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27/07/17

Collezione Pinault prossimamente a Parigi



Il progetto culturale promosso dalla Collezione Pinault si amplia e si rafforza con l’apertura di un nuovo spazio espositivo permanente nel cuore di Parigi, nella storica sede della Bourse de Commerce.

Presentato a Parigi il progetto di restauro dell’edificio del XVI° secolo, sotto la direzione di Tadao Ando, architetto che ha firmato il recupero di Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia.




“Con la nascita di questa nuova sede in cui la mia Collezione sarà esposta, si aggiunge un nuovo tassello alla realizzazione del progetto culturale che ho intrapreso, volto a condividere la mia passione per l’arte del nostro tempo con il maggior numero di persone. Il progetto è nato a Venezia, più di dieci anni fa, con l’apertura di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana, spazi che saranno in relazione permanente con il sito parigino. Come per Venezia, questa iniziativa proviene da un impegno personale al quale ho voluto associare i membri della mia famiglia, i miei figli e in particolare François-Henri Pinault.”
François Pinault.




Dal 2006 il progetto culturale di François Pinault si è articolato secondo tre principi: una rete di musei permanenti, ubicati a Venezia - Palazzo Grassi, arricchito nel 2013 da un auditorium, il Teatrino, e Punta della Dogana - un programma espositivo temporaneo extra muros, in collaborazione con numerose istituzioni in Francia e all’estero; infine, un programma di iniziative a sostegno della creazione e della storia dell’arte come la residenza di artisti di Lens o il premio Pierre Daix.

Con l’inaugurazione della Bourse de Commerce a Parigi – prevista per l’inizio del 2019 - la collezione Pinault introduce anche un cambiamento di scala. Rafforza la sua rete di siti culturali permanenti, pur preservando l’identità di ognuna delle sue componenti. La Bourse de Commerce, Palazzo Grassi, Punta della Dogana e il Teatrino interagiranno tra loro in una relazione di collaborazione, complementarità e sinergia. In linea con questa visione, è stato conferito l’incarico di direzione del nuovo museo parigino a Martin Bethenod, che continuerà a dirigere i musei veneziani.




Affidata a un’équipe composta da Tadao Ando (Tadao Ando Architect and Associates - TAAA), Pierre-Antoine Gatier, architetto specializzato nella conservazione dei beni architettonici, l’agenzia NeM - Lucie Niney e Thibault Marca e la SETEC Costruzioni, la ristrutturazione prevede uno spazio espositivo pari a circa 3000 metri quadrati, utilizzabili autonomamente o combinati per accogliere progetti che richiedono spazi di grande ampiezza. I volumi, che vanno dalla dimensione intima a quella monumentale, sono pensati per accogliere nel modo più idoneo opere realizzate con tecniche e formati diversi, dalla fotografia alle grandi installazioni, passando per la pittura, la scultura o i video.




Gli spazi destinati all’esposizione sono completati da un auditorium da 300 posti, in grado di ospitare conferenze, convegni, proiezioni e concerti, oltre a un ampio foyer e una sala per la presentazione di installazioni video, performance e progetti sperimentali.

Lo spirito che guida il progetto architettonico e museografico è quello di un dialogo sereno, cordiale e non impositivo con il contesto storico e del patrimonio, con le opere e con il pubblico.



24/07/17

Are you sure you are free?





ASSOCIAZIONE INAUDITA & ARBITRIUM A.I.R. Program present

Are you sure you are free?
Philosophical investigations on Free will

Tutor: Matteo Cresti
Curated by Clara Madaro

TWO SEMINARS: 27/28 July – h. 18

c|o Fusion Art Gallery | Inaudita
Piazza Peyron, 9G, Torino, Italy

“Freedom. That’s the only possession an artist has — freedom to do whatever you can imagine.” - Philip Guston

ABOUT THE SEMINARS:
Are you sure to be free? is a couple of seminars that investigates the free will by mean of philosophical tools. Matteo Cresti will guide us into one of the greatest philosophical troubles that we find deeply entangled with many other problematic concepts such as materialism, causality, action, mind, and good. The first reading group will be about the history of argumentative forms for/against free will. In the second reading group we will face the question about how the development of neurosciences might have an impact to the accounts of free will. 

If you are curious to discuss about these questions, write to (associazioneinaudita@gmail.com) and we will send you the texts for the seminar. 

NOTE: The seminar will be held in English.

ABOUT THE PROJECT:

FUSION AIR - ARBITRIUM RESIDENCY PROJECT, curated by Associazione Inaudita, hosts REBEKKA KRAFT (Germany), DANICA OLDERS (Canada), SILVI KADILLARI (Australia/Albania). Three artists interested in studying, analyzing, and researching the topic "FREE WILL" with the goal of producing a body of work, exhibition, catalogue/book and creating a network of exchange of knowledge. 
“Free Will” is a philosophical term that is referred to a particular “capacity” of rational agents to choose a course of action from among various alternatives. Free will is a relevant topic for our life because it is connected with our values, desires, appetites, commitments and believes. In our routine we have the intuition to choose what we do and what we want, even if it is not always achievable, but in the end are we sure to be free? Seeing all our social, political, affective, psychological, neurobiological, physical constraints it could seem impossible to speak about free will but after all some questions continues to buzz in our heads. Do our restraints accomplish us from the responsibility of the choice? Is free will an issue that we are not able to eliminate from our experience even if it might be an illusion?
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Clara Madaro (1989, Turin) is a Ph.D student in philosophy of mind, language, and cognition at Nord-Ovest Ph.D Consortium (FINO), where she is developing a project on the normativity and performativity of art institutions. 
She initiated and is a tutor of the cross-disciplinary program The art of photographing ideas within the Master of advanced training in contemporary image (Fondazione Fotografia Modena, Modena). She is the curator of exhibitions and public programs in network with different art institutions that are interested in exploration of the bonds between knowledge, display, everyday life and artistic research.

Matteo Cresti is a Ph.d Student in Ethics to Ph.d North-West Consortium (FINO)

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INAUDITA is a non-profit association with an artistic and cultural aim.
Founded in 2017 in Turin by Barbara Fragogna, Francesca Vesco and Davies S. Zambotti in collaboration with Elena Carta with the purpose of promoting / supporting artistic production, curatorial practice and artistic / editorial research in both Italian and international contexts.
INAUDITA is the container of three cross disciplinary projects such as:

- FUSION ART GALLERY, since 2003 a Contemporary Art Gallery and since 2015 an Independent experimentation and research space;
- FUSION AIR - Artist-in-Residence Program, since 2015 in partnership with ResArtis and Residency Unlimited.
- EDIZIONI INAUDITE, an Artist-Run Publishing project born in October 2013 by the artist Barbara Fragogna's initiative and the collaboration of Claudia Di Giacomo and Elisa Ganivet;

INAUDITA collaborates and wants to interact with other realities, spaces, institutions present in the territory and beyond. Among the others it is part of the The Independent Project network of the MAXXI Foundation, COLLAcontemporary and NEsxT.

immagine di copertina: Tracey Emin, I Woke Up Wanting To Kiss You (2010)

IMPORTANTE: Confermate la vostra adesione scrivendo a: associazioneinaudita@gmail.com, GRAZIE!

ApparecchiareSparecchiare





FRANCESCO PEDRAGLIO
ApparecchiareSparecchiare (una battaglia)
PERFORMANCE 
Martedì 25 luglio, ore 19:30
Trattoria Primavera 19, Torino

Martedì 25 luglio alle ore 19:30 alla Trattoria Primavera avrà luogo un nuovo incontro della serie Collecting People, iniziativa volta alla condivisione e alla diffusione della conoscenza, attraverso la quale Progetto Diogene si apre ad incontri ed interventi estemporanei, determinati talvolta dal semplice passaggio in città di un artista, o di una qualsiasi altra figura di alto profilo culturale, incline alla condivisione del proprio lavoro.

A conclusione della sua residenza presso P/////AKT (Amsterdam) nell’ambito del progetto di scambio Drawn Onward, Francesco Pedraglio presenta ApparecchiareSparecchiare (una battaglia), un evento che unisce testi e idee su cui ha lavorato negli ultimi mesi, riadattati per l’ambiente particolare di una cena in trattoria.


/// ENG

FRANCESCO PEDRAGLIO
ApparecchiareSparecchiare (una battaglia)
PERFORMANCE
29 July, 2017 at 7.30 pm
Trattoria Primavera Via Perugia 19 Turin

On Tuesday July 25, at 7:30 pm, at the Tram Diogene will be a new meeting of the Collecting People series, aimed at sharing and disseminating knowledge and through which Diogene Project opens up to meetings and extemporary interventions, sometimes seizing the opportunity of dropping in town of an artist or any other high profile cultural figure ready to share their own work.

At the conclusion of his residency at P/////AKT (Amsterdam) as a part of the DrawnOnward exchange program, Francesco Pedraglio presents ApparecchiareSparecchiare (una battaglia) — Setting-And-Clearing-The-Table (a battle) — an event that combines texts and ideas he has been exploring during the past months, readapting them to the peculiar environment of a dinner in a trattoria.

Serpentine Pavilion 2017


Un suggestiva tenda africana giace nell’elegante parco di Kensington Gardens, nel cuore di Londra. Si tratta del nuovo progetto per l’edizione annuale del Serpentine Pavilion ideato dal pluripremiato architetto del Burkina Faso Diébédo Francis Kéré.

Una allegra forma circolare dal caldo color blu è sormontata da una particolare forma  di tetto che nei giorni di pioggia crea una originale cascata nel fulcro della tenda.

Questo temporaneo spazio come sempre sarà luogo di incontri, conferenze eventi musicali e culturali che movimentano la stagione estiva della Serpentine Gallery che nei suo spazi ospita anche una bella mostra con i più recenti lavori di Grayson Perry.

Eccovi alcuni scatti dal nostro reporter fotografico londinese Michele Sisto.














Opere di Grayson Perry




22/07/17

Monumento alla comunità LGBT a New York



A fine giungo a New York durante la settimana del NYC Pride è stato annunciato il vincitore del progetto vincitore per un monumento alla comunità LGBT dal sindaco della città A.M.Cuomo.

Sarà un'opera dell'artista Anthony Goicolea che realizzerà un'opera sulla riva del   parco fluviale d'Hudson.



A un anno dell'attacco alla discoteca Pulse di Orlando, Florida, che ha lasciato 49 morti, era il 26 giugno 2016,  il governatore Cuomo ha costituito la commissione commemorativa LGBT per onorare la lotta per i diritti e ricordare le vittime dell'odio, dell'intolleranza e della violenza. 








21/07/17

Progetto sulla scena artistica di Chicago


Fondazione Prada presenterà nella sede di Milano dal 20 ottobre 2017 al 15 gennaio 2018 un programma di ricerca e di informazione sull’arte sviluppatasi a Chicago nel secondo dopoguerra.

La Fondazione prosegue nella sua strategia di rilettura di momenti della storia dell’arte contemporanea che, anche se non riconosciuti completamente dalla critica, hanno segnato l’attualità delle nuove generazioni artistiche, dai graffitisti ai neo-tecnologici.
L’operazione di attraversamento di una pittura caratterizzata dall’impegno politico, dalla narrazione figurativa e dalla radicalità grafica, e per questo rifiutata dalla cultura dominante newyorkese più interessata alla dimensione astratta e impersonale dell’arte, è articolata in tre approfondimenti tematici concepiti e curati da Germano Celant come un unicum - “Leon Golub”, “H. C. Westermann” e “Famous Artists from Chicago. 1965-1975” – e dedicati a due generazioni di artisti formatesi a Chicago tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Questo progetto contribuisce a indagare la produzione artistica nei due decenni fuori dai principali centri di diffusione dell’arte, da Parigi a New York, per focalizzarsi sullo sviluppo di scene alternative nate intorno a scuole e accademie d’arte, in questo caso la School of the Art Institute of Chicago, e in competizione o in posizione critica rispetto al discorso industriale e riduttivo della Minimal Art.

“Leon Golub”, la prima parte del percorso espositivo, si sviluppa nelle gallerie Nord e Sud della Fondazione e affronta due aspetti complementari della produzione dell’artista, presentando 27 acrilici su tela, di spettacolari dimensioni, realizzati dalla fine degli Sessanta agli anni Ottanta e più di 50 fotografie stampate su carta trasparente negli anni Novanta. Golub, fin dalla sua formazione a Chicago, esplora un personale approccio alla figurazione, discostandosi dallo stile dominante dell’Action Painting e dell’Espressionismo astratto della New York School. L’esposizione si concentra sulle componenti politiche del suo lavoro che affronta apertamente la durezza della guerra, del razzismo, della tortura e della violenza.

L’approfondimento dedicato a H. C. Westermann raccoglie nel primo piano del Podium più di 50 sculture di grandi e piccole dimensioni realizzate tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta e una selezione di opere su carta. La mostra esplora il suo particolare e intenso approccio alla lavorazione del legno che gli deriva dalle tradizionali tecniche di carpenteria. Il rifiuto per il formalismo e la predilezione per i materiali di recupero, così come la visione nostalgica verso un’America scomparsa e lo sguardo critico sulla brutalità del presente, sono diventati elementi d’ispirazione per le successive generazioni di artisti attivi a Chicago e non, da Jeff Koons a KAWS (Brian Donnelly).

L’ultimo momento espositivo, “Famous Artists from Chicago. 1965-1975”, ospitato al piano terra del Podium, dimostra la vivacità dell’ambiente culturale della città americana come centro di produzione figurativa e l’eterogeneità dei contributi di alcuni degli artisti noti come Chicago Imagists (Roger Brown, Ed Flood, Art Green, Gladys Nilsson, Jim Nutt, Ed Paschke, Christina Ramberg, Suellen Rocca e Karl Wirsum), che avevano individuato nel Surrealismo e nell’Art Brut le radici delle loro ricerche, così da anticipare le nuove espressioni degli anni Ottanta e Novanta, dal Graffitismo alla Street Art, dai cartoons selvaggi ai murales urbani.

20/07/17

Palazzo degli Affari di Torino



(Wikipedia) Il Palazzo degli Affari sorge nel centro storico di Torino e ospita gli uffici della Camera di Commercio. L'audacia della soluzione strutturale scelta e le caratteristiche progettuali in netta contrapposizione con gli edifici circostanti ne fanno uno degli edifici moderni architettonicamente più interessanti della città e che maggiormente contribuirono alla fama dell'architetto Carlo Mollino.

Il palazzo fu progettato da Carlo Mollino, Carlo Graffi, Alberto Galardi e Antonio Migliasso, vincitori di in concorso indetto nel 1964 dalla Camera di Commercio di Torino per costruire una nuova sede per i propri uffici sulle rovine del settecentesco palazzo Morozzo della Rocca, distrutto da un bombardamento nel 1943.[2] La realizzazione fu rimandata di alcuni anni e per il completamento si deve attendere il 1972.[3] A partire dal 1992 la Cam...


















Cripta747 Summer session




CRIPTA747 is keen to invite you to the second opening of the Studio Programme 2017 on July 20th from 6pm to 10pm.

Summer Session with

Tania Pérez Córdova. Mexico_1979, lives and works in Mexico City
Sean Kerr. New Zealand_1968, lives and works in Auckland
Francesco Pedraglio. Italia_1981, lives and works in London
Hsing-Chun Shih. Taiwan_1986, lives and works in Taipei
Stan Van Steendam. Belgium_1985, lives and works in Brussels

19/07/17

#9 / Jaya Cozzani, Marco Andrea Magni, Agostino Osio - LO SPAZIO AGGIUNTO




Presenze: Venerdì 21 luglio 2017 dalle ore 19,00
Installazione e residual sculpture: 21 luglio / 10 settembre
Base / Progetti per l'arte venerdì 21 luglio dalle ore 19,00 presenta il nono appuntamento di BASEOPEN a cura di Remo Salvadori con Jaya Cozzani, Marco Andrea Magni, Agostino Osio dal titolo LO SPAZIO AGGIUNTO.
LO SPAZIO AGGIUNTO è il progetto che nasce dal dialogo tra gli artisti Jaya Cozzani, Marco Andrea Magni e Agostino Osio invitati da Remo Salvadori che puntano a creare prima di tutto una pratica condivisa in presa diretta per chi sarà presente nel momento in cui si manifesta. La riflessione che affronteranno ruota attorno ad uno statment ben preciso: Se è vero che l’arte è inseparabile da una certa qual collera contro l’epoca, è anche vero che essa procura una certa serenità”. Come affermano gli stessi dopo un confronto con Remo Salvadori: “L'evento sembra essere già avvenuto o è ancora in divenire, questo perché vuole indagare in una maniera silenziosa e consapevole il modo, la circostanza e i particolari dello stare insieme. L'opera così ha a che fare con dei simulacri di presenza, in cui le mescolanze e le vicinanze dei corpi/opera diventano effetti incorporei.” Inoltre, suggeriscono che: “La natura di questo evento non è assoggettata e soffocata da briglie di un programma: la cosa più preziosa è sapere come intervenire in misura minima e attraverso piccoli spostamenti. Non una mostra, dunque, ma un vero e proprio viaggio sul posto attraverso quelli che possono essere delle intuizioni sulla restituzione. Un display in forma di dialogo per educare lo sguardo, per rimettere in gioco le proprie certezze, o forse più semplicemente per aprirsi all’ascolto.”
Jaya Cozzani (nata a Mumbai; vive e lavora a Milano) nel suo lavoro il ceruleo, la forma e il metodo sono ingredienti necessari per portarsi e per portarci nella dimensione meditativa delle sue origini indiane. Marco Andrea Magni (nato a Sorengo; vive e lavora a Milano) è attento a certi preconcetti formali messi in discussione attraverso un’eterodossia della scultura. L’esperienza del corpo empatico, l’habitat architettonico, l’atteggiamento del pensiero, diventano delle piccole indicazioni silenziose (occasioni e maniere) su come ripensare un mondo condiviso. Agostino Osio (nato a Milano; vive e lavora a Milano) viaggia alla ricerca dei propri paesaggi interiori che analizza di volta in volta utilizzando linguaggi fotografici diversi. Questi sono sempre incentrati sulla volontà di conservare la difficile vitalità della fotografia, tema centrale del suo lavoro.

BASEOPEN è un ciclo di mostre che si sviluppano nel giorno dell’evento/inaugurazione e in quelli successivi con le “tracce” residuali dell’azione proposta e svolta. Gli inviti sono realizzati da un singolo componente del collettivo e proposti parallelamente alla consueta programmazione del artist run space di Firenze. Gli artisti invitati a BASEOPEN rappresentano uno spaccato della scena attuale italiana e rispondono al tema della pratica partecipativa, del dialogo con il pubblico globale/locale e attorno a cosa può essere considerato oggetto artistico o di affezione estetica. Così l’opera realizzata coincide con la sperimentazione, la destrutturazione e l’amplificazione di quello che può essere inteso oggi per display espositivo e per fruizione dell’opera. L’esperienza di BASEOPEN porta in evidenza l’attitudine di BASE, dal 1998, impegnata a creare una piattaforma democratica di confronto sul ruolo dell’arte e della cultura. La novità consiste nel rendere “open” il dibattito attorno al processo creativo e alla ragione d’essere di quello specifico evento. Quello che accomuna le diverse sperimentazioni attorno al tema dell’incontro/dialogo è, per adesso, una riflessione trasversale sul concetto di comunità di appartenenza, sul ruolo dell’arte e il dibattito attorno ad essa. BASEOPEN nasce in continuità con i cicli di BASETALKS(!) e RADICALTOOLS che hanno puntato, in un momento di crisi di sistema, che ha provocato una riduzione delle attività di ricerca da parte di istituzioni pubbliche e private, a stimolare il confronto tra differenti processualità artistiche, generazionali, di audience e di metodologie per la trasmissione del sapere collettivo. Gli appuntamenti precedenti di BASEOPEN si sono svolti a novembre 2016 con Margherita Moscardini < Massimo Bartolini; Francesco Fonassi < Enrico Vezzi e da aprile 2017 con Giuseppe Stampone < Paolo Parisi; Giulio Delvè < Paolo Masi; Gaia Geraci < Marco Bagnoli; Marcello Spada < Mario Airò; Jacopo Miliani < Massimo Nannucci; Riccardo Giacconi < Vittorio Cavallini;
BASE / Progetti per l’arte è un’idea di artisti per altri artisti. BASE è un luogo unico per la pratica dell’arte in Italia, la cui attività iniziata nel 1998, viene curata da un collettivo di artisti che vivono e operano in Toscana e che si fanno promotori di presentare a Firenze alcuni aspetti, tra i più interessanti dell’arte del duemila. BASE è un dialogo sulla contemporaneità aperto ad un confronto internazionale. Attualmente fanno parte del collettivo di BASE / Progetti per l’arte: Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori, Enrico Vezzi. Fino adesso si sono tenute a BASE mostre di Sol Lewitt, Marco Bagnoli, Alfredo Pirri, Cesare Pietroiusti, Jan Vercruysse, Niele Toroni, Michael Galasso, Luca Pancrazzi, John Nixon & Marco Fusinato, Heimo Zobernig, Ingo Springenschmid, Paolo Masi & Pier Luigi Tazzi, Antonio Muntadas, Robert Barry, Luca Vitone, Gino De Dominicis, Liliana Moro, Claude Closky, Remo Salvadori, Pietro Sanguineti, Liam Gillick, Massimo Bartolini, Mario Airò, Eva Marisaldi, Rainer Ganahl, François Morellet, Bernhard Rüdiger, Nedko Solakov e Slava Nakovska, Olaf Nicolai, Giuliano Scabia, Kinkaleri, Steve Piccolo & Gak Sato, Rirkrit Tiravanija, Matt Mullican, Michel Verjux, Elisabetta Benassi, Pedro Cabrita Reis, Pietro Riparbelli, Simone Berti, Jeppe Hein, Gerwald Rockenschaub, Jonathan Monk, Peter Kogler, Carsten Nicolai, Surasi Kusulwong, Franz West, Tino Sehgal, Nico Dockx, Grazia Toderi, Armin Linke, Davide Bertocchi, Pierre Bismuth, Olivier Mosset, Stefano Arienti, Erwin Wurm, Thomas Bayrle, Hans Schabus, Maurizio Mochetti, Lawrence Weiner, Amedeo Martegani, Gianni Caravaggio, Piero Golia, David Tremlett, Franco Vaccari, RADICALTOOLS (con Remo Buti, Gianni Pettena, Superstudio, Lapo Binazzi & Ufo, 9999,  Zziggurat), Koo Jeong-A, Christian Jankowski, Giuseppe Gabellone, Martin Creed, Ken Lum, Jiri Kovanda, BASEOPEN (con Margherita Moscardini, Francesco Fonassi, Giuseppe Stampone, Giulio Delvè, Marcello Spada, Jacopo Miliani), Nicole Miller, ... che hanno presentato progetti inediti pensati per lo spazio di BASE
Prossime mostre: Roman Ondak, Saadane Afif, Richard Long, John Armleder, Rossella Biscotti, Daniel Buren, Thomas Saraceno, Patrick Tuttofuoco, ...
L’attività è promossa e sostenuta dagli artisti fondatori con il contributo dell’associazione BASExBASE / Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato / Regione Toscana.
BASE / PROGETTI PER L'ARTE
Via San Niccolò 18r
50125 Firenze / Italia
info@baseitaly.org / www.baseitaly.org
Info: +39 328 6927778+39 347 7210222

17/07/17

Ormeggio russo, la nuova fondazione V-A-C a Venezia



Venezia si è arricchita di un nuovo spazio culturale grazie alla Fondazione V-A-C, del collezionista russo Leonid Mikhelson, che ha preso in comodato Palazzo delle Zattere ristrutturandolo completamente realizzando un moderno centro polifunzionale.

Lo spazio è stato inaugurato con una bella mostra sull'arte russa del primo novecento miscelata e ri-interpretata da artisti contemporanei, un interessante approccio per fare storia e per produrre cultura.

"Space Force Construction" è una bella esposizione di manufatti, ben curata e con una giusta dose informativa che miscela nomi noti, come Wolfgang Tillmans e Barbara Kruger con artisti di cultura russa.


www.v-a-c.ru/


























CS

La Fondazione V-A-C presenta Space Force Construction, organizzata insieme all’Art Institute of Chicago in occasione dell’apertura della nuova sede della V-A-C a Venezia, Palazzo delle Zattere.

Space Force Construction è una conversazione fra artisti contemporanei e opere storiche. Oltre un centinaio di opere degli anni Venti e Trenta, realizzate dai maggiori artisti russi di quegli anni, vengono fatte dialogare con nuove commissioni site-specific e opere recenti di artisti contemporanei, fra cui l’artista performativa cubana Tania Bruguera, nota per i suoi potenti messaggi politici, Michail Tolmachev, giovane artista di Mosca che esplora il tema della memoria attraverso gli archivi fotografici, la celebre artista americana Barbara Kruger, il fotografo tedesco Wolfgang Tillmans e l’artista multimediale russo Kirill Savchenkov, per citarne solo alcuni. 

La mostra esamina il ruolo dell’arte nel suo rapporto con la società, che si consolida soprattutto nei periodi di grandi trasformazioni sociali e storiche, come avvenne durante gli anni della Rivoluzione d’Ottobre. In quel periodo gli artisti parteciparono direttamente alla costruzione delle nuove istituzioni e alla riorganizzazione dello spazio pubblico e privato, avendo compreso il potere di trasformazione sociale dell’arte. Se è vero che l’influenza delle opere create durante quel momento storico è ampiamente riconosciuta, la mostra prende in esame il modo in cui le idee proposte sono state sviluppate nel corso del XX secolo, e quale forma hanno assunto oggi.

Per Space Force Construction, Palazzo delle Zattere sarà riorganizzato in spazi espositivi dedicati ad altrettanti temi del primo periodo sovietico: la fabbrica, il campo di battaglia, il teatro, la mostra, la stampa, la scuola e l’ambiente domestico. Installazioni e oggetti storici sono stati ricostruiti appositamente per la mostra, ripristinando i loro originari scopi e funzioni e, in alcuni casi, creando strutture che non erano mai state realizzate, ma esistevano solo in rare fotografie o progetti: dalla
stanza di El Lissitzky per l’esposizione di Dresda o il chiosco multimediale di Gustav Klutsis alle decorazioni teatrali di Varvara Stepanova o gli arredi di Aleksej Galaktionov. 

Più che limitarsi a ricostruire queste opere, gli artisti contemporanei hanno una parte fondamentale nel riportarle in vita e nel reinterpretarle. Christian Nyampeta, insieme a filosofi ruandesi e a studenti di Disegno Industriale dell’Università di Venezia, elaborerà un nuovo progetto artistico all’interno del Circolo dei Lavoratori di Alexander Rodcheno, con lo scopo di avviare una discussione e un dibattito intorno alla contemporaneità. 

Space Force Construction comprende alcune fra le maggiori opere di collezioni internazionali pubbliche e private, fra cui un importante archivio fotografico che documenta le aggregazioni sociali nel primo periodo sovietico, creato da Irina Bibikova nel corso della sua ricerca sull’arte della propaganda di massa. In un’installazione commissionata di recente, Irina Korina lavora sulle forme e sulle figure raffigurate all’epoca, riportando in vita i grotteschi personaggi dei carri allegorici e delle
manifestazioni. L’artista cinese Cao Fei compie un’operazione simile collocando Marx, Mao e Lenin insieme nel mondo virtuale on-line di Second Life, dove conducono un’esistenza utopica, nel senso contemporaneo della parola.


Teresa Iarocci Mavica, direttrice della Fondazione V-A-C, spiega: ‘La produzione culturale è uno degli scopi fondamentali di V-A-C, e quasi tutti gli artisti contemporanei esposti hanno prodotto nuove opere site-specific. Noi crediamo che ogni nuovo lavoro potenzialmente offra una nuova interpretazione e riflessione sulla condizione globale attuale. E quando queste riflessioni prendono vita nello spazio condiviso di una mostra come Space Force Construction, inevitabilmente danno vita a una nuova conversazione. 

Nel cercare risposte nuove ai problemi posti dalla contemporaneità, noi creiamo spazi in cui le persone sono libere e motivate a confrontarsi con un’arte che le fa sentire parte della discussione. Con questa mostra, come sempre, speriamo di dimostrare che lo spirito sociale dell’arte è ancora vivo, e che il suo motore di cambiamento procede a tutta velocità.’

Space Force Construction è curata da Matthew Witkovsky, presidente della Collezione Richard and Ellen Sandor e curatore della Sezione Fotografia dell’Art Institute of Chicago, e dalla curatrice di V-A-C Katerina Chuchalina, in collaborazione con Anna Ilchenko. Peter Taub è il curatore del programma performativo, che è parte integrante della mostra (per gli orari delle performance fare riferimento al relativo programma). In concomitanza con la mostra di Venezia, l’Art Institute of Chicago ha pubblicato un catalogo accademico riccamente illustrato, dedicato all’arte e alla sua esposizione nel primo periodo sovietico. Una versione interamente storica di questo progetto congiunto, intitolata Revoliutsiia! Demonstratsiia! Soviet Art Put to the Test, sarà presentata dal 29 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018 presso l’Art Institute of Chicago. Fra i principali prestatori vi è la Collezione Ne boltai!, che arricchisce questa mostra di Venezia e quella di Chicago con numerose opere fondamentali legate alla prima era sovietica.

Gli artisti contemporanei presentati in Space Force Construction sono: Tania Bruguera, Cao Fei, Abraham Cruzvillegas, Melvin Edwards, Evgenij Fiks, Kirill Glušenko, David  Goldblatt, Pablo Helguera, Olga Jitlina, Janice Kerbel, Irina Korina, Barbara Kruger, Taus Machaceva, DJ Spooky aka Paul D. Miller, David Musgrave, Christian Nyampeta, Florian Pumhösl, Sergey Sapozhnikov, Kirill Savchenkov, Michail Tolmachev, Wolfgang Tillmans e Dmitrij Volkostrelov.