Promosso e organizzato dalla Fondazione Paul Thorel, il Premio nasce con l’obiettivo di sostenere artiste e artisti impegnati nella ricerca sull’arte digitale. Il progetto si articola in residenze, nuove produzioni artistiche, mostre con partner istituzionali e pubblicazioni nella collana editoriale di Nero Editions, e riattiva gli spazi e gli strumenti di lavoro dello studio-atelier dell’artista italo-francese Paul Thorel, pioniere dell’immagine e della fotografia digitale dagli anni Ottanta che si stabilì a Napoli nel 1994. La Fondazione Paul Thorel ha aperto al pubblico nel 2022 con un programma di ricerca e valorizzazione dell’archivio di Thorel e della sua collezione di arte italiana e internazionale, e il Premio dedicato alle pratiche artistiche contemporanee che interrogano il rapporto tra digitale, immagine e società.
«Le imperfezioni sono una forma di scarto produttivo rispetto alla logica dell’algoritmo e ai flussi di dati che governano la realtà. Con le loro opere, Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi attraversano il digitale che è diventato ormai infrastruttura del presente, mettendone in crisi trasparenza, velocità e controllo. La mostra apre insomma uno spazio di attrito nel regime della previsione: è un esercizio di resistenza minima, dove il reale torna a farsi instabile e umano».
Le imperfezioni è la mostra delle artiste che hanno vinto la 3ª edizione del Premio Paul Thorel: Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi. Tre artiste nate all’inizio degli anni Novanta, per le quali il digitale non rappresenta una scelta, ma una condizione pervasiva: un dispositivo che amplifica la realtà, ma la comprime anche dentro un immaginario virtuale codificato e limitante, che intrappola la libertà individuale dentro protocolli aziendali e confonde spazio pubblico e privato. Il titolo della mostra è una parola complessa, femminile e plurale, che restituisce tre caratteristiche di questa terza edizione del Premio Paul Thorel.
Le imperfezioni sono anche l’antidoto alla perfezione prevedibile degli algoritmi, alla computazione che penetra ogni aspetto della vita umana, a una macchina che si è infiltrata nei meccanismi di creazione dell'identità e di produzione della conoscenza. Le opere in mostra cercano la dimensione umana in questa società iper-stimolata dal digitale, sospesa tra le visioni religiose del tecno-futuro dalla Silicon Valley e la paranoia di un futuro già scritto dall’IA. Sono un gesto di resistenza che passa per il do it yourself, il fai da te – che è sporco, incompleto, sbagliato – e, all’astrazione e all’esattezza dei dati, oppone glitch e materiali residuali estratti dal mondo del consumo e del controllo.
Il Premio Paul Thorel è una piattaforma di ricerca dedicata alla scena artistica italiana e internazionale, con un focus sulle arti digitali e sull’immagine contemporanea come linguaggio e orizzonte estetico. Ogni anno la Fondazione, insieme a un comitato di esperti, curatori e direttori di museo, seleziona dodici artisti con progetti inediti da realizzare durante una residenza pensata per riattivare gli spazi e gli strumenti di lavoro di Paul Thorel a Napoli, dove l’artista trasferì il suo studio nel 1994. La giuria sceglie tre vincitori, e la Fondazione produce e presenta le opere commissionate in collaborazione con un’istituzione museale — nel 2024 alle Gallerie d’Italia di Napoli, nel 2025 al Museo Madre – Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli, e nel 2026 al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. La Fondazione pubblica anche un libro d’artista per ciascun vincitore in collaborazione con la casa editrice NERO Editions.





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