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24/04/26

50 PS1

 Quest'anno per festeggiare i 50 anni di attività l'ingresso al MoMA PS1 è gratuito, eliminando le barriere economiche all'accesso per i prossimi tre anni. Questo è reso possibile da una donazione dell'imprenditrice creativa Sonya Yu, l'estensione del programma di ingresso gratuito per i newyorkesi a tutti i visitatori renderà il PS1 il più grande museo gratuito di New York. Questa iniziativa viene lanciata in occasione del 50° anniversario del MoMA PS1 nel 2026 e offre a tutti i visitatori l'ingresso gratuito ai programmi più importanti, tra cui Greater New York , che aprirà il 16 aprile 2026.

“Per cinquant'anni, il MoMA PS1 ha reso le opere degli artisti viventi rilevanti e accessibili”, ha dichiarato Connie Butler, direttrice titolare della cattedra Agnes Gund. “Sono profondamente grata per il sostegno trasformativo di Sonya Yu, che renderà possibile a tutti l'accesso gratuito alla nostra oasi di arte e cultura contemporanea qui nel Queens. Grazie alla straordinaria donazione di Sonya, potremo invitare ancora più newyorkesi e visitatori da tutto il mondo a partecipare al nostro programma.” 

“Ho sempre creduto che costruire comunità creative autentiche sia una potente forza di cambiamento sociale”, ha affermato Sonya Yu. “Ecco perché sostenere il MoMA PS1 è così importante per me. Sotto la guida di Connie Butler, l'impegno del PS1 nella creazione di comunità autentiche e nell'ampliamento dell'accesso è un fulgido esempio di come le istituzioni possano costruire ponti e promuovere una vera inclusione. Come orgogliosa immigrata cinese e madre, ho visto in prima persona come l'accesso all'arte possa plasmare direttamente l'immaginazione e cambiare le prospettive. Spero che questo contributo aiuti a ispirare le nuove generazioni a riconoscersi nell'arte e a sperimentarne l'incredibile potere al PS1.”

L'ingresso gratuito amplia le recenti iniziative del museo volte a migliorare l'accessibilità, tra cui i servizi linguistici in inglese, spagnolo e cinese, i biglietti gratuiti per gli eventi riservati ai residenti di Long Island City e il rafforzamento delle collaborazioni con le organizzazioni locali. Oltre alla mostra "Greater New York" , i visitatori potranno accedere gratuitamente a tutte le mostre e i programmi in programma per il 50° anniversario.

23/04/26

San Francesco santità contemporanea



Molto interessante la mostra "Vita minore. San Francesco e la santità dell'arte contemporanea"  proposta presso il Palazzo Collicola a Spoleto. L'esposizione è curata da Gianni e Giuseppe Garrera che propongono una lettura inedita del pensiero francescano attraverso le opere di artisti contemporanei. 



CS

"Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea" è il titolo della mostra collettiva realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto.

La mostra, allestita al piano terra di Palazzo Collicola, ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea. Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.

La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per "farsi minori" e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.


Le foto sono di Giuliano Vaccai  


Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.

Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.

"Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea" include opere, documenti e testi di: Vincenzo Accame, Mirella Bentivoglio, Luca Bertolo, Alain Bornain, Paolo Bufalini, Alberto Burri, John Cage, Cristina Campo, Ugo Carrega, Gea Casolaro, Ugo Celada da Virgilio, Laura Cingolani, Claudio Costa, Gino De Dominicis, Antonio Del Donno, Jimmie Durham, Matteo Fato, Flavio Favelli, Albino Galvano, Alessandro Gamba, Augusto Garau, Fabio Giorgi Alberti, Marco Giovenale, Francesco Gioacchini, Elisabetta Gut, Jannis Kounellis, Giovanni Korompay, Fabio Lapiana, Leoncillo, Jochen Lemberg, Carla Lonzi, Claude Maillard, Miltos Manetas, Cristina Maulini, Olivier Messiaen, Elisa Montessori, Elsa Morante, Magdalo Mussio, Maurizio Nannucci, Gualtiero Nativi, Richard Nonas, Giancarlo Norese, Martino Oberto, Yoko Ono, Anna Maria Ortese, Giulio Paolini, Pier Paolo Pasolini, Luca Maria Patella, Cesare Pietroiusti, Lamberto Pignotti, Juha-Matti Pitkanen, Fabrizio Prevedello, Giustina Prestento, Giuseppe Pulvirenti, Domenico Purificato, Antonietta Raphäel Mafai, Mauro Reggiani, Max Renkel, Salvo, Tomas Saraceno, Alba Savoi, Greta Schödl, Augusto Strindberg, Alfonso Talotta, Michele Tocca, Mario Tozzi, Luca Trevisani, Luca Vitone, Alberto Ziveri. 

La mostra "Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea" è realizzata con il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, il contributo del Consorzio BIM, della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto e dell'associazione Amici di Palazzo Collicola.

22/04/26

Il Sodoma, allegorie di bellezza




 Le belle giornate primaverili invogliano a scoprire la preziosa e molto ben curata mostra su Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, alla Fondazione Accorsi-Ometto di Torino, in via Po, che si apre con la stupenda figura dell' "Ecce Homo", uno sguardo intenso che ci interroga e annuncia un'immersione in antichi tempi di fede e bellezza.

Il percorso della ricercata esposizione inizia all'interno della Bottega di Giovanni Martino Spanzotti tra Casale e Vercelli dove il Sodoma avvia la sua esperienza artistica.

Seguono una serie di lavori della scuola dello Spanzotti tra cui è presente quella che probabilmente la prima opera giovanile del Sodoma una "Sacra Famiglia con San Giovanni Battista e un angelo" datato probabilmente fra il 1495 e il 1496.




Si prosegue così per le città che hanno visto nel tempo la presenza dell'artista, disegnando un percorso che dalla bottega dello  Spanzotti, va a Milano, dove rimarrà sicuramente influenzato dal grande maestro Leonardo da Vinci, spostandosi poi per realizzare  i cicli di affreschi in Sant'Anna in Camprena (1503-1504) e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508), fino alle opere romane realizzate grazie alla committenza di Agostino Chigi. 

Un'immersione di eleganti opere che conquistano come il bellissimo "Cristo in pietà sorretto da quattro angeli" che il Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, realizza intorno al 1500 e ora giunto in mostra dalla Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria dell'Orto, a Roma. Un'opera dall'intenso patos emotivo realizzata con una stupenda raffinatezza. 




La mostra, realizzata in sette sezioni, è stata curata da Serena D'Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, con un comitato scientifico composto da Roberto Bartalini, Francesco Frangi ed Edoardo Villata, guarda alla produzione iniziale del pittore, dalla quale emerge l'elaborazione delle diverse esperienze maturate dall'artista che gli hanno permesso di sviluppare un linguaggio del tutto personale.

Nel complesso sono presenti oltre cinquanta opere, un'occasione speciale per vedere alcune inedite o mai esposte, provenienti da prestigiose collezioni private e importanti istituzioni pubbliche, come l'Accademia Carrara di Bergamo;  il Musée Jacquemart-André di Parigi; i Musei Vaticani e la Pinacoteca Capitolina di Roma; la Collezione Chigi Saracini e tanti altri. 
Vi consiglio di seguire il sito e i social del museo che propongono per quest'esposizione una bella carrellata di eventi collaterali, dalle visite guidate a occasioni di approfondimento sulle tecniche e sulle opere, ma anche momenti conviviali e musicali.




INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma
Fino al 6 Settembre  2026
MUSEO DI ARTI DECORATIVE ACCORSI-OMETTO
Via Po 55 | Torino  
fondazioneaccorsi-ometto.it
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ORARI
Martedì, mercoledì e venerdì 10-18 │ Giovedì 10-20
Sabato, domenica e festivi 10-19
La biglietteria chiude mezz’ora prima. Lunedì chiuso
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TARIFFE
BIGLIETTO UNICO (comprensivo di ingresso al Museo):
intero € 14,00; ridotto € 12,00 (dai 19 ai 26 anni; over 65)
RIDOTTO € 10,00: dagli 11 ai 18 anni; convenzioni
RIDOTTO € 6,00: insegnanti
GRATUITO: fino a 10 anni; possessori Abbonamento Musei e Torino + Piemonte
card; possessori tessera ICOM; persone con disabilità + 1 accompagnatore; giornalisti
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21/04/26

Etel Adnan



"Au coeur du silent", Galerie Lelong, 19 marzo - 7 maggio 2026 © Nicolas Brasseur

La galleria Lelong propone una mostra sull'artista Etel Adnan, che si avviò già all' iniziò al disegno, quando era in California nell'autunno del 1959 su piccoli ritagli di carta, utilizzando pastelli e matite colorate avanzati. La sua amica Ann O'Hanlon, collega e insegnante d'arte al Dominican College di San Rafael, le aveva praticamente imposto di dedicarsi al disegno se voleva continuare a insegnare estetica. Quando vide i primi risultati, Ann ne fu piena di ammirazione e disse a Etel che in fondo non aveva più nulla da insegnarle e che poteva intraprendere una carriera artistica.

Per 60 anni, Etel Adnan ha continuato a lavorare su carta. Utilizzando inchiostro di china, matite, pastelli a olio, acquerelli e guazzo, ha sperimentato numerose tecniche, applicandole a fogli bianchi o colorati, leporelli e persino carte asiatiche. Montagne, naturalmente, ma anche astrazioni cosmiche, ciotole di frutta, fiori, orizzonti, collage geometrici... I soggetti abbondano in questa parte essenziale del suo lavoro, che è stata esposta relativamente poco, in particolare le opere realizzate durante il suo primo soggiorno in America.
Nella mostra sono inclusi anche due arazzi, poiché è importante ricordare che furono realizzati da artigiani sulla base di un "cartone" prodotto su carta dall'artista in preparazione alla tessitura.

Per celebrare il centenario della nascita di Etel Adnan lo scorso anno, la Galerie Lelong di New York ha organizzato la prima retrospettiva della sua opera su carta negli Stati Uniti. Questa nuova mostra a Parigi offre ai visitatori la possibilità di scoprire alcune opere mai esposte prima.

"Au coeur du silent", Galerie Lelong, 19 marzo - 7 maggio 2026 © Nicolas Brasseur

L'artista, poetessa e saggista libanese-americana Etel Adnan è nata a Beirut nel 1925. Da documenta13 nel 2012, la sua opera pittorica ha ottenuto riconoscimenti internazionali. Le opere di Etel Adnan sono presenti in numerose collezioni, tra cui il MNAM – Centre Pompidou, Parigi; Mathaf, Doha, Qatar; MoMA, New York; M+, Hong Kong; Royal Jordanian Museum, Amman; MACAM Tunisi; Sursock Museum, Beirut; Institut du monde arabe, Parigi; British Museum, Londra; Tate Gallery, Londra; World Bank Collection, Washington DC; Museo Nazionale delle Donne nelle Arti, Washington DC; SFMOMA, San Francisco; Museo Solomon R. Guggenheim, New York.

20/04/26

Milano Design Week 2026

 


Fra pochi giorni riparte la Milano Design Week 2026 che si terrà dal 21 al 26 aprile 2026, confermandosi come l'evento di riferimento mondiale per il settore, con al centro il celebre  Salone del Mobile a Fiera Milano Rho (oltre 1900 espositori) e una rette eventi con un fitto programma di installazioni e manifestazioni del Fuorisalone diffusi in tutta la città. 

Anche quest'anno si segnalo i distretti più dinamici: Brera, Tortona, 5Vie, Isola, Durini e Porta Venezia, come sempre armatevi di buone scapre e una borraccia! 


19/04/26

LACMA apre le David Geffen Galleries



 Oggi a Los Angeles il LACMA (Los Angeles County Museum of Art) rinnova i suoi spazi con un grande progetto dell'architetto svizzero Peter Zumthor, grazie al sostegno del mecenate David Geffen, a cui è dedicata questa nuova sezione. 

L'edificio è stato concepito come sede della collezione permanente del LACMA e come visione di ciò che un museo d'arte globale potrebbe essere nel mondo di oggi. Il livello espositivo sopraelevato offre una vista panoramica su Los Angeles, creando al contempo piazze aperte e nuovi spazi pubblici all'aperto al di sotto. 

Il design orizzontale consente al LACMA di presentare tutte le opere d'arte su un unico livello, senza dare la precedenza a culture, tradizioni o epoche specifiche. L'allestimento permette ai curatori di creare connessioni originali e rivelatrici, libere da classificazioni tradizionali, e i visitatori sono liberi da percorsi prestabiliti, potendo seguire la propria curiosità e scoprire una ricchezza di nuove opere e ammirare i loro classici preferiti sotto una nuova luce. Nuove opere dalla collezione del LACMA, composta da 155.000 oggetti che abbracciano 6.000 anni di storia mondiale, continueranno ad essere aggiunte nel tempo, quindi i visitatori possono sempre aspettarsi di vedere qualcosa di nuovo nelle gallerie.

Il progetto organico e scultoreo di Peter Zumthor per le David Geffen Galleries è una struttura orizzontale in vetro e cemento lunga circa 274 metri che si incurva liberamente estendendosi lungo Hancock Park e attraverso Wilshire Boulevard.

Il piano principale, sopraelevato di quasi 9 metri rispetto al livello stradale, è lo spazio espositivo dedicato alla collezione permanente del LACMA e comprende gallerie di diverse dimensioni, configurazioni e condizioni di illuminazione. L'architettura non prescrive un unico percorso attraverso le gallerie.

Anziché fornire un'illuminazione uniforme, il progetto di Zumthor permette a luce e ombra di dialogare. Gli spazi espositivi variano dalle gallerie a terrazza lungo il perimetro, dove la luce penetra nell'edificio attraverso pannelli di vetro a tutta altezza, alle gallerie interne riparate. Le tende su misura realizzate con tessuti cromati placcati a sputtering, create dalla designer tessile di Tokyo Reiko Sudō, presentano una lucentezza metallica ma sono trasparenti e aggiungono ulteriore profondità all'architettura dell'edificio, offrendo al contempo protezione alle opere sensibili alla luce. I sottili cambiamenti della luce naturale renderanno ogni visita un'esperienza nuova, a seconda dell'ora del giorno, della stagione e delle condizioni meteorologiche.

Quarantacinque curatori provenienti da diverse aree di studio hanno collaborato all'installazione inaugurale delle David Geffen Galleries, in cui opere d'arte della collezione del museo occupano 110.000 piedi quadrati di spazio espositivo.

Distaccandosi dalle narrazioni tradizionali, l'installazione utilizza gli oceani Pacifico, Indiano e Atlantico e il Mar Mediterraneo come cornice per esplorare modi innovativi di connettere culture e tradizioni artistiche e raccontare molteplici storie che rinnovano un'unica narrazione storico-artistica, creando connessioni vitali e sorprendenti attraverso il tempo e lo spazio.

Le opere esposte nelle gallerie dedicate all'Oceano Atlantico raccontano la storia di come le tradizioni artistiche si siano sviluppate indipendentemente lungo la costa atlantica per millenni e di come l'arrivo degli europei nei Caraibi abbia dato inizio a un contatto permanente tra Europa e Americhe, trasformando il commercio e la pratica artistica. Le opere in queste gallerie includono tessuti africani e afroamericani; dipinti, sculture e mobili moderni latinoamericani; l'ampia collezione di fotografia del XX secolo del LACMA; arte degli Stati Uniti in diverse forme e opere di spicco della vasta collezione di arti decorative e design del LACMA.

Le gallerie dedicate all'Oceano Pacifico esplorano il dinamico scambio della regione, plasmato da viaggi indigeni, espansione imperiale e commercio globale. In questa sezione sono presenti opere provenienti da tutta l'Oceania; ceramiche figurative dal Messico occidentale alla costa pacifica del Perù; oggetti che riflettono l'America spagnola come centro mercantile globale; porcellane blu e bianche dell'Asia orientale; opere che esplorano gli aspetti storici e mitici del West americano; e sperimentazioni nel design, nella grafica e nell'ingegneria da tempo associate alla California. L'Oceano Indiano è una delle reti di scambio marittimo più lunghe dell'umanità e ospita molti dei più grandi ecosistemi del mondo.

18/04/26

Manifesta 16 Ruhr

Image: O day and night this is wondrous strange and therefore as a stranger give it a welcome, 2024 © Amanda Ziemele. Foto © Liga Spunde

 In occasione del 30° anniversario della Biennale Nomade Europea, fondata nel 1996 a Rotterdam, nei Paesi Bassi, Manifesta 16 Ruhr si svolgerà per 15 settimane nella regione della Ruhr, in Germania, in quattro città: Bochum, Essen, Duisburg e Gelsenkirchen. La biennale europea si terrà in 12 ex edifici ecclesiastici o edifici abbandonati e riunirà oltre 100 partecipanti, artisti e collettivi, insieme a una serie di progetti di mediazione radicati nelle comunità locali della regione.

Al centro di questa edizione di Manifesta c'è una questione urgente: come possiamo, in un'epoca segnata da molteplici crisi, disinformazione e polarizzazione, contribuire allo sviluppo di modelli sociali alternativi? Come può la cultura utilizzare gli spazi aperti (urbani) e gli immobili sfitti per contrastare la divisione e l'isolamento in una società post-Covid? Durante la fase di ricerca pre-biennale, il team di Manifesta 16 Ruhr è rimasto colpito dall'abbandono degli edifici ecclesiastici modernisti e dalla perdita di spazi comunitari.


La domanda, quindi, è: come potrebbe la trasformazione degli edifici ecclesiastici del dopoguerra dare vita a luoghi di vita civica, benessere fisico e incontro comunitario? Manifesta 16 Ruhr ha invitato cittadini e comunità locali a immaginare nuovi futuri per questi spazi, chiedendosi come potrebbero rafforzare la coesione sociale e l'interazione. Manifesta 16 Ruhr sarà completamente gratuita e senza biglietti, garantendo che questi spazi di cultura e incontro rimangano realmente aperti e accessibili a tutti.


Con l'afflusso di nuove chiese costruite dopo la Seconda Guerra Mondiale, questi edifici simboleggiavano l'emergere di una nuova democrazia. Ora abbandonati, Manifesta esplora come potrebbero essere ripensati come spazi che rafforzano la società civile e lo spirito comunitario. L'importanza della prossimità – e la necessità di creare spazi pubblici non commerciali dove le comunità possano incontrarsi, trascorrere del tempo e godere della vita quotidiana – è una delle questioni chiave individuate nella Visione Urbana e nel quadro concettuale della biennale. Manifesta 16 Ruhr si propone di avviare un dibattito tra i responsabili politici e gli amministratori locali su come affrontare la realtà che oltre 20.000 chiese in tutta la Germania saranno svuotate e sconsacrate nei prossimi dieci anni.


Accanto al patrimonio industriale della regione, Manifesta 16 Ruhr esplora le storie umane della Germania del dopoguerra e le narrazioni migratorie che hanno plasmato la regione della Ruhr. Mentre la narrazione industriale ha spesso celebrato la solidarietà dei minatori e la forza del lavoro, le voci individuali – in particolare quelle dei migranti di diversa provenienza – sono rimaste spesso sottorappresentate.


Modello biennale

Manifesta opera in modo diverso dalle altre biennali. Di natura nomade, si sposta da un luogo all'altro, concentrandosi su questioni sociali e geopolitiche più ampie da una prospettiva europea. Ogni edizione è pianificata attraverso lo sviluppo di una Visione Urbana specifica per il luogo, che costituisce il quadro concettuale della biennale. Anziché presentare una struttura curatoriale tradizionale per comporre una serie di spazi espositivi convenzionali, Manifesta 16 Ruhr ha riunito coppie intergenerazionali di Mediatori Creativi – tra cui collaborazioni tedesche, polacche e britanniche – insieme a specialisti interdisciplinari che operano nei campi dell'architettura e della storia delle migrazioni. Ciascuno ha sviluppato approcci site-specific all'interno dei dodici edifici religiosi.


Programma

Partendo da questa prospettiva transgenerazionale, i Mediatori Creativi di Manifesta 16 Ruhr si confrontano con il contesto storico e sociale dei loro siti, affrontando temi come la migrazione, la disinformazione, la polarizzazione, la memoria collettiva e la creazione di spazi urbani più vivibili. Questa costellazione non presenta un'unica visione monolitica di trasformazione. Al contrario, i progetti partecipativi, dal basso, commissionati appositamente, danno vita a una combinazione di rigenerazione artistica e spaziale, trasformazione urbana e incubazione sociale. Attraverso questo approccio interdisciplinare e multiforme, Manifesta 16 Ruhr presenterà oltre 50 opere commissionate appositamente (vedi Allegato 2 per l'elenco). L'elenco dei partecipanti comprende collettivi e singoli artisti, provenienti da contesti e ambiti professionali diversi.

Complessivamente, Manifesta 16 Ruhr presenta opere di partecipanti provenienti da 33 paesi di tutto il mondo. Particolare attenzione è rivolta alla Germania (che rappresenta il 25% dei partecipanti), alla Turchia (21%) e alla Polonia (9%), a testimonianza sia della prospettiva europea di Manifesta sia delle specifiche storie e genealogie della diversità all'interno dell'area della Ruhr. Oltre il 50% dei partecipanti individuali si identifica come donna.


Radicamente radicato nel territorio

Manifesta 16 Ruhr è profondamente radicato nel tessuto sociale della regione. Attraverso un'Assemblea dei Cittadini, i progetti Manifesta 16+ selezionati da una Open Call e il lavoro di mediatori locali, Manifesta interagisce direttamente con le comunità, invitando al contempo i visitatori internazionali a vivere l'area della Ruhr da nuove prospettive. Youth Shift, una nuova iniziativa, introduce un approccio critico.

17/04/26

Riscoprire il MonumenTO




Gli spazi di Palazzo Madama a Torino ospitano fino al 9 Settembre un'occasione per conoscere e riscoprire il ricco patrimonio artistico diffuso nella città di Torino. Spesso passeggiando per i centri urbani del nostro paese non ci accorgiamo di come siamo circondati da un  ricco patrimonio di opere pubbliche e private, soprattutto dalle sculture che abitano le nostre piazza spesso quasi dimenticate nelle loro quotidianità.

La bella mostra "MonumenTO, Torino Capitale. La forma della memoria" allestita nel maestoso Salone del Senato ci offre un'occasione di ripensare e riguardarle con maggiore attenzione, nella città di Torino, al ricco patrimonio della statuaria pubblica diffuse per il centro. 

Fra le tantissime opere sono stati scelti 79 monumenti della città sabauda che servono anche a racconta il passaggio politico e culturale della nascita di una nazione, che proprio attraverso la scultura propose una nuova visione e sensibilità sociale.

Le opere, che furono installate, narrano non solo di re, eroi o santi ma soprattutto persone che nel loro impegno hanno contribuito a formare l'Italia, che siano scrittori, scienziati fino all'immaginifico monumento del traforo Frejus che non racconta più singole vite umane ma storie di una collettività.

Anche le statue dei re cambiano, passano da imperiosi monumenti a sentimentali attimi come la scultura dedicata a Vittorio II  detto cuore di re.

La mostra, curata da Giovanni Carlo Federico Villa e Cristina, nel suo luminoso allestimenti è arricchita dalle suggestive foto in bianco e nero di Giorgio Boschetti, che ha realizzato una capillare campagna fotografica che restituisce ai monumenti torinesi una presenza, attraverso uno sguardo notturno, nuova e inattesa.

E' presente anche una grande mappa di Torino realizzata a china su carta da Alessandro Capra, con cui si può interagire per conoscere i diversi monumenti narrati attraverso un QR code. 




La mostra è stata ideata con l' importante nucleo di opere provenienti dalla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, numerosi sono i prestiti da varie istituzioni italiane, pubbliche e private, come la GNAMC – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, i Musei Civici di Bologna, le Gallerie d’Italia - Vicenza di Intesa Sanpaolo.

 Grazie al contributo di Intesa Sanpaolo e della Cassa di Risparmio di Cuneo è stato possibile procedere al restauro realizzato dal Centro di Restauro di Venaria Reale dell’importante insieme di bozzetti in gesso di Edoardo Rubino realizzati per il Monumento al Carabiniere Reale e appartenenti alle raccolte della GAM di Torino. Inoltre, grazie ai fondi messi in campo dalla Fondazione Torino Musei in occasione della mostra, sono stati finanziati i restauri dei Dioscuri di Abbondio Sangiorgio dei Musei Civici di Bologna e di tre bozzetti in gesso dei monumenti a Lagrange, Gioberti e Mazzini di proprietà dei Musei di Varallo Sesia: un contributo significativo alla valorizzazione di un patrimonio spesso negletto.

La mostra è accompagnata da un ricco catalogo curato da Giovanni Carlo Federico Villa e da Renzo Villa per i tipi di Silvana Editoriale e illustrato con le fotografie di Giorgio Boschetti e i disegni di Alessandro Capra.


 
INFO UTILI
 
BIGLIETTI
Intero 14€ - Ridotto 12€ (dai 13 ai 18 anni e dai 19 ai 25 se studenti) - 6€ (dai 6 ai 12 anni)
ORARI: lunedì e da mercoledì a domenica: 10 – 18. Martedì chiuso.
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.
https://www.palazzomadamatorino.it/it/

16/04/26

miart 30 !

 


 miart celebra la sua trentesima edizione nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo con 160 gallerie provenienti da 24 Paesi, confermandosi tra le principali fiere internazionali.
 
Con il titolo New Directions, ispirato a John Coltrane, la fiera guarda al jazz come modello creativo, trasformando la propria struttura in uno spazio di improvvisazione e dialogo tra linguaggi, generazioni e prospettive artistiche.
 
Sezioni rinnovate, progetti speciali, premi e collaborazioni con istituzioni e partner compongono un programma attraversato da un ritmo comune, che estende l’esperienza da miart alla città e rafforza il ruolo di Milano nel panorama artistico globale.
 
 Fiera Milano presenta la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolge dal 17 al 19 aprile 2026 (VIP preview giovedì 16), e celebra questo importante traguardo valorizzando la propria storia e aprendosi a nuovi orizzonti.
 
Con il titolo New Directions – omaggio all'omonima raccolta delle incisioni realizzate nel '63 da John Coltrane (1926-1967) in occasione del centenario dalla sua nascita – miart 2026 fa propria la capacità del jazz di convertire uno standard noto in un terreno fertile per l’innovazione e abbraccia una trasformazione che coinvolge ogni aspetto della sua identità, a partire dalla nuova sede della South Wing di Allianz MiCo, uno spazio architettonico affacciato sul paesaggio contemporaneo di CityLife, pronto ad essere interpretato come uno spartito bianco.
 
Suddivise in tre sezioni – Emergent, Established ed Established Anthology – 160 gallerie provenienti da 24 Paesi raccontano oltre un secolo di storia dell’arte, dai capolavori del primo Novecento alle ricerche più attuali. Un percorso che conferma miart come la fiera con la più ampia estensione cronologica e come una piattaforma capace di accogliere e rappresentare una pluralità di voci, celebrando il passato e al tempo stesso volgendo lo sguardo verso molteplici futuri.
 
 
 
Sezioni, gallerie e progetti speciali: il ritmo del nuovo layout
 
Come un’improvvisazione jazz che accosta memoria e innovazione in un dialogo vibrante, sezioni storiche e nuove prospettive sono protagoniste di un layout rinnovato che si articola su tre livelli distinti, concepiti per accompagnare i visitatori in un’esperienza di scoperta progressiva della fiera.
 
Ad accogliere il pubblico al piano d’ingresso trova posto Emergent, punto di partenza del percorso espositivo, che offre l’opportunità di scoprire le ultime tendenze dell’arte contemporanea attraverso una selezione di gallerie il cui programma è volto alla sperimentazione. La sezione, curata da Attilia Fattori Franchini, cresce, quest’anno, coinvolgendo 29 gallerie provenienti da tutto il mondo e conferma ancora una volta la sua posizione di riferimento internazionale. I 26 progetti espositivi affrontano temi come identità, memoria, corpo, strutture sociali e cambiamento climatico, attraverso pittura, scultura, ceramica, opere tessili, video e fotografia, con una forte presenza di artiste donne protagoniste di solo show e installazioni site-specific concepite ad hoc per la fiera.
La sezione storica Established ospiterà, al Level 0 della South Wing, 111 gallerie i cui progetti attraversano in modo organico l’arte del Novecento fino al tempo presente, mettendo in dialogo maestri dell’arte moderna, ricerche contemporanee e progettualità legate al design da collezione e d’autore. In questo ampio orizzonte, Established conferma la vocazione distintiva della fiera: far convivere tempi, media e genealogie diverse in un racconto in cui la contemporaneità si costruisce attraverso continuità, deviazioni, ritorni e nuove aperture. Tra gli stand emerge una pluralità di visioni: dai solo show monografici ai dialoghi generazionali, dai confronti tra moderno e contemporaneo ai focus su movimenti, geografie e materiali. Ne nasce una vera e propria costellazione di progetti in cui pittura, scultura, installazione, ceramica e fotografia diventano strumenti per indagare le trasformazioni del presente.
 
Al piano superiore prende forma la nuova sezione Established Anthology, che riunisce 20 gallerie internazionali attorno a un comune obiettivo: raccontare la complessità, le traiettorie e le trasformazioni del tempo. Le opere esposte indagano ciclicità, metamorfosi, memoria, salti temporali e futuri possibili, creando un dialogo continuo tra i linguaggi del moderno e le pratiche più attuali. Attraverso esposizioni tematiche, focus monografici e accostamenti generazionali, i progetti celebrano figure storiche e artisti contemporanei, esplorando le dimensioni di tempo, spazio e trasformazioni culturali. Established Anthology conferma così l’approccio di lunga data di miart, che considera la storia dell’arte non come una sequenza lineare, ma come un orizzonte vivo di ritorni, riscritture e anticipazioni.
 
A miart 2026 debutta inoltre il progetto speciale Movements, dedicato all’immagine in movimento e nato dalla collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival. Curato da Stefano Rabolli Pansera, il programma presenta 20 film realizzati da artisti rappresentati da 15 gallerie, esplorando, per la prima volta a miart, il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista.
Il tema di Movements: If Music indaga il rapporto tra musica e cinema come spazio di possibilità, in cui il film non è più narrazione ma vibrazione, ritmo e risonanza. Le opere presentate mostrano come il suono possa trasformare percezione, spazio e corpo, generando nuove forme di esperienza.
Organizzata in cinque movimenti, la rassegna attraversa: Materia e paesaggio, dove immagini e suoni emergono come campi di risonanza; Voce e traduzione, in cui la dissonanza diventa spazio collettivo e politico; Spazio ritmico, trasformato in architetture di loop e ripetizioni; Coreografia, dove il corpo è partitura, memoria e archivio vivente; Ritmo del lavoro, che rivela il potere trasformativo del gesto quotidiano.
Nel suo insieme, Movements | If Music propone un modo nuovo di vedere e ascoltare: la musica non accompagna le immagini, ma le genera, aprendo un territorio polifonico da abitare.
miart 2026 crea uno spartito di visioni eterogenee, in cui ogni progetto diventa nota di un accordo più ampio, generando un dialogo tra tempi, linguaggi e generazioni, e dando vita a un’esperienza collettiva in cui passato, presente e futuro dell’arte risuonano insieme e aprono nuove direzioni e possibilità creative.



Partner e premi: l’orchestra delle collaborazioni
 
In occasione della trentesima edizione, miart rafforza il dialogo con partner e sponsor, come un ensemble jazz in cui ogni voce contribuisce al ritmo collettivo, dando vita a un programma vivace di premi, fondi di acquisizione e iniziative speciali che celebrano la creatività condivisa.
Si rinnova la collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo, che supporta miart in qualità di main partner. Internazionalità, eccellenza e attenzione allo sviluppo culturale del territorio sono i valori che legano miart al gruppo bancario, con l'obiettivo di consolidare la centralità di Milano nel panorama nazionale e internazionale e di offrire alla città un ulteriore volano di crescita e sviluppo economico, culturale e civile.
In occasione di miart 2026, la Banca presenta il progetto Standard/Variations, curato da Nicola Ricciardi, che indaga il dialogo tra pittura e jazz negli anni Sessanta, mettendo in relazione le prime ricerche di Robert Ryman e Mario Schifano con l’evoluzione del jazz modale inaugurata da Kind of Blue di Miles Davis. Il progetto – realizzato anche con opere della Collezione Luigi e Peppino Agrati e distribuito tra l’area lounge della Banca in fiera e il caveau delle Gallerie d’Italia in Piazza Scala – interpreta il jazz non come semplice decorazione concettuale, ma come paradigma della modernità: l’innovazione nasce lavorando all’interno delle regole, trasformando la forma senza distruggerla. Le tele bianche di Ryman e i monocromi di Schifano mostrano come lo standard possa diventare soglia e risorsa, offrendo una lettura della sperimentazione come intensità distribuita nel tempo e armonia tra struttura e libertà. Nello spazio dedicato all’interno della fiera trovano spazio due monocromi emblematici: il rosso Analogo (1961) di Schifano e il bianco Winsor 20 (1966) di Ryman.
 
Sempre nell’area lounge della Banca, Intesa Sanpaolo Private Banking sarà presente con il servizio di art advisory, dedicato a chi considera l'arte un'opportunità di crescita diversificata del proprio patrimonio e vuole avvalersi di una consulenza altamente specializzata nella selezione, valutazione e gestione di collezioni o singole opere d’arte.
Si conferma anche il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano, istituito nel 2012. Del valore di 100.000 euro, il Fondo è destinato a opere d'arte che andranno a implementare la collezione di Fondazione Fiera Milano, oggi ospitata all'interno della Palazzina degli Orafi, sede di Fondazione, e che attualmente si compone di oltre 140 lavori in rappresentanza di linguaggi artistici differenti. Tutte le opere sono visibili su  https://www.fondazionefieramilano.it/it/il-patrimonio/patrimonio-artistico.html.
 
Giungono all’undicesima edizione il Premio Herno, che conferisce un riconoscimento di 10.000 euro allo stand con il miglior progetto espositivo, e il Premio LCA Studio Legale per Emergent, del valore di 4.000 euro, istituito in collaborazione con LCA Studio Legale e destinato alla galleria che si distingue per la migliore presentazione all'interno della sezione Emergent.
Viene inoltre confermata per la quarta edizione la presenza a miart del Premio Orbital Cultura – Nexi Group, l’unico riconoscimento interamente dedicato alla fotografia, insieme al Premio Matteo Visconti di Modrone, istituito in ricordo del Presidente della Fonderia Artistica Battaglia. Per quest'ultimo viene assegnato un riconoscimento del valore di 10.000 euro destinato a un artista selezionato tramite open call, che avrà l’opportunità di realizzare la propria opera all’interno della fonderia, avvalendosi del supporto e della competenza dei maestri artigiani. La Fonderia Artistica Battaglia introduce inoltre quest’anno una Menzione Speciale, del valore di 1.000 euro, che offre all’artista selezionato la possibilità di utilizzare il contributo per realizzare una produzione o una sperimentazione presso la fonderia.
Si rinnova anche la SZ Sugar miart commission, nata in collaborazione con SZ Sugar, casa editrice dedicata alla musica colta contemporanea. Il progetto di questa edizione, che coinvolgerà anche CAM Sugar – il più ampio e prestigioso catalogo di colonne sonore originali italiane –, si concentra su due opere fondamentali del 1960: Audace colpo dei soliti ignoti di Piero Umiliani, tra i più prolifici e visionari compositori italiani di musica per il cinema, con la collaborazione del musicista jazz statunitense Chet Baker; e Invenzione su una voce per nastro magnetico di Bruno Maderna, uno dei compositori e direttori d’orchestra più influenti dell’avanguardia musicale italiana del ventesimo secolo. Le gallerie partecipanti a miart sono invitate a proporre ai loro artisti un lavoro di intervento diretto sui nastri delle due opere, da rielaborare e trasformare in nuove produzioni artistiche.
Inaugura in occasione della trentesima edizione della fiera Archivorum Publication Award per miart, che nasce in continuità con la filosofia che guida le attività di Archivorum. Il premio sostiene lo sviluppo e la realizzazione di un progetto editoriale originale, concepito in stretta collaborazione tra l’artista selezionato e un editore indipendente. L’iniziativa mira a superare il formato tradizionale del catalogo, favorendo la sperimentazione di nuovi linguaggi editoriali – tra cui, ma non solo, il libro d’artista.
La scelta dell’artista avverrà nell’ambito delle presentazioni della sezione Emergent e il premio avrà un valore di 20.000 euro.
 
Si confermano anche quest’anno il Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti – istituito nel 2009 come primo riconoscimento nel contesto di miart e ora alla sua sedicesima edizione – che prevede l’acquisizione di un’opera di un artista emergente o mid-career da donare al Museo del Novecento di Milano, e il Premio Massimo Giorgetti, giunto alla sua quarta edizione. Nato dalla volontà dello stilista e collezionista Massimo Giorgetti di supportare giovani artisti all'inizio della propria carriera, il riconoscimento assegna un premio del valore di 5.000 euro.
L’assegnazione di questi prestigiosi riconoscimenti i sarà guidata dal contributo di direttori e curatori internazionali di altissimo profilo, che parteciperanno in qualità di giurati, tra cui: Clément Delépine, Direttore, Lafayette Anticipations, Parigi; Helena Kritis, Capo Curatore, WIELS Centre for Contemporary Art, Bruxelles; Arturo Galansino, Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze; Vittoria Matarrese, Curatrice Indipendente, Parigi; Edward Gillman, Direttore, Chisenhale Gallery, Londra; Alessio Antoniolli, Direttore, Triangle Network, Londra & Curatore Fondazione Memmo, Roma.
 
Per la trentesima edizione di miart si rinnovano altre partnership strategiche, come quella con il brand di moda MSGM, diretto e fondato da Massimo Giorgetti, che ha commissionato all'artista Alessandro Di Pietro (Messina, 1987) un’opera di animazione site-specific prodotta grazie alla collaborazione con OGR Torino e concepita appositamente per lo schermo LED outdoor della South Square di Allianz MiCo, spazio di connessione e accesso al nuovo ingresso della fiera. Il progetto, intitolato Buena vista, è un cortometraggio d’animazione che ha come protagonista Testa di Casa, personaggio creato da Di Pietro e apparso su FRANKENSTEIN Magazine nel 2023: unə ragazzinə milanese con un tetto al posto della testa che, dopo uno sfratto, si trova a fare i conti con una nuova condizione e con i bisogni più elementari, come mangiare e riposare: Milano diventa il suo letto e i simboli della città il suo nutrimento. Attraverso una sequenza di episodi quotidiani dal tono tragicomico e sfondi essenziali sullo stile de “La Linea” di Osvaldo Cavandoli, l’opera affronta il tema del diritto alla casa ponendolo come nucleo narrativo e politico del lavoro.
 
Anche Maison Ruinart conferma il suo impegno nel mondo dell'arte e della sostenibilità, presentando, all'interno della Lounge Ruinart e per la prima volta in Italia, le opere dell’artista giapponese Tadashi Kawamata, protagonista della serie Conversations with Nature 2026. Famoso per le sue opere e installazioni realizzate con legno e parti di arredi, l’artista invita a osservare le vibrazioni della natura, elemento fondamentale per l’armonia dello champagne.
 
Elle Decor Italia e Kartell valorizzano invece lo spazio del VIP Restaurant by Cracco, la rinnovata collaborazione con l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto racconta l’incontro e la contaminazione tra due eccellenze, arte e food, mentre l’inedita partnership con Radio Monte Carlo, official radio della manifestazione, rafforza e amplifica la vocazione jazz di miart 2026.Si rinnova per il quarto anno consecutivo la collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che continua a offrire un contributo significativo allo sviluppo della dimensione internazionale della fiera. Il sostegno di ICE consente di amplificare la visibilità di miart all'estero e di favorire la partecipazione internazionale, consolidando il ruolo della manifestazione all’interno del panorama artistico globale.
 
Anche la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura torna a miart con uno spazio istituzionale aperto al confronto con operatori, istituzioni e stakeholder. L'occasione per presentare i programmi che strutturano la politica pubblica per l'arte contemporanea — Italian Council, Strategia Fotografia, PAC – Piano per l'Arte Contemporanea — nei loro diversi ambiti di intervento: dalla produzione e promozione internazionale degli artisti italiani al rafforzamento delle collezioni pubbliche. Nello spazio sarà anche possibile consultare le pubblicazioni che illustrano alcune delle ricerche prodotte nell'ambito di questi progetti.
 

15/04/26

Milano, Paris Internationale incontri!



Per la sua prima edizione a Milano, Paris Internationale presenta un programma pubblico che si snoda nell'arco di quattro giorni tra conferenze, conversazioni e visite guidate. Integrando prospettive locali e internazionali, il programma assume una nuova dimensione pur rimanendo fedele alla sua filosofia fondante: aperto, informale e libero, un luogo dove le idee circolano senza gerarchie.
 
COLLOQUI
 
Il programma Paris Internationale Talks si articola in una serie di conversazioni promosse da partner invitati, riunendo voci provenienti dal panorama artistico milanese e internazionale.

In questo contesto, Paris Internationale è lieta di dare il benvenuto alla Fondazione Nicola Trussardi in qualità di Partner Speciale.

Fondazione Nicola Trussardi presenta Aperto Italia a cura di Massimiliano Gioni,
una giornata di conversazioni dedicata all'arte contemporanea italiana

sabato 18 aprile 2026 | 11:30 – 19:30
Prendendo spunto dalla storica sezione della Biennale, il programma rivisita il concetto di emergenza, rendendo al contempo omaggio a Giancarlo Politi e alle sue presentazioni dell'arte italiana sulle pagine di Flash Art.
Dove? Talks Space | Livello 3


Venerdì 17 aprile, ore 18:00
“Narratives of Showing”
Fabio Cherstich (regista teatrale e d'opera), Emanuel Christ (architetto/Christ&Gantenbein), Andrea Trimarchi (designer/FormaFantasma)
Moderato da: Nina Bassoli (Triennale Milano)

Sabato 18 aprile,
ore 11:30–19:30
FORUM DI CONVERSAZIONE

“Aperto Italia”
Organizzato da Fondazione Nicola Trussardi e Massimiliano Gioni
L'Italia non si qualifica per i Mondiali di calcio e la Biennale Arte 2026 registra il numero più basso di artisti italiani da oltre 120 anni. Cosa sta succedendo? Siamo alla fine della corsa? Cosa dovremmo fare? Parliamone.

Fondazione Nicola Trussardi presenta Aperto Italia , un programma di una giornata ideato da Massimiliano Gioni. Prendendo il titolo dalla storica sezione della Biennale, il programma rivisita l'idea di emergenza, rendendo anche omaggio a Giancarlo Politi e alle sue presentazioni dell'arte italiana nelle pagine di Flash Art. Tra gli artisti che partecipano ad Aperto Italia figurano Yuri Ancarani, Simone Berti, Carlo Benvenuto, Ambra Castagnetti, Guglielmo Castelli, Giulia Cenci, Sara Enrico, Chiara Enzo, Linda Fregni Nagler, Elisa Giardina Papa, Marcello Maloberti, Margherita Manzelli, Daniele Milvio, Margherita Morgantini, Adrian Paci, Diego Perrone, Grazia Toderi, Patrick Tuttofuoco e Grazia Varisco. Le conversazioni saranno moderate a turno da Massimiliano Gioni, Direttore Artistico, Fondazione Nicola Trussardi, Milano; Nicolas Ballario, giornalista e curatore indipendente; Lucrezia Calabrò Visconti, Curatrice Capo, Istituto Svizzero (Roma, Milano, Palermo); Gianfranco Maraniello, Direttore Museo del Novecento, Milano; Marta Papini, curatrice indipendente; e Roberta Tenconi, curatrice presso Pirelli HangarBicocca, Milano.

Domenica 19 aprile, ore 15:00
“Modernità dell'infinito”
Coordinato da Edoardo Bonaspetti. Con Béatrice Grenier (Curatrice Fondation Cartier), Filippo Pagliani (Socio fondatore di Park), Giuseppe Galbiati (Ingegnere)

Domenica 19 aprile, ore 18:00
“Usi temporanei: attivare luoghi in transizione”
Organizzato da Park. Con Filippo Pagliani, Michele Rossi
e Francesca Moroni (Parco), Federico Pasinelli (Domo Media),
Linda di Pietro (Base Milano), Omar Fulvio Bertoni (Lifegate
Way), Ginevra Pucci (Flashblack), Antonella Bruzzese (PoliMi)

Lunedì 20 aprile, 11:30
“Atti di cura: collezionare oltre la proprietà”
Conversazione tra Valeria Napoleone (Mecenate e Collezionista) & Bruna Roccasalva (Curatrice)

Lunedì 10 aprile 20, 12:30
“Guglielmo Castelli: Sweet Baby Motel”
A cura di Lenz. Con Guglielmo Castelli (Artista), Edoardo
Bonaspetti (Curatore), Milovan Farronato (Curatore)
Lunedì 20 aprile, ore 18

“Spazi e Satelliti — Spazi progettuali, residenze
e reti nell'arte contemporanea”
A cura di Il Giornale dell'Arte. Moderatore da Marta Cereda e Luca Zuccala. Con Caterina Angelucci (Curatore), Alessio D'Ellena (Superness), Matteo Mottin & Ramona Ponzini
(TretiGalaxie), Pierfrancesco Petracchi, Giulio Rampoldi,
Pietro Rossi (Matta), Veronica Recchia (Velo Project)
 

PRESTAZIONE
 
18:30 PERFORMANCE
Organizzato da Fondazione Elpis
A cura di Gabriele Tosi (Fondazione Elpis)
Con Villiam Miklos Andersen (Artista)
e Walter Bernath (DJ e sound artist)