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26/04/26

Biennale di Venezia 2026

 


Per la Biennale di Venezia, che prenderà avvio fra poco, come sempre vi segnalo il mio blog speciale  https://biennalediveneziaarte.blogspot.com/  che da anni segue questo importante evento culturale. 

Sono oramai oltre 25 anni che frequesto questo momento di riflessione unico sull'arte contemporanea che quest'anno è caratterizzato da un tentativo di spaziare per le forme meno commercializzate, anche se poi si nota che alla fine il mercato arriva oramai ovunque e tanti di questi artisti dai nomi esotici vivono nelle capitali economiche dove potersi promuovere al meglio. 

25/04/26

GAM Torino alla quarta risonanza

 


Con la QUARTA RISONANZA la GAM di Torino prosegue il suo percorso di indagine sui linguaggi dell’arte, esplorando i temi del disegno, del segno e del tratto, forme essenziali della ricerca attraverso cui ogni artista, in modo autentico, annota visioni ed elabora studi. La carta diventa il materiale privilegiato di queste pratiche, configurandosi come uno spazio sperimentale in cui è possibile esercitare piena libertà espressiva. In questo contesto, segno e tratto si caricano di un valore immediato e spontaneo, restituendo la dimensione più diretta e vitale del gesto artistico.

In questo quadro si inseriscono la mostra Un altro Novecento. Opere su carta dalle collezioni della GAM, che riunisce per la prima volta le opere del Novecento su carta presenti in Collezione. All’interno della mostra troviamo l’Intruso di questa Risonanza, l’artista romano Pesce Khete. Utilizzando il supporto cartaceo e un insieme di tecniche tra disegno e pittura, si porrà in dialogo con i fondi grafici del museo. Il segno graffiato che diventa disegno nella ricerca di Vincenzo Agnetti sarà presentato nella mostra Oggi è un secolo dedicata al centenario della nascita e alla sua ricerca sperimentale sul mezzo fotografico. Infine, negli spazi della Collezione si sviluppa il progetto Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno che raccoglie 15 fotografie entrate a far parte della Collezione grazie all’aggiudicazione del bando Strategia Fotografia 2025.


 

 


UN ALTRO NOVECENTO


OPERE SU CARTA DALLE COLLEZIONI DELLA GAM


mostra a cura di Fabio Cafagna ed Elena Volpato


GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino


21 maggio – 1° novembre 2026


 


La GAM di Torino, nell'ambito della QUARTA RISONANZA, dedica un’ampia esposizione alle proprie raccolte di opere su carta del Novecento, presentandole per la prima volta in un percorso espositivo unitario che prende le mosse dai primi anni del secolo e dalle temperie della Secessione per giungere alle opere della generazione artistica degli anni novanta.


La selezione, a cura di Fabio Cafagna ed Elena Volpato, comprende oltre 600 disegni, acquerelli, incisioni, stampe e dipinti su carta – molti dei quali acquisiti grazie al sostegno della Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris e della Fondazione Arte CRT – per restituire un diverso aspetto del secolo passato, offrendo al pubblico la possibilità di entrare in contatto con il più libero e il più intimo laboratorio degli artisti.


  


VINCENZO AGNETTI


OGGI È UN SECOLO


mostra a cura di Chiara Bertola con Virginia Lupo


 


GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino


21 maggio – 1° novembre 2026



La GAM di Torino presenta Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo, una mostra a cura di Chiara Bertola con Virginia Lupo, realizzata nell’ambito della QUARTA RISONANZA in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti, per celebrare il centenario della nascita dell’artista, tra le figure più rilevanti dell’arte concettuale italiana del secondo Novecento.


Il progetto espositivo, che si sviluppa nello spazio accanto alla Videoteca, prende avvio dall’opera Photo-graffia (1980), appartenente alla Collezione della GAM e acquisita nel 2024 grazie alla Fondazione Arte CRT. A partire da quest’opera della Collezione, la mostra raccoglie una selezione di lavori legati alla sperimentazione dell’artista sul mezzo fotografico, realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta.


  


LISETTA CARMI


EROTISMO E AUTORITARISMO A STAGLIENO

mostra a cura di Elena Volpato


 

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino


21 maggio – 1° novembre 2026



La mostra a cura di Elena Volpato presenta l’ingresso di un corpus di fotografie di Lisetta Carmi nella collezione della GAM, nell’ambito del progetto sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.


Le opere acquisite, tratte dalla serie Erotismo e autoritarismo a Staglieno, del 1966-76, saranno esposte in dialogo con quattro sculture della collezione GAM, scelte dalla raccolta di statuaria del secondo Ottocento e di primo Novecento.


 


L’INTRUSO. PESCE KHETE


a cura di Fabio Cafagna ed Elena Volpato


 


GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino


21 maggio – 1° novembre 2026



La GAM è felice di annunciare il progetto di Pesce Khete come Intruso della QUARTA RISONANZA.


L’artista è stato invitato a inserirsi con le proprie opere nelle sale della mostra Un altro Novecento. Opere su carta delle collezioni della GAM istituendo dei dialoghi inediti tra il suo lavoro e quello di alcune figure principali del Novecento come Alberto Savinio, Luigi Spazzapan e Lucio Fontana.


Tra gli artisti italiani della sua generazione Pesce Khete è colui che ha scelto la carta come suo supporto elettivo, trovando nella fisicità del foglio la possibilità d’inattese “cuciture” di nastro adesivo e insieme l’eccedenza del bianco come silenzio, da rispettare o da infrangere.


  


24/04/26

50 PS1

 Quest'anno per festeggiare i 50 anni di attività l'ingresso al MoMA PS1 è gratuito, eliminando le barriere economiche all'accesso per i prossimi tre anni. Questo è reso possibile da una donazione dell'imprenditrice creativa Sonya Yu, l'estensione del programma di ingresso gratuito per i newyorkesi a tutti i visitatori renderà il PS1 il più grande museo gratuito di New York. Questa iniziativa viene lanciata in occasione del 50° anniversario del MoMA PS1 nel 2026 e offre a tutti i visitatori l'ingresso gratuito ai programmi più importanti, tra cui Greater New York , che aprirà il 16 aprile 2026.

“Per cinquant'anni, il MoMA PS1 ha reso le opere degli artisti viventi rilevanti e accessibili”, ha dichiarato Connie Butler, direttrice titolare della cattedra Agnes Gund. “Sono profondamente grata per il sostegno trasformativo di Sonya Yu, che renderà possibile a tutti l'accesso gratuito alla nostra oasi di arte e cultura contemporanea qui nel Queens. Grazie alla straordinaria donazione di Sonya, potremo invitare ancora più newyorkesi e visitatori da tutto il mondo a partecipare al nostro programma.” 

“Ho sempre creduto che costruire comunità creative autentiche sia una potente forza di cambiamento sociale”, ha affermato Sonya Yu. “Ecco perché sostenere il MoMA PS1 è così importante per me. Sotto la guida di Connie Butler, l'impegno del PS1 nella creazione di comunità autentiche e nell'ampliamento dell'accesso è un fulgido esempio di come le istituzioni possano costruire ponti e promuovere una vera inclusione. Come orgogliosa immigrata cinese e madre, ho visto in prima persona come l'accesso all'arte possa plasmare direttamente l'immaginazione e cambiare le prospettive. Spero che questo contributo aiuti a ispirare le nuove generazioni a riconoscersi nell'arte e a sperimentarne l'incredibile potere al PS1.”

L'ingresso gratuito amplia le recenti iniziative del museo volte a migliorare l'accessibilità, tra cui i servizi linguistici in inglese, spagnolo e cinese, i biglietti gratuiti per gli eventi riservati ai residenti di Long Island City e il rafforzamento delle collaborazioni con le organizzazioni locali. Oltre alla mostra "Greater New York" , i visitatori potranno accedere gratuitamente a tutte le mostre e i programmi in programma per il 50° anniversario.

23/04/26

San Francesco santità contemporanea



Molto interessante la mostra "Vita minore. San Francesco e la santità dell'arte contemporanea"  proposta presso il Palazzo Collicola a Spoleto. L'esposizione è curata da Gianni e Giuseppe Garrera che propongono una lettura inedita del pensiero francescano attraverso le opere di artisti contemporanei. 



CS

"Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea" è il titolo della mostra collettiva realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto.

La mostra, allestita al piano terra di Palazzo Collicola, ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea. Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.

La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per "farsi minori" e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.


Le foto sono di Giuliano Vaccai  


Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.

Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.

"Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea" include opere, documenti e testi di: Vincenzo Accame, Mirella Bentivoglio, Luca Bertolo, Alain Bornain, Paolo Bufalini, Alberto Burri, John Cage, Cristina Campo, Ugo Carrega, Gea Casolaro, Ugo Celada da Virgilio, Laura Cingolani, Claudio Costa, Gino De Dominicis, Antonio Del Donno, Jimmie Durham, Matteo Fato, Flavio Favelli, Albino Galvano, Alessandro Gamba, Augusto Garau, Fabio Giorgi Alberti, Marco Giovenale, Francesco Gioacchini, Elisabetta Gut, Jannis Kounellis, Giovanni Korompay, Fabio Lapiana, Leoncillo, Jochen Lemberg, Carla Lonzi, Claude Maillard, Miltos Manetas, Cristina Maulini, Olivier Messiaen, Elisa Montessori, Elsa Morante, Magdalo Mussio, Maurizio Nannucci, Gualtiero Nativi, Richard Nonas, Giancarlo Norese, Martino Oberto, Yoko Ono, Anna Maria Ortese, Giulio Paolini, Pier Paolo Pasolini, Luca Maria Patella, Cesare Pietroiusti, Lamberto Pignotti, Juha-Matti Pitkanen, Fabrizio Prevedello, Giustina Prestento, Giuseppe Pulvirenti, Domenico Purificato, Antonietta Raphäel Mafai, Mauro Reggiani, Max Renkel, Salvo, Tomas Saraceno, Alba Savoi, Greta Schödl, Augusto Strindberg, Alfonso Talotta, Michele Tocca, Mario Tozzi, Luca Trevisani, Luca Vitone, Alberto Ziveri. 

La mostra "Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea" è realizzata con il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, il contributo del Consorzio BIM, della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto e dell'associazione Amici di Palazzo Collicola.

22/04/26

Il Sodoma, allegorie di bellezza




 Le belle giornate primaverili invogliano a scoprire la preziosa e molto ben curata mostra su Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, alla Fondazione Accorsi-Ometto di Torino, in via Po, che si apre con la stupenda figura dell' "Ecce Homo", uno sguardo intenso che ci interroga e annuncia un'immersione in antichi tempi di fede e bellezza.

Il percorso della ricercata esposizione inizia all'interno della Bottega di Giovanni Martino Spanzotti tra Casale e Vercelli dove il Sodoma avvia la sua esperienza artistica.

Seguono una serie di lavori della scuola dello Spanzotti tra cui è presente quella che probabilmente la prima opera giovanile del Sodoma una "Sacra Famiglia con San Giovanni Battista e un angelo" datato probabilmente fra il 1495 e il 1496.




Si prosegue così per le città che hanno visto nel tempo la presenza dell'artista, disegnando un percorso che dalla bottega dello  Spanzotti, va a Milano, dove rimarrà sicuramente influenzato dal grande maestro Leonardo da Vinci, spostandosi poi per realizzare  i cicli di affreschi in Sant'Anna in Camprena (1503-1504) e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508), fino alle opere romane realizzate grazie alla committenza di Agostino Chigi. 

Un'immersione di eleganti opere che conquistano come il bellissimo "Cristo in pietà sorretto da quattro angeli" che il Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, realizza intorno al 1500 e ora giunto in mostra dalla Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria dell'Orto, a Roma. Un'opera dall'intenso patos emotivo realizzata con una stupenda raffinatezza. 




La mostra, realizzata in sette sezioni, è stata curata da Serena D'Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, con un comitato scientifico composto da Roberto Bartalini, Francesco Frangi ed Edoardo Villata, guarda alla produzione iniziale del pittore, dalla quale emerge l'elaborazione delle diverse esperienze maturate dall'artista che gli hanno permesso di sviluppare un linguaggio del tutto personale.

Nel complesso sono presenti oltre cinquanta opere, un'occasione speciale per vedere alcune inedite o mai esposte, provenienti da prestigiose collezioni private e importanti istituzioni pubbliche, come l'Accademia Carrara di Bergamo;  il Musée Jacquemart-André di Parigi; i Musei Vaticani e la Pinacoteca Capitolina di Roma; la Collezione Chigi Saracini e tanti altri. 
Vi consiglio di seguire il sito e i social del museo che propongono per quest'esposizione una bella carrellata di eventi collaterali, dalle visite guidate a occasioni di approfondimento sulle tecniche e sulle opere, ma anche momenti conviviali e musicali.




INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma
Fino al 6 Settembre  2026
MUSEO DI ARTI DECORATIVE ACCORSI-OMETTO
Via Po 55 | Torino  
fondazioneaccorsi-ometto.it
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ORARI
Martedì, mercoledì e venerdì 10-18 │ Giovedì 10-20
Sabato, domenica e festivi 10-19
La biglietteria chiude mezz’ora prima. Lunedì chiuso
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TARIFFE
BIGLIETTO UNICO (comprensivo di ingresso al Museo):
intero € 14,00; ridotto € 12,00 (dai 19 ai 26 anni; over 65)
RIDOTTO € 10,00: dagli 11 ai 18 anni; convenzioni
RIDOTTO € 6,00: insegnanti
GRATUITO: fino a 10 anni; possessori Abbonamento Musei e Torino + Piemonte
card; possessori tessera ICOM; persone con disabilità + 1 accompagnatore; giornalisti
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21/04/26

Etel Adnan



"Au coeur du silent", Galerie Lelong, 19 marzo - 7 maggio 2026 © Nicolas Brasseur

La galleria Lelong propone una mostra sull'artista Etel Adnan, che si avviò già all' iniziò al disegno, quando era in California nell'autunno del 1959 su piccoli ritagli di carta, utilizzando pastelli e matite colorate avanzati. La sua amica Ann O'Hanlon, collega e insegnante d'arte al Dominican College di San Rafael, le aveva praticamente imposto di dedicarsi al disegno se voleva continuare a insegnare estetica. Quando vide i primi risultati, Ann ne fu piena di ammirazione e disse a Etel che in fondo non aveva più nulla da insegnarle e che poteva intraprendere una carriera artistica.

Per 60 anni, Etel Adnan ha continuato a lavorare su carta. Utilizzando inchiostro di china, matite, pastelli a olio, acquerelli e guazzo, ha sperimentato numerose tecniche, applicandole a fogli bianchi o colorati, leporelli e persino carte asiatiche. Montagne, naturalmente, ma anche astrazioni cosmiche, ciotole di frutta, fiori, orizzonti, collage geometrici... I soggetti abbondano in questa parte essenziale del suo lavoro, che è stata esposta relativamente poco, in particolare le opere realizzate durante il suo primo soggiorno in America.
Nella mostra sono inclusi anche due arazzi, poiché è importante ricordare che furono realizzati da artigiani sulla base di un "cartone" prodotto su carta dall'artista in preparazione alla tessitura.

Per celebrare il centenario della nascita di Etel Adnan lo scorso anno, la Galerie Lelong di New York ha organizzato la prima retrospettiva della sua opera su carta negli Stati Uniti. Questa nuova mostra a Parigi offre ai visitatori la possibilità di scoprire alcune opere mai esposte prima.

"Au coeur du silent", Galerie Lelong, 19 marzo - 7 maggio 2026 © Nicolas Brasseur

L'artista, poetessa e saggista libanese-americana Etel Adnan è nata a Beirut nel 1925. Da documenta13 nel 2012, la sua opera pittorica ha ottenuto riconoscimenti internazionali. Le opere di Etel Adnan sono presenti in numerose collezioni, tra cui il MNAM – Centre Pompidou, Parigi; Mathaf, Doha, Qatar; MoMA, New York; M+, Hong Kong; Royal Jordanian Museum, Amman; MACAM Tunisi; Sursock Museum, Beirut; Institut du monde arabe, Parigi; British Museum, Londra; Tate Gallery, Londra; World Bank Collection, Washington DC; Museo Nazionale delle Donne nelle Arti, Washington DC; SFMOMA, San Francisco; Museo Solomon R. Guggenheim, New York.

20/04/26

Milano Design Week 2026

 


Fra pochi giorni riparte la Milano Design Week 2026 che si terrà dal 21 al 26 aprile 2026, confermandosi come l'evento di riferimento mondiale per il settore, con al centro il celebre  Salone del Mobile a Fiera Milano Rho (oltre 1900 espositori) e una rette eventi con un fitto programma di installazioni e manifestazioni del Fuorisalone diffusi in tutta la città. 

Anche quest'anno si segnalo i distretti più dinamici: Brera, Tortona, 5Vie, Isola, Durini e Porta Venezia, come sempre armatevi di buone scapre e una borraccia! 


19/04/26

LACMA apre le David Geffen Galleries



 Oggi a Los Angeles il LACMA (Los Angeles County Museum of Art) rinnova i suoi spazi con un grande progetto dell'architetto svizzero Peter Zumthor, grazie al sostegno del mecenate David Geffen, a cui è dedicata questa nuova sezione. 

L'edificio è stato concepito come sede della collezione permanente del LACMA e come visione di ciò che un museo d'arte globale potrebbe essere nel mondo di oggi. Il livello espositivo sopraelevato offre una vista panoramica su Los Angeles, creando al contempo piazze aperte e nuovi spazi pubblici all'aperto al di sotto. 

Il design orizzontale consente al LACMA di presentare tutte le opere d'arte su un unico livello, senza dare la precedenza a culture, tradizioni o epoche specifiche. L'allestimento permette ai curatori di creare connessioni originali e rivelatrici, libere da classificazioni tradizionali, e i visitatori sono liberi da percorsi prestabiliti, potendo seguire la propria curiosità e scoprire una ricchezza di nuove opere e ammirare i loro classici preferiti sotto una nuova luce. Nuove opere dalla collezione del LACMA, composta da 155.000 oggetti che abbracciano 6.000 anni di storia mondiale, continueranno ad essere aggiunte nel tempo, quindi i visitatori possono sempre aspettarsi di vedere qualcosa di nuovo nelle gallerie.

Il progetto organico e scultoreo di Peter Zumthor per le David Geffen Galleries è una struttura orizzontale in vetro e cemento lunga circa 274 metri che si incurva liberamente estendendosi lungo Hancock Park e attraverso Wilshire Boulevard.

Il piano principale, sopraelevato di quasi 9 metri rispetto al livello stradale, è lo spazio espositivo dedicato alla collezione permanente del LACMA e comprende gallerie di diverse dimensioni, configurazioni e condizioni di illuminazione. L'architettura non prescrive un unico percorso attraverso le gallerie.

Anziché fornire un'illuminazione uniforme, il progetto di Zumthor permette a luce e ombra di dialogare. Gli spazi espositivi variano dalle gallerie a terrazza lungo il perimetro, dove la luce penetra nell'edificio attraverso pannelli di vetro a tutta altezza, alle gallerie interne riparate. Le tende su misura realizzate con tessuti cromati placcati a sputtering, create dalla designer tessile di Tokyo Reiko Sudō, presentano una lucentezza metallica ma sono trasparenti e aggiungono ulteriore profondità all'architettura dell'edificio, offrendo al contempo protezione alle opere sensibili alla luce. I sottili cambiamenti della luce naturale renderanno ogni visita un'esperienza nuova, a seconda dell'ora del giorno, della stagione e delle condizioni meteorologiche.

Quarantacinque curatori provenienti da diverse aree di studio hanno collaborato all'installazione inaugurale delle David Geffen Galleries, in cui opere d'arte della collezione del museo occupano 110.000 piedi quadrati di spazio espositivo.

Distaccandosi dalle narrazioni tradizionali, l'installazione utilizza gli oceani Pacifico, Indiano e Atlantico e il Mar Mediterraneo come cornice per esplorare modi innovativi di connettere culture e tradizioni artistiche e raccontare molteplici storie che rinnovano un'unica narrazione storico-artistica, creando connessioni vitali e sorprendenti attraverso il tempo e lo spazio.

Le opere esposte nelle gallerie dedicate all'Oceano Atlantico raccontano la storia di come le tradizioni artistiche si siano sviluppate indipendentemente lungo la costa atlantica per millenni e di come l'arrivo degli europei nei Caraibi abbia dato inizio a un contatto permanente tra Europa e Americhe, trasformando il commercio e la pratica artistica. Le opere in queste gallerie includono tessuti africani e afroamericani; dipinti, sculture e mobili moderni latinoamericani; l'ampia collezione di fotografia del XX secolo del LACMA; arte degli Stati Uniti in diverse forme e opere di spicco della vasta collezione di arti decorative e design del LACMA.

Le gallerie dedicate all'Oceano Pacifico esplorano il dinamico scambio della regione, plasmato da viaggi indigeni, espansione imperiale e commercio globale. In questa sezione sono presenti opere provenienti da tutta l'Oceania; ceramiche figurative dal Messico occidentale alla costa pacifica del Perù; oggetti che riflettono l'America spagnola come centro mercantile globale; porcellane blu e bianche dell'Asia orientale; opere che esplorano gli aspetti storici e mitici del West americano; e sperimentazioni nel design, nella grafica e nell'ingegneria da tempo associate alla California. L'Oceano Indiano è una delle reti di scambio marittimo più lunghe dell'umanità e ospita molti dei più grandi ecosistemi del mondo.

18/04/26

Manifesta 16 Ruhr

Image: O day and night this is wondrous strange and therefore as a stranger give it a welcome, 2024 © Amanda Ziemele. Foto © Liga Spunde

 In occasione del 30° anniversario della Biennale Nomade Europea, fondata nel 1996 a Rotterdam, nei Paesi Bassi, Manifesta 16 Ruhr si svolgerà per 15 settimane nella regione della Ruhr, in Germania, in quattro città: Bochum, Essen, Duisburg e Gelsenkirchen. La biennale europea si terrà in 12 ex edifici ecclesiastici o edifici abbandonati e riunirà oltre 100 partecipanti, artisti e collettivi, insieme a una serie di progetti di mediazione radicati nelle comunità locali della regione.

Al centro di questa edizione di Manifesta c'è una questione urgente: come possiamo, in un'epoca segnata da molteplici crisi, disinformazione e polarizzazione, contribuire allo sviluppo di modelli sociali alternativi? Come può la cultura utilizzare gli spazi aperti (urbani) e gli immobili sfitti per contrastare la divisione e l'isolamento in una società post-Covid? Durante la fase di ricerca pre-biennale, il team di Manifesta 16 Ruhr è rimasto colpito dall'abbandono degli edifici ecclesiastici modernisti e dalla perdita di spazi comunitari.


La domanda, quindi, è: come potrebbe la trasformazione degli edifici ecclesiastici del dopoguerra dare vita a luoghi di vita civica, benessere fisico e incontro comunitario? Manifesta 16 Ruhr ha invitato cittadini e comunità locali a immaginare nuovi futuri per questi spazi, chiedendosi come potrebbero rafforzare la coesione sociale e l'interazione. Manifesta 16 Ruhr sarà completamente gratuita e senza biglietti, garantendo che questi spazi di cultura e incontro rimangano realmente aperti e accessibili a tutti.


Con l'afflusso di nuove chiese costruite dopo la Seconda Guerra Mondiale, questi edifici simboleggiavano l'emergere di una nuova democrazia. Ora abbandonati, Manifesta esplora come potrebbero essere ripensati come spazi che rafforzano la società civile e lo spirito comunitario. L'importanza della prossimità – e la necessità di creare spazi pubblici non commerciali dove le comunità possano incontrarsi, trascorrere del tempo e godere della vita quotidiana – è una delle questioni chiave individuate nella Visione Urbana e nel quadro concettuale della biennale. Manifesta 16 Ruhr si propone di avviare un dibattito tra i responsabili politici e gli amministratori locali su come affrontare la realtà che oltre 20.000 chiese in tutta la Germania saranno svuotate e sconsacrate nei prossimi dieci anni.


Accanto al patrimonio industriale della regione, Manifesta 16 Ruhr esplora le storie umane della Germania del dopoguerra e le narrazioni migratorie che hanno plasmato la regione della Ruhr. Mentre la narrazione industriale ha spesso celebrato la solidarietà dei minatori e la forza del lavoro, le voci individuali – in particolare quelle dei migranti di diversa provenienza – sono rimaste spesso sottorappresentate.


Modello biennale

Manifesta opera in modo diverso dalle altre biennali. Di natura nomade, si sposta da un luogo all'altro, concentrandosi su questioni sociali e geopolitiche più ampie da una prospettiva europea. Ogni edizione è pianificata attraverso lo sviluppo di una Visione Urbana specifica per il luogo, che costituisce il quadro concettuale della biennale. Anziché presentare una struttura curatoriale tradizionale per comporre una serie di spazi espositivi convenzionali, Manifesta 16 Ruhr ha riunito coppie intergenerazionali di Mediatori Creativi – tra cui collaborazioni tedesche, polacche e britanniche – insieme a specialisti interdisciplinari che operano nei campi dell'architettura e della storia delle migrazioni. Ciascuno ha sviluppato approcci site-specific all'interno dei dodici edifici religiosi.


Programma

Partendo da questa prospettiva transgenerazionale, i Mediatori Creativi di Manifesta 16 Ruhr si confrontano con il contesto storico e sociale dei loro siti, affrontando temi come la migrazione, la disinformazione, la polarizzazione, la memoria collettiva e la creazione di spazi urbani più vivibili. Questa costellazione non presenta un'unica visione monolitica di trasformazione. Al contrario, i progetti partecipativi, dal basso, commissionati appositamente, danno vita a una combinazione di rigenerazione artistica e spaziale, trasformazione urbana e incubazione sociale. Attraverso questo approccio interdisciplinare e multiforme, Manifesta 16 Ruhr presenterà oltre 50 opere commissionate appositamente (vedi Allegato 2 per l'elenco). L'elenco dei partecipanti comprende collettivi e singoli artisti, provenienti da contesti e ambiti professionali diversi.

Complessivamente, Manifesta 16 Ruhr presenta opere di partecipanti provenienti da 33 paesi di tutto il mondo. Particolare attenzione è rivolta alla Germania (che rappresenta il 25% dei partecipanti), alla Turchia (21%) e alla Polonia (9%), a testimonianza sia della prospettiva europea di Manifesta sia delle specifiche storie e genealogie della diversità all'interno dell'area della Ruhr. Oltre il 50% dei partecipanti individuali si identifica come donna.


Radicamente radicato nel territorio

Manifesta 16 Ruhr è profondamente radicato nel tessuto sociale della regione. Attraverso un'Assemblea dei Cittadini, i progetti Manifesta 16+ selezionati da una Open Call e il lavoro di mediatori locali, Manifesta interagisce direttamente con le comunità, invitando al contempo i visitatori internazionali a vivere l'area della Ruhr da nuove prospettive. Youth Shift, una nuova iniziativa, introduce un approccio critico.

17/04/26

Riscoprire il MonumenTO




Gli spazi di Palazzo Madama a Torino ospitano fino al 9 Settembre un'occasione per conoscere e riscoprire il ricco patrimonio artistico diffuso nella città di Torino. Spesso passeggiando per i centri urbani del nostro paese non ci accorgiamo di come siamo circondati da un  ricco patrimonio di opere pubbliche e private, soprattutto dalle sculture che abitano le nostre piazza spesso quasi dimenticate nelle loro quotidianità.

La bella mostra "MonumenTO, Torino Capitale. La forma della memoria" allestita nel maestoso Salone del Senato ci offre un'occasione di ripensare e riguardarle con maggiore attenzione, nella città di Torino, al ricco patrimonio della statuaria pubblica diffuse per il centro. 

Fra le tantissime opere sono stati scelti 79 monumenti della città sabauda che servono anche a racconta il passaggio politico e culturale della nascita di una nazione, che proprio attraverso la scultura propose una nuova visione e sensibilità sociale.

Le opere, che furono installate, narrano non solo di re, eroi o santi ma soprattutto persone che nel loro impegno hanno contribuito a formare l'Italia, che siano scrittori, scienziati fino all'immaginifico monumento del traforo Frejus che non racconta più singole vite umane ma storie di una collettività.

Anche le statue dei re cambiano, passano da imperiosi monumenti a sentimentali attimi come la scultura dedicata a Vittorio II  detto cuore di re.

La mostra, curata da Giovanni Carlo Federico Villa e Cristina, nel suo luminoso allestimenti è arricchita dalle suggestive foto in bianco e nero di Giorgio Boschetti, che ha realizzato una capillare campagna fotografica che restituisce ai monumenti torinesi una presenza, attraverso uno sguardo notturno, nuova e inattesa.

E' presente anche una grande mappa di Torino realizzata a china su carta da Alessandro Capra, con cui si può interagire per conoscere i diversi monumenti narrati attraverso un QR code. 




La mostra è stata ideata con l' importante nucleo di opere provenienti dalla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, numerosi sono i prestiti da varie istituzioni italiane, pubbliche e private, come la GNAMC – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, i Musei Civici di Bologna, le Gallerie d’Italia - Vicenza di Intesa Sanpaolo.

 Grazie al contributo di Intesa Sanpaolo e della Cassa di Risparmio di Cuneo è stato possibile procedere al restauro realizzato dal Centro di Restauro di Venaria Reale dell’importante insieme di bozzetti in gesso di Edoardo Rubino realizzati per il Monumento al Carabiniere Reale e appartenenti alle raccolte della GAM di Torino. Inoltre, grazie ai fondi messi in campo dalla Fondazione Torino Musei in occasione della mostra, sono stati finanziati i restauri dei Dioscuri di Abbondio Sangiorgio dei Musei Civici di Bologna e di tre bozzetti in gesso dei monumenti a Lagrange, Gioberti e Mazzini di proprietà dei Musei di Varallo Sesia: un contributo significativo alla valorizzazione di un patrimonio spesso negletto.

La mostra è accompagnata da un ricco catalogo curato da Giovanni Carlo Federico Villa e da Renzo Villa per i tipi di Silvana Editoriale e illustrato con le fotografie di Giorgio Boschetti e i disegni di Alessandro Capra.


 
INFO UTILI
 
BIGLIETTI
Intero 14€ - Ridotto 12€ (dai 13 ai 18 anni e dai 19 ai 25 se studenti) - 6€ (dai 6 ai 12 anni)
ORARI: lunedì e da mercoledì a domenica: 10 – 18. Martedì chiuso.
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.
https://www.palazzomadamatorino.it/it/