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19/04/18

Il terzo giorno arriva a Parma





Dal 20 aprile al 1° luglio 2018 Il Palazzo del Governatore, nel cuore del centro storico della Città di Parma, sarà la sede della mostra Il Terzo Giorno, curata da Didi Bozzini e promossa dal Comune nell’ambito di una serie di eventi che daranno alla città l’occasione di riflettere sui temi dell’ambiente, della #sostenibilità e del rapporto uomo - natura.

Il Terzo Giorno è il primo grande passo verso #Parma2020, Capitale Italiana della Cultura.

La mostra-evento, prodotta e organizzata da Arkage, società Benefit e B Corp certificata, è la prima in Italia ad avere un approccio ‘for benefit’: il 50% degli incassi della biglietteria saranno restituiti al Comune di Parma, che finanzierà la realizzazione del #KmVerde, una risposta completamente ecologica all’inquinamento prodotto dalla A1 in Città e Provincia.




Il Terzo Giorno è un racconto per immagini del mondo, in cui l’arte rappresenta una porta privilegiata di accesso alla conoscenza e al godimento della Natura. Un viaggio catartico attraverso le peripezie di un Pianeta estenuato, tramite un racconto che inizia proprio dal Terzo Giorno della Genesi, segnato dall’Apparizione della vita (Genesi 1,3) e che conduce lo spettatore dalla Creazione (intesa come apparizione del mondo) alla Distruzione (o quantomeno al rischio della sua distruzione).

Un percorso nel quale l’arte è proposta come la strada maestra che lo spirito segue per attraversare la natura e penetrarne il prezioso mistero, poiché l’uomo è l’unico animale capace di vedere in essa un’opera d’arte e quindi di creare forme che ne siano il riflesso.

Il Terzo Giorno è un viaggio catartico attraverso i lavori dei più grandi artisti della scena contemporanea.

40 ARTISTI INTERNAZIONALI 
117 OPERE ESPOSTE
13 SALE ESPOSITIVE
19 PARTNER COINVOLTI 

Come descrive il curatore Didi Bozzini:

«Oggi il rischio della catastrofe è concreto, quotidianamente tangibile… forse, è giunto il tempo di chiedersi se non sia possibile trovare la strada per un nuovo Eden solamente grazie allo sguardo meravigliato degli artisti, di coloro che provano ad esprimere la qualità della natura senza pesarne la mera quantità. La strada per un giardino dove l’immaginazione sostituisca il calcolo, il bello prenda il posto dell’utile ed il buono quello del molto»

#ilterzogiorno 


Torre Prada aperta al pubblico




Dal 20 aprile 2018 sarà aperta al pubblico la Torre, l'edificio che segna il completamento della sede di Milano della Fondazione Prada inaugurata nel maggio 2015 e progettata da Rem Koolhaas con Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello studio OMA.






La Torre, alta 60 metri, è realizzata in cemento bianco strutturale a vista. Il nuovo edificio arrichisce il repertorio di differenti condizioni espositive che definiscono la visione architettonica della fondazione, caratterizzata da una varietà di opposizioni e frammenti. Ciascuno dei nove piani della Torre offre una percezione inedita degli ambienti interni attraverso una specifica combinazione di tre parametri spaziali: pianta, altezza e orientazione. Metà dei livelli si sviluppa infatti su base trapezoidale, gli altri su pianta rettangolare. L’altezza dei soffitti, crescente dal basso all’alto, varia dai 2,7 metri del primo piano agli 8 metri dell’ultimo livello. Le facciate esterne sono caratterizzate da una successione di superfici di vetro e cemento, che attribuiscono così ai diversi piani un’esposizione alla luce sul lato nord, est o ovest, mentre l’ultima sala espositiva è dotata di luce zenitale. Il lato sud della Torre presenta una struttura diagonale che la unisce al Deposito, dentro la quale si inserisce un ascensore panoramico. Come sostiene Rem Koolhaas, “l’insieme di queste diversità produce un’estrema varietà spaziale all’interno di un volume semplice, in modo che l’interazione tra gli ambienti e i singoli progetti o opere d’arte offra un’infinita serie di possibili configurazioni”. 





All’interno dei sei livelli espositivi della Torre inaugura il progetto “Atlas” nato da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant. Riunisce opere della Collezione Prada in una successione di spazi che accolgono assoli o confronti, creati per assonanza o contrasto, tra artisti come Carla Accardi e Jeff Koons, Walter De Maria, Mona Hatoum ed Edward Kienholz and Nancy Reddin Kienholz, Michael Heizer e Pino Pascali, William N. Copley e Damien Hirst, John Baldessari e Carsten Höller.




18/04/18

Art Colonia




Domani prende avvio la nuova edizione di Art Colonia, la più storica delle fiere d'arte contemporanee. 


CS

ART COLOGNE (19 - 22 April) offers the utmost quality at all levels, from modern through postwar to contemporary art, while the “NEUMARKT” section and  “COLLABORATIONS”, which shows 22 selected and curated projects presented by 36 galleries, offer insights into current art production.

Impression from the ART COLOGNE 2017, South Entrance © Koelnmesse

Around 210 internationally renowned galleries from 33 countries will participate in Art Cologne 2018. These include high quality presentations from top international galleries such as Hauser & Wirth, Thaddeus Ropac and David Zwirner, where one can see important works of contemporary art. Larry Gagosian, considered a heavyweight in the industry, is coming to Cologne for the second time. For its 52nd edition, the art fair also features a number of important returnees and first time exhibitors, including the London-based Lisson Gallery, Esther Schipper from Berlin and the Galerie Lelong from Paris, while the Paris and London-based Galerie Kamel Mennour, the Berlin-based Barbara Wien, and Clearing from New York and Brussels are making their debut this year at ART COLOGNE.

At Hall 11.2 Contemporary art
The Arcadia Missa Gallery (London) is focusing on, among others, the media artist Hannah Black. Her works closely interweave language, sound and image. BERG Contemporary (Reykjavik) is presenting works of the Dutch-born Kees Visser, who has found a new home in Iceland. With the young painter Benjamin Senior, BolteLang (Zurich) is showing an artist who captures the contemporary spirit in a classical painting method with egg tempera in the style of Fernand Léger or Oskar Schlemmer. With Awol Erizku, Ben Brown Fine Arts (London, Hong Kong) features a photographic artist who achieved widespread fame with an image of the pregnant singer Beyoncé and is known for reinterpreting Renaissance paintings with African or Afro-American models. Blain|Southern (London, Berlin) is presenting large-format photographs by the film director Wim Wenders, who also has been active as a photographer for some time.

With Wolfgang Tillmans, the Galerie Daniel Buchholz (Cologne, Berlin) has one of the greatest internationally celebrated contemporary photographic artists in its programme. Gisela Capitain (Cologne) contrasts works by Martin Kippenberger with those by the American photographer and conceptual artist Christopher Williams. The star of gallery Andrea Caratsch (St. Moritz) is the Swiss action and conceptual artist John Armleder. The Charim gallery (Vienna) is bringing, among others, works by the Georgian artist Tamuna Sirbiladze. The wife of Franz West painted with big, expressive gestures on mostly monumental canvases.

For its first appearance at ART COLOGNE, Clearing (New York) has selected, among other works, sculptures by Eduardo Paolozzi, one of the most innovative artists of British postwar modern art whose sculptural works move along the interface of human being and machine. Gagosian’s booth, “Untitled (Skulptur)”, confronts the viewer with a group of artificial bodies: human and animal; hyperreal and abstract. The gallery is showing a bronze figure by Alberto Giacometti, while at the centre of the booth is Duane Hanson’s startling Window Washer (1984), a hyperrealistic male figure in contrapposto, flannel shirt open, holding a longhandled window squeegee. Chris Burden’s Sex Tower (an architectural model of a 125-foot-high Sex Tower) (1986) proposes an erect gilded monument to coital union, while Urs Fischer's Marsupiale (2017), a full-size wax candle, depicts a man in a suit, embraced by a huge bust of a saint. The Erika Déak Gallery (Budapest) is focusing on Attila Szücs, whose idiosyncratic pictorial inventions are based on photographs. Delmes & Zander (Cologne), which specialises in outsider art, will show works of the Czech photographer Miroslav Tichy, who, from the 1960s on, took thousands of photos of women and girls on the street with his homemade cameras. Works by Stella Hamberg, Tim Eitel and Martin Eder are among the in-demand pieces presented by the gallery Eigen+ Art (Berlin, Leipzig). With Arthur Löwen and Laura Schawelka, fiebach, minninger (Cologne) is introducing two young talents. The Konrad Fischer gallery (Düsseldorf) is showing new works of Scottish artist, Jim Lambie, who works with coloured vinyl strips.

With the painter Alicia Viebrock, Bärbel Grässlin (Frankfurt) has a young artist in its programme who makes use of unconventional materials and methods for her gestural, intuitive and powerful painting. With Larry Bell, Mary Heilmann and Takesada Matsutani, Hauser & Wirth (Zurich, London, New York, Los Angeles) brings together three very different artist personalities at its stand, all of whom share an interest in geometric abstraction. Bell became known for his sophisticated treatment of glass surfaces and its light, reflection and shadow effects. He is represented at ART COLOGNE with glass sculptures and works on paper. Heilmann, one of the leading representatives of contemporary abstract painting, is showing work from the last three decades, including Little Red Boxes. Matsutani, a member of the Gutai group, long experimented with vinyl glue in combination with graphite.

Gallery Max Hetzler (Berlin, Paris) presents the Norwegian artist Ida Ekblad, as well as the sculptor Inge Mahn, who works almost exclusively with plaster. Kadel Willborn (Düsseldorf) shows the versatile American artist Barbara Kasten, who was only discovered internationally at a late date. Gallery Kleindienst (Leipzig) is focusing on graduates of the Leipzig Academy of Arts such as Henriette Grahnert, Julius Hoffmann and Christoph Ruckhäberle. Established artists like Alex Katz and Tony Cragg will be juxtaposed by the gallery Bernd Klüser (Munich) with Lori Nix, who creates miniature worlds in meticulous works, which she then documents by camera. The star at the stand of the gallery Christine Koenig (Vienna) is the photographer Jürgen Teller, whose images stage actresses like Charlotte Rampling or Beatrice-Dalle-like figures in a "Tableau vivant". The Koenig gallery (Berlin) shows new sculptures from Alicja Kwade. The Eleni Koroneou Gallery (Athens) contrasts two painters from different generations and traditions with works by Helmut Middendorf and Alex Hubbard. Kraupa-Tuskany Zeidler (Berlin) will show works of the artist collective “Slavs and Tatars”. With Sylvie Fleury, the gallery Lange + Pult (Zurich) features an important feminist artists in its programme.

Christian Lethert (Cologne) juxtaposes established artists such as Lutz Fritsch and Imi Knoebel with the young Natascha Schmitten, who composes her works from countless semi-transparent layers of paint. For its ART COLOGNE debut, Lisson Gallery (London) is presenting Shirazeh Houshiary, who, with Tony Cragg, Richard Deacon and others, belongs to the group of “New British Sculpture”. Gallery Löhrl (Mönchengladbach) is coming with a fire gouache of Otto Piene from the year 1975, as well as with a colourful bronze from Stephan Balkenhol. Gió Marconi (Milan) represents the versatile German artist Kerstin Brätsch and will show new works by Oliver Osborne. Daniel Marzona (Berlin) is showing new material images from Olaf Holzapfel, which consist of straw and cacti fibres.

Mario Mazzoli (Berlin) presents Céleste Boursier-Mougenot, who sets spaces into poetic motion with his interventions, as well as works by Nicola de Maria, one of the most important contemporary painters in Italy. Gallery nächst St. Stephan Rosemarie Schwarzwälder (Vienna) presents works by Katharina Grosse, Caitlin Lonegan and Günter Umberg, amongst others. Gallery Nagel/Draxler (Cologne, Berlin) is featuring Heimo Zobernig. Carolina Nitsch (New York) will be coming with the convolute Ode á l' Oubli by Louise Bourgeois. The gallery Vera Munro (Hamburg) will be bringing Imi Knoebel's important work Transit (1988), while another area of focus is on Günther Förg. Nanzuka (Tokyo) presents the versatile artist Hajime Sorayama, renowned for his provocative series of “Sexy Robots”.

Gallery Neu (Berlin) concentrates on the painter Birgit Megerle, whose feminist portraits are based on staged photos. The focus of the Pearl Lam Gallery (Hong Kong) is on the British painter Ged Quinn, whose allegorical images painted in the technique of the Old Masters contain art historical citations, as well as modern allusions and references. The highlight at Giorgio Persano (Turin) is a four-metre-long mixed media piece by Mario Merz from 1985. With Bogomir Ecker, the gallery Rupert Pfab (Düsseldorf) is juxtaposing this established artist with the complex works of Lars Breuer, who redefines spaces with a self-designed typography. Petra Rinck (Düsseldorf) presents the brilliantly colourful paintings composed of pigments by the Graubner student Jörg Stoya.

Thaddaeus Ropac (Salzburg, Paris) has a work of the artist duo Gilbert & George on offer. Philipp von Rosen (Cologne) will present works by Cody Choi, who represented Korea in 2017 at the Biennale di Venezia. With Francois Morellet and Maurizio Nannuci, Nicolaus Ruzicska (Salzburg) is presenting works by two light artists at its stand. At Deborah Schamoni (Munich), the large-format, figurative-abstract paintings of the Irish artist Aileen Murphy are sure to draw attention gazes with their floating bodies shown in twisted poses. Murphy’s practice is based on a dialogue with the Conditio Humana and her paintings will be juxtaposed with sculptures by Judith Hopf.

Gallery Anke Schmidt offers new works of the New York-based David Reed, who is one of the most important representatives of abstract painting in the USA. Gallery Rüdiger Schöttle (Munich) is celebrating its 50-year existence with works of the Chinese artist Chen Wei, who creates stage-like settings with strong light effects, and with works by Thomas Ruff, for whom the gallery organised his first solo exhibition in 1981. The photo artist is showing his “Negatives” series. Sprüth Magers (Berlin, London, Los Angeles) is presenting, among other works, a painting by Thomas Scheibitz, whose work is currently being shown at the Kunstmuseum Bonn in a major exhibition. With Günter Fruhtrunk, Rupprecht Geiger and Sean Scully, the Walter Storms gallery (Munich) features prominent contemporary abstract painting and will also present paintings by the Leipzig painter Peter Krauskopf, fresh from the studio. Vartai (Vilnius) is debuting at ART COLOGNE with photographs by the artist duo Svajone and Paulius Stanikas. Gallery Wentrup (Berlin) has announced works by the renowned sculptor Olaf Metzel. With Antony Gormley, White Cube (London) also represents a prominent sculpture position. Zilberman Gallery (Istanbul, Berlin) presents Guido Casaretto, who experiments with the most varied materials to make the work processes visible. David Zwirner (New York) will showcase a painting of the high profile shooting star Oscar Murillo.

Frieze Art Fair -15


Photograph by Marco Scozzaro. Courtesy of Marco Scozzaro/Frieze.


Fra quindici giorni prende avvio una nuova edizione di  Frieze Art Fair, eccovi i nuovi  dettagli del programma per Frieze New York, in programma dal 4 al 6 maggio 2018 al Randall's Island Park di New York.

La fiera riunirà oltre 190 tra le più importanti gallerie d'arte contemporanea del mondo provenienti da oltre 30 paesi. 

I punti salienti di Frieze New York 2018 sono:

  • Frieze Talks, curated by Tom Eccles and Amy Zion (both Bard College, New York), drawing upon contemporary literature and challenging sound-bite, tweet-driven narratives
  • Museum acquisition fund, with the Brooklyn Museum, supported by LIFEWTR
  • Ambitious solo presentations by the world’s most exciting artists, including Tracey Emin, Theaster Gates, David Hockney, Betye Saar, Arthur Jafa, Zoe Leonard and Kemang Wa Lehulere.
  • Seminal 20th-century artists, including Roy Lichtenstein, Nancy Grossman, Louise Bourgeois, Phyllida Barlow, Henri Matisse, among others .
  • Curated gallery presentations, exploring global contemporary questions, from migration to identity politics and experiences of war
  • Frieze Live, full details of the fair’s new section for performancecurated by Adrienne Edwards (recently appointed Whitney Museum of American Art, New York). Artists include: Adam Pendleton, Hank Willis Thomas and Lara Schnitger.
  • For Your Infotainment / Hudson and Feature Inc., full details of a new gallery section curated by Matthew Higgs (White Columns, New York). Artists include: Takashi Murakami, Tom of Finland and Lily van der Stokker.
  • Curated sections, including Spotlight, curated by Toby Kamps (Blaffer Art Museum, University of Houston), and Frame, advised for the first time by Andrew Bonacina (The Hepworth Wakefield) and Laura McLean-Ferris (Swiss Institute, New York)

Prossimamente Artissima 2018



Artissima, Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, compie 25 anni e annuncia le prime novità della prossima edizione che si terrà all’Oval di Torino da giovedì 1 novembre (preview) a domenica 4 novembre 2018, per la seconda volta sotto la guida di Ilaria Bonacossa

Il fil rouge della venticinquesima edizione sarà “il tempo” ( Time is on our side – Il tempo è dalla nostra parte ) inteso non come statica cristallizzazione del ricordo e della celebrazione, ma proposto come flusso dinamico, in grado di imprimere il ritmo del cambiamento, lasciando intatto il piacere e il gusto per assaporare le cose.Il tempo di Artissima assume quindi una duplice valenza, quella di un passato eloquente e quella di un futuro aperto di indagine creativa: la fiera parte infatti sempre dalla propria storia e dalla propria identità – segnata dalla coerenza di un percorso volto al rinnovamento e alla sperimentazione costante ma sempre in grado di mantenere viva la propria riconoscibilità – per guardare verso il futuro dell’arte.
“Il tempo è il tema che abbiamo scelto per la prossima edizione di Artissima” – dichiara Ilaria Bonacossa – “ Il tempo che ha scandito la storia della fiera, ma anche quello di Torino, una città sospesa tra l’Ottocento e l’oggi, che riesce a coniugare l’anima da metropoli dinamica in continua evoluzione con una dimensione umana lontana dalle logiche della frenesia. Senza dimenticare il tempo per l’arte, quello necessario per entrare in dialogo con le opere e per poterne essere trasformati, e il tempo per l’ascolto del suono, cui dedichiamo una nuova sezione. Artissima, per l’edizione 2018, decide quindi di lasciare parlare il tempo, quello veloce, dove c’è spazio per il ritmo, l’innovazione e il cambiamento, ma anche quello lento, intimo, dedicato all’ascolto, al gusto, all’arte”.



LE NOVITÀ


Tra le novità che caratterizzeranno l’edizione 2018 di Artissima, una nuova sezione fuori fiera in collaborazione con OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, i rinnovati team di curatori internazionali e l’immagine visiva completamente ripensata.


SOUND – LA NUOVA SEZIONE

Sound è la nuova sezione della fiera dedicata alle indagini sonore contemporanee. Localizzata al di fuori degli spazi istituzionali di Artissima, sarà ospitata in una location di eccellenza del territorio: le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino.


A conferma della natura sperimentale di Artissima, e in sinergia con le ricerche trasversali dedicate alla musica, alla performance e all’arte di OGR, Artissima Sound presenterà 15 progetti monografici dedicati al suono selezionati da un team internazionale di curatori: Yann Chateigné Tytelman , curatore e critico d’arte, Berlino e professore associato di storia e teoria dell’arte, HEAD, Ginevra    Nicola Ricciardi , direttore artistico, OGR – Officine Grandi Riparazioni, Torino.


Nei recenti sviluppi dell’arte contemporanea il suono è diventato protagonista di numerose ricerche e sperimentazioni capaci di scardinare le logiche dell’arte visiva. Il suono è usato per trasformare lo spazio e la sua percezione, per riattivare ricordi, per liberare l’immaginazione, diventando oggi fulcro delle ricerche non solo di artisti per la sua capacità di svelare la realtà al di fuori di una prospettiva visiva.


I COMITATIIl comitato di selezione di Main Section, Dialogue, New Entries Art Editions & Multiples si arricchisce di un nuovo membro, Alessandro Pasotti , cofondatore della galleria P420 (Bologna).
Comitato di selezione Main Section , Dialogue New Entries e Art Editions & Multiples :Isabella Bortolozzi , galleria Isabella Bortolozzi, BerlinoPaola Capata , galleria Monitor, Roma, LisbonaGuido Costa , galleria Guido Costa Projects, TorinoMartin McGeown , galleria Cabinet, LondraAlessandro Pasotti , galleria P420, Bologna Gregor Podnar , galleria Gregor Podnar, BerlinoJocelyn Wolff , galleria Jocelyn Wolff, Parigi
Inoltre, la sezione New Entries , riservata alle gallerie emergenti sulla scena internazionale, per la prima volta conterà sulla consulenza di Lucrezia Calabrò Visconti , curatrice indipendente e della International Biennale for Young Art 2018 di Mosca.
Rinnovati anche i team delle Sezioni Curate – Present Future, Back to the Future, Disegni e la nuova Sound :
Present Future , sezione dedicata ai talenti emergenti, celebrerà il suo 18mo compleanno e quello del Premio illy ad Artissima, aprendo la domanda di partecipazione, tradizionalmente su invito, a tutte le gallerie. Il comitato è composto da:Cloé Perrone (coordinatrice) curatrice indipendente, Roma, New YorkMyriam Ben Salah , curatrice indipendente e scrittrice, ParigiJuan Canela , curatore indipendente e critico d’arte, Barcellona
Back to the Future , sezione dedicata alla riscoperta dei pionieri delle avanguardie, per l’edizione 2018 approfondirà il quindicennio antecedente alla nascita della fiera, dal 1980 al 1994. Il comitato è composto da:Anna Daneri (coordinatrice), curatrice indipendente, Genova/Milano e curatrice, Museo Villa Croce, GenovaCristiano Raimondi , responsabile per lo sviluppo e i progetti internazionali, Nouveau Musée National de MonacoGabriela Rangel , direttrice Arti Visive e capo curatrice, Americas Society, New YorkPietro Rigolo , archivista Collezioni Speciali, The J. Paul Getty Trust, Los Angeles
Disegni , sezione dedicata a questa forma espressiva alla sua seconda edizione, è curata da:Luís Silva João Mourão , direttori Kunsthalle Lissabon, Lisbona
Sound , la nuova sezione dedicata alle indagini sonore, è curata da:Yann Chateigné Tytelman , curatore e critico d’arte, Berlino e professore associato di storia e teoria dell’arte, HEAD, GinevraNicola Ricciardi , direttore artistico, OGR – Officine Grandi Riparazioni, Torino
LA NUOVA GRAFICAL’immagine coordinata del 2018, totalmente rinnovata, è stata affidata allo studio grafico torinese FIONDA diretto da Roberto Maria Clemente. La nuova identità visiva dal titolo “Hall of Fame” festeggia il venticinquesimo anno di Artissima rompendo con la tradizione comunicativa adottata negli ultimi anni puntando su un’immagine segnatamente fotografica.Reinterpretando il repertorio iconografico di Artissima, la grafica ne riprende le tappe con un’immagine fresca e ironica che si svelerà lentamente sino a novembre, trasformando la ricorrenza dell’anniversario in un gioco leggero, con l’obiettivo di non incorrere in una autocelebrazione del passato e sempre tenendo lo sguardo aperto verso il futuro.


LE SINERGIEIl progetto di Artissima 2018 si articola in grande sinergia con il Comune di Torino, la Regione Piemonte e le molteplici istituzioni culturali e artistiche attive sul territorio e in città. Oltre al consolidato rapporto con i musei cittadini e in particolare con il Castello di Rivoli, Artissima opererà in sinergia con la Fondazione Torino Musei, GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Camera – Centro Italiano per la Fotografia, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Merz, Fondazione Sardi per l’Arte, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Collezione la Gaia, il Museo Ettore Fico e le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino. Confermate anche partnership con eccellenze locali attive nella ridefinizione della creatività contemporanea come il Festival di Musica Elettronica Club to Club, il Festival del Cinema TGLFF di Torino, la collaborazione con Il Salone del Libro di Torino, con L’Auditorium RAI e con il Museo del Cinema in occasione della mostra “#Soundframes Cinema e Musica in Mostra”.
In occasione della fiera la città ospiterà, tra le altre, le mostre di giovani talenti come Petrit Halilaj, vincitore del Premio Fondazione Ettore Fico ad Artissima nel 2013 (alla Fondazione Merz) e di artisti che indagano i limiti tra reale e virtuale attraverso le loro video installazioni multimediali o attraverso il suono come Hito Steyerl e Cally Spooner, vincitrice del Premio illy Present Future ad Artissima nel 2017 (al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea) o Rachel Rose, vincitrice del premio nel 2014 (alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo).
Artissima conferma inoltre la partnership con UniCredit, main sponsor dell’evento dal 2003 e con i partner dei 7 premi ad artisti e gallerie conferiti durante la fiera.

Appuntamento irrinunciabile per addetti ai lavori, appassionati d’arte e per la stampa, Artissima nel 2017 ha portato in fiera 52.000 visitatori, superando la quota 50.000 raggiunta nella precedente edizione, e 1.500 giornalisti.

Le application per partecipare ad Artissima 2018 sono ora disponibili, la scadenza per la partecipazione è il 15 maggio .
Per maggiori informazioni: www.artissima.it




ARTISSIMA - Internazionale d’Arte Contemporanea
Oval, Lingotto Fiere Torino1 novembre 2018 Presentazione alla stampa, preview, vernissage
2-3-4 novembre 2018T +39 011 19744106
www.artissima.it | info@artissima.it

Facebook: Artissima Fair
Twitter: @ArtissimaFair
Instagram: ARTISSIMAFAIR
Pinterest: Artissima
Youtube: Artissima Fair
 
Artissima è un marchio di Regione PiemonteCittà Metropolitana di Torino Città di Torino; per incarico dei tre Enti, afferisce alla Fondazione Torino Musei. La venticinquesima edizione di Artissima viene realizzata attraverso il sostegno dei tre Enti proprietari del marchio, congiuntamente a Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRTCompagnia di San Paolo Camera di commercio di Torino. L’organizzazione di Artissima è curata da Artissima srl, società costituita nel 2008 per gestire i rapporti artistici e commerciali della fiera.

Main Partner: UniCredit

Walking on the White Side




Giovedì 26 aprile alle ore 19 lIstituto Culturale Coreano in Roma e il direttore Lee Soomyoung ospitano la mostra Walking on the White Side a cura di Vittoria Biasi con la partecipazione degli artisti coreani e italiani. Fabrizio Corneli, Soon Yul Kang, LorMa, Anna Onesti, Ji Yun Park, Adrian Tranquilli, Lee Jin Woo percorrono un sentiero di complicità, di partecipazione rituale tra antichi e nuovi miti. 

Il filo di congiunzione tra il mondo dellanima dellOriente  e la  ricerca concreta dellOccidente è nella centralità del bianco, della carta hanji che, attraversata dalla luce è, per gli artisti coreani, lorigine della monocromia. Soon Yul Kang, Ji Yun Park costruiscono lopera seguendo una metodologia di ripetizione della scrittura della parola 마음[maum] o della bruciatura della superficie di carta con bastoncini di incenso accesi per accedere alla visione del reale lungo un percorso in cui mente e cuore sono in corrispondenza. 

Lee Ji Woo stratifica pigmenti, polvere di carbone, semi: cura la superficie come un fazzoletto di terra, nutrendone lenergia che dà forma allopera. Un filo invisibile collega la poetica di Lee Ji Woo e di Anna Onesti, accomunati dal rapporto reverenziale  verso la carta e verso alcuni elementi della natura. Entrambi gli artisti alludono al ciclo della alla vita, ricreandola o con una figurazione concettuale. 

Lartista LorMa è attratto dalla semiotica della natura, che ispira il suo percorso creativo e di cui si sente parte. La sua opera omaggia la generosità del gelso, studiato e amato nei particolari di centinaia foglioline realizzate a mano, come ghirlande buddhiste offerte per propiziarsi lo spirito dellalbero. 

After the West di Adrian Tranquilli è dedicata alla maschera del  personaggio del 600 inglese Guy Fawkes e recuperata nel romanzo grafico V come vendetta entrata nella cultura popolare come segno di aggregazione sociale. 

Lartista Adrian Tranquilli traduce la spazialità del simbolo nel linguaggio essenziale impresso tra le pieghe del mondo. Le opere di Fabrizio Corneli sono evocazioni di mitologie, di metodi in dialogo con lanamorfosi. 

Con Persefone lartista crea un rapporto tra la storia della divinità, regina degli Inferi e lopera di luce. Il percorso espositivo Walking on the White Side offre uno spazio di riflessione sul ruolo che miti e tradizioni svolgono nella memoria storica, nel quotidiano e nei nostri sogni. -

Vincent Van Gogh va in asta a Parigi




Forse siamo in odore di un'altro record d'asta?  Visto che il prossimo 4 Giugno sarà posto da Artcurial un'opera di Vincent Van Gogh,  nella sala parigina in 7 Rond-Point des Champs-Élysées. Base d'asta fra i 3 e i 5 milioni di euro, fate voi poi l'offerta migliore. 



Vincent Van Gogh va in asta a Parigi: un evento che non si verificava da 20 anni!

Parigi – Sono più di 20 anni che un dipinto di Vincent van Gogh non passa in asta a Parigi. Artcurial è lieta di annunciare che il prossimo lunedì 4 giugno, in occasione della vendita di arte impressionista e moderna, un olio su carta firmato dal maestro olandese sarà battuto in asta. Si tratta di Rammendatori di reti tra le dune, opera sino a oggi esposta presso il Van Gogh Museum di Amsterdam a cui era stato affidato in prestito da parte del suo proprietario, un collezionista privato, sin dal 2009.
Dettagli premonitori (cielo, nuvole, campi…)


Realizzata nell’agosto 1882, quest’opera così emblematica risale alla prima fase della carriera artistica di Vincent Van Gogh e illustra chiaramente la rivoluzione pittorica a cui darà vita da quel momento in poi l’autore della Notte Stellata. Il dipinto costituisce un passo fondamentale nell’avanzamento e nella definizione dello stile espressivo dell’artista. Van Gogh prende chiaramente pieno possesso delle sue capacità: la sua particolare attenzione alla lavorazione del cielo è evidente nel trattamento dinamico delle nuvole, insieme alle cime montuose all’orizzonte che utilizzerà in seguito nell’iconico Campo di grano con corvi a Auvers-sur-Oise nel 1890, solo 8 anni dopo.Ma, aldilà della pittura, Rammendatori di reti tra le dune porta con sé i segni del profondo cambiamento che interesserà la pittura all’inizio del XIX Secolo, conducendo alle Avanguardie del secolo successivo. Il trattamento dei campi punteggiati dalle piccole figure degli abitanti della campagna, enfatizzato da chiazze nere concentriche che suddividono porzioni di verde e suggeriscono una tendenza all’astrazione che conduce aldilà del tema affrontato.
« ...l’unico paesaggio dipinto da Van Gogh in quel periodo… »


Siamo abituati all’ossessione di Vincent van Gogh per il paesaggio. Nienke Bakker, curatore del Van Gogh Museum di Amsterdam richiama l’importanza del contesto in Rammendatori di reti tra le dune. Si tratta dell’unico paesaggio realizzato da Van Gogh in quel periodo e riflette l’influenza della Scuola di Barbizon e della Scuola de l’Aia.
Svelato a Parigi e presentato a New York


Sarà svelato a Parigi Rammendatori di reti tra le dune e in seguito presentato a Bruxelles dal 21 al 26 aprile e a New York dal 5 all’11 maggio 2018, prima di far ritorno nella Capitale francese per la mostra di anteprima dell’asta. L’asta Impressionist and Modern includerà inoltre un’altra opera giovanile firmata da una delle figure principali della storia dell’arte del primo Novecento, la cui tumultuosa amicizia con il maestro olandese è diventata leggenda: Paul Gauguin.
Una rivelazione artistica, un paesaggio chiave…


Rammendatori di reti tra le dune, paesaggio dipinto da Van Gogh all’età di 29 anni, quando da appena 2 anni aveva cominciato a lavorare come pittore a tempo pieno, raffigurando reti di pescatori sul prato. Il paesaggio, esposto per decenni presso il Museo dell’Aia e, in seguito, al Montreal Museum pwe poi raggiungere il Museo Van Gogh di Amsterdam, proviene dal primo periodo della produzione di Vincent van Gogh, ma soprattutto è un marchiatore essenziale dell’evoluzione artistica dell’autore olandese.
Una lettera a Théo


Il paesaggio olandese è uno dei dipinti menzionati da Van Gogh nelle sue lettere da L’Aia nei mesi di agosto e settembre 1882. In una lettera del 20 agosto 1882, l’artista ha così raccontato al fratello Theo la sua creazione: « …Qualcosa che ho visto in Scheveningen. Un’ampio raggio tra le dune, al mattino dopo la pioggi. Il prato è relativamente verde chiaro – e le reti sono spiegate in cerchi enormi, creando toni profondi sul pavimento d’erba, in nero, verde o grigio rossastro. Su questo sfondo scuro, donne dai berretti bianchi e uomini, seduti o in piedi o altri ancora camminando come strane ombre, reggono o rammendano le reti.Di per sè, la scena era tanto strana, quanto tipicamente scura e austera come il più bel ritratto di qualunque cosa possiamo immaginare, dipinto da In itself, the scene was as striking, as typically dark and Millet, Israels o Groux. Su questo paesaggio, incombe un grigio semplice con una fascia chiara lungo l’orizzonte. Nonostante la caduta della pioggi, ho inoltre realizzato uno studio sulla stoffa su carta, a olio».
L’Aia, la nascita di un grande pittore … (1881-1883)


Nel novembre 1881, con grande entusiasmo Vincent Van Gogh appende il cappello a L’Aia. Per tre settimane diventa studente del cugino, un artista degno di nota, Anton Mauve (1838-1888). In seguito a questo intenso apprendistato durante il quale Van Gogh si scopre artista, è costretto a fare ritorno alla casa dei genitori a Eten, a causa delle difficoltà economiche. Questo ritorno si conclude rapidamente, dopo la discussione violenta avuta con il fratello, il quale smaniava di vedere il fratello indossare l’abito talare. Questa disputa insormontabile permette a Vincent Van Gogh di far ritorno a L’Aia, da Mauve, che avrà un ruolo determinante nell’educazione artistica del maestro olandese. Rapidamente, Van Gogh mette in piedi il suo studio personale. In seguito, incontra molti altri artisti come Bernardus Joahnnes Blommers (1845-1914), Théophile de Bock (1851-1904) e Jan Hendrik Weissenbruch (1824-1903). Lo zio Cornelis « Gor » Marinus Van Gogh (1824-1908) gli paga il primo stipendio d’artista per dei disegni con vedute cittadine. A L’Aia, Vincent Van Gogh sperimenta un periodo creativo molto intenso. Lavora molto, ma guadagna poco, è convinto del suo talento artistico, ma la sua innata propensione al successo è incrinata dalla cruda realtà, dove deve necessariamente risparmiare e difendere regolarmente il suo stile di vita e il suo lavoro. All’epoca dipendeva economicamente dal fratello Theo, con cui teneva una fitta corrispondenza. Vincent Van Gogh lascia L’Aia nel 1883 per la campagna di Drenthe, nella speranza di risparmiare qualche soldo.
Vincent Van Gogh e Paul Gauguin, due visioni dell’Impressionismo.


Il 4 giugno 2018, parallelamente all’eccezionale Raccommodeuses de filets dans les dunes di Vincent Van Gogh, Artcurial porterà in asta una serie di cinque opere di Paul Gauguin, create tra il 1876 e il 1887. Questi due artisti, collegati in vita dalla loro relazione esplosiva, saranno nuovamente riuniti per la durata dell’esposizione e nel corso della vendita. Questo insieme riporterà in vita il dialogo unico creatosi agli albori del XX Secolo. Con queste opere giovanili che già manifestano i segni dell’innovazione portata avanti da Gauguin e Van Gogh, sarà possibile esplorare il processo creativo che caratterizza queste due figure fondamentali della storia dell’arte, che hanno avuto un’influenza determinante sulle generazioni successive.In Francia, Van Gogh incontra l’impressionismo (dal 1884) così come un uomo con il cui confronto rafforzerà la propria identità pittoorica : Paul Gauguin. Nell’autunno del 1888, Gauguin si unisce a Van Gogh ad Arles, nella Maison Jaune. I due artisti condividoro una sincera amicizia, il cibo, l’assenzio, i costi abitativi e le faccende di casa. Molto presto, però, il loro rapporto deteriora a causa di aspre discussioni, le più serie dovute a questioni artistiche e alle rispettive idee su cosa sia la pittura. Van Gogh ammira Gauguin, ma quest’ultimo sviluppa una crescente avversione verso il suo ospite e il suo lavoro. Gauguin non apprezza la pittura realistica dell’amico, ispirata dalla natura piuttosto che dall’immaginazione o dalla ricerca di un ideale. Una discussione violenta rompe il legame tra i due, Gauguin fa sapere di essere stato ferito con un coltello prima che Van Gogh lasciasse la Maison Jaune. Van Gogh, trovatosi solo, dice di essersi tagliato via parte dell’orecchio sinistro in un gesto di disperazione. I due artisti non si incontreranno mai più.

Le modelle di Picasso e Matisse




Sul tema delle modelle di Matisse e Picasso sarà la mostra estiva del Museo Matisse di Nizza, dal 23 Giugno - 29 Settembre 2018.

Questa iniziativa è  parte del programma culturale internazionale Picasso-Méditerranée il cui scopo è rafforzare i legami tra le istituzioni di tutte le sponde del Mediterraneo. Per l'occasione, il Museo beneficia dell'eccezionale prestito di quaranta opere d'arte del Musée national Picasso-Parigi, insieme a centoventi prestigiosi prestiti di opere d'arte di Matisse e Picasso, provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private.


"Matisse et Picasso, la comédie du modèle" è strutturato attorno a quattro sezioni tematiche, che presentano oltre alla collezione del museo, cento e più pitture, sculture e opere grafiche di Matisse e Picasso. Una sezione fotografica confronta i due artisti al lavoro nei rispettivi studi, evidenziando le differenze e le somiglianze tra loro. La mostra è completata da una presentazione di documenti d'archivio: lettere, cataloghi di mostre, riviste e film, che illustrano la storia della loro relazione.



CS

Matisse et Picasso, la comédie du modèle is the leading exhibition in an impressive cultural line-up organized by the city of Nice in 2018, proof of the artistic dynamism out in place by Christian Estrosi, the Mayor of Nice, President of the Nice Côte d’Azur metropolitan area and Vice President of the Provence-Alpes-Côte d’Azur region. Thanks to its ambitious cultural policies, Nice offers an array of cultural activities all year round, including large-scale exhibitions, thereby establishing itself as a major arts centre, of national and international standing.

This exhibition, Matisse et Picasso, la comédie du modèle, has received the prestigious ‘National Exhibition of Interest’ label for 2018, awarded by the Minister of Culture, Françoise Nyssen. Created by the Ministry of Culture, this label showcases and supports important and/or outstanding exhibitions organized by museums in France. It rewards an innovative museum offer and a previously unexplored theme, as well as the exhibition’s scenography and educational events and activities, thereby providing a wide public with the keys to new readings or interpretations of the material and artworks on display. 


The exhibition at the Musée Matisse in Nice is part of the Picasso-Méditerranée international cultural programme whose aim is to strengthen the links between institutions on all sides of the Mediterranean. For this occasion, the Museum benefits from the exceptional loan of forty artworks from the Musée national Picasso-Paris, along with one hundred and twenty prestigious loans of artworks by both Matisse and Picasso, coming from public institutions and private collections. 

These two giants of twentieth-century art have not been presented together since 2002 as part of the Matisse-Picasso exhibition that travelled to London, New York and Paris. The Musée Matisse was eager to return to the extraordinary dialogue that exists between these two artists. Moreover, it was in Nice and its surroundings, in places like Vallauris and Vence that the two men regularly rubbed shoulders from the 1940s onwards, both finding their inspiration in this Mediterranean setting.

Stemming from the notion of the «comedy of the model» referred to by Aragon in Henri Matisse, a novel, the Musée Matisse seeks to re-examine what was probably one of the most successful examples of mutual artistic rivalry and inspiration in the twentieth century. Between dialogue and competitiveness, the relationship between Matisse and Picasso was the subject of a permanent exchange. Subtle but captivating resonances exist in the work of both artists, which should be examined in light of the relationship enjoyed between each painter and his model: one of the main driving forces of the reflection carried out by both artists on the question of the representation of the body and the creative act.  

The exhibition is structured around four thematic sections, presenting in addition to the Museum’s collection, one hundred and fifty odd paintings, sculptures and graphic works by Matisse and Picasso. A photographic section compares the two artists at work in their respective studios, highlighting the differences and similarities between them. The exhibition is complemented by a presentation of archival documents: letters, exhibition catalogues, reviews and films, illustrating the history of their relationship.  

The exhibition Matisse et Picasso, la comédie du modèle is accompanied by an illustrated 160-page catalogue, featuring contributions by Claudine Grammont, Emmanuel Pernoud and Colline Zellal, and is published by Éditions Lienart, Paris