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16/11/18

Antoon van Dyck a Torino




Oggi presso le  Sale Palatine della Galleria Sabauda, dei Musei Reali di Torino,  apre al pubblico la straordinaria mostra dedicata ad Antoon van Dyck (Anversa, 1599 - Londra, 1641), uno dei più grandi artisti del Seicento europeo, il miglior allievo di Rubens che rivoluzionò l’arte del ritratto del XVII secolo. Personaggio di fama internazionale, gentiluomo dai modi raffinati, artista geniale e amabile conversatore, Van Dyck fu pittore ufficiale delle più grandi corti d’Europa. 




Attraverso un percorso espositivo che si dispiega in quattro sezioni, 45 tele e 21 incisioni, la mostra Van Dyck. Pittore di corte intende far emergere l’esclusivo rapporto che l’artista ebbe con le corti italiane ed europee. Dipinse capolavori unici per elaborazione formale, qualità cromatica, eleganza e dovizia nella resa dei particolari, soddisfacendo le esigenze di rappresentanza e di status symbol delle classi dominanti: dagli aristocratici genovesi ai Savoia, dall’arciduchessa Isabella alle corti di Giacomo I e di Carlo I d’Inghilterra. 
Le sue opere sono un modo per entrare nel fastoso universo seicentesco, per scoprire le ambizioni dei personaggi che si fecero ritrarre dalla “gloria del mondo”: così Carlo I amava definire il maestro fiammingo, per accrescere il lustro e il prestigio della corte. 





Proprio in Italia, dove Van Dyck soggiornò per sei anni, dal 1621 al 1627, visitando numerose città e dove potè approfondire lo studio dell’arte italiana e in particolare quella veneta, avviò i contatti con l’aristocrazia genovese, i sovrani torinesi e i duchi di Firenze, committenti che lo condussero a  specializzarsi nella ritrattistica. Formandosi sui modelli di Tiziano e rispondendo alle esigenze celebrative della committenza, Van Dyck elaborò un genere del tutto personale, caratterizzato da una grande perfezione formale. Opere come la Marchesa Elena Grimaldi Cattaneo, il Cardinale Guido Bentivoglio, Emanuele Filiberto Principe di Savoia, l'Arciduchessa Isabella Clara Eugenia in abito monastico, Il Principe Tomaso di Savoia Carignano, Carlo I e la Regina Enrichetta Maria sono esempi sublimi dei suoi ritratti che, per la naturalezza e spontaneità dei gesti, per la cura estrema nella resa dei materiali preziosi come sete e merletti, per le pennellate impalpabili che creano atmosfere vibranti e seducenti, esercitano ancora oggi un fascino irresistibile. 

Grandi e importanti sono anche le tele dedicate ai miti, i cui racconti erano tanto in voga nell’iconografia del tempo, come Giove e Antiope, Amarilli e Mirtillo, Vertumno e Pomona e Venere nella fucina di Vulcano. 






All’artista i Musei Reali di Torino e Arthemisia dedicano una grande esposizione  incentrata sulla sua vasta produzione di ritratti e non solo: le opere, 45 dipinti e 21 incisioni, provengono dai musei italiani e stranieri più prestigiosi come la National Gallery di Washington, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Londra e la Collezione Reale inglese, la Scottish National Gallery di Edimburgo, il Museo Thyssen-Bornemiza di Madrid, il Kunsthistorishes Museum di Vienna, l’ Alte Pinakotek di Monaco, il Castello Arcivescovile di Kromeriz presso Praga, le Gallerie degli Uffizi, i Musei Capitolini di Roma, la Ca’ d’Oro di Venezia, la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, il Palazzo Reale e i Musei di Strada Nuova di Genova, in dialogo con l’importante e corposo nucleo di capolavori della Galleria Sabauda

La mostra è organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Musei Reali di Torino e al Gruppo Arthemisia, con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino


La cura dell’esposizione è affidata ad Anna Maria Bava e Maria Grazia Bernardini e a un prestigioso comitato scientifico, composto da alcuni tra i più noti studiosi di Van Dyck quali Susan J. Barnes, Piero Boccardo e Christopher Brown


L’iniziativa è sostenuta da Generali Italia attraverso Valore Cultura, il programma per promuovere l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano e avvicinare un pubblico vasto e  trasversale - famiglie, giovani, clienti e dipendenti - al mondo dell’arte attraverso l’ingresso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi e attività di divulgazione artistico-culturali con lo scopo di creare valore condiviso. 


La mostra vede come special partner Ricola, sponsor tecnico Trenitalia e radio partner Radio Dimensione Suono. L’evento è consigliato da Sky Arte. Il catalogo è edito da Arthemisia Books



Menarini Pills of Art





 Piacevolmente istruttivo il nuovo sito multimediale di Menarini che con la sezione "Menarini Pills of Art" propone un divertente approccio alla storia dell’arte italiana.

Con questa iniziativa il gruppo Menarini entra nei musei per far conoscere le curiosità legate alle opere dei più celebri artisti rinascimentali

Un’iniziativa che conferma la vocazione artistica dell’azienda che, da più di 60 anni, pubblica ogni anno una monografia inedita dedicata ai grandi “maestri della bellezza”: una tradizione iniziata nel 1956, che continua nel tempo e si evolve.

In questa sezione, attraverso dei brevi video, faremo un viaggio nella storia dei nostri volumi d’arte, raccontando aneddoti delle opere più famose che sono state, o che saranno, protagoniste dei nostri volumi. In questa avventura saremo accompagnati da “guide” d’eccezione: una su tutte il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt.


15/11/18

Schegge di speranza alla Fondazione Merz con Petrit Halilaj





Un lampo di vita fa esplode il letto portandoci fra dolore e speranza






La vita, come i sogni, è un teatro in cui tutti noi attraversiamo esperienze, con i nostri desideri, paure, dubbi che prendono il volo.




Ci accompagnano musiche antiche che risuonano nei nostri attimi.

Ogni luogo è simili, ogni esistenza è in continuo stravolgimento.

Restano i coraggiosi che salvano le speranze e producono gioia.













Petrit Halilaj con Shkrepëtima alla Fondazione Merz fino al 3 Febbraio 2019

14/11/18

Storie milanesi



Oggi ho trovato questo bel sito Storie Milanesi che unisce la storia di una città (Milano) e alcuni sui personaggi legati alle arti visive.

Si tratta di un progetto della Fondazione Adolfo Pini, curato da Rosanna Pavoni, con la collaborazione di diversi enti : Associazione Amici di Lalla Romano, Associazione ‘Per Mario Negri-Per la Scultura’, Casa del Manzoni, Centro Artistico Alik Cavaliere, FAI – Fondo Ambiente Italiano villa Necchi Campiglio, Fondazione Achille Castiglioni, Fondazione Boschi Di Stefano, Fondazione Franco Albini, Fondazione Corrente – Studio Treccani, Fondazione Studio Museo Vico Magistretti, Museo Bagatti Valsecchi, Museo Poldi Pezzoli, Spazio Tadini, Studio Museo Francesco Messina.

Semplice, ben fatto, multinformativo e anche in inglese.

Visitandolo si scoprono tanti stupendi angoli di questa trascurata città e personaggi affascinanti.

Visitatelo e fatemi sapere le vostre impressioni, d.o) 

13/11/18

Molten di Nicola Martini




La galleria Dittrich& Schlechtriem propone fino al 16 Novembre un bell'intervento di Nicola Martini dal titolo "Molten". 




Opera che spazia nella galleria fra installazione e scultura in in progress continuo per tutta la durata dell'esposizione, lavorando il particolare materiale che vive uno stato di trasformazione continua.  












12/11/18

I vincitore del Italian Council 2018





Sono stati assegnati dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, le borse di supporto per i dieci progetti vincitori della quarta edizione di Italian Council, il programma a sostegno dell’arte contemporanea italiana promosso dalla DGAAP.

Tra le candidature arrivate da tutto il mondo sono state selezionate le proposte degli artisti Elena Bellantoni, Francesco Bertelé, Rä di Martino, Sara Enrico, Sonia Leimer, Maurizio Nannucci, Cesare Pietroiusti, Mario Rizzi, Marinella Senatore, Luca Vitone.

I progetti vincitori sono stati presentati da: Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana - Centro Pecci Prato (con due progetti selezionati), Castello di Rivoli (Torino), Fondazione Volume! (Roma), ISCP - International Studio & Curatorial Program (New York), Complesso Monumentale della Pilotta (Parma), Fondazione Made in Cloister (Napoli), Associazione Culturale Wunderbar (Roma), Istituzione Bologna Musei - MAMbo, MART - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.


"Con questo programma il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha garantito un sostegno concreto ai talenti italiani e, in considerazione del successo ottenuto, intendiamo andare avanti, tornando nel 2019 con una nuova edizione del concorso” ha dichiarato il Ministro Alberto Bonisoli.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti con Italian Council. Il progetto ha visto nelle diverse edizioni il coinvolgimento di prestigiose istituzioni di tutto il mondo e ha supportato la realizzazione di opere d’arte di altissima qualità” ha dichiarato Federica Galloni, direttore DGAAP.

I fondi messi a disposizione dalla DGAAP nel biennio 2017-2018 ammontano nel complesso a tre milioni di euro. I progetti ammessi al finanziamento sono in tutto 34, selezionati tra circa 180 domande pervenute da tutto il mondo, con un coinvolgimento totale di più di 50 Paesi. I progetti vincitori, per un ammontare complessivo di oltre 1 milione di euro, presentano l’attività di artisti provenienti da tutta Italia e prevedono la realizzazione di opere che, ideate in relazione ai luoghi ospitanti o ispirate da riflessioni sui cambiamenti sociali e culturali del tempo, spaziano dalla fotografia alla scultura fino a installazioni e video-arte.


cs

MiBAC: IL MINISTRO BONISOLI ANNUNCIA I 10 VINCITORI DELLA QUARTA EDIZIONE DI ITALIAN COUNCIL, IL BANDO A SOSTEGNO DELL’ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA

• Ai progetti selezionati saranno assegnate risorse per oltre 1 milione di euro
• Il quarto bando conclude il biennio 2017-2018, con un finanziamento complessivo di 3 milioni di euro
• Appuntamento nel 2019 per la nuova edizione del premio

Roma, 5 novembre 2018 - Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli annuncia i dieci i progetti vincitori della quarta edizione di Italian Council, il primo bando internazionale a sostegno dell’arte contemporanea italiana, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie Urbane (DGAAP).

A ricevere il finanziamento, per un ammontare complessivo di oltre 1 milione di euro, saranno le proposte degli artisti: Elena Bellantoni; Francesco Bertelè; Rä Di Martino; Sara Enrico; Sonia Leimer; Maurizio Nannucci; Cesare Pietroiusti; Marinella Senatore; Mario Rizzi; Luca Vitone.

I progetti vincitori sono stati presentati da: Associazione Culturale Wunderbar (Roma); Castello di Rivoli (Torino); Complesso Monumentale della Pilotta (Parma); Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana – Centro Pecci (Prato); Fondazione Made in Cloister (Napoli); Fondazione Volume! (Roma); ISCP – International Studio & Curatorial Program (New York); Istituzione Bologna Musei (MAMbo); MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

“Con questo programma il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha garantito un sostengo concreto ai talenti italiani e, in considerazione del successo ottenuto, intendiamo andare avanti, tornando nel 2019 con una nuova edizione del concorso” ha dichiarato il Ministro Alberto Bonisoli. “Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti con Italian Council. Il progetto ha visto nelle diverse edizioni il coinvolgimento di prestigiose istituzioni di tutto il mondo e ha supportato la realizzazione di opere d’arte di altissima qualità” ha dichiarato Federica Galloni, direttore DGAAP.

Con il quarto bando termina il secondo anno di Italian Council. I fondi messi a disposizione dalla DGAAP nel biennio 2017-2018 ammontano nel complesso a 3 milioni di euro. I progetti ammessi al finanziamento sono in tutto 34, selezionati tra circa 180 domande pervenute da tutto il mondo, con un coinvolgimento totale di più di 50 Paesi.

I progetti vincitori presentano l’attività di artisti provenienti da tutta Italia e prevedono la realizzazione di opere che, ideate in relazione ai luoghi ospitanti o ispirate da riflessioni sui cambiamenti sociali e culturali del tempo, spaziano dalla fotografia alla scultura fino a installazioni e video-arte.


Italian Council è il primo bando internazionale a supporto della creatività contemporanea italiana, promosso dalla DGAAP. L’iniziativa prevede il finanziamento per la creazione di opere di artisti italiani che resteranno di proprietà dello Stato e andranno a incrementare le collezioni d’arte di proprietà pubblica



Al Hosn aprirà il 7 Dicembre a Abu Dhabi




Il Dipartimento Cultura e Turismo – Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi) oggi ha annunciato la tanto attesa apertura di “Al Hosn”, una nuova destinazione culturale nel centro di Abu Dhabi, per il prossimo 7 dicembre 2018.

Al Hosn è un complesso urbano originale che comprende 4 elementi interconnessi: lo storico Forte Qasr Al Hosn, la Fondazione Culturale, il palazzo del National Consultative Council e la Casa degli Artigiani. L’apertura ufficiale rappresenterà la celebrazione della ricca storia e cultura di Abu Dhabi con giornate di festeggiamenti ed eventi aperti al pubblico.

Il Qasr Al Hosn il sito culturale più antico e intriso di significato di Abu Dhabi city, comprende due strutture iconiche: Il Forte Interno (The Inner Fort) risalente intorno al 1795 e il Palazzo Esterno (the Outer Palace), che fu eretto negli anni ’40 dello scorso secolo. Una testimonianza della storia vivace di Abu Dhabi che negli ultimi due secoli ha ospitato la famiglia regnante, la sede del governo, the consultative council e l’archivio nazionale. Ora trasformato in un museo dopo molti anni di lavori di ristrutturazione e conservazione rigorosa, il Qasr Al Hosn è un monumento che traccia la storia dello sviluppo della città da un villaggio di pescatori di perle del XVIII secolo alla moderna metropoli globale, dove il forte oggi è circondato dai grattacieli del vivace centro città di Abu Dhabi.

La nuova sede rinnovata della Fondazione Culturale ospiterà un programma ricco di mostre d’arte e dello spettacolo, insieme all’apertura della prima Biblioteca per Bambini della regione. Per celebrare la riapertura a dicembre, la Fondazione del Centro delle Arti Visive (Visual Arts Centre) presenterà una mostra importante che si concentrerà sulla storia della struttura come un faro per gli artisti locali. La Fondazione Culturale riaprirà in diverse fasi con l’accesso il 7 dicembre al Centro delle Arti Visive, che comprende gli spazi espositivi e gli art studios. I due elementi rimanenti, un teatro e la Biblioteca dei Bambini, apriranno nel 2019.


SE Mohamed Khalifa Al Mubarak, Chairman, DCT Abu Dhabi ha dichiarato: “Il Qasr Al Hosn ripercorre la storia della città di Abu Dhabi, il nostro primo palazzo che rappresenta una costante nella nostra città in evoluzione. È un testamento per il cuore e lo spirito della nostra gente, depositario delle memorie della collettività e la sua riapertura rappresenta un momento importante sia per i cittadini di Abu Dhabi che di tutti gli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, attendiamo con trepidazione la riapertura della Fondazione Culturale, che ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella scena culturale di Abu Dhabi, degli EAU e della regione. Con il Centro di Al Hosn, cerchiamo di nutrire il senso della comunità e di creare la casa della cultura emiratina. È un luogo dove riflettere sul passato, abbracciare il presente, e dare forma al futuro di Abu Dhabi.”

SE Saif Saeed Ghobash, Undersecretary, DCT Abu Dhabi ha aggiunto: “Con lo storico Forte di Qasr Al Hosn e il Modern Heritage Building della Fondazione Culturale, uno accanto all’altro, Al Hosn sarà una destinazione aperta tutto l’anno per una comunità più ampia che include gli emiratini che vogliono conoscere il loro patrimonio culturale, gli amanti dell’arte per scambi di idee intellettuali lasciandosi coinvolgere dalla scena culturale attiva. Ci auguriamo di creare ancora una volta una casa autentica per la creatività e l’apprendimento, il dialogo e il confronto, uno spazio per celebrare non solo il nostro passato ma anche la nostra cultura contemporanea emiratina. Al Hosn vuole essere altresì una rappresentazione dell’identità di Abu Dhabi con una offerta innovativa culturale con esperienze stimolanti.”




SITO DI AL HOSN

Il sito di Al Hosn è stato progettato per reinstallare il Forte di Qasr Al Hosn in un paesaggio costiero, celebrando contemporaneamente l'urbanizzazione giunta insieme alla rapida crescita della città; un omaggio al patrimonio e all'identità degli Emirati, tra passato e presente.

Il piano generale è diviso diagonalmente in due aree con identità distinte e coerenti. Da un lato c'è l'area storica intorno al Qasr Al Hosn, che ricrea l'impianto originario di un edificio unico su una distesa sabbiosa, con un paesaggio desertico naturale e organico. Dall'altra parte c'è un'area moderna intorno alla Fondazione Culturale, una griglia urbana con un'espressione geometrica più artificiale plasmata da superfici dure, destinata a una serie di attività culturali.



QASR AL HOSN
Il Qasr Al Hosn ha un grande significato per Abu Dhabi e la sua gente. Il nome Hosn si riferisce al Forte Interno, costruito intorno al 1795 e che incorpora la prima struttura permanente della città, una torre di guardia in corallo e pietra marina costruita per proteggere l'insediamento stabilito sull'isola nel 1760. Qasr si riferisce al Palazzo Esterno costruito attorno al Forte Interno da Sheikh Shakhbut bin Sultan Al Nahyan negli anni '40, per ospitare la famiglia regnante e ospitare le sessioni del majlis (assemblee politiche) del sovrano. Con il governo di Sheikh Shakhbut bin Sultan Al Nahyan, testimone del passaggio economico dala pesca delle perle al petrolio, Qasr Al Hosn ha gradualmente cambiato struttura e funzione, trasformandosi da sede del potere politico e dimora della famiglia regnante a quella di cuore culturale della città.

Il Forte Interno e il Palazzo Esterno del Qasr Al Hosn sono importanti punti di riferimento per la storia di Abu Dhabi, perché raccontano il percorso della città e della sua gente, la loro tradizione e il loro patrimonio moderno. Le mostre permanenti in questi spazi offriranno ai visitatori un'esperienza a più livelli, creando consapevolezza del Qasr Al Hosn quale testimonianza costante della narrativa di Abu Dhabi, fornendo spunti sulla vita di uomini, donne e bambini che vivevano nel Palazzo Esterno, ed esplorando la storia della conservazione delle strutture del Forte. Le mostre saranno animate da una collezione permanente e da una serie di strumenti di narrazione che vanno dai materiali d'archivio ai materiali audio-visuali fino alle esperienze interattive.

La programmazione pubblica nella zona del Forte di Qasr Al Hosn includerà tour specializzati, come quelli focalizzati sull’archeologia e i tour architettonici, rievocazioni di aspetti della vita quotidiana e rituali del Forte, un programma di Majlis che introdurrà i visitatori del Forte alla storia e al significato del Majlis, oltre ad attività per bambini e ragazzi.





LA FONDAZIONE CULTURALE (CULTURAL FOUNDATION)
Fondata dal defunto Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan nel 1981, la Fondazione Culturale è stata il primo centro culturale non profit della regione, concepito come istituzione pubblica con il mandato di promuovere tutte le forme di attività intellettuale e creativa. Era l'incarnazione del desiderio di Sheikh Zayed di coltivare la coscienza culturale e l'identità di tutti i cittadini della recente Nazione degli EAU.

Con la prima National Library, un'ala per le arti dello spettacolo, e, al suo centro, una sala espositiva e laboratori artistici, divenne una casa di cultura, di scambio di conoscenze e dibattito per artisti, poeti, intellettuali e accademici e un amato spazio comunitario, un luogo di ritrovo per amici e famiglie. Vero e proprio faro per gli Emirati Arabi Uniti e le scene culturali regionali, la Fondazione Culturale ha ospitato le prime mostre di artisti locali e regionali ed è diventata una finestra attraverso la quale Abu Dhabi si è impegnata con idee e persone provenienti da tutto il mondo.

L'attesissima riapertura della Fondazione Culturale arriva dopo un’ampia ristrutturazione, con importanti aggiornamenti tra cui l'introduzione della prima biblioteca per bambini nella regione, una vivace galleria di arti visive, spazi espositivi interni ed esterni, un teatro da 900 posti e un anfiteatro all'aperto, strutture per l'apprendimento e aree food.

Il 7 dicembre la Fondazione Culturale inizia la sua graduale riapertura al pubblico con il suo rinnovato Visual Arts Centre, con l'introduzione di due sale espositive e studi di artisti, che ospiteranno la programmazione per tutto l'anno tra cui open studios, personali di artisti, conferenze, lezioni d'arte e laboratori. L'apertura di dicembre vedrà il Visual Arts Center ospitare una mostra di riferimento con artisti degli Emirati Arabi Uniti che riflettono sulla storia dell'edificio come un convocatore di artisti e creativi. La missione della Fondazione Culturale verrà ulteriormente rafforzata sostenendo e alimentando lo sviluppo di iniziative creative nel panorama culturale di Abu Dhabi. Il teatro e la biblioteca per bambini apriranno nel 2019.



CASA DEGLI ARTIGIANI (HOUSE OF ARTISANS)

Situata accanto al Qasr Al Hosn e alla Fondazione Culturale, la Casa degli Artigiani fungerà da punto focale per la promozione e la conservazione del patrimonio intangibile degli Emirati Arabi Uniti. Nel 2011, l'UNESCO ha elencato la tecnica di tessitura Al Sadu nella sua lista di elementi culturali immateriali per la salvaguardia urgente, e la Casa degli Artigiani è stata fondata come sforzo coordinato per proteggere e sostenere questo e altri mestieri tradizionali degli Emirati e coloro che li praticano.

La Casa degli Artigiani fungerà da centro non solo per la conservazione e l’esibizione dei mestieri tradizionali degli Emirati Arabi Uniti, ma consentirà anche l'importantissima trasmissione di conoscenze e abilità attorno a questi mestieri, assicurando la loro futura sopravvivenza per le generazioni a venire. Con un'attenzione particolare alle abilità di tessitura, intreccio di palme e ricami, la Casa degli Artigiani mira a portare questi mestieri tradizionali del passato al centro della cultura contemporanea e offrirà corsi di formazione, laboratori didattici e altri eventi pubblici.

11/11/18

A Torino c'è arte fino al 2019





Finita la Torino Art Week ma non sono finite le tantissime stupende proposte dei musei cittadini e di tanti spazi espositivi privati.

Anzi ora c’è più quiete per poter fruire delle molteplici esposizioni, vediamone alcune da non perdere.

Inizierei subito dal MAO con la stupenda mostra di ceramiche cinesi dal X al XV secolo dal titolo “Sfumature di terra”.

Altra piacevole mostra quella sulla Pop Art da Camera, in un bell’allestimento scorrono alcuni storici scatti e opere d’arte dei primi anni sessanta.

Il progetto di Michelangelo Pistoletto fra la galleria Giorgio Persano e l’ex fabbrica delle pastiglie Leone è particolarmente affascinante.

Che dire poi dell’articolata installazione che Mike Nelson ha ideato per le OGR.

Altro progetto ambientale in cui immergersi è quello che Petrej Halaj ha ideato per la Fondazione Merz.

La GAM presente la stupenda mostra sui Macchiaioli e il Castello di Rivoli una serie di attualissime mostre. 

Se poi avete più tempo e cercate una bella iniziativa, sicuramente il progetto in 7 sedi (due fra Vercelli e Biella), sull’arte italiana del novecento ideata dal MEF è da vedere.




10/11/18

L'attesa di Mike Nelson alle Ogr di Torino



L’attesa è passata, gli essere umani si sono estinti di loro solo più polvere e disordine.





Cos’è successo?





Non è importante saperlo, abbiamo già sufficienti tracce per capire che sicuramente è stato un evento casuale.


Siamo ora qui in questa terra di nessuno, in una cupa alba che porterà nuove narrazioni.

Ognuno raccolga secondo le proprie percezioni per non ripetere le stesse stupidità.








L’Attesa di Mike Nelson alle Ogr di Torino fino al 3 Febbraio 2019

09/11/18

ArtReview Top Art list 2018




Ecco anche quest'anno puntuale la Power 100 List di ArtReview che segnala ipotetici percorsi di importanza nel sistema dell'arte contemporanea, l'elenco completo a questo link.

Fra le note positiva la figura di Mariuccia Prada che giunge alla 20 posizione, salendo dalla 33,  sale anche Patrizia Re Rebaudengo dalla 69 alla 61, Massimiliano Gioni passa dalla 22 alla 25,  scende dal 67 al 90 Carolyn Christov-Bakargiev come il gallerista Massimo De Carlo dal 66 al 91. 

Fra le new entry il poeta Fred Moten che entra subito al 10 posto.

Come sempre non si capisce bene in base a quale giudizio si scelgano queste figure ma lo trovo divertente per far parlare in modo allegro delle persone che operano nel mondo dell'arte contemporanea. 

Cai Guo-Qiang agli Uffizi



Arriva l'arte contemporanea alle Gallerie degli Uffizi con le opere di Cai Guo-Qiang,  il progetto ideato appositamente si intitola "Flora Commedia",  e si inaugurerà il prossimo 20 Novembre 2018. La mostra è co-curata da Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, con Laura Donati, curatore del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi.

Il titolo della mostra trae ispirazione dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. L'artista si appropria della flora del Rinascimento come soggetto, catturando lo spirito e l'anima del periodo; attraverso la rappresentazione dei fiori, Cai Guo-Qiang dipinge la natura, il cosmo e le emozioni personali. Per prepararsi all'esposizione, l'artista si è dedicato allo studio della tecnica della punta d'argento presso il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi e ha visitato più volte il Giardino mediceo di Boboli per osservare le diverse varietà di fiori del Rinascimento. La Limonaia, antica serra della famiglia Medici e luogo in cui oggi continua la coltivazione della flora rinascimentale, è stata una delle principali fonti di ispirazione. Cai Guo-Qiang ha anche lavorato a stretto contatto con gli esperti botanici degli Uffizi, ricreando varietà floreali del Rinascimento e riproducendole sulla tela.

La mostra sarà allestita nelle dieci gallerie connesse alle sale caravaggesche, del corpo principale degli Uffizi. Ogni galleria sarà dedicata a un tema specifico come il Dialogo con Caravaggio, il Giardino del Rinascimento, il Giardino del Colore, il Giardino della Natura, il Giardino del Cosmo e il Giardino dell'Erotico. Complessivamente, vi saranno esposte circa sessanta opere o gruppi di dipinti di varie dimensioni realizzati con polvere da sparo, oltre a una selezione di bozzetti dell'artista che ne illustrano il processo creativo. Le opere sono state realizzate in gran parte con tecniche originali sviluppate appositamente per la mostra, tra cui la tecnica della pittura tramite bastoncini d'incenso, ispirata alla collezione di disegni a punta d'argento degli Uffizi. Come spiega Cai Guo-Qiang: "Volevo purificare le cose questa volta, e concentrarmi principalmente sulla pittura dei "fiori"... il porre l'attenzione su un singolo tema mi ha portato a ulteriori considerazioni: cos'altro si può fare con la pittura? Come possiamo creare dei buoni dipinti attraverso i fiori? Come possiamo dipingere spontaneamente e con libero fervore, spingendo i dipinti a essere sempre più audaci? Diventare liberi e senza freni ancorando e centrando il cuore e la mente- queste considerazioni costituiscono sia il principio fondamentale che gli obiettivi. Una volta purificate le cose, diventa ancora più difficile evitare le difficoltà del dipingere!" Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, aggiunge: "Il lavoro di Cai incarna la qualità esplosiva del processo creativo in una tachigrafia che si spinge all'estremo: fugace, istantaneo e, mentre osserviamo le tracce dei gesti e il movimento, necessariamente evocativo dei momenti già trascorsi. Alludendo a dipinti iconici del passato, queste immagini diventano metafore del loro improvviso e potente ritorno dalle profondità della memoria".




Flora Commedia: Cai Guo-Qiang agli Uffizi è anche una continuazione critica del progetto di Cai Viaggio di un Individuo attraverso la Storia dell'Arte Occidentale, An Individual's Journey through Western Art History, che è iniziata nel 2017 e include mostre personali in sei musei tra i più conosciuti al mondo, tra cui il Museo del Prado, il Museo Pushkin ed il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (febbraio 2019). Ogni esposizione instaura un dialogo con i rispettivi aspetti della storia dell'arte occidentale rappresentati da ciascuna istituzione, con l'obiettivo comune di esplorare nuove possibilità nel mondo dell'arte. Come artista orientale del XXI secolo, Cai Guo-Qiang dipinge con l'espressione artistica, i metodi ed il temperamento di un artista contemporaneo nel suo proprio contesto, alla ricerca un dialogo significativo con lo spirito del Rinascimento.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo (con edizioni in italiano, inglese e mandarino) che includerà saggi di Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, del curatore Germano Celant, dello storico dell'arte Simon Schama, della co-curatrice di Flora Commedia Laura Donati e dell'artista stesso. Verrà girato un breve documentario diretto da Shanshan Xia, che rivelerà la perseveranza, la vulnerabilità, l'incertezza e l'autocritica dell'artista in questo viaggio di pittura.

La mostra è resa possibile dall'inestimabile supporto del Sig. e della Sig.ra Silas Chou e del Sig. e della Sig.ra Cheung Chung Kiu, e dai contributi speciali di Art Care Art Consultant co., Ltd. e della Shanghai International Culture Association.

07/11/18

Al MAO di Torino apre "Tattoo, l'arte sulla pelle "

Andrew Shaylor - Paul, Hells Angels Motorcycle Club, Ashfield, UK, 2001
Stampa fotografica, cm 48,8x61 - Courtesy Andrew Shaylor

Artisti contemporanei, tatuatori e tatuati, opere e personaggi del passato si mescolano e dialogano in un percorso suggestivo, che guida il pubblico in un viaggio e una riflessione sull’uso sociale, culturale e artistico del corpo.

Nell’antichità il tatuaggio è visto come il marchio degli sconfitti, siano essi schiavi o malfattori, o rievoca la ferocia dei barbari come i Pitti e i Germani che premono minacciosi sui confini dell’Impero. 

Quest’aura di ribrezzo, estraneità e fascinazio ne nei confronti del tatuaggio viene evocata e ampliata nel Settecento, quando i naviga tori europei che raggiunsero il sud - est Asiatico e l’Oceano Pacifico, entrano in contatto con popoli che suscitano sorpresa, ammirazione o disprezzo, perché praticano in maniera estensiva il tatuaggio. 

La stessa parola “tattoo” ha origine polinesiana (in  italiano mediata dal francese tatouage ) viene introdotta in occidente dal navigatore James Cook. Proprio l’incontro/scontro con queste lontane popolazioni costituisce un momento decisivo nell’elaborazione dell’immaginario nei confronti del tatuaggio e di una tessitura simbolica in cui precipitano insieme esotismo e costruzione culturale del “selvaggio”.

La mostra ripropone alcuni passaggi cruciali in cui l’Occidente si nutre  di rappresentazioni dell’altro, focalizzando l’attenzione su popoli che  praticano in maniera estensiva il tatuaggio e che  influenzeranno fortemente la cultura e l’arte contemporanea. 

Verranno presentate in mostra, grazie ai prestiti del Museo delle Civiltà di Roma, strumenti collegati al tatuaggio provenienti dall’Asia e dall’Oceania, foto storiche scattate dal celebre fotografo Felice Beato nel Giappone degli anni ’60 dell’800 e fotografie, sempre storiche, dei Maori della Nuova Zelanda. A questo si aggiunge una selezione delle stampe del noto artista giapponese Kuniyoshi Utagawa che nel 1827 pubblica una serie di eroi popolari giapponesi noti come i 108 eroi suikoden, famosa per essere diventata un riferimento iconografico per i tatuaggi. 

L’idea della irriducibile condizione selvaggia del tatuaggio sarà ripresa dal celebre studioso Cesare  Lombroso che collega la condizione dei criminali tatuati del mondo occidentale con quella dei cosiddetti primitivi, collocando per la prima volta questa p ratica nell’ambito scientifico. Disegni e oggetti provenienti dal museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso e dal museo di Anatomia di Torino costituiranno parte integrante dell’esposizione nella quale il materiale storico e iconografico si sovrappone e dialoga con la cultura contemporanea del tatuaggio, profondamente influenzata sia dalle tecniche e dagli stili provenienti dall’Asia, sia dalle teorie ​lombrosiane. 

Se il tatuaggio ha ormai da decenni raggiunto la piena accettazione nel mondo delle culture popolari – decisiva in tal senso la “moda” di imprimere indelebilmente sul proprio corpo immagini, segni, parole – aumentano quei protagonisti dell’arte contemporanea, linguaggio ben più elitario e criptico, che utilizzano il tatuaggio proprio come uno strumento espressivoche non discende solo dalla Performance ma incontra persino il concettuale. 

Diversi gli esempi in tal senso: il fiammingo Wim Delvoye ha tatuato grossi maiali non destinati all’alimentazione e lasciati morire di vecchiaia; lo spagnolo Santiago Sierrane fa un uso politico e trasgressivo; il messicano Dr. Lakra si dedica a minuziosi disegni e interventi di street art; l’austriaca Valie Export e la svedese Mary Coble hanno trattato temi legati al femminismo. Tra gli italiani, inoltre, le fotografie ritoccate e decorate da Plinio Martelli, le statue in marmo di Fabio Viale. 

Tra i tatuatori contemporanei sono state scelte immagini dei lavori di grandi professionistin oti proprio per il ruolo cruciale che hanno sulla scena contemporanea e la diffusione della cultura del tatuaggio, da Tin- in, a FilipLeu e a Horiyoshi III.

Alle opere di questi influenti personaggi del mondo del tatuaggio, sono affiancati i lavori di altri tatuatori più o meno conosciuti al grande pubblico, sia italiani che stranieri, tra i quali Nicolai Lilin, Gabriele Donnini, Claudia De Sabe, che costituiscono una ristretta rappresentanza di una numerosa, notevole e mutevole comunità di lavoratori del settore.


Costo Biglietto mostra:
Intero € 10, ridotto € 8, gratuito Abbonati Musei Torino Piemonte e aventi diritto
Possibilità di biglietto cumulativo Mostra + Museo a tariffa agevolata


MAO Museo d’Arte Orientale - Via San Domenico 11, Torino

Il Museo Un viaggio in Oriente.
Oltre 2200 opere provenienti da diversi Paesi dell’Asia, dal IV millennio a.C. fino  al  XX  d.C.,  raccontano  cinque  diversi  percorsi  per  cinque  diverse  aree  culturali:  Asia  meridionale,  Cina,  Giappone,  Regione  Himalayana,  Paesi  Islamici  dell’Asia.  Culture  millenarie  distant i  e  poco  conosciute  si  avvicinano al pubblico. Il MAO, invita ad un viaggio affascinante di scambio, scoperta e conoscenza.

Info  t. 011.443692 7 – e - mail  mao@fondazionetorinomusei.it- sito  www.maotorino.it

Orario mar- ven  h 10  - 18; sab - dom h 11 – 19; chiuso lunedì. La biglietteria chiude un'ora prima.