Translate

31/08/19

Paolo Roversi per il Calendario Pirelli 2020




Per l'anno Duemilaventi la Pirelli ha scelto per il suo mitico Calendario lo sguardo delicato  di Paolo Roversi, che segue graficamente una forma che sembra la ripetizione di un numero per certi versi magico, il numero venti scritto due volte. E il doppio, il rapporto duplice, fra la storia del passato e il mondo nuovo.

Spesso, quando si parla di fotografia, il tempo viene considerato un aspetto tecnico, ma non sempre è così. Nel lavoro di Roversi il tempo è come un elemento sospeso e quasi indefinito. Un’intensità resa possibile da esposizioni lunghe, che permettono di creare un dialogo fra il fotografo e il suo soggetto, creando una intesa percepibile e impersonata da emozioni intangibili, ma riconoscibili, come misticismo e devozione, contemplazione ed estasi.




Le immagini di Roversi evocano emozioni, sensazioni, sono sensuali, oniriche, prodotte con una luce che ricorda i mosaici di Ravenna, città dove lui è nato. Le sue fotografie cercano la grazia e la fragilità delle figure femminili. “Per me la fotografia – spiega Roversi - non è una semplice riproduzione della realtà, ma una rivelazione, perché quando fotografo ho l’impressione di sfiorare un’altra vita e un altro mondo”.

E il lavoro di Roversi sulla figura femminile torna anche nel Calendario Pirelli 2020, il cui tema sarà “Looking for Juliet”, un cast ideale per trovare chi oggi impersonerebbe al meglio il personaggio shakespeariano. Una ricerca, tuttavia, che sembra non risolversi mai: “Io – sostiene Roversi - sto ancora cercando Giulietta e penso che la cercherò per tutto il resto della mia vita, perché in fondo Giulietta non è altro che un sogno”.

Paolo Roversi, formatosi a Parigi negli anni 70, è considerato uno dei fotografi contemporanei di maggior talento soprattutto per il suo stile, personale e fortemente riconoscibile.


Più arte e meno ginnastica per la tua salute


Io le frequento da decenni per cui confermo ma ora anche la scienza ci dice che visitare le gallerie fa bene alla salute come segnala l'interessante articolo di Frieze che cita una ricerca dell'Art Council England  intitolato The Value of Arts and Culture in Place-shaping realizzato nelle città di  Birmingham, Halifax, Hastings, Redruth, Southampton e Stoke-on-Trent. 

Sono state monitorate 1.756 persone e si è scoperto che il 65% degli intervistati pensa che l'arte e la cultura siano buone per il benessere e ben il 36% pensa che l'arte e la cultura siano "essenziali per la vita" e tante altre positive osservazioni, via non vi resta che leggerlo per capire come poter stare meglio, anche se a volte io rimango un pochino indisposto a certe mostre, ma forse sarà per overdose.

30/08/19

A Torino arriva il Festival delle scuole d'arte!






Fra poche settimane Torino ospiterà 37 Accademie italiane e 20 Accademie straniere che parteciperanno alla II edizione del FISAD Festival Internazionale delle Scuole d’arte e design e alla XIV edizione del PNA, Premio Nazionale delle Arti, promossi dal MIUR che quest’anno ha affidato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino l’organizzazione del Premio delle Arti di inestimabile rilevanza nazionale oltre alla seconda edizione del FISAD, ideato e curato da Salvo Bitonti, Direttore dell’Accademia Albertina, un Festival il cui format è unico al mondo per l’apertura a tutte le forme d’arte; non solo arti visive ma anche teatro, performance, danza e circo. Presidente del Festival è la neonominata Presidente dell’Albertina, Paola Gribaudo.

Dal 14 ottobre al 17 novembre i partecipanti rifletteranno sul tema  BUILDING A NEW WORLD – COSTRUIRE UN NUOVO MONDO, da sempre gli artisti hanno contribuito a formulare un’idea del mondo e della realtà e soprattutto in un momento di grande crisi dei valori è fondamentale il loro apporto e il loro ruolo nella “costruzione” di un mondo abitabile da tutti e per tutti. È dunque innegabile la responsabilità che hanno le Accademie in tutto il mondo nel formare gli artisti e gli operatori nei diversi settori delle arti; affinché gli artisti di oggi e di domani abbiano gli strumenti e il background storico ed intellettuale per costruire davvero un nuovo mondo.

Oltre al MIUR, che in questa occasione è ente promotore a tutti gli effetti dell'evento, sono stati invitati a partecipare con co-progettazioni, risorse, collaborazioni di ogni tipo la Regione Piemonte, l'Area Metropolitana di Torino, la Città di Torino, la Camera di Commercio di Torino, la Compagnia di San Paolo, la Fondazione CRT. Cooperano le principali istituzioni culturali della Città e della Regione   tra cui il Museo di Arte Contemporanea Castello di Rivoli, Il Museo del Cinema, il Teatro Stabile di Torino e il Ministero dei Beni Culturali.


Hokusai Hiroshige Hasui. Viaggio nel Giappone che cambia



La Pinacoteca Agnelli di Torino presenta, da sabato 19 ottobre 2019 sino a domenica 16 febbraio 2020, la grande esposizione “Hokusai Hiroshige Hasui. Viaggio nel Giappone che cambia”.
 
In mostra le opere di due grandi Maestri del “Mondo Fluttuante” dell’Ottocento, Katsushika Hokusai (1760 - 1849) e Utagawa Hiroshige (1797 - 1858), insieme alle stampe moderne di Kawase Hasui(1883-1957), pittore esponente del movimento shin hanga ("nuove stampe"), che portò avanti i temi e le tecniche delle silografie policrome anche nelle epoche Meiji (1868-1912), Taishō (1912-1926) e parte della Shōwa, fino a metà degli anni Cinquanta del Novecento quando venne nominato “Tesoro nazionale vivente” nel 1956.
 
L’esposizione è curata da Rossella Menegazzo, docente di storia dell’Arte dell’Asia Orientale dell’Università di Milano, e Sarah E. Thompson curatrice del Boston Museum of Fine Arts, ed è organizzata dalla Pinacoteca Agnelli in collaborazione con il Museo di Boston insieme aMondoMostreMain partner del progetto è FIAT.
 
Il percorso espositivo propone, attraverso una selezione di 100 straordinarie silografie dei tre maestri, Katsushika HokusaiUtagawa Hiroshige e Kawase Hasui, un viaggio nei luoghi più suggestivi del Giappone, reali e immaginari, raccontando il mondo artistico di un paese che tra fine Ottocento e inizio Novecento subisce un’enorme trasformazione sotto l’influenza dell’Occidente alla scoperta di come il mondo fluttuante, reso noto dai primi due maestri, scivoli dentro una società che aspira ai canoni artistici europei, e non solo, di cui Hasui è testimone.
 
I visitatori potranno vivere una esperienza completa, prima sperimentando su di sé la meraviglia e l’emozione che all’epoca dovettero provare artisti come Monet, Van Gogh, Degas, Toulouse-Lautrec di fronte alla freschezza, alla semplicità e al forte impatto delle opere di Hokusai e Hiroshige, i due straordinari paesaggisti che contribuirono a rivoluzionare il linguaggio pittorico della Parigi di fine Ottocento; e poi, vedendo l’evoluzione di quelle immagini del Mondo Fluttuante traslate in epoca moderna, attraverso l’abilità, la nostalgia e la tecnica innovativa di Hasui, per la prima volta in un confronto diretto con le opere più importanti dei pittori classici della tradizione giapponese.

 

Cosa rimane dei primi 20 anni del nuovo millennio?



Louise Bourgeois, Tate Modern


Eccoci quasi al 2020, che cosa è successo nel mondo dell’arte in questi 20 anni del nuovo millennio?

Se cento anni fa il mondo dell’arte pareva così in fermento e cambiamento ora tutto pare più quieto, c’è poco da scoprire e rinnovare, forse l’uso della tecnologia e l'evoluzione di internet ha fatto mutare l’approccio al mondo visivo ma il “sistema dell’arte contemporanea” pare accorgersene solo ora, con un bel ritardo.

Ma proviamo a vedere quali artisti o eventi hanno veramente dato un interessante contributo.

L’inizio del nuovo millennio si è avviato per me con la visita alla Tate Modern di Londra con la visione del grande lavoro che Louise Bourgeois realizzò nella grande hall, seguirono poi molti altri, soprattutto nei primi anni, come la famosa installazione di Olafur Elliason nel 2003.

Fra le figure più interessanti emerge Banksy per le sue azioni artistiche che catturano il pubblico, con i suoi interventi di street-art fra ideologie e libertà d’azione.

Ma non ci sono grandi nomi da prendere come riferimento, tanti figure con alcuni progetti interessanti ma che la vastità produttivo sovrasta, per cui ricordo alcuni che, nel bene o nel male, hanno saputo produrre opere dal forte impatto mediatico come i vari Damien Hirst, Jeff Koons, Marina Abramovic e William Kentridge, mentre mi paiono abbastanza valide  le figure giovanili quali Wolfgang Tillmans, Danh Vo, Kara Walker e Tomás Saraceno.

Nel complesso si rimane colpiti più da un proliferare di effimeri momenti come le grandi mostre di Artangel, la sezione Unlimited di ArtBasel, i progetti del Gran Palais, fra i tanti mi aveva colpito nel 2011 quello di Anish Kapoor, o gli interventi all’Armory di New York. Tutte forti occasioni in cui spesso gli artisti sono stati più deboli degli spazi ospitanti.

In Italia tolta la Biennale che rimane sempre valida, ci sono state poche cose, a parte una certa iniziativa dei privati (soprattutto su Milano), il panorama nazionale è alquanto monotono, ricordo la fragile idea del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, e la serie di mostre a Palazzo Fortuny dal 2007 ideate dal collezionista Axel Vervoordt, soprattutto la prima Artempo, che mi avevano colpito positivamente.

Concludo con un'attenzione sulla trasformazioni delle gallerie, molte oramai con un impulso globalizzato, che da semplici spazi del fare artistico sono diventati veri registi del sistema artistico, con un forte ruolo di promozione che spesso è più significativo dei lavori artistici, almeno nel breve periodo.   

29/08/19

Whitechapel autunno /inverno 2019


L'autunno arriva e si riattivano le programmazioni dei grandi spazi culturali, oggi è giunta la programmazione della storica Whitechapel Gallery di Londra sempre molto stimolante e articolata, eccovelo. 



"la Caixa" Collection of Contemporary Art
Selected by Tom McCarthy  Collection, Galleries 2 & 7  19 Sep - 5 Jan 2020 | Free entry 

Celebrated novelist Tom McCarthy (b. 1969, UK) meditates on surveillance and control, and their malfunction and breakdown, in this free display of photography, sculpture, installation and film by artists including Steve McQueen (b. 1969, UK), Eve Sussman (b. 1961, UK) and Isa Genzken (b. 1948, Germany). 
  
McCarthy was invited by Whitechapel Gallery to select from the ’’la Caixa” Collection, Spain’s leading collection of contemporary art, and to write a new accompanying text. Titled Empty House of the Stare, this display and new piece of writing take their name from the 1922 poem Meditations in Time of Civil War by W. B. Yeats. 
Read the full press release
#laCaixaCollection



Sense Sound/Sound Sense
Archive, Gallery 4  3 Sep - 2 Feb 2020 | Free entry

From the snap of biting a carrot to the screech of dismantling a piano, this display explores the interest in music and sound amongst artists of the Fluxus movement.  Featuring works by artists central to the Fluxus movement including John Cage (1912 - 1992), Philip Corner (b. 1933), Dick Higgins (1938 - 1998), Alison Knowles (b. 1933), George Maciunas (1931 - 1978), George Brecht (1924 – 2008), and Yoko Ono (b. 1933), it presents for the first time in the UK scores, records, performance documentation and objects from the Luigi Bonotto Collection.  #sensesound



Eileen Simpson and Ben White (Open Music Archive): Once Heard Before
Display, Galleries 5 & 6  27 Aug - 5 Jan 2020 | Free entry

For this commission, artists Eileen Simpson and Ben White (both b.1977, UK) collaborated with a group of young musicians and Spotlight Youth Centre in East London to produce a call and response that activates past, present and future sounds. 

Taking inspiration from popular music and referencing the history of sample culture, a new film and sound work Once Heard Before (2019) features young beat-makers and emcees, who mutate hit records from the 1950s and 1960s into new sounds. The project is the latest in a series of works commissioned by Whitechapel Gallery to be created by artists in collaboration with local young people.   #onceheardbefore



London Art Book Fair 2019
Event, Galleries 1, 8 & 9  5-8 Sep | Free entry

Over four days in September Whitechapel Gallery is transformed by over 80 creative and cutting-edge publishers. The London Art Book Fair returns with a vibrant mix of art books, independent titles and magazines from around the world.

Exhibitors range from publishing behemoths to independent presses and represent a diverse international cohort from 20 different countries, from Chile to Israel, Korea to the USA.  #LABF19



Art Icon 2020
Event  21 January 2020

Whitechapel Gallery is pleased to announce that Francis Alÿs (b. 1959, Belgium) will be the seventh artist to receive the prestigious Art Icon Award in partnership with Swarovski. Art Icon 2020 will be presented at a gala dinner at Whitechapel Gallery on Tuesday 21 January 2020.

Born in Antwerp in 1959, Alÿs originally trained as an architect and moved to Mexico City in 1968, where he continues to live and work. Throughout his practice, Alÿs consistently directs his distinct poetic and imaginative sensibility toward anthropological and geopolitical concerns centred around observations of, and engagements with, everyday life. 
Major exhibition




Anna Maria Maiolino: Making Love Revolutionary
Exhibition, Galleries 1, 8 & 9    25 Sep - 12 Jan 2020 | £12.95/£9.50

With simple materials like clay, paper and ink Anna Maria Maiolino (b. 1942, Italy) constructs a fascinating world rooted in human conditions such as longing and motherhood, fragility, language and resistance. Frequently taking inspiration from her experience as an immigrant coming of age under Brazil’s military dictatorship, the artist chronicles sixty years of political, personal and cultural shifts.

Whitechapel Gallery brings together an extraordinary body of 150 works, many on display in the UK for the first time. The title Making Love Revolutionary reflects Maiolino’s exposure to the Argentinian Mothers of the Plaza de Mayo movement when living in Buenos Aires. Originating in the 1970s, it saw women march in defiance of the government to campaign for their children disappeared under dictatorship. Becoming a visible, unexpected and dynamic political force over decades, the mother’s love becomes revolutionary.   #AnnaMariaMaiolino

L'Arc de Triomphe di Olafur Eliasson






Per il 2020 il Fonds pour Paris, progetto dell’amministrazione parigina a sostengo dell’urbanistica e dell’arte contemporanea, ha attivato uno stanziamento di 3 milioni di euro per rinnovare l’illuminazione dell’Arc de Triomphe commissionandola all’artista Olafur Eliasson, progetto di sostegno alle prossime olimpiadi che si svolgeranno a Parigi nel 2024.

Sempre il noto edificio sugli Champs-Élysées sarà poi lo spazio d’intervento dell’artista Christo per il prossimo Settembre del 2020 mentre da poche settimana sono state inaugurate una serie di fontane ideate dagli artisti francesi Ronan ed Erwan Bouroullec.



28/08/19

Residenze fra artisti





L’estate è passata per cui si ritorna in gioco nella creatività, per stimolarsi una residenza può essere una piacevole esperienza, tanto più se è in ambito artistico, per cui consultate il sito di Artist Residency Swap, e sicuramente troverete un posto che vi affascina e la relativa residenza a casa di un nuovo amico artista.



CS

Artist Residency Swap – ARS is a platform and community, where artists can swap both their work space and home with each other.

ARS is run by curator Anni Fahler and artist Timo Wright.

ARS wants to offer all artists/creatives the chance to take part in the residency program regardless of their age, gender, social class or position in the art world.

ARS’ background is in the art gallery called Unknown Cargo, which reveals its artist only after the exhibition. With this project, we have tested out new ways of accessing and creating art. Unknown Cargo gallery also attempted to bring forth more financial equality and fairness to the art world, preconditioned mainly by economic forces which tend to disregard the liberties of the artists. We have operated for 5 years in Helsinki, and also in Stockholm and Copenhagen.

Transart 2019





Dall’11 al 28 Settembre a Bolzano si avvia una nuova edizione del Transart sulle arti digitali, mondo che oramai è diventato parte del quotidiano di tutti noi e che da diversi anni questo festival propone con figure di spicco internazionale.

Si tratta di uno dei più importanti festival multidisciplinari di cultura contemporanea in Italia e come sempre sarà una rassegna in sviluppo su diversi temi con approcci molto articolati, dalle conferenze alla performance, con mostre, incontri e tanta interazione col pubblico.




Apprezzato in tutto Europa, Transart coinvolge il pubblico in una nuova ed emozionante scoperta dei più importanti e innovativi progetti di cultura contemporanea allestiti in spazi che ne esaltano il carattere sperimentale: fabbriche abbandonate, baite in alta montagna, ex-caserme, università.

Partendo da Bolzano, centro nevralgico del festival, musica classica, elettronica, performance, spettacoli, mostre, cinema, nuove tecnologie vengono presentati, in tutta la regione da nord a sud, creando una piattaforma contemporanea interregionale e transfrontaliera.

27/08/19

Prossimamente Berlin Biennale



La Biennale di Berlino per l'arte contemporanea ha annunciato la nomina delle curatrici selezionate per la prossima, sono: María Berríos, Renata Cervetto, Lisette Lagnado e Agustín Pérez Rubio. I membri di questa squadra intergenerazionale tutta al femminile si riuniranno in una costellazione a quattro voci per realizzare la prossima l'11a Biennale di Berlino, che si svolgerà nell'estate del 2020.

Prima tappa sarà il prossimo 6 Settembre, dove il comitato si stabilirà nello spazio di una torre appartenente al complesso architettonico di ExRotaprint, con una apertura al pubblico dalle 17 alle 21, e la presentazione del progetto curatoriale.  

Indirizzo XI Biennale di Berlino c / o ExRotaprint  Bornemannstraße 9  13357 Berlino


CS

The international selection committee for the curatorship of the upcoming Berlin Biennale consisted of Doryun Chong (deputy director and chief curator at M+, Hong Kong), Adrienne Edwards (Engell Speyer Family Curator and Curator of Performance at Whitney Museum of American Art, New York), Reem Fadda (independent curator, Ramallah), Solange O. Farkas (director and curator at Associação Cultural Videobrasil, São Paulo), Omer Fast (artist, Berlin), Krist Gruijthuijsen (director at KW Institute for Contemporary Art, Berlin), and Miguel A. López (codirector and chief curator at TEOR/éTica, San José).



The Kulturstiftung des Bundes (German Federal Cultural Foundation), which has supported the Berlin Biennale since its fourth edition as one of Germany’s “cultural institutions of excellence”, continues its longterm partnership with the Berlin Biennale as main funder, providing support in the amount of three million euro for the 11th edition.





Curators biographies

María Berríos (born 1978 in Santiago de Chile) is a sociologist, writer, independent curator, and cofounder of the Chilean editorial collective vaticanochico. Her work traverses art, culture, and politics with a special interest in the collective experiments of the Third World movement and their exhibition formats in the 1960s and 70s. She teaches and lectures regularly in Europe and Latin America and has published extensively on art and politics in Latin America and beyond. Among other projects, Berríos curated with Lisette Lagnado Drifts and Derivations. Experiences, journeys and morphologies on experimental architectural collectives from Chile and Brasil (Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, 2010), and curated Nuestro desconocido, nuestro caos, nuestro mar (Museo Experimental el Eco, Mexico City, 2014), and Alberto Cruz: El cuerpo del arquitecto no es el de un solo hombre (together with Amalia Cross, MAVI – Museo de Artes Visuales, Santiago de Chile, 2017). Berríos has been engaged in several collaborative art projects, including The Revolution Must Be a School of Unfettered Thought (together with artist Jakob Jakobsen for the 31st Bienal de São Paulo, 2014). She is an ongoing collaborator of the Hospital Prison University Archive (Copenhagen, 2016–to date), a project space and radio station run by artist Jakob Jakobsen in the building where he and Berríos live together with their three-year-old son Teo, who believes he is a ninja.



Renata Cervetto (born 1985 in Buenos Aires) has an ongoing curiosity for artistic practices in dialogue with language, public space, and body memories. She has researched the pedagogical programs of the Mercosul and São Paulo biennials, looking into how performance can result in critical mediation and the possibilities for negotiation and debate that this offers within different contexts. In 2013–14 Cervetto participated in the De Appel Curatorial Programme in Amsterdam, followed by a fellowship to develop a one-year public program at De Appel in 2014. This also included a compilation of her research in The Fellow Reader #1. On Boycott, Censorship and Educational Practices (De Appel, 2015). From 2015–18 she coordinated the education department of the Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires (MALBA). Cervetto coedited the publication Agítese antes de usar. Desplazamientos educativos, sociales y artísticos en América Latina (TEOR/éTica, San José, and MALBA, Buenos Aires, 2017, with texts by Lisette Lagnado, among others) together with Miguel A. López. In recent years, she has been exploring how consciousness (or self-awareness) can be developed through pedagogical-poetic exercises.



Lisette Lagnado (born 1961 in Kinshasa) is a researcher, art critic, and independent curator interested in strategies for collaborating with sociologists and architects in public space. As a young child she never understood why people lived on the streets and spent her time speaking with them. She was chief curator of the 27th Bienal de São Paulo How to Live Together (2006) and curated Drifts and Derivations: Experiences, journeys and morphologies together with María Berríos (Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, 2010). Recent projects of her include Rivane Neuenschwander: The Name of Fear | Rio de Janeiro (Museu de Arte do Rio (MAR), Rio de Janeiro, 2017) and León Ferrari, For a World with No Hell (Galeria Nara Roesler, São Paulo and New York, 2018). In 2014 Lagnado became director and Curator of Public Programs of the Escola de Artes Visuais do Parque Lage in Rio de Janeiro, a position held until 2017. Lagnado was coeditor of the magazines Arte em São Paulo (1981–89) and Trópico (2001–11) and contributed to exhibition catalogues on Arthur Bispo do Rosario, Dominique Gonzalez-Foerster, Laura Lima, Gordon Matta-Clark, Virginia de Medeiros, Cildo Meireles, Ahlam Shibli, Tunga, and Bárbara Wagner & Benjamin de Burca, among others. In 1993, together with friends and family of the artist José Leonilson, she established the São Paulo-based Projeto Leonilson, which oversees his estate; she also curated his first retrospective Leonilson: são tantas as verdades (Galeria de Arte do SESI, São Paulo, 1995). Lagnado coordinated the Programa Hélio Oiticica, an online archive of Hélio Oiticica’s writings (Instituto Itaú Cultural, 1999–2002). Lagnado is currently a member of the Associação Cultural Videobrasil, São Paulo.



Agustín Pérez Rubio (born 1972 in Valencia) has a curatorial and institutional practice relating to collaborative projects, gender and feminist issues, linguistics, architecture, politics, and postcolonial perspectives. In his early childhood he was fascinated by his mother’s makeup, wigs, and dresses. He was artistic director of Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires (MALBA, 2014–18) and chief curator and director of Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León (MUSAC, 2003–13). Pérez Rubio curated numerous monographic exhibitions by Dora García (Vibraciones, MUSAC, 2004), Tobias Rehberger (I Die Every Day. 1 Cor. 15,31, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, 2005), Julie Mehretu (Black City, MUSAC, 2006), Elmgreen & Dragset (Trying to Remember What We Once Wanted to Forget, MUSAC, 2009), Superflex (Working Title: A Retrospective Curated by XXXXXXX, Kunsthal Charlottenborg, Copenhagen, 2013), Rosângela Rennó (Everything that doesn’t show in the images, Centro Atlántico de Arte Moderno – CAAM, Las Palmas de Gran Canaria, 2014), General Idea (Broken Time, Museo Jumex, Mexico City, 2015), Claudia Andujar (Marcados, MALBA, 2016), and Mirtha Dermisache (Because I write!, MALBA, 2017). He has also curated group shows including Primer Proforma 2010. Badiola Euba Prego. 30 exercises 40 days 8 hours a day (MUSAC, 2010), Unerasable Memories (Sesc Pompeia, São Paulo, 2014), and Infinite Experience (MALBA, 2014). Pérez Rubio was recently appointed curator of the Chilean Pavilion for the Biennale di Venezia in 2019 where he presents the work of artist Voluspa Jarpa. He is currently a board member of CIMAM and member of the Istanbul Biennial advisory board.





Curators of the past Berlin Biennale editions

 1st Berlin Biennale (1998): Klaus Biesenbach with Nancy Spector and 
Hans Ulrich Obrist
 2nd Berlin Biennale (2001): Saskia Bos
 3rd Berlin Biennale (2004): Ute Meta Bauer
 4th Berlin Biennale (2006): Maurizio Cattelan, Massimiliano Gioni and 
Ali Subotnick
 5th Berlin Biennale (2008): Adam Szymczyk and Elena Filipovic
 6th Berlin Biennale (2010): Kathrin Rhomberg
 7th Berlin Biennale (2012): Artur Zmijewski together with associate curators Voina and Joanna Warsza
 8th Berlin Biennale (2014): Juan A. Gaitán
 9th Berlin Biennale (2016): DIS (Lauren Boyle, Solomon Chase, Marco Roso, David Toro)
10th Berlin Biennale (2018): Gabi Ngcobo with a curatorial team composed of Nomaduma Rosa Masilela, Serubiri Moses, Thiago de Paula Souza, and Yvette Mutumba

Fattobene




Il Moma di New York ha aperto da poco uno shop corner temporaneo, fino al 29 Settembre, dedicato alla produzione italiana con la piattaforma Fattobene ideata nel 2005 da Anna Lagorio, giornalista, e Alex Carnevali, fotografo.

Dedicata alla vendita di prodotti storici e ancora in produzione, è un ottimo esempio di attenzione al lavoro e alla qualità contemporanea, che mette in evidenza tanti validi produttori italiani che ancora oggi fanno la differenza nella creazione di un’idea di punta del nostro paese. 




Sono così proposti gli storici mattarelli per la pasta, o gli eleganti e resistenti tessuti per la cucina, la dolcezza delle caramelle italiane o la bellezza delle pratiche caraffe dell’acqua.

Particolarmente ben curato il sito che riporta tante interessanti informazioni sui prodotti e che continuerà a proporsi per gli acquisti, se non passerete a New York.






 


26/08/19

Prossimamente Artissima





Con l'autunno arriva il momento di segnarsi i prossimi appuntamenti dell'arte contemporanea, sicuramente un posto d'onore spetta alla ventiseiesima edizione di ARtissima che si svolgerà dal 31 Ottobre al 3 Novembre.

Al terzo mandato la curatrice Ilaria Bonacossa sviluppa un progetto articolato e stimolante che conferma l'importanza di questa grande e unica fiera d'arte contemporanea che vedrà la partecipazione di più di 200 gallerie provenienti da 43 nazioni.

Per il 2019 Artissima propone una dialettica fra desiderio e censura due aspetti che l'umanità spesso vive nei suoi più intensi bisogni primari. Il progetto avrà la sua centralità presso l'Oval ma espanderà anche in alcuni particolari spazi della città, in collaborazione con le tante dinamiche realtà territoriali.

Ma vediamo alcune delle più interessanti novità che ci aspettano  

Iniziamo da "Hub Middle East" sarà un progetto ideato con la collaborazione della Fondazione Torino Musei, che guarderà alle diversi realtà promotrici dello sviluppo culturale quali gallerie, musei e artisti delle nuove zone d'arte del Medio Oriente.

Per festeggiare i 10 anni di Back to the Future sarà realizzata un selezione delle proposte fatte in queste tante edizioni.

Visto il grande successo tornano le  #ArtissimaStories, una serie di interviste a personaggi rilevanti del mondo dell’arte contemporanea, pubblicate a partire da settembre sul sito e i social media della fiera. Nasce parallelamente un nuovo format, le #ArtissimaPills. Fresh news from the art world, pillole video dedicate ai curatori di Artissima. Entrambi i progetti, realizzati grazie al sostegno di Compagnia di San Paolo, sono a cura di Edoardo Bonaspetti e Stefano Cernuschi, con Anna Bergamasco.


Sarà vietata ai minori il particolare progetto espositivo "Abstract Sex. We don’t have any clothes, only equipments"   incentrato sul tema del desiderio, in linea con il fil rouge di questa edizione. Ospitato negli spazi di Jana, storica boutique torinese, Abstract Sex. We don’t have any clothes, only equipments si interroga sulla rilevanza del desiderio nella ricerca artistica e culturale più recente, attraverso video, sculture, opere su tela o carta e oggetti selezionati dalle gallerie che partecipano ad Artissima 2019. Il progetto, nato da un’idea di Ilaria Bonacossa, è a cura di Lucrezia Calabrò Visconti e Guido Costa.



Le Ogr ospiteranno Artissima Telephone, iniziativa ideata da Ilaria Bonacossa e curata da Vittoria Martini, Artissima Telephone offrirà una ricognizione sul telefono come mezzo espressivo artistico.

Ecco le informazioni per organizzare la vostra visita

Opening: giovedì 31 ottobre 2019   
Anteprima stampa                   ore 11.30-21.00
Incontro con la stampa          ore 12.00
Anteprima collezionisti           dalle ore 12.00 (su invito)
Inaugurazione                             ore 17.30-21.00 (su invito)

Apertura al pubblico:
1-2 novembre 2019                 ore 12.00-20.00
3 novembre 2019                    ore 11.00-19.00
 
OVAL Lingotto Fiere | via Giacomo Mattè Trucco, 70 – Torino

Biglietti:
Intero: € 18,00
Ridotto: € 13,00 *
Abbonamento 3 giorni: € 36,00
* Ragazzi 12-18 anni. Over 65. Studenti universitari su presentazione del libretto universitario. Militari in divisa. Ingresso gratuito per i disabili con accompagnatore. 

 
ARTISSIMA SRL
www.artissima.it
info@artissima.it
Facebook | Twitter | Instagram | Youtube: Artissima Fair 
#artissima #artissima2019 #artissima26


PARTNER

Main Partner UniCredit

Partner Campari Group, Fondazione Sardi per l'Arte, illycaffè, Irinox, Lauretana,
Piemonte Land of Perfection, Professional Trust Company, Tosetti Value | Il Family office

Special Projects Partner Alserkal Avenue, Combo, EDIT, Franco Curletto, Kristina Ti, Treccani, VANNI occhiali

In-kind Partner 100x100factory, Artek, Carioca, Gebrüder Thonet Vienna, Golran,
Grandimpianti Ali Group, Guido Gobino, Hangar, lapalma, Magis, Moleskine, Nemo Lighting,
Pastiglie Leone, Pedrali, Torino Airport, Vitra

Official Carrier Egual Yard
Official Insurance Art Defender Insurance
Media Partner La Stampa
Media Coverage Sky Arte


Arrivano i tulipani di Jeff Koons




Dopo lunghe polemiche sulla collocazione del Bouquet of Tulips di Jeff Koons a Parigi si è trovato una sistemazione, saranno presentati il prossimo 5 Ottobre nel parco vicino al Petit Palais.

Il progetto era stato criticato per un certo spirito che pareva più di autopromozioanle che di reale sensibilità agli eventi francesi.

L'artista regalava questa luccicante scultura col vincolo della posizione, che doveva essere al Palais de Tokyo, luogo prossimo all'affollatissima Tour Eiffel, poi quando fu proposto il Parc de la Villette, l'artista non era concorde perché troppo periferico, confermando così le voci sulle dubbie intenzioni dell'artista. 

Ora si è trovato una soluzione intermedia con una prossimità fra il centro e un luogo adatto per queste costosa opera, oltre 3 milioni di euro., progetto promosso da  Fonds Paris .

“Bouquet of Tulips” è una grande scultura in bronzo,  che peserà quasi 27 tonnellate, larga 8 metri e alta 11 metri.

25/08/19

Paolo Scheggi a Londra




La Estorick Collection di Londra propone fino a metà settembre una bella mostra a Paolo Scheggi, artista fra i più interessanti degli anni sessanta 





CS 
Born in Florence, but Milanese by adoption, Paolo Scheggi (1940-1971) was one of the protagonists of Spatialism and the neo-avant-gardes of the 1960s. This exhibition, organized in collaboration with the Associazione Paolo Scheggi, is the first to be dedicated to the artist by a museum in Britain, and spans his brief yet endlessly inventive career. Scheggi is best-known for his vibrant canvases incorporating elliptical or circular openings; these built on the pioneering example of Lucio Fontana, who represented something of a spiritual father to him during the early years of his career. However, Scheggi was a multifaceted artist whose work embraced many spheres of creative activity with striking coherence.

In Depth features Scheggi’s early works in sheet metal, as well as the iconic Reflected Zones and Intersurfaces of the 1960s, which were constructed from three brightly coloured layers of canvas. It also explores Scheggi’s extension of the artwork into space through sculptural installations and environments, as well as his theatrical and performance projects of the late 1960s. The show concludes by considering the conceptual works of the early 1970s, and also includes examples of Scheggi’s collaboration with the worlds of theatre and fashion. Exploring the relationship between the viewer and the artwork, Scheggi’s paintings and constructions provide an immersive, interactive experience that takes us beyond the surface of things in more than just a literal sense.


Avviata la Fondazione Coppola di Vicenza



Sta per concludersi la prima mostra che la FondazioneCoppola ha realizzato nel Torrione di porta Castello a Vicenza, restaurato dalla fondazione stessa, con lo studio UP3 Architetti Associati, e donato poi al comune con un accordo di uso trentennale.

La mostra, curata da Davide Ferri, propone le opere di Neo Rauch (Lipsia, 1960) e Rosa Loy (Zwickau, 1958) un bel dialogo fra ricercate pitture figurative.






CS

Neo Rauch, Rosa Loy  La Torre

Apre al pubblico la Fondazione Coppola con una mostra di due artisti internazionali.

La Fondazione Coppola è lieta di annunciare l’apertura della propria sede espositiva presso il Torrione di Vicenza, con la mostra La Torre, curata da Davide Ferri: la prima personale in Italia degli artisti Neo Rauch (Lipsia, 1960) e Rosa Loy (Zwickau, 1958). Il progetto nasce per volontà del mecenate e imprenditore Antonio Coppola, che ha acquistato e donato il Torrione medievale al Comune di Vicenza in cambio di un usufrutto di trent’anni, l’ha sottoposto a un meticoloso lavoro di restauro a cura dello studio UP3 Architetti Associati, sotto l’attenta supervisione della Soprintendenza, restituendo alla città un bene pubblico diventato oggi un polo per l’arte contemporanea.

La prima mostra, che presenterà una serie di opere inedite, tra dipinti e disegni, di Neo Rauch e Rosa Loy, appositamente pensate per gli spazi del Torrione, rappresenta la possibilità di avvicinarsi al lavoro di due figure chiave della scena della pittura internazionale degli ultimi decenni. La loro esperienza è fortemente legata alla città di Lipsia, dove, dall’inizio del Novecento fino agli anni Duemila, è andato formulandosi un linguaggio figurativo che ha formato un’importante scuola di pittura (la scuola di Lipsia, appunto) che ha coinvolto diverse generazioni di artisti tedeschi.

Neo Rauch, in particolare, ha rivestito un ruolo cruciale negli anni immediatamente successivi alla fine dell’ex DDR: figura di raccordo tra diverse generazioni di artisti, punto di riferimento per i pittori che hanno fatto parte della Nuova Scuola di Lipsia, l’artista ha saputo rielaborare il suo linguaggio figurativo attraverso la contaminazione di diverse culture: le illustrazioni dei manifesti di propaganda della Germania Est, la cultura Pop, il realismo energetico e nervoso di artisti come Max Beckmann e Otto Dix, le prospettive allucinate e la concitazione narrativa dei grandi teleri di maestri rinascimentali come Tintoretto e Rubens.

Ogni dipinto di Neo Rauch è basato sull’incontro e sulla giustapposizione (e infine sul collasso) di motivi e nuclei narrativi differenti, con figure che possono sdoppiarsi e moltiplicarsi all’interno della stessa immagine e bruschi cambiamenti atmosferici e temporali. Il risultato di questa convulsa sovrapposizione sono immagini solo apparentemente illustrative, scomposte e basate su episodi autonomi e spesso contrastanti e percorse da continue variazioni prospettiche e sproporzioni. I dipinti di Neo Rauch sono dunque vere e proprie mappe di forze, in cui ogni elemento rappresenta lo snodo di una partitura energetica e visionaria più che di una narrazione coerente e organica.




Apparentemente più disteso (e aperto alla possibilità di abbandoni lirici), ma altrettanto onirico e ambiguo, è il linguaggio figurativo di Rosa Loy: al centro dei suoi dipinti c’è sempre la figura del doppio femminile e del doppelgänger, e la relazione enigmatica – e spesso sordidamente violenta – tra due figure che si muovono all’interno di un paesaggio intimo e famigliare, dentro una casa o un giardino. Come i dipinti di Neo Rauch anche quelli di Rosa Loy invitano lo spettatore a confrontarsi con immagini archetipiche – dense di implicazioni psicanalitiche – il cui significato è continuamente rilanciato dalla giustapposizione di dettagli ed elementi potenzialmente “sintomatici” e da una “costruzione ellittica e priva di nuclei stabili”: una dimensione illustrativa a cui fa da contraltare un’imprendibilità del racconto come avviene nella tradizione surrealista.

La mostra – il cui titolo, La Torre, è naturalmente un richiamo all’edificio e alla sua potenza simbolica – si articola lungo i sei piani del complesso medievale come proposta di dialogo tra le opere dei due artisti, fino a un confronto ravvicinato tra le due poetiche, e percorso di progressione (dello spettatore) verso l’alto, verso l’ultimo piano da cui la vista sulla città, a trecentosessanta gradi, si può afferrare in stretta relazione con le opere esposte. La figura della torre come elemento evocativo e rimando al racconto, ad una possibile narrazione, inoltre, appare in molti dipinti di Neo Rauch, magari in secondo piano, e funge da richiamo a quell’immaginario popolare e fiabesco che da sempre alimenta le visioni dell’artista.

La mostra è patrocinata dal Comune di Vicenza e dal Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania e si potrà visitare dal 5 maggio al 30 agosto, da venerdì a lunedì, con orario continuato dalle 11.00 alle 18.00.