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22/06/18

Progetto acqua





Per festeggiare i suoi dieci anni di attività la  Fondazione  Emilio  e Annabianca  Vedova  ha realizzato un evento espositivo dedicato all’architetto Renzo Piano, ideatore dello spazio che ospita la fondazione.

Un “Progetti d’acqua” a cura di Fabrizio Gazzarri, che si svolgerà fino al 25  Novembre al Magazzino del Sale (Zattere, 266 – Venezia).

Sedici  progetti,  selezionati  dallo  stesso  Renzo  Piano,  sono  una  scelta  di  altrettante  architetture  realizzate  da  Renzo  Piano  Building  Workshop  e  collegate  tra loro dalla relazione molto forte con l’elemento acqua. Queste opere, costruite in varie parti del mondo dal 1960 al 2017 in contesti e situazioni molto diverse tra loro, manifestano la singolarità di ogni progetto che sa adeguarsi al contesto e rispettarne le differenze storiche, culturali e ambientali.

Studio  Azzurro  ha  interpretato  e  realizzato  una  messa  in  scena  attraverso  proiezioni  su  8  grandi  schermi  trasparenti  disposti  lungo  il  Magazzino  del  Sale  e  sorretti dalle navette robotizzate ideate da Piano per movimentare le grandi tele di Emilio Vedova.

 


Il pubblico attraversa un ambiente visivo in continuo movimento nel quale disegni, progetti,  immagini  e  filmati  appaiono,  si  alternano  e  si  muovono  in  una  luminosa  immaterialità accompagnati dal “paesaggio sonoro” realizzato da Tommaso Leddi.

Il  percorso  inizia  con  il  progetto  per  Prometeo.  Tragedia  dell’ascolto  di  Luigi  Nono  del  1984.  Piano,  in  questa  occasione,  realizzò  l’arca  di  legno  all’interno  della  chiesa sconsacrata di San Lorenzo a Venezia ed Emilio Vedova collaborò per i rapporti spazio/luce.

Da Venezia inizia dunque il viaggio che continua, in una sorta di circumnavigazione del  mondo,  con  Atene,  Amsterdam,  Oslo,  Londra,  Genova,  Parigi,  New  York,  Osaka,  Amakusa,  Numea,  Santander  per  concludersi,  di  nuovo  sull’acqua,  a  Venezia,  alla  Fondazione Emilio e Annabianca Vedova sulle Zattere.

La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova propone          Renzo Piano. Progetti d’acqua nell’occasione  del  decennale  di  inizio  lavori  al  Magazzino  del  Sale,  realizzati  col  prezioso  progetto donato da Renzo Piano nel 2008, poco tempo dopo la scomparsa dell’amico Emilio.


21/06/18

Spighe di luce





Sul tema dell’estate con le spighe di Adam Cruces che sono cresciute nello spazio della galleria di Giorgio Galotti. Un intervento site specific, in cui due forme di luce vengono controllate e interagiscono con lo spazio.

Nell’interno del locale la luce viene controllata dal filtro delle tradizionali tende condominiali, mentre all’esterno la luce artificiale del neon, in forme di tradizionale lampione urbano, viene assorbita dallo spazio naturale.



Gli ambienti interagiscono diversamente, nell’antro delle spighe naturali si ergono in una dimensione alterata e penombrale, affiancate da presenze emotive, figure delimitate da un filo spinato o falcetti di raccolta, con dei manici antropomorfi.

All’aperto delle spighe artificiali vivono alla luce dei neon che si perde nella luminosità del giorno.



20/06/18

Reportage ArtBasel 2018



Giudizi mediocri per questa edizione di ArtBasel, che si conferma sicuramente una grande fiera, ma che sente anche il tempo. Molte le critiche per un'edizione noiosa, senza particolari stimoli, sicuramente tante opere, ma tutto alquanto già visto.

Che dire? non si può sempre cambiare e quando per anni si cambia molto, alla fine pare che non ci sia più possibilità di cambiamento. 

Per ora attendiamo la grande novità di ArtBasel a Buenos Aires, di cui vi avevo già scritto.

Ma ora eccovi alcuni scatti dalla fiera di Basilea.
















 Foto  © Art Basel



Louvre rap con Beyoncé e Jay-Z





Ha suscitato un certo clamore il recente video "Apeshit" di Beyoncé e Jay-Z realizzato nelle sale del Louvre, in cui le opere d’arte, dalla Gioconda alla Venere di Milo, vengono riprese in modo particolarmente sensuale .


I due noti musicisti americani girucchiano per il celebre museo osservandone le opere corredati da immagini che suscitano sensuali quadretti musicali.

Il tutto lascia un poco perplessi, ma la modernità è anche questo...



Dopo la narrativa di massa del Codice da Vinci ora è la volta della musica pop a creare , spero, un nuovo pubblico che superi l’attimo video e si affascini alle opere.




Ed ecco il video 


Estate in galleria a Torino




Tranquillamente arriva l’estate, la natura sviluppa i suoi frutti, tra cui le tante proposte delle gallerie torinesi.


Tracce di luce scorrono negli scatti di Davies Zambotti alla galleria Fusion Inaudita. Immagini notturne che colte nella dinamica dello spostamento si trasformano in astrazioni lineari che si ritrovano nel video narrativamente intimo e sospeso.




Nella galleria di Paolo Tonin la crepuscolo pittura di Pino Mantovani si manifesta in intense campiture affiancate da evanescenti ritratti.   






In tema estivo anche la galleria In-Arco con l’interessante collettiva dal titolo “Nuotare è tuffarsi” con opere di Alighiero Boetti, David Bowes, Kathe Burkhart, Brian Calvin, Michela Forte, Daniele Galliano, Alex Katz, Richard Kern, Ryan Mendoza, Jack Pierson, Pierluigi Pusole, James Reilly, Salvo, Mario Schifano, Laurie Simmons, William Wegman.

  







In largo Montebello la galleria Luce Gallery  presente gli assemblaggi in forma di quadro di Martha Tuttle, piacevoli tessiture di materia e forme.








In piazza Carignano la galleria di FrancoNoero  offre le recenti ricerche cromatiche di Jim Lambie.







Da Davide Paludetto giungono le nuove elaborazioni fisiche di Paolo Grassino.








Presso la Project Room di Camera - CentroItaliano per la Fotografia all’inizio del mese erano proposti gli affascinanti scatti di Guido Montani  sul tema del “Mestieri del riso”, ora una carrellata di scatti di Pablo Balbontin Arenas altera la percezione delle strane forme dei bordelli sul confine fra Spagna e Francia.







Concludiamo la passeggiata con la bella pittura di Anna Capolupo, proposta dalla Burning Giraffe Art Gallery, con la sua personale visione dello spazio quotidiano.





TBA21 porterà Ocean Space prossimamente a Venezia


Copyright: © Church of San Lorenzo, Venice (Chiesa San Lorenzo, Venezia),
 the home of 'Ocean Space' from summer 2019. Photo: TBA21



La Fondazione TBA21 di Vienna da lavorando per aprire il prossimo anno, durante la 58. Esposizione Internazionale d’Arte, un nuovo spazio culturale dedicato agli oceani presso la ex-chiesa di San Lorenzo, vicino all'Arsenale, che la fondazione stessa sta restaurando.

L'OceanSpace sarà un punto di raccolta del lungo percorso che la fondazione da diversi anni sta sviluppando sul tema della salvaguardia dei mari con una visione artista, coinvolgente artisti e attivandosi verso una fruizione attiva del pubblico.





CS

Major multi-media commission Armin Linke: Prospecting Ocean opens May 23, 2018 at Institute of Marine Sciences (CNR-ISMAR) in Venice in prelude to next year’s launch.

Venice, Italy—May 22, 2018—Francesca von Habsburg, Founder and Executive Producer of TBA21–Academy, today announced the opening of Ocean Space in summer 2019. Ocean Space will serve as an ideas accelerator for TBA21–Academy, a nomadic academy that fosters collaboration among artists, scientists, policy makers, and frontline leadership from climate-change hotspots in cross-disciplinary explorations, catalyzing ocean literacy, research, and advocacy through the arts. Headquartered in the newly restored Church of San Lorenzo in Venice, Ocean Space will provide facilities for installations, performances, workshops, archives, and research for TBA21–Academy and the organizations across the globe with which it collaborates. 

Ocean Space will both extend and build upon the work of TBA21–Academy, which was founded in 2011. Recent initiatives organized by the non-collecting, non-profit organization have included:

The launch of the second cycle of The Current, the Academy’s signature exploratory fellowship program that fosters joint research and knowledge-production by artists, scientists, and indigenous leadership from such climate-change harbinger nations as Tonga, Papua New Guinea, and New Zealand. The leaders of the current three-year program are artist collective SUPERFLEX and curator Chus Martínez

The organization of cross-disciplinary workshops and programs in conjunction with major international policy-setting conferences, including the first United Nations Oceans Conference in New York and UN Climate Change Conference in Bonn. These events have drawn together such artists as Joan Jonas and Mark Dion; scientists Walter Munk and Sylvia Earle; policy makers Thomas Remengesau, Jr. President of Palau, and Kalani English, Majority Leader of the Hawaii State Legislature.

The ongoing international tour of Tidalectics, TBA21–Academy’s first exhibition providing an oceanic worldview and featuring work by some 20 artists, including Doug Aitken, Tue Greenfort, Janaina Tschape, and Julian Charrière—many of which resulted from the artists’ travels with TBA21–Academy. The exhibition opens at the Museum of Modern of Art Dubrovnik and the Franciscan Monastery of Lopud in early July 2018 In addition, TBA21–Academy and MIT Press co-published a compendium of research surrounding Tidalectics, including seminal essays by Epeli Hau‘ofa, Stefan Helmreich, Elizabeth A. Povinelli, and Philip E. Steinberg, among others.

Commissioning of major new works of art, including Purple by John Akomfrah, an immersive installation exploring climate change, rising sea levels, and extreme weather events in the age of the Anthropocene, which premiered at the Barbican in London in fall 2017; and the investigative exhibition Prospecting Ocean by Armin Linke, opening in coordination with the 2018 Venice Architecture Biennale at the Institute of Marine Sciences of the National Research Council of Italy (CNR-ISMAR), which investigates the tension between ecological protection of our oceans and their political and economic exploitation. 

“With its emphasis on processes, research, and transdisciplinary co-creation, TBA21–Academy sparks new approaches to addressing the urgent challenges surrounding our ocean and aims to inspire participation and solution finding,” stated Director Markus Reymann. “We are creating the Ocean Space to serve as a Global Commons, a place that synthesizes a range of knowledge systems and welcomes a wide range of disciplines and the general public to jointly imagine a radically different future on our planet.” 

“We selected Venice as the global port for TBA21–Academy as it has long been a center for international exchange. Historically, the city served as a critical link between Europe and some of the furthest places around the world though trade and the navigation of the high seas. Today, Venice’s Biennales and festivals convene leading artists, architects, and filmmakers from around the world, which, in turn, attract great audiences in an incredible exchange of ideas. At the same time, Venice suffers from many of same problems that other nations are struggling with—rising sea levels—which directly connects it with the islands throughout the Pacific, where many of our programs are focused,” stated von Habsburg. 

Further details about Ocean Space’s inaugural program and facilities will be shared in the coming months. 

ABOUT TBA21–ACADEMY
Founded by Francesca von Habsburg and drawing on her experience as a producer of cross-disciplinary art installations and socially engaged cultural programming, TBA21–Academy leads artists, scientists, and thought-leaders on expeditions of collaborative discovery. Its mission is to foster a deeper understanding of our ocean through the lens of art and to engender creative solutions to its most pressing issues. Led by Director Markus Reymann, the itinerant Academy commissions interdisciplinary research that catalyzes engagement, stimulates new knowledge, and inspires artistic production. TBA21–Academy’s program is informed by a belief in the power of exchange between disciplines and in the ability of the arts as a vessel for communication, change, and action. Established in 2011, TBA21–Academy is a non-profit, non-collecting research organization, supported by individuals, foundations, universities, government agencies, and corporate philanthropies.

19/06/18

Presentazione degli amici della Biblioteca d’Arte dei Musei Civici di Torino



Il prossimo mercoledì 20 giugno alle 18 presso la sala Uno della GAM in  Via Magenta, 31 Torino verrà presentata la nuova associazione “Amici della Biblioteca d’Arte dei Musei Civici di Torino – Fondazione Torino Musei”, nata lo scorso 31 maggio 2018.

La Biblioteca, unitamente all’Archivio Storico e all’Archivio Fotografico, è luogo di riferimento per la comunità di tutti gli studenti e i professionisti legati al mondo dell'arte che vivono a Torino e in tutto il Nord Italia: docenti, insegnanti, ricercatori, curatori, conservatori dei musei, restauratori, artisti, giornalisti, editori, antiquari, galleristi, professionisti della divulgazione legata alle iniziative culturali e turistiche.

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione riflette questo variegato mondo dell’arte: Mattia Azeglio (Studente UniTo), Simone Baiocco (Conservatore Palazzo Madama), Giorgina Bertolino (Storica dell’Arte), Aurora Laurenti (Storica dell’Arte), Simone Mattiello (Antiquario), Riccardo Passoni (Direttore GAM e Dirigente Biblioteca d’Arte), Maria Teresa Roberto (Docente Accademia Albertina), Bruno Signorelli (Presidente Spaba), Gelsomina Spione (Docente UniTo).

L’associazione, che ha come scopo primario difendere, incrementare e valorizzare il patrimonio della Biblioteca, si è posta due obiettivi:

*rafforzare il carattere specialistico che rende un’eccellenza la Biblioteca, avviando e sostenendo progetti di ricerca e digitalizzazione di alcuni fondi speciali;

*valorizzare il patrimonio attraverso iniziative pubbliche che aprano la Biblioteca ad un pubblico vasto (gruppi di lettura, presentazioni di libri, conferenze), partecipando anche alle molte iniziative organizzate dalla Città.

Mercoledì 20 giugno, nella Sala Uno della GAM (via Magenta 31) alle ore 18.00, l’Associazione con il suo Consiglio Direttivo presenterà pubblicamente i suoi progetti e le sue iniziative e avvierà la campagna di tesseramento.

Fabio Belloni (Università degli Studi di Torino) terrà l’intervento L’ultimo quadro di storia. Renato Guttuso e i “Funerali di Togliatti”, raccontando l’esperienza di ricerca fondata sui materiali della Biblioteca in occasione del suo contributo al catalogo della mostra Renato Guttuso. L'arte rivoluzionaria nel cinquantenario del '68, attualmente in corso nelle sale della GAM fino al 24 giugno.

18/06/18

Google Art incontra Frida Kahlo







Da anni Google Art ci offre interessanti progetti culturali, nati dalla grande raccolta di dati e dalla comodità del web.

In continua sperimentazione, come il recente progetto sulla moda che unisce il materiale dei più importanti musei del mondo in un percorso unico, ora si lancia anche nel progetto di "vere" mostre fruibili dal web.

Prima proposta sull'artista Frida Kahlo fulgida figura di grande richiamo mediatico, che come Vincent Van Gogh, conquista per il suo semplice segno e per la straordinaria storia di vita personale.




Il progetto "espositivo" raccoglie una vasta raccolta di materiale si documentativo che artistico rendendo accessibile a chiunque la possibilità di conoscere meglio questa importante artista messicana.

Ma ovviamente tutto il sito di Google Art è una miniera di opere d'arte alcune praticamente irraggiungibili, per cui apprezzo tantissimo questa iniziativa. 


17/06/18

Manifesta collaterale



Palermo si attiva con un coro di energie parallele al grande evento di Manifesta 12, fra i tanti eventi segnaliamo

Luca Trevisani e Olaf Nicolai presentano un progetto espositivo negli eleganti spazi dello storico Grand Hotel et Des Palmes.

La Collezione Maramotti ha portato al Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas le opere dell’artista russo Evgeny Antufiev

Sempre al Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas la Fondazione Merz porta l'opera di Mario Merz "Pittore in Africa", enigma aperto dall’artista in una storica edizione della Biennale di Venezia (1984) quando la totale mancanza dell’Africa e dei suoi artisti alla kermesse lagunare interrogò Merz su “esisterà pure un pittore in Africa” (foto).

Col titolo “Same same but different” un progetto collaborativo che si svolge nelle sedi del Museo Civico di Castelbuono e del Kunst di Merano.

La Fondazione Sant’Elia ospita l’Istituto Svizzero con le opere di Martin Kippenberger.

L’Associazione Culturale Radiceterna Arte e Ambiente, dialoga col l’Università di Palermo negli spazi di una ampliata biblioteca. 
  
Viasaterna attiva una temporanea residenza con Casino Palermo nel quartiere Kalsa.


C’è anche il progetto di Pinksummer “goes to Palermo" è un group show di cui avevamo già dato notizia


16/06/18

Peggy Guggenheim, fra Venezia e il Messico


 © Fondazione Solomon R. Guggenheim. Photo Archivio Cameraphoto Epoche. Donazione, Cassa di Risparmio di Venezia, 2005.


Settant'anni fa, durante la XXIV Biennale di Venezia, il padiglione della Grecia era inutilizzato, il curatore della rassegna allora decise di invitare Peggy Guggenheim, che da poco si era accasata sul canal Grande, a presentare la sua raccolta d’arte aiutata dall’architetto Carlo Scapa per l’allestimento.

Fu un'esposizione di grande successo, grazie alla importante selezione di lavori di arte moderna portata dalla collezionista americana per la prima volta in Italia.

Ora una bella mostra alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ricorda questo evento storico con un bel progetto culturale.

Parallelamente è in corso una interessante rassegna sull'esperienza messicana dell’artista tedesco Josef Albers.


© Fondazione Solomon R. Guggenheim. Photo Archivio Cameraphoto Epoche. Donazione, Cassa di Risparmio di Venezia, 2005.

CS

Nel 2018 ricorre il 70° anniversario dell’esposizione della collezione di Peggy Guggenheim alla XXIV Biennale di Venezia, presso il padiglione greco. Per commemorare questo momento dirompente nella storia dell'arte del XX secolo, la Collezione Peggy Guggenheim presenta 1948: la Biennale di Peggy Guggenheim, mostra-omaggio a cura di Gražina Subelytė, Assistant Curator del museo, allestita nelle Project Rooms dal 25 maggio al 25 novembre 2018.

La mostra mira a ricreare l’ambiente del padiglione attraverso documenti, fotografie, lettere e una maquette che per la prima volta ne ricostruisce gli spazi e l’allestimento originario del '48, seguito dall’eminente architetto veneziano Carlo Scarpa, che collabora con la Biennale dal 1948 al 1972. Non mancheranno alcune delle opere allora in mostra, oggi parte della Collezione Peggy Guggenheim, insieme ad altre in seguito donate, quali Composizione n. 113 (1939) di Friedrich Vordemberge-Gildewart e Composizione (1936) di Jean Hélion, oggi nella collezione del Museo d'arte di Tel Aviv, e che dagli anni '50 non sono mai più state esposte a Venezia. La mostra offrirà dunque l’opportunità di riesaminare questo evento quale spartiacque nella carriera di Peggy e nella storia stessa della Biennale di Venezia. La collezione offrì infatti agli Europei l’occasione di mettersi al passo con gli esiti migliori delle avanguardie più recenti, e conoscere gli artisti newyorkesi che avrebbero dominato la scena artistica degli anni '50.


Peggy Guggenheim riceve il Presidente delle Repubblica italiana, Luigi Einaudi, davanti al padiglione greco della XXIV Biennale d'Arte di Venezia, dove espone la sua collezione; 1948.

Peggy Guggenheim nel padiglione greco della XXIV Biennale d'Arte di Venezia, dove espone la sua collezione, mentre sistema Alexander Calder Arco di petali (1941); 1948.

 
Josef Albers, La Grande piramide, Tenayuca, 1937 - Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Donazione, The Josef and Anni Albers Foundation 96.4502.32 © The Josef and Anni Albers Foundation, by SIAE 2018




CS

 La mostra Josef Albers in Messico intende far luce sul rapporto tra l’arte di Josef Albers (Bottrop, Germania, 1888 - New Haven, Connecticut, 1976) e le forme e il design dei monumenti precolombiani che l’artista ebbe modo di studiare nel corso dei suoi numerosi viaggi in Messico.

Sarà presentata una selezione dei primi dipinti raramente esposti, tele iconiche appartenenti alle note serie "Variante/Adobe" (1947-1952) e "Omaggio al quadrato" (1950-1976), insieme a opere su carta e a una ricca selezione di fotografie e foto-collage, molte delle quali presentate per la prima volta al pubblico, realizzate da Albers durante le sue tante visite presso i siti archeologici messicani, cominciate a partire dai primi anni ’30.

Con lettere, studi, fotografie inedite e dipinti provenienti dal Museo Solomon R. Guggenheim di New York e dalla Fondazione Anni e Josef Albers, Josef Albers in Messico permette di contestualizzare ulteriormente l'ancor poco nota produzione fotografica di Albers, offrendo così una nuova lettura dei suoi più celebri lavori astratti.

La Collezione Peggy Guggenheim è la seconda tappa della mostra dopo il museo Guggenheim di New York, dove è stata esposta dal 3 novembre 2017 al 4 aprile 2018.

15/06/18

al MAMbo arrivano gli ottanta




Uno sguardo al futuro dell’arte italiana ci viene offerto dalla prossima mostra del MAMbo con la curatela di Lorenzo Balbi che col titolo That’s IT! mette in attenzione 56 giovani artisti dal prossimo 21 Giugno.

Finalmente un poco di coraggio da parte dei musei istituzionali verso le nuove energie artistiche, sicuramente il tempo farà la sua scelta ma almeno si darà visibilità al ricco fermento del nostro paese.


CS

Il MAMbo apre la programmazione espositiva del suo spazio principale - la Sala delle Ciminiere - sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, con That’s IT! Sull'ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, una mostra che presenta i lavori di 56 tra artisti e collettivi nati dal 1980 in avanti, esplorando differenti media e linguaggi.

L’esposizione, dal taglio dichiaratamente generazionale, indaga gli sviluppi più recenti dell’arte nel nostro Paese, coerentemente con un preciso posizionamento nel panorama italiano e internazionale che il MAMbo ha scelto di darsi.

That’s IT! (IT come codice dell’Unione Europea che individua la sigla dell’Italia) non si sviluppa, volutamente, intorno a un concept unitario e monolitico, ma propone interrogativi e possibili letture della contemporaneità in una prospettiva aperta, dialettica e magmatica. Ha ancora senso oggi definire un artista “italiano”? Cosa contribuisce a determinare la definizione di “italianità”? Tale definizione ha delle conseguenze sull’autorappresentazione dell’artista? Dove e come poniamo il confine geografico e generazionale? La mostra propone alcune tra le possibili risposte.


Artisti in mostra:

Matilde Cassani (1980), Giuseppe De Mattia (1980), Margherita Moscardini (1981), Michele Sibiloni (1981), Riccardo Benassi (1982), Ludovica Carbotta (1982), Danilo Correale (1982), Andrea De Stefani (1982), Giulio Squillacciotti (1982), Marco Strappato (1982), Carlo Gabriele Tribbioli (1982), Ian Tweedy (1982), Invernomuto (Simone Trabucchi, 1982 e Simone Bertuzzi, 1983), Francesco Bertocco (1983), Giovanni Giaretta (1983), Lorenzo Senni (1983), Alberto Tadiello (1983), IOCOSE (Filippo Cuttica, 1983, Davide Prati, 1983, Matteo Cremonesi, 1984 e Paolo Ruffino, 1984), Elia Cantori (1984), Giulio Delvè (1984), Elena Mazzi (1984), Diego Tonus (1984), Calori&Maillard (Violette Maillard, 1984 e Letizia Calori, 1986), Federico Antonini (1985), Alessio D’Ellena (1985), Nicolò De Giorgis (1985), Riccardo Giacconi (1985), Adelita Husni-Bey (1985), Diego Marcon (1985), Ruth Beraha (1986), Elisa Caldana (1986), Roberto Fassone (1986), Francesco Fonassi (1986), Petrit Halilaj (1986), Andrea Kvas (1986), Beatrice Marchi (1986), The Cool Couple (Niccolò Benetton, 1986 e Simone Santilli, 1987), Filippo Bisagni (1987), Benni Bosetto (1987), Lia Cecchin (1987), Alessandro Di Pietro (1987), Stefano Serretta (1987), Giulia Cenci (1988), Tomaso De Luca (1988), Julia Frank (1988), Marco Giordano (1988), Orestis Mavroudis (1988), Valentina Furian (1989), Parasite 2.0 (Stefano Colombo, 1989, Eugenio Cosentino, 1989 e Luca Marullo, 1989), Alice Ronchi (1989), Emilio Vavarella (1989), Irene Fenara (1990), Angelo Licciardello (1990) & Francesco Tagliavia (1992), Caterina Morigi (1991), Margherita Raso (1991), Guendalina Cerruti (1992).

That’s IT! Sull'ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine è resa possibile grazie al prezioso supporto del main sponsor Hera e dello sponsor Gruppo Unipol, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.

La mostra fa parte di Bologna Estate 2018, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna.

Opening: giovedì 21 giugno 2018 h 19.00. Segue, alle h 22.00, Persona, Live Set di Lorenzo Senni, BIOGRAFILM PARK - Bio Parco.

#MAMbo #ThatsIT #BEArt #BEHere