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Dal 2000 artblog di Domenico Olivero
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26/06/26
Lydia Ourahmane a Venezia
25/06/26
Federica Balconi per Fivefold Tuning
La programmazione di Fivefold Tuning prosegue con la giovane artista Federica Balconi (Monza, 1999).
La curatela di quest’anno, affidata a Giovanna Manzotti, introduce un cambio di paradigma nella scansione temporale della programmazione: non più una successione di mostre personali autonome, ma un racconto unitario che si sviluppa per stratificazioni, relazioni e continuità.
La scultura di Federica Balconi concepita per Platea, dal titolo Guastafeste, si configura come un’opera che, nella sua comparsa nello spazio con un’attitudine ironica e spiazzante — per colore, forma e postura —, instaura una felice relazione con | senza | soluzione di continuità, non senza interferire con il suo rigore formale. Elemento quasi residuale, finito lì all’improvviso dopo un qualche festeggiamento nella piazza antistante, l’opera è la rivisitazione scultorea di un festone che si prende spazio di azione e riposo, aggiungendo alla natura permeabile e collettiva dell’operazione un pizzico di gioco e di irriverenza.
La ricerca scultorea di Federica Balconi intreccia progettazione, meccanica e riferimenti all’architettura e al design, affrontati attraverso soluzioni compositive volutamente fragili e instabili. Le sue opere mettono in discussione la funzionalità dei materiali e le convenzioni costruttive, trasformando la logica progettuale in un esercizio di precarietà. Le strutture risultanti rivelano una dimensione ironica e disfunzionale, in cui la tensione tra razionalità tecnica e fallimento diventa elemento centrale del lavoro.
Come scrive la curatrice Giovanna Manzotti nel suo testo critico: «L’intervento di Balconi si configura come un’intromissione giocosa, ma anche come un gesto preciso, un’interferenza sottile e ricercata che nasce in seno a un esercizio di costante sintonizzazione. Ed è da questo punto di vista che le due opere si scoprono simili nella loro pur evidente diversità: per la capacità comune di “ascoltare” il contesto e di inserire un segno che, senza operazioni eclatanti, sia capace allo stesso tempo di rispettare lo spazio, interpretarlo e trasformarlo, dimostrando una profonda inclinazione verso l’accoglienza.»
Platea | Palazzo Galeano è un progetto dell’Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s., nata a Lodi nel 2020 con l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea sul territorio con una prospettiva internazionale. Cuore del progetto è una vetrina espositiva ricavata nella facciata di Palazzo Galeano, sempre illuminata, visibile giorno e notte e inaccessibile dall’esterno: un dispositivo che trasforma lo spazio urbano in esperienza visiva, offrendo l’opera allo sguardo del passante.
Oltre a Federica Balconi, la struttura temporale estesa di Fivefold Tuning concepita come un unico piano sequenza, vedrà la partecipazione di Lorena Bucur (Cremona, 1996), Diana Lola Posani (Milano, 1994) e Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) che entreranno progressivamente in scena tra giugno e novembre 2026, intervenendo sempre all’interno dell’ambiente ideato da Liliana Moro.
Il titolo del progetto evoca un’accordatura a cinque voci: un processo di armonizzazione che presuppone ascolto, prossimità e tensione condivisa. La voce iniziale — quella di Moro — stabilisce il ritmo entro cui le pratiche degli altri artisti si inseriscono, in un esercizio continuo di sintonizzazione tra linguaggi e sensibilità. In questo senso, la programmazione non si configura come una sequenza di eventi isolati, ma come un organismo in evoluzione, in cui ogni intervento modifica il contesto e viene a sua volta modificato da esso.
Con Fivefold Tuning, Platea consolida la propria identità come luogo di ricerca curatoriale, capace di concepire lo spazio espositivo come dispositivo attivo e la programmazione come un processo aperto, costruito nel tempo e nella relazione con il pubblico.
Il nome Platea, donato dall’artista Marcello Maloberti, sottolinea la centralità del pubblico e la dimensione collettiva dell’arte. In questa tensione tra display e città, Platea sviluppa un programma orientato a opere capaci di generare un “incidente di sguardo” e di inserirsi nel ritmo quotidiano dello spazio pubblico.
Testo di Giovanna Manzotti
È nell’intervento architettonico e installativo | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro che la scultura Guastafeste di Federica Balconi fa la sua comparsa con un’attitudine ironica e spiazzante, tanto per colore, quanto per forma e postura. Elemento quasi residuale, finito lì all’improvviso dopo un qualche festeggiamento nella piazza antistante, l’opera instaura una felice relazione con il lavoro di Moro, non senza interferire con il suo rigore formale. Questo oggetto color magenta è la rivisitazione scultorea di un festone che si prende spazio di azione e riposo. Se Moro, con le sue superfici riflettenti, ha aperto la vetrina alla città, riconfigurandola come presenza attiva nel contesto urbano, il gesto di Balconi rafforza questa attitudine e aggiunge alla natura permeabile e collettiva dell’operazione un pizzico di gioco e irriverenza.
Guastafeste, una volta collocato nella vetrina — a dispetto della sua già citata irriverenza e instabilità —, non appare come un oggetto estraneo ma, al contrario, si inserisce felicemente nella partitura definita da Moro, dilatandone la gamma dei registri espressivi e permettendo all’insieme di risuonare secondo una più ricca varietà di note. L’intervento di Balconi si configura così come un’intromissione giocosa, ma anche come un gesto preciso, un’interferenza sottile e ricercata che nasce in seno a un esercizio di costante sintonizzazione. Ed è da questo punto di vista che le due opere si scoprono simili nella loro pur evidente diversità: per la capacità comune di “ascoltare” il contesto e di inserire un segno che, senza operazioni eclatanti, sia capace allo stesso tempo di rispettare lo spazio, interpretarlo e trasformarlo, dimostrando una profonda inclinazione verso l’accoglienza. É una complicità nel disturbo che entrambe le artiste sembrano aver ricercato. Se il gesto di Moro è stato fondativo, quello di Balconi espande il campo delle possibilità sul quale saranno chiamati ad avvicendarsi gli altri artisti invitati nel palinsesto espositivo nei mesi a venire.
Composto da sottili moduli di legno lamellare di abete e faggio, tagliati al laser e verniciati con pittura al quarzo e smalto opaco, Guastafeste si caratterizza per una configurazione compositiva e funzionale che tradisce la sua matrice originaria. Da elemento in carta che trova abituale collocazione a muro o a soffitto, il festone diventa qui una traccia architettonica: una piccola colonna che poggia a terra e cerca di ergersi, trovando un equilibrio solo apparente. In questo sforzo, è come se essa si sgretolasse, crollando su se stessa; al contempo però cerca una forma, la rincorre, forse la trova, ed è in quel momento esatto che diventa altro da sé — un corpo strisciante che si stacca gradualmente dalla sua parte più rigida o, viceversa, una ghirlanda la cui struttura alveolare ben visibile si accorpa verso la fine del suo scheletro. Questo accade forse per rendere il suo atteggiamento più manifesto attraverso una serie di continui aggiustamenti posturali — amplificati dalle pareti riflettenti — che la rendono ai nostri occhi tanto autoironica, quanto volutamente determinata nel farsi avanti verso la sua entrata, o uscita, di scena.
Platea Educational
Parallelamente alla programmazione espositiva, torna Buon Compleanno Platea!, progetto educativo a cura di Bianca Basile, giunto alla quinta edizione. L’artista Nicola Biagetti guiderà un workshop con gli studenti del Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi, rinnovando il dialogo tra pratica artistica e formazione. Il progetto coinvolge i giovani in un processo creativo che riflette sulle relazioni tra spazio espositivo e spazio pubblico, in continuità con l’impianto curatoriale della stagione.
Il progetto grafico di Fivefold Tuning è a cura di Carolina Incerti.
24/06/26
GAM 4 Risonanza
23/06/26
Premio Paul Thorel al Macro
Promosso e organizzato dalla Fondazione Paul Thorel, il Premio nasce con l’obiettivo di sostenere artiste e artisti impegnati nella ricerca sull’arte digitale. Il progetto si articola in residenze, nuove produzioni artistiche, mostre con partner istituzionali e pubblicazioni nella collana editoriale di Nero Editions, e riattiva gli spazi e gli strumenti di lavoro dello studio-atelier dell’artista italo-francese Paul Thorel, pioniere dell’immagine e della fotografia digitale dagli anni Ottanta che si stabilì a Napoli nel 1994. La Fondazione Paul Thorel ha aperto al pubblico nel 2022 con un programma di ricerca e valorizzazione dell’archivio di Thorel e della sua collezione di arte italiana e internazionale, e il Premio dedicato alle pratiche artistiche contemporanee che interrogano il rapporto tra digitale, immagine e società.
«Le imperfezioni sono una forma di scarto produttivo rispetto alla logica dell’algoritmo e ai flussi di dati che governano la realtà. Con le loro opere, Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi attraversano il digitale che è diventato ormai infrastruttura del presente, mettendone in crisi trasparenza, velocità e controllo. La mostra apre insomma uno spazio di attrito nel regime della previsione: è un esercizio di resistenza minima, dove il reale torna a farsi instabile e umano».
Le imperfezioni è la mostra delle artiste che hanno vinto la 3ª edizione del Premio Paul Thorel: Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi. Tre artiste nate all’inizio degli anni Novanta, per le quali il digitale non rappresenta una scelta, ma una condizione pervasiva: un dispositivo che amplifica la realtà, ma la comprime anche dentro un immaginario virtuale codificato e limitante, che intrappola la libertà individuale dentro protocolli aziendali e confonde spazio pubblico e privato. Il titolo della mostra è una parola complessa, femminile e plurale, che restituisce tre caratteristiche di questa terza edizione del Premio Paul Thorel.
Le imperfezioni sono anche l’antidoto alla perfezione prevedibile degli algoritmi, alla computazione che penetra ogni aspetto della vita umana, a una macchina che si è infiltrata nei meccanismi di creazione dell'identità e di produzione della conoscenza. Le opere in mostra cercano la dimensione umana in questa società iper-stimolata dal digitale, sospesa tra le visioni religiose del tecno-futuro dalla Silicon Valley e la paranoia di un futuro già scritto dall’IA. Sono un gesto di resistenza che passa per il do it yourself, il fai da te – che è sporco, incompleto, sbagliato – e, all’astrazione e all’esattezza dei dati, oppone glitch e materiali residuali estratti dal mondo del consumo e del controllo.
Il Premio Paul Thorel è una piattaforma di ricerca dedicata alla scena artistica italiana e internazionale, con un focus sulle arti digitali e sull’immagine contemporanea come linguaggio e orizzonte estetico. Ogni anno la Fondazione, insieme a un comitato di esperti, curatori e direttori di museo, seleziona dodici artisti con progetti inediti da realizzare durante una residenza pensata per riattivare gli spazi e gli strumenti di lavoro di Paul Thorel a Napoli, dove l’artista trasferì il suo studio nel 1994. La giuria sceglie tre vincitori, e la Fondazione produce e presenta le opere commissionate in collaborazione con un’istituzione museale — nel 2024 alle Gallerie d’Italia di Napoli, nel 2025 al Museo Madre – Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli, e nel 2026 al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. La Fondazione pubblica anche un libro d’artista per ciascun vincitore in collaborazione con la casa editrice NERO Editions.
22/06/26
ITALICS annuncia PANORAMA 2027
Si svolgerà a Genova, a fine giugno 2027, la sesta edizione di Panorama, inaugurando una nuova fase della mostra d’arte diffusa ideata da ITALICS, rete istituzionale nata nel 2020 che oggi coinvolge le principali gallerie di arte antica, moderna e contemporanea con sede in Italia. A firmare la curatela di Panorama Genova sarà Arturo Galansino.
Nell’autunno 2026 ITALICS celebrerà i cinque anni di Panorama con la pubblicazione di un volume dedicato alle prime cinque edizioni della mostra diffusa e alle principali attività sviluppate dalla sua fondazione.
Per la sua sesta edizione, Panorama avvia una nuova fase di consolidamento e sviluppo del progetto, scegliendo Genova come sede della prossima tappa e segnando una nuova scansione nel calendario degli appuntamenti dedicati all’arte. La mostra diffusa e itinerante ideata da ITALICS – rete istituzionale nata nel 2020 che oggi coinvolge circa sessanta tra le più importanti gallerie di arte antica, moderna e contemporanea con sede in Italia – si terrà a fine giugno 2027 nel capoluogo ligure e sarà curata da Arturo Galansino, storico dell’arte e direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze.
La scelta di spostare Panorama all’inizio dell’estate segna un’evoluzione naturale del progetto e risponde alla volontà di rafforzarne il posizionamento nel contesto internazionale, individuando una finestra temporale in sintonia con il calendario globale dell’arte e favorendo un’ampia partecipazione di pubblico, professionisti e operatori del settore, ampliando al contempo le opportunità di dialogo e di scambio per i territori, le istituzioni e le comunità coinvolte.
È in questa prospettiva che, dopo le edizioni di Procida (2021), Monopoli (2022), L’Aquila (2023), Monferrato (2024) e Pozzuoli (2025), Panorama approda a Genova nel 2027: una città che, per la sua storia di scambi, attraversamenti e stratificazioni, interpreta in modo particolarmente efficace la vocazione della manifestazione a mettere in relazione arte, luoghi e persone. Crocevia del Mediterraneo e custode di un patrimonio storico e culturale di straordinaria ricchezza, Genova offre infatti il contesto ideale per proseguire questo percorso di ricerca e sperimentazione. In questa prospettiva, Panorama rappresenta anche un’occasione per guardare alla Liguria come a un sistema culturale articolato, dove città, borghi e paesaggi concorrono a definire un’identità di straordinaria complessità e fascino.
A guidare questa nuova edizione sarà Arturo Galansino, che raccoglie il testimone dei curatori delle precedenti edizioni – Vincenzo de Bellis (Procida 2021 e Monopoli 2022), Cristiana Perrella (L’Aquila 2023), Carlo Falciani (Monferrato 2024) e Chiara Parisi (Pozzuoli 2025) – proseguendo il percorso di ricerca che caratterizza Panorama fin dalla sua nascita. La sua curatela sarà chiamata a interpretare la complessità storica, culturale e urbana di Genova, trasformando la città in una piattaforma di incontro tra opere, luoghi e comunità.
A testimonianza della continuità e della crescita del progetto, nell’autunno 2026 ITALICS pubblicherà un volume dedicato ai primi cinque anni di Panorama. Attraverso testi, immagini e contributi critici, la pubblicazione – edita da Allemandi – ripercorrerà le prime cinque edizioni della mostra diffusa, documentandone l’evoluzione e il dialogo costruito nel tempo tra arte, territori e comunità. Il volume offrirà inoltre l’occasione per restituire una visione d’insieme delle attività sviluppate da ITALICS dalla sua fondazione e per accompagnare l’avvio di una nuova fase del progetto.
21/06/26
20/06/26
Un MET orientalista
Il Met di New York ci offre, fino al 28 febbraio 2027, una bella mostra interculturale fra l' Europa e il Medio Oriente, in questi tempi di crescente complessità fra queste due dimensioni socio-culturali.
Il titolo "Orientalismo: Tra realtà e fantasia" propone una visione che vuole mettere in discussione certi luoghi ancora oggi comuni sulle terre d'oriente. Con una scelte delle opere d'arte ideate tradizionalmente come orientaliste, in dialogo con oggetti provenienti dal Medio Oriente, favorendo una comprensione più profonda dei contesti di scambio tra culture, a partire dalla conquista napoleonica dell'Egitto nel 1798 e culminando con un'esplorazione del pittore ottomano formatosi in Francia, Osman Hamdi Bey (1842-1910).
La mostra mette in luce le tradizioni dell'arte e della cultura islamica che affascinarono i nostri antenati del XIX secolo, accanto alle creazioni europee e americane, esplorando le complesse questioni relative all'influenza e all'appropriazione culturale. Questa è la prima mostra al Met dedicata all'Orientalismo e la prima grande collaborazione tra i Dipartimenti di Pittura Europea e di Arte Islamica.
19/06/26
100 Marisa Merz
18/06/26
Leonardotheka
Per la gioia degli appassionati di Leonardo da Vinci è stato aggiornato "Leonardotheka" dove ora è possibile trovare una vasta raccolta delle sue opere digitalizzate, provenienti dalla Royal Collection di Windsor e dal Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Il progetto è ideato dal Museo Galileo di Firenze col Royal Collection Trust, la Biblioteca Ambrosiana e la Biblioteca Leonardiana di Vinci.
link https://teche.museogalileo.it/leonardo/home/index.html
17/06/26
Corpi musicali
Dal battere le mani e i piedi al beatboxing e al fischio, il corpo umano è uno strumento musicale. Gli strumenti musicali, a loro volta, spesso traggono la loro forma e decorazione dal nostro corpo. In tutto il mondo e attraverso i secoli, gli strumenti emergono come potenti veicoli che rappresentano le nostre voci, le nostre azioni e la nostra identità non solo nella musica, ma anche nelle arti visive, nella letteratura, nella religione, nella cultura pop e nella mitologia.
La mostra è resa possibile grazie al contributo di Barbara Tober, del Diane W. and James E. Burke Fund, della William Randolph Hearst Foundation e del Gail and Parker Gilbert Fund.
Ulteriore supporto è fornito da Anonymous, The Dancing Tides Foundation, il Vanguard Council e The Augustine Foundation in memoria di Rose Augustine.
Il catalogo è stato realizzato grazie al Fondo per le pubblicazioni Mary C. e James W. Fosburgh.
Ulteriore supporto è fornito da Kenneth e Anna Zankel
#MetMusicalBodies




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