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01/08/26

Lotto e Savoldo alla Galleria Sabauda

"La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo"; Musei Reali di Torino, 2026; installation view; ph. Giuliano Berti per Musei Reali di Torino

Gli Spazio Scoperte al secondo piano della Galleria Sabauda, fino al 15 settembre 2026, accolgono la mostra "La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo" che propone un approfondito confronto tra due protagonisti del primo Cinquecento veneto e lombardo: Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 – Loreto, 1556/1557) e Giovanni Girolamo Savoldo (Brescia?, 1480/1485 circa – Venezia, post 1548).
 
Attraverso il dialogo tra la Sacra Famiglia con santa Caterina d’Alessandria di Lorenzo Lotto, in prestito dall’Accademia Carrara di Bergamo, l’Adorazione dei pastori (1522-1523) e l’Adorazione del Bambino tra san Girolamo e san Francesco d’Assisi (1525-1530) di Savoldo, appartenenti alle collezioni della Galleria Sabauda, l’esposizione indaga le radici di quella “luce del vero” che anticipa la rivoluzione caravaggesca.
 
Uniti da una comune sensibilità verso la cultura figurativa nordica, evidente nell’attenzione alla luce, al dato naturale e alla resa psicologica dei personaggi, Lotto e Savoldo sviluppano una pittura capace di coniugare intensa partecipazione emotiva e rigorosa osservazione del reale. Nei loro dipinti, il chiaroscuro assume una forte valenza espressiva, mentre la natura si anima di vibrazioni atmosferiche e interiori.
 
Questa linea interpretativa venne evidenziata da Roberto Longhi, tra i maggiori studiosi di Caravaggio, che nella celebre monografia del 1952 individuò in Lotto e Savoldo alcuni dei più significativi precursori del maestro lombardo, riconoscendo nelle loro opere “una umanità più accostante” e un “colorito più vero ed attento”, capaci di rivelare una nuova comprensione della natura umana e della realtà.

 
"La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo"; Musei Reali di Torino, 2026; installation view; ph. Giuliano Berti per Musei Reali di Torino

Realizzata nelle Marche e firmata e datata 1533, la Sacra Famiglia con santa Caterina d’Alessandria di Lorenzo Lotto entrò nel 1866 nelle collezioni dell’Accademia Carrara, museo che raccoglie uno dei corpus più importanti al mondo di opere di Lorenzo Lotto. L’opera si costruisce attorno al gesto di san Giuseppe che, sollevando il velo, mostra il Bambino addormentato a santa Caterina. La pietra su cui Cristo riposa richiama simbolicamente il sarcofago e prefigura la Passione, mentre Maria, immersa nella lettura, appare turbata dalle profezie sul destino del figlio. Colori intensi, raffinati contrasti chiaroscurali e una straordinaria tensione narrativa contribuiscono a creare una scena sospesa tra quotidianità e dimensione simbolica, anticipando soluzioni che troveranno pieno sviluppo nella pittura giovanile di Caravaggio.
 
Savoldo, attivo tra Lombardia e Veneto, elabora invece una pittura più raccolta e meditativa, nella quale la luce diventa strumento privilegiato per rivelare superfici, materiali e presenze umane. Nell’Adorazione dei pastori, entrata nelle collezioni sabaude nel 1824 con l’acquisizione di Palazzo Durazzo di Genova (ora Palazzo Reale) e delle sue raccolte, emergono la ricchezza cromatica e i bagliori dorati della tradizione veneziana, accanto a una costruzione luministica più concreta e analitica, legata alla cultura lombarda.
L’Adorazione del Bambino tra san Girolamo e san Francesco d’Assisi si distingue invece per il forte naturalismo delle figure e per il coinvolgimento diretto dello spettatore: il gesto di san Girolamo che alza il velo e mostra il Bambino invita a una partecipazione consapevole al mistero della Rivelazione, prefigurando al tempo stesso il destino della Passione di Cristo. Attraverso un linguaggio costruito su sottili passaggi di luce e ombra, Savoldo interpreta le esigenze di una spiritualità sempre più intima, concreta e partecipata.
 
La riscoperta di questi due artisti è avvenuta grazie al lavoro decennale di Giovan Battista Cavalcaselle (Legnago (VR), 1819 – Roma, 1897), pioniere della disciplina della storia dell’arte, al quale è dedicata la seconda sala della mostra. Qui sono riprodotti – per gentile concessione della Biblioteca Marciana di Venezia, dove sono confluite tutte le sue carte – i disegni di studio relativi alle tre opere esposte. Cavalcaselle, in un momento in cui la fotografia non è ancora diventata uno strumento chiave per lo sviluppo della storia dell’arte, usa la propria abilità di disegnatore per fissare, ora con tratto sommario, ora con dovizia di dettagli, la memoria delle opere d’arte viste in collezioni pubbliche e private.
 
La mostra dossier si completa con un filmato, una breve “lezione immaginata” di Roberto Longhi, che del Cavalcaselle fu in qualche modo continuatore, nella quale si leggono le tre opere esposte alla luce dei suoi fondamentali studi sui precedenti caravaggeschi.
Si ringrazia la Fondazione Roberto Longhi per la condivisione del progetto della “lezione immaginata”.
 
Grazie alla collaborazione con l’Accademia Carrara di Bergamo proponiamo al pubblico dei Musei Reali di Torino di (ri-) scoprire due pittori, ingiustamente meno noti di quanto meritino, per sapienza artistica e un uso della luce naturale particolarissimo e fondante per Caravaggio, come ha ben indagato Roberto Longhi, piemontese di nascita e di prima formazione universitaria. 

Ancora una volta – ha dichiarato Paola D’Agostino, Direttrice Generale dei Musei Reali di Torino – proponiamo al nostro pubblico una mostra dossier che invita a guardare lentamente (slow-looking), a fermarsi per scoprire dettagli, a cambiare il passo di visite ai musei fatte sempre più in velocità. Ringrazio Annamaria Bava e Alessandro Uccelli, che hanno curato la mostra con un taglio inedito, molto riuscito, nell’evocare anche il modo di studiare l’arte di due grandi conoscitori del passato. Ringrazio anche tutto il personale dei Musei Reali di Torino, che ogni giorno lavora con dedizione e professionalità.

Esprimo la mia gratitudine, infine, anche ai colleghi a guida di altre istituzioni museali e agli studiosi che terranno alcune conferenze per il nostro pubblico, all’interno del nostro public program.


"La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo"; Musei Reali di Torino, 2026; installation view; ph. Giuliano Berti per Musei Reali di Torino
 
Il prestito della Sacra Famiglia con santa Caterina d’Alessandria ai Musei Reali di Torino – ha dichiarato Maria Luisa Pacelli, Direttrice dell’Accademia Carrara di Bergamo – rappresenta per l’Accademia Carrara un’occasione particolarmente significativa per condividere con un nuovo pubblico uno dei dipinti più poetici della maturità di Lorenzo Lotto. Datata 1533, l’opera rivela la capacità dell’artista di intrecciare intensità emotiva, luce e profondità spirituale in una visione del sacro profondamente umana e moderna. Allo stesso tempo, il confronto con un diverso contesto museale offre la possibilità di far emergere nuove risonanze e prospettive di lettura, valorizzando la forza narrativa e la sottile tensione psicologica della sua pittura. In questo senso, il dialogo con i dipinti di Savoldo mette in luce la ricchezza della cultura figurativa lombardo-veneta del primo Cinquecento, accomunata da una sensibilità nuova verso il dato naturale, la dimensione interiore e la resa atmosferica della luce. Questo progetto testimonia infine la collaborazione particolarmente feconda tra Accademia Carrara e Musei Reali di Torino, fondata sulla condivisione di ricerca, visioni e patrimonio.