Il sistema dell'arte contemporanea riparte in questi giorni con una serie di eventi che lentamente cercano di contrastare il lento declino. In un'estate che ha visto nuove chiusure e diversi ridimensionamenti, anche di importanti gruppi di distribuzione; si evidenzia la stasi del momento commerciale.
Da tante fronti si manifestano speranze di riprese, soprattutto se si riporterà l'arte al suo ruolo culturale, mettendo in secondo piano quegli aspetti mercantili che hanno prodotto questo disastro. La recente grande produzione di quadri, troppo spesso di cattivo gusto, bassa qualità e dai prezzi assurdi, ha inflazionato il sistema, rivelandoli come prodotti di consumo rapido, privi di valori socio-culturali e sicuramente come pessimi investimenti.
Se si riuscirà a ritornare alle funzioni multiple di un'opera artistica, quali quelli filosofici, sociali, cultura, forse si potrà rianimare questo sistema o se no il declino sarà continuo, tanto più ora che gli artisti, grazie alla nuove tecnologie e ai social, possono gestirsi in modo autonomo, senza dover più transitare da mercanti privi di scrupoli.
Altro aspetto è poi il valore delle opere commercializzate che in questi recenti decenni è stato elevato a livelli assurdi producendo la distruzione del mercato intermedio, alimentando una bolla di valori che implodendo sta riposizionando la marea di manufatti prodotto al loro reale valore produttivo.
Ma incamminiamoci in questo autunno nella speranza di vedere tanta arte e poco mercato ...
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