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23/09/26

Festival dei Cabanes

foto di Daniele Molajoli 
 
Nei giardini di Villa Medici si svolge fino al 28 settembre 2026, la sua quinta edizione del Festival dei Cabanes che riunisce sei creazioni inedite e una programmazione artistica multidisciplinare, al crocevia tra architettura e paesaggio.

Sin dalla sua creazione nel 2022, il festival trasforma ogni estate i giardini storici dell’Accademia di Francia a Roma in un laboratorio di sperimentazione e pratica architettonica. La nuova edizione presenta sei cabanes da visitare nei giardini, una libreria temporanea e una programmazione artistica multidisciplinare.

Le sei cabanes sono creazioni architettoniche originali ideate da sei team con pratiche e orizzonti diversi: Bento Architecture, l’ECAL/Ecole cantonale d’art de Lausanne con Mutina, la Fondation Huttopia, la NABA/Nuova Accademia di Belle Arti, PRÌA e VELIA, e salazarsequeromedina.

foto di Daniele Molajoli 

L’idea della cabane (capanna), che dà il nome al Festival, è il punto di partenza di un dialogo tra architetti, artisti, designer e paesaggisti su diverse tematiche: come proporre forme architettoniche non invasive? Quali soluzioni abitative sostenibili per il futuro?

Realizzate in legno, acciaio, mattoni o materiali di recupero, le cabanes sono collocate nei quadrati dello storico giardino, rettangoli di prato piantumati con pini, alcuni dei quali hanno quasi 200 anni, e delimitati da siepi di alloro, bosso, quercia verde e mirto. Passeggiare di capanna in capanna offre una nuova esperienza dei giardini di Villa Medici e invita a salire in alto per apprezzare il panorama mozzafiato su Roma.

foto di Daniele Molajoli 

22/09/26

Fiorire


 Vista dell'installazione, 2026 © Staatliche Kunsthalle Baden-Baden, Stefan Altenburger Photography, Zurigo

Fiorisci! è la prima mostra congiunta della Staatliche Kunsthalle Baden-Baden e del Badisches Landesmuseum.

Pochi motivi sono così onnipresenti, versatili ed espressivi come il fiore. Per millenni è stato presente nelle società umane come ornamento, attributo o simbolo. I fiori evocano emozioni intense, ricordi vividi e immagini potenti, plasmate dalla loro bellezza, dal loro profumo e dai loro molteplici significati.

Vista dell'installazione, 2026 © Staatliche Kunsthalle Baden-Baden, Stefan Altenburger Photography, Zurigo


Le posizioni artistiche contemporanee si confrontano con opere d'arte e oggetti storico-culturali provenienti dalle collezioni del Museo Statale del Baden. Nell'interazione tra arte contemporanea e reperti storici, i motivi floreali ridefiniscono costantemente il loro significato: come simboli di movimenti politici, come espressioni di desiderio e resistenza, o come portatori di memorie personali.

Bloom up! apre nuove prospettive sui significati culturali, sociali e personali dei fiori e rivela quanto arte, storia e presente siano strettamente intrecciati.

Artisti Ketuta Alexi-Meskhishvili Allora & Calzadilla Belia Zanna Geetha Bruckner Petrit Halilaj & Álvaro Urbano Jonas Mekas Willem de Rooij Taryn Simon Sissel Tolaas


Vista dell'installazione, 2026 © Staatliche Kunsthalle Baden-Baden, Stefan Altenburger Photography, Zurigo

21/09/26

Lawrence Weiner da De Carlo


Presso la galleria Massimo De Carlo di Milano è in corso un bella mostra su Lawrence Weiner dal titolo "E la massa determinata alla base di tutto".

Per oltre mezzo secolo ha inciso parole su muri, edifici, tombini, pelle, spesso con un carattere tipografico da lui stesso disegnato (Margaret Seaworthy Gothic), nella lingua del luogo in cui venivano lette. Le parole sono la scultura, e una scultura può vivere ovunque.


Ha eluso ogni etichetta che gli è stata affibbiata – proveniva dalla pittura, dalla scultura su tela e dalla performance, dagli stessi anni dell'Arte Povera e della Land Art – e ha mantenuto un istinto democratico in ogni momento: l'opera non richiede alcuna conoscenza pregressa, solo la volontà di leggerla. Il suo soggetto non è mai stata la frase in sé, ma ciò che la frase racchiude – il modo in cui un materiale incontra un altro.


20/09/26

Mel Chin al Moca di Hiroshima



foto della mostra di Kenichi Hanada

La città di Hiroshima, è stata la prima al mondo a subire un bombardamento atomico, per ricordare questo evento è stato istituito il Premio d'Arte di Hiroshima nel 1989 con l'obiettivo di trasmettere al mondo, attraverso l'arte, lo "Spirito di Hiroshima": il desiderio di una pace mondiale duratura e della prosperità dell'umanità. Il premio viene assegnato ogni tre anni.

Fino al 12 Ottobre il Museo d'Arte Contemporanea di Hiroshima presenta una mostra commemorativa dedicata a Mel Chin, vincitore del 12° Premio d'Arte di Hiroshima.

Mel Chin (1951–) è un artista che ha sviluppato idee ispirate a complesse problematiche sociali, tra cui quelle ambientali, esprimendole attraverso metodi personali che trascendono le categorie artistiche convenzionali. La sua opera, unica e variegata – che spazia dalla scultura al disegno, dalla pittura al video, dall'animazione ai videogiochi, fino alle installazioni pubbliche di grandi dimensioni – ha coinvolto un pubblico eterogeneo e promosso una maggiore consapevolezza sociale. 


foto della mostra di Kenichi Hanada


Ha inoltre intrapreso progetti a lungo termine che integrano la collaborazione con le comunità locali e approcci scientifici, esplorando come l'arte possa ispirare coscienza e responsabilità sociale. Questa mostra, la prima personale di Mel Chin in Giappone, offre una panoramica completa della sua carriera, riunendo molte delle sue opere più significative insieme a nuovi lavori creati appositamente per Hiroshima. Attraverso queste opere, la mostra mette in luce il potenziale dell'arte di catalizzare la trasformazione sociale e la trasformazione personale.



foto della mostra di Kenichi Hanada

19/09/26

Biennale di Lione



Oggi prende avvio la Biennale di Lione che con titolo “Passare da un sogno all’altro”, trae ispirazione dalle traboules – i caratteristici passaggi che attraversano cortili ed edifici di Lione – per esplorare il passaggio da una modalità di percezione all’altra, da un sogno collettivo all’altro. Lione, crocevia di commercio e industria, diventa il punto di partenza per una riflessione sull’economia, intesa qui come l’insieme dei processi attraverso i quali esseri interdipendenti acquisiscono, trasformano e fanno circolare ciò che sostiene la loro esistenza.

Attingendo agli scritti di Walter Benjamin e ai "Principi d'économie poétique" di Robert Filliou , Catherine Nichols sviluppa un progetto che si colloca tra critica e invenzione. Mentre Benjamin rivela come il capitalismo produca un sogno collettivo la cui continuità deve essere interrotta, Filliou propone che altre forme di economia possano essere esplorate attraverso pratiche artistiche e sociali. La Biennale si concentra su quei momenti in cui l'apparente stabilità del presente inizia a incrinarsi e altri immaginari diventano possibili.

Dislocata in diversi luoghi emblematici di Lione, la mostra si snoda attraverso dimensioni intrecciate: quella industriale alle Grandes Locos, quella relazionale al Musée des Tissus e quella esistenziale al macLYON. Qui, l'economia si estende oltre la dimensione monetaria per abbracciare forme di attenzione, cura, relazioni e immaginazione che strutturano la vita collettiva.

Concepita come un percorso di passaggio, la Biennale invita i visitatori a muoversi attraverso la città in modo diverso e a sperimentare modalità alternative di fare e pensare all'economia


18/09/26

Giornate Europee del Patrimonio, in Italia


Saranno Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 le GEP - Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal Ministero della Cultura.

Nelle due giornate sono previste visite guidate, aperture straordinarie, convegni e tante altre iniziative che avranno luogo nei musei e nei luoghi della cultura pubblici e privati presenti su tutto il territorio nazionale.

Inoltre, per sabato sono in programma aperture straordinarie serali dei musei statali con ingresso al costo simbolico di 1 euro.

Il tema dell’edizione 2026 è “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. Il programma delle iniziative, con gli orari e tutte le informazioni per partecipare, è costantemente aggiornato a cura dei luoghi della cultura: cliccare sull'immagine qui sotto a sinistra per gli appuntamenti delle giornate di sabato 26 e domenica 27 e sull'immagine a destra per le aperture straordinarie di sabato sera.

Tutte le info sui siti aperti le trovate al link   https://cultura.gov.it/giornate-europee-del-patrimonio-2026 

17/09/26

Aqva. Catastrofe e meraviglia


 

La Biblioteca Vaticana continua il suo prezioso percorso espositivo con la nuova mostra «Aqva. Catastrofe e meraviglia» che vede coinvolti diversi artisti, oggetti e libri del passato e del presente. Per la prima volta viene anche ideata un’installazione sulla facciata dell’edificio del celebre artista JR che dialoga con un’opera proposta all’ interna di Gustave Dorè sul mitico tema del diluvio.

 

Perno del progetto il famoso testo dell’ “Aquatilium animalium historia” un affascinante raccolta sulla vita marina stampato nel 1557, ma anche il cibo e la sua realizzazione.


Questa mostra fa parte del ciclo "Catastrofe e Meraviglia", un viaggio nelle paure che possono trasformarsi in conoscenza e bellezza. L’acqua è minaccia e principio vitale in libri antichi e creazioni contemporanee. JR porta sulla facciata della Biblioteca "Diluvium", immagine del cambiamento climatico e di un’IA che "sta assorbendo tutto questo sapere". Bill Moran trasforma lettere e segni tipografici in creature marine, lo chef Fulvio Pierangelini racconta la cucina come "atto sociale".



Con il ciclo Catastrofe e Meraviglia la Biblioteca Apostolica Vaticana ha deciso di guardare negli occhi le proprie paure. “Nella Bibbia – ha ricordato il viceprefetto della BAV e curatore della mostra don Giacomo Cardinali, presentando oggi, 14 settembre, l’iniziativa poco prima dell’arrivo, in visita, di Papa Leone XIV – l'invito a non avere paura torna 365 volte, cioè una per ogni giorno”. Paura che abbiamo come singoli e come comunità e che può diventare pericolosa, “perché ci rende molto controllabili e chi gioca con essa può usarla in maniera molto sporca. Più aumenta la paura, più diminuisce la libertà”.



Nell'inaugurare la mostra “AQVA” che apre il ciclo “Catastrofe e meraviglia”, Leone XIV incontra il personale dell’Archivio Apostolico e della Biblioteca Apostolica. Esorta ad …


Oggettivando lo spavento, la Biblioteca Vaticana inizia il ciclo affrontando uno dei timori maggiori per chi lavora con i libri: l’acqua. 

“L'anno prossimo – spiega Cardinali – vedremo la luce e l'aria, poi avremo il fuoco, quindi gli insetti e i microorganismi, infine l'uomo, costruttore ma anche distruttore di libri. In 5 anni noi vedremo tutto quello che ci terrorizza e lo scopo di queste mostre è di portare il pubblico dentro un percorso che comincia con il panico, ma poi si trasforma in qualcosa di positivo”.



16/09/26

I disegni di Pope

foto mostra , Certainly an Act: Works on Paper by Pope.L. Photo: Daniel Terna


 Il Drawing Center di New York ospita una mostra dei disegni di Pope L. fino al 27 Settembre. 

«Segnare qualcosa significa creare una differenza, forse un mondo, forse una ferita, certamente un atto», scrisse Pope.L (1955–2023), un artista per il quale il disegno non è mai stato semplicemente un mezzo, ma un modo di pensare al mondo. Per oltre cinquant'anni, Pope.L ha coltivato una pratica espansiva che spaziava dalla performance alla scrittura, dall'installazione alla pittura, dal collage agli oggetti e alle opere su carta, per un totale di migliaia di lavori. Per lui, disegnare non significava semplicemente tracciare un segno sulla carta; era un evento che si svolgeva nel tempo. Una linea tracciata sulla carta trova il suo analogo nel corpo che striscia sull'asfalto, nel linguaggio ripetuto fino al collasso, o nelle sostanze quotidiane spalmate, sparse o stratificate su una superficie. Certamente un Atto riunisce diversi corpus di opere su carta interconnesse, a dimostrazione del fatto che il disegno era un'attività centrale nella pratica di Pope.L e che, nelle sue mani, era persino una metafora della creazione artistica stessa.

foto mostra , Certainly an Act: Works on Paper by Pope.L. Photo: Daniel Terna

Nato William Pope a Newark, nel New Jersey, nel 1955, Pope.L è cresciuto in un ambiente di profonda instabilità causata da povertà, tossicodipendenza, assenza familiare e precarietà abitativa. Queste esperienze sono rimaste centrali nel suo lavoro, non solo come soggetto, ma anche come punto di vista che ha plasmato il suo duraturo interesse per le più ampie condizioni attraverso cui i corpi sociali si formano e vengono marginalizzati. Allievo dell'artista Fluxus Geoffrey Hendricks e influenzato da figure chiave dell'arte concettuale del XX secolo, tra cui Marcel Duchamp, Joseph Beuys, Vito Acconci e Adrian Piper, Pope.L ha abbracciato l'idea che il confine tra arte e vita sia fondamentalmente poroso. Ha ripetutamente riproposto, rivisto e "versionato" i suoi progetti, complicando le modalità con cui le istituzioni tradizionalmente organizzano la produzione artistica secondo categorie predefinite di mezzo e cronologia.

Nel corso della sua pratica, Pope.L è tornato insistentemente alla complessa categoria di razza, indagando come le nozioni di razza vengano costruite e diffuse attraverso testi, immagini, merci e incontri sociali. Umorismo e assurdità diventano strumenti cruciali: volti caricaturali compaiono accanto a frammenti di parole; marchi come "Wite-Out" riecheggiano e complicano le idee di bianchezza e nerezza; materiali deperibili come burro d'arachidi, farina e Pop-Tarts sono impiegati come metafore del corpo, dell'abiezione, del consumo e della sopravvivenza. Nell'opera di Pope.L, l'identità razziale appare allo stesso tempo ipervisibile e instabile.

foto mostra , Certainly an Act: Works on Paper by Pope.L. Photo: Daniel Terna

"Sono sospettoso delle cose che hanno un senso", disse una volta Pope.L. Assurde per definizione, le opere di questa mostra non sono destinate a essere decodificate. Al contrario, Certainly an Act insiste sul fatto che il disegno, nella sua essenza più profonda, rimane un atto di indagine: un modo per chiedersi come il significato possa essere creato e allo stesso tempo annullato.


15/09/26

Galleria Simóndi nella nuova sede di Palazzo Scaglia di Verrua


 Galleria Simóndi, Palazzo Scaglia di Verrua - ph Lorenzo Gastaldi

"Inspira. Trattieni. Espira" con questo titolo si inaugura la nuova sede della galleria Simondi e celebra un momento di passaggio, trasformandolo in un'occasione di incontro e di condivisione. È una mostra, ma anche una festa: un invito ad abitare uno spazio nuovo e a riconoscere il valore del tempo che esso suggerisce, facendone un rito condiviso.

La festa, in questo senso, non è l'eccezione rumorosa che interrompe la quotidianità. È un tempo comune, sottratto alla produttività, alla velocità e all'urgenza, che restituisce spazio all'incontro e alla presenza. È il momento in cui una comunità si riunisce non soltanto per guardare, ma per riconoscersi attorno a un'esperienza condivisa.

La galleria trova oggi casa all'interno di Palazzo Scaglia di Verrua, uno dei pochi palazzi rinascimentali ancora visibili a Torino. Attraversarne il cortile significa rallentare naturalmente il passo. La città rimane appena oltre il portone, mentre lo spazio interno apre a un luogo di quiete, contemplazione e attenzione. Non uno spazio separato dal mondo, ma un punto da cui tornare a guardarlo con maggiore consapevolezza.

Da questa esperienza nasce il titolo della mostra. Il respiro scandisce la vita con un ritmo essenziale, comune a ogni essere vivente: inspirare, trattenere, espirare. Un gesto semplice, spesso inconsapevole. Il respiro non interrompe il tempo: ne rivela il ritmo. Ci ricorda che ogni pausa non è una sospensione della vita, ma la condizione che rende possibile continuare a osservare e immaginare.

Le opere riunite in mostra restituiscono la pluralità di sguardi che caratterizza il percorso della galleria. Attraverso linguaggi differenti — fotografia, scultura, suono, installazione, video — gli artisti interrogano alcune delle questioni più urgenti del nostro presente: le trasformazioni ambientali, i conflitti, le migrazioni, i confini, le fragilità dei sistemi politici e sociali. Non cercano di rappresentare il mondo in modo esaustivo, né di offrire risposte definitive. Piuttosto, aprono uno spazio di percezione. 

Il percorso espositivo presenta un'opera di ciascun artista rappresentato e opere di artisti con i quali la galleria ha avviato un dialogo, riconoscendone il valore della ricerca. È un gesto che guarda contemporaneamente al percorso costruito fino a oggi e a quello che ancora deve prendere forma. Ogni opera custodisce una storia, ma insieme alle altre diventa parte di un racconto più ampio, capace di delineare una direzione comune senza rinunciare alla pluralità delle ricerche. Uno sguardo che tiene insieme memoria e prospettiva, radicamento e trasformazione.

La serata inaugurale accoglierà The Outsider (live), la performance sonora site-specific di Roberto Casti. Il progetto prende forma dai suoni del contesto urbano: il paesaggio sonoro del quartiere viene registrato e restituito dal vivo all'interno della galleria, intrecciandosi a un set di improvvisazione analogico e digitale influenzato dalle presenze sonore provenienti dall'esterno.

Ogni performance è irripetibile, perché prende forma dalla relazione con il luogo che la ospita e con il paesaggio sonoro che lo attraversa. Un'opera che non chiude la mostra, ma ne prolunga il gesto inaugurale, mettendo in dialogo ciò che è fuori e ciò che è dentro e immaginando il loro confine come uno spazio di scambio, interdipendenza e alleanza. 

Il respiro della città incontra così quello della galleria.

Inspira. Trattieni. Espira. è un invito.

A fare del tempo una pratica di attenzione.

A condividere un passaggio.

A celebrare l'inizio di una nuova storia attraverso un respiro comune.


INSPIRA. TRATTIENI. ESPIRA - CAPITOLO 1

Chiara Baima Poma / Botto&Bruno / Fatma Bucak / Roberto Casti / Paola De Pietri / Francesca Ferreri / Eva Frapiccini / Giulia Iacolutti / Emily Jacir / Marguerite Kahrl / Lala Meredith-Vula / Laura Pugno / Victoria Stoian /  Flaminia Veronesi / Morigen Yan.

INAUGURAZIONE 17 settembre 2026, 18:00—23:00

DURATA 18.09—10.10.2026

PALAZZO SCAGLIA DI VERRUA  via Stampatori, 4 - Torino  Simondi

14/09/26

Toronto Biennal



La Biennale d'Arte di Toronto, inaugurata nel 2019, ha riscosso un grande successo di pubblico e critica. La Biennale offre una comprensione più approfondita delle pratiche artistiche contemporanee e sta costruendo un'eredità di programmi artistici contemporanei gratuiti, inclusivi e accessibili a Toronto e nelle comunità circostanti.

La Biennale d'Arte di Toronto (TBA), sotto la continua direzione della Direttrice Esecutiva Fondatrice Patrizia Libralato, svela oggi un ricco programma per la sua quarta edizione, intitolata Things Fall Apart. Dal 26 settembre al 20 dicembre 2026, la mostra di 12 settimane che coinvolgerà tutta la città presenterà opere di oltre 30 artisti e collettivi, tra cui 16 nuove commissioni.

Curata da Allison Glenn, Things Fall Apart è incentrata su una domanda fondamentale: cosa possiamo imparare dagli artisti che esplorano la rottura come strumento ontologico o come modo di comprendere? 

Prendendo spunto dalle geografie condivise dei Grandi Laghi, la TBA 2026 traccia anche le ampie e interconnesse relazioni tra oltre venti corsi d'acqua internazionali, rotte commerciali e viaggi che attraversano cinque continenti. Il dialogo che emerge tra queste vie navigabili globali e le reti commerciali amplia un'indagine sulle vie navigabili iniziata dalla Biennale del 2019, che ha esaminato in particolare le geografie di Toronto.