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Visualizzazione post con etichetta New Museum. Mostra tutti i post
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08/03/25

A New Museum new

 

New Museum, l'unico museo di Manhattan dedicato esclusivamente all'arte contemporanea, ha annunciato che l'ampliamento dell'edificio di 60.000 piedi quadrati, progettato da OMA / Shohei Shigematsu e Rem Koolhaas in collaborazione con Cooper Robertson, aprirà nell'autunno del 2025.

Fondato nel 1977 in uno spazio temporaneo su Hudson Street, il New Museum ha sperimentato e si è evoluto sin dalla sua fondazione come centro per la nuova arte e le nuove idee, espandendo la sua presenza in momenti chiave della sua storia per servire meglio artisti e pubblico. La sua espansione progettata da OMA completerà l'attuale edificio principale del New Museum progettato da SANAA sulla Bowery a Prince Street, raddoppiando al contempo lo spazio espositivo del museo; migliorando il flusso dei visitatori tramite l'aggiunta di tre ascensori, una scala nell'atrio e una piazza d'ingresso; creando nuovi spazi per residenze artistiche e programmi pubblici; e stabilendo una sede appositamente costruita per l'incubatore culturale del museo NEW INC, tra molte altre caratteristiche nuove e ampliate, segnando un momento di trasformazione per il museo e la città.

"Il New Museum è sempre stato un museo rivolto al futuro, non un luogo per preservare e registrare la storia, ma un luogo dove la storia viene fatta", ha affermato Lisa Phillips, Toby Devan Lewis Director del New Museum . "Siamo entusiasti di lavorare con Shohei Shigematsu e Rem Koolhaas sul primo edificio pubblico di OMA a New York City, inaugurando una nuova era di possibilità per il New Museum come risorsa civica vitale per i newyorkesi e la comunità artistica globale".

"Il New Museum è un incubatore per nuove prospettive e produzioni culturali, e l'ampliamento mira a incarnare quell'atteggiamento di apertura", ha affermato Shohei Shigematsu, partner di OMA . "Immaginato come una controparte altamente connessa ma distinta rispetto alla verticalità e alla solidità del museo esistente, il nuovo edificio offrirà gallerie espansive orizzontalmente per varietà curatoriale, circolazione verticale aperta e una diversità di spazi per riunioni, scambi e creazione. L'edificio è ulteriormente modellato per creare un volto pubblico attivo, tra cui una piazza all'aperto a terra, momenti di trasparenza in tutto l'atrio centrale e aperture terrazzate in cima, che coinvolgeranno apertamente la comunità circostante e oltre".


"Siamo estremamente grati a tutti coloro che stanno rendendo realtà il prossimo capitolo del New Museum, che non sarebbe possibile senza il generoso supporto del nostro Consiglio di amministrazione e di numerosi individui, fondazioni e sostenitori governativi di questo importante progetto", ha affermato James-Keith Brown, Presidente del Consiglio di amministrazione del New Museum . "Non vediamo l'ora di inaugurare il nuovo edificio con il tipo di mostra ambiziosa per cui è noto il New Museum, animando la nostra casa ampliata sulla Bowery con un'esplorazione tempestiva delle visioni degli artisti sul futuro".

L'edificio dell'OMA sarà intitolato in onore del defunto visionario filantropo Toby Devan Lewis, un fiduciario del New Museum di lunga data, il cui contributo di 30 milioni di dollari alla Capital Campaign è la donazione più grande nella storia del museo. Ad oggi, il New Museum ha raccolto 118 milioni di dollari per raggiungere l'obiettivo della Capital Campaign di 125 milioni di dollari, con 82 milioni di dollari di costi di costruzione.
Informazioni sull'edificio ampliato
Completando l'architettura esistente del New Museum, l'ampliamento progettato da OMA apparirà distinto all'esterno, pur essendo perfettamente integrato all'interno. Il nuovo edificio di sette piani raddoppierà lo spazio espositivo del museo, allineando le altezze dei soffitti al secondo, terzo e quarto piano per una connettività ininterrotta tra entrambi gli edifici. Il design di OMA migliorerà la circolazione verticale per i visitatori attraverso l'aggiunta di una scala nell'atrio, che offrirà viste sul quartiere circostante e l'opportunità di installazioni artistiche specifiche per il sito, nonché tre ascensori aggiuntivi, due dei quali saranno dedicati all'accesso alla galleria.

Al piano terra, l'atrio ampliato del museo ospiterà una libreria ampliata e un ristorante con servizio completo, mentre appena fuori una nuova piazza d'ingresso creerà uno spazio all'aperto per installazioni artistiche pubbliche al capolinea di Bowery e Prince Street. Ai piani superiori del museo, il nuovo edificio includerà uno studio dedicato per artisti in residenza, un forum da 74 posti e una sede appositamente costruita per NEW INC, il primo incubatore culturale nato in un museo, che equipaggerà la sua coorte annuale di oltre 120 imprenditori creativi con spazi di lavoro collaborativi e strutture di produzione di alto livello.

La Sky Room al settimo piano del New Museum raddoppierà le sue dimensioni pur mantenendo le sue viste panoramiche sul centro di Manhattan, e l'edificio ampliato includerà tre terrazze aggiuntive al piano superiore con vista sulla Bowery. All'esterno, il vetro laminato con rete metallica fornirà una facciata semplice e unitaria utilizzando materiali che richiamano e completano l'edificio SANAA originale, consentendo al contempo un grado maggiore di trasparenza.



Informazioni sulla mostra inaugurale

Proseguendo la lunga tradizione del New Museum di presentare mostre tematiche provocatorie e attuali, New Humans: Memories of the Future inaugurerà l'edificio ampliato con un'esplorazione della preoccupazione costante degli artisti su cosa significhi essere umani di fronte ai radicali cambiamenti tecnologici.

Estendendosi all'intero museo, New Humans ripercorrerà la storia diagonale del XX e XXI secolo attraverso le opere di oltre 150 artisti, scrittori, scienziati, architetti e registi internazionali, evidenziando i momenti chiave in cui radicali cambiamenti tecnologici e sociali hanno stimolato nuove concezioni dell'umanità e nuove visioni per i suoi possibili futuri. Collocando opere nuove e recenti di artisti tra cui Sofia Al-Maria, Lucy Beech, Meriem Bennani, Cyprien Gaillard, Pierre Huyghe, Tau Lewis, Daria Martin, Wangechi Mutu, Precious Okoyomon, Berenice Olmedo, Philippe Parreno, Hito Steyerl, Jamian Juliano-Villani e Anicka Yi nel contesto di opere di artisti e personaggi culturali del ventesimo secolo come Francis Bacon, Constant Nieuwenhuys, Salvador Dalí, Ibrahim El-Salahi, HR Giger, Kiki Kogelnik, Hannah Höch, Tatsuo Ikeda, Gyula Kosice, El Lissitzky, Lennart Nilsson, Eduardo Paolozzi, Carlo Rambaldi, Germaine Richier ed Elsa von Freytag-Loringhoven, New Humans illumina i modi in cui le visioni del futuro degli artisti si sono evolute nel tempo. Il principale supporto per New Humans è fornito dalla Andy Warhol Foundation for the Visual Arts.

"Fin dalla sua fondazione, il New Museum ha considerato l'arte come uno strumento che può aiutarci a comprendere il mondo che ci circonda. New Humans è una mostra enciclopedica e interdisciplinare che prosegue l'impegno del museo con le questioni più urgenti di oggi. Attraverso il lavoro di oltre 150 artisti, scrittori e personaggi culturali, New Humans rivela come le nostre preoccupazioni contemporanee più terrificanti siano in realtà vecchie quanto l'umanità stessa", ha affermato Massimiliano Gioni, Edlis Neeson Artistic Director del New Museum . "Mentre il New Museum entra in un nuovo capitolo espansivo della sua storia, New Humans evidenzia il ruolo che gli artisti svolgono nell'interpretare e affrontare le questioni critiche che plasmeranno il nostro destino collettivo".

Oltre a New Humans , il New Museum ampliato riaprirà con molteplici commissioni site-specific rese possibili da nuovi spazi architettonici. Tra queste ci sarà una nuova opera intitolata VENUS VICTORIA di Sarah Lucas, prima vincitrice dell'Hostetler /Wrigley Sculpture Award , un premio biennale assegnato da una giuria a sostegno della produzione e dell'esposizione di nuove opere di artiste donne nella piazza d'ingresso pubblica del museo.
Nei prossimi mesi verranno annunciate ulteriori informazioni su nuove commissioni, residenze, programmi pubblici, collaborazioni istituzionali e serie rese possibili dall'ampliamento dell'edificio.

Più avanti quest'anno, il New Museum annuncerà il suo programma espositivo del 2026, che includerà la prima presentazione personale dell'artista Arthur Jafa in un museo di New York e la prossima edizione della New Museum Triennial, lanciata nel 2009 come prima mostra internazionale ricorrente a New York City dedicata ad artisti emergenti provenienti da tutto il mondo.

04/01/25

Prossimamente musei

Museo Egizio Torino

Anno nuovo nuovi musei, anche quest'anno saranno diversi i musei che amplieranno i loro spazi o che apriranno; la domanda come sempre sorge immediata, ma quanta gente effettivamente li visiterà?

Ma questo lo scopriremo solamente nei prossimi tempi, i musei sono già tantissimi, moltissimi sono quelli che hanno praticamente zero presenze, mentre altri sembra che scoppino di pubblico, questo uno dei tanti strani meccanismi dell'idea della cultura come turismo.


V&A Museum

Fra i più interessanti di quelli che apriranno sicuramente il nuovo museo di Harlem, progettato da Adjaye Associates, sempre a New York raddoppierà i suoi spazi il New Museum, progetto dello studio Oma, che sono anche parte del rinnovamento a Torino della corte del museo Egizio, progettata da David Gianotten e Andreas Karavanas, e quasi sicuramente la nuova sede dell' Albert & Victoria Museum East a Storehouse Londra, progettato da Diller Scofidio e Renfro, mentre nel cuore di Parigi si trasferirà la Fondation Cartier, vicino al Louvre, con un rinnovamento ideato da Jean Nouvel. 

Si dovrebbe anche aprie il mitico Guggenheim Abu Dhabi, col complesso progetto di Frank Gehry, che dovrebbe completare il distretto museale del Saadivat Cultural District, per cui si sono spesi oltre 4 miliardi di dollari. 


New Museum studio Oma

08/08/19

Arte contemporanea, meglio tardi che mai ...




Quando oramai tutti usano la multimedialità e sono già tantissimi i progetti creativi, anche il sistema dell’arte pare accorgersene, e si vedono alcune tracce, già datate e un poco ridicole fra la collaborazione fra il New Museum di New York e il gruppo Apple che hanno selezionato i soliti nomi modaioli proposti come innovativi e all’avanguardia.




Ovviamente pare che nessuno sappia che a Linz c’è già un bel museo e un fantastico festival (Ars Electronica) che da oltre vent’anni presenta tantissime proposta di opere con le nuove tecnologie, che sono molto più evolute che queste finzioni “artistiche”.

Come sempre il sistema dell’arte arriva dopo e cerca di farsi autenticare come innovativo.




L’evento ovviamente ha uno sponsor tecnologico anche lui molto fighetto e caro, il noto gruppo Apple che proprio sull’apparenza ha sempre costruito il suo brand. Qui sostiene le opere degli artisti Nick Cave, Nathalie Djurberg and Hans Berg, Cao Fei, John Giorno, Carsten Höller, e Pipilotti Rist, che possono essere visionate, dal prossimo 10 Agosto, con l’ennesima inutile app  [AR] T Viewer da scaricare. 

Da quello che si vede non pare che siano stati fatti grandi sforzi, più un gioco che una vera interazione, dai ci si consola cercando i mitici Pokemon, questo sì un grande folle progetto creativo del 2016.



26/07/19

New Museum sempre più New!






E' appena passato un decennio, da quando il  New Museum apriva la sua sede nel quartiere di Bowery nel 2007,  che ora il museo si rinnova e amplia con un progetto ideato dallo studio OMA, i soldi come sempre piovono mentre più difficile la situazione col personale che proprio in questo periodo sta manifestando per un salario più equo.


Dal sito OMA

The New Museum announced today plans for its second building, designed by OMA / Shohei Shigematsu and Rem Koolhaas in collaboration with Cooper Robertson. This will be OMA’s first public building in New York City.
The new structure will complement and respect the integrity of the adjoining SANAA-designed flagship building, while asserting its own distinct identity. The seven story, 60,000 square foot building will include three floors of galleries, doubling the Museum’s exhibition space, along with additional space for the Museum’s many community and education programs, a permanent home for NEW INC, as well as increased public amenities and improved vertical circulation.
“Since the New Museum opened on the Bowery in December 2007, the Museum has become an international cultural destination welcoming millions of visitors,” said Lisa Phillips, Toby Devan Lewis Director. “We are thrilled to work with OMA to address our current and future needs, and selected them for their exceptional response to our brief, their civic passion, and future thinking. The OMA design will provide seamless connectivity and horizontal flow between the two buildings, expanded space for our world renowned exhibitions, and access to some of our most innovative programs that the public currently cannot see.”
OMA Partner Shohei Shigematsu said: “Our new building establishes its own distinct identity yet it is highly connected to the existing museum. The new New Museum will be a synergistic pair working spatially and programmatically in tandem, offering a repertoire of spaces to match the institution’s curatorial ambitions and diverse programs. A counterpart to the existing tower’s verticality and solidity, the new building will expand the galleries horizontally and reveal the vertical circulation through a transparent facade. We wanted to create a highly public face—starting from the exterior plaza and atrium stair to terraced multipurpose rooms at the top—that will be a conduit of art and activities that provides an openness to engage Bowery and the city beyond.”
The OMA building will replace the current 50,000 square foot building at 231 Bowery which was acquired nearly twelve years ago to provide additional space for expanded programs. During that time, the Museum has steadily used the building to capacity for a range of activities including additional gallery space, the Museum’s cultural incubator NEW INC, office space for Rhizome and IdeasCity, studio space for artists, archives, and back-of-house staging, prep, and storage.
Following extensive research and study of many options, including renovating the existing building, the Museum concluded that new, ground up construction would be the most efficient way, both spatially and financially, to fulfill the Museum’s needs and civic purpose.  The OMA building will improve vertical circulation with the addition of an atrium stair, which will offer views over the surrounding neighborhood. The stair and new entry align to the terminus of Prince Street, opening up the museum to the city. The building will also provide three new elevators (two of which are dedicated to galleries) and additional public spaces and services, including an expanded lobby and bookstore, an upper level forum connecting to the existing Skyroom, and a new 80-seat restaurant. The building also provides space for a more efficient organization of vital back of house, storage, and office space.
Adding a total of 10,096 sq. feet of exhibition space, the new galleries will connect with the existing galleries on three levels (second, third, and fourth floors), with the ceiling heights aligning on each floor, creating expanded space for exhibitions and horizontal flow between the buildings. The expanded spaces can be used singularly across the floor-plate to host larger exhibitions or separately for diversity and curatorial freedom. The organization of new galleries and program spaces will support a stronger integration between exhibition programs, education, research, residencies and community outreach programs will help expand the Museum’s audiences.
“The building gives us the opportunity to continue to experiment with new formats and models around various areas of programmatic focus,” said Massimiliano Gioni, Edlis Neeson Artistic Director. “These areas include new productions and ambitious new commissions; contextual exhibition presentations; studio space for artist residencies; and international partnerships and collaborations with peer institutions around the world.”
The layout of the building program is as follows: lower levels devoted to back of house and storage; the ground floor to feature a new restaurant, expanded lobby, and bookstore, along with a public plaza set back at street level; second, third, and fourth floors for galleries; fifth floor for NEW INC; sixth floor for an artist-in-residence studio, as well as a forum for events and gathering, which leads to the seventh floor for Education programming and additional events; and an atrium stair on the west façade, connecting each of the floors, along with an elevator core at the front and rear.


The new building’s façade is another notable attribute of OMA’s design. Using a laminated glass with metal mesh, the façade will provide a simple, unified exterior alongside the SANAA building, with a material that recalls and complements the SANAA façade, yet allows for a higher degree of transparency. The OMA building will communicate the activities of the Museum outwards while creating a more inviting presence drawing the public inwards.

The New Museum has received a lead gift of $20M from longtime trustee Toby Devan Lewis, the largest gift in the Museum’s history. The Museum will recognize Lewis’s leadership role at the New Museum by naming the new building in her honor, as announced today by James Keith Brown, The New Museum’s Board President.

22/01/19

Stonewall al New Museum






Da alcune settimane il New Museum coopera col Museo di Transgender Hirstory & Art (MOTHA), sul tema dell’evento di Stonewall del 1969. Una mostra con opere di diversi artisti su un tema particolarmente importante in questa fase storica.

Con questa mostra si ricorda il  50 ° anniversario di Stonewall, esplorando il luogo e la storia dell’evento in una chiave sociologica e antropologica.





CS

 "MOTHA e Chris E. Vargas: Consciousness Razing - The Stonewall Re-Memorialization Project" saranno la mostra e la residenza presentate attraverso il Department of Education e Public Engagement's Fall 2018 R & D Season: Generation.

Con umorismo ironico e critica incisiva, Chris E. Vargas (nato nel 1978) parodia i principali codici sociali e istituzionali per reimmaginare come sono rappresentate le esperienze queer e trans. Vargas è il fondatore del Museum of Transgender Hirstory & Art (MOTHA), un'istituzione semi-fittizia e transitoria che funge da piattaforma per l'esposizione della storia trans e della produzione culturale. Il suo progetto riprende l'eredità controversa della parola storia: Vargas nota che "per millenni, il patriarcato ha avuto versioni della storia; per alcuni anni negli anni '70, alcune femministe bianche ebbero un herstory; ma non è stato fino ad ora che le persone transgender hanno finalmente avuto una storia di genere neutrale tutta loro ".

Al New Museum, Vargas continua a lavorare sul suo progetto Transgender Hirstory in 99 Objects (2015-in corso), un'esplorazione visiva e materiale di manufatti significativi nella storia delle comunità transgender. I grandi musei spesso presentano cento oggetti dalle loro collezioni per costruire narrazioni storiche "definitive"; nella sua serie, i riff di Vargas su questa convenzione, propongono intenzionalmente novantanove o meno oggetti per enfatizzare il compito per sempre incompleto di rappresentare la storia. Un'esplorazione creativa e critica degli archivi LGBTQI, il progetto di Vargas prende la forma di mostre (di cui questa è la quinta), pubblicazioni e spettacoli itineranti in cui l'artista appare come direttore esecutivo di MOTHA.

Questa iterazione del progetto esplora Stonewall come sito geograficamente, demograficamente e storicamente contestato. Durante la mostra di quattro mesi di MOTHA, Vargas si interroga su ciò che pensiamo di sapere delle rivolte di Stonewall del 1969 a New York, spesso citate come un evento formativo per la liberazione dei gay e il moderno movimento per i diritti civili LGBTQI negli Stati Uniti. Nel 2016, per commemorare le rivolte, il presidente Obama ha designato la Stonewall Inn e l'adiacente Christopher Park un monumento nazionale. Eppure per anni, molti degli attivisti che hanno guidato la lotta contro la violenza e la brutalità della polizia contro le persone queer e trans - tra cui Sylvia Rivera, Marsha P. Johnson, Miss Major Griffin-Gracy e molti altri - non sono stati correttamente accreditati nei resoconti popolari di Muro di pietra. Oggi, le cronologie LGBTQI tradizionali riconoscono sempre più queste cifre, pur eliminando le loro richieste più radicali e le loro critiche al razzismo, all'emarginazione economica e alla transfobia.

Per ampliare il modo in cui questa complessa storia viene memorizzata e per riconoscere i modi in cui è stata manipolata, Vargas ha invitato un gruppo intergenerazionale di artisti a proporre nuovi monumenti per le rivolte. Queste commemorazioni - di Chris Bogia, Jibz Cameron, Nicki Green, Martine Gutierrez, Sharon Hayes, Thomas Lanigan-Schmidt, Catherine Lord, Devin N. Morris, D'hana Perry, Keijaun Thomas, Geo Wyeth e Sarah Zapata - riprendono Stonewall eredità attraverso forme radicalmente diverse e in termini divergenti. Nella galleria Fifth Floor, un modello in scala 1: 7 di Christopher Park diventa una piattaforma per l'arte pubblica sfrenatamente speculativa. Maquettes e progetti degli artisti contribuenti sono in mostra durante la corsa della mostra di Vargas, in sostituzione delle sculture di George Segal installate nel parco dai primi anni '90. I modelli attraversano il parco in vari modi, costruendo, ristrutturando e radendo al suolo un paesaggio iconico. La posta in gioco è il luogo dell'immaginazione all'interno della rivoluzione, sostenuta dall'insistenza di Vargas che invece di sostituire semplicemente un oggetto - o una storia, memoria o preoccupazione - per un altro, dobbiamo tenere lo spazio per molti.




La residenza di Vargas e il conseguente progetto collaborativo riflettono sul tema del R & S Season di Department of Education e Public Engagement per l'autunno 2018: GENERATION. Più ovviamente, il termine generazione si riferisce ai modi in cui la cultura e la storia vengono tramandate nel tempo attraverso l'affiliazione. Tuttavia la parola evoca anche modi di creare, creare e produrre. Con entrambi i significati in mente, Vargas guarda a Stonewall come un sito perpetuamente in evoluzione. Piuttosto che costruire una precisa traiettoria storica, il suo progetto sostiene che il tentativo di narrare una storia stabile rende il passato un disservizio. Invece, MOTHA ammette che l'atto di storicizzazione è intrinsecamente parziale e spesso egoistico, e trova nuovi modi per scoprire, riformulare e recuperare elementi del passato.

La mostra è curata da Johanna Burton, Keith Haring Director e Curator of Education e Public Engagement, e Sara O'Keeffe, Associate Curator, con Kate Wiener, Assistente curatoriale.


Foto "MOTHA e Chris E. Vargas: Consciousness Razing-The Stonewall Re-Memorialization Project," 2018. Esposizione: New Museum, New York. Foto: Maris Hutchinson / Studio EPW

12/02/18

Songs for Sabotage





Suona molto attuale il titolo della quarta Triennale del New Museum di New York,  “Songs for Sabotage" in una fase di complessità questa nuova edizione si immerge nelle criticità del cambiamento socio-culturale del nuovo millennio.

Una iniziativa che vuole immergersi nella realtà più che descriverla, cercando di indagarla direttamente, sulla linea di impegno della scorsa Documenta, molto criticata per la sua funzione più sociale che artistica.

Domani si vedrà bene se queste istanze giungono ad una forma “estetica” o si fermano alla lodevolo funzione culturale.

"Songs for Sabotage" è curato da Gary Carrion-Murayari, Kraus Family Curator per il New Museum, e Alex Gartenfeld, vice direttore fondatore e Chief Curator presso l'Institute of Contemporary Art di Miami, con Francesca Altamura, assistente curatoriale. Catalogo della Phaidon Press Limited.




Il New Museum Triennial è l'unica esposizione internazionale ricorrente a New York dedicata agli artisti emergenti. La prima edizione è iniziata nel 2009 con "Younger Than Jesus", curata da Massimiliano Gioni, Laura Hoptman e Lauren Cornell. La seconda Triennale "The Ungovernables" è stata curata da Eungie Joo nel 2012. La terza Triennale "Surround Audience" è stata curata da Lauren Cornell e Ryan Trecartin con Sara O'Keeffe e Helga Christoffersen nel 2015.

Gli artisti selezionati sono :
Cian Dayrit (b. 1989, Manila, Philippines; lives and works in Rizal, Philippines)
Violet Dennison (b. 1989, Bridgeport, CT; lives and works in New York, NY)
Tomm El-Saieh (b. 1984, Port-au-Prince, Haiti; lives and works in Miami, FL)
Janiva Ellis (b. 1987, Oakland, CA; lives and works in Los Angeles, CA)
Claudia Martínez Garay (b. 1983, Ayacucho, Peru; lives and works in Amsterdam, the Netherlands)
Haroon Gunn-Salie (b. 1989, Cape Town, South Africa; lives and works between Johannesburg, South Africa, and Belo Horizonte, Brazil)
Matthew Angelo Harrison (b. 1989, Detroit, MI; lives and works in Detroit, MI)
Tiril Hasselknippe (b. 1984, Arendal, Norway; lives and works in Oslo, Norway)
Inhabitants (founded in 2015, New York, NY, by Pedro Neves Marques and Mariana Silva) with Margarida Mendes
KERNEL (founded in 2009, Athens, Greece, by Pegy Zali, Petros Moris, and Theodoros Giannakis; live and work in Athens, Greece)
Manolis D. Lemos (b. 1989, Athens, Greece; lives and works in Athens, Greece)
Zhenya Machneva (b. 1988, Leningrad, Russia; lives and works in St. Petersburg, Russia)
Chemu Ng’ok (b. 1989, Nairobi, Kenya; lives and works in Grahamstown, South Africa)
Gresham Tapiwa Nyaude (b. 1988, Harare, Zimbabwe; lives and works in Harare, Zimbabwe)
Daniela Ortiz (b. 1985, Cusco, Peru; lives and works in Barcelona, Spain)
Lydia Ourahmane (b. 1992, Saïda, Algeria; lives and works between Oran, Algeria, and London, UK)
Hardeep Pandhal (b. 1985, Birmingham, UK; lives and works in Glasgow, UK)
Dalton Paula (b. 1982, Brasília, Brazil; lives and works in Goiânia, Brazil)
Julia Phillips (b. 1985, Hamburg, Germany; lives and works in New York, NY)
Wong Ping (b. 1984, Hong Kong; lives and works in Hong Kong)
Anupam Roy (b. 1985, West Bengal, India; lives and works in New Delhi, India)
Manuel Solano (b. 1987, Mexico City, Mexico; lives and works in Mexico City, Mexico)
Diamond Stingily (b. 1990, Chicago, IL; lives and works in Brooklyn, NY)
Song Ta (b. 1988, Leizhou, China; lives and works in Guangzhou, China)
Wilmer Wilson IV (b. 1989, Richmond, VA; lives and works in Philadelphia, PA)
Shen Xin (b. 1990, Chengdu, China; lives and works between London, UK, and Amsterdam, the Netherlands)

18/11/17

Già 20 anni per New Museum







Il New Museum di New York festeggia ben due venti, il compimento di quarantanni di attività e i dieci anni per la nuova sede sulla Bowery. 


Nato dalla forte volontà di Marcia Tucker di dare spazio alla contemporaneità  ora è un punto di riferimento internazionale. 



CS
The New Museum began as an idea in the mind of founding Director Marcia Tucker. As a curator at the Whitney Museum of American Art from 1967 through 1976, Tucker observed firsthand that new work by living artists was not easily assimilated into the conventional exhibition and collection structure of the traditional art museum.

Portrait of Marcia Tucker
The care and attention that these venerable institutions lavished on older, established artists and artworks was not yet being extended to art being made in the present. Interested in bringing the scholarly practices of these older institutions to younger artists and their work, Tucker imagined an institution devoted to presenting, studying, and interpreting contemporary art.
When Tucker officially founded the New Museum on January 1, 1977, it was the first museum devoted to contemporary art established in New York City since the Second World War. Positioned between a traditional museum and an alternative space, the New Museum’s stated mission was to be a catalyst for a broad dialogue between artists and the public by establishing “an exhibition, information, and documentation center for contemporary art made within a period of approximately ten years prior to the present.” The Museum presented the work of living artists who did not yet have wide public exposure or critical acceptance to a broader public.



The first New Museum exhibition was organized by Tucker at C Space, an alternative space not far from the Museum’s temporary offices on Hudson Street in Tribeca. Entitled “Memory,” the exhibition reflected on connections between personal and collective memory, a meditation on the function of the museum and the making of cultural history. This show—like every New Museum exhibition that has followed—was accompanied by a catalogue, documenting the exhibition for present and future audiences.

...  history 

30/03/15

2015 New Museum Triennial


Ed eccoci ad una nuova edizione della nota triennale newyorchese, al New Museum, da non perdere per le tante interessanti proposte, c'è tempo fino al 24 Maggio. 


The Triennial’s predictive, rather than retrospective, model embodies the institution’s thirty-seven-year commitment to exploring the future of culture through the art of today. This third iteration of the Triennial is titled “Surround Audience” and is co-curated by New Museum Curator Lauren Cornell and artist Ryan Trecartin.
“Surround Audience” explores the effects of an increasingly connected world both on our sense of self and identity as well as on art’s form and larger social role. The exhibition looks at our immediate present, a time when culture has become more porous and encompassing and new considerations about art’s role and potential are surfacing. Artists are responding to these evolving conditions in a number of ways, from calculated appropriations to critical interrogations to surreal or poetic statements.
Featuring fifty-one artists [http://www.newmuseum.org/exhibitions/view/the-generational-triennial] from over twenty-five countries, “Surround Audience” pursues numerous lines of inquiry, including: What are the new visual metaphors for the self and subjecthood when our ability to see and be seen is expanding, as is our desire to manage our self-image and privacy? Is it possible to opt out of, bypass, or retool commercial interests that potentially collude with national and international policy? How are artists striving to embed their works in the world around them through incursions into media and activism? A number of artists in the exhibition are poets, and many more use words in ways that connect the current mobility in language with a mutability in form. The exhibition also gives weight to artists whose practices operate outside of the gallery—such as performance and dance—and to those who test the forums of marketing, comedy, and social media as platforms for art. The building-wide exhibition encompasses a variety of artistic practices, including sound, dance, comedy, poetry, installation, sculpture, painting, video, one online talk show, and an ad campaign.

11/05/14

Art Glass - Google sostiene la prossima triennale


Vedere la creatività, pare il motto che Google Glass vuole sviluppare sponsorizzando per la prossima triennale del New Museum di New York, che si svolgerà il prossimo Febbraio del 2015, che sarà curata da Rhizome Lauren Cornell e l'artista Ryan Trecartin. Iniziativa che si muove proprio con una particolare attenzione sui nuovi media e sulle innovative forme di espressione multimediali.

Chissà che particolare sguardo si creerà con questa nuova forma di approccio e sponsorizzazione, sempre di più l’arte contemporanea diventa “spettacolo” lasciano da parte il suo recente ruolo di “riflessione”.


24/06/13

Ellen Gallagher al New Museum di New York


Al New Museum, da pochi giorni è in corso una mostra su  Ellen Gallagher dal titolo  "Non Axe Me" un' occasioni per esaminare a fondo le complesse processi formali e tematici di uno degli artisti più significativi di questi ultimi anni. Il titolo della mostra, "Non Axe Me", evoca il suo approccio radicale alle immagini, ai testo, e alla superficie dei disegni attraversato dal modernismo, dalla cultura di massa, e dalla storia sociale. 

24/09/12

Local New Museum


Sono ben 5 le mostre in questi giorni al New Museum, ma “Come Closer: Art Around the Bowery, 1969–1989”  curate da Ethan Swan, è la più valida. 

Affascinante vedere come un museo, che ha un respiro internazionale, abbai la capacità di dedicare al proprio territorio, anzi quartiere una giusta e dignitosa attenzione. 

La rassegna presenta opere d'arte originali, effimere, documentando la vita di una quindicina di artisti che hanno vissuto e lavorato nel quartiere di Bowery dove da poco c'è questo museo.


Quest'area è sempre stata identificata come uno degli estremi più lontani della città metropolitana, luogo di una realtà marginale, con un costo bassa era possibile potervici insediare, situazione perfetta per pittori, fotografi, artisti, musicisti, alle prime armi e con poco soldi con cui sostentarsi.

Qui sono passati personaggi come: Barbara Ess, Coleen Fitzgibbon, Keith Haring, John Holmstrom, Curt Hoppe, Lumiere Colette, Marc H. Miller, Adrian Piper, Adam Viola, Dee Dee Ramone, Joey Ramone, Marcia Resnick, Bettie Ringma, Christy Rupp, Arleen Schloss, Charles Simonds, Eva Sonneman, Billy Sullivan, Paul Tschinkel, Anton van Dalen, Arturo Vega, Winters Robin, e Martin Wong, di cui la mostra presenta alcune opere.

15/03/12

New York Biennale batte Triennale 1/0



Whitney Museum of American Art
La nuova edizione della Biennale del Whitney si presenta senza un reale titolo e con un grande ritorno alla manualità più quotidiana, quasi intimista. La scelta del quarto piano dedicato completamente alle performance conferma un’esigenza di presente e d’immediatezza come le tante opere presenti che paiono tasselli di un segno immediato e atto a formare un diario di emozioni.


In un allestimento molto ampio le opere hanno tutte un giusto equilibrio fra manufatto artigianale e fisicità umana. Un dimensionamento che torna reale, come lo studio/camera da letto traslato nei locali da uno degli artisti.


Molte opere molte esperienze, tanta umanità che si offre allo sguardo e al dialogo, senza però un’imposizione ma come un viaggio in treno quando incontrando qualcuno s’inizia a parlare del tempo e si finisce a raccontarsi del proprio vivere.


Forse tutta la crescente tecnologia elettronica e la pesante crisi economica sta producendo un forte bisogno di normalità e semplicità che gli artisti percepiscono e trasformano in opere più immediate, lasciando le elucubrazioni ad altri tempi.


La protesta avviata da Arts & Labor di Occupy Wall Street nei giorni dell’inaugurazione pareva una coerente azione all’insieme critico dell’evento, che lasciati gli attimi più tradizionali dell’ouverture conferma un disagio alla grande trasformazione del nostro presente.





New Museum
Va sicuramente peggio al New Museum, dove l’evento triennale che è stato ideato sotto il titolo "I Ungovernables", risulta già datato e svilito da una selezione molto rigorosa quanto già vecchia, giacché molti già ben inseriti nel sistema arte.


In un allestimento scolastico dove a ogni opera è seguito un ampio testo di giustificazione, visto l’aleatorio lavoro artistico di costruzione a vantaggio dell’ennesima pistolino socio-cultural-esoterico.


Si conferma così questa sensazione che questo spazio più che innovativo sembra solo un modaiolo luogo promozionale.


Una proposta artistica assolutamente fricchettona, una marea di oggetti già usati e ri-ri-ri-assemblati senza troppa fantasia, le solite pratiche processuali post-concettuali, le abituali provocazioni che giocano all’impegno sociale, la normale noia di un’arte che non vuole farsi guardare e nemmeno tanto capire, tanto poi sarà ripetuta al prossimo evento.


Due occasioni di presentare arte che sempre di più approfondisce la dicotomia fra un universo impermeabile al mondo esterno autoreferenziale e vacuo e una realtà che prende una sua strada sperimentando percorsi sempre più difficili ma forse possibili.