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19/09/19

Kronos e Kairos del Palatino





Col titolo "Kronos e Kairos", il curatore Lorenzo Benedetti propone una mostra che rinnova il dialogo con l’arte contemporanea nei monumentali spazi del Palatino, fino al 3 novembre.

Se Kronos è il tempo che scorre, Kairos è il momento opportuno, quello in cui qualcosa di particolare accade. Questa doppia definizione crea un legame, ma anche una contrapposizione, tra il tempo come quantità, Kronos, e il tempo come qualità, Kairos, lungo il corso di una dimensione storica, narrata sul Palatino, attraverso le 15 opere di altrettanti artisti italiani e internazionali invitati a partecipare.

L’allestimento suggerisce una visione del contemporaneo che dialoga con il patrimonio storico, mostrando la continuità e la stratificazione che caratterizzano la ricchezza e l’unicità del Parco archeologico del Colosseo.



Le opere scelte, tra audiovisivi e installazioni, si combinano con gli scenari dei palazzi imperiali: dalle monumentali Arcate Severiane alla quiete dello Stadio Palatino, dal piacere estetico del peristilio inferiore della Domus Augustana fino alla spazialità della Sala dei Capitelli.L’antico e il contemporaneo si sostengono e accolgono vicendevolmente, aprendo il varco ad una relazione continua tra il mondo di ieri e quello di oggi.


Equilibrio, relazione tra storia e natura, memoria e sedimentazione, così come invecchiamento e conservazione sono i temi che legano i 15 artisti in mostra: Nina Beier – Catherine Biocca – Fabrizio Cotognini – Dario D’Aronco – Rä di Martino – Jimmie Durham – Kasia Fudakowski – Giuseppe Gabellone – Hans Josephsohn – Oliver Laric – Cristina Lucas – Matt Mullican – Hans Op De Beeck – Giovanni Ozzola – Fernando Sánchez Castillo.




Il progetto è promosso dal Parco archeologico del Colosseo, con l’organizzazione di Electa. Realizzata con il coordinamento scientifico della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane



@parcocolosseo 

Big Pace


 


La galleria Pace, oramai un sistema di gallerie, ha aperto i suoi nuovi e immensi spazi a New York, nel nuovo edificio progettato dallo studio DPC Bonetti / Kozerski Architecture

Ben otto piani di opere d’arte di grande qualità e grandi dimensioni, che fanno di questa galleria un museo internazionale, che d’ora in poi non dovrà mancare agli appassionati d’arte.



L’inaugurazione, svoltasi martedì scorso, è avvenuta con le opere di David Hockney, Peter Hujar, Loie Hollowell e Alexander Calder.

Oltre alle aree di esposizione è composto da una stupenda terrazza e da un accogliente teatro di 150 posti, dove avranno luogo performance, film e incontri d’arte raccolti sotto il nome di Pace Live.







18/09/19

Prossimamente DAMA



Si scaldano i motori degli eventi per la prossima settimana dell'arte torinese e uno dei più sofisticati annuncia una serie di novità, si tratta della quarta edizione di DAMA.

Da quest'anno la sede cambia per offrire al pubblico un'esperienza più intima e calibrata. Divisa tra due palazzi storici della città, questa edizione mira infatti ad offrire ancora più spazio alle relazioni tra galleristi, artisti e pubblico, riducendo sensibilmente il numero degli espositori e ampliando ulteriormente lo spazio dedicato al Live Programme.

Il percorso espositivo partirà da Palazzo Coardi di Carpeneto situato in Via Maria Vittoria 26, all'angolo con la nota Piazza Carlina, che dopo una corposa ristrutturazione sarà riaperto al pubblico. All'interno 11 gallerie internazionali, selezionate dal curatore Domenico de Chirico, entreranno in dialogo con l'architettura e la storia delle sale barocche presentando interventi site-specific di 11 artisti emergenti.

I paesi di provenienza delle gallerie di DAMA 2019 sono: Australia, Belgio, Canada, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Svizzera e Italia. 

A pochi minuti a piedi dalla sede principale si aggiunge Palazzo Birago di Borgaro in Via Carlo Alberto 16, dove prenderà forma il Live Programme grazie alla partnership iniziata nel 2018 con la Camera di Commercio di Torino.

Elise Lammer, curatrice svizzera presso SALTS a Basilea e fondatore della piattaforma di ricerca sulla performance  Alpina Huus,  è stata invitata a ideare il progetto di video e performance all'interno delle sale, sui concetti di potere e resilienza.

Gli artisti invitati sono: Bekim Sébastien Krivaqa, Lonely Boys, Caroline Mesquita, Adrian Piper, Dorian Sari.

Il Live Programme è interamente supportato da Compagnia di San Paolo, sponsor principale insieme a Fondazione Arte Moderna e Contemporanea CRT e con il gentile supporto della Gallery Wilde di Basilea.

Da questa edizione inoltre la Fondazione Rivoli 2 assegnerà a una delle gallerie partecipanti il premio EyAR2 che si basa sull'acquisizione di un'opera destinata alla collezione e selezionata da un comitato composto da:  Nicoletta Castellaneta, Domenico de Chirico, Umberto Di Marino, Pier Luigi Guzzetti e Giuseppe Maraniello.

Sono confermate la partnership con alcune riviste specializzate come Artuu, Artviewer, CURA., Exibart, MyArtGuides, KubaParis e avviano la collaborazione con Arte e Critica e Contemporary Lynx .

Maggiori dettaglio verranno svelati alla conferenza stampa che si svolgerà Mercoledi 16 Ottobre presso le sale di Palazzo Birago di Borgaro in Via Carlo Alberto 16, Torino.

Le gallerie partecipanti sono:

ARCADE LONDON / BRUSSELS thisisarcade.art/  JOHN FINNERAN

BERTHOLD POTT COLOGNE https://bertholdpott.com/ JENS KOTHE 

CASSINA PROJECTS MILAN https://cassinaprojects.com/ GERT & UWE TOBIAS

FRANZ KAKA TORONTO franzkaka.com/ LAURIE KANG

GALERIE MAIN MELBOURNE https://galeriemain.com/ DAMIANO BERTOLI

LETO WARSAWhttps://leto.pl/ RADEK SZLAGA

NIR ALTMAN MUNICH https://niraltman.com/ ROY MORDECHAY

PIKTOGRAM WARSAW piktogram.org/KRYSTIAN TRUTH CZAPLICKI

PHILIPP PFLUG FRANKFURT AM MAIN https://ppcontemporary.com/ TOBIAS DONAT

VITRINE LONDON / BASEL vitrinegallery.com/ SAM PORRITT

GIORGIO GALOTTI TURIN giorgiogalotti.com/ ANDERS HOLEN

Le donne di Man Ray a Torino da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino

 - Man Ray. Exposition "Man Ray, l'oeuvre photographique" à la Bibliothèque nationale de France. Catalogo della mostra con stampa ai sali d’argento in copertina. Collezione privata, Parma © Man Ray Trust by SIAE 2019.



Per la stagione autunnale CAMERA – Centro Italiano per laFotografia di Torino organizzerà una vasta mostra sull’attività di Man Ray, fra i più importanti fotografi, ma non solo, dei primi del novecento.

Artista poliedrico e affascinante, viene proposto in questa mostra, che inizierà il prossimo 17 Ottobre e durerà fino al 19 Gennaio 2020, mettendo in evidenza la sua attenzione alle figure femminili, alla sua poetica fra bellezza e originalità dello sguardo.



Man Ray. The Fifty Faces of Juliet, 1941/1943. Cm 39,5 x 34 x 2,7. Collezione privata.
Courtesy Fondazione Marconi, Milano © Man Ray Trust by SIAE 2019.
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CS

Dal 17 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia rende omaggio al grande maestro con la mostra wo/MAN RAY. Le seduzioni della fotografia che racchiuderà circa duecento fotografie, realizzate a partire dagli anni Venti fino alla morte (avvenuta nel 1976), tutte dedicate a un preciso soggetto, la donna, fonte di ispirazione primaria dell’intera sua poetica, proprio nella sua declinazione fotografica.


In mostra alcune delle immagini che hanno fatto la storia della fotografia del XX secolo e che sono entrate nell’immaginario collettivo grazie alla capacità di Man Ray di reinventare non solo il linguaggio fotografico, ma anche la rappresentazione del corpo e del volto, i generi stessi del nudo e del ritratto. Attraverso i suoi rayographs, le solarizzazioni, le doppie esposizioni, il corpo femminile è sottoposto a una continua metamorfosi di forme e significati, divenendo di volta in volta forma astratta, oggetto di seduzione, memoria classica, ritratto realista, in una straordinaria – giocosa e raffinatissima – riflessione sul tempo e sui modi della rappresentazione, fotografica e non solo.


Assistenti, muse ispiratrici, complici in diversi passi di questa avventura di vita e intellettuale sono state figure come quelle di Lee Miller, Berenice Abbott, Dora Maar, con la costante, ineludibile presenza di Juliet, la compagna di una vita a cui è dedicato lo strepitoso portfolio “The Fifty Faces of Juliet” (1943-1944) dove si assiste alla sua straordinaria trasformazione in tante figure diverse, in un gioco di affetti e seduzioni, citazioni e provocazioni.

Ma queste donne sono state, a loro volta, grandi artiste, e la mostra si concentrerà anche su questo aspetto, presentando un corpus di opere, riferite in particolare agli anni Trenta e Quaranta, vale a dire quelli della loro più diretta frequentazione con Man Ray e con l’ambiente dell’avanguardia dada e surrealista parigina.

Una mostra unica, dunque, sia per la qualità delle fotografie esposte, sia per il taglio innovativo nell’accostamento insieme biografico e artistico dei protagonisti di queste vicende. Un grande repertorio di immagini a disposizione del pubblico reso possibile grazie alla collaborazione con numerose istituzioni e gallerie nazionali e internazionali dallo CSAC di Parma all’ASAC di Venezia, dal Lee Miller Archive del Sussex al Mast di Bologna alla Fondazione Marconi di Milano. Realtà che hanno contribuito, tanto con i prestiti quanto con le proprie competenze scientifiche, a rendere il più esaustiva possibile tale ricognizione su uno dei periodi più innovativi del Novecento, con autentici capolavori dell’arte fotografica come i portfoli “Electricitè” (1931) e il rarissimo “Les mannequins. Résurrection des mannequins” (1938), testimonianza unica di uno degli eventi cruciali della storia del surrealismo e delle pratiche espositive del XX secolo, l’Exposition Internationale du Surréalisme di Parigi del 1938.

Curata da Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola, la mostra sarà accompagnata da un catalogo contenente la riproduzione delle opere esposte, i saggi dei curatori e di altri studiosi, nonché essenziali note bio-bibliografiche.

Seeing spheres di Eliasson a San Francisco


 Foto di Matthew Millman


Sempre molto accorto nel realizzare i suoi progetti l'artista danese-islandese Olafur Eliasson come il recente lavoro di arte pubblica "Seeing spheres", proposto presso il nuovo stadio Golden State Warriors a San Francisco, che gioca troppo sull’effetto selfie.

Una serie di sfere specchianti che rimodula i riflessi giocando con i passanti, che ovviamente si lasciano conquistare dal divertente effetto e non lesina uno scatto da condividere con gli amici.


Foto di Matthew Millman



Lo stadio attento alla cultura visiva ospita anche altre opere come una scultura cinetica di Calder e un di Isamu Noguchi.

 
Foto di Matthew Millman

17/09/19

Invito a palazzo 2019


  



Arriva anche quest’anno l’apertura delle più belle sedi bancarie italiane organizzato dall’ABI (Associazione Bancaria Italia).

Alla sua XVIII edizione, ben collaudata e con tante interessanti iniziative collaterali, si svolgerà il prossimo sabato 5 Ottobre dalle ore 10 alle ore 19, con visite guidate e gratuite delle sedi storiche delle banche e alcune mostre appositamente ideate per l’occasione.

L'obiettivo è di dare la possibilità a decine di migliaia di cittadini, turisti e appassionati di visitare questi palazzi, generalmente chiusi perché sedi di lavoro. Nelle più recenti edizioni, la giornata di apertura è stata estesa alle sedi bancarie che operano in edifici moderni di particolare valore architettonico.

Ogni anno viene inoltre bandito il concorso "Un'immagine per Invito a Palazzo" per l’individuazione del segno grafico che caratterizzerà la manifestazione, Il concorso è rivolto a tutti gli studenti delle Accademie di Belle arti e degli Istituti di design.

Il sito propone la mappa dei palazzi delle banche italiane consente una visita virtuale organizzata per regione e in ordine alfabetico di città. Di ogni palazzo, oltre ad alcune immagini, è disponibile una scheda che sinteticamente ne illustra le qualità artistiche e architettoniche, i tesori d'arte conservati al suo interno, le più significative vicende che li hanno visti protagonisti e i personaggi più importanti che vi hanno soggiornato.
  
Qui le informazioni sulle sedi aperte  

Art Site Fest




Torna la rassegna "Art Site Fest" che distribuisce sul territorio piemontese tante occasione di arte contemporanea, attimi di musica e piacevoli incontri con autori nelle più belle Residenze Reali della regione.

Quest’anno sono coinvolti gli spazi della Reggia di Venaria, Casa Martini a Pessione,la Palazzina di Caccia di Stupinigi, i Castelli di Moncalieri, Cavour di Santena e di Govone, e a Torino Palazzo Madama, Palazzo Chiablese, il MAO Museo d’Arte Orientale, il Museo Lavazza e il Museo Storico Reale Mutua,

L'iniziativa durerà fino al 6 Gennaio, per prenotarsi e seguire i tanti eventi consultate il sito per tutti i dettagli 


Il giardino delle delizie


Titolo molto intrigante per la grande mostra che il Gropius Bau propone fino al primo dicembre, con interessanti ampi interventi a 360° nei suggestivi spazi del centro espositivo. 



CS

Oltre alla classica lettura del giardino come luogo di desiderio pieno di possibilità meditative, spirituali e filosofiche, la mostra lo vede come un luogo di dualità e contraddizione: come confine tra realtà e fantasia, utopia e distopia, armonia e caos, esclusività ed essere parte di esso - un paradiso con il minaccioso senso di spostamento.
Attraverso una varietà di posizioni artistiche contemporanee, le delizie terrene di Garten negoziano fenomeni sociali, politici ed ecologici come la migrazione, i cambiamenti climatici, la colonizzazione, la globalizzazione, il capitalismo e la gentrificazione e presentano strategie che strumentalizzano in modo esclusivo il giardino e creano così un terreno fertile politico. Allo stesso tempo, si possono vedere opere che rendono tangibile il giardino nella sua dimensione poetico-sensoriale: installazioni immersive e opere video richiedono un'intensa ricchezza della natura, ma illustrano anche la fragilità di questo stato paradisiaco.
Nella combinazione del paradisiaco e del catastrofico, la mostra si ispira al trittico di Hieronymus Bosch Garten der Lüste , a cui fa riferimento anche il titolo. La versione del giardino delle lussuria , che è stata creata nella successione di Bosch tra il 1535 e il 1550 e che può essere vista nell'edificio Gropius, costituisce quindi un punto di partenza per la mostra.
Opere di Maria Thereza Alves, Korakrit Arunanondchai, Hicham Berrada, John Cage, Tacita Dean, Nathalie Djurberg & Hans Berg, Futurefarmers, Lungiswa Gqunta, Libby Harward, Rashid Johnson, Yayoi Kusama, Louise Lawler, Renato Leotta, Isabel Lewis e LABOR, Jumana Manna, Uriel Orlow, Heather Phillipson, Pipilotti Rist, Maaike Schoorel, Taro Shinoda, Zheng Bo e un dipinto del successore Bosch.

Spazi indipendenti ad ArtVerona




Fra le sezioni di ArtVerona che mi interessano di più sicuramente c’è quella degli spazi indipendenti, che quest’anno sono presenti nella sezione curata da Cristiano Seganfreddo.

Ci sono i torinesi di Almare, costituita da Amos Cappuccio, Giulia Mengozzi, Luca Morino e Gabriele Rendina Cattani nel 2047, la recentissima Campobase, costituita da un gruppo di corsisti del Campo18, corso per curatori della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; peccato che non ci sia anche Metroquadro, un’altra interessante realtà nata da poco e molto attiva sul territorio torinese.

Spostandoci verso Milano c’è Conversation Piece ideato da Alessandro Laita e Chiaralice Rizzi.

Gioca in casa Spazio Cordis, avviato da poco dal collezionista Alberto Geremia affiancato da Simone Frittelli, Andrea Mion, Paola Parolin, con la curatrice, Jessica Bianchera, Spazio Cordis.

Dalla vicina Varese giunge Yellow ideato per dare spazio alla pittura da Vera Portatadino, co-diretto da Luca De Angelis, Lucia Veronesi, Marco Salvetti e Lorenzo Di Lucido.

M.Ar.Co, porta ma da Monza una visione dinamica di promuovere arte su vari fronti.

Due presenze dalla Toscana, Spaziosiena di Siena è coordinato da Alessia Posani e Stefania Margiacchi e Toast Project Space da Firenze.

Da Terni arrivano sculture e suoni internazionali con Project RadioLondon.

Tre le proposte da Roma, Bite The Saurus, Castro Projects e Simposio con una serie di variegate proposte.

Conclude la selezione di quest’anno lo spazio Flip Project da Napoli nato nel 2011 come collaborazioni creative sulle pratiche artistiche.


16/09/19

Ogr l’oscuro mondo dell’immagine





Le Ogr di Torino ospitano, fino alla fine al Settembre, una sezione della Biennale dell'Immagine In Movimento un progetto espositivo realizzato con la collaborazione avviata col Centre d’Art Contemporain di Ginevra.

E’ la prima volta che l’evento, quest’anno intitolato “The Sound of Screens Imploding”, lascia la sua sede storica di Ginevra per trasferirsi a Torino. Il progetto è curato da Andrea Lissoni, Senior Curator della Tate Modern di Londra, e da Andrea Bellini, Direttore del Centre d’Art Contemporain di Ginevra.

Gli spazi torinesi ospitano un allestimento pensato appositamente per gli spazi delle ex officine di Corso Castelfidardo grazie al supporto di Andreas Angelidakis, già architetto della Biennale di Berlino 2014 e di Documenta 2017.




In questo particolare spazio sono proposti i lavori di Lawrence Abu Hamdan, Korakrit Arunanondchai & Alex Gvojic, Meriem Bennani, Ian Cheng, Elysia Crampton, Tamara Henderson e Kahlil Joseph, e Andreas Angelidakis, selezionati sull’idea che l'era della proiezione su schermi stia volgendo al termine per lasciare spazio a nuove e riverberanti realtà.

Un approccio che i diversi artisti hanno indagato con un  spirito alquanto cupo e con un uso di display espositivo particolari, come nel caso dell’installazione di Meriem Bennani e nella proiezione di  Kahlil Joseph che crea un suggestivo effetto di sovraesposizione delle immagini.

Nel complesso si respira un’aria molto stanca e dolorosa segno di questa grande epoca di cambiamento in cui il futuro non pare così ottimistico.

Biennale dell'Immagine In Movimento, a cura di Andrea Bellini & Andrea Lissoni fino al 29 Settembre.




Orari mostra: giov - ven, 15:00 - 22  /  sab - dom, 11:00 - 19:00  
Binario 1 & 2 | OGR Torino
Artisti: Andreas Angelidakis, Lawrence Abu Hamdan, Korakrit Arunanondchai & Alex Gvojic, Meriem Bennani, Ian Cheng, Elysia Crampton, Tamara Henderson, Kahlil Joseph



Le meraviglie espositive di Palazzo Madama.






Più che Palazzo Madama dovrebbe chiamarsi Palazzo delle Meraviglie, infatti oltre ad avere una stupenda collezione di manufatti di gran pregio offre in queste settimane ben quattro stupende mostre, fra arte, storia e cultura.



Iniziamo dal piano terra con le sculture gotiche della cattedrale di Notre Dame di Parigi, che proprio in questi mesi è sottoposta a un complesso restauro, proposte in un suggestivo allestimento fra storia e bellezza.

Le quattro sculture gotiche, provenienti dalla celebre cattedrale, ci guidano a riflettere su temi cruciali per l'arte: l’organizzazione del lavoro in un cantiere medievale complesso come quello di una chiesa, con tutte le complessità fra rispetto dei tempi e necessità del cambiamento estetico e culturale.

Sono così proposte diverse riflessioni sui manufatti presenti quali la Testa d’Angelo, proveniente dal portale dell’Incoronazione della Vergine posto sulla facciata occidentale; la Testa di Re mago, la Testa di uomo barbuto e la Testa di figura femminile, allegoria di una virtù teologale che erano sul portale del braccio settentrionale del transetto.

Queste quattro opere, oltre a essere esempi di altissima qualità della scultura medievale europea, sono testimonianze di quel momento della civiltà gotica indicato dal celebre storico dell’arte Cesare Gnudi come “classicismo gotico” o “naturalismo gotico”, che ebbe un forte influsso, alla fine del Duecento, anche sui protagonisti del Gotico in Italia: Giotto, Nicola Pisano, Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio.

L’esposizione, curata della conservatrice di Palazzo Madama Simonetta Castronovo e allestita nella Sala Stemmi del museo, è frutto di una collaborazione con il Musée de Cluny – Musée national du Moyen Âge di Parigi.

  


Si prosegue poi al primo piano con la magnifica mostra “L’Italia del Rinascimento. Lo splendore della maiolica” una rara occasione di poter ammirare in un evento unico così tanti pezzi storici della tradizione ceramica, in un ottimo allestimento didattico.
  




Oltre 200 capolavori, alcuni dei quali esposti per la prima volta in Italia, illustrano la storia della maiolica rinascimentale italiana, dal 1400 alla metà del 1500,  raccontata da un curatore di eccezione, lo storico dell'arte Timothy Wilson, in collaborazione con Cristina Maritano, conservatore di Palazzo Madama.


Stupendi manufatti su cui sono intervenuti i più famosi pittori su maiolica conosciuti come Nicola da Urbino e Francesco Xanto Avelli e occasione singolare per vedere alcuni capolavori come una coppia di albarelli di Domenigo da Venezia, un grande rinfrescatoio di Urbino e la brocca in porcellana medicea di Palazzo Madama, eccezionale esemplare della prima imitazione europea della porcellana cinese, realizzato da maiolicari di Urbino che lavoravano a Firenze alla corte di Francesco I de’ Medici.

Affascina la grande qualità cromatica e la bellezza dei tanti oggetti proposti,  traccia della grande tradizione che il nostro paese ha sviluppato e che ancora oggi vive in alcune nostre regioni. La mostra è fruibile fino al 30 Ottobre.



 

Sempre al primo Primo Piano, nel Gabinetto Cinese e Piccola Guardaroba, fino al 30 settembre ci sono ventiquattro testi letterari, poetici e teatrali che raccontano l’arte della legatoria attraverso legature inventive, sorprendenti e tecnicamente complesse, realizzate da Luciano Fagnola, Maestro Rilegatore e restauratore di libri e manoscritti, raccolti nella mostra “Quando il libro si riveste d’arte”.


Il progetto espositivo mette il risalto il raffinato lavoro di rilegatura che Luciano Fagnola ha realizzato su alcuni testi storici, tra cui la Divina Commedia di Dante Alighieri, il Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi, il Pinocchio di Carlo Collodi, le Nozze di Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, ma anche i Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift e i Racconti di Edgar Allan Poe, assemblati e “rivestiti”  da legature complesse e raffinate, realizzate da Luciano Fagnola sulla base di progetti e bozzetti ideati da artisti come Francesco Casorati, Ugo Nespolo e Guido Giordano, o da giovani talenti quali Irene Bedino, Luca Bosio, Samantha Farina e Elena Rivolta, pezzi provenienti dalla raccolte di Livio Ambrogio, bibliofilo e collezionista torinese.





Conclude larticolata messa di proposte la bella mostra al piano terra, nella Corte Medievale, “Dalla terra alla Luna” dedicata allo sbarco del primo uomo sulla Luna, oltre 60 opere tra dipinti, sculture, fotografie, disegni e oggetti di design ci raccontano dell’influenza dell’astro d’argento sull’arte e sugli artisti dall’Ottocento al 1969. La mostra, a cura di Luca Beatrice e Marco Bazzini, è realizzata in collaborazione tra Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica e GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, con il contributo della Regione Piemonte, fruibile fino al 11 Novembre.

A corollario di queste interessanti proposte espositive c’è un ricco programma di incontri tematici, conferenze e laboratori che potete seguire sui social di Palazzo Madama o iscrivendovi alla loro mailing list.













Giovanardi 10 x 100 fabbrica d’arte contemporanea


La società Giovanardi per celebrare il proprio centenario aziendale,  apre al pubblico i suoi spazi di produzione con una mostra inedita nata da un periodo di residenza di dieci artisti.

La storica impresa lombarda con la curatela di Martina Cavallarin e Marco Tagliafierro ha selezionato gli artisti Alessandro Agudio, Marie Denis, Marotta & Russo, Jacopo Mazzetti, Daniele Milvio, Gianni Moretti, Riccardo Paratore, Riccardo Previdi, Michele Spanghero, Patrick Tuttofuoco  per festeggiare questo evento, che si svolgerà dal 1 Ottobre al 30 Novembre .

La ditta Giovanardi, specializzata nella progettazione e realizzazione di espositori e packaging in materiale plastico e metallico, apre i suoi stabilimenti di produzione per la mostra 10×100 fabbrica d’arte contemporanea: un progetto inedito che nasce da un periodo di contatto con i dieci artisti mid-career; che sono stati coinvolti e inseriti in azienda tra febbraio e luglio 2019 per lavorare in stretto dialogo con i dipendenti, usufruendo di tutto il know how dell’impresa per la creazione di opere d’arte. 

Le opere realizzate saranno esposte nel contesto stesso dove sono state concepite, accanto a macchinari moderni e a pezzi di archeologia industriale, sviluppando un inconsueto e suggestivo percorso espositivo. Al termine della mostra le opere resteranno di proprietà degli artisti, in linea con il mecenatismo che ha alimentato tutto il progetto: sostenere gli artisti attraverso la produzione dei loro lavori e tramite il dialogo tra due mondi, quello della cultura e quello dell’impresa, apparentemente lontani.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale.

Giornate Europee del Patrimonio



Quest'anno, il prossimo Sabato 21 e Domenica 22 settembre, tornano, nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia, le Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2019), con tema “Un due tre... Arte! - Cultura e intrattenimento”.

Alle Giornate Europee del Patrimonio parteciperanno tutti i luoghi della cultura statali e non statali.

Gli istituti museali statali osserveranno gli orari di apertura ordinari, con i consueti costi {e le agevolazioni e gratuità previste per legge) per le aperture diurne di sabato 21 e di domenica  22  settembre. l'apertura straordinaria serale di sabato 21 settembre sarà di 3 ore, con biglietto di ingresso, al costo simbolico di 1 euro (eccetto le gratuità previste per legge).

Visitate il sito con tutti gli aggiornamenti e i luoghi degli eventi. 

15/09/19

Arte e video, Vera Molnar, Chagall e Melissa McGill


Iniziamo con l'inaugurazione della mostra che il Museo di Arte Digitale MuDA di Zurigo dedicata Vera Molnar




Scoprire Chagall col  Stedelijk Museum di Amsterdam 



La regata con le vele rosse di Melissa McGill a Venezia



E ora rubano anche i cessi ..



Anche questa volta l'ufficio stampa di Maurizio Cattelan opera al meglio con il furto del suo cesso dorato che il Guggenheim aveva dato in prestito per una mostra al Blenheim Foundation, nel Oxfordshire in Inghilterra, va beh che era placcato d'oro ma poi che farsene, fonderlo?  

Va beh supponiamo che non sia una grande perdita per il mondo dell'arte ...