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17/11/19

Umano fra arte e scienza alla Fondazione Golinelli



Dal 20 novembre 2019 al 9 aprile 2020 apre al pubblico U.MANO, la nuova mostra di Fondazione Golinelli curata da Andrea Zanotti con Silvia Evangelisti, Carlo Fiorini e Stefano Zuffi.

Il percorso espositivo è dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura: dall’esplorazione dell’interiorità dell’uomo all’aprirsi alla comprensione dell'universo che gli sta intorno, in stretto e inevitabile collegamento con il cervello. La mano è l'elemento di raccordo tra la dimensione del fare e quella del pensare ed è rappresentativa della prospettiva di azione di Fondazione Golinelli nel recuperare il segno di un legame oggi perduto: quello tra arte e scienza, che proprio nella cultura italiana ha raggiunto il suo culmine.

In mostra i maestri del passato dialogano con il presente attraverso installazioni, esperienze di realtà aumentata, rimaterializzazioni, innovazioni robotiche applicate e postazioni interattive. Da Caravaggio a Guercino, da Carracci a Pistoletto, i visitatori compiono un viaggio unico e irripetibile tra passato, presente e futuro. La riflessione sul tema della mano consente così di indagare il ruolo dell’uomo in un presente dominato dalla tecnologia.

#mostraumano


16/11/19

Giorni segreti alla Fondazione Adolfo Pini



La Fondazione Adolfo Pini presenta GIORNI SEGRETI, la mostra di Giovanni De Lazzari, a cura di Anna Daneri.

Il progetto site-specific mette a confronto i diversi nuclei intorno a cui si sviluppa la ricerca dell’artista. Accanto a disegni, collage, opere pittoriche e scultoree, sono esposti una selezione di taccuini, attraverso i quali è possibile ricostruire le tappe del lavoro di Giovanni de Lazzari, fin dalla sua genesi. Frutto di un’indagine meticolosa, le opere sono create dall’artista durante una lunga meditazione solitaria, come evocato dal titolo stesso.

Le opere in mostra, realizzate da Giovanni De Lazzari a partire dal 2008, seguono il filo conduttore della relazione con la natura, che origina da un processo di osservazione profondo e prolungato. Attraverso il tratto della matita, lo strumento più assiduamente utilizzato dall’artista, immagini e testi prendono forma come miniature nelle pagine dei taccuini che De Lazzari realizza in una pratica quotidiana. Per la mostra GIORNI SEGRETI l’artista realizza un wall drawing, in scala architettonica, dell’opera Groviglio su una parte della Fondazione.

Gli elementi vegetali e animali, ricorrenti nei lavori esposti, stabiliscono un dialogo inedito con le decorazioni e gli arredi della casa-studio, oltre che con i dipinti del pittore Renzo Bongiovanni Radice. È il caso del trittico di disegni Abbracci (2013), in cui l’intreccio tra due serpenti crea un’immagine potente sospesa tra amore e morte.

GIOVANNI DE LAZZARI 
GIORNI SEGRETI
A cura di Anna Daneri

Opening 26 novembre ore 18:30
27.11.2019 – 06.03.2020 
dal lunedì al venerdì
10:00 – 13:00 | 15:00 – 17:00
Ingresso libero

15/11/19

Chi a paura di Musja



Ha aperto a Roma lo spazio Musja (Museo Jacorossi), in via Chiavari 7, un nuovo museo privato per l’arte contemporanea. Presieduto dall’imprenditore e collezionista Ovidio Jacorossi (classe 1934), e fondato sulla collezione del primo Novecento italiano.

Si inaugura con la mostra “The Dark Side. Chi ha paura del Buio?” curata da Danilo Eccher che sarà visitabile fino all’1 Marzo 2020.



Trattasi di un progetto espositivo triennale che coi titoli “Paura del Buio”, “Paura della Solitudine”, e  “Paura del Tempo” guarderà allo stato emotivo della creazione.

Sono miscelate opere di artisti affermati e di giovani leve, per l’occasione sono state anche appositamente create delle opere per questi nuovi suggestivi spazi.

14/11/19

Prossimamente Frieze Los Angeles


L'anno sta per concludersi ma già si lavora per il prossimo anno da Frieze Los Angeles per l'edizione 2020 che introdurrà una sezione dedicata alle emergenti gallerie di Los Angeles, insieme a nuovi progetti agli Paramount Pictures Studios

Oggi Frieze Los Angeles ha annunciato le gallerie, i curatori e i programmi partecipanti per la seconda puntata di Frieze Los Angeles. 

L'evento si svolgerà dal 14 al 16 febbraio 2020 presso i Paramount Pictures Studios, la fiera riunirà oltre 70 tra le più importanti gallerie di Los Angeles, dal resto degli Stati Uniti e da tutto il mondo, nonché un programma di commissioni ed eventi per artisti site specific che si estenderà in tutta la città. 

Il principale partner globale sarà Deutsche Bank che continua a supportare Frieze Los Angeles per il secondo anno consecutivo.

Il partner della location Paramount Pictures Studios offre ancora una volta l'iconica cornice a Frieze Los Angeles, con il set di backlot famoso in tutto il mondo che emula le strade e l'architettura di città come New York e Chicago.

Dopo il successo dell'edizione inaugurale del 2019, Frieze Los Angeles 2020 accoglie le gallerie di ritorno, così come i partecipanti per la prima volta come David Lewis, l'impresa di Gavin Brown, la Gladstone Gallery, la Goodman Gallery, la House of Gaga, Skarstedt e Xavier Hufkens.

Una novità per il 2020 è l'introduzione di Focus LA, una sezione che offre una piattaforma per gli spazi emergenti di Los Angeles che sono stati aperti da 15 anni o meno, sottolineando l'impegno di Frieze nel vivace paesaggio culturale della città. A cura di Rita Gonzalez (Terri e Michael Smooke Curatore e Capo Dipartimento di Arte Contemporanea, LACMA) la sezione conterrà 13 gallerie, tra cui i nuovi arrivati ​​di Frieze Los Angeles. la, Charlie James Gallery, Overduin & Co. e vari piccoli fuochi.

Bettina Korek (Direttore esecutivo, Frieze Los Angeles) afferma: "Il debutto di Frieze Los Angeles ha catalizzato l'interesse globale per la dinamica scena artistica di Los Angeles e ha stabilito che la fiera ha un chiaro impegno nella città. Siamo onorati di collaborare con Rita, Pilar e Venus quest'anno in sezioni curate che illustreranno come Los Angeles sia un luogo di incontro vitale per artisti che rappresentano una miriade di culture e pratiche. Non vedo l'ora di vedere come i curatori intratterranno gli artisti internazionali nel programma di quest'anno, ampliando le conversazioni su ciò che è unico su L.A. come contesto e costellazione di comunità creative ".

Victoria Siddall (Global Director, Frieze) aggiunge: "Dopo il successo del lancio di Frieze LA nel febbraio 2019, siamo lieti di tornare alla Paramount Pictures Studios per la nostra seconda edizione. Daremo il benvenuto alle nuove grandi gallerie in fiera, da Bruxelles a Città del Capo, da Città del Messico a New York, oltre a una serie di curatori eccezionali che creano una programmazione innovativa, La fiera sarà al centro della Frieze Los Angeles Week, un programma entusiasmante di mostre ed eventi che abbracciano l'intera città e celebrano la straordinaria scena culturale di Los Angeles. "

Frieze Projects, il programma di performance, scultura e installazioni messo in scena all'interno del set di backlot di Paramount Pictures Studios, tornerà quest'anno, co-curato da Rita Gonzalez e Pilar Tompkins-Rivas (direttore del Vincent Price Art Museum).

Venus Lau (direttore artistico, K11 Art Foundation) curerà il programma Frieze Film, che vedrà protagonisti artisti i cui film vengono proiettati nel Paramount Theater. Un altro momento clou del programma sarà il Deutsche Bank Frieze Los Angeles Film Award, realizzato in collaborazione con la pluripremiata Accademia cinematografica no profit Ghetto Film School (GFS) che fornisce una piattaforma per supportare la comunità cinematografica di base a Los Angeles.

In concomitanza con Frieze Los Angeles, un programma ampliato di mostre ed eventi Frieze Week in tutta la città inizierà lunedì 10 febbraio e si svolgerà durante le date della fiera. Frieze Week comprenderà un ampio spettro di programmazione in gallerie, musei, organizzazioni civiche e altri spazi guidati da artisti, celebrando e mettendo in mostra le numerose comunità che compongono il dinamico panorama artistico di L.A.

ULTERIORI INFORMAZIONI

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Power 100 di ArtReview



Ecco aggiornato il sito Power 100, della rivista ArtReview, che includere la nuova lista  per il 2019, la diciannovesima classifica annuale delle figure più influenti del mondo dell'arte contemporanea.

L'elenco Power 100 del 2019 come sempre è quel simpatico ascensore/altalena del successo registrato secondo parametri non del tutto stabili, seguendo forse più le impressioni degli intervistati dalla rivista che veri valori di mercato.

Che dire, molto labile, spesso appaiono e scompaiono nomi secondo criteri non proprio sensati, ma è divertente parlarne e chiacchierarci sopra, e allora eccovi i primi 10... il resto è tutto nel sito, fra le novità rientra dal 2008 Banksy al 14 (nel 2008 era al 63 posto)  uno che di queste finzioni ne ha fatto fino ad ora a meno. 


Fra gli italiani si piazza all'11 posto Miuccia Prada, seguita da Massimiliano Gioni al 44, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo al 55, Carolyn Christov-Bakargiev al 85, Lucia Pietrouisti al 92, Galleria Continua al 94 e Massimo De Carlo al 96.

Jean‑Paul Goude e Chanel a Milano


Arriva a Milano la gioiosa mostra "In Goude we trust" che racconta della creatività fra il noto designer con il gruppo Chanel al Palazzo del Giureconsulti.








CS
Artista poliedrico e acclamato "image‑maker", Jean-Paul Goude ha lasciato un segno indelebile nell'immaginario collettivo. Una visione unica di un mondo "ridisegnato", intriso di umorismo, il suo lavoro esplora sia la fotografia che i video, la pubblicità e le performance dal vivo. Tutte queste sfaccettature sono riunite nella mostra "In Goude we trust!", presentata da CHANEL. Le sue opere inedite sono ambientate in una scenografia disegnata dall'artista stesso. La mostra ripercorre i legami che Jean‑Paul Goude e CHANEL hanno intessuto per quasi trent'anni. Una collaborazione eccezionale che ha dato vita a spot pubblicitari che hanno segnato la storia della pubblicità e immagini che sono divenute dei riferimenti; vere e proprie opere d'arte.

Ballare, disegnare, tagliare, incollare, dipingere, fotografare, filmare, unire reale e virtuale: Jean‑Paul Goude ribalta i codici e abbatte i confini per reinventare il termine di immagine. Dai primi schizzi alla loro messa in opera, dalle sculture alle video‑installazioni e ancora, un film sulla sua carriera, tutta la mitologia di Goude si rivela.


Il 14 Luglio 1989, Jean‑Paul Goude organizza e dirige la grandiosa Parata per il Bicentenario della Rivoluzione francese lungo gli Champs Élysées a Parigi. Il giorno dopo, Jacques Helleu, allora direttore artistico di Parfums Beauté et Horlogerie Joaillerie CHANEL, gli propone di immaginare la campagna per il lancio di un profumo maschile, dal nome provocatorio Égoïste. Quel momento segna l'inizio di una lunga collaborazione e Jean‑Paul Goude metterà in scena, con estrema audacia, le muse di CHANEL. La mostra si concentra su questo intenso dialogo creativo attraverso i celebri film pubblicitari rendendo omaggio a Gabrielle Chanel e Karl Lagerfeld.

Aperta dal 15 Novembre al 31 Dicembre 2019



Congo alla Mayor Gallery




Il famoso caso di Congo, uno scimpanzé dello zoo adottata negli anni cinquanta dal famoso Desmond Morris per un progetto di pittura, torna in auge ora che le sue opere, ben 55 quadri di oltre 400 realizzati, saranno messi in vendita dal famoso antropologo.

Congo morì di tubercolosi nel 1964 all'età di 10 anni, lasciando una traccia storica del suo lavoro che è stata narrata nel famoso testo del 1967  “The Naked Ape: A Zoologist’s Study of the Human Animal” dello studioso inglese.

La mostra si svolgerà al Mayor Gallery col titolo “Congo the Chimpanzee: The Birth of Art” dal 3 al 19 Dicembre 2019.


13/11/19

Arriva Arte Generali con Cattelan e Toscani


E ci mancava il Maurizio Cattelan "nudo" con cesso dorato, che chiarisce subito, con il supporto dell'attempato Oliviero Toscani, che siamo nel datato mondo dei fondi d'arte.

Questa volta ci prova il gruppo Generali che usa i due anziani artisti a promuovere un prodotto per collezionisti nominato Arte Generali.

Tutto sa già di vecchio vedremo se sarà un fatto di sicurezza o di senilità.

Richard Long da Tucci Russo




Presso gli spazi torinesi della galleria Tucci Russo, in via Davide Bertolotti, 2,  è in corso, fino a Gennaio 2020, la mostra omaggio a Richard Long, in cui vengono seguite alcune delle tappe del lungo percorso dell’artista inglese.








12/11/19

Aricò e Castelli Ferrieri da Tommaso Calabro





La galleria Tommaso Calabro presenta una bella mostra sul rapporto culturale e creativo di Rodolfo Aricò (1930-2002) e Anna Castelli Ferrieri (1918-2006), curata da Paola Nicolin, prima tappa di un progetto di esposizioni sul dialogo tra maestri/e dell'arte, dell'architettura e del design del secondo dopoguerra italiano.




A partire dagli anni Sessanta, Rodolfo Aricò crea tele sagomate che combinano un forte rigore geometrico a una sospesa ambiguità percettiva. Progettate applicando i principi dell’assonometria e caratterizzate da una monocromia solo apparente. A cavallo tra pittura, scultura e architettura, queste opere rinnovano le categorie tradizionali della storia dell’arte.



Nella stessa Milano di Aricò, Anna Castelli Ferrieri, direttrice artistica di Kartell dal 1976 al 1987, è figura femminile centrale di un rinnovamento legato al mondo dell’architettura e del design. La sua formazione tra arti diverse la porta a concepire architetture, allestimenti e arredi che si interrogano su cosa sia il progetto di design, a che cosa serva e a chi è destinato. L’utilizzo di forme geometriche semplici si combina a un’attenta ricerca su materiali nuovi, in primis la plastica, di cui Anna Castelli sfrutta la versatilità per sovvertire idee, pregiudizi e comportamenti attorno all’oggetto di valore.
  



Piazza San Sepolcro, 2 – 20123 Milano
La mostra sarà visitabile fino al 23 Novembre 2019.

11/11/19

Meraviglie fra arte e tecnologia al Met di New York


L’ingegno umano ha sempre stimolato la creatività e la bellezza, in particolar modo fra il 1550 e il 1750, quando quasi ogni famiglia reale in Europa riuniva vaste collezioni di oggetti raffinati e divertenti. Raccolte che manifestavano il potere e il prestigio delle corti.

Proprio per queste collezioni si sperimentavano e univano arte, scienza e tecnologia. Ora il Met di New York organizza, dal prossimo 25 novembre, una grande mostra dal titolo “Making Marvels: Science and Splendor at the Courts of Europe” che esplorerà i complessi modi in cui gli oggetti meravigliosi raccolti e mostrati dai primi monarchi europei moderni hanno espresso la forza di governare di questi sovrani.

Max Hollein, direttore di The Met, ha commentato: “Quotidianamente, le notizie sugli ultimi dispositivi tecnologici e le loro capacità sorprendenti ci affascinano e ci deliziano. Questi sentimenti familiari fanno eco a quelli dei mecenati principeschi nei secoli passati che desideravano possedere e mostrare le più meravigliose creazioni e invenzioni artistiche, realizzate con i materiali più preziosi e insoliti e incorporando le più recenti informazioni scientifiche. "




Il curatore della mostra Wolfram Koeppe ha proseguito: "L'impegno emotivo diffuso e intenso nei confronti di macchine e gadget nelle corti reali d'Europa nel XVI-XVIII secolo ha incoraggiato gli uomini di talento a mettere le loro energie nella costruzione di nuovi dispositivi per la produzione, il trasporto e la comunicazione, che sono tra le caratteristiche più distintive della vita moderna. "

La mostra presenterà circa 170 oggetti - tra cui orologi, automi, mobili, strumenti scientifici, gioielli, dipinti, sculture, supporti di stampa e altro - della collezione The Met e più di 50 istituti internazionali. Alcune di queste opere non sono mai state esposte negli Stati Uniti. Tra i numerosi prestiti eccezionali ci saranno i mobili d'argento del Tesoro Esterházy; il più grande diamante verde naturale al mondo, del peso di 41 carati e nella sua cornice originale del 18 ° secolo; la campana da tavolo alchemistica dell'Imperatore Rodolfo II; una grande panca per trafilatura realizzata per l'elettore Augusto di Sassonia; un raro esempio di un orologio di Jost Bürgi e una ricostruzione di un giocatore di scacchi semiautomatico della fine del XVIII secolo, noto come "The Turk", che una volta giocò con Napoleone Bonaparte.

Making Marvels è la prima mostra in Nord America a mettere in luce l'importante unione di arte, scienza e tecnologia con intrattenimento e spettacolo che era abituale per la cultura di corte. La mostra sarà divisa in quattro sezioni dedicate ai principali tipi di oggetti presenti in questi display: metalli preziosi, oggetti da Kunstkammer, strumenti principeschi e orologi o automi mobili. 

Al fine di enfatizzare il contenuto scientifico e tecnologico di questi oggetti, la mostra inizierà stabilendo l'alto livello di valore materiale e qualità artigianale che i principi dovevano incontrare in questi spettacoli di ricchezza e potere. I visitatori incontreranno una serie di mobili in argento superbamente modellati che era considerato il simbolo ultimo di potere, status e ricchezza durante il primo periodo moderno. La seconda sezione sarà dedicata agli oggetti insoliti del Kunstkammer. Questi oggetti erano in genere composti da materiali naturali recentemente scoperti incastonati in montature finemente lavorate di argento o oro, i cui disegni altamente inventivi spesso incorporavano la conoscenza più aggiornata del mondo naturale. 




La conoscenza di argomenti come la filosofia naturale, l'abilità artigianale e la tecnologia erano considerati l’equivalente della saggezza, padronanza di sé e virtù morale integra per una governance di successo. 

La conoscenza della metallurgia, dell'orologeria, dell'astronomia e della tornitura facevano parte dell'educazione e dell'intrattenimento dei principi nei regni di tutta Europa. La terza sezione della mostra presenterà gli strumenti scientifici, gli strumenti artigianali e gli apparati sperimentali usati dai sovrani mentre sviluppavano le abilità tecniche così importanti per la loro identità principesca.

La mostra si concluderà con innovazioni nella tecnologia meccanica. Le macchine a orologeria a movimento automatico - forse i più noti oggetti tecnologici di visualizzazione - erano anche una ricca fonte di allegorie del dominio. Inoltre, poiché le corti si contendevano la supremazia tecnica, molte innovazioni nella tecnologia meccanica furono sviluppate su richiesta dei mecenati principeschi. Gli automi rappresentavano il tentativo finale di usare la meccanica per creare movimenti realistici. Uno dei momenti salienti della mostra sarà "The Draftsman Writer", un automa di scrittura della fine del XVIII secolo che ha ispirato il libro The Invention of Hugo Cabret e il suo adattamento cinematografico. Il meccanismo avanzato di questo pezzo, che memorizzava più informazioni di qualsiasi macchina precedente, quasi il precursore del computer.

In ogni galleria, video e modelli digitali evocano vividamente la realtà storica degli oggetti in mostra e sottolineano le somiglianze tra i primi oggetti moderni e gli intrattenimenti tecnologici contemporanei. 




Making Marvels è organizzato da Wolfram Koeppe, il curatore francese di Marina Kellen nel Dipartimento di Scultura e Arti decorative del Met.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo riccamente illustrato, pubblicato dal Metropolitan Museum of Art e distribuito dalla Yale University Press ($ 65, cartonato), nonché da un album di foto ($ 14,95). Entrambi saranno disponibili in The Met Store.

#MakingMarvels.

Ahimè! [a tre voci] di Alessandra Messali all'Archivio di Stato di Torino



ARTECO è lieta di annunciare Ahimè! [a tre voci] di Alessandra Messali (Brescia, 1985), la seconda restituzione della residenza present_continuous, a seguito della prima SCHULD di Ryts Monet (Enrico De Napoli) curata negli spazi privati di Palazzo Frichignono in occasione di Artissima 2019. La residenza è stata concepita come dispositivo per attivare una riflessione a partire da un fondo di incisioni conservato presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e portare alla luce un nucleo di eccellenza, ordinato in album negli anni sessanta dell’Ottocento dall’eclettico collezionista e conoscitore piemontese Giovanni Volpato.
In un periodo storico in cui le nuove possibilità di archiviazione digitale stanno inevitabilmente portando a un cambio di paradigma nel rapporto tra l’uomo e la conservazione dei beni tangibili, Messali prende in esame la concezione archetipica dell’archivio. A partire dalla fascinazione per le sale Juvarriane, ancora oggi depositi dell’Archivio di Stato di Torino - Sezione Corte, l’artista crea un dialogo tra l’opera video, le boiserie e le grandi scale lignee per il recupero dei materiali archivistici.
I gesti dei conservatori e ricercatori si tramandano nel rapporto con i materiali e gli spazi che li ospitano. Le scale amovibili e modulari suggeriscono un moto d’ascesa e discesa, perpetuato dai corpi nel tempo.
Partendo dall’analisi sul ruolo di casualità e discontinuità della definizione del patrimonio storico-artistico, nonché dall’idea di archivio come corpo biologico che circoscrive il nostro rapporto con i beni materiali, l’artista sviluppa l’opera video Ahimé! [a tre voci]: attraverso una narrazione scandita in quattro capitoli. Un lavoro che pone in dialogo la pretesa di sopravvivenza insita nell’uomo e i concetti di transitorietà e caducità, sintomatici dell’esistenza. 
Sarà presente la pubblicazione che raccoglie l’intero progetto Present Archives. Riflessioni a partire da un fondo di stampe, curata da ARTECO ed edita da a+mbookstore edizioni e VIAINDUSTRIAE publishing.

Alessandra Messali (Brescia, 1985) vive e lavora a Venezia. Dopo essersi diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, si laurea in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, dove dal 2012 collabora alla didattica con l’artista Antoni Muntadas. Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni e festival quali Il Museo della Specola di Bologna (Bologna, IT), l’Assam State Museum (Guwahati, IND), Fundación Botin (Santander, SP), Tram Diogene (Torino, IT), Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (Lissone, IT), Galleria Comunale d’Arte Contemporanea Monfalcone (Monfalcone, IT), Fondazione Bevilacqua la Masa (Venezia, IT) e FILMAKER DOC 14, Spazio Oberdan (Milano, IT).

Il progetto present_continuous si è articolato in una campagna di schedatura, nell’organizzazione di una giornata di studi destinata a rinnovare la percezione contemporanea dell’archivio e delle collezioni in deposito e in una call internazionale volta alla selezione di due artisti - Alessandra Messali e Ryts Monet (Enrico De Napoli) - chiamati a condividere una residenza volta a generare nuovi immaginari, proprio a partire dal fondo di stampe, al fine di dare voce a urgenze sociali e culturali del nostro tempo. A cosa serve oggi un fondo di stampe databili tra il XVI e il XIX secolo conservato in un deposito bibliotecario? Cosa può raccontarci delle epoche in cui stato costituito, conservato e riordinato? Come queste informazioni possono relazionarsi con la contemporaneità? Un artista può avviare il motore di immaginari condivisi mettendo in luce ciò che dell’antico permane nel presente?

Il progetto è a cura di ARTECO (Beatrice Zanelli ed Ersilia Rossini) realizzato con il contributo di Funder35 e Regione Piemonte.

Si ringrazia l’Archivio di Stato di Torino per la concessione degli spazi. 


Ahimè! [a tre voci] | Alessandra Messali
A cura di ARTECO (Beatrice Zanelli)

Progetto site specific della durata di un giorno | sabato 16 novembre 2019 dalle 9.30 alle 13.00.

Archivio di Stato di Torino | Sezione Corte | Sale Juvarriane Piazza Castello 209, Torino


Apertura su appuntamento
Orari di ingresso (ogni ingresso per un massimo 25 persone)
9.30 | 10.00 | 10.30 | 11.00 | 11.30 | 12.00 | 12.30

Per prenotazioni
mail stampa.arteco@gmail.com - cell. 333 2305927
Ingresso gratuito

FISAD da Torino a Venezia


Il Festival Internazionale Scuole d’Arte e Design FISAD inaugurato a Torino a ottobre per la sua seconda edizione si sposta a Venezia presso l’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa di Palazzetto Tito, la mostra “Passione bi-polare”, visitabile dal 16 al 29 novembre.
Il Festival ha visto il coinvolgimento di 56 Accademie e Scuole d’Arte e Design da tutto il mondo che si sono riunite a Torino per festeggiare la creatività giovanile e fare il punto sullo stato dell’arte.

La mostra a Venezia, curata da Edoardo Di Mauro, Gabriele Romeo e Laura Valle, porterà in rassegna un cospicuo corpus di ricerche artistiche e visive, prodotte da studenti, artisti e docenti dell’Accademia Albertina, volte a spiegare al largo pubblico il duplice significato della passione, maturato dallo studio di quelle ricerche estetiche e visive che vennero prodotte dagli artisti del XXº e del XXIº secolo.

Tra echi, rimandi ed esplorazioni antropologiche, il fruitore sarà  libero di individuare quei comportamenti che vedono l’affiliazione di questo termine “passione” agire nella nostra contemporaneità, in un convivio gioviale che rivela - nella quotidiana realtà - l’umanità di pensare e di agire in ricercatori e comunicatori visivi. Quest’ultimi, impegnati spesso a esplorare le vie dei sentimenti e delle emozioni con dedizione, sofferenza, dolore e, soprattutto, amore.

La manifestazione avrà un ospite d’eccezione, Hermann Nitsch, storico esponente dell’Azionismo Viennese e al quale verrà conferito, contestualmente alla manifestazione veneziana, il titolo di Accademico d’Onore dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Durante il periodo della rassegna saranno previsti, inoltre, un ciclo di incontri aperti al pubblico con autorevoli nomi: Cristina Giudice, Lorella Giudici, Massimo Melotti e Stefano Pasquini.

Con oltre 70 partecipanti, l’evento ha richiesto ai curatori, studenti e docenti, oltre un anno e mezzo di lavoro, di collaborazione con le autorità del territorio veneziano, con l’Archivio Palli, e, come un fiore all’occhiello, rappresenta la fase conclusiva della IIª edizione del FISAD (Festival Internazionale delle Scuole d’Arte e Design), patrocinato dal MIUR, svoltosi già a Torino dal 14 Ottobre al 17 Novembre, ideato e diretto da Salvo Bitonti, Direttore dell’Accademia di Torino.

Durante il giorno dell’inaugurazione il pubblico e il maestro Nitsch verranno accolti alla FBLM con la performance musicale eseguita con viola della studentessa Sara Francesca Molinari, diplomatasi nel 2017 al Conservatorio Vivaldi di Alessandria che eseguirà La Fuga, il secondo dei quattro tempi che compongono la Sonata n° 1 in sol minore, scritta nel 1720 da Johan Sebastian Bach.

Andrea Mantegna arriva a Torino a Palazzo Madama

Andrea Mantegna  Sant’Antonio e San Bernardino sorreggono il monogramma di Cristo (1452) Affresco staccato, 163 x 321 cm 
Museo Antoniano, Padova

Quest’inverno a Palazzo Madama giunge una stupende mostra  che vede protagonista Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 – Mantova 1506), uno dei più importanti artisti del Rinascimento italiano, in grado di coniugare nelle proprie opere la passione per l’antichità classica, ardite sperimentazioni prospettiche e uno straordinario realismo nella resa della figura umana. Intorno alle sue opere si articolano le testimonianze di una stagione artistica – il Rinascimento in pianura padana, prima a Padova e poi a Mantova - capace di rivivere l’antico e di costruire il moderno.  

La rassegna si aprirà il 12 dicembre nelle sale monumentali di Palazzo Madama e durerà fino al 4 Maggio 2020. 

La rassegna presenta il percorso artistico del grande pittore, dai prodigiosi esordi giovanili al riconosciuto ruolo di artista di corte dei Gonzaga, articolato in sei sezioni che evidenziano momenti particolari della sua carriera e significativi aspetti dei suoi interessi e della sua personalità artistica, illustrando al tempo stesso alcuni temi meno indagati come il rapporto di Mantegna con l’architettura e con i letterati. 

Viene così proposta ai visitatori un’ampia lettura della figura dell’artista, che definì il suo originalissimo linguaggio formativo sulla base della profonda e diretta conoscenza delle opere padovane di Donatello, della familiarità con i lavori di Jacopo Bellini e dei suoi figli (in particolare del geniale Giovanni), delle novità fiorentine e fiamminghe, nonché dello studio della scultura antica.      

Un’attenzione specifica è dedicata al suo ruolo di artista di corte a Mantova e alle modalità con cui egli definì la fitta rete di relazioni e amicizie con scrittori e studiosi, che lo resero un riconosciuto e importante interlocutore nel panorama culturale, capace di dare forma ai valori morali ed estetici degli umanisti. 

Il percorso della mostra è preceduto e integrato, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, da uno spettacolare apparato di proiezioni multimediali: ai visitatori viene proposta una esperienza immersiva nella vita, nei luoghi e nelle opere di Mantegna, così da rendere accessibili anche i capolavori che, per la loro natura o per il delicato stato di conservazione, non possono essere presenti in mostra, dalla Cappella Ovetari di Padova alla celeberrima Camera degli Sposi, dalla sua casa a Mantova al grande ciclo all’antica dei Trionfi di Cesare.
Il Piano Nobile di Palazzo Madama accoglie, quindi, l’esposizione delle opere, a partire dal grande affresco staccato proveniente dalla Cappella Ovetari, parzialmente sopravvissuto al drammatico bombardamento della seconda guerra mondiale ed esposto per la prima volta dopo un lungo e complesso restauro e dalla lunetta con Sant’Antonio e San Bernardino da Siena proveniente dal Museo Antoniano di Padova.  

  Andrea Mantegna Ecce homo (1500-1502) Tempera su tela di lino  54 x 42 cm 
Musée Jacquemart-André, Parigi 

Il percorso espositivo non è solo monografico, ma presenta capolavori dei maggiori protagonisti del Rinascimento nell’Italia settentrionale che furono in rapporto col Mantegna, tra cui opere di Donatello, Antonello da Messina, Pisanello, Paolo Uccello, Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Pier Jacopo Alari Bonacolsi detto l’Antico e infine il Correggio. Accanto a dipinti, disegni e stampe del Mantegna, saranno esposte opere fondamentali dei suoi contemporanei, così come sculture antiche e moderne, dettagli architettonici, bronzetti, medaglie, lettere autografe e preziosi volumi antichi a stampa e miniati.

Per rendere chiaro e lineare questo tema complesso, un prestigioso comitato scientifico internazionale ha selezionato un corpus di oltre un centinaio di opere, riunito grazie a prestigiosi prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni del mondo, tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée du Louvre e il Musée Jacquemart André di Parigi, il Metropolitan Museum di New York, il Cincinnati Art Museum, il Liechtenstein Museum di Vienna,  lo Staatliche Museum di Berlino, oltre a prestiti di numerose collezioni italiane, tra cui le Gallerie degli Uffizi, la Pinacoteca Civica del Castello Sforzesco, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, l’Accademia Carrara di Bergamo, il Museo Antoniano e i Musei civici di Padova, la Fondazione Cini e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte di Napoli, i Musei Civici di Pavia, la Galleria Sabauda e il Museo di Antichità di Torino, i Musei Civici, il Seminario Arcivescovile e la Basilica di Sant’Andrea a Mantova. 

Il comitato scientifico della mostra è composto dai curatori Sandrina Bandera e Howard Burns, con Vincenzo Farinella come consultant curator per l’antico, insieme a Laura Aldovini, Lina Bolzoni, Molly Bourne, Caroline Campbell, Marco Collareta, Andrea Di Lorenzo, Caroline Elam, David Ekserdjian, Marzia Faietti, Claudia Kryza – Gersch, Mauro Mussolin, Alessandro Nova, Neville Rowley e Filippo Trevisani.

La mostra, promossa dalla Fondazione Torino Musei e da Intesa Sanpaolo, è organizzata da Civita Mostre e Musei. 
Il catalogo, comprendente numerosi saggi introduttivi e di approfondimento oltre alle schede scientifiche di tutte le opere in mostra, è pubblicato da Marsilio Editori.



Info
Titolo: ANDREA MANTEGNA.  Rivivere l’antico, costruire il moderno
Sede Palazzo Madama, Corte Medievale e Piano Nobile, Torino, Piazza Castello
A cura diSandrina Bandera e Howard Burns con Vincenzo Farinella come consultant curator
Una mostra ideata dalla Fondazione Torino Musei/ Palazzo Madama con Civita Mostre e Musei
Progetto allestimento Loredana Iacopino Architettura 
Info mostra T. 011.4433501  www.palazzomadamatorino.it

The parrinos




I bellissimi spazi della galleria MDC in viale Lombardia 17 ospitano il progetto “The parrinos” dove emerge una variegata espressività del tempo passato, erano gli annoiati anni di fine millenio, tra cui emerge una rimaneggiata Harley Davidson circondata dai lavori di Steven Parrino e dei suoi amici e colleghi John Armleder, Olivier Mosset, Cady Noland e Günther Förg.