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31/01/19

Vortex: In Limine Mundi





La galleria Burning Giraffe Art di Torino presente i recenti lavori di Opiemme, in cui un uso elegante del segno grafico, ci porge una riflessione, molto attuale, sul concetto di limite comunitario.



Ha senso dividere la comunità umana per nazione immaginarie? quali sono i confini fra passato e presente?




A volte tutto pare ripetersi, forse la storia non insegna molto, ma sicuramente è tempo di indagare e cercare nuove risposte.


L'arte col cane





L’idea è molto simpatica e sta riscuotendo un buon consenso di pubblico, in fondo il cane non è il nostro miglior amico nel regno animale?

Per cui ben venga la bella mostra che la Venaria Reale sta proponendo proprio sulla presenza di questo fedele compagno nelle arti visive fino a metà Febbraio.



Così una variegata proposta di opere d’arte sono la vasta proposta di "Cani in posa. Dall’antichità ad oggi”, curata da Francesco Petrucci, il primo evento nazionale che lega visivamente la storia umana a quella cinofila.


Dipinti, fotografie, sculture, stampe, sono tantissimi gli spazi in cui la presenza canina è condivisa con gli uomini. Già nell’antichità ci sono lapidi tombali che vedono la presenza di questo amato compagno di vita e oggi giornalmente sono decine le condivisione sui social più diffusi.



La mostra è ben curata con tante belle opere, immerse in un bel percorso.

Fanno da corredo all’evento una serie di esposizioni canine che ci portano nel presente estetico dell’”essere cane”.

 


Proseguono intanto le altre stimolanti proposte espositive, quella su Ercole e il suo mito, la sportiva mostra sulla moto e gli scatti fotografici di Elliott Erwitt.

30/01/19

Qui dove ci incontriamo






Incontro fra donne, dialogo al femminile nella recente mostra della Galleria NormaMangione con gli artisti condivisi con le gallerie di Tiziana Di Caro e Federica Schiavo.




Su due diverse prospettive l’incontro pare formarsi nella difficile possibilità di incontrare la storia e la sua memoria.

Sia i  lavori di Shadi Harouni, dal forte impronta personale, che le opere intime di Jay Heikes, condividono il bisogno di storia quotidiana che si integra nel vissuto diretto delle artisti, che trasformano la materia in storie o emozioni.


Apre il National Museum of Qatar




E’ stata resa ufficiale la data di apertura del nuovo National Museum of Qatar,  che aprirà i battenti a Doha il prossimo 28 Marzo.

Ispirata alla rosa del deserto il progetto di Jean Nouvel ospiterà la storia del territorio suddivisa in tre sezioni;



CS

This museum will give voice to Qatar’s heritage whilst celebrating its future.
Visitors can learn about Qatar's ancestors and the formation of early cities, as well the modernization of Qatari society. Exhibitions will combine historic objects and contemporary influences, opening up a dialogue around the impact of rapid change.
Innovative presentation techniques will excite audiences and push boundaries. Entire walls will become cinematic screens, individual cocoons will hold oral histories and handheld mobile devices will guide people through thematic displays.

29/01/19

Messaggi augurali di carta





Domani, alle ore 18, con la conferenza del prof. Tian Zhaoyuan, East China Normal University  dal titolo “La simbologia del Capodanno Cinese nelle opere di carta intagliata” si inaugura la mostra “Ricami di carta” al MAO Museo d'Arte Orientale in via San Domenico 11 a Torino.

In occasione del Chunjie, la Festa di Primavera meglio nota in Occidente come Capodanno Cinese, il MAO Museo d’Arte Orientale inaugura mercoledì 30 gennaio la mostra RICAMI DI CARTA curata dall’ Istituto Confucio dell’Università di Torino in collaborazione con East China Normal University di Shanghai.

Saluteranno il nuovo anno, l’Anno del Maiale, con l’esposizione delle “carte”, elementi essenziali della tradizione decorativa che accompagna questa festa, che racchiudono un numero infinito di implicazioni e di funzioni beneauguranti e apotropaiche. La Mostra aiuterà a scoprirne i significati.

Questi manufatti dall’aspetto apparentemente ingenuo e naïf testimoniano una pratica artigianale antichissima, talvolta di straordinaria raffinatezza, tanto che il 20 maggio 2006 è stata inclusa tra le forme di arte popolare diventate patrimonio immateriale dell’umanità.

Al MAO saranno esposti i lavori di due figure significative della attuale tradizione delle carte ritagliate, le “maestre di intaglio su carta” Xi Xiaoqin e Chu Chunzhi.




I visitatori saranno accompagnati in un percorso ideale tra le regioni diverse della Cina, che posseggono tecniche e stili dell’intaglio della carta assai differenti tra di loro, come bene evidenziano anche i lavori di Xi Xiaoqin – proveniente da Shanghai – in contrapposizione con quelli di Chu Chunzhi, che opera invece nelle fredde regioni del nord-est, a Shenyang. Sarà quindi possibile apprezzare da vicino una tradizione assai più stratificata e complessa di quanto in apparenza potrebbe sembrare.

La testimonianza più antica di un lavoro di questo tipo è stata rinvenuta a Turfan, nell’attuale provincia del Xinjiang e data al periodo delle cosiddette Dinastie del Nord e del Sud (IV – VI secolo). Probabilmente però già nel periodo dei Regni Combattenti, intorno al IV sec. a.C., questa forma d’arte popolare era praticata dagli artigiani che, non essendo ancora stata inventata la carta, facevano uso delle foglie degli alberi.

CHU CHUNZHI  32  二月二龙抬头Le due artiste saranno presenti a Torino con il prof. Tian Zhaoyuan, che ha curato l’organizzazione del progetto per la East China Normal University, insieme alla dott. Hu Ying e alla direttrice di parte cinese dell’Istituto Confucio di Torino, Liu Yunqiu. La cura scientifica e l’apparato didattico della Mostra sono invece affidate a Stefania Stafutti, professore di Lingua e Letteratura Cinese dell’Università di Torino e direttore di parte italiana dell’Istituto Confucio dell’Ateneo.

Sabato 2 febbraio alle ore 11 l'Istituto Confucio dell'Università di Torino organizza presso il MAO un laboratorio sull'arte delle carte ritagliate cinesi. Nel corso del Workshop RICAMI DI CARTA le artiste Chu Chunzhi e Xi Xiaoqin, i cui lavori sono esposti al MAO, illustreranno peculiarità e modalità di realizzazione di questi manufatti che testimoniano di una pratica artigianale raffinata e antichissima. Guidati dalle esperte maestre, i partecipanti avranno la possibilità di cimentarsi nella creazione della propria opera di carta intagliata.

Inoltre domenica 3 febbraio alle ore 16, i Servizi Educativi del MAO propongono Festeggiamo insieme il Capodanno cinese, una allegra attività per famiglie adatta ai bambini di tutte le fasce d’età. Dopo una visita alla galleria del Museo dedicata alla Cina, seguirà un divertente laboratorio nel quale verranno realizzati simpatici dragoni.


E allora Buon Anno! 新年快樂!

MAO Museo d’Arte Orientale Via San Domenico 11, Torino
  
www.maotorino.it

Tutto è presente



Frame che si sono frantumati nel tempo sono le intese pitture di Paolo Maggis proposte dalla galleria Riccardo Costantini a Torino.

 

Opere che frammentano la figurazione, in astrazioni dalle vigorose pennellate cromatiche.


Una materia pittorica che supera l’immagine assorbendone il dinamismo fisico.





Collezione Maramotti si rinnova


Il prossimo 3 Marzo per la prima volta dall’apertura al pubblico della Collezione Maramotti nell’ottobre del 2007 dieci sale del secondo piano dell’esposizione permanente saranno riallestite per accogliere alcuni dei progetti presentati nei primi dieci anni di apertura: Enoc Perez (2008), Gert & Uwe Tobias (2009), Jacob Kassay (2010), Krištof Kintera (2017), Jules de Balincourt (2012), Alessandro Pessoli (2011), Evgeny Antufiev (2013), Thomas Scheibitz (2011), Chantal Joffe (2014), Alessandra Ariatti (2014).


Questa serie di esposizioni personali offre una panoramica, seppur parziale, sul work in progress portato avanti dalla Collezione attraverso l’invito ad artisti italiani e internazionali – in un momento particolare nello sviluppo della loro ricerca – a realizzare un nuovo corpus di opere da presentare al pubblico e che, successivamente, sono entrate a far parte del patrimonio.



Il percorso si snoda attraverso progetti diversi, in cui il costante interesse per l’evoluzione del linguaggio pittorico si accompagna a un’attenzione per nuove forme espressive e a un’interrogazione sullo statuto dell’opera d’arte, sempre con una forte tensione verso il futuro, una pre-visione attraverso cui coglierne le tracce.



Questo riallestimento – che rappresenta un momento di riflessione sulla Collezione e sul suo avanzamento – è accompagnato da una piccola mostra temporanea, a piano terra, di documenti, libri e opere dai nostri archivi e dalla nostra biblioteca, luoghi vivi di conoscenza e approfondimento. Questi materiali valorizzano, attraverso alcuni significativi esempi, la vitalità del processo di creazione delle opere d’arte e le connessioni permeabili tra i diversi nuclei di raccolte della Collezione.


28/01/19

Cuore di tenebra




Il prossimo 1 Febbraio apre alle OGR - Officine Grandi Riparazioni Torino la mostra “Cuore di tenebra “  ideata con la collaborazione del Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea con la curatrice Marcella Beccaria.

Titolo del progetto espositivo Cuore di tenebra, Può l’arte prevenire gli errori? Cita il celebre romanzo di Joseph Conrad (Heart of Darkness, 1899), con cui questa mostra collettiva indaga aspetti irrazionali del contemporaneo, dove guerre, imperialismi, fanatismi religiosi, terrorismo, razzismo, disuguaglianza, sfruttamento delle risorse naturali e alcuni aspetti della tecnica e dell’Intelligenza Artificiale utilizzata in modo irresponsabile sembrano crescere in maniera esponenziale. Originariamente provenienti da Brasile, Cuba, Egitto, Israele, Italia, Libano, Messico, Polonia, Portogallo, Porto Rico e Stati Uniti, e attivi in più parti del globo, gli artisti selezionati offrono molteplici punti di vista relativi alla complessità del mondo nel quale viviamo, interrogandosi sui lati oscuri del presente e analizzandoli attraverso riferimenti al passato oppure anticipando possibili scenari futuri.

“Con riferimenti che spaziano dalla caduta dell’Impero degli Assiri nel VII a.C. per arrivare agli androidi che forse un giorno condivideranno la Terra con gli esseri umani, la mostra indaga il mondo contemporaneo scandagliandone alcuni aspetti bui e irrazionali”, spiega Marcella Beccaria. “Le opere selezionate propongono diverse forme di consapevolezza critica che non prescindono dalla capacità di aprire spazi di resistenza poetica, rispondendo alla violenza del presente con inarrestabile forza creativa”.

Le opere di Allora & Calzadilla, Maria Thereza Alves, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Bracha L. Ettinger, Massimo Grimaldi, Mona Hatoum, Goshka Macuga, Teresa Margolles, Pedro Neves Marques e Wael Shawky selezionate per gli spazi delle OGR esprimono una vitale creatività che abbraccia più linguaggi e tecniche, tra cui performance, scultura, fotografia, pittura, film e installazioni multimediali e sonore.

Cuore di tenebra / Heart of Darkness presenta un nucleo selezionato di tredici importanti opere d’arte dalle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, per la maggior parte scelte tra quelle acquisite dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT per il Museo.

In una visione sinergica, dal 2000 la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT ha elaborato un progetto di acquisizioni per Torino e il Piemonte che integra le collezioni permanenti del Castello di Rivoli e della GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e che oggi conta oltre 840 opere di artisti italiani e internazionali ospitate presso le due istituzioni.

La mostra rappresenta il secondo capitolo nell’ambito delle azioni combinate tra le OGR Torino e il Castello di Rivoli iniziate in occasione dell’apertura delle OGR con la curatela e produzione dell’installazione pubblica Procession of Reparationists, 2017 di William Kentridge allestita nella Corte Est Commissions e interamente sostenuta dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Per maggiori info www.ogrtorino.it


Bologna Art City




Questa settimana prende avvio la storica Arte Fiera di Bologna e come da tradizione si svolgerà il ricco programma di Art City che coinvolge il ricco tessuto di spazi culturali della rossa diretta anche quest’anno da Lorenzo Balbi.

L’iniziativa offre più di 100 eventi che inondano la città nei tantissimi antichi spazi e per le vie, con performance, mostre e incontri, tra cui la White Night che si svolgerà sabato 2 Febbraio.


Per organizzarvi al meglio scaricate il programma a questo link


#ArtCityBologna
#ArtCityWhiteNight



Prossimamente Plartwo




Stanno proseguendo i lavori per la realizzazione dei nuovi spazi Plartwo della FondazionePlart nel cuore del quartiere Barriera vicino al Museo Ettore Fico e al centro enogastronomico di Edit.



Il progetto di realizzazione degli spazi è a cura dello studio dell’architetto Alex Cepernich che prevede la creazione di una serie di spazi poliedrici per le articolate proposte che non saranno solo espositive ma verteranno su diverse funzione come laboratorio, residenza per artisti, sperimentazioni tecnologiche e centro di ricerca che dialogherà con la sede di Napoli.



27/01/19

10 Luoghi per 10 Progetti






Mercoledì 30 Gennaio si inaugura l’iniziativa “10 Luoghi per 10 Progetti” presso la Farmacia Fondazione Wurmkos onlus in via Puccini, 60 a Sesto San Giovanni con la mostra "La terra è bassa".

Il progetto curato da Alessandra Pioselli vede il positivo coinvolgimento di una gruppo di realtà artistiche italiane: @A Cielo Aperto (@vincenzo De Luca Onlus Latronico, Basilicata), @Aperto_art on the border (Distretto Culturale Valle Camonica, Lombardia), Cantieri d'Arte / La ville ouverte (Viterbo, Lazio), Case Sparse / Tra l'Etere e la Terra (Malonno, Lombardia), Progetto Diogene (Torino, Piemonte), Guilmi Art Project (Guilmi, Abruzzo),Giuseppefraugallery (Gonnesa, Sardegna), Kaninchenhaus (Torino, Piemonte), Ramdom (Gagliano del Capo, Puglia), Viaindustriae (Foligno, Umbria).



CS

La mostra "La terra è bassa" è il frutto di una ricerca che, rilanciando il tema del convegno Abitare l’arte. Incontro nazionale di residenze d’artista (Breno, 2017), pone in dialogo dieci “progetti territoriali” accomunati dall’intento di sostenere pratiche artistiche che si sviluppano in contesti territoriali specifici, agendo mutuamente con le realtà sociali e culturali che li qualificano.


La mostra La terra è bassa è il frutto di una ricerca che, rilanciando il tema del convegno Abitare l’arte. Incontro nazionale di residenze d’artista (Breno, 2017), pone in dialogo dieci “progetti territoriali” accomunati dall’intento di sostenere pratiche artistiche che si sviluppano in contesti territoriali specifici, agendo mutuamente con le realtà sociali e culturali che li qualificano.

Come afferma un detto contadino, la terra è bassa perché bisogna chinare la schiena per coltivarla, ed è un lavoro faticoso, lento, attento. All’interno di una cornice di corrispondenze internazionali, questi progetti piegano lo sguardo su situazioni territoriali e contestuali circostanziate, con un approccio temporale esteso e di accurata premura che il verbo latino colĕre nelle sue accezioni incarna nell’atto del coltivare/curare/abitare.

Fondati da circa la metà degli anni duemila in avanti da gruppi di artisti, curatori, cittadini o promossi da enti pubblici, questi progetti stabiliscono articolati nessi con i territori e le comunità in trasformazione, decifrandone la storia, la materialità, gli aspetti ambientali, antropologici, simbolici, le identità composite. Queste esperienze sondano i modi e gli esiti della progettualità artistica nell’innescare possibili percorsi di senso che pongono domande su chi abita oggi il territorio, sulle forme di socialità, sulle prospettive di sviluppo locale, di cura e d’interpretazione.

    un lavoro particolarmente significativo per l’Italia, perché diventa interprete della frammentazione e della diversità antropologica del paese, tangendo inevitabilmente una sfera di questioni cruciali, dall’abbandono dei piccoli centri delle aree interne del paese, alle trasformazioni economiche e sociali delle aree metropolitane, alla gestione del paesaggio, alla riflessione sui beni comuni che inscrive nel suo orizzonte la nozione di territorio, trovando nel dettato costituzionale il suo fondamento.


La ricognizione in mostra prova a tracciare le riflessioni, gli obiettivi, i metodi plurali di queste pratiche, visualizzando le vicinanze e le differenze, le ricorrenze e le distanze tra i progetti, attraverso una mappa concettuale che dà forma all'allestimento e materiali di documentazione, testi, fotografie, video, pubblicazioni, comunicati, multipli e opere.

Si evidenzia una trama di modi lavorare ricca di sfumature, che rivela la capacità di coinvolgimento

di un’ampia sfera di attori territoriali, extra-territoriali e internazionali, attraverso mostre, progetti, residenze, pubblicazioni, archivi, conferenze, progetti educativi, laboratori, attivazione di microeconomie, musei diffusi.

L’intento della mostra è quello di stimolare una riflessione su queste pratiche, su come operano in concreto, sugli approcci processuali e teorici degli artisti e sulle necessità culturali che manifestano, anche in relazione alla riflessione sul proprio ruolo.


26/01/19

Charles Long alla Tanya Bonakdar Gallery






Presso la galleria TanyaBonakdar a  New York è in corso la mostra “Paradigm lost”, un'installazione immersiva di Charles Long.




La mostra riunisce un corpus di opere che l'artista ha creato nell'ultimo anno. Esse continua l'indagine dell'artista sulle forme laterali del modernismo, ripensando al lavoro di artisti storici quali Giacometti, Guston, Munch, Brancusi, ma rivisitate in una chiave naturalistica nata dalle lunghe passeggiate nei pressi del villaggio californiano di Mt Baldy.



25/01/19

Leoncillo, materia radicale





La Galleria dello Scudo a Verona presenta fino al fine di Marzo una bella mostra sull’ultimo decennio dell’opera di Leoncillo in cui le forme si liberano in una possente energia creativa.




Con più di venti sculture di grandi e medie dimensioni sono proposte un significativo corpus di questo artista così sottovalutato e così attuale, con le sue ricerche sui volumi e sul potenziale della materia. 



24/01/19

Alla Gallery of Everything




The Gallery of Everything a Londra presenta  fino a Febbraio due delicati artisti, Olga Frantskevich, con le narrazioni della bielorussia in formato di arazzi.




E dal Benin arrivano i dettagliati disegni Ezekiel Messou.


Sandy Skoglund a Camera Torino


Sandy Skoglund al lavoro mentre prepara i set delle installazioni. 
Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

Si inaugura questa sera e apre al pubblico domani la grande mostra organizzata da CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, a Torino sull'artista artista statunitense Sandy Skoglund (1946), curata da Germano Celant.

Si tratta della prima grande mostra antologica in Italia, un grande evento che riunisce  i lavori  che  vanno  dagli  esordi, nei  primi  anni  Settanta,  all’ancora  inedita  opera “Winter”,  alla  quale  l’artista  ha  lavorato  per  oltre  dieci  anni.  Sarà  proprio  questa  immagine - accompagnata da alcune delle sculture create per l’installazione da cui è stata tratta la fotografia - il fulcro dell’esposizione: una spettacolare anteprima mondiale che conferma una volta di più l’unicità della  sua  ricerca  e  del  suo  linguaggio,  formatisi  in  pieno  clima  concettuale  per  evolversi  in  un immaginario sospeso tra sogno e realtà, di straordinaria potenza evocativa. 

Oltre cento lavori tra fotografie, quasi tutte di grande formato, e alcune sculture che raccontano il lungo percorso artistico che inizia con i temi caratteristici dell’interno domestico e della sua trasformazione in luogo di apparizioni tra comico e inquietante, fino alle grandi composizioni dei primi anni Ottanta, che hanno dato all’artista fama internazionale. 

Le immagini di Skoglund nascono - sempre  - dalla costruzione di un set, estremamente complesso, che l’artista  poi  fotografa:  un  procedimento  che  ben  spiega  la  rarefatta  produzione  dell’artista  e  la  peculiarità  della  suo  percorso  visuale,  che  è  al  tempo  stesso  installativo,  scultoreo  e  fotografico. 

La mostra - che durerà sino al 24 marzo 2019 ed è realizzata con la collaborazione della Galleria Paci contemporary di Brescia - è accompagnata da un volume monografico edito da Silvana Editoriale, anche  in questo caso il primo in assoluto, curato da Germano Celant, in cui si ricostruisce  l’intero percorso  dell’artista attraverso l’intreccio della biografia con il suo procedere professionale, documentato dalla  riproduzione di tutte le sue opere, accompagnate da note critiche e da un’ampia bibliografia. 

23/01/19

Novità miart 2019


Fra poche settimana torna il miart la fiera milanese sempre più con un profilo internazionale, organizzata da Fiera Milano e che si svolgerà dal 5 al 7 aprile. Con la direzione artistica di Alessandro Rabottini, sono state selezionate 186 gallerie provenienti da 19 paesi che esporranno opere di maestri moderni, affermati artisti contemporanei, talenti emergenti e designer storicizzati e sperimentali all’interno delle sette diverse sezioni di cui si compone la fiera.

Il miart 2019 presenta poi novità sui partecipanti con nuove prestigiose gallerie internazionali che, per la prima volta, hanno scelto Milano come palcoscenico in Italia tra cui CabinetCorvi-MoraMarian Goodman GalleryHauser & WirthHerald StGalerie Thaddaeus Ropac e Tucci Russo, insieme a molte altre.
Ovviamente ci saranno numerose e influenti gallerie, provenienti da tutto il mondo, che consolidano il rapporto con Milano confermando la loro partecipazione dalle precedenti edizioni, tra cui A Arte Invernizzi, Alfonso Artiaco, Bortolami, Isabella Bortolozzi, Campoli Presti, ChertLüdde, Clearing, Galleria Continua, Raffaella Cortese, Thomas Dane Gallery, Monica De Cardenas, Massimo De Carlo, Dvir Gallery, Rodolphe Janssen, Kalfayan Galleries, Gladstone Gallery, Kaufmann Repetto, Office Baroque, Peter Kilchmann, Andrew Kreps Gallery, Lelong & Co, Magazzino, Mai 36, Giò Marconi, Massimo Minini, P420, Gregor Podnar, Almine Rech, Lia Rumma, Sprovieri, Studio Trisorio, Vistamare - Vistamarestudio e Zero.
La centralità della riflessione sull’arte del secolo scorso è un asse portante dell’architettura del miart, confermata da un’ampia selezione di gallerie come Cardi, Casoli De Luca, Cortesi, Galleria dello Scudo, Maggiore G.A.M., Mazzoleni, Montrasio Arte, Repetto Gallery, Robilant + Voena, Richard Saltoun, Gian Enzo Sperone, Studio Marconi ‘65, Tega e Tornabuoni Arte.
L’elenco complete delle gallerie partecipanti è disponibile cliccando qui.
miart 2019 ospiterà inoltre diverse sezioni curate, vediamo velocemente:
Generations
Otto dialoghi instaurati tra lavori di due artisti appartenenti a diverse generazioni.

Matt Connors, Herald St + Piero Dorazio, Tega
Walead BeshtyThomas Dane Gallery + Morgan FisherBortolami
Richard RezacIsabella Bortolozzi + Giacomo BallaMaggiore G.A.M.
Kate NewbyThe Sunday Painter + Michael BerryhillLulu
Birgit Jürgenssen + Tina LechnerHubert Winter
Patrizio Di MassimoT293 + Horst P. HorstPaci Contemporary
Polys PeslikasVistamare - Vistamarestudio + César DomelaMartini & Ronchetti
Katsumi NakaiRonchini + Alice CattaneoMLF | Marie-Laure Fleisch

Decades
Un itinerario attraverso il ventesimo secolo scandito per decadi.

Katalin Ladik e la Neo-avanguardia ungherese, acb
Sandro ChiaAlessandro Bagnai
Antonietta RaphaëlCopetti Antiquari
Jaroslav SerpanDellupi Arte
Carlo ScarpaGalleria Gomiero
Maria LaiM77
Jon ThompsonAnthony Reynolds
Duilio CambellottiRusso
Avanguardie e bon tonSocietà di Belle Arti

Emergent
Sezione riservata alle gallerie con un'attività espositiva focalizzata sulla promozione delle generazioni più recenti di artisti.

ADA | Balcony | Car Drde | Clima | Damien & The Love Guru | Eastwards Prospectus | Galeriepcp | Gallleriapiù | Felix Gaudlitz | Lucas Hirsch | Horizont | Gilda Lavia | Nome | Öktem Aykut | Polansky | Ribot | Stems | Sophie Tappeiner | Una | Veda | Vin Vin
On Demand
Sezione trasversale dedicata a opere contextbased, site-specific o interattive.

Object
Sezione dedicata alle gallerie attive nella promozione del design di ricerca, delle arti decorative e delle edizioni limitate e del design da collezione.

Elisabetta Cipriani Wearable Art | Luciano Colantonio | Galleria Luisa Delle Piane | Dimoregallery | Erastudio Apartment-Gallery | Eredi Marelli | Galleri Feldt | Galerie Marc Heiremans | Frank Landau / Thomas Ekström | Officine Saffi | Taste Contemporary | Galleria Antonio Verolino
miart sarà l’epicentro della Milano Art Week, un ricco calendario di opening, eventi e aperture speciali di mostre e progetti organizzati dalle maggiori istituzioni pubbliche e fondazioni private di Milano, che includono - tra gli altri - Sheela Gowda e Giorgio Andreotta Calò  da Pirelli HangarBicoccaLizzie Fitch / Ryan Trecartin alla Fondazione Prada MilanoAnna Maria Maiolino al PAC - Padiglione d’Arte ContemporaneaBroken Nature. Design Takes on Human Survival a La TriennaleLygia Pape alla Fondazione CarrieroAntonello da Messina e Jean-Auguste-Dominique Ingres a Palazzo RealeRenata Boero e Marinella Pirelli al Museo del NovecentoThe Unexpected Subject: 1978 Art and Feminism in Italy da FM – Centro per l’Arte ContemporaneaSophia Al Maria alla Fondazione PomodoroHans Josephsohn presso ICA MilanoCarlos Amorales alla Fondazione PiniAnj Smith al Museo Poldi Pezzoli e un nuovo progetto speciale commissionato dalla Fondazione Nicola Trussardi.
Team Curatoriale:
Established Masters e Decades: Alberto Salvadori, Direttore, OAC Fondazione CR Firenze
Generations: Anthony Reynolds, Galleria Anthony Reynolds, Londra e Chris Sharp, Scrittore, Curatore Indipendente e Co-direttore, Lulu, Mexico City
Emergent: Attilia Fattori Franchini, Curatrice Indipendente, Londra
On Demand: Oda Albera, miart Exhibitors Liaison e Progetti Speciali, Milano
Object: Hugo Macdonald, Critico del Design e Giornalista, Londra



 

Prossimamente fiere


Artissima 2018 


Il nuovo anno porta con sè le nuove date dei principali appuntamenti commerciali del sistema arte, vediamo quelli più noti e significativi.

Si inizia con ArteFiera a Bologna, con la nuova gestione di Simone Megenoi, che si svolgerà dal 1 al 4 Febbraio, segue poi il Miart dal 5 al 7 Aprile a Milano Fiera e in autunno ci sarà come sempre Artissima che si svolgerà  a Torino dal 1 al 3 Novembre con diverse rassegne parallele.

Sul piano internazionale non possiamo citare che i diversi progetti di ArtBasel (Hong Kong 29-31 Marzo, Basile,13-16 Giugno e Miami, 5-8 Dicembre) e Frieze che quest’anno presenta la novità di Los Angeles dal 14 al 17 Febbraio, oltre a Frieze/Master London (2-6 Ottobre) e New York (2-5 Maggio).

Sarà dal 16 al 24 Marzo la storica Tefaf a Maastricht e il 3-7 Maggio a New York. Sempre nella Grande Mela la fa da leone poi con Armory Show dal 6 al 10 Marzo.  Considerata fra le più valide, a Parigi la Fiac si svolgerà dal 17 al 20 Ottobre.


22/01/19

Stonewall al New Museum






Da alcune settimane il New Museum coopera col Museo di Transgender Hirstory & Art (MOTHA), sul tema dell’evento di Stonewall del 1969. Una mostra con opere di diversi artisti su un tema particolarmente importante in questa fase storica.

Con questa mostra si ricorda il  50 ° anniversario di Stonewall, esplorando il luogo e la storia dell’evento in una chiave sociologica e antropologica.





CS

 "MOTHA e Chris E. Vargas: Consciousness Razing - The Stonewall Re-Memorialization Project" saranno la mostra e la residenza presentate attraverso il Department of Education e Public Engagement's Fall 2018 R & D Season: Generation.

Con umorismo ironico e critica incisiva, Chris E. Vargas (nato nel 1978) parodia i principali codici sociali e istituzionali per reimmaginare come sono rappresentate le esperienze queer e trans. Vargas è il fondatore del Museum of Transgender Hirstory & Art (MOTHA), un'istituzione semi-fittizia e transitoria che funge da piattaforma per l'esposizione della storia trans e della produzione culturale. Il suo progetto riprende l'eredità controversa della parola storia: Vargas nota che "per millenni, il patriarcato ha avuto versioni della storia; per alcuni anni negli anni '70, alcune femministe bianche ebbero un herstory; ma non è stato fino ad ora che le persone transgender hanno finalmente avuto una storia di genere neutrale tutta loro ".

Al New Museum, Vargas continua a lavorare sul suo progetto Transgender Hirstory in 99 Objects (2015-in corso), un'esplorazione visiva e materiale di manufatti significativi nella storia delle comunità transgender. I grandi musei spesso presentano cento oggetti dalle loro collezioni per costruire narrazioni storiche "definitive"; nella sua serie, i riff di Vargas su questa convenzione, propongono intenzionalmente novantanove o meno oggetti per enfatizzare il compito per sempre incompleto di rappresentare la storia. Un'esplorazione creativa e critica degli archivi LGBTQI, il progetto di Vargas prende la forma di mostre (di cui questa è la quinta), pubblicazioni e spettacoli itineranti in cui l'artista appare come direttore esecutivo di MOTHA.

Questa iterazione del progetto esplora Stonewall come sito geograficamente, demograficamente e storicamente contestato. Durante la mostra di quattro mesi di MOTHA, Vargas si interroga su ciò che pensiamo di sapere delle rivolte di Stonewall del 1969 a New York, spesso citate come un evento formativo per la liberazione dei gay e il moderno movimento per i diritti civili LGBTQI negli Stati Uniti. Nel 2016, per commemorare le rivolte, il presidente Obama ha designato la Stonewall Inn e l'adiacente Christopher Park un monumento nazionale. Eppure per anni, molti degli attivisti che hanno guidato la lotta contro la violenza e la brutalità della polizia contro le persone queer e trans - tra cui Sylvia Rivera, Marsha P. Johnson, Miss Major Griffin-Gracy e molti altri - non sono stati correttamente accreditati nei resoconti popolari di Muro di pietra. Oggi, le cronologie LGBTQI tradizionali riconoscono sempre più queste cifre, pur eliminando le loro richieste più radicali e le loro critiche al razzismo, all'emarginazione economica e alla transfobia.

Per ampliare il modo in cui questa complessa storia viene memorizzata e per riconoscere i modi in cui è stata manipolata, Vargas ha invitato un gruppo intergenerazionale di artisti a proporre nuovi monumenti per le rivolte. Queste commemorazioni - di Chris Bogia, Jibz Cameron, Nicki Green, Martine Gutierrez, Sharon Hayes, Thomas Lanigan-Schmidt, Catherine Lord, Devin N. Morris, D'hana Perry, Keijaun Thomas, Geo Wyeth e Sarah Zapata - riprendono Stonewall eredità attraverso forme radicalmente diverse e in termini divergenti. Nella galleria Fifth Floor, un modello in scala 1: 7 di Christopher Park diventa una piattaforma per l'arte pubblica sfrenatamente speculativa. Maquettes e progetti degli artisti contribuenti sono in mostra durante la corsa della mostra di Vargas, in sostituzione delle sculture di George Segal installate nel parco dai primi anni '90. I modelli attraversano il parco in vari modi, costruendo, ristrutturando e radendo al suolo un paesaggio iconico. La posta in gioco è il luogo dell'immaginazione all'interno della rivoluzione, sostenuta dall'insistenza di Vargas che invece di sostituire semplicemente un oggetto - o una storia, memoria o preoccupazione - per un altro, dobbiamo tenere lo spazio per molti.




La residenza di Vargas e il conseguente progetto collaborativo riflettono sul tema del R & S Season di Department of Education e Public Engagement per l'autunno 2018: GENERATION. Più ovviamente, il termine generazione si riferisce ai modi in cui la cultura e la storia vengono tramandate nel tempo attraverso l'affiliazione. Tuttavia la parola evoca anche modi di creare, creare e produrre. Con entrambi i significati in mente, Vargas guarda a Stonewall come un sito perpetuamente in evoluzione. Piuttosto che costruire una precisa traiettoria storica, il suo progetto sostiene che il tentativo di narrare una storia stabile rende il passato un disservizio. Invece, MOTHA ammette che l'atto di storicizzazione è intrinsecamente parziale e spesso egoistico, e trova nuovi modi per scoprire, riformulare e recuperare elementi del passato.

La mostra è curata da Johanna Burton, Keith Haring Director e Curator of Education e Public Engagement, e Sara O'Keeffe, Associate Curator, con Kate Wiener, Assistente curatoriale.


Foto "MOTHA e Chris E. Vargas: Consciousness Razing-The Stonewall Re-Memorialization Project," 2018. Esposizione: New Museum, New York. Foto: Maris Hutchinson / Studio EPW

21/01/19

Astrid Svangren al Quartz Studio di Torino




her spinning takes place near the mouth / I see what I eat / I eat what I see / It is an eating that is about risk, 2019
 image credit: Astrid Svangren - courtesy of the artist   photo: Malle Madsen


Il prossimo Mercoledì 23 Gennaio alle ore 18:30  il Quartz Studio ha il piacere di presentare "lei tesse vicino alla bocca / vedo ciò che mangio / mangio ciò che vedo / mangiare è un pò rischiare", la prima mostra personale in Italia dell'artista svedese Astrid Svangren (Göteborg, Svezia, 1972), proposta dalla curatrice danese Nina Wöhlk. 

L'installazione site-specific studiata per Quartz Studio cerca di pensare, attraverso il colore, come un essere vivente, dotato della capacità di agire, influenzare ed essere influenzato dal contesto che gli conferisce la forma. Esplora il colore come linguaggio che dà significato a emozioni, pensieri, sogni e a tutte le loro contraddizioni, opponendosi ad ogni altra forma espressiva. Il colore non si piega al linguaggio, si conosce solo se viene vissuto. Il lavoro è il tentativo di conoscere ciò che non si può dire. Le opere di Astrid Svangren si collocano al limite della pittura. Superando le tradizionali tele incorniciate, sono volumi tridimensionali realizzati con tessuti, fogli di alluminio e oggetti trovati. Racchiudono segni, tracce e gesti, non sono meri strumenti concettuali per pensieri e idee, da osservare e interpretare, ma vanno vissuti. Per l’artista, l’esperienza travalica i confini della parola. Esponente di una nuova consapevolezza che critica i canoni concettuali dominanti del pensiero occidentale, Svangren amplifica i mezzi di comunicazione paralinguistici, il multisensoriale e il femminile. Le sue opere si rifanno a quelle degli artisti Eva Hesse, Lynda Bengalis e Robert Smithson, e le poetesse Hélene Cixous, Katarina Frostenson e Inger Christensen sono per lei  costante fonte d’ispirazione. 
  
Astrid Svangren (Göteborg, Svezia, 1972) vive e lavora a Copenhagen, in Danimarca. Astrid Svangren si è laureata all’Accademia d’arte di Malmö nel 1998. I suoi lavori sono stati esposti presso Kohta Kunsthalle, Helsinki, Finland (2018); Kunsthalle Sao Paulo, Brasile (2016); Tranen, Copenhagen, Danimarca (2016); Nässjö Art Gallery, Svezia (2015); Christian Andersen, Copenhagen, Danimarca (2015); Margulies Collection at the Warehouse, Miami, USA (2013); Pioneer Voices, Gallery of Northern Norway, Harstad, Norvegia (2013); National Gallery of Denmark, Copenhagen, Danimarca (2012); The Wanas Foundation, Knislinge, Svezia (2012); Artipelag, Stockholm, Svezia (2012); National Gallery of Denmark, Danimarca (2012); Bonniers Konsthall, Stockholm, Svezia (2011); Moderna Museet, Stockholm, Svezia (2010); Moderna Museet, Malmö, Svezia (2009). L'artista è rappresentata da Christian Andersen, Copenaghen e da Tracy Williams, New York.  
  
Quartz Studio ringrazia l'artista e la curatrice. Il progetto è stato sostenuto dall'Arts Council danese e dall'Ambasciata di Danimarca a Roma. 



Eng 

Wednesday, January 23, 2019, at 6:30 pm, Quartz Studio is pleased to present her spinning takes place near the mouth / I see what I eat / I eat what I see / It is an eating that is about risk, the first solo show in Italy by the Swedish artist Astrid Svangren (Göteborg, Sweden, 1972), drafted by the Danish curator Nina Wöhlk. The site-specific installation conceived for Quartz Studio will seek to think through colour as a living entity. Something that has agency, the ability to shape and be shaped by the context that gives it its form. It will explore colour as a language that gives meaning to feelings, thoughts, and dreams and all their contradictions, and which resists any other form of expression. Colour as irreducible to language; experienced only as lived. The work is an attempt to know what cannot be said. Svangren’s works are found at the very edge of painting. More than traditionally framed canvases, they are three-dimensional volumes of textile, foils and found materials. Her works comprise signs, traces and gestures, which are not merely conceptual vehicles for concepts and ideas, observed and interpreted, but lived. For her, to experience goes beyond the limits of speech. As part of a new critical awareness against the dominant conceptual tenets of Western-oriented thinking, Svangren amplifies para-linguistic means of communication, the multi-sensorial and the feminine.
 Svangren can be seen with reference to artists as Eva Hesse, Lynda Bengalis and Robert Smithson, while poets such as Hélene Cixous, Katarina Frostenson and Inger Christensen continue to inspire her.

Astrid Svangren (Göteborg, Sweden, 1972) lives and works in Copenhagen, Denmark. Astrid Svangren graduated from Malmö Art Academy in 1998. She exhibited works at Kohta Kunsthalle, Helsinki, Finland (2018); Kunsthalle Sao Paulo, Brazil (2016); Tranen, Copenhagen, Denmark (2016); Nässjö Art Gallery, Sweden (2015); Christian Andersen, Copenhagen,, Denmark (2015); Margulies Collection at the Warehouse, Miami, USA (2013), Pioneer Voices, Gallery of Northern Norway, Harstad (2013); National Gallery of Denmark, Copenhagen (2012); The Wanas Foundation, Knislinge, Sweden (2012); Artipelag, Stockholm, Sweden (2012); National Gallery of Denmark (2012); Bonniers Konsthall, Stockholm, Sweden (2011); Moderna Museet, Stockholm, Sweden (2010); Moderna Museet, Malmö, Sweden (2009).  The artist is represented by Christian Andersen, Copenaghen and Tracy Williams, New York. 

Quartz Studio would like to thank the artist and the curator. The project has been supported by the Danish Arts Council and the Embassy of Denmark in Rome.