi era presente nel 1975 (Achille Bonito Oliva, Sandro Chia, Francesco Clemente, Michelle Coudray, Alvin Curran, Arianna di Rosa, Giuliano Perezzani, Fiorella Rizzo, Fabio Sargentini, Ilija Soskic). 

Testo e curatela di Luca Lo Pinto