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27/05/17

Artista da piazza



Susan Philipsz ha visto la selezione per il Birmingham Big Art Project, iniziativa di arte pubblica della città di Birmingham. L’opera consiste in un grande orologio che produrrò suoni legandosi alle note che sostituiscono i numeri creando così un numero vastissimo di combinazioni.




CS

Susan Philipsz’s proposal is an aural clock. The clock will stand as a monument to time: past, present and future. It will comprise of twelve digits like any clock but each of the digits will represent a tone from the twelve tones of the musical scales. The sounds of ‘Station Clock’ will be made by the population of Birmingham and be produced in collaboration with the Birmingham Conservatoire. The tones will sound very low overnight and will be fuller sounding during the day, culminating in a large chorus at noon. For this 1:25 scale version the clock will sound every five minutes instead of every hour.

26/05/17

Now I won



Quest’anno la nuova edizione di ArtBasel si apre con la monumentale scultura di Claudia Comte dal titolo “Now I won”.

Il grande piazzale della Messeplatz accoglie questo particolare lavoro, summa di articolate dinamiche del “divertimento” a cui il pubblico stesso potrà parteciparvi, con anche la possibilità di vincere vari premi “artistici”.


CS

'NOW I WON', a new monumental outdoor installation by Claudia Comte (1983), curated by Chus Martínez, Head of Art Institute at FHNW Academy of Art and Design, Basel will be presented for the first time during Art Basel. Situated directly on Messeplatz, in front of the exhibition halls, the work will take the form of a fully functioning funfair.

Here the artist will challenge the audience to various games and activities including darts, bowling, arm wrestling, mini golf, dancing competitions, and more. Comte’s own works – such as her target paintings, wooden or marble sculptures – are part of the very environment in which the audience will compete to win an original artwork by the artist.

25/05/17

Qui riposano i tuoi segreti




Presso il cimitero di Green-Wood, a Brooklyn, l’artista Sophie Calle, supportata da Creative Time, ha ideato un suo progetto di condivisione dei propri segreti, confessioni più intime, che potranno trovare accoglienza e riposo “eterno” presso una tomba scultura ideata dall’artista francese.

Il progetto sarà a lunga durata e l’artista ha promesso che nei prossimi 25 anni continuerà ad accogliere le missive per poi espiarle e cremarle in un delicato cerimoniale

#HereLieSecrets






Nasce a Torino il primo condominio-museo.




Grazie alla vittoria di due importanti bandi, Kaninchen-Haus annuncia la nascita del programma internazionale di residenza per artisti ViadellaFucina16 che darà vita alla prima collezione al mondo d’arte condominiale. Un esperimento di rigenerazione urbana e trasformazione collettiva attraverso il potere dell’arte e della bellezza.

viadellafucina16 è un nuovo programma di residenza per artisti nel condominio di via La Salle 16 (già via della Fucina), nel quartiere torinese di Porta Palazzo.  Tramite open call internazionale, aperta a proposte di qualsiasi disciplina, gli artisti saranno invitati a trascorrere periodi di residenza nello stabile, durante i quali realizzare interventi e opere negli spazi comuni al fine di attivare il dialogo tra le diverse comunità che lo abitano e favorire la riqualificazione del maestoso edificio ottocentesco, oggi in stato di trentennale degrado e abbandono.

I progetti vincitori saranno selezionati dagli stessi abitanti del condominio (oltre 200 inquilini di ogni nazionalità distributi in 53 appartamenti) con la mediazione di un board curatori e di addetti ai lavori, sulla base della capacità di coinvolgere la comunità dello stabile e del quartiere nella progettazione e nella realizzazione delle opere, di interpretarne i desideri,  di attivare nuove e durevoli forme di socialità attraverso percorsi di co-creazione e cura collettiva degli spazi.

Il condominio - luogo in cui si esercita la prima forma di democrazia e punto di intersezione tra dominio pubblico e privato - si apre alla pratica artistica come fattore di rigenerazione estetica, sociale e culturale, divenendo così un luogo simbolico attraverso cui la comunità rappresenta se stessa, così come un tempo i palazzi signorili - decorati dagli artisti - rappresentavano il prestigio delle singole casate.

Lo spazio, sempre visitabile e aperto alla cittadinanza, definirà il primo esperimento internazionale di condominio-museo.

L’ex-portineria del palazzo, riaperta e presieduta da un team di giovani sociologi e antropologi, grazie alla collaborazione dell’Università degli Studi di Torino, si trasforma in “portineria artistica” per accogliere i visitatori e raccogliere i desideri degli abitanti.

Il programma si completa con mostre, eventi e talk organizzati nello spazio indipendente Idiòt, con l’attivazione di un servizio di ricezione turistica nonché del laboratorio di creazione Fucina16, gestito da artisti torinesi, all’interno del giardino comune. L'intero progetto sarà studiato e monitorato da un gruppo di giovani sociologi e antropologi dell’Università degli Studi di Torino, così da rendere il modello replicabile. 

viadellafucina16 costituirà un inedito innesto della pratica artistica nel tessuto vitale di una comunità circoscritta che intende dimostrare, attraverso un esperimento condotto in un contesto ridotto, come l’arte e la cultura possano diventare strumenti efficaci nella risoluzione dei conflitti e per una trasformazione collettiva.

IL BANDO è ON LINE su http://viadellafucina16.kaninchenhaus.org

Deadline per partecipare: 25 Giugno



viadellafucina16 è un progetto di Kaninchen-Haus con il sostegno di SIAE e MiBACT nell'ambito di “Sillumina - Copia privata per i giovani e la cultura” e del Programma Housing di Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Abitare una casa, vivere un luogo”.

Con il Patrocinio della Città di Torino e di GAI Giovani Artisti Italiani.

Con la collaborazione dell'Assessorato alla Cultura della Città di Torino - Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea - Dipartimento Culture Politica Società dell’Università degli Studi di Torino - a.titolo - Liberitutti - The Gate Porta Palazzo - Ass. Idiòt.

Segui il progetto su facebook


24/05/17

Nuovi spazi per The Others




The Others, la fiera “nomade” e indipendente, consolida il suo intervento all’interno dell’ex Ospedale Regina Maria Adelaide, spazio inaugurato nel 1887 e oggi dismesso nel cuore di Borgo Rossini, lungo la “rive gauche” della Dora.


Dopo aver riaperto nel 2016 il piano terra della struttura, la settima edizione di The Others “sale” anche al primo piano dell’edificio e presenta, oltre alla main section, anche un’inedita sezione, “Specific”.


Si sviluppa così uno degli aspetti di maggior successo della passata edizione, sotto la guida del comitato curatoriale, composto da Bruno Barsanti, Ludovica Capobianco e Greta Scarpa: coinvolgere gallerie e spazi indipendenti, artisti, collezionisti e pubblico in forme di dialogo sempre nuove, attraverso il potere dell’arte di creare spazi non convenzionali e condivisi.



The Others consolida il suo percorso sperimentale, e la sua formula unica: una fiera site specific che supera il concetto di stand; un progetto curatoriale che crea una piattaforma espositiva aperta a spazi profit e no profit; un punto di incontro fra mercato e innovazione culturale che si rivolge anche a nuove forme di collezionismo; un motore e un collettore del “nomadismo culturale” contemporaneo; un’atmosfera informale che riduce le barriere del sistema dell’arte e accoglie il pubblico con l’apertura serale e una programmazione trasversale, dal food alla musica.

Specific è la nuova sezione del 2017, aperta a gallerie e spazi indipendenti e dedicata a interventi o installazioni site o context specific, in dialogo con la struttura dell’ex ospedale. Sono 12 gli ambienti a disposizione, distribuiti lungo il percorso di visita, ciascuno con caratteristiche proprie, riconoscibili nella loro originaria funzione, quali ex sale operatorie, ambulatori, accettazione, ecc.: i progetti si dovranno confrontare con le loro specificità funzionali e architettoniche, entrando in relazione con la connotazione del luogo e la sua storia.

Confermate le sezioni degli Special Projects, selezionati dal comitato curatoriale: The Others Stage, programma giornaliero dedicato alla performance, The Others Screen, le tre stanze dedicate agli screening di video d’arte, The Others Roundtable, la giornata dedicata al confronto sul tema e le direzioni del “nomadismo culturale”.

Sul sito theothersfair.com sono disponibili tutti i dettagli per le application, aperte fino al 29 maggio 2017.


Tra le novità del 2017 anche l’immagine di The Others, frutto di un bando aperto ai giovani talenti, a confermare l’attenzione del progetto verso le nuove generazioni. Francesca Luccisano è la giovane creativa vincitrice del concorso, per la sua proposta capace di interpretare l’identità della fiera e il tema del nomadismo culturale.  



Collecting People | Giulio Squillacciotti


 

Siamo lieti di invitarvi al nuovo incontro della serie Collecting People, iniziativa volta alla condivisione e alla diffusione della conoscenza, attraverso la quale Progetto Diogene si apre ad incontri e interventi estemporanei, determinati talvolta dal semplice passaggio in città di un artista o di una qualsiasi altra figura di alto profilo culturale, incline alla condivisione del proprio lavoro. In quest’occasione l’ospite sarà l’artista Giulio Squillacciotti, selezionato da ARTECO per una residenza che è parte integrante del lavoro di studio e ricerca condotto da Annalisa Pellino e Beatrice Zanelli negli archivi del progettowww.maivisti.it.
 
Artista, film-maker e ricercatore, Giulio Squillacciotti (Roma 1982) vive e lavora a Milano. Studia Storia dell’Arte Medievale a Roma e Barcellona e successivamente arti visive allo IUAV di Venezia. È autore, fra gli altri, di due lungometraggi: RMHC 1989-1999 (Italia 2012) e, con Camilla Insom, di Archipelago. Spirits, Sounds and Zār Rituals in the Persian Gulf (Iran-Italia 2016). Il suo lavoro è stato esposto e proiettato, fra gli altri, a Les Rencontres Internationalesdel Centre Pompidou e Gayte Lyrique di Parigi, Haus der Kulturen der Welt di Berlino, Manifesta 8 di Murcia, Le Magasin CNAC a Grenoble, Istanbul 2010 Capitale Europea della Cultura, Beirut Art Centre in Libano, New York Photo FestivalDumbo Video e la Columbia University di New York e al 33 ° Torino Film Festival.

Collecting People | Giulio Squillacciotti

Lunedì 29 maggio 2017, h. 18.30   Tram Diogene
Torino, Rotonda Corso Regio Parco X Corso Verona

Mai Visti e Altre Storie
da un’idea di Tea Taramino (Città di Torino)
a cura di ARTECO (Annalisa Pellino e Beatrice Zanelli)
in collaborazione con Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino
con il contributo di Compagnia di San Paolo Città di Torino (Direzione Politiche Sociali)

Playground + Collecting People





Cos’è un playground? Quali sono le sue funzioni e che forme può assumere?
Non solo parco giochi o campo sportivo, ma anche luogo in cui sperimentare le relazioni tra il corpo e lo spazio, territorio fisico capace di ospitare la produzione di nuovi scenari mentali. Un playground è innanzitutto uno spazio di socialità, un modo di vivere la città.

Con Playground, curatori, architetti, performer, artisti, designer e studenti hanno collaborato alla progettazione di uno spazio pensato per il gioco e lo sport da lasciare alla Scuola Media Statale Drovetti (quartiere Borgo San Paolo di Torino) che solo l’anno scorso sembrava destinata a chiudere a causa della mancanza di iscrizioni e ora si prepara a diventare hub culturale per contrastare l’aumento della dispersione scolastica. 




Save the date!
Il Playground sarà presentato al pubblico il 25 maggio alle 16.30 alla Scuola Media Statale Drovetti con la performance Cubo Raceideata da Franco Ariaudo ed Emanuele De Donno, che ripropone uno dei giochi iconici dell’archivio di Giochi Senza Frontiere, in cui lo sforzo per mantenere in equilibrio l’oggetto cubico è inteso come metafora dello sforzo necessario per mantenere in equilibrio l'Europa.

Il 27 maggio alle 14.00 presso la sede del Festival Architettura in Città 2017 (via Quittengo 35), alla presentazione del progetto Playground seguirà quella del volume Sportification, eurovisions, performativity and playgrounds (Franco Ariaudo, Luca Pucci, Emanuele De Donno | Viaindustriae 2017), concepito come ricerca interdisciplinare sullo sport, l’agonismo e il gioco, che incrocia il materiale d’archivio dello storico show televisivo Giochi Senza Frontiere con una vasta categorizzazione di performance artistiche, ponendo l'accento sull’utopia di una società “giocosa e leggera”, sull’opera di “sportivizzazione” del corpo sociale e sull’estrema politicizzazione dello sport in Europa.

Playground
ideato e promosso dal Festival Architettura in Città 2017
a cura di ARTECO (Beatrice Zanelli e Marta Di Vincenzo) e IED Torino
in collaborazione con Scuola Media Statale Drovetti e Liceo Artistico Cottini
incontri propedeutici a cura di ARTECO in collaborazione con Caterina Squillacioti 
workshop di progettazione con Truly Design Studio 
performance di Franco Ariaudo ed Emanuele De Donno
con il contributo di Fondazione per l’Architettura / Torino e IED Torino

23/05/17

In 2,25 m2 / Darsena Performing Open Call




Si apre presso Edicola Radetzky la prima edizione di In 2,25 m2 / Darsena Performing Open Call, un programma di residenze per le arti performative ideato da Progetto Città Ideale con la collaborazione di Careof e il prezioso supporto della giuria composta da Mirko Canesi (Edicola Radetzky, Milano), Cecilia Guida (Accademia di Belle Arti di Bologna / Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, Biella), Matteo Lucchetti (BAK, Utrecht e Visible Project, Bruxelles), Alessandro Nassiri (Careof, Milano), Silvia Simoncelli (NABA, Milano).

In seguito alla chiusura del bando, avvenuta il 14 Aprile 2017, sono stati selezionati i tre progetti vincitori. Gli artisti scelti sono stati invitati per un periodo di residenza di una settimana ciascuno presso Edicola Radetzky, spazio nel quale sarà possibile sviluppare e condividere gli esiti dei progetti con il pubblico eterogeneo del dinamico quartiere dei Navigli a Milano.

Franco Ariaudo (Italia) / 12-16 Giugno 2017

Donnachie Siminonato (Australia) / 22-28 Giugno 2017

Francesca Chiacchio (Belgio)  / 9-15 Settembre 2017


Edicola Radetzky, sempre più punto di riferimento per la cultura a Milano, e luogo di aperto dialogo e confronto con i cittadino, si presenta come la realtà perfetta per un progetto la cui vocazione risulta essere quella di interazione e scambio tra artista e sfera pubblica, unita all’aspetto performativo e dunque interattivo, capace di attivare un luogo chiave nell’identità della città di Milano: la Darsena. Il pubblico sarà invitato ad assistere al processo creativo ribaltando la modalità di fruizione dell’opera d’arte.

Gli appuntamenti performativi saranno ripresi e documentati attraverso video e fotografie al fine di essere diffusi e contribuire ad arricchire sempre di più la narrazione legata a Edicola Radetzky e il contesto in cui si inserisce.

Drawn Onward con Paul Geelen







Nell’ambito del progetto di residenza internazionale Drawn Onward, l'artista olandese Paul Geelen parlerà del suo lavoro e della sua prossima mostra personale presso l’Associazione Barriera, che inaugurerà giovedì 8 giugno 2017.


Paul Geelen è nato nel 1983 a Ittervoort (NL), un piccolo villaggio di frontiera Limburg (Belgio).

“La mia ricerca esplora lo stato primario dell'essere, le installazioni e le sculture sono dominate da una esperienza che si nutre man mano di contaminazioni provenienti da differenti realtà. 
Convinto che la natura magica di un'opera d'arte appaia da un incontro senza controllo, l’opera appare temporaneamente consolidata e sostiene il processo di una prova senza fine.”

Geelen vive e lavora ad Amsterdam

DRAWN ONWARD è un progetto di scambio tra lo spazio P/////AKT di Amsterdam (NL) e Progetto Diogene di Torino (IT). Entrambe le organizzazioni, che operano su base non-profit, favoriscono il dialogo con artisti emergenti nel campo dell’arte contemporanea. L’obiettivo del progetto, è quello di instaurare uno scambio di esperienze e contatti tra le organizzazioni partner, sostenendo e promuovendo il lavoro di artisti a livello internazionale.
Francesco Pedraglio (IT, vive e lavora a Città del Messico) e Paul Geelen (NL, vive e lavora ad Amsterdam) sono gli artisti invitati per questa seconda edizione. DRAWN ONWARD offre agli artisti la possibilità di produrre nuovi lavori in loco - ideati appositamente per lo spazio e il contesto offerto- e presentarli ad un pubblico internazionale.


Drawn Onward

Paul Geelen 


mercoledì 24 maggio, ore 21
presso il tram di Diogene
Corso Regio Parco@Corso Verona Torino





ENG

DRAWN ONWARD 

Paul Geelen
Turin - Wednesday, May 24 (9 pm) at the Diogene Tram 

Within the exchange of the international project Drawn Onward, Dutch artist and guest speaker Paul Geelen will give a talk on his work, while developing a solo exhibition at Associazione Barriera, Opening: June 8, 2017.

Paul Geelen was born in 1983 in Ittervoort (NL), a small border village with Belgian Limburg. 

“My work explore the primal state of being, installations, sculptural works and interventions are dominated by the experience of a cross-polluted and receptive approach. Convinced that the magic nature of an artwork appears from an uncontrived encounter, the work will temporarily solidify and serve the process of an endless rehearsal.”

Geelen lives and works in Amsterdam

DRAWN ONWARD is an exchange project between P/////AKT in Amsterdam (NL) and Progetto Diogene in Turin (IT). Both organisations operate on a non-for-profit basis and are dedicated to supporting and facilitating emerging artistic talents. The aim of this collaboration is to share audiences, networks and experiences and to promote the work of young artists on an international platform. Francesco Pedraglio (IT, lives and works in Mexico City) and Paul Geelen (NL, lives and works in Amsterdam) are the artists that were invited for this 2nd edition. DRAWN ONWARD offers the artists the possibility to produce new work on location – conceived specifically for the given space and context – and to present it to an international audience.

progetto sostenuto da Mondriaan Fonds e Campagnia di San Paolo

22/05/17

Succedersi di tempi, succedersi di stanze




Time after Time, Space after Space  è il nome della nuova iniziativa della Fondazione Furla che in collaborazione col Museo del Novecento avvierà una programmazione performantivacon personaggi di fama internazionali quali Christian Marclay o Alexandra Bachzetsis.



CS
Furla Series è il programma che a partire dal 2017 vede Fondazione Furla impegnata nella produzione di mostre e eventi dedicati ad alcuni tra i più significativi artisti nazionali e internazionali, realizzati in collaborazione con le più importanti istituzioni d’arte italiane. 

Furla Series è il nuovo progetto promosso da Fondazione Furla sotto la direzione artistica di Peep-Hole.

IME AFTER TIME, SPACE AFTER SPACE
un ciclo di performance con Alexandra Bachzetsis, Simone Forti, Adelita Husni-Bey, Christian Marclay e Paulina Olowska

Museo del Novecento e Fondazione Furla annunciano "Time after Time, Space after Space", un programma di appuntamenti dedicati alla performance, che tra settembre 2017 e maggio 2018 animerà la Sala Fontana del Museo del Novecento con interventi di Alexandra Bachzetsis, Simone Forti, Adelita Husni-Bey, Christian Marclay e Paulina Olowska, chiamati a interpretare lo spazio del museo con nuove produzioni o reenactment di azioni performative che hanno segnato tappe fondamentali della loro carriera. Cinque focus monografici, presentati a cadenza bimestrale e dedicati ad altrettanti artisti di generazioni e provenienze differenti, rappresenteranno una pluralità di approcci al linguaggio performativo, restituendo la complessa sperimentazione che da anni riguarda questa forma espressiva.

"Time after Time, Space after Space", realizzata in co-produzione con il Museo del Novecento di Milano, è la prima edizione di "Furla Series", il progetto che a partire dal 2017 vede Fondazione Furla impegnata nella realizzazione di mostre ed eventi dedicati ad alcuni tra i più significativi artisti nazionali e internazionali, in collaborazione con le più importanti istituzioni d’arte italiane. 

La partnership con il Museo del Novecento si configura come un’occasione unica di incontro tra passato, presente e futuro attraverso l’attivazione di un dialogo tra i maestri del Novecento e i protagonisti della scena artistica contemporanea. 
Da questo presupposto nasce l’idea di riflettere sulla performatività a partire da una relazione con l’opera di Lucio Fontana, che ha segnato un punto fondamentale nel riconoscimento del valore artistico del gesto, aprendo la strada alle successive ricerche spaziali e performative. Nell’anno del cinquantesimo anniversario della morte di Fontana, e nei mesi che immediatamente lo precedono, "Time after Time, Space after Space" celebra l’importanza e l’attualità della sua ricerca attraverso un ciclo di performance illuminate dalla sua nota "Struttura al Neon per la IX Triennale di Milano" (1951). 

Il progetto costituirà una sorta di mostra a puntate e sarà accompagnato dalla pubblicazione di un catalogo bilingue e da un ricco public program, finalizzato alla creazione di un contatto più diretto tra i contenuti della mostra e un pubblico ampio e trasversale. Il programma, parte fondamentale del progetto e distribuito lungo tutta la durata dello stesso, sarà articolato in differenti formati – talk, conferenze, tavole rotonde, workshop, seminari, concerti, visite guidate – in modo da offrire un ampio e approfondito palinsesto di attività collaterali.


Sala Fontana, Museo del Novecento, Milano
da settembre 2017 a maggio 2018
Primo appuntamento: Simone Forti



Immagine:
Lucio Fontana, Struttura al neon per la IX Triennale di Milano, 1951 (2010)
Ricostruzione autorizzata dalla Fondazione Lucio Fontana per il Museo del Novecento, Milano 2010
© Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2017
Photo © Masiar Pasquali

21/05/17

20/05/17

Reportage Here 2017



Anche quest'anno la Cavallerizza di Torino ospita il progetto Here, un stupenda occasione aperta a tutti gli artisti. Una bella iniziativa che si apre a tutte le espressione, in modo libero e aperto. Un magma fantastico di visioni, in cui ognuno può selezionare le sue opere.