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31/08/19

Paolo Roversi per il Calendario Pirelli 2020




Per l'anno Duemilaventi la Pirelli ha scelto per il suo mitico Calendario lo sguardo delicato  di Paolo Roversi, che segue graficamente una forma che sembra la ripetizione di un numero per certi versi magico, il numero venti scritto due volte. E il doppio, il rapporto duplice, fra la storia del passato e il mondo nuovo.

Spesso, quando si parla di fotografia, il tempo viene considerato un aspetto tecnico, ma non sempre è così. Nel lavoro di Roversi il tempo è come un elemento sospeso e quasi indefinito. Un’intensità resa possibile da esposizioni lunghe, che permettono di creare un dialogo fra il fotografo e il suo soggetto, creando una intesa percepibile e impersonata da emozioni intangibili, ma riconoscibili, come misticismo e devozione, contemplazione ed estasi.




Le immagini di Roversi evocano emozioni, sensazioni, sono sensuali, oniriche, prodotte con una luce che ricorda i mosaici di Ravenna, città dove lui è nato. Le sue fotografie cercano la grazia e la fragilità delle figure femminili. “Per me la fotografia – spiega Roversi - non è una semplice riproduzione della realtà, ma una rivelazione, perché quando fotografo ho l’impressione di sfiorare un’altra vita e un altro mondo”.

E il lavoro di Roversi sulla figura femminile torna anche nel Calendario Pirelli 2020, il cui tema sarà “Looking for Juliet”, un cast ideale per trovare chi oggi impersonerebbe al meglio il personaggio shakespeariano. Una ricerca, tuttavia, che sembra non risolversi mai: “Io – sostiene Roversi - sto ancora cercando Giulietta e penso che la cercherò per tutto il resto della mia vita, perché in fondo Giulietta non è altro che un sogno”.

Paolo Roversi, formatosi a Parigi negli anni 70, è considerato uno dei fotografi contemporanei di maggior talento soprattutto per il suo stile, personale e fortemente riconoscibile.


Più arte e meno ginnastica per la tua salute


Io le frequento da decenni per cui confermo ma ora anche la scienza ci dice che visitare le gallerie fa bene alla salute come segnala l'interessante articolo di Frieze che cita una ricerca dell'Art Council England  intitolato The Value of Arts and Culture in Place-shaping realizzato nelle città di  Birmingham, Halifax, Hastings, Redruth, Southampton e Stoke-on-Trent. 

Sono state monitorate 1.756 persone e si è scoperto che il 65% degli intervistati pensa che l'arte e la cultura siano buone per il benessere e ben il 36% pensa che l'arte e la cultura siano "essenziali per la vita" e tante altre positive osservazioni, via non vi resta che leggerlo per capire come poter stare meglio, anche se a volte io rimango un pochino indisposto a certe mostre, ma forse sarà per overdose.

30/08/19

A Torino arriva il Festival delle scuole d'arte!






Fra poche settimane Torino ospiterà 37 Accademie italiane e 20 Accademie straniere che parteciperanno alla II edizione del FISAD Festival Internazionale delle Scuole d’arte e design e alla XIV edizione del PNA, Premio Nazionale delle Arti, promossi dal MIUR che quest’anno ha affidato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino l’organizzazione del Premio delle Arti di inestimabile rilevanza nazionale oltre alla seconda edizione del FISAD, ideato e curato da Salvo Bitonti, Direttore dell’Accademia Albertina, un Festival il cui format è unico al mondo per l’apertura a tutte le forme d’arte; non solo arti visive ma anche teatro, performance, danza e circo. Presidente del Festival è la neonominata Presidente dell’Albertina, Paola Gribaudo.

Dal 14 ottobre al 17 novembre i partecipanti rifletteranno sul tema  BUILDING A NEW WORLD – COSTRUIRE UN NUOVO MONDO, da sempre gli artisti hanno contribuito a formulare un’idea del mondo e della realtà e soprattutto in un momento di grande crisi dei valori è fondamentale il loro apporto e il loro ruolo nella “costruzione” di un mondo abitabile da tutti e per tutti. È dunque innegabile la responsabilità che hanno le Accademie in tutto il mondo nel formare gli artisti e gli operatori nei diversi settori delle arti; affinché gli artisti di oggi e di domani abbiano gli strumenti e il background storico ed intellettuale per costruire davvero un nuovo mondo.

Oltre al MIUR, che in questa occasione è ente promotore a tutti gli effetti dell'evento, sono stati invitati a partecipare con co-progettazioni, risorse, collaborazioni di ogni tipo la Regione Piemonte, l'Area Metropolitana di Torino, la Città di Torino, la Camera di Commercio di Torino, la Compagnia di San Paolo, la Fondazione CRT. Cooperano le principali istituzioni culturali della Città e della Regione   tra cui il Museo di Arte Contemporanea Castello di Rivoli, Il Museo del Cinema, il Teatro Stabile di Torino e il Ministero dei Beni Culturali.


Hokusai Hiroshige Hasui. Viaggio nel Giappone che cambia



La Pinacoteca Agnelli di Torino presenta, da sabato 19 ottobre 2019 sino a domenica 16 febbraio 2020, la grande esposizione “Hokusai Hiroshige Hasui. Viaggio nel Giappone che cambia”.
 
In mostra le opere di due grandi Maestri del “Mondo Fluttuante” dell’Ottocento, Katsushika Hokusai (1760 - 1849) e Utagawa Hiroshige (1797 - 1858), insieme alle stampe moderne di Kawase Hasui(1883-1957), pittore esponente del movimento shin hanga ("nuove stampe"), che portò avanti i temi e le tecniche delle silografie policrome anche nelle epoche Meiji (1868-1912), Taishō (1912-1926) e parte della Shōwa, fino a metà degli anni Cinquanta del Novecento quando venne nominato “Tesoro nazionale vivente” nel 1956.
 
L’esposizione è curata da Rossella Menegazzo, docente di storia dell’Arte dell’Asia Orientale dell’Università di Milano, e Sarah E. Thompson curatrice del Boston Museum of Fine Arts, ed è organizzata dalla Pinacoteca Agnelli in collaborazione con il Museo di Boston insieme aMondoMostreMain partner del progetto è FIAT.
 
Il percorso espositivo propone, attraverso una selezione di 100 straordinarie silografie dei tre maestri, Katsushika HokusaiUtagawa Hiroshige e Kawase Hasui, un viaggio nei luoghi più suggestivi del Giappone, reali e immaginari, raccontando il mondo artistico di un paese che tra fine Ottocento e inizio Novecento subisce un’enorme trasformazione sotto l’influenza dell’Occidente alla scoperta di come il mondo fluttuante, reso noto dai primi due maestri, scivoli dentro una società che aspira ai canoni artistici europei, e non solo, di cui Hasui è testimone.
 
I visitatori potranno vivere una esperienza completa, prima sperimentando su di sé la meraviglia e l’emozione che all’epoca dovettero provare artisti come Monet, Van Gogh, Degas, Toulouse-Lautrec di fronte alla freschezza, alla semplicità e al forte impatto delle opere di Hokusai e Hiroshige, i due straordinari paesaggisti che contribuirono a rivoluzionare il linguaggio pittorico della Parigi di fine Ottocento; e poi, vedendo l’evoluzione di quelle immagini del Mondo Fluttuante traslate in epoca moderna, attraverso l’abilità, la nostalgia e la tecnica innovativa di Hasui, per la prima volta in un confronto diretto con le opere più importanti dei pittori classici della tradizione giapponese.

 

Cosa rimane dei primi 20 anni del nuovo millennio?



Louise Bourgeois, Tate Modern


Eccoci quasi al 2020, che cosa è successo nel mondo dell’arte in questi 20 anni del nuovo millennio?

Se cento anni fa il mondo dell’arte pareva così in fermento e cambiamento ora tutto pare più quieto, c’è poco da scoprire e rinnovare, forse l’uso della tecnologia e l'evoluzione di internet ha fatto mutare l’approccio al mondo visivo ma il “sistema dell’arte contemporanea” pare accorgersene solo ora, con un bel ritardo.

Ma proviamo a vedere quali artisti o eventi hanno veramente dato un interessante contributo.

L’inizio del nuovo millennio si è avviato per me con la visita alla Tate Modern di Londra con la visione del grande lavoro che Louise Bourgeois realizzò nella grande hall, seguirono poi molti altri, soprattutto nei primi anni, come la famosa installazione di Olafur Elliason nel 2003.

Fra le figure più interessanti emerge Banksy per le sue azioni artistiche che catturano il pubblico, con i suoi interventi di street-art fra ideologie e libertà d’azione.

Ma non ci sono grandi nomi da prendere come riferimento, tanti figure con alcuni progetti interessanti ma che la vastità produttivo sovrasta, per cui ricordo alcuni che, nel bene o nel male, hanno saputo produrre opere dal forte impatto mediatico come i vari Damien Hirst, Jeff Koons, Marina Abramovic e William Kentridge, mentre mi paiono abbastanza valide  le figure giovanili quali Wolfgang Tillmans, Danh Vo, Kara Walker e Tomás Saraceno.

Nel complesso si rimane colpiti più da un proliferare di effimeri momenti come le grandi mostre di Artangel, la sezione Unlimited di ArtBasel, i progetti del Gran Palais, fra i tanti mi aveva colpito nel 2011 quello di Anish Kapoor, o gli interventi all’Armory di New York. Tutte forti occasioni in cui spesso gli artisti sono stati più deboli degli spazi ospitanti.

In Italia tolta la Biennale che rimane sempre valida, ci sono state poche cose, a parte una certa iniziativa dei privati (soprattutto su Milano), il panorama nazionale è alquanto monotono, ricordo la fragile idea del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, e la serie di mostre a Palazzo Fortuny dal 2007 ideate dal collezionista Axel Vervoordt, soprattutto la prima Artempo, che mi avevano colpito positivamente.

Concludo con un'attenzione sulla trasformazioni delle gallerie, molte oramai con un impulso globalizzato, che da semplici spazi del fare artistico sono diventati veri registi del sistema artistico, con un forte ruolo di promozione che spesso è più significativo dei lavori artistici, almeno nel breve periodo.   

29/08/19

Whitechapel autunno /inverno 2019


L'autunno arriva e si riattivano le programmazioni dei grandi spazi culturali, oggi è giunta la programmazione della storica Whitechapel Gallery di Londra sempre molto stimolante e articolata, eccovelo. 



"la Caixa" Collection of Contemporary Art
Selected by Tom McCarthy  Collection, Galleries 2 & 7  19 Sep - 5 Jan 2020 | Free entry 

Celebrated novelist Tom McCarthy (b. 1969, UK) meditates on surveillance and control, and their malfunction and breakdown, in this free display of photography, sculpture, installation and film by artists including Steve McQueen (b. 1969, UK), Eve Sussman (b. 1961, UK) and Isa Genzken (b. 1948, Germany). 
  
McCarthy was invited by Whitechapel Gallery to select from the ’’la Caixa” Collection, Spain’s leading collection of contemporary art, and to write a new accompanying text. Titled Empty House of the Stare, this display and new piece of writing take their name from the 1922 poem Meditations in Time of Civil War by W. B. Yeats. 
Read the full press release
#laCaixaCollection



Sense Sound/Sound Sense
Archive, Gallery 4  3 Sep - 2 Feb 2020 | Free entry

From the snap of biting a carrot to the screech of dismantling a piano, this display explores the interest in music and sound amongst artists of the Fluxus movement.  Featuring works by artists central to the Fluxus movement including John Cage (1912 - 1992), Philip Corner (b. 1933), Dick Higgins (1938 - 1998), Alison Knowles (b. 1933), George Maciunas (1931 - 1978), George Brecht (1924 – 2008), and Yoko Ono (b. 1933), it presents for the first time in the UK scores, records, performance documentation and objects from the Luigi Bonotto Collection.  #sensesound



Eileen Simpson and Ben White (Open Music Archive): Once Heard Before
Display, Galleries 5 & 6  27 Aug - 5 Jan 2020 | Free entry

For this commission, artists Eileen Simpson and Ben White (both b.1977, UK) collaborated with a group of young musicians and Spotlight Youth Centre in East London to produce a call and response that activates past, present and future sounds. 

Taking inspiration from popular music and referencing the history of sample culture, a new film and sound work Once Heard Before (2019) features young beat-makers and emcees, who mutate hit records from the 1950s and 1960s into new sounds. The project is the latest in a series of works commissioned by Whitechapel Gallery to be created by artists in collaboration with local young people.   #onceheardbefore



London Art Book Fair 2019
Event, Galleries 1, 8 & 9  5-8 Sep | Free entry

Over four days in September Whitechapel Gallery is transformed by over 80 creative and cutting-edge publishers. The London Art Book Fair returns with a vibrant mix of art books, independent titles and magazines from around the world.

Exhibitors range from publishing behemoths to independent presses and represent a diverse international cohort from 20 different countries, from Chile to Israel, Korea to the USA.  #LABF19



Art Icon 2020
Event  21 January 2020

Whitechapel Gallery is pleased to announce that Francis Alÿs (b. 1959, Belgium) will be the seventh artist to receive the prestigious Art Icon Award in partnership with Swarovski. Art Icon 2020 will be presented at a gala dinner at Whitechapel Gallery on Tuesday 21 January 2020.

Born in Antwerp in 1959, Alÿs originally trained as an architect and moved to Mexico City in 1968, where he continues to live and work. Throughout his practice, Alÿs consistently directs his distinct poetic and imaginative sensibility toward anthropological and geopolitical concerns centred around observations of, and engagements with, everyday life. 
Major exhibition




Anna Maria Maiolino: Making Love Revolutionary
Exhibition, Galleries 1, 8 & 9    25 Sep - 12 Jan 2020 | £12.95/£9.50

With simple materials like clay, paper and ink Anna Maria Maiolino (b. 1942, Italy) constructs a fascinating world rooted in human conditions such as longing and motherhood, fragility, language and resistance. Frequently taking inspiration from her experience as an immigrant coming of age under Brazil’s military dictatorship, the artist chronicles sixty years of political, personal and cultural shifts.

Whitechapel Gallery brings together an extraordinary body of 150 works, many on display in the UK for the first time. The title Making Love Revolutionary reflects Maiolino’s exposure to the Argentinian Mothers of the Plaza de Mayo movement when living in Buenos Aires. Originating in the 1970s, it saw women march in defiance of the government to campaign for their children disappeared under dictatorship. Becoming a visible, unexpected and dynamic political force over decades, the mother’s love becomes revolutionary.   #AnnaMariaMaiolino

L'Arc de Triomphe di Olafur Eliasson






Per il 2020 il Fonds pour Paris, progetto dell’amministrazione parigina a sostengo dell’urbanistica e dell’arte contemporanea, ha attivato uno stanziamento di 3 milioni di euro per rinnovare l’illuminazione dell’Arc de Triomphe commissionandola all’artista Olafur Eliasson, progetto di sostegno alle prossime olimpiadi che si svolgeranno a Parigi nel 2024.

Sempre il noto edificio sugli Champs-Élysées sarà poi lo spazio d’intervento dell’artista Christo per il prossimo Settembre del 2020 mentre da poche settimana sono state inaugurate una serie di fontane ideate dagli artisti francesi Ronan ed Erwan Bouroullec.



28/08/19

Residenze fra artisti





L’estate è passata per cui si ritorna in gioco nella creatività, per stimolarsi una residenza può essere una piacevole esperienza, tanto più se è in ambito artistico, per cui consultate il sito di Artist Residency Swap, e sicuramente troverete un posto che vi affascina e la relativa residenza a casa di un nuovo amico artista.



CS

Artist Residency Swap – ARS is a platform and community, where artists can swap both their work space and home with each other.

ARS is run by curator Anni Fahler and artist Timo Wright.

ARS wants to offer all artists/creatives the chance to take part in the residency program regardless of their age, gender, social class or position in the art world.

ARS’ background is in the art gallery called Unknown Cargo, which reveals its artist only after the exhibition. With this project, we have tested out new ways of accessing and creating art. Unknown Cargo gallery also attempted to bring forth more financial equality and fairness to the art world, preconditioned mainly by economic forces which tend to disregard the liberties of the artists. We have operated for 5 years in Helsinki, and also in Stockholm and Copenhagen.

Transart 2019





Dall’11 al 28 Settembre a Bolzano si avvia una nuova edizione del Transart sulle arti digitali, mondo che oramai è diventato parte del quotidiano di tutti noi e che da diversi anni questo festival propone con figure di spicco internazionale.

Si tratta di uno dei più importanti festival multidisciplinari di cultura contemporanea in Italia e come sempre sarà una rassegna in sviluppo su diversi temi con approcci molto articolati, dalle conferenze alla performance, con mostre, incontri e tanta interazione col pubblico.




Apprezzato in tutto Europa, Transart coinvolge il pubblico in una nuova ed emozionante scoperta dei più importanti e innovativi progetti di cultura contemporanea allestiti in spazi che ne esaltano il carattere sperimentale: fabbriche abbandonate, baite in alta montagna, ex-caserme, università.

Partendo da Bolzano, centro nevralgico del festival, musica classica, elettronica, performance, spettacoli, mostre, cinema, nuove tecnologie vengono presentati, in tutta la regione da nord a sud, creando una piattaforma contemporanea interregionale e transfrontaliera.

27/08/19

Prossimamente Berlin Biennale



La Biennale di Berlino per l'arte contemporanea ha annunciato la nomina delle curatrici selezionate per la prossima, sono: María Berríos, Renata Cervetto, Lisette Lagnado e Agustín Pérez Rubio. I membri di questa squadra intergenerazionale tutta al femminile si riuniranno in una costellazione a quattro voci per realizzare la prossima l'11a Biennale di Berlino, che si svolgerà nell'estate del 2020.

Prima tappa sarà il prossimo 6 Settembre, dove il comitato si stabilirà nello spazio di una torre appartenente al complesso architettonico di ExRotaprint, con una apertura al pubblico dalle 17 alle 21, e la presentazione del progetto curatoriale.  

Indirizzo XI Biennale di Berlino c / o ExRotaprint  Bornemannstraße 9  13357 Berlino


CS

The international selection committee for the curatorship of the upcoming Berlin Biennale consisted of Doryun Chong (deputy director and chief curator at M+, Hong Kong), Adrienne Edwards (Engell Speyer Family Curator and Curator of Performance at Whitney Museum of American Art, New York), Reem Fadda (independent curator, Ramallah), Solange O. Farkas (director and curator at Associação Cultural Videobrasil, São Paulo), Omer Fast (artist, Berlin), Krist Gruijthuijsen (director at KW Institute for Contemporary Art, Berlin), and Miguel A. López (codirector and chief curator at TEOR/éTica, San José).



The Kulturstiftung des Bundes (German Federal Cultural Foundation), which has supported the Berlin Biennale since its fourth edition as one of Germany’s “cultural institutions of excellence”, continues its longterm partnership with the Berlin Biennale as main funder, providing support in the amount of three million euro for the 11th edition.





Curators biographies

María Berríos (born 1978 in Santiago de Chile) is a sociologist, writer, independent curator, and cofounder of the Chilean editorial collective vaticanochico. Her work traverses art, culture, and politics with a special interest in the collective experiments of the Third World movement and their exhibition formats in the 1960s and 70s. She teaches and lectures regularly in Europe and Latin America and has published extensively on art and politics in Latin America and beyond. Among other projects, Berríos curated with Lisette Lagnado Drifts and Derivations. Experiences, journeys and morphologies on experimental architectural collectives from Chile and Brasil (Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, 2010), and curated Nuestro desconocido, nuestro caos, nuestro mar (Museo Experimental el Eco, Mexico City, 2014), and Alberto Cruz: El cuerpo del arquitecto no es el de un solo hombre (together with Amalia Cross, MAVI – Museo de Artes Visuales, Santiago de Chile, 2017). Berríos has been engaged in several collaborative art projects, including The Revolution Must Be a School of Unfettered Thought (together with artist Jakob Jakobsen for the 31st Bienal de São Paulo, 2014). She is an ongoing collaborator of the Hospital Prison University Archive (Copenhagen, 2016–to date), a project space and radio station run by artist Jakob Jakobsen in the building where he and Berríos live together with their three-year-old son Teo, who believes he is a ninja.



Renata Cervetto (born 1985 in Buenos Aires) has an ongoing curiosity for artistic practices in dialogue with language, public space, and body memories. She has researched the pedagogical programs of the Mercosul and São Paulo biennials, looking into how performance can result in critical mediation and the possibilities for negotiation and debate that this offers within different contexts. In 2013–14 Cervetto participated in the De Appel Curatorial Programme in Amsterdam, followed by a fellowship to develop a one-year public program at De Appel in 2014. This also included a compilation of her research in The Fellow Reader #1. On Boycott, Censorship and Educational Practices (De Appel, 2015). From 2015–18 she coordinated the education department of the Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires (MALBA). Cervetto coedited the publication Agítese antes de usar. Desplazamientos educativos, sociales y artísticos en América Latina (TEOR/éTica, San José, and MALBA, Buenos Aires, 2017, with texts by Lisette Lagnado, among others) together with Miguel A. López. In recent years, she has been exploring how consciousness (or self-awareness) can be developed through pedagogical-poetic exercises.



Lisette Lagnado (born 1961 in Kinshasa) is a researcher, art critic, and independent curator interested in strategies for collaborating with sociologists and architects in public space. As a young child she never understood why people lived on the streets and spent her time speaking with them. She was chief curator of the 27th Bienal de São Paulo How to Live Together (2006) and curated Drifts and Derivations: Experiences, journeys and morphologies together with María Berríos (Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, 2010). Recent projects of her include Rivane Neuenschwander: The Name of Fear | Rio de Janeiro (Museu de Arte do Rio (MAR), Rio de Janeiro, 2017) and León Ferrari, For a World with No Hell (Galeria Nara Roesler, São Paulo and New York, 2018). In 2014 Lagnado became director and Curator of Public Programs of the Escola de Artes Visuais do Parque Lage in Rio de Janeiro, a position held until 2017. Lagnado was coeditor of the magazines Arte em São Paulo (1981–89) and Trópico (2001–11) and contributed to exhibition catalogues on Arthur Bispo do Rosario, Dominique Gonzalez-Foerster, Laura Lima, Gordon Matta-Clark, Virginia de Medeiros, Cildo Meireles, Ahlam Shibli, Tunga, and Bárbara Wagner & Benjamin de Burca, among others. In 1993, together with friends and family of the artist José Leonilson, she established the São Paulo-based Projeto Leonilson, which oversees his estate; she also curated his first retrospective Leonilson: são tantas as verdades (Galeria de Arte do SESI, São Paulo, 1995). Lagnado coordinated the Programa Hélio Oiticica, an online archive of Hélio Oiticica’s writings (Instituto Itaú Cultural, 1999–2002). Lagnado is currently a member of the Associação Cultural Videobrasil, São Paulo.



Agustín Pérez Rubio (born 1972 in Valencia) has a curatorial and institutional practice relating to collaborative projects, gender and feminist issues, linguistics, architecture, politics, and postcolonial perspectives. In his early childhood he was fascinated by his mother’s makeup, wigs, and dresses. He was artistic director of Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires (MALBA, 2014–18) and chief curator and director of Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León (MUSAC, 2003–13). Pérez Rubio curated numerous monographic exhibitions by Dora García (Vibraciones, MUSAC, 2004), Tobias Rehberger (I Die Every Day. 1 Cor. 15,31, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, 2005), Julie Mehretu (Black City, MUSAC, 2006), Elmgreen & Dragset (Trying to Remember What We Once Wanted to Forget, MUSAC, 2009), Superflex (Working Title: A Retrospective Curated by XXXXXXX, Kunsthal Charlottenborg, Copenhagen, 2013), Rosângela Rennó (Everything that doesn’t show in the images, Centro Atlántico de Arte Moderno – CAAM, Las Palmas de Gran Canaria, 2014), General Idea (Broken Time, Museo Jumex, Mexico City, 2015), Claudia Andujar (Marcados, MALBA, 2016), and Mirtha Dermisache (Because I write!, MALBA, 2017). He has also curated group shows including Primer Proforma 2010. Badiola Euba Prego. 30 exercises 40 days 8 hours a day (MUSAC, 2010), Unerasable Memories (Sesc Pompeia, São Paulo, 2014), and Infinite Experience (MALBA, 2014). Pérez Rubio was recently appointed curator of the Chilean Pavilion for the Biennale di Venezia in 2019 where he presents the work of artist Voluspa Jarpa. He is currently a board member of CIMAM and member of the Istanbul Biennial advisory board.





Curators of the past Berlin Biennale editions

 1st Berlin Biennale (1998): Klaus Biesenbach with Nancy Spector and 
Hans Ulrich Obrist
 2nd Berlin Biennale (2001): Saskia Bos
 3rd Berlin Biennale (2004): Ute Meta Bauer
 4th Berlin Biennale (2006): Maurizio Cattelan, Massimiliano Gioni and 
Ali Subotnick
 5th Berlin Biennale (2008): Adam Szymczyk and Elena Filipovic
 6th Berlin Biennale (2010): Kathrin Rhomberg
 7th Berlin Biennale (2012): Artur Zmijewski together with associate curators Voina and Joanna Warsza
 8th Berlin Biennale (2014): Juan A. Gaitán
 9th Berlin Biennale (2016): DIS (Lauren Boyle, Solomon Chase, Marco Roso, David Toro)
10th Berlin Biennale (2018): Gabi Ngcobo with a curatorial team composed of Nomaduma Rosa Masilela, Serubiri Moses, Thiago de Paula Souza, and Yvette Mutumba

Fattobene




Il Moma di New York ha aperto da poco uno shop corner temporaneo, fino al 29 Settembre, dedicato alla produzione italiana con la piattaforma Fattobene ideata nel 2005 da Anna Lagorio, giornalista, e Alex Carnevali, fotografo.

Dedicata alla vendita di prodotti storici e ancora in produzione, è un ottimo esempio di attenzione al lavoro e alla qualità contemporanea, che mette in evidenza tanti validi produttori italiani che ancora oggi fanno la differenza nella creazione di un’idea di punta del nostro paese. 




Sono così proposti gli storici mattarelli per la pasta, o gli eleganti e resistenti tessuti per la cucina, la dolcezza delle caramelle italiane o la bellezza delle pratiche caraffe dell’acqua.

Particolarmente ben curato il sito che riporta tante interessanti informazioni sui prodotti e che continuerà a proporsi per gli acquisti, se non passerete a New York.






 


26/08/19

Prossimamente Artissima





Con l'autunno arriva il momento di segnarsi i prossimi appuntamenti dell'arte contemporanea, sicuramente un posto d'onore spetta alla ventiseiesima edizione di ARtissima che si svolgerà dal 31 Ottobre al 3 Novembre.

Al terzo mandato la curatrice Ilaria Bonacossa sviluppa un progetto articolato e stimolante che conferma l'importanza di questa grande e unica fiera d'arte contemporanea che vedrà la partecipazione di più di 200 gallerie provenienti da 43 nazioni.

Per il 2019 Artissima propone una dialettica fra desiderio e censura due aspetti che l'umanità spesso vive nei suoi più intensi bisogni primari. Il progetto avrà la sua centralità presso l'Oval ma espanderà anche in alcuni particolari spazi della città, in collaborazione con le tante dinamiche realtà territoriali.

Ma vediamo alcune delle più interessanti novità che ci aspettano  

Iniziamo da "Hub Middle East" sarà un progetto ideato con la collaborazione della Fondazione Torino Musei, che guarderà alle diversi realtà promotrici dello sviluppo culturale quali gallerie, musei e artisti delle nuove zone d'arte del Medio Oriente.

Per festeggiare i 10 anni di Back to the Future sarà realizzata un selezione delle proposte fatte in queste tante edizioni.

Visto il grande successo tornano le  #ArtissimaStories, una serie di interviste a personaggi rilevanti del mondo dell’arte contemporanea, pubblicate a partire da settembre sul sito e i social media della fiera. Nasce parallelamente un nuovo format, le #ArtissimaPills. Fresh news from the art world, pillole video dedicate ai curatori di Artissima. Entrambi i progetti, realizzati grazie al sostegno di Compagnia di San Paolo, sono a cura di Edoardo Bonaspetti e Stefano Cernuschi, con Anna Bergamasco.


Sarà vietata ai minori il particolare progetto espositivo "Abstract Sex. We don’t have any clothes, only equipments"   incentrato sul tema del desiderio, in linea con il fil rouge di questa edizione. Ospitato negli spazi di Jana, storica boutique torinese, Abstract Sex. We don’t have any clothes, only equipments si interroga sulla rilevanza del desiderio nella ricerca artistica e culturale più recente, attraverso video, sculture, opere su tela o carta e oggetti selezionati dalle gallerie che partecipano ad Artissima 2019. Il progetto, nato da un’idea di Ilaria Bonacossa, è a cura di Lucrezia Calabrò Visconti e Guido Costa.



Le Ogr ospiteranno Artissima Telephone, iniziativa ideata da Ilaria Bonacossa e curata da Vittoria Martini, Artissima Telephone offrirà una ricognizione sul telefono come mezzo espressivo artistico.

Ecco le informazioni per organizzare la vostra visita

Opening: giovedì 31 ottobre 2019   
Anteprima stampa                   ore 11.30-21.00
Incontro con la stampa          ore 12.00
Anteprima collezionisti           dalle ore 12.00 (su invito)
Inaugurazione                             ore 17.30-21.00 (su invito)

Apertura al pubblico:
1-2 novembre 2019                 ore 12.00-20.00
3 novembre 2019                    ore 11.00-19.00
 
OVAL Lingotto Fiere | via Giacomo Mattè Trucco, 70 – Torino

Biglietti:
Intero: € 18,00
Ridotto: € 13,00 *
Abbonamento 3 giorni: € 36,00
* Ragazzi 12-18 anni. Over 65. Studenti universitari su presentazione del libretto universitario. Militari in divisa. Ingresso gratuito per i disabili con accompagnatore. 

 
ARTISSIMA SRL
www.artissima.it
info@artissima.it
Facebook | Twitter | Instagram | Youtube: Artissima Fair 
#artissima #artissima2019 #artissima26


PARTNER

Main Partner UniCredit

Partner Campari Group, Fondazione Sardi per l'Arte, illycaffè, Irinox, Lauretana,
Piemonte Land of Perfection, Professional Trust Company, Tosetti Value | Il Family office

Special Projects Partner Alserkal Avenue, Combo, EDIT, Franco Curletto, Kristina Ti, Treccani, VANNI occhiali

In-kind Partner 100x100factory, Artek, Carioca, Gebrüder Thonet Vienna, Golran,
Grandimpianti Ali Group, Guido Gobino, Hangar, lapalma, Magis, Moleskine, Nemo Lighting,
Pastiglie Leone, Pedrali, Torino Airport, Vitra

Official Carrier Egual Yard
Official Insurance Art Defender Insurance
Media Partner La Stampa
Media Coverage Sky Arte


Arrivano i tulipani di Jeff Koons




Dopo lunghe polemiche sulla collocazione del Bouquet of Tulips di Jeff Koons a Parigi si è trovato una sistemazione, saranno presentati il prossimo 5 Ottobre nel parco vicino al Petit Palais.

Il progetto era stato criticato per un certo spirito che pareva più di autopromozioanle che di reale sensibilità agli eventi francesi.

L'artista regalava questa luccicante scultura col vincolo della posizione, che doveva essere al Palais de Tokyo, luogo prossimo all'affollatissima Tour Eiffel, poi quando fu proposto il Parc de la Villette, l'artista non era concorde perché troppo periferico, confermando così le voci sulle dubbie intenzioni dell'artista. 

Ora si è trovato una soluzione intermedia con una prossimità fra il centro e un luogo adatto per queste costosa opera, oltre 3 milioni di euro., progetto promosso da  Fonds Paris .

“Bouquet of Tulips” è una grande scultura in bronzo,  che peserà quasi 27 tonnellate, larga 8 metri e alta 11 metri.

25/08/19

Paolo Scheggi a Londra




La Estorick Collection di Londra propone fino a metà settembre una bella mostra a Paolo Scheggi, artista fra i più interessanti degli anni sessanta 





CS 
Born in Florence, but Milanese by adoption, Paolo Scheggi (1940-1971) was one of the protagonists of Spatialism and the neo-avant-gardes of the 1960s. This exhibition, organized in collaboration with the Associazione Paolo Scheggi, is the first to be dedicated to the artist by a museum in Britain, and spans his brief yet endlessly inventive career. Scheggi is best-known for his vibrant canvases incorporating elliptical or circular openings; these built on the pioneering example of Lucio Fontana, who represented something of a spiritual father to him during the early years of his career. However, Scheggi was a multifaceted artist whose work embraced many spheres of creative activity with striking coherence.

In Depth features Scheggi’s early works in sheet metal, as well as the iconic Reflected Zones and Intersurfaces of the 1960s, which were constructed from three brightly coloured layers of canvas. It also explores Scheggi’s extension of the artwork into space through sculptural installations and environments, as well as his theatrical and performance projects of the late 1960s. The show concludes by considering the conceptual works of the early 1970s, and also includes examples of Scheggi’s collaboration with the worlds of theatre and fashion. Exploring the relationship between the viewer and the artwork, Scheggi’s paintings and constructions provide an immersive, interactive experience that takes us beyond the surface of things in more than just a literal sense.


Avviata la Fondazione Coppola di Vicenza



Sta per concludersi la prima mostra che la FondazioneCoppola ha realizzato nel Torrione di porta Castello a Vicenza, restaurato dalla fondazione stessa, con lo studio UP3 Architetti Associati, e donato poi al comune con un accordo di uso trentennale.

La mostra, curata da Davide Ferri, propone le opere di Neo Rauch (Lipsia, 1960) e Rosa Loy (Zwickau, 1958) un bel dialogo fra ricercate pitture figurative.






CS

Neo Rauch, Rosa Loy  La Torre

Apre al pubblico la Fondazione Coppola con una mostra di due artisti internazionali.

La Fondazione Coppola è lieta di annunciare l’apertura della propria sede espositiva presso il Torrione di Vicenza, con la mostra La Torre, curata da Davide Ferri: la prima personale in Italia degli artisti Neo Rauch (Lipsia, 1960) e Rosa Loy (Zwickau, 1958). Il progetto nasce per volontà del mecenate e imprenditore Antonio Coppola, che ha acquistato e donato il Torrione medievale al Comune di Vicenza in cambio di un usufrutto di trent’anni, l’ha sottoposto a un meticoloso lavoro di restauro a cura dello studio UP3 Architetti Associati, sotto l’attenta supervisione della Soprintendenza, restituendo alla città un bene pubblico diventato oggi un polo per l’arte contemporanea.

La prima mostra, che presenterà una serie di opere inedite, tra dipinti e disegni, di Neo Rauch e Rosa Loy, appositamente pensate per gli spazi del Torrione, rappresenta la possibilità di avvicinarsi al lavoro di due figure chiave della scena della pittura internazionale degli ultimi decenni. La loro esperienza è fortemente legata alla città di Lipsia, dove, dall’inizio del Novecento fino agli anni Duemila, è andato formulandosi un linguaggio figurativo che ha formato un’importante scuola di pittura (la scuola di Lipsia, appunto) che ha coinvolto diverse generazioni di artisti tedeschi.

Neo Rauch, in particolare, ha rivestito un ruolo cruciale negli anni immediatamente successivi alla fine dell’ex DDR: figura di raccordo tra diverse generazioni di artisti, punto di riferimento per i pittori che hanno fatto parte della Nuova Scuola di Lipsia, l’artista ha saputo rielaborare il suo linguaggio figurativo attraverso la contaminazione di diverse culture: le illustrazioni dei manifesti di propaganda della Germania Est, la cultura Pop, il realismo energetico e nervoso di artisti come Max Beckmann e Otto Dix, le prospettive allucinate e la concitazione narrativa dei grandi teleri di maestri rinascimentali come Tintoretto e Rubens.

Ogni dipinto di Neo Rauch è basato sull’incontro e sulla giustapposizione (e infine sul collasso) di motivi e nuclei narrativi differenti, con figure che possono sdoppiarsi e moltiplicarsi all’interno della stessa immagine e bruschi cambiamenti atmosferici e temporali. Il risultato di questa convulsa sovrapposizione sono immagini solo apparentemente illustrative, scomposte e basate su episodi autonomi e spesso contrastanti e percorse da continue variazioni prospettiche e sproporzioni. I dipinti di Neo Rauch sono dunque vere e proprie mappe di forze, in cui ogni elemento rappresenta lo snodo di una partitura energetica e visionaria più che di una narrazione coerente e organica.




Apparentemente più disteso (e aperto alla possibilità di abbandoni lirici), ma altrettanto onirico e ambiguo, è il linguaggio figurativo di Rosa Loy: al centro dei suoi dipinti c’è sempre la figura del doppio femminile e del doppelgänger, e la relazione enigmatica – e spesso sordidamente violenta – tra due figure che si muovono all’interno di un paesaggio intimo e famigliare, dentro una casa o un giardino. Come i dipinti di Neo Rauch anche quelli di Rosa Loy invitano lo spettatore a confrontarsi con immagini archetipiche – dense di implicazioni psicanalitiche – il cui significato è continuamente rilanciato dalla giustapposizione di dettagli ed elementi potenzialmente “sintomatici” e da una “costruzione ellittica e priva di nuclei stabili”: una dimensione illustrativa a cui fa da contraltare un’imprendibilità del racconto come avviene nella tradizione surrealista.

La mostra – il cui titolo, La Torre, è naturalmente un richiamo all’edificio e alla sua potenza simbolica – si articola lungo i sei piani del complesso medievale come proposta di dialogo tra le opere dei due artisti, fino a un confronto ravvicinato tra le due poetiche, e percorso di progressione (dello spettatore) verso l’alto, verso l’ultimo piano da cui la vista sulla città, a trecentosessanta gradi, si può afferrare in stretta relazione con le opere esposte. La figura della torre come elemento evocativo e rimando al racconto, ad una possibile narrazione, inoltre, appare in molti dipinti di Neo Rauch, magari in secondo piano, e funge da richiamo a quell’immaginario popolare e fiabesco che da sempre alimenta le visioni dell’artista.

La mostra è patrocinata dal Comune di Vicenza e dal Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania e si potrà visitare dal 5 maggio al 30 agosto, da venerdì a lunedì, con orario continuato dalle 11.00 alle 18.00.

 

24/08/19

Prossimamente Uffizi


Si amplia il raggio di proposte delle Gallerie degli Uffizi per la prossima stagione di eventi espositivi, un ricco programma che guarda all'arte nel suo sviluppo storico giungendo fino al nostro presente con l'esposizione dedicata a Neo Rauch, oltre a mostre più classiche, ma eccovi tutto il programma. 

CS

Dodici mesi ad arte con la grande scultura classica, la prima mostra monografica dedicata al pittore ottocentesco Giuseppe Bezzuoli, la contemporaneità romantica di Neo Rauch, una esposizione con antichi manoscritti rubati poi recuperati dai Carabinieri ed anche una speciale rassegna sulla storia e l'evoluzione della calzatura nel corso dei secoli. Il calendario espositivo delle Gallerie degli Uffizi per il prossimo periodo che va dall’autunno 2019 all’estate 2020 sarà come sempre attento ai gusti e alle curiosità dei visitatori più diversi.
L’archeologia la fa da padrona con ben tre appuntamenti, di tenore diversissimo:
Si inizia subito prima di Natale con Ai piedi degli dei.
Le calzature dal mondo classico al contemporaneo (Palazzo Pitti, Museo della Moda e del Costume 16 dicembre 2019 - 19 aprile 2020). Per una volta, l’antichità non si presenta troppo paludata ma presta il fianco a un tema di storia della moda, spazzando tuttavia il campo da ogni frivolezza: diventa indagine sociale, di stile, e giunge fino ai nostri giorni con il design e con la filologia dei costumi nei film “peplum”.
Una delle sale più amate degli Uffizi, quella della Niobe, trova nuova vita e diventa argomento di confronti stilistici tra sculture nella mostra Il mito ritrovato. I Niobidi dagli Horti Lamiani e dalla villa di Valerio Messalla Corvino a confronto, con i recenti ritrovamenti di altre statue dello stesso soggetto, vicino a Ciampino (Uffizi, Sala della Niobe, 18 dicembre 2019 - 15 marzo 2020). In estate, l’appuntamento ormai fisso nella Limonaia del Giardino di Boboli è con la ricostruzione, virtuale e reale, di una città gioiello dell’Asia Minore: Hierapolis, Signora delle Ninfe. Miti e realtà di una città d’Asia (dal 26 maggio al 18 ottobre 2020) sarà come un viaggio nella Turchia dai tempi dell’Impero Romano a quello Bizantino.
La grande mostra Plasmato dal fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici (Palazzo Pitti, Tesoro dei Granduchi, 18 settembre 2019 – 12 gennaio 2020) si apre in concomitanza della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Palazzo Corsini. L’argomento viene affrontato in modo nuovo, con molte scoperte frutto di ricerche nelle collezioni internazionali e negli archivi, e di acquisti sensazionali sul mercato dell’arte da parte delle Gallerie degli Uffizi. Una delle sezioni è dedicata alle relazioni tra i disegni preparatori e la loro traduzione in bronzo: a questo stesso filone – traduzione del bi- in tri-dimensionale – è in gran parte votata l’importantissima mostra I Cieli in una stanza. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento (Uffizi, Sala Detti e Sala del Camino, 10 dicembre 2019 - 8 marzo 2020), che nasce come reazione alla sventura del crollo del soffitto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma. Sarà una mostra che servirà a sensibilizzarci ad avere più cura del nostro patrimonio, ma anche un’occasione di godimento estetico, con disegni, modelli e pezzi di soffitti belli e cesellati come oreficerie. E per giunta una scoperta: chi ha mai l’idea, entrando in un salone o in una chiesa, di guardare travicelli e lacunari?
Sempre sul tema della tutela, vista come recupero, come risarcimento di attività criminali, ma anche come celebrazione di una gloria tutta italiana (i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale), è la mostra Storie di pagine dipinte. Manoscritti e miniature recuperati dal Nucleo Tutela del Patrimonio di Firenze (Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie, 21 marzo – 23 giugno 2020). Crimini recenti e storia antica si intrecciano: al paziente – e spesso rischioso - lavoro degli investigatori si somma quello degli specialisti che riconducono frammenti e pagine strappate ai volumi originali di appartenenza, che ritrovano l’esatta collocazione di un codice rubato, che ne ricostruiscono il contesto d’esecuzione e lo scriptorium.
Il secondo, atteso appuntamento dell’autunno è con un personaggio grandioso e controverso: Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento (Uffizi, Aula Magliabechiana26 novembre 2019- 3 marzo 2020). Ovvero, come un intellettuale e letterato può influire sul gusto di un’epoca e come può rifletterlo. Saranno esposte opere celeberrime, da Sebastiano del Piombo a Tiziano, oltre a manoscritti e oggetti prestati da musei di tutto il mondo, che segnano l’affermazione della cosiddetta “Maniera moderna” nell’arte.
Ad aprire le celebrazioni per la giornata della donna sarà ‘La grandezza del universo’ nell’arte di Giovanna Garzoni
(Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, 6 marzo – 7 giugno 2020), che affronta la figura della pittrice da un’angolatura insolita: donna viaggiatrice, a dispetto dei costumi del tempo, la Garzoni è vista come documentatrice di un mondo esotico e meraviglioso, visto nelle collezioni di naturalia d’Europa e trasmesso a Firenze con disegni e dipinti di squisita precisione e dai soggetti sorprendenti.
Si passa all’Ottocento con Giuseppe Bezzuoli (1789-1855). Un grande protagonista della pittura romantica (Uffizi, Aula Magliabechiana e Sala Detti, 2 aprile - 31 luglio 2020). Per la prima volta si rende giustizia a questo importantissimo artista con una mostra monografica, che per giunta offre al visitatore la sorpresa di una serie di opere recentemente acquistate dalle Gallerie degli Uffizi. E si tratta di autentici capolavori, che al momento in cui vennero presentati al pubblico fecero sensazione in tutta Europa: basta guardare la Eva, che flirta con il serpente standosene seduta, completamente nuda, su un sottobosco umido (è del 1853: dieci anni prima del Déjéneur sur l’herbe di Manet!).
Anche gli spazi ottocenteschi dell’Andito degli Angiolin diventano uno scenario e un’opera d’arte a sé, intesa ad integrare la mostra dell’artista tedesco contemporaneo Neo Rauch, che si aprirà in autunno (Neo Rauch. Opere dal 2006 al 2019. Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini16 ottobre 2019 – 12 gennaio 2020). Le opere presentate per l’occasione sono infatti state create pensando a quegli spazi, e nel loro spirito in qualche maniera alludono alla grande pittura romantica tedesca.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, commenta: “Con questa scelta di mostre abbiamo tenuto in considerazione tutte le categorie di visitatori. Abbiamo pensato di incuriosirli, di coinvolgerli nella discussione su problemi scottanti come il furto di opere d’arte (i codici miniati) e la tutela (i soffitti del Rinascimento); abbiamo voluto trasportarli dall’Asia Minore dell’antichità al mondo degli intellettuali del Rinascimento; farli spaziare dal mito dei Niobidi all’angoscioso campionario umano di Neo Rauch, uno dei protagonisti dell’arte contemporanea in Europa; far dialogare le sculture della grande stagione barocca fiorentina con gli eventi che accadono adesso in città, come la Biennale di Palazzo Corsini. Tutto si basa su ricerche nuove, e spesso anche su acquisti recenti delle Gallerie degli Uffizi, che nei confronti della città, dei visitatori e dei giovani continuano ad attivare un dialogo propositivo. Negli spazi del Museo e del Giardino di Boboli le mostre diventano così uno scambio di idee e un’occasione di crescita consapevole”.


CALENDARIO DELLE MOSTRE

Plasmato dal fuoco.
La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici
a cura di Eike D. Schmidt, Sandro Bellesi e Riccardo Gennaioli
Palazzo Pitti, Tesoro dei Granduchi
18 settembre 2019 – 12 gennaio 2020

Per la prima volta, si offre un quadro aggiornato della scultura in bronzo a Firenze in età barocca, concentrandosi sul periodo degli ultimi granduchi di casa Medici. Partendo da una selezione di bronzi del Giambologna, della sua scuola e dei maestri più importanti nella lavorazione metallica del primo Seicento, la scelta delle opere si concentra sulle commissioni nate, essenzialmente, per diretto impulso della corte fiorentina o comunque ad essa legate. Particolare risalto sarà dato alle figure di Giovan Battista Foggini e Massimiliano Soldani Benzi, protagonisti di un profondo rinnovamento della scuola scultorea toscana, diventata a tutti gli effetti una tra le più rinomate del tempo. Da questi maestri partirà la rinascita della plastica in bronzo a Firenze tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, cui tutta l’Europa guarderà, grazie alle strepitose creazioni di artefici fiorentini come Giuseppe Piamontini, Giovacchino Fortini, Antonio Montauti, Agostino Cornacchini, Lorenzo Merlini, Girolamo Tacciati, Giovan Camillo Cateni e Pietro Cipriani.

Neo Rauch
Opere dal 2006 al 2019
a cura di Max Seidel e Serena Calamai
Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini
16 ottobre 2019 – 12 gennaio 2020

Neo Rauch, nato a Lipsia nel 1960, è considerato il maggior esponente della pittura della Germania dell'Est dopo la caduta del muro di Berlino. Gli sono state dedicate mostre monografiche al Metropolitan Museum di New York, a Montréal, e all’Albertina di Vienna, e ora per la prima volta la sua opera approda in Italia, con molti dipinti creati appositamente dall’artista per gli spazi dell'Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti. Questi ambienti ottocenteschi si rivelano congeniali alle visioni poetiche e spesso enigmatiche di Rauch, che sfidano l’osservatore attingendo a fonti figurative e del Romanticismo tedesco, e che nell’indagine profonda della condizione umana rivelano l’influenza del Realismo socialista e del Surrealismo.

Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento
a cura di Anna Bisceglia, Matteo Ceriana e Paolo Procaccioli
Gli Uffizi, Aula Magliabechiana
26 novembre 2019- 3 marzo 2020

Un centinaio tra dipinti, sculture, oggetti di arte applicata, arazzi, miniature e libri a stampa, ricostruiscono il mondo di un grande intellettuale del Cinquecento, Pietro Aretino (1492-1556). Il suo ritratto alla Galleria Palatina è uno dei capolavori di Tiziano, noto per le effigi di Papi e Imperatori, nientemeno. Pietro Aretino visse, e alimentò con i suoi scritti, un momento fondamentale per la storia e per l’arte italiana: quello che vide l’affermazione di Michelangelo e Raffaello a Roma e la diffusione in tutta Europa della cultura maturata nei primi tre decenni del Cinquecento nello sfarzo della corte di Giulio II, Leone X e Clemente VII. Aretino visse, in una parola, nel pieno della “Maniera Moderna”, secondo la definizione di Giorgio Vasari nelle sue Vite degli artisti, pubblicate nel 1550 e nel 1568. La mostra è scandita in cinque sezioni che illustrano i principali momenti della vicenda di Pietro, e l’avvicendarsi di scenari che vanno dagli esordi tra Arezzo e Perugia, all’approdo alla corte pontificia Roma, fino al trasferimento nel nord Italia, a Mantova prima e infine a Venezia.

I Cieli in una stanza.
Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento
a cura di Claudia Conforti, Maria Grazia D’Amelio, Francesca Funis,
Lorenzo Grieco
Gli Uffizi, Sala Detti e Sala del Camino
10 dicembre 2019 - 8 marzo 2020

La mostra illustra i soffitti lignei a cassettoni, chiamati “cieli” nel Rinascimento. Elementi costruttivi e ornamentali dello spazio interno, i soffitti sono un compendio di tecnica, di arte e di rappresentazione simbolica, che attualizza la cultura antica, nella rifondazione che tra Quattro e Cinquecento interessa chiese e palazzi a Firenze e a Roma. Saranno esposti disegni in gran parte provenienti dalla raccolta degli Uffizi, che illustrano prototipi antichi, dalla Domus Aurea al tempio di Bacco a Roma; progetti dei Sangallo, di Vasari e bottega, di Michelangelo, di Zucchi, di Maderno e altri; le monumentali capriate portanti. Arricchiranno la mostra dipinti, incisioni, modelli e autentici lacunari rinascimentali. Dispositivi interattivi mostreranno soffitti lignei di Roma e Firenze, scelti tra i più belli e importanti.

Ai piedi degli dei.
Le calzature dal mondo classico al contemporaneo
a cura di Lorenza Camin, Caterina Chiarelli, Fabrizio Paolucci
Palazzo Pitti, Museo della Moda e del Costume
16 dicembre 2019 - 19 aprile 2020

La storia, il ruolo sociale e la valenza simbolica della calzatura a partire dal mondo classico sino al contemporaneo sono l’argomento della mostra. 
Nel mondo greco, per esempio, lo status e il ceto di appartenenza di una persona si distingueva anche in base all’altezza delle suole, ai colori e alle decorazioni delle calzature che indossava. In mostra sono esposti i principali tipi di scarpe utilizzate nel periodo compreso fra il V secolo a.C. e il IV a.C, rinvenute in contesti archeologici dell'Europa del nord. Raffigurazioni su rilievi, vasi figurati e statue integreranno il nucleo archeologico, cui si affiancherà una sezione dedicata alla fortuna della calzatura antica nella cultura del Novecento, attraverso due punti di vista fra loro complementari: la moda e il cinema. Scarpe dei maggiori stilisti italiani del secolo scorso saranno esposte insieme ai modelli della più celebre manifattura italiana di calzature per il cinema, la Pompei Shoes, per alcuni dei film peplum divenuti veri e propri cult, da Cleopatra a Quo Vadis, Da Ben Hur al Gladiatore.

Il mito ritrovato
I Niobidi dagli Horti Lamiani e dalla villa di Valerio Messalla Corvino a confronto
a cura di Alessandro Betori, Sergio del Ferro, Fabrizio Paolucci
Gli Uffizi, Sala della Niobe
18 dicembre 2019 - 15 marzo 2020

Nel 2013, esattamente 430 anni dopo il ritrovamento delle 13 statue del gruppo dei Niobidi non lontano da San Giovanni in Laterano, sette sculture raffiguranti lo stesso mito sono state rinvenute nei resti di quella che, con ogni probabilità, fu la villa di Valerio Messalla Corvino, posta nei pressi dell’attuale Ciampino. Le statue, che ornavano il perimetro di vasche, ripropongono il già ben noto legame fra questo soggetto e la decorazione di grandiosi ninfei, come era appunto quello degli Horti Lamiani, al cui interno furono trovate nel 1583 le sculture oggi agli Uffizi. L’eccezionale possibilità di porre a confronto i marmi di Ciampino con quelli appartenuti all’antica collezione medicea illustrerà uno dei temi portanti della propaganda augustea, il mito di Niobe punita, e la sua ripresa nell’arredo di Horti e Ville del patriziato. La moderna ricerca archeologica consentirà così di fare luce e chiarezza su una scoperta di oltre quattro secoli fa, mentre i marmi fiorentini completeranno la serie di Ciampino con tipi e modelli statuari lì assenti, restituendo, nel loro insieme, un’eco della caleidoscopica ricchezza scultorea dei luoghi di piacere della Roma imperiale.

‘La grandezza del universo’ nell’arte di Giovanna Garzoni
a cura di Sheila Barker
Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini
6 marzo – 7 giugno 2020

Protagonista riconosciuta nell’evoluzione dell’illustrazione scientifica, Giovanna Garzoni è meno nota come illustratrice dell’immaginario geografico dell’epoca barocca. In composizioni armoniche e spesso di piccole dimensioni, la pittrice combinò infatti oggetti esotici e di provenienze diverse come porcellane cinesi, nautili del Pacifico, zucche e fiori messicani, piante sudamericane o cani da salotto inglesi, con il fine ultimo di stupire e divertire.  
Scostandosi dal modello di vita femminile del suo tempo, la Garzoni viaggiò in Italia, forse in Francia, ed ebbe accesso alle più importanti collezioni di curiosità. In mostra saranno esposte le sue opere collezionate dai Medici e tutt’ora patrimonio delle Gallerie, oltre a prestiti mirati che illustrano il campo d’azione dell’artista e la sua abilità di ritrattista. Sulla base di un inventario inedito, una sezione ricostruisce la Wunderkammer di Vittoria della Rovere ospitata nella Sala dell’Aurora al Poggio Imperiale, facendo quindi luce, indirettamente, su una figura di spicco della famiglia granducale.

Storie di pagine dipinte
Manoscritti e miniature recuperati dal Nucleo Tutela del Patrimonio di Firenze
a cura di Sonia Chiodo
Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie
21 marzo – 23 giugno 2020

Antichi manoscritti miniati, pagine e miniature ritagliate, provenienti dalle numerose istituzioni religiose italiane, trafugati e in seguito recuperati dal Nucleo Tutela del Patrimonio, celebrano il lavoro svolto negli anni dai Carabinieri dell’Arte, richiamando l’attenzione sulla fragilità estrema del nostro patrimonio storico artistico e sulla necessità della tutela e della corretta conservazione. Il percorso espositivo presenta una  serie di “casi di studio” esemplari, che documentano i diversi metodi per ricostruire la storia di questi oggetti, spesso manomessi per favorirne il commercio illegale: grazie a indizi anche minimi, avvalendosi di competenze interdisciplinari, è possibile ricollegare questi oggetti dispersi al loro contesto fisico e geografico di appartenenza. 
Oltre a spiegare le caratteristiche peculiari di questi gruppi di codici rispetto al percorso della storia della miniatura, di ognuno si evidenzieranno le pagine recuperate e, se ve ne sono, quelle ancora da ricercare.

Giuseppe Bezzuoli (1789-1855)
Un grande protagonista della pittura romantica
a cura di Vanessa Gavioli, Elena Marconi, Ettore Spalletti
Gli Uffizi, Aula Magliabechiana e Sala Detti
2 aprile - 31 luglio 2020

Si tratta della prima mostra monografica dedicata a Giuseppe Bezzuoli, uno dei protagonisti della pittura dell’Ottocento. Dagli esordi neoclassici, il percorso espositivo giungerà alla fase matura, con capolavori che si inseriscono a pieno titolo nella grande pittura romantica italiana: basti citare l’Ingresso di Carlo VIII a FirenzeIl ripudio di AgarEva tentata dal serpente (recentemente acquistata dalle Gallerie degli Uffizi) e i grandi ritratti della borghesia.
La mostra permetterà inoltre di confrontare la produzione artistica di Bezzuoli con quella di maestri del calibro di Francesco Hayez e Massimo D’Azeglio, nonché dei maggiori esponenti della cultura cosmopolita a Firenze nel primo Ottocento, con i magnifici ritratti di Ingres e di Thomas Lawrence.  Le sculture di Horatio Greenough e Hiram Powers, oltre ai paesaggi di Thomas Cole, saranno in un’apposita sezione dedicata ai giovani artisti americani frequentatori dei corsi di Giuseppe Bezzuoli presso l’Accademia di Belle Arti, dove egli ebbe, tra i suoi più celebri allievi, anche Giovanni Fattori.

Hierapolis, Signora delle Ninfe.
Miti e realtà di una città d’Asia
a cura di Francesco D’Andria, Grazia Semeraro, Ilaria Romeo,
Fabrizio Paolucci
Giardino di Boboli, Limonaia Grande
26 maggio - 18 ottobre 2020

La mostra intende far conoscere la città di Hierapolis, le sue produzioni artistiche, la sua storia sociale e religiosa, i suoi monumenti, attraverso un’ampia selezione di manufatti conservati principalmente presso il Museo Archeologico di Pamukkale (Denizli), nei magazzini della Missione Archeologica Italiana, ed altri provenienti da musei italiani ed europei. I materiali originali saranno accompagnati da pannelli illustrativi, da ricostruzioni grafiche e virtuali, da modelli e riproduzioni di oggetti ed edifici.
La produzione artistica sarà illustrata da oggetti provenienti dalla necropoli e dai principali poli monumentali.
Suggestive ricostruzioni virtuali e visualizzazioni grafiche guideranno i visitatori alla scoperta dei principali monumenti, il santuario di Apollo, il teatro, i ninfei e le terme, che costituivano i poli di aggregazione della comunità.
Sarà dunque possibile istituire un dialogo tra gli oggetti così da ricostruire percorsi, relazioni, scambi e definire la fisionomia della città di Hierapolis nel quadro più vasto dell’impero romano e bizantino.