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Dal 2000 artblog di Domenico Olivero
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12/06/26
Kunsthaus Zürich e la salute
11/06/26
Riparte la Fusion Gallery di Torino
In questo periodo di chiusure a Torino una buona notizia, ha riaperto la Fusion Gallery di Piazza Peyron 9g, fondata da Walter Vallini, ora con la direzione di Michele Bramante.
La nuova stagione della Galleria si propone con la mostra collettiva "Lo sguardo verificato. Pittura e natura contro la falsa visione", visitabile fino al 30 settembre (chiusura estiva dal 19 luglio al 2 settembre).
Orario: mercoledì 10-13, giovedì 16-19, venerdì 10-13 e sabato 16-19 .
10/06/26
Anni napoletani
Preso il Madre di Napoli prosegue il formato espositivo in progress Gli anni che si sviluppa in capitoli ed è dedicato all’esplorazione di episodi di storia dell’arte dei decenni più recenti a Napoli. La collezione del Madre dialoga con importanti collezioni pubbliche e private, principalmente della città, per evocare, attraverso opere emblematiche, momenti e produzioni artistiche di rilievo avvenute in questo territorio. Il primo capitolo espositivo si è tenuto dal 19 dicembre 2024 al 30 giugno 2025.
Il titolo Gli anni si riferisce all’omonimo romanzo della scrittrice Annie Ernaux, premio Nobel per la letteratura 2022, nel quale la descrizione di fotografie e le memorie di momenti importanti di una singola vita diventano al contempo affresco autobiografico e cronaca collettiva e storiografica. Il romanzo avverte che immagini e ricordi privati sono destinati a scomparire nel flusso della storia; questa mostra propone di considerare le opere d’arte come un antidoto a questo processo di dissoluzione. Nel corso del tempo, passata l’urgenza del rapporto con l’attualità in cui sono state concepite, le opere sono in grado di raccontare tanto la propria ricerca estetica e linguistica, quanto il contesto in cui sono state prodotte ed esposte. A loro volta, le collezioni nelle quali sono conservate possono essere considerate, da questo punto di vista, depositi di storie, avvenimenti e passaggi che fanno parte di un vissuto comune.
La narrazione costruita, scandita in momenti ed episodi, viene segnalata mediante l’apposizione di poster indicanti gli anni in cui le opere scelte sono state esposte in Campania, offerte alla memoria condivisa che questa mostra celebra. A completamento di questa traiettoria e a conferma della vitalità della ricerca costantemente condotta dal Madre sul presente, Gli anni include anche artisti che espongono a Napoli per la prima volta: per questo secondo capitolo, Eva Giolo. Inoltre, continua la sperimentazione di un modello espositivo in cui viene offerto a un artista del territorio campano, in questo caso Giorgia Garzilli, di curare una mostra di una stanza a partire dalla collezione del Madre, intesa come bacino di riferimento culturale formativo e ideativo.
Il percorso di mostra, come la struttura dei ricordi, non è cronologico.
Affinché ciascun opera diventi, oltre che emblema di una ricerca artistica e di un determinato momento socio-politico, anche antidoto alla sparizione della memoria storica condivisa (pericolo descritto da Ernaux), la mostra ha nel suo public program un vero e proprio elemento costitutivo. Durante il periodo espositivo, incontri, conversazioni e visite rendono conto della vivacità della scena artistica napoletana nella storia dell’arte recente, contestualizzandola in una prospettiva storiografica più ampia. Le opere esposte diventano così un palinsesto su cui costruire narrazioni storico-artistiche, politiche, antropologiche e sociologiche, in linea con una concezione del museo come luogo di produzione di pensiero trans-disciplinare.
Carlo Alfano (Napoli, 1932 – 1990) / Thomas Bayrle (Berlino, 1937) / Luciano Fabro (Torino, 1936 – Milano, 2007) / Simone Fattal (Damasco, 1942) / Giorgia Garzilli (Napoli, 1992) / Eva Giolo (Bruxelles, 1991) / Piero Golia (Napoli, 1974) / Mimmo Jodice (Napoli, 1934 – 2025) / Rashid Johnson (Chicago, 1977) / Allan Kaprow (Atlantic City, 1927 – Encinitas, 2006) / Rosa Panaro (Casal di Principe, 1935 – Napoli, 2022) / Lorenzo Scotto di Luzio (Pozzuoli, 1972) / Cindy Sherman (New Jersey, 1954) Frances Stark (Newport Beach, 1967) / Eric Wesley (Los Angeles, 1973)
09/06/26
Il museo immaginario della Fondazione CRT
Lo scorso fine settimana la Fondazione CRT ha aperto le sale di Palazzo Perrone di San Martino, uno stupendo gioiello storico-architettonico della città e sede della Fondazione, per rendere visibili al pubblico alcune prestigiose opere della collezione Arte CRT, nell’ambito del progetto espositivo Museo Immaginario.
Il percorso di visita – con ingresso da via XX Settembre 31 – ha permesso di attraverso le sale auliche del palazzo, di origine tardo seicentesca e rinnovato nel XVIII secolo: dallo Scalone al Salone d’Onore, dalla Sala del Consiglio di Indirizzo alla balconata, ornata dai simboli della città, della laboriosità e del risparmio, fino alla Sala Presidenti e alla Sala del Consiglio di Amministrazione.
Spazi in cui sono accolte parte della vasta collezione della Fondazione CRT, spesso date in comodato alla GAM e al Castello di Rivoli, e presenti ora negli spazi della Fondazione. Il progetto espositivo Museo Immaginario, curato da Clemente Miccichè e ispirato al Musée Imaginaire di André Malraux, mette in dialogo artisti di epoche e linguaggi diversi con la storia barocca di Palazzo Perrone di San Martino, creando suggestive connessioni tra passato e presente.
Tra i punti salienti del percorso espositivo figurano opere di alcuni dei più importanti protagonisti dell’arte e della fotografia del Novecento e contemporanea. Le immagini di Gianni Berengo Gardin raccontano con straordinaria sensibilità l’Italia e l’Europa del secondo dopoguerra, trasformando la quotidianità in memoria collettiva, mentre gli scatti di Ugo Mulas, Uliano Lucas, Ferdinando Scianna e Luigi Ghirri restituiscono uno sguardo poetico e insieme critico sul paesaggio culturale italiano del Novecento. Centrale anche il dialogo con le pratiche performative e concettuali internazionali, rappresentate dalle opere di Vito Acconci, che indagano il corpo, lo spazio e la percezione come strumenti di relazione con il pubblico.
Il percorso attraversa inoltre le ricerche pittoriche del secondo Novecento con lavori di Mimmo Paladino, Afro Basaldella, Asger Jorn, Karel Appel e Mario Nigro, fino alle riflessioni contemporanee di Luca Bertolo, Flavio Favelli e Paola Pivi, che affrontano temi legati alla memoria, alla sovrabbondanza delle immagini e alla fragilità del presente. Completa il percorso una selezione di opere che mettono in dialogo arte, fotografia e gesto performativo, tra cui lavori di Ketty La Rocca, Anna Maria Maiolino, Claudio Abate e Aurelio Amendola.
08/06/26
Zurich Art Weekend
Da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026, lo Zurich Art Weekend torna per la sua nona edizione, riunendo la comunità artistica mondiale a Zurigo in vista di Art Basel.
Distribuito su oltre 70 sedi, il programma curato presenta più di 75 mostre e oltre 150 eventi, riunendo più di 150 artisti e operatori culturali internazionali. Le mostre costituiscono il fulcro, sviluppandosi in una città interconnessa e facilmente percorribile a piedi, mentre conferenze, visite guidate, performance, passeggiate artistiche, workshop e format interdisciplinari creano le condizioni per incontri diretti e scambi tra artisti, curatori, collezionisti e pubblico.
Gratuito e aperto al pubblico, lo Zurich Art Weekend offre accesso a un ecosistema artistico altamente interconnesso, che unisce istituzioni, gallerie, spazi espositivi, case editrici, edizioni, università, collezioni e fondazioni. È una piattaforma di scambio al crocevia del mondo dell'arte internazionale, dove idee, prospettive e pratiche si incontrano e circolano.
Un grande insieme di istituzioni, gallerie, università, spazi espositivi alternativi, collezioni, fondazioni, case editrici e case editrici, Zurich Art Weekend che presentano oltre 75 mostre in tutta la città.
06/06/26
Trasloco
05/06/26
Prossimamente Artissima
Nel corso di queste cinque edizioni, e secondo una precisa identità progettuale, Fassi ha consolidato un metodo di lavoro che ha definito Artissima come spazio autorevole di riflessione critica sul contemporaneo e parallelamente ne ha rafforzato la duplice natura di fiera commerciale da un lato, e di piattaforma di diplomazia culturale internazionale e istituzione di fiducia per l’arte contemporanea dall’altro.
Artissima oggi mette in relazione gallerie, artisti, istituzioni, geografie e identità differenti e crea nuove possibilità di dialogo tra il territorio e una dimensione globale, confermandosi come uno spazio di sensibilità e confronto, in cui l’arte agisce come pratica di immaginazione, relazione e trasformazione dello sguardo.
Anno dopo anno, Fassi ha disegnato per Artissima un itinerario di esplorazione dell’arte, interrogata come strumento per indagare l’ignoto, attraversare la complessità del presente e immaginare nuove possibilità di relazione e di esperienza condivisa.
Artissima si svolgerà da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre 2026, con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo e con le Gallerie d’Italia – Torino, museo della Banca, che affiancherà Artissima per il settimo anno. Le quattro storiche sezioni della fiera — Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Editions — e le tre sezioni curate — Present Future, Back to the Future e Disegni — prenderanno vita nei luminosi spazi dell’Oval Lingotto Fiere di Torino.
LE PRIME NOVITÀ DEL 2026
IL TEMA
Il tema di Artissima 2026 è Fancy: A Flexible, Acrobatic Body. Nasce da un’immagine della filosofa Martha C. Nussbaum per affermare che il linguaggio dell’arte, guidato dalla fancy - la proiezione in avanti della fantasia - possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze e di avvicinarci alla pluralità di chi è altro da noi.
L’arte non si limita a dare forma a ciò che esiste, ma apre il campo a ciò che potrebbe esistere, diventando un’intelligenza pubblica cruciale, capace di nutrire e arricchire le istituzioni democratiche di una comunità. Artissima incarna questo esercizio acrobatico dell’immaginazione, orientato verso possibilità ancora invisibili: la fiera è un incontro fisico, intenso e accelerato con le opere d’arte che ci allena a ripensare il modo in cui vediamo, abitiamo e condividiamo il presente.
Nelle parole di Luigi Fassi: “Il tema di quest’anno racconta la qualità acrobatica della fancy, la forza proiettiva dell’immaginazione resa possibile dall’arte. Secondo Martha C. Nussbaum, la fancy è un linguaggio che va continuamente allenato: una facoltà capace di spingersi oltre l’evidenza, trascendere l’oggetto e aprire uno sguardo più benevolo verso l’altro nelle nostre relazioni morali, politiche e civili. In questa capacità trasformativa risiede una delle funzioni più profonde dell’arte: modificare chi guarda, affinando la possibilità di riconoscersi nell’esperienza altrui. È la forma stessa dell’arte — corporea, complessa, mobile — a guidarci verso questa apertura, in un esercizio democratico dello sguardo, che si oppone a rigidità e chiusure attraverso il movimento libero della fantasia. Artissima è da sempre un luogo in cui il pensiero prende forma attraverso incontri inattesi: tra opere, corpi, idee e sensibilità differenti. Fancy ci sembra allora una parola capace di raccontare non solo l’energia dell’arte contemporanea, ma anche il movimento continuo della fiera stessa, il suo essere uno spazio vivo di sperimentazione, intuizione e scoperta.”
COMITATO DI SELEZIONE
Artissima conferma il comitato di selezione 2026 delle gallerie partecipanti alle sezioni storiche — Main Section, Monologue/Dialogue, New Entries e Art Editions — composto da galleristi internazionali: Paola Capata (Monitor, Roma, Lisbona e Pereto), Philippe Charpentier (mor charpentier, Parigi e Bogotá), Guido Costa (Guido Costa Projects, Torino), Emanuel Layr (Layr, Vienna), Francesco Lecci (Clima, Milano), Antoine Levi (Ciaccia Levi, Parigi e Torino) e Elsa Ravazzolo Botner (A Gentil Carioca, Rio de Janeiro e San Paolo).
Main Section è la sezione dedicata alle gallerie più affermate sulla scena internazionale, per offrire a collezionisti e pubblico una rassegna di altissima qualità. New Entries accoglie le gallerie internazionali emergenti più interessanti, con meno di cinque anni di attività, alla loro prima partecipazione alla fiera. Monologue/Dialogue è riservata alle gallerie emergenti e/o con approccio sperimentale che intendono presentare uno stand monografico o il dialogo tra i lavori di due artisti. Art Editions è la sezione speciale dedicata alle gallerie e agli spazi non profit che presentano edizioni, stampe e multipli di artisti contemporanei.
IL TEAM CURATORIALE
Artissima conferma nuovamente il team di curatori che lavorerà sulle tre sezioni curate – Present Future, Back to the Future e Disegni – la cui esperienza in fiera si concretizza con stand monografici.
Per il terzo anno, Léon Kruijswijk (performance Curator al Mudam di Lussemburgo) e Joel Valabrega (curatrice indipendente di Porto e Milano) sono i curatori di Present Future, la sezione dedicata ai talenti emergenti e che ospita progetti monografici con l’obiettivo di mettere in risalto le nuove tendenze che caratterizzano il panorama artistico internazionale.
Jacopo Crivelli Visconti (direttore della Albuquerque Foundation di Sintra) e Heike Munder (curatrice indipendente e scrittrice di Zurigo) sono riconfermati per il terzo anno i curatori di Back to the Future, la sezione di Artissima che presenta progetti monografici di pionieri dell’arte contemporanea che in momenti e luoghi diversi, tra gli anni 1930-1990, hanno avuto il coraggio di opporsi a ciò che ritenevano sbagliato.
Per Disegni, è confermata la curatela per il quinto anno di Irina Zucca Alessandrelli (curatrice della Collezione Ramo di Milano e della Milano Drawing Week). La sezione, unica nelle fiere italiane dedicata al mezzo espressivo del disegno, presenta progetti concepiti come mostre personali che valorizzano l’autenticità e l’autonomia dell’opera su carta.
L’IDENTITÀ VISIVA DI ARTISSIMA 2026
Artissima rinnova la collaborazione con lo studio grafico torinese FIONDA per il nono anno consecutivo. Per il 2026 l’immagine coordinata interpreta il tema Fancy: A Flexible, Acrobatic Body: gli storici loghi, diventati parentesi, si trasformano in un sistema visivo in continua evoluzione. Le forme si piegano, si moltiplicano e generano traiettorie inattese, suggerendo apertura, trasformazione e possibilità. Un’identità visiva che rilegge la propria storia per aprirsi a nuove possibilità e immaginari futuri.
04/06/26
Sweet Revenge
Il museo Reina Sofia di Madrid propone la mostra Sweet Revenge con le opere di Felix Gonzalez-Torres (1957-1996), artista cubano-americano. La dimensione emotiva e politica della sua pratica, profondamente attuale, continua a risuonare in noi.
Madrid era un luogo emotivamente complesso per Gonzalez-Torres, un'esperienza che esplorò nelle sue prime opere e a cui fece riferimento nel corso della sua breve carriera. Nel 1971 fu inviato in Spagna nell'ambito di un programma di evacuazione di bambini da Cuba. Vi rimase per un breve periodo prima di trasferirsi a Porto Rico e successivamente a New York, dove avrebbe vissuto per gran parte della sua vita adulta. Non tornò a Madrid fino al 1991, per una mostra collettiva. In quell'occasione presentò per la prima volta "Senza titolo (Vendetta)", una scultura realizzata con caramelle blu cristalline. Ricordando quel primo ritorno, scrisse: "Sono tornato a Madrid dopo quasi vent'anni: dolce vendetta".
La mostra utilizza l'idea di "dolce vendetta" come strumento metodologico per affrontare il suo lavoro. Attraverso questa prospettiva, cerca di comprendere il suo potente utilizzo della differenza, della contraddizione e del paradosso nei vari gruppi di opere che la compongono. La raffinata bellezza del suo vocabolario estetico è spesso sfumata o intensificata dagli elementi che compaiono tra parentesi nei titoli delle sue opere, evocando riferimenti a temi diversi come l'amore, la guerra e la malattia, nonché a complesse narrazioni sociali e politiche, non sempre esplicitamente visive. Allo stesso modo, i protocolli che regolano le sue pile di carta e i suoi mucchi di caramelle, pensati per essere riforniti all'infinito man mano che il pubblico li prende, così come l'installazione delle sue tende, dei cartelloni pubblicitari e delle file di luci (di cui alcuni esempi sono inclusi nella mostra), combinano struttura e flessibilità. Il suo lavoro lascia spazio alla contingenza, alla trasformazione e alla reinterpretazione. Il fulcro di Sweet Revenge consiste nel mostrare come l'opera di Gonzalez-Torres sostenga simultaneamente molteplici condizioni, spesso apparentemente opposte. La tensione tra questi termini non è casuale, bensì costitutiva dell'opera stessa, ed è ciò che ne attiva la capacità di generare riflessione critica.
In quanto artista queer attivo durante gli anni più bui della crisi dell'AIDS e in un contesto politico dominato dalla destra conservatrice negli Stati Uniti, Gonzalez-Torres ha sviluppato un linguaggio visivo volutamente instabile, partecipativo e profondamente personale. La morte del suo compagno per AIDS nel 1991 è stata cruciale per la sua opera elegiaca, in cui lega indissolubilmente il dolore alla celebrazione dell'amore. Consapevole della propria imminente morte a causa della stessa malattia, Gonzalez-Torres ha prefigurato il futuro del suo lavoro e ha lasciato un'eredità influente in cui le forme estetiche diventano veicoli di risonanza emotiva e urgenza politica.
03/06/26
La FSRR a Venezia!
San Giacomo entra così a far parte delle sedi della Fondazione insieme a Torino e Guarene, proponendosi come laboratorio internazionale dedicato alla sperimentazione artistica e alle pratiche ecologiche.
Il programma inaugurale ha aperto con Fanfare/Lament, mostra personale di Matt Copson curata da Hans Ulrich Obrist; con la collettiva Don’t Have Hope, Be Hope!, che presenta opere della Collezione Sandretto Re Rebaudengo; e con Isola di San Giacomo 2022–2026. A Story in Images, con fotografie di Giovanna Silva e Antonio Fortugno dedicate al restauro dell’isola.
Al momento non è possibile accedere all’isola. L’apertura al pubblico avverrà progressivamente: modalità di visita, prenotazioni e tutte le informazioni utili saranno comunicate prossimamente attraverso i canali ufficiali della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.





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