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18/03/19

Notre Dame de Paris, sculture gotiche dalla grande cattedrale di Francia




Palazzo Madama presenta dal 5 aprile al 30 settembre 2019 una mostra innovativa e multimediale, che dà vita a quattro sculture gotiche provenienti dalla celebre cattedrale di Notre-Dame de Paris. L’esposizione, curata della conservatrice di Palazzo Madama Simonetta Castronovo e allestita nella Sala Stemmi del museo, è frutto di una collaborazione con il Musée de Cluny – Musée national du Moyen Âge di Parigi.

L’evento si configura come una mostra dossier dedicata al tema della scultura gotica francese nella prima metà del 1200 e, in particolare, al cantiere della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Dal portale dell’Incoronazione della Vergine sulla facciata occidentale proviene la Testa d’Angelo, mentre dal portale del braccio settentrionale del transetto provengono la Testa di Re mago, la Testa di uomo barbuto e la Testa di figura femminile, allegoria di una virtù teologale. Queste quattro opere, oltre a essere esempi di altissima qualità della scultura medievale europea, sono testimonianze di quel momento della civiltà gotica indicato dal celebre storico dell’arte Cesare Gnudi come “classicismo gotico” o “naturalismo gotico”, che ebbe un forte influsso, alla fine del Duecento, anche sui protagonisti del Gotico in Italia: Giotto, Nicola Pisano, Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio.


Le teste sono presentate con un coinvolgente allestimento audiovisivo, realizzato da Leandro Agostini, che ricrea uno sfondo architettonico e ambientale per le sculture, arricchendo la visita con proiezioni e voci fuori campo, che animano i quattro personaggi e ne raccontano la storia. In questo modo il percorso espositivo diventa un’occasione di approfondimento sulle straordinarie sculture gotiche di Notre-Dame, offrendo contemporaneamente ai visitatori una narrazione sulla Cattedrale parigina (dal Medioevo alle distruzioni successive alla Rivoluzione Francese, fino ai restauri integrativi di Eugène Viollet-le-Duc alla metà dell’Ottocento) e un’illustrazione dei diversi caratteri iconografici e stilistici dei suoi portali.


Esmeralda condotta davanti a Notre-Dame per l’impiccagione. Illustrazione tratta da Victor
Hugo, Notre-Dame de Paris. Edition illustrée d'après les dessins de MM. E. de Beaumont, L.
Boulanger, Daubigny [et al.], Paris, 1844.
Torino, Libreria Antiquaria Pregliasco

Tra il 1793 e il 1794 le quattro sculture esposte a Palazzo Madama furono rimosse dalla cattedrale parigina, insieme a molte altre che decoravano la galleria dei Re e i portali della facciata, su ordine del Comité revolutionnaire de la Section de la Cité, in quanto simbolo della feudalità, della monarchia e della religione. Infatti dal 1793 la Francia era diventata una repubblica - Luigi XVI e Maria Antonietta erano stati ghigliottinati all’inizio dell’anno -  retta da un Comitato di salute pubblica guidato da Robespierre. Le sculture, molte ormai allo stato di frammenti, abbandonate a lungo sul sagrato della chiesa, vennero successivamente cedute a impresari cittadini interessati a reimpiegarle come materiale da costruzione. Una perdita che è all’origine dell’imponente cantiere di restauro della Cattedrale, negli anni 1845-64, a opera di Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus, che si dovettero basare, per realizzare le nuove sculture, in sostituzione di quelle perdute, su disegni e incisioni antiche raffiguranti i portali, imitando per quanto riguarda lo stile il linguaggio delle sculture gotiche coeve di Chartres, Reims e Amiens. Molte delle sculture originali di Notre-Dame, comprese le quattro opere esposte a Palazzo Madama, insieme a centinaia di frammenti, sono state rinvenute nel 1977 durante lavori alle fondazioni dell’hôtel Moreau a Parigi, sede della Banque Française du commerce extérieur, che poi decise di donarle allo Stato francese per essere depositate al Musée de Cluny, che le conserva dal 1980.


Il pubblico della mostra potrà quindi ammirare da vicino quattro capolavori del gotico francese e trovare al contempo spunti di riflessione su altri temi: l’organizzazione del lavoro in un cantiere medievale complesso come quello di una cattedrale, il tema della distruzione e mutilazione delle opere d’arte per ragioni politiche, fino a quello del restauro integrativo “romantico” dei monumenti medievali, che caratterizza gli interventi del XIX secolo in tutta Europa.

La mostra suggella un proficuo rapporto di collaborazione con il Musée di Cluny, avviato già nel 2015 all’interno della Rete europea dei musei di arte medievale, nata nel 2011 per promuovere iniziative espositive comuni, ricerche condivise, convegni e conferenze sul patrimonio di arte medievale conservato in tali istituzioni. La rete oggi riunisce il Musée de Cluny di Parigi, il Museo del Bargello di Firenze, lo Schnütgen Museum di Colonia, il Museo Diocesano di Vic in Catalogna, Palazzo Madama- Museo Civico d’Arte Antica di Torino, il Musée Mayer van den Bergh di Anversa, il Catharijnconvent di Utrecht e il Musée de l’Oeuvre Notre-Dame di Strasburgo. Il Musée de Cluny e Palazzo Madama hanno già realizzato un’importante mostra in partnership: Les émaux de Limoges à décor profane. Autour des collections du cardinal Guala Bicchieri (Parigi, Musée de Cluny, 13 aprile – 29 agosto 2016), poi presentata a Torino con il titolo Un cardinale in viaggio. Guala Bicchieri collezionista di arte gotica tra Vercelli, Limoges, Parigi e Londra (10 novembre 2016 – 6 febbraio 2017). 

Kiki Smith a Palazzo Pitti






Una serie di arazzi, in cotone jacquard, e alcune sculture di Kiki Smith sono proposti negli spazi dell’Andito degli Angiolini a Palazzo Pitti.




L’universo dell’artista tedesca, fra miti e oggettiva complessa realtà contemporanea, è condiviso dagli antichi spazi del grande complesso mediceo.




17/03/19

Libita Clayton al Gasworks




Libita Clayton presente una serie di recenti opere nel progetto "Quantum Ghost" al Gasworks, un bel lavoro sonoro immersivo composto da una grande installazione con un audio multicanale e un gruppo di fotogrammi rielaborati.




Affrontando il tema dello sfruttamento minerario declina una serie di riflessioni artistiche attraverso  questo complesso ambiente fisico e sonoro.




New York, qui Terra...




La terra scende a New York fra due palazzi, fra la 159 di Ludlow Street e la Lower East Side. 

E' un'idea artistaca di Sebastian Errazuriz, che ha coivolto la Nasa per portare l'immagine del nostro pianeta nelle vie quotidiane.




L'opera prendere il nome dalla foto scattata il 7 Dicembre 1972 dall'Apollo 17 e ora è presente su questo grande schermo a Led per un mese intero alla visione dei passanti. 


16/03/19

Saltoun tutto al femminile

Rose English


I prossimi mesi della galleria Richard Saltoun saranno tutti al femminile con una programmazione che guarda all’altra metà del  mondo artistico.

Da una parte l’iniziativa mi pare molto positiva dall’altra trovo che tutta questa campagna per il mondo “femminile” sia debole perché in realtà le ghettizza in un ruolo di subalternità, rischiando di non valorizzare veramente la realtà artistica.

In fondo cosa conta è l’opera, che sia di un uomo o di una donna non è che mi interessa sempre saperlo. Poi trovo che la produzione femminile non riesca a sfondare perché legata troppo a certi cliché dell’essere femminile per cui continua implodere su se stessa.

Vedremo comunque questa nuova iniziativa che avrà forma sia negli spazi della galleria inglese che nel suo sito online.

La prima tappa 100% Women presenta le opere di Rose English raccolte col titolo Form, Feminism, Femininities.

Ironicamente mi ha sempre colpito notare come le opere delle donne parlano quasi sempre di donne mentre quelle degli uomini spesso parlano di donne.





Museo Burel– Museo d’Arte Contemporanea di Belluno




Oggi, Sabato 16 marzo, alle ore 18,  apre il Museo Burel – Museo d’Arte Contemporanea della città e della provincia di Belluno – inaugurando con la personale di Luca De Leva, curata da Daniela Zangrando, atto iniziale delle quattro mostre del ciclo “Hai paura dell’uomo nero?” che disegneranno la programmazione del primo anno di apertura del Museo.

Seguirà, dalle 20, con il djset di Marco Bresaola Zangrando presso l'Enoteca Mezzaterra, con sonorità ai margini della techno culture. 

La mostra sarà visitabile dal 16 marzo al 27 aprile.







15/03/19

The Phair, Bianco e Nero



Arriva a Torino un nuovo progetto dedicato alla fotografia si tratta di "The Phair" una fiera tutta centrata su questa storica affascinante tecnica, ideata da Roberto Casiraghi e Paola Rampini a cui si deve anche l’esistenza di Artissima e di The Others. 

Giusto 180 anni fa nasceva la fotografia anche se la storia ci dice che l’origine fu controversa,  intricata   da   primogeniture,   contratti   e   accordi   economici,   di   certo   fu   una   rivoluzione sapientemente gestita: un  affair.   Oggi siamo la società   delle immagini su un angolo di 180° con mix di profondit à  di campo, o di schermo, e innumerevoli variet à  espressive.  

Da   3 al 5 maggio nell’ex Borsa Valori di Torino una selezionata rosa di gallerie italiane, esclusivamente invitate dagli organizzatori, occuperanno 36 spazi dedicati, con rigore, alla fotografia e alla sperimentazione sull’immagine. 

Gli organizzatori spiegano che giocando sul naming scelto, il valore del PH non è  neutro, come non lo è nessuna espressività   artistica. Nel nome c’è   un gioco di rimandi nella pronuncia al termine fiera  - si voleva fosse chiaro che questo è  il format - nella grafia invece si rimanda photo.   La   fotografia,   non   dimentichiamo,   deve   molto   alla   chimica   e   alla   scienza.   È   stata un’avanguardia   tecnologica.  L’idea   di   fondo   è   poi   la   convinzione   che   le   fiere   debbano specializzarsi. 

The Phiar risponde   alla   necessità   delle   gallerie   d’arte   d’eccellenza   di   avere uno spazio aggiornato sulle proposte fotografiche più  contemporanee.

Casiraghi   e   Rampini   hanno   coinvolto   una   squadra   d’eccezione:  Luca Panaro,   critico   e docente a Brera, che assume anche il ruolo di coordinatore del gruppo, Lorenzo Bruni, anche coordinatore   di   The   Others   che   garantisce   una   family   feeling   tra   le   due fiere,   Alessandro Carrer,   curatore   e   docente   a   Urbino,  Cristiana Colli,   giornalista   e   curatriceGiangavino Pazzola, consulente curatoriale di Camera, e Carla Testore esperta d’arte.

Un comitato ampio rappresenta punti di vista e esperienze diverse e consente, dato il numero
definito   di   gallerie,   di   dedicare   un   confronto   personale   con   ognuno   dei   partecipanti.   La formula piace e le adesioni son quasi tutte sottoscritte. Nomi come  Artiaco ,  Continua,   Giò Marconi,   Lia Rumma,   Minini ,   Peola ,   Persano ,   Photo & Contemporary che porteranno​ autori quali Henry Sala,   Grazia Toderi,   Mussat Sartor,  Iodice,  Paola De Pietri, Olivo Barbieri, Guido Guidi per anticiparne alcuni.

Una   griglia   geometrica   per   l’allestimento   con   spazi   uguali   per   tutti,   di   20   mq,   valorizza   la struttura architettonica dell’ex Borsa Valori costruita negli anni ’50 da Gabetti,  Isola e Rainero; nessun vincolo dettato invece da divisioni tematiche. 

Si   è   pensato   alla   possibilità   di   seguire   il   programma   di   talk   anche   a   distanza:  una   vera   e propria  web radio all’interno di The Phair offrirà al pubblico a casa una serie di veloci incontri e interviste   con   i   protagonisti,   il   mercato   dell’arte,   la   cultura   fotografica,   il   ruolo   del   libro   oggi   e molto altro ancora. Il tutto in live streaming sul sito e sui social.

Torino   e   il   Piemonte   si   riconfermano   fucina   di   idee   e   di   ricerca,   la   Regione   vede   in   questa nuova iniziativa un modo per  espandere i momenti culturali al di là della settimana dell’arte contemporanea di novembre, idea condivisa dalla Città sempre animata da uno spirito di rete
e   di   costruttività.  

The Phiar inoltre   ha   già   stabilito   rapporti   nei   confronti   di   altre   iniziative come FO.TO Fotografi a Torino, con gli spazi cittadini e gli editori. Obiettivi ad ampio spettro insomma. Anche le Fondazioni di origine bancaria piemontesi e la Camera di Commercio di Torino saranno coinvolte nell’iniziativa.

L’appuntamento sarà  annuale.  


The Phair
BIANCO NERO COLORE
La fotografia è fiera!
3-5 maggio - Torino
EX Borsa Valori
Via San Francesco da Paola 28
Apertura la pubblico ore 12,oo-21,oo 

Su prenotazione viste guidate nell’orario di apertura al pubblico dalle 12 alle 21. 

Ingresso biglietto intero 10 euro, ridotto 7 euro.

14/03/19

ArtReview 70 anni di arte





La rivista inglese ArtReview compie 70 anni, il primo numero si chiamava Art News and Reviews e fu pubblicato il 12 febbraio 1949 da Richard Gainsborough, medico in pensione, con sua moglie, la designer Eileen Mayo. 

Per celebrare il suo 70 ° anniversario, ArtReview ha ideato un numero speciale per raccontare la storia di alcuni dei dibattiti che hanno animato le sue pagine, nonché di illustrare alcuni dei problemi con cui l'arte si è occupata negli ultimi sette decenni. 

In questo senso non è una raccolta di grandi successi (anzi questa antologia non trova spazio per molti dei più noti scrittori della rivista), più un primo passo verso l'apertura delle ricche risorse negli archivi di ArtReview a un pubblico generale e come luogo di un dibattito più ampio ...

In più c'è un'offerta speciale per abbonarsi per due anni al prezzo di uno.. un motivo in più per fare gli auguri e l'abbonamento! 

13/03/19

Dan Flavin dalla galleria Cardi



La galleria Cardi di Milano presente una bella selezione di opere di Dan Flavin, fra gli anni ’60 agli anni ’90, accompagnata da un saggio di Germano Celant,  iniziativa ideata con la collaborazione della Fondazione Dan Flavin.

  





12/03/19

What Was I?



Walter De Maria Silver Portrait of Dorian Gray, 1965 velvet, wood, silver
Photo: Attilio Maranzano Courtesy Fondazione Prada

Prada presenta “What Was I?”, il nuovo progetto espositivo concepito dall’artista Goshka Macuga, con il supporto di Fondazione Prada. La mostra si terrà dal 23 marzo al 2 giugno 2019 presso Prada Rong Zhai a Shanghai, una residenza storica del 1918 restaurata da Prada e riaperta nell’ottobre del 2017.

“What Was I?” è un viaggio caleidoscopico nel post-Antropocene, l’età che segue il collasso dell’umanità dovuto agli effetti dell’ipersviluppo tecnologico. Il protagonista di questa esplorazione sorprendente è un androide creato da Macuga e prodotto in Giappone da A Lab per la mostra presentata nel 2016 nella sede di Milano di Fondazione Prada. L’androide recita/ripete il suo monologo composto da numerosi frammenti di discorsi fondamentali per la storia della civiltà, costituendosi come depositario della conoscenza umana. In questo scenario futuristico, in cui la prospettiva dell’uomo non ha più valore, l’androide è l’unico abitante di Prada Rong Zhai e una presenza discreta all’interno della residenza. La questione chiave “What was I?” (Che cosa ero io?) che chiude il suo discorso e dà il titolo all’installazione neon di Macuga e a questo suo nuovo progetto, è stata pronunciata originariamente dal mostro di Frankenstein, nell’omonimo romanzo gotico scritto da Mary Shelley nel 1818.

Nell’universo fittizio e post-apocalittico di Macuga, l’androide abita gli spazi della residenza storica, rivelando la propria collezione d’arte e i suoi oggetti personali: 26 opere della Collezione Prada, tra cui diversi capolavori d’arte italiana, realizzati tra il 1958 e il 1993, accanto a 3 recenti collage su carta dell’artista che fanno parte della serie Discrete Model.

Attraverso una selezione di opere di artisti legati al Gruppo Zero in Germania e al movimento di Arte Programmata e Cinetica in Italia e Francia – tra i quali Jan Schoonhoven, Luis Tomasello, Grazia Varisco e Nanda Vigo – la mostra esplora la complessità dei motivi e delle forme geometriche e computerizzate, creando un autonomo alfabeto di forme. L’androide è circondato da una costellazione di opere di artisti italiani: Enrico Castellani e Piero Manzoni, che nella loro ricerca puntavano al grado zero del linguaggio pittorico; Alberto Burri, Lucio Fontana, Francesco Lo Savio, Salvatore Scarpitta, Turi Simeti e Giuseppe Uncini, che hanno sperimentato nei loro lavori il superamento della tela e dei suoi limiti fisici e simbolici, utilizzando materiali non convenzionali che connettono l’arte alla realtà. Due ritratti insoliti di Walter De Maria e Llyn Foulkes richiamano il corpo umano e la sua assenza, mentre un dipinto di Vincenzo Agnetti evoca un “linguaggio oltre il linguaggio”.

Una serie di installazioni e piccole sculture di Richard Artschwager, Peter Fischli & David Weiss, Mario Merz, Salvatore Scarpitta e Rachel Whiteread incorporano oggetti di uso quotidiano ed elementi funzionali, suggerendo una possibile routine post-umana.

Queste opere contribuiscono al contempo a dare forma a un contesto domestico e a un habitat intimo, in cui l’androide è in grado di inventare la propria “esistenza” futura.

Durante la mostra, il monologo dell’androide sarà accompagnato da una performance di un calligrafo che si svolgerà due volte a settimana, con l’intento di creare una versione alternativa e scritta del discorso originale traducendolo dall’inglese al cinese.




11/03/19

Ontani Belgioioso




La sede in Palazzo Belgioioso della Galleria Massimo De Carlo ospita fino al 16 Marzo la mostra Albericus Belgioiosae Auroborus, personale di Luigi Ontani.




Una forte interazione tra lo spazio e l’artista hanno prodotto una bella mostra con diversi lavori in ceramica realizzate per l’occasione.












David Casini Nirvana





La galleria CAR DRDE di Bologna propone, fino al 30 Marzo, una recente serie di sculture di David Casini sul tema di paesaggi di vita notturna. 




Piccole serre di vetro raccolgono ritagli di esperienze ludiche, stralci di speranze d’incontri, occasioni d'emozioni fragili e illusorie.


 

10/03/19

Mary Boone in prigione




La gallerista Mary Boone dovrà scontare 30 mesi di prigioni per illeciti fiscali, oltre a dover coprire ingenti tasse, a tal motivo ha deciso di chiudere, appena si concluderanno le mostre programmate le sue gallerie.




Il sistema dell’arte è sempre stato un ambiente oscuro in cui il movimento del denaro non sempre è così cristallino, questa è l’ennesima situazione gestionale che passa sotto le decise analisi amministrative statunitensi.

09/03/19

Reato di percezione





Le auliche sale della galleria Franco Noero in Piazza Carignano ospitano la mostra “Corpus Delicti and Other Lines” prima personale di Jac Leirner in Italia.

Nota per i suoi assemblaggi, a volte di materiali trafugati durante i suoi spostamenti, che diventano una intima cifra emozionale.


 


Questi ‘corpi del reato’ assumono tautologiche espressioni della redenzione liberista, che si trasformano in totem estetici perdendo la funzionalità a favore di una narrazione poetica.

Pesantezza e leggerezza giocano fra forma e corpo creando riconsiderazioni fisiche e spaziali.
  




08/03/19

Simone al Bon Marché di Parigi




JoanaVasconcelos è l’artista che è stata invitata a intervenire negli spazi del BonMarché Rive Gauche con un’opera che sarà visibile fino al 24 Marzo.

Prima di lei sono passati nel 2016 Ai Weiwei, nel 2017 Chiharu Shiota e  nel 2018 Leandro Erlich .




L’opera proposta è “Simone”, ispirata alle due storiche figure francesi di Simone de Beauvoir e Simone Weil, che l’hanno ispirata nel produrre una grande scultura in passamaneria bianca, posta nella grande sala del più antico centro commerciale d’Europa.