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23/02/17

Annette Messager a Villa Medici




Fino al 23 aprile 2017, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici accoglie la prima mostra personale in Italia di Annette Messager, una delle artiste francesi più note, radicali e anticonformiste del panorama artistico contemporaneo, parte di una rassegna  artistica voluto fortemente dalla direttrice di Villa Medici Muriel Mayette-Holtz, curato da Chiara Parisi.

Si tratta di un evento che attraversa questi magnifici spazi, raccontando del lungo percorso creativo dell’artista francese e delle tante declinazioni del suo fare artistico.

Il titolo della mostra “Messaggera” ci avvia sullo spirito ironico, a volte anche doloroso, con cui l’artista opera; il cognome posto come azione diventa veicolo di emozioni, riflessioni, dubbi e paure.

«Trasformare» spiega l’artista «per me è come giocare. Ma giocare seriamente, come fanno i bambini. E mi considero una bambina molto antica». Con queste parole, Annette Messager ci introduce nel suo mondo in bilico tra familiare e perturbante, fra sogno e incubo, fatto di tessuti, matite colorate, immagini manipolate, bambole di pelouche e animali naturalizzati.

Così Villa Medici si popola di creature che prendono forma da una fervida immaginazione, tutte realizzate appositamente per la mostra: la celebre Fontana della Loggia viene animata da serpenti-giocattolo; nel giardino, i cespugli di bosso prendono la forma di curiosi animali, e il Mercurio del Giambologna brandisce uno scalpo che oscilla al vento, capelli che rimandano a una femminilità libera e spregiudicata. «Mi chiamo Messager, certo, ma non rilascio alcun messaggio. È lo spettatore a delineare la strada con la propria storia e la propria immaginazione», dice l’artista. Questa capigliatura evoca le azioni dell’artista che negli anni ‘70 tagliavi i suoi lunghi capelli per utilizzarli in disegni, come fossero tentativi di dominare questa materia libera e incontrollabile.



Nell’Atelier di Balthus Annette Messager ricopre le pareti con una carta costellata da disegni di uteri, e da una Gioconda che riporta l’irriverente slogan “Balthutérus” o “No God in my uterus”. «Ho disegnato l’utero» spiega «perché richiama i vasi di fiori; alcuni fiori però, come le orchidee, possono sembrare minacciosi. La donna fa sempre un po’ paura. Non va dimenticato che l’isteria deriva dalla parola utero».

Nelle Gallerie interne l’installazione monumentale Eux et Nous, Nous et Eux (2000) occupa la grande scalinata centrale: dal soffitto pendono specchi, sui quali campeggiano diverse specie di animali naturalizzati con protesi di pelouche.



Altro riferimento imprescindibile è Pinocchio, cui Annette Messager si è ispirata per l’opera Casino che le è valsa il Leone d’oro alla Biennale di Venezia nel 2005. «Pinocchio è un eroe universale, una metafora dell’uomo. È il bello e il brutto, il lato oscuro e il lato meraviglioso, pieno di fantasia degli esseri umani. Tutti noi lottiamo come burattini manipolati». L’installazione Histoire de traversins (2004-2005) invade lo spazio della mostra: si tratta di un lavoro che può rimandare ai prigionieri di Auschwitz come alle lotte di cuscini dei ragazzi. Al cuore di questa installazione sensuale e inquietante, sorgono delle opere poetiche come Tutu dansant (2013).


«Quando ho iniziato – racconta Messager – il mondo dell’arte era quasi esclusivamente maschile. Da allora, la percentuale di donne è aumentata. Eppure i pregiudizi sono duri a morire. Una donna artista immediatamente desta sospetti: mi viene chiesto della mia vita privata, mi viene chiesto se ho figli. Le scrittrici sono accettate meglio, probabilmente perché hanno ereditato la tradizione dello scrivere il diario». Con il suo personalissimo modo di interpretare il nostro tempo, di raccontare storie e creare ambientazioni spiazzanti, Annette Messager contribuisce a rompere stereotipi, interrogando la società sui cliché legati alla femminilità.




Il catalogo pubblicato in occasione della mostra, edito da Electa, è il primo di una nuova collezione sull’arte contemporanea e nasce come libro d’artista: si tratta infatti del diario intimo di Annette Messager, dedicato a Villa Medici, accompagnato da un poster edito per l’occasione.

Ad Annette Messager seguiranno, a maggio, le mostre di Yoko Ono e Claire Tabouret, mentre in ottobre sarà presentato il dialogo tra Camille Claudel e Elizabeth Peyton e, all’inizio del 2018, la personale di Tatiana Trouvé, un progetto globale che prende il nome di Une, interamente curato da Chiara Parisi.




Orari di apertura della mostra: da martedì a domenica, chiuso il lunedì, dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.30).

Biglietto unico per la mostra e la visita guidata a Villa Medici e ai giardini: 12 € (tariffa intera) / 6 € (tariffa ridotta*). Ingresso libero per la mostra tutti i giovedì dalle 17.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.30).

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
viale Trinità dei Monti, 1 - 00187 Roma

T +39 06 67611 www.villamedici.it 





Gli artisti di Skulptur 2017





Ieri è stata resa pubblica la lista degli artisti selezionati per la nuova edizione di Skulptur Projekte Münster, che si svolgerà dal 10 Giugno al 1 Ottobre, unica italiana Lara Favaretto.



Ei Arakawa (born 1977, Fukushima, Japan)
Aram Bartholl (born 1972, Bremen, Germany)
Nairy Baghramian (born 1971, Isfahan, Iran)
Cosima von Bonin (born 1962, Mombasa, Kenya)
Andreas Bunte (born 1970, Mettmann, Germany)
Gerard Byrne (born 1969, Dublin)
“Camp” with Shaina Anand (born 1975, Mumbai, India) and Ashok Sukumaran (born 1974, Hokkaido, Japan)
Michael Dean (born 1977, Newcastle Upon Tyne, England)
Jeremy Deller (born 1966, London)
Nicole Eisenman (born 1965, Verdun, Germany)
Ayşe Erkmen (born 1949, Istanbul)
Lara Favaretto (born 1973, Treviso, Italy)
Hreinn Fridfinnsson (born 1943, Bær í Dölum, Iceland)
Monika Gintersdorfer (born 1967, Lima, Peru) and Knut Klaßen (born 1967, Münster)
Pierre Huyghe (born 1962, Paris)
John Knight (born 1945, Los Angeles)
Xavier Le Roy (born 1963, Juvisy sur Orge, France) with Scarlet Yu (born 1978, Hong Kong)
Justin Matherly (born 1972, New York)
Sany (Samuel Nyholm) (born 1973, Lund, Sweden)
Christian Odzuck (born 1978, Halle, Germany)
Emeka Ogboh (born 1977, Enugu, Nigeria)
Peles Empire with Barbara Wolff (born 1980, Făgăraș, Romania) and Katharina Stöver (born 1982, Gießen, Germany)
Alexandra Pirici (born 1982, Bucharest)
Mika Rottenberg (born 1976, Buenos Aires)
Gregor Schneider (born 1969, Rheydt, Germany)
Thomas Schütte (born 1954, Oldenburg, Germany)
Nora Schultz (born 1975, Frankfurt)
Michael Smith (born 1951, Chicago)
Hito Steyerl (born 1966, Munich)
Koki Tanaka (born 1975, Tochigi, Japan)
Oscar Tuazon (born 1975, Seattle)
Joelle Tuerlinckx (born 1958, Brussels)
Cerith Wyn Evans (born 1958, Llanelli, Wales)
Herve Youmbi (born 1973, Bangui, Central African Republic)
Barbara Wagner (born 1980, Brasilia) and Benjamin de Burca (born 1975, Munich)

MUSEORAMA. Spazio, tempo e architettura


MUSEORAMA. Spazio, tempo e architettura nel “GDM - Grand Dad’s Visitor Center” di Laure Prouvost è il primo appuntamento del Public Program|Laure Prouvost, una serie di incontri e proiezioni dedicati ad ampliare e approfondire la visione della mostra “GDM - Grand Dad’s Visitor Center”, ospitata nello shed di Pirelli HangarBicocca fino al 9 aprile 2017. Concepita come un immaginario museo, la mostra è lo spunto per un programma che invita a riflettere sui temi del lavoro di Prouvost e più in generale dell’arte contemporanea. La tendenza a sovrapporre differenti fonti visuali e culturali, la ricerca di una relazione coinvolgente e spiazzante con lo spettatore, la volontà di creare narrazioni complesse e stratificate sono alcuni dei temi al centro di quattro appuntamenti con la presenza di ospiti italiani e stranieri, che comprendono anche una serata di proiezioni video e un concerto/performance concepito con la partecipazione dell’artista.

Giovedì 23 febbraio, Pirelli HangarBicocca presenta un incontro con le architette e designer Anna Barbara e Aurora Destro all’interno di “GDM – Grand Dad’s Visitor Center”, il museo realizzato da Laure Prouvost per la mostra omonima.

Le due protagoniste di questa conversazione conducono il pubblico attraverso le opere di Laure Prouvost e alcuni dei temi affrontati nel suo inafferrabile museo: il corpo e i sensi, il linguaggio e la finzione. Il dialogo coinvolgerà anche il pubblico presente e giocherà con l’ironia del misunderstanding – uno dei temi chiave del lavoro di Prouvost – per poi interrogarsi su chi sia veramente il protagonista di questo “museorama”: l’artista, il nonno, la nonna – prima ispiratrice del progetto – o il visitatore?

Anna Barbara, professore di Interior Design alla Scuola di Design del Politecnico di Milano, tiene lezioni e corsi presso numerose università internazionali negli Stati Uniti e in Cina e la sua ricerca è focalizzata sulle relazioni che intercorrono tra sensi, tempo e spazi, nel design, interior design e architettura.
Tra le sue pubblicazioni più note, Storie di architettura attraverso i sensi (Bruno Mondadori, 2000, riedizione Postmedia Books 2011); Architetture invisibili. L’esperienza dei luoghi attraverso gli odori (Skira 2006); Sensi, tempo e architettura. Spazi possibili per umani e non (Postmedia Books, 2012) e il recente saggio Forms of space and time (in S. Yelavich e B. Adams, Design as future-making, Bloomsbury Publisher 2014). Nel 2016 ha fondato SenseLab.

Aurora Destro vive e lavora a Milano dove è architetto-designer e “visual-jockey”.

I prossimi appuntamenti del Public Program|Laure Prouvost:


Giovedì 2 marzo 2017, ore 20.30
INCONTRO
LOST IN CREATION. Montaggio e concatenazione come pratica artistica
Marco Senaldi – filosofo, curatore e teorico d’arte contemporanea – ripercorre in modo evocativo la storia dell’arte e degli artisti che hanno fatto del collage e del montaggio una pratica e una scelta linguistica, da Marcel Duchamp a Pierre Huyghe.

Giovedì 23 marzo 2017, ore 20.30
PROIEZIONE
GDM CINEMA. Video da tank.tv

Un appuntamento dedicato alla piattaforma online tank.tv – progetto pionieristico di ricerca, curato tra il 2003 e il 2010 da Laure Prouvost. Durante la serata viene proposta una selezione di video e una conversazione tra Ajay Hothi, direttore di tank.tv, Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli di Pirelli HangarBicocca sull’attività curatoriale dell’artista.

Sabato 1 aprile 2017, ore 22
PERFORMANCE MUSICALE
Un evento in occasione di miart. A cura di Pedro Rocha.

21/02/17

Jayde Fish per Gucci




Il gruppo Gucci realizza un progetto artistico a New York nel quartiere di Soho, si tratta di uno spazio murale situato in Lafayette Street su cui farà intervenire un artista che coopererà anche con alcuni aspetti dei prodotti del gruppo.




Il primo intervento è con Jayde Fish, una illustratrice di San Francisco. L'opera sarà visibile fino alla fine di Marzo.


20/02/17

Sémiosphère du Commun



La sémiosphère du Commun è un progetto che si svolgerà a Ginevra presso lo spazio Utopiana che sta realizzando una realtà per condividere percorsi d'arte in forma di residenze, incontri, confronti.



CS

« Changer les signes peut changer l’ordre des choses existant. Les organismes vivants modifient leur environnement sur la base de leurs propres images de cet environnement. » Kalevi Kull
Le projet « La sémiosphère du Commun » émerge de l’espace même du Commun.
Nous avons pris connaissance qu’en 2006, le Service des bâtiments avait mandaté l’entreprise d’ingénierie – environnement – sécurité, Ecoservices SA afin de procéder à l’analyse des polluants susceptibles d’être présents dans le BAC. Parallèlement, le STEB (Service de toxicologie de L’environnement bâti du Canton de Genève) a procédé à des mesures de la qualité de l’air dans différents locaux. Sur la base de prélèvements ponctuels dans les sols et les faux plafonds, les laboratoires ont effectué des analyses concernant la présence de métaux lourds, HAP (hydrocarbures aromatiques polycycliques) et d’amiante, une pollution importante aux hydrocarbures, héritée de la période industrielle des locaux, de toutes les surfaces échantillonnées dans les sols en pavé de bois ou chape. Les HAP sont également présents et sont libérés plus ou moins intensément en fonction des variations de température. Les métaux lourds sont présents en excès de manière ponctuelle. Concernant l’amiante, les analyses ont montré la présence d’amiante dans les colles utilisées sous les pavés de bois du rez-de-chaussée et dans des plaques. L’amiante décelée est non friable et ne pose pas de problème pour la santé, tant qu’il n’y a pas d’intervention dessus. En conclusion, la maison Ecoservices considère que le site est contaminé, mais sans danger pour les occupants à moyen terme.
Dans ses activités, Utopiana s’intéresse à ces questions et aux méthodes alternatives de décontamination, ainsi en 2015 nous avons proposé à la Ville de Genève un projet in situ, comme un geste artistique interventionniste, qui aurait consisté en la décontamination partielle du sol du Commun par une action de remédiation grâce aux champignons et au phytomining.
Nous considérons cette situation comme une opportunité d’élargissement des champs de connaissance pour revenir plus profondément sur la question de l’environnement. Il s’agit de concevoir tout autrement l’idée même d’environnement (Umwelt) pour qu’il intègre différents facteurs théoriques, institutionnels, politiques et prenne en compte divers engagements pragmatiques.
La solution de ces problèmes requiert, outre la connaissance des processus écologiques, une compréhension du comportement humain, car les aspects sémiotiques des relations homme-nature sont partout d’une grande importance, et ceux-ci ne sont pas encore suffisamment pris en compte ou compris.
L’échafaudage qui s’érige depuis l‘espace du Commun se présente comme une « biosphère relationnelle » qui essaye de tisser des trames unissant les « deux cultures », les sciences humaines et les arts, d’une part, et les sciences naturelles et techniques de l’autre. Plus largement, les champs culturels et ceux qui traitent des phénomènes naturels. Considérer la culture humaine comme une sphère des processus de signes, une sémiosphère, une entité ouverte, qui influence et est influencée, et puis souligner l’importance des processus de symbiose aux frontières intérieures et extérieures de cette sémiosphère, nous permettrait de comprendre et agir dans la situation écologique actuelle. Tout comme la biosphère est nécessaire à l’existence des différentes espèces terrestres, la sémiosphère précède l’existence des sens qui la peuplent. Le Commun emboîte l’espace réel, physique et l’espace social, virtuel.
Il nous faut saisir les dynamiques analogues qui se produisent à tous les niveaux du vivant (sémiosphère, biosphère, Umwelt) pour comprendre la rupture que l’homme a mis en place dans son milieu avec la production et les accumulations des matières qui ne participent plus au recyclage d’éléments du cycle de notre écosystème.
Le concept de sémiosphère est pris dans sa capacité relationnelle pour un devenir de l’écologie de la pensée, de la subjectivité, du désir, du pouvoir, de l’affect – en un mot des modes d’existence.  (Anna Barseghian)
L’association a été fondée en 2001 par Anna Barseghian et Stefan Kristensen. Elle a organisé des projets et mis en place une structure en 2003 en Arménie (www.utopiana.am). Depuis 2010, l’association occupe une maison mise à disposition par la Ville de Genève dans laquelle elle développe ses activités et accueille des artistes en résidence.
Les activités d’Utopiana sont dirigées par Anna Barseghian en forte collaboration avec  la comité de l’association.
Anna Barseghian
Après des études d’architecture en Arménie, Anna Barseghian a continué comme artiste visuelle. Elle a obtenu un diplôme postgrade en communication visualisation infographiques à l’Université de Genève. Parallèlement à son travail en tant que directrice artistique d’Utopiana, Anna Barseghian développe un travail artistique et curatorial. Dernièrement, elle a conçu et réalisé l’événement Désir sans destin qui a eu lieu au Théâtre Saint-Gervais en collaboration avec Stefan Kristensen, la compagnie Sturmfrei de Maya Bösch, en mai 2013 à Genève.
En tant qu’artiste, elle est co-auteur de deux grands projets de recherche documentaire : Arménographie (2005-08) en collaboration avec Stefan Kristensen, et Spectrographie (2010-11), en collaboration avec Stefan Kristensen et Uriel Orlow. Le premier est un essai sur la représentation de la dispersion des Arméniens à travers des photos, des interviews vidéo et des textes, tandis que le second est une exploration de l’existence des « fantômes » dans les anciennes terres des Arméniens en Turquie orientale, à travers des vidéos et photos.
Stefan Kristensen
Stefan Kristensen est docteur en philosophie (Genève / Paris 1) depuis 2007. Il est actuellement postdoctorant à l’Unité d’histoire de l’art de l’Université de Genève et boursier de recherche de la Fondation Alexander von Humboldt, à l’Université de Heidelberg. Il a publié de nombreux articles au voisinage de l’art, de la philosophie et de la psychologie du 20e siècle. Il est cofondateur de l’association Utopiana avec Anna Barseghian et a participé activement à la conception et à l’organisation de la plupart des événements et des projets. Il mène également avec Anna Barseghian une démarche artistique centrée sur la figuration de l’absence.
Isabelle Papaloïzos
Isabelle Papaloïzos a fait des études d’histoire de l’art et de littérature américaine. Elle a travaillé au Centre pour l’image contemporaine, Saint-Gervais Genève et développe une activité curatoriale, privilégiant le travail de production avec les artistes et les interventions in situ. Elle participe à des projets artistiques et culturels dans le cadre de collaborations avec Utopiana à Genève, le CHUV à Lausanne et wonderBox pour la production de films d’artistes. Elle enseigne en atelier arts visuels en tant que théoricienne au CFPAA, Genève. Ces différentes pratiques l’ont amenée à réfléchir sur les questions de visibilité et de production de savoirs.

19/02/17

Momentum 9: Alienation




Contributors:
Abigail deVille (US), Atelier Cyberspace (DK), Búi Aðalsteinsson (IS), H.R. Giger (CH), Johannes Heldén (SE), John Duncan (US), Jone Kvie (NO), Jussi Kivi (FI), Jenna Sutela (FI), Kapwani Kiwanga (CA), Kjersti Vetterstad (NO), Levi van Veluw (NL), Linda Persson (SE), Mediated Matter (US), Museum of Nonhumanity (FI), Olga Bergmann & Anna Hallin (IS), Patricia Piccinini (AU), Patrick Jackson (US), Pinar Yoldas (TR), Public Dreaming (NZ), Ragnar Þórisson (IS), Rana Hamadeh (LB), Rolf Nowotny (DK), Serina Erfjord (NO), Sonja Bäumel (AT), Stathis Tsemberlidis (GR), Third Ear (DK/US), Trollkrem (NO), Tuomas Kortteinen & Heikki Lotvonen (FI), Wael Shawky (EG), Ylva Westerlund (SE)
 
Alien Encounters and Engagements
Since its inception in 1998, MOMENTUM has strived to present compelling works of art and outstanding artistic ventures in Norway and the Nordic context. The Biennial has since become established as one of the most exciting platforms for contemporary art in the Nordic region.

The ninth edition of the Momentum Biennial (M9) takes the notion of alienation as its starting point. In the term alienation the curators refer to a contemporary world where alien processes and entities are becoming an integrated part of our lives through technological, ecological and social transformations. We encounter and engage with the alien every day. Alienation is our contemporary condition. While more information and modes of communication are available to us than ever before, it is no easier to make sense of the whole. M9 addresses this confusion and insists on searching for new tools for greater understanding of the human condition through cross-pollination of methods, categories and disciplines.

Transdisciplinary Explorations
The creative practices featured in M9 reflect an expanded transdisciplinary exploration. The practices will address alienation, focusing on the following three areas: 1) BODIES, OBJECTS and TECHNOLOGIES, 2) ECOLOGYand 3) STRUCTURES and SOCIETIES.

The three areas are conceived as overlapping and interconnected and manifest through the individual works and through the multiple connections these works create. The Biennial addresses topical concerns of cultural and geographical borders, biopolitics and social inequality. The works featured in the Biennial resonate with the local context of Moss and furthermore branch out to instigate and participate in broader discussions.

Towards Extraordinary Futures
With alienation as its theme, M9 will present diverse and conflicted ways of experiencing, explaining and imagining the world anew. Alienation represents a potential to expand the horizons of our current lives, to think and act progressively and usher in change. Thus M9 wants to welcome the alien – including the alien in us – without preconceptions of the familiar and foreign. It wants to welcome the alien as a challenge to the present as well as a promise of better, extraordinary futures.

Curators:
Ulrika Flink (SE), Ilari Laamanen (FI), Jacob Lillemose (DK), Gunhild Moe (NO), Jón B.K. Ransu (IS)

Commissioner: 
Punkt Ø, Director Dag Aak Sveinar 
Punkt Ø is the county gallery of Østfold. It runs both Galleri F 15 and MOMENTUM – Nordic Biennial of Contemporary Art. 

Venues:
MOMENTUM 9: Alienation will feature works in the Momentum Kunsthall and Galleri F 15 and at selected off-site locations in the city of Moss. Momentum Kunsthall is in Moss’s historic city centre, housed in an old industrial and urban centre typical of the region and situated by a river and close to a former paper factory which closed down in 2012. Galleri F 15 is at Alby Mansion on the island of Jeløy in the Oslo fjord. The gallery occupies a historic mansion house, which also includes a garden.

Platform Commissions:    
The Biennial's online platform www.momentum9.no will provide further information about the contributors and the theme of Alienation, and will also feature newly commissioned works before the opening of the Biennial. New online works include a podcast series by Third Ear and a graphic novel by Ylva Westerlund. A new commissioned novel by Johannes Heldén will be published in conjunction with the Biennial’s opening on 17 June. The book will be available for purchase from the Biennial store and online. 

Presentation in Berlin:
24 March 2017 at 1pm
Nordic Embassies, Felleshus, Rauchstrasse 1, 10787 Berlin

Press Preview: 15 June 2017 at 1pm
Opening Party: 16 June 2017 at 7pm
Opening: 17 June 2017 at 2pm 

Opening Hours: 17 June – 11 October 2017, Tuesday–Sunday 11am–5pm 
Official Website: www.momentum9.no

18/02/17

Scrivere nella storia



Il National Palace Museum di Taipei ha in corso una complessa mostra sulla storia della calligrafia attraverso la storia millenaria.


L'esposizione inizia dalle forme ideate sotto le dinastie dei Qin (221-206 aC) per concludersi alla dinastia Qing (1644-1911). Un vasto progetto espositivo molto articolato, analizzato con alcuni rarissimi pezzi di grande fattura. 


17/02/17

Febbraio nelle gallerie di Torino

In queste giornate bigie un bel giro a Torino per gallerie è sempre una piacevole esperienza,  sono passato da CSA Farm che ha articolato una sensibile esposizione cromatica dei lavori di Ahmad Nejad









Sono poi stato dalla galleria Alberto Peola presente parte dell’articolata ricerca di Cosimo Veneziano, che è anche presente presso il Museo Ettore Fico. Tra i tanti progetti c’è la fase conclusiva della sua ricerca sui monumenti. 






Continuano i dialoghi alla galleria Opere Scelte, questa volta ci sono Enrica Borghi e Isabella Nazzarri in un bel colloquio fra materia e colori. Due delicatezze molto diverse ma leggere e intense.











Fa un certo effetto dopo aver percorso, in una bella giornata di sole l’anno scorso, l’intervento di Mike Nelson che aveva realizzato a Montecarlo ritrovare parte di questi manufatti negli spazi della Galleria Franco Noero a Torino. Il contesto e la segmentazione degli oggetti rende tutto così altero, quasi spirituale. 

















Presso la galleria Alessio Moitre per seguire la performance di Amalia de Bernardis, vivendo un momento intenso di emozioni.










La galleria Norma Mangione presente i disegni di Salvo











Da Galo Gallery il lavoro molto gioioso di Fernando Carlo.








Presso Fusion Gallery una collettiva con Enrico Tealdi, Davies Zambotti ed Ettore Pinelli.







Eccentric spaces da Riccardo Costantini con Caroline Corbasson, Debbie Lawson, Dana Levy, Noa Pane e Anila Rubiku.







Guido Costa Project spiritualizza lo spazio con una mostra fra il documentativo e il creativo. 








Concludo il giro dallo spazio Don Chisciotte con le incisioni di Jean Pierre Velly .