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28/01/20

La rivoluzione siamo noi

Opera di Mario Mondino 


"La rivoluzione siamo noi" è il titolo della rassegna, che inaugura il nuovo spazio espositivo della Fondazione di Piacenza e Vigevano, presentando oltre 150 opere, tra dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni di autori quali Piero Manzoni, Maurizio Cattelan, Marina Abramović, Tomás Saraceno, Andy Warhol, Bill Viola, Dan Flavin, William Kentridge, provenienti da 18 collezioni d’arte, tra le più importanti in Italia.


Il percorso si completa nell'adiacente Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi dove lavori di autori contemporanei dialogano con i capolavori italiani dell’Ottocento e del primo Novecento raccolti, all'inizio del secolo scorso, dall’imprenditore e collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi.

Opera di Roccasalva

Piacenza si arricchisce di un nuovo spazio espositivo.

Nell’edificio Ex-Enel della Fondazione di Piacenza e Vigevano, nasce XNL Piacenza Contemporanea un centro culturale interamente dedicato all’arte contemporanea.

XNL è il risultato della ristrutturazione di un edificio industriale - la ex sede dell’Enel, in via Santa Franca, 36 - dei primi decenni del Novecento, di particolare pregio architettonico, restituito alla città come luogo per raccontare il tempo presente.

XNL Piacenza Contemporanea sarà inaugurato dalla mostra LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI. Collezionismo italiano contemporaneo, in programma dal 1° febbraio al 24 maggio 2020.

LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI, curata da Alberto Fiz, organizzata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, col patrocinio del MiBACT - Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, della Regione Emilia-Romagna, con un progetto di allestimento di Michele De Lucchi e AMDL CIRCLE e la consulenza scientifica del Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano, presenta oltre 150 opere, tra dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni di autori quali Piero Manzoni, Maurizio Cattelan, Marina Abramović, Tomás Saraceno, Andy Warhol, Bill Viola, Dan Flavin, provenienti da 18 collezioni d’arte, tra le più importanti in Italia, che indagano trasversalmente movimenti, stili e tendenze della contemporaneità.

Il percorso si completa alla Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi - i cui locali sono attigui a quelli di XNL - dove una serie di lavori di artisti tra cui Ettore Spalletti, Wolfgang Laib, Fabio Mauri, Gregor Schneider, Pietro Roccasalva, dialoga con i capolavori dell’Ottocento e del Novecento, raccolti dall’imprenditore e collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi che costituisce un fondamentale modello di riferimento.

“Il Centro XNL – afferma Massimo Toscani, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano - è una fabbrica di idee che oggi è finalmente in grado di lavorare per Piacenza e per il mondo dell’arte in Italia, rispetto al quale intende porsi come un nuovo ulteriore strumento di analisi critica della cultura contemporanea in comunione con le istituzioni pubbliche e private già operanti”.

“Per la nostra città – prosegue Massimo Toscani -, l’apertura del Centro XNL è un evento che non ha precedenti: è la prima volta, infatti, che un progetto finalizzato precisamente alla cultura contemporanea prende forma e si concretizza in un luogo aperto a tutte le sperimentazioni".

“La rivoluzione siamo noi – dichiara Alberto Fiz - analizza la figura del collezionista intesa come mecenate del Terzo Millennio. Ma anche come ordinatore del caos e costruttore di una nuova progettualità dove lui stesso diventa responsabile. In tal senso, il collezionista non è un semplice acquirente di opere d'arte ma con le sue scelte assume un ruolo da protagonista nella vita pubblica”.

“Il titolo della mostra – continua Alberto Fiz - prende spunto dall'installazione di Maurizio Cattelan La rivoluzione siamo noi dove l'artista, con compiacimento narcisistico, si autodenigra appendendosi a un gancio con gli abiti di feltro di Joseph Beuys che nel 1972 realizzò un'opera dallo stesso titolo di forte impronta politica. Gli elementi che accomunano i due lavori sono la solitudine e la presa di posizione individuale, comportamenti che, molto spesso, coinvolgono anche il collezionista”.

La rassegna non ha lo scopo di stilare classifiche ma, semmai, di proporre, nel suo complesso, l’esperienza del collezionismo privato in base a una ricerca che coinvolge protagonisti ormai classici come Giorgio Morandi, Alberto Burri, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Robert Morris, Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Mario Merz, Keith Haring, Gerhard Richter, Daniel Buren, William Kentridge, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone (verrà presentato un suo intervento site-specific realizzato appositamente per la mostra), per giungere alle realtà contemporanee di maggior interesse con artisti quali Ghada Amer, Sislej Xhafa, Roberto Cuoghi, Urs Fischer, Zang Huan, Tobias Rehberger, Thomas Hirschhorn, Teresa Margolles, Zanele Muholi, in base ad un progetto che è stato realizzato in sinergia con i collezionisti.

La mostra documenta il fenomeno del collezionismo nella sua globalità attraverso le vicende di oltre cinquant'anni. Ne emerge un grande affresco collettivo, una ‘collezione delle collezioni’ legata alla passione e al gusto del nostro tempo, che consente al visitatore di entrare in uno straordinario museo privato, ricco di sorprese, ordinato dal curatore che ha instaurato un rapporto di complicità con i collezionisti, liberi da qualsiasi tentazione autoreferenziale.

La rassegna è accompagnata dalle video-interviste ai collezionisti raccolte in un unico documento realizzato da Roberto Dassoni insieme a Eugenio Gazzola. La vocazione multidisciplinare del nuovo spazio espositivo è confermata dalle numerose iniziative collaterali, coordinate da Giorgio Milani, come la rassegna filmica, curata da Marco Senaldi e una serie di talk con collezionisti, artisti, critici e storici dell'arte, curata da Alberto Fiz. Non mancano, poi, concerti e spettacoli teatrali, oltre alle visite guidate e a un programma di didattica rivolto alle scuole.

L'omaggio di Piacenza al collezionismo italiano, oltre a metterne in luce la vitalità e la lungimiranza, appare tanto più significativo in un paese dove questo fenomeno, così esteso e capillare, ha permesso di sopperire alle carenze istituzionali diventando il tramite fondamentale per la diffusione dell’arte contemporanea. Un processo che appare oggi in tutta la sua evidenza con i collezionisti che, spesso, in qualità di partner dei musei e attraverso fondazioni, donazioni, comodati, archivi, divulgano un'esperienza che un tempo rimaneva gelosamente custodita in spazi inaccessibili.

La rivoluzione siamo noi permette di conciliare sia la componente spettacolare sia quella più intima ed emozionale, creando una relazione tra le opere, gli artisti e le motivazioni del collezionare, come emerge dalle otto sezioni - Complicità, Domestiche alterazioni, Rovesciare il Mondo, Enigma, L'altro visto da sé, Controllare il caos, Esplorazioni, Spazi di Monocromia - della rassegna dove ciascuna rappresenta una collezione in un contesto animato da interferenze, suggestioni e scardinamenti temporali.

Complicità

Il percorso si apre con la complicità, ovvero con la dialettica tra collezionista e artista che si esplicita attraverso una serie di "ritratti - dediche" che coinvolgono Ernesto Esposito in un'immagine conturbante e ambigua di Helmut Newton o Paolo Consolandi, insieme alla sua famiglia, immortalato da Thomas Struth. Se Patrizia Sandretto Re Rebaudengo è ritratta in piedi con un gioiello americano degli anni cinquanta da Clegg & Guttmann, ecco una particolare elaborazione della poltrona Proust di Alessandro Mendini su cui appare il volto di Giuliano Gori accanto a un albero meccanico. C'è, poi, la superficie specchiante di Michelangelo Pistoletto con l'immagine serigrafata di Giovanni e Chiara Flordi o il profilo di Natalina Remotti ritagliato da Eduardo Arroyo. E ancora: la scultura di Barry X Ball in lapislazzuli dedicata a Laura Mattioli, il ritratto di Giorgio Fasol dipinto in un contesto artificiosamente naturalistico da Matteo Fato, l'intima immagine fotografica della famiglia Palmigiano messa in scena da Alice Ronchi con la poesia di Giorgio Gaber o l'ironica composizione di Thorsten Kirchhoff che dispone verticalmente la famiglia Leggeri insieme al loro cane.

Domestiche alterazioni

L'ambiente della casa e tutto ciò che ad essa è collegata, dall'arredamento al cibo, subisce una profonda trasformazione con effetti ironici e paradossali. Il percorso coinvolge la Torre di torrone di Aldo Mondino, i secchi per pavimento di Wim Delvoye conservati come gioielli preziosi, gli abiti in lattice di Giulia Piscitelli. Ma anche la Sedia antropomorfa su cui compare la bandiera italiana di Armando Testa, o il leopardo che passeggia su centinaia di tazze di cappuccino nell'immagine fotografica di Paola Pivi. Gli scovolini per la polvere di Pino Pascali dai colori psichedelici, infine, si trasformano in bachi da setola reinventando l'immaginario attraverso il vero.

Rovesciare il Mondo

Il titolo prende spunto da un'opera di Lara Favaretto (Mondo alla rovescia) sul tempo sospeso ma si estende a questioni sociali e politiche di fondamentale importanza che spaziano dal cambiamento climatico con l'orso ibridato di Katja Novitskova alla barca dei migranti di Sislej Xhafa formata da migliaia di scarpe, sino alla celebre performance di Marina Abramović realizzata in occasione della Biennale di Venezia del 1997 (in mostra viene esposta una grande immagine fotografica di quell'evento), dove l'artista denuncia, attraverso un rituale di purificazione, gli orrori che sono stati commessi durante la guerra nei Balcani.

Enigma

Il mistero insondabile è il filo rosso che lega la ricerca dei collezionisti e l'indagine degli artisti. Accanto alla relazione tra Giorgio de Chirico e Giulio Paolini, in questo ambito compaiono le alchemiche testimonianze pittoriche di Gino De Dominicis, così come Oggetti a scomparsa totale di Emilio Prini, i percorsi concettuali di Joseph Kosuth o le "icone" luminose di Dan Flavin. Tutto ciò passa attraverso una serie di altre testimonianze emblematiche come l'omaggio di Francesco Clemente al filosofo Michel Foucault, la ricostruzione dell'universo cosmogonico e mitologico di Matthew Barney o lo spazio metafisico che caratterizza le due grandi sculture di Anish Kapoor. Fa parte dell'enigma anche il puzzle tridimensionale di Ahmet Ögüt dove i personaggi a grandezza naturale possono essere spostati dagli spettatori a loro piacimento.

L'altro visto da sé

“Ciò che conta per noi è di far la prova della nostra esistenza” scrive Jean Baudrillard nel pamphlet che dà il nome a questa sezione dove i destini degli artisti e dei collezionisti s'incrociano in una serie di lavori che vanno oltre la semplice rappresentazione. Da Cindy Sherman a Luigi Ontani passando attraverso Barbara Kruger, Zhang Huan e Bill Viola, si va incontro ad un’indagine sul soggetto e la sua ridefinizione. Se Sarah Lucas gioca con la sparizione della figura, i ricami di Francesco Vezzoli mettono in scena, con malinconia, le dive hollywoodiane. Insieme alle figure ritagliate e anonime di Mario Ceroli che s'incrociano sulla scala, Maurizio Cattelan propone in La rivoluzione siamo noi il suo ritratto appeso a un gancio con gli abiti di feltro di Joseph Beuys in un'installazione emblematica.

Controllare il caos

La sezione propone modelli linguistici differenti che hanno come elemento unificante quello di esprimere l'energia vitalistica insita nella materia attraverso un'azione che, di volta in volta, può essere differente. Se Daniel Buren, attraverso uno strumento visivo ripetuto, libera l'immaginazione di chi osserva, Lucio Fontana oltrepassa i limiti della pittura in una tensione continua verso l'infinito. Controllare il caos, poi, presenta istanze razionaliste non prive di una componente paradossale (Sol LeWitt, Fabrizio Plessi, Piero Fogliati, Tatsuo Miyajima), accanto a procedimenti di carattere emotivo; l'horror vacui attraversa le opere di Keith Haring, Ellen Gallagaher, Ben e Damien Hirst, mentre il rapporto costante con la materia fisica delinea l'indagine di Jannis Kounellis e Tony Cragg. Mario Merz, infine, ne I giganti boscaiuoli, un'opera di oltre cinque metri, ricerca i principi archetipali che regolano l'universo.

Esplorazioni

Un giardino aereo di Tomás Saraceno con 60 “cuscini” aerostatici disposti sullo scalone centrale dello Spazio XNL, danno il benvenuto agli spettatori nell'ambito di un percorso che rappresenta un ulteriore elemento d'intersezione tra la ricerca dei collezionisti e quella degli artisti. Il viaggio, in base al titolo della lirica scultura di Fausto Melotti, ma anche il Nido cosmico, come lo definisce Nicola De Maria o Propagazione, l'installazione site specific realizzata da Giuseppe Penone appositamente per la mostra, propone una serie di riflessioni sul nostro "stare al mondo" con opere che spaziano dai mappamondi di Roberto Cuoghi e Mona Hatoum, passando attraverso il prototipo della Mercedes rielaborata da Tobias Rehberger o il veicolo antifunzionalista di Gianni Piacentino. In questo ampio itinerario compare anche un arazzo di William Kentridge con un misterioso cavaliere che viaggia verso la terra promessa, due immagini del Vesuvio di Andy Warhol e i paesaggi fotografici dipinti da Gerhard Richter. Insieme a Luciano Fabro e a Piero Gilardi, infine, fa la sua comparsa Entrare nell'opera di Giovanni Anselmo, un inno alla libertà dove l'artista sembra condurre il visitatore in un prato sterminato.

Spazi di Monocromia

L’ultima sezione si sviluppa attraverso una fondamentale serie di lavori sulla monocromia proposti nella sede della Galleria Ricci Oddi. Intorno a uno dei temi maggiormente indagati del ‘900, si crea una dialettica con la raccolta permanente realizzata dal collezionista piacentino con particolare riferimento alle sculture di Medardo Rosso. La ricerca passa attraverso le opere di Piero Manzoni, Enrico Castellani, Mario Schifano, Fabio Mauri, Gregor Schneider ed Ettore Spalletti a cui si aggiungono le digressioni di Wolfgang Laib, Domenico Bianchi, Marco Bagnoli e Remo Salvadori. Una monocromia che diventa sfida per gli artisti dell'ultima generazione con i lavori illusionistici, tra bidimensionalità e tridimensionalità, di Wyatt Kahn, l'installazione di manifesti rovesciati proposta da Stefano Arienti, i granelli di smog che creano una superficie uniforme ne Le ceneri di Milano di Luca Vitone a cui si aggiunge Pietro Roccasalva con un neon che si estende nello spazio per quasi sette metri in omaggio a Lucio Fontana. La componente classica dell’indagine emerge, poi, dalla scultura in marmo nero di Carrara dell’artista americano Barry X Ball e dalla fotografia di Mimmo Jodice che ripropone la memoria del passato attraverso il frammento di una testa ritrovata a Ercolano. Sul marmo bianco di Alberto Garutti, poi, compare la scritta "tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora" che potrebbe essere considerato come un messaggio rivolto ai collezionisti.  

Il catalogo pubblicato in edizione bilingue (italiano e inglese) da Silvana Editoriale, si presenta come una monografia sul mondo del collezionismo. Accanto a tutte le opere esposte e a un saggio del curatore Alberto Fiz, il volume contiene una serie d'interventi di Milovan Farronato, Elio Grazioli, Giorgio Milani, Elena Pontiggia, Stefano Salis, Marco Senaldi, Alessia Zorloni. Insieme alle testimonianze di Laura Mattioli, Claudio Palmigiano e Gemma Testa, vengono pubblicate, a cura di Eugenio Gazzola, le interviste a tutti i collezionisti presenti in mostra.

La mostra è parte del programma di Piacenza 2020, il ricco calendario di eventi culturali, promosso dal Comune di Piacenza, dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, dalla Diocesi Piacenza-Bobbio, dalla Camera di Commercio di Piacenza, in linea con il tema scelto: “Crocevia di culture”.

Piacenza, dicembre 2019



LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI. Collezionismo italiano contemporaneo

Piacenza, XNL PIACENZA CONTEMPORANEA (via Santa Franca, 36) | Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi (via San Siro, 13)

1° febbraio – 24 maggio 2020

Inaugurazione: venerdì 31 gennaio 2020 ore 18

Orari: dal martedì alla domenica, 10.00-19.00; lunedì chiuso

Biglietti (consente l’ingresso alle due sedi, XNL Piacenza Contemporanea e alla Galleria Ricci Oddi): intero: €12,00; ridotto: €10,00 (visitatori con un’età compresa tra gli 11 e i 18 anni o con più di 65 anni; militari muniti di tessera; soci Touring Club, FAI, ACI, ARCI, Associazione Dimore storiche, Italia Nostra; studenti universitari (anche della terza età); ridotto scuole: € 6,00.

Informazioni: tel. 0523.311111; 02.36755700; info@lafondazione.com

Catalogo: Silvana Editoriale

25/08/19

Avviata la Fondazione Coppola di Vicenza



Sta per concludersi la prima mostra che la FondazioneCoppola ha realizzato nel Torrione di porta Castello a Vicenza, restaurato dalla fondazione stessa, con lo studio UP3 Architetti Associati, e donato poi al comune con un accordo di uso trentennale.

La mostra, curata da Davide Ferri, propone le opere di Neo Rauch (Lipsia, 1960) e Rosa Loy (Zwickau, 1958) un bel dialogo fra ricercate pitture figurative.






CS

Neo Rauch, Rosa Loy  La Torre

Apre al pubblico la Fondazione Coppola con una mostra di due artisti internazionali.

La Fondazione Coppola è lieta di annunciare l’apertura della propria sede espositiva presso il Torrione di Vicenza, con la mostra La Torre, curata da Davide Ferri: la prima personale in Italia degli artisti Neo Rauch (Lipsia, 1960) e Rosa Loy (Zwickau, 1958). Il progetto nasce per volontà del mecenate e imprenditore Antonio Coppola, che ha acquistato e donato il Torrione medievale al Comune di Vicenza in cambio di un usufrutto di trent’anni, l’ha sottoposto a un meticoloso lavoro di restauro a cura dello studio UP3 Architetti Associati, sotto l’attenta supervisione della Soprintendenza, restituendo alla città un bene pubblico diventato oggi un polo per l’arte contemporanea.

La prima mostra, che presenterà una serie di opere inedite, tra dipinti e disegni, di Neo Rauch e Rosa Loy, appositamente pensate per gli spazi del Torrione, rappresenta la possibilità di avvicinarsi al lavoro di due figure chiave della scena della pittura internazionale degli ultimi decenni. La loro esperienza è fortemente legata alla città di Lipsia, dove, dall’inizio del Novecento fino agli anni Duemila, è andato formulandosi un linguaggio figurativo che ha formato un’importante scuola di pittura (la scuola di Lipsia, appunto) che ha coinvolto diverse generazioni di artisti tedeschi.

Neo Rauch, in particolare, ha rivestito un ruolo cruciale negli anni immediatamente successivi alla fine dell’ex DDR: figura di raccordo tra diverse generazioni di artisti, punto di riferimento per i pittori che hanno fatto parte della Nuova Scuola di Lipsia, l’artista ha saputo rielaborare il suo linguaggio figurativo attraverso la contaminazione di diverse culture: le illustrazioni dei manifesti di propaganda della Germania Est, la cultura Pop, il realismo energetico e nervoso di artisti come Max Beckmann e Otto Dix, le prospettive allucinate e la concitazione narrativa dei grandi teleri di maestri rinascimentali come Tintoretto e Rubens.

Ogni dipinto di Neo Rauch è basato sull’incontro e sulla giustapposizione (e infine sul collasso) di motivi e nuclei narrativi differenti, con figure che possono sdoppiarsi e moltiplicarsi all’interno della stessa immagine e bruschi cambiamenti atmosferici e temporali. Il risultato di questa convulsa sovrapposizione sono immagini solo apparentemente illustrative, scomposte e basate su episodi autonomi e spesso contrastanti e percorse da continue variazioni prospettiche e sproporzioni. I dipinti di Neo Rauch sono dunque vere e proprie mappe di forze, in cui ogni elemento rappresenta lo snodo di una partitura energetica e visionaria più che di una narrazione coerente e organica.




Apparentemente più disteso (e aperto alla possibilità di abbandoni lirici), ma altrettanto onirico e ambiguo, è il linguaggio figurativo di Rosa Loy: al centro dei suoi dipinti c’è sempre la figura del doppio femminile e del doppelgänger, e la relazione enigmatica – e spesso sordidamente violenta – tra due figure che si muovono all’interno di un paesaggio intimo e famigliare, dentro una casa o un giardino. Come i dipinti di Neo Rauch anche quelli di Rosa Loy invitano lo spettatore a confrontarsi con immagini archetipiche – dense di implicazioni psicanalitiche – il cui significato è continuamente rilanciato dalla giustapposizione di dettagli ed elementi potenzialmente “sintomatici” e da una “costruzione ellittica e priva di nuclei stabili”: una dimensione illustrativa a cui fa da contraltare un’imprendibilità del racconto come avviene nella tradizione surrealista.

La mostra – il cui titolo, La Torre, è naturalmente un richiamo all’edificio e alla sua potenza simbolica – si articola lungo i sei piani del complesso medievale come proposta di dialogo tra le opere dei due artisti, fino a un confronto ravvicinato tra le due poetiche, e percorso di progressione (dello spettatore) verso l’alto, verso l’ultimo piano da cui la vista sulla città, a trecentosessanta gradi, si può afferrare in stretta relazione con le opere esposte. La figura della torre come elemento evocativo e rimando al racconto, ad una possibile narrazione, inoltre, appare in molti dipinti di Neo Rauch, magari in secondo piano, e funge da richiamo a quell’immaginario popolare e fiabesco che da sempre alimenta le visioni dell’artista.

La mostra è patrocinata dal Comune di Vicenza e dal Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania e si potrà visitare dal 5 maggio al 30 agosto, da venerdì a lunedì, con orario continuato dalle 11.00 alle 18.00.

 

12/02/13

Scatti d'Italia di Candida Hofer



Da oggi a Londra, nella galleria Ben Brown Fine Arts, è in mostra una nuova serie di scatti della fotografa tedesca Candida Höfer realizzati recentemente in Italia. 

13 fantastici immagini che la nota fotografa tedesca ha realizzato in alcuni spazi architettonici del nostro paese. L'artista ha visitato Mantova, Vicenza, Sabbioneta, Venezia e Carpi, dove dopo ricerche e pazienti attese della luce perfetta, ha realizzato i suoi scatti senza alternarne poi il risultato, semplici affascinanti attimi fermati nel tempo. 

Fotografie che ci ripresentano i meravigliosi scenari ricchi di storia e di gloria che il nostro paese ha avuto e che continua ad affascinare il mondo intero. 

Candida Höfer aveva già realizzato un reportage nel Centro e nel Sud Italia, ora ha visitato alcuni palazzi, teatri d'opera, biblioteche e teatri, del Nord, catturando con sapiente abilità, questi luoghi di cultura, in cui sono accumulate bellezza e conoscenza.
  
La Höfer ha ritratti questi interni, solitamente privi di presenza umana, col fine di sottolineare la magnificenza solenne dei luoghi e la bellezza quotidiana con cui la luce avvolge queste architetture.

26/08/12

Prossimamente arte - eventi per la stagione autunnale 2012



Biennale di Architettura Venezia
Con la stagione autunnale riprendono le grandi rassegne espositive. All’insegna di una grande varietà che spazia dall’architettura con la Biennale di Venezia, che proporrà una panoramica mondiale con l’evento ideato da David Chipperfield titolato “Common Ground”, all’eleganza pittorica di Vermeer, proposto alle Scuderie del Quirinale a Roma dal 27 Settembre. 

L’offerta, su tutta la penisola, è particolarmente interessante e stimolante, si potrà ripercorrere la vita artistica di Carlo Carrà alla Fondazione Ferrero di Alba o immergersi nel grande espressività di Pablo Picasso a Milano con la mostra “Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi” a Palazzo Reale, dal 20 Settembre. 

Picasso
Legata a Picasso sarà anche la mostra “Raffaello Verso Picasso. La grande storia del ritratto e della figura” che si svolgerà in Ottobre nella rinnovata e restaurata Basilica Palladiana di Vicenza, con opere legate dal tema sulla figura umana che vanno da Antonello da Messina a Lucian Freud. 

Ancora ritratti, ma non solo, con l’ampia mostra sugli artisti ferraresi che si svolgerà in Ottobre a Palazzo dei Diamanti a Ferrara, che riapre dopo il terremoto. 

Ma sono tante altre le mostre che potrete mettere in programma nei vostri futuri spostamenti, eccovi una selezione: 

A Genova presso il Palazzo Ducale ospita dal 5 ottobre 2012 al 3 marzo 2013 una rassegna esaustiva, oltre 80 opere, dell’opera di Joan Miró (1893-1983), il grande artista catalano che lasciò un segno inconfondibile nell’ambito delle avanguardie europee. 

Per la prima volta in Italia, una grande mostra dedicata a uno dei più importanti reggenti del mondo, l’imperatore dell’India Akbar (1542-1605, regno 1556-1605) e alla fiorente arte che si sviluppò sotto il suo regno. L’evento, che si svolgerà da ottobre 2012 a febbraio 2013, si terrà presso la sede di Palazzo Sciarra della Fondazione Roma Museo. 

Divisionismo. Da Segantini a Pellizza
La mostra "Divisionismo. Da Segantini a Pellizza" (19 ottobre-23 dicembre 2012) sarà dedicata al Divisionismo italiano, con 35 dipinti dei principali interpreti del movimento quali Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Emilio Longoni e altri presso la GAM Centro Studi per l’Arte Moderna e Contemporanea a Milano, Via Manzoni 45) 

Dall'8 novembre al 6 gennaio presso le sale della Rocchetta al Castello Sforzesco, sarà aperta la mostra "Homo Faber. Il ritorno del fare nel contemporaneo". L'esposizione mette in relazione i tesori del Castello esposti negli spazi dei musei di Arte Applicata con i lavori di artisti contemporanei di livello internazionale, che si contraddistinguono per l'estremo uso della manualità nelle tecniche e nei materiali utilizzati.In esposizione sono presenti lavori di: Herman Bas, Bertozzi e Casoni, Alighiero Boetti, Michael Borremans, Mario Ceroli, Matt Collishaw, Vanni Cuoghi, Wim Delwoye, Fulvio Di Piazza, Natalie Djurberg, DTao, Federico Guida, Giovanni Iudice, Liu Jianhua , Titus Kaphar, Javier Marin, Marco Mazzoni, Beatriz Millar, Alfredo Rapetti Mogol, Elena Monzo, Wangechi Mutu, Moataz Nasr, Davide Nido, Luigi Ontani, Grayson Perry, Marc Quinn, Marcus Shinwald, Sissi, Carlo Steiner, Lee Sung Kuen, Tarshito, Pascale Marthine Tayou e Kehinde Wiley. 

Dal 15 settembre, al Castello di Rivoli ci sarà una grande mostra "La storia che non ho vissuto(testimone indiretto)" interamente dedicata alla giovane arte italiana. La rassegna, ordinata nelle ampie sale del terzo piano della Residenza Sabauda, è ideata e curata da Marcella Beccaria. 

A Torino alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in concomitanza delle elezioni americane si svolgerà la mostra " For President" A cura di Mario Calabresi e Francesco Bonami che presenterà delle opere che si sono ispirati alle elezioni per la loro ricerca si mescoleranno con le immagini storiche dell’agenzia Magnum, la più prestigiosa e antica cooperativa di fotografi al mondo. La mostra sarà anche l’occasione per un viaggio nel mondo coloratissimo e affascinante della propaganda: dagli spot pensati per promuovere la propria immagine o per distruggere quella degli avversari, ai manifesti, alla grande produzione di gadget di ogni tipo. 

Concludiamo con la grande mostra dedicata a Graham Sutherland. Considerato, alla pari dell’amico-rivale Francis Bacon, uno dei capiscuola della pittura britannica contemporanea, molto amato dai più importanti critici della seconda metà del Novecento Sutherland viene riportato all’attenzione del pubblico e della critica per iniziativa della Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) dall’8 settembre al 9 dicembre 2012, attraverso un’attenta selezione di opere, provenienti da collezioni riservate e in parte mai esposte, che documentano il suo percorso d’artista.