do@time
Dal 2000 artblog di Domenico Olivero
Translate
24/06/26
GAM 4 Risonanza
23/06/26
Premio Paul Thorel al Macro
Promosso e organizzato dalla Fondazione Paul Thorel, il Premio nasce con l’obiettivo di sostenere artiste e artisti impegnati nella ricerca sull’arte digitale. Il progetto si articola in residenze, nuove produzioni artistiche, mostre con partner istituzionali e pubblicazioni nella collana editoriale di Nero Editions, e riattiva gli spazi e gli strumenti di lavoro dello studio-atelier dell’artista italo-francese Paul Thorel, pioniere dell’immagine e della fotografia digitale dagli anni Ottanta che si stabilì a Napoli nel 1994. La Fondazione Paul Thorel ha aperto al pubblico nel 2022 con un programma di ricerca e valorizzazione dell’archivio di Thorel e della sua collezione di arte italiana e internazionale, e il Premio dedicato alle pratiche artistiche contemporanee che interrogano il rapporto tra digitale, immagine e società.
«Le imperfezioni sono una forma di scarto produttivo rispetto alla logica dell’algoritmo e ai flussi di dati che governano la realtà. Con le loro opere, Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi attraversano il digitale che è diventato ormai infrastruttura del presente, mettendone in crisi trasparenza, velocità e controllo. La mostra apre insomma uno spazio di attrito nel regime della previsione: è un esercizio di resistenza minima, dove il reale torna a farsi instabile e umano».
Le imperfezioni è la mostra delle artiste che hanno vinto la 3ª edizione del Premio Paul Thorel: Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi. Tre artiste nate all’inizio degli anni Novanta, per le quali il digitale non rappresenta una scelta, ma una condizione pervasiva: un dispositivo che amplifica la realtà, ma la comprime anche dentro un immaginario virtuale codificato e limitante, che intrappola la libertà individuale dentro protocolli aziendali e confonde spazio pubblico e privato. Il titolo della mostra è una parola complessa, femminile e plurale, che restituisce tre caratteristiche di questa terza edizione del Premio Paul Thorel.
Le imperfezioni sono anche l’antidoto alla perfezione prevedibile degli algoritmi, alla computazione che penetra ogni aspetto della vita umana, a una macchina che si è infiltrata nei meccanismi di creazione dell'identità e di produzione della conoscenza. Le opere in mostra cercano la dimensione umana in questa società iper-stimolata dal digitale, sospesa tra le visioni religiose del tecno-futuro dalla Silicon Valley e la paranoia di un futuro già scritto dall’IA. Sono un gesto di resistenza che passa per il do it yourself, il fai da te – che è sporco, incompleto, sbagliato – e, all’astrazione e all’esattezza dei dati, oppone glitch e materiali residuali estratti dal mondo del consumo e del controllo.
Il Premio Paul Thorel è una piattaforma di ricerca dedicata alla scena artistica italiana e internazionale, con un focus sulle arti digitali e sull’immagine contemporanea come linguaggio e orizzonte estetico. Ogni anno la Fondazione, insieme a un comitato di esperti, curatori e direttori di museo, seleziona dodici artisti con progetti inediti da realizzare durante una residenza pensata per riattivare gli spazi e gli strumenti di lavoro di Paul Thorel a Napoli, dove l’artista trasferì il suo studio nel 1994. La giuria sceglie tre vincitori, e la Fondazione produce e presenta le opere commissionate in collaborazione con un’istituzione museale — nel 2024 alle Gallerie d’Italia di Napoli, nel 2025 al Museo Madre – Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli, e nel 2026 al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. La Fondazione pubblica anche un libro d’artista per ciascun vincitore in collaborazione con la casa editrice NERO Editions.
22/06/26
ITALICS annuncia PANORAMA 2027
Si svolgerà a Genova, a fine giugno 2027, la sesta edizione di Panorama, inaugurando una nuova fase della mostra d’arte diffusa ideata da ITALICS, rete istituzionale nata nel 2020 che oggi coinvolge le principali gallerie di arte antica, moderna e contemporanea con sede in Italia. A firmare la curatela di Panorama Genova sarà Arturo Galansino.
Nell’autunno 2026 ITALICS celebrerà i cinque anni di Panorama con la pubblicazione di un volume dedicato alle prime cinque edizioni della mostra diffusa e alle principali attività sviluppate dalla sua fondazione.
Per la sua sesta edizione, Panorama avvia una nuova fase di consolidamento e sviluppo del progetto, scegliendo Genova come sede della prossima tappa e segnando una nuova scansione nel calendario degli appuntamenti dedicati all’arte. La mostra diffusa e itinerante ideata da ITALICS – rete istituzionale nata nel 2020 che oggi coinvolge circa sessanta tra le più importanti gallerie di arte antica, moderna e contemporanea con sede in Italia – si terrà a fine giugno 2027 nel capoluogo ligure e sarà curata da Arturo Galansino, storico dell’arte e direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze.
La scelta di spostare Panorama all’inizio dell’estate segna un’evoluzione naturale del progetto e risponde alla volontà di rafforzarne il posizionamento nel contesto internazionale, individuando una finestra temporale in sintonia con il calendario globale dell’arte e favorendo un’ampia partecipazione di pubblico, professionisti e operatori del settore, ampliando al contempo le opportunità di dialogo e di scambio per i territori, le istituzioni e le comunità coinvolte.
È in questa prospettiva che, dopo le edizioni di Procida (2021), Monopoli (2022), L’Aquila (2023), Monferrato (2024) e Pozzuoli (2025), Panorama approda a Genova nel 2027: una città che, per la sua storia di scambi, attraversamenti e stratificazioni, interpreta in modo particolarmente efficace la vocazione della manifestazione a mettere in relazione arte, luoghi e persone. Crocevia del Mediterraneo e custode di un patrimonio storico e culturale di straordinaria ricchezza, Genova offre infatti il contesto ideale per proseguire questo percorso di ricerca e sperimentazione. In questa prospettiva, Panorama rappresenta anche un’occasione per guardare alla Liguria come a un sistema culturale articolato, dove città, borghi e paesaggi concorrono a definire un’identità di straordinaria complessità e fascino.
A guidare questa nuova edizione sarà Arturo Galansino, che raccoglie il testimone dei curatori delle precedenti edizioni – Vincenzo de Bellis (Procida 2021 e Monopoli 2022), Cristiana Perrella (L’Aquila 2023), Carlo Falciani (Monferrato 2024) e Chiara Parisi (Pozzuoli 2025) – proseguendo il percorso di ricerca che caratterizza Panorama fin dalla sua nascita. La sua curatela sarà chiamata a interpretare la complessità storica, culturale e urbana di Genova, trasformando la città in una piattaforma di incontro tra opere, luoghi e comunità.
A testimonianza della continuità e della crescita del progetto, nell’autunno 2026 ITALICS pubblicherà un volume dedicato ai primi cinque anni di Panorama. Attraverso testi, immagini e contributi critici, la pubblicazione – edita da Allemandi – ripercorrerà le prime cinque edizioni della mostra diffusa, documentandone l’evoluzione e il dialogo costruito nel tempo tra arte, territori e comunità. Il volume offrirà inoltre l’occasione per restituire una visione d’insieme delle attività sviluppate da ITALICS dalla sua fondazione e per accompagnare l’avvio di una nuova fase del progetto.
21/06/26
20/06/26
Un MET orientalista
Il Met di New York ci offre, fino al 28 febbraio 2027, una bella mostra interculturale fra l' Europa e il Medio Oriente, in questi tempi di crescente complessità fra queste due dimensioni socio-culturali.
Il titolo "Orientalismo: Tra realtà e fantasia" propone una visione che vuole mettere in discussione certi luoghi ancora oggi comuni sulle terre d'oriente. Con una scelte delle opere d'arte ideate tradizionalmente come orientaliste, in dialogo con oggetti provenienti dal Medio Oriente, favorendo una comprensione più profonda dei contesti di scambio tra culture, a partire dalla conquista napoleonica dell'Egitto nel 1798 e culminando con un'esplorazione del pittore ottomano formatosi in Francia, Osman Hamdi Bey (1842-1910).
La mostra mette in luce le tradizioni dell'arte e della cultura islamica che affascinarono i nostri antenati del XIX secolo, accanto alle creazioni europee e americane, esplorando le complesse questioni relative all'influenza e all'appropriazione culturale. Questa è la prima mostra al Met dedicata all'Orientalismo e la prima grande collaborazione tra i Dipartimenti di Pittura Europea e di Arte Islamica.
19/06/26
100 Marisa Merz
18/06/26
Leonardotheka
Per la gioia degli appassionati di Leonardo da Vinci è stato aggiornato "Leonardotheka" dove ora è possibile trovare una vasta raccolta delle sue opere digitalizzate, provenienti dalla Royal Collection di Windsor e dal Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Il progetto è ideato dal Museo Galileo di Firenze col Royal Collection Trust, la Biblioteca Ambrosiana e la Biblioteca Leonardiana di Vinci.
link https://teche.museogalileo.it/leonardo/home/index.html
17/06/26
Corpi musicali
Dal battere le mani e i piedi al beatboxing e al fischio, il corpo umano è uno strumento musicale. Gli strumenti musicali, a loro volta, spesso traggono la loro forma e decorazione dal nostro corpo. In tutto il mondo e attraverso i secoli, gli strumenti emergono come potenti veicoli che rappresentano le nostre voci, le nostre azioni e la nostra identità non solo nella musica, ma anche nelle arti visive, nella letteratura, nella religione, nella cultura pop e nella mitologia.
La mostra è resa possibile grazie al contributo di Barbara Tober, del Diane W. and James E. Burke Fund, della William Randolph Hearst Foundation e del Gail and Parker Gilbert Fund.
Ulteriore supporto è fornito da Anonymous, The Dancing Tides Foundation, il Vanguard Council e The Augustine Foundation in memoria di Rose Augustine.
Il catalogo è stato realizzato grazie al Fondo per le pubblicazioni Mary C. e James W. Fosburgh.
Ulteriore supporto è fornito da Kenneth e Anna Zankel
#MetMusicalBodies
16/06/26
Ruhr - Manifesta 2026
Dal 21 giugno al 4 ottobre 2026, oltre 100 artsiti presenteranno le proprie opere in dodici ex chiese del dopoguerra tra Duisburg, Essen, Gelsenkirchen e Bochum. Con il titolo "Questa non è una chiesa", questi spazi vengono reinventati come luoghi di vita civica, benessere fisico e incontro comunitario.
Accompagna la rassegna espositva un fitto programma di eventi e manifestazioni collaterali che potete scoprire e prenotare sul sito di Manifesta.
CS
Programma gratuito con oltre 100 partecipanti in 12 sedi in 4 città In occasione del 30° anniversario della Biennale Nomade Europea, fondata nel 1996 a Rotterdam, Paesi Bassi, Manifesta 16 Ruhr si svolgerà per 15 settimane nella regione della Ruhr in Germania, in quattro città: Bochum, Essen, Duisburg e Gelsenkirchen. La biennale europea si svolgerà in 12 ex chiese o edifici abbandonati e riunirà più di 100 partecipanti, artisti e collettivi insieme a una serie di progetti di mediazione radicati nelle comunità locali della regione.
Al centro di questa edizione di Manifesta c'è una questione urgente: come possiamo, in un'epoca caratterizzata da molteplici crisi, disinformazione e polarizzazione, contribuire allo sviluppo di modelli sociali alternativi? Come può la cultura utilizzare gli spazi aperti (urbani) e gli immobili sfitti per contrastare la divisione e l'isolamento in una società post-Covid? Durante la fase di ricerca pre-biennale, il team di Manifesta 16 Ruhr è rimasto colpito dalla mancanza di edifici ecclesiastici modernisti e dalla perdita di spazi comunitari.
La domanda, quindi, è: come potrebbe la trasformazione degli edifici ecclesiastici del dopoguerra trasformarsi in luoghi per la vita civica, il benessere fisico e l'incontro comunitario?
Con l'afflusso di nuove chiese costruite dopo la Seconda Guerra Mondiale, questi edifici ecclesiastici simboleggiavano l'emergere di una nuova democrazia.
Ora abbandonati, Manifesta esplora come potrebbero essere riconsiderati come spazi che rafforzano la società civile e lo spirito comunitario. L'importanza della prossimità e la necessità di creare spazi pubblici non commerciali dove le comunità possano incontrarsi, trascorrere del tempo e godersi la vita quotidiana sono tra le questioni chiave individuate nella Visione Urbana e nel quadro concettuale della biennale.
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)





.jpg)
.jpg)
.jpg)


.jpg)
.jpg)
.jpg)

