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30/06/13

Biennale online è on line!


Uno dei nuovi progetti di "biennale" più attesi, la versione online che ora è visibile a tutti al sito www.biennaleonline.org

Che ne pensate?

Un tesoro attraverso i secoli - La collezione Basilewsky a Palazzo Madama



Circondato dalla città, è il suo cuore più quieto e riservato, Palazzo Madama è il fulcro della memoria storica di Torino, un concentrato di bellezza ed eleganza. Stanze che ora sono arricchite, ma solo temporaneamente, dalla pregiata selezione di fantastici manufatti dell’incredibile collezione Basilewsky, giunta dall’Ermitage di San Pietroburgo. Un carico di reperti storici fantastici, realizzati con rari materiali; antichi smalti, stupefacenti avori, raffinati ori. Segno dei tempi antichi quando ogni oggetto era forgiato a mano, unico e irripetibile. 
Elmo (Borgognotta) Bottega di Filippo Negroli (?),
 Milano, 1532-1535 Acciaio forgiato e cesellato, dorato e brunito

La mostra “Il collezionista di meraviglie” offre nel magnifico salone centrale un breve e antico percorso di raffinata produzione artistica. Una raccolta di oggetti che raccontano di un’Europa, ma non solo, che era unita dall’alta qualità dei maestri d’arti, che si confrontavano nell’eccellenza della creatività. 

Raffinato nobile russo, che visse come diplomatico a Parigi, Alexandre Petrovic Basilewsky è un esempio della ricercata e cosmopolita cultura del secolo scorso, quando la bellezza e l’unicità erano una necessità culturale condivisa dalla società più illuminata. Così negli anni egli collezionò e ricercò le opere più preziose e irripetibili che il mercato del tempo offriva, spaziando dalle corti reali ai monasteri, dagli antiquari agli artigiani del suo tempo. 

Qui nella mostra sono proposti ottantacinque selezionati manufatti. S’inizia dall’era paleo-cristiana, con rari cimeli liturgici, delicati reliquari, per giungere alla fine dell’ottocento con le raffinate ceramiche francesi, un piccolo ma stupefacente tesoro di bellezza. Scopriamo la punta più evoluta dell’artigianato medievale, rinascimentale, barocco; tutto il meglio che nel tempo antico fu prodotto e che resta inimitabile, un’occasione eccezionale. 

Questa grande opportunità è stata realizzata per celebrare la formazione della raccolta, nata come Museo Civico di Torino centocinquanta anni fa. Nucleo da cui si svilupparono il museo di Palazzo Madama, la Galleria Civica di Arte Moderna, il Museo del Risorgimento e il Museo di Arte Orientale. Una storia di lungimiranza amministrativa e di amore dei grandi collezionisti che donarono le loro raccolte, come Emanuele D’Azeglio, Leone Fontana ed Ettore de Fornaris. 
Brocca Venezia, metà del XVI secolo Vetro incolore, fili di vetro lattimo fusi, doratura

L’evento è la prima prova d’interscambio fra il museo torinese e la grande istituzione russa, che produrrà anche futuri progetti di confronto fra le due vaste raccolte d’arti. Pare, infatti, che già prossimamente il famoso “ritratto di gentiluomo” di Antonello da Messina sarà esposto all’Ermitage, da dove giungerà la stupenda “Sacra Famiglia” di Raffaello. 
Acquasantiera Santi e il Compianto Tardo XV-inizio XVI secolo, Francia

Un meritato ringraziamento va al gruppo bancario Intesa San Paolo che ha dato sostegno a questo grande momento di cultura per la città di Torino. 

Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica. Piano nobile e Sala Senato, Piazza Castello, Torino 
Orario del museo: martedì-sabato 10-18, domenica 10-19, chiuso lunedì 
Ingresso: intero € 10, ridotto € 8, gratuito ragazzi minori di 18 anni 

X Equilibriarte.net

I collezionisti sono stupidi? A volte sorge il dubbio



Si è appena conclusa un’ennesima positiva edizione di ArtBasel e viene spontaneo domandarsi sei i collezionisti siano furbi o stupidi? 

Intendo furbi se sanno vivere in modo piacevole l’esperienza fieristica e ne traggono il giusto godimento, stupidi se supinamente vi partecipano come prassi per poter “stare” in un sistema di significati a cui credono, ma senza averne reale interesse o forse capacità. 

Questo si percepisce soprattutto quando gli “acquisti” risultano molto “noiosi”, vedi le tante repliche di opere artistiche che anche in una fiera di pregio si vedono in giro. 

Perché, persone che vogliono fingersi intelligenti e capaci, acquistano opere-repliche, pagandole come privilegi, anziché cercare una via personale ed esclusiva, come dovrebbe essere la realtà dell’arte? 

Perché anche nell’arte il gioco dei multipli è diventato prassi comuni in un universo dove l’unicità era la base del valore artistico? 

Perché sempre più l’enfasi sul collezionismo e sinonimo di omologazione e non di originalità? 

Perché il rapporto fra pezzo e qualità è spesso a scapito della qualità? 

Interrogativi che trovano complesse risposte e che mettono in discussione il reale senso del sistema dell’arte stesso, che sempre di più erode il suo fulcro (la bellezza e l’unicità) a vantaggio di una finzione che sempre più ha il fiato corto. 

Dopo pochi anni di euforico grande mercato del contemporaneo la realtà si sta già depauperando, le opere sembrano sempre più oggetti, questo è molto pericoloso, l’arte non è un solo oggetto fisico da consumare, ma una trasformazione di un pensiero/percorso, svuotarlo del suo senso è snaturare il valore stesso dell’arte. 

Sicuramente si tornerà a una ricercata unicità, a un senso forte, che questo sia sempre meno nel mondo dell’arte sarà sempre più possibile, poiché questo mondo ne sta negando il suo senso.

Pausa caffè


28/06/13

Bolliccine e Balloon... un Dom Pérignon alla Jeff Koons


L'anno scorso aveva firmato la bottiglia per un pregiato Château Mouton Rothschild, annata  2010, quest'anno si butta su un'altra storica maison di champagne la Dom Pérignon Rosé Vintage 2003 per cui ha realizzato un progetto numerato, ispirandosi alla Venere di Willendorf, minuscola statuetta paleolitica, rivisitata nel suo stile Balloon 

Monaco, la Côte d’Azur, Picasso e le feste


Questa estate il Grimaldi Forum del Principato di Monaco, crea un grande evento realizzando la mostra "Monaco fête Picasso", un tributo al 40 ° anniversario della morte di questo artista di fama mondiale.

La volontà del Grimaldi Forum Monaco è quello di offrire una nuova prospettiva sulla produzione artistica, rivelando non solo il rapporto speciale che aveva con la Costa Azzurra, grazie ai prestiti di una straordinaria collezione privato di notevole valore.

La mostra sarà realizzata con due set tematici, con più di 160 opere, "Picasso Riviera" porterà i visitatori in giro per Antibes-Juan-les-Pins, Golfe-Juan, Mougins, Cannes, in una regione che ha visto spesso passeggiarvi Pablo Picasso, tra il 1920 e il 1946, dove la bellezza della luce mediterranea, il mare e la costa furono fonti dirette di ispirazione.

La seconda sezione sarà "Picasso nella Collezione Nahmad" che metterà in luce i capolavori dell'artista che svolgono un ruolo essenziale in questa collezione unica, per la sua dimensione e qualità, fatta da Ezra e David Nahmad durante gli ultimi cinquanta anni.

Il curatore della mostra è fornito congiuntamente da Jean-Louis Andrai, direttore del Museo Picasso di Antibes, da Marilyn McCully, riconosciuto specialista, e Michael Raedurn noto scrittore.

Questa mostra è supportata dalla Compagnie Monegasque de Banque, d'Amico, Museo Picasso, Antibes, e France Culture.

Vuoi scrivere per Frieze?



Frieze Writer’Prize è un premio annuale internazionale  per scoprire e promuovere nuovi critici d'arte.

I partecipanti devono presentare un testo inedito di una recente mostra d'arte contemporanea, che dovrebbe essere massimo di 700 parole di lunghezza. Le iscrizioni devono essere presentate in lingua inglese, ma possono essere tradotti (questo va reso noto). I partecipanti devono avere più di 18 anni di età. Per qualificarsi, i partecipanti devono aver già pubblicato  tre pezzi di scrittura sull'arte pubblicati. Il concorrente vincitore sarà incaricato di scrivere una recensione per Frieze e sarà assegnato £ 2000. Gli elaborati devono essere inviati via email come una parola attaccamento alla writersprize@frieze.com. Si prega di non inviare immagini.

Il termine ultimo per le iscrizioni è il 22 luglio 2013.

giudici

Christy Lange (editore associato di fregio)
Sean O'Toole (co-direttore di Panorama di città)
Lynne Tillman (scrittore di fantascienza e critico)



english
Frieze Writer’s Prize is an annual international award to discover and promote new art critics. 
Entrants must submit one unpublished review of a recent contemporary art exhibition, which should be 700 words in length. Entries must be submitted in English, but may be translated (this must be acknowledged). Entrants must be over 18 years of age. To qualify, entrants may only previously have had a maximum of three pieces of writing on art published. The winning entrant will be commissioned to write a review for frieze and will be awarded £2,000. Entries should be emailed as a word attachment to writersprize@frieze.com. Please do not send images.
The closing date for entries is 22 July 2013.
Judges
Christy Lange (associate editor of frieze)
Sean O’Toole (co-editor of CityScapes)
Lynne Tillman (fiction writer and critic)


V&A Friday Late Dalston Takeover


Questa sera al V&A Museo di Londra un venerdì speciale con Friday Late Dalston Takeover, con una rassegna di eventi, concerti,  sfilate  e  tanto altre occasioni creative fino alle 22. 




Friday Late

The original contemporary late night event

Live performances, cutting-edge fashion, debates, one-off displays and installations, special guests, bar and food, guest DJs, late-night exhibition opening.
Held on the last Friday in every month (except December) from 18.30 - 22.00. All Friday Late activities are free.

Dalston Takeover

Friday 28 June
18.30 - 22.00
Dalston in Hackney is one of London’s most celebrated and yet notorious neighbourhoods. Feted as a hub of creativity, it is also an area undergoing tremendous change, as gentrification follows in the wake of its creative renaissance.
Join the first in a series of Friday Lates that will invite London’s creative communities to take over the Museum for an evening, presenting a range of music, art, design, architecture and more.

All events are free and places designated on a first come, first served basis, unless stated otherwise. Filming and photography will be taking place at this event.

Music and Performance

Newton Dunbar

Grand Entrance
18.30 - 22.00

Established in 1966, the Four Aces Club became the home of Black international music in Hackney. Hosting acts such as Desmond Decker and Stevie Wonder, to a later revival as rave club Labyrinth, the venue represented a rich and controversial era in Dalston’s past. The landmark subsequently fell victim to gentrification and is sadly no longer. Reminisce with club pioneer Newton Dunbar, as he spins some classic reggae tunes.

JustJam

John Madejski Garden
18.30 -  21.30

A weekly live music showcase with a strong visual aesthetic rooted firmly in Dalston, JustJam celebrates contemporary electronic music by bringing MCs, producers and DJs to a live audience in the format of a live stream. Experience JustJam in the unlikely venue of the Museum, as they bring DJs and live visual sets from founders Tim & Barry, together with DJ Barely Legal, Skinny Macho and Crack Stevens.

Kristina Records

Sackler Centre Reception
18.30 - 21.30

Join Jack Rollo from Kristina Records as he plays a curated selection of vinyl from his Kingsland Road-based record shop. Set up as an alternative to the impersonality of Internet, the shop aims to create a community of like-minded music lovers. Events there have included performances by Andres, Comet Gain, DJ Qu, Vic Godard, Beautiful Swimmers, The Horrors, Trevor Jackson and Veronica Falls. 

Arcola Theatre Live

Ceramic Staircase, The Lydia and Manfred Gorvy Lecture Theatre, & Silver, Rooms 65 - 69
19.00 - 21.30

Housed in a converted paint factory in Dalston and founded in 2000, the Arcola runs one of the most extensive multi-cultural community and youth programmes in East London. Arcola will present work from across the theatre, including their acclaimed Ala Turka Turkish & Kurdish Theatre Group.
Order of Programme:
Ceramic Staircase
19.00: Arcola 60+: Shared Memories
Silver, Rooms 65 – 69 
19.30: Tuffbroad Productions: put out your little tongue...
The Lydia and Manfred Gorvy Lecture Theatre
18.45: Ala Turka Turkish and Kurdish Theatre Group: Housekeeping/Ev ldaresi by Lucy Kirkwood
19.00: Dalston Slam Poetry Team
19.35: SYS Theatre: Encounters by Naia Headland-Vanni
19.50: Mischief Theatre: Lights! Camera! Improvise!
20.40: Arcola Grimeborn Opera Festival Showcase: Eboracum Baroque
21.10: Ala Turka Turkish and Kurdish Theatre Group: Fragile / Hassas by David Greig 

Café OTO presents lll人

Sculpture, Room 111
19.30 - 21.00

Dancing in a foundry where they're casting sculptures. Freedom and molten iron. Sound bending to include others. Experience a sound sculpture that will both respond to and clash with the architecture of the building, gradually spilling and spreading throughout the Museum.


Takeovers

Dalston Eastern Curve Garden

John Madejski Garden
18.30 – 21.30

Get a warm Dalston-style welcome. Enjoy hand-crafted objects, made by local children and adults from recycled and found materials sourced in nearby Ridley Road Market, African fabric stalls, and Turkish restaurants. Led by Dalston based artist Laura Halliwell, participate in a Festival of Light lantern making workshop, inspired by the V&A collections. The lanterns will be taken back to the Garden, twinning Friday Late artworks with those created by the Dalston community and forming a shared legacy. 

Fishbar

John Madejski Garden
18.30 - 21.30

Dalston Lane’s Fishbar Gallery presents a range of projects:
Dalston Anatomy
From the Ridley Road Market to the V&A, a reinvented stall will become a portable exhibition and a temporary photo-booth for the evening. Artist Lorenzo Vitturi together with Irene Fuga will improvise a series of portraits – ready-made objects and materials found in the market will be mixed up to create living sculptures.
Come in Please!
Founder of Fishbar Philipp Ebeling will showcase a portrait series of local residents, whom he photographed over the course of a year. After many ad-hoc conversations in Dalston with friends and strangers, Philipp decided to invite local residents back into the Fishbar to portray them.
Dusk Steals the Daylight
Witness Sam ‘AngrySam’ Berkson, on a hearty rant about London, Dalston, gentrification and life in general. Listen to Sam’s first public performance of a series of specially commissioned poetry about Ridley Road Market.  

Stunt Dolly/Illustrated Nails

Sackler Centre Reception
18.30 - 21.30

Nestled in the heart of Dalston, one of London's most eclectic and creative hair and nail salons comes to the V&A to deliver buzz cuts, nail art and fringe trims. Good old fashioned everything is the name of the game, as well as giving Dalston a kick up its skinny jean clad backside.
Places are limited – please sign-up with Stunt Dolly team in the Sackler Centre to reserve a spot.

Mystical Kebab - OPEN Studios

Sackler Centre, Art Studio
18.30 - 21.30

Enter OPEN studios’ takeaway kebab shop for the evening and create your own skewer from their illustrated designs. With a subtle nod to their East London location, watch artists in action as they illustrate a series of random die-cut stickers and get a taste of Dalston-based studio life. Home to a range of creative practitioners, OPEN provides freelancers with the opportunity to collaborate, learn, critique and evolve, as a group and as individuals.

Bootstrap Company

Sackler Centre, Level 1
18.30 - 21.30

Providing workspace and support for start ups, social enterprises, charities and businesses since 1977, Bootstrap Company now invite you to experience a typical night on their roof. Overlooking London’s skyline, Dalston Roof Park is an oasis in the heart of Hackney. Enjoy live streaming, short films from in-house film makers, a Printhouse Gallery selection and live music from Bootstrap Campus. Contributors include Ruth Hanahoe, The Film Atelier, David Husky Nwikpo, Ashton John, The Secret Seed Society, Pierre Da Silva, Kuba Nowak, Cultvaters, Merci Marie Café, Field.io, Charlie Doran, Hands Inc., Craig Murray, Matthew Stone and Twenty%extra.


Installations

Dalston's Standard

Grand Entrance
18.30 - 22.00

For one night, Dalston is staking its claim at the V&A. Gort Scott present a standard, announcing the Dalston Takeover and made in collaboration with digital fabrication workshop FABberz lab.ldn. The V&A logo has been transformed by type designer Mathieu Reguer and appropriated into a screen of laser-cut fabric shingles, enlivened by stripes of African wax print fabric from Ridley Road Market. Colourful contrasts echo the many faces and identities of this unique part of London and the Museum's extensive textile collection. 

Collage Dalston

Link corridor leading to Sackler Centre
18.30 - 21.45

Architecture duo Stephen Mackie and Seán McAlister bring the experience of real Dalston streets to a space in the Museum. Having surveyed specific architectural elements from all over Dalston, like a door, facade, or brickwork, the pair have collaged them together to create a new structure. The end result is a filmic Dalston streetscape – alien structures with a hint of the sinister.

Haberdashery

Fashion, Room 40
18.30 - 21.30

Inspired by composition, geometry and light, Dalston-based design studio Haberdashery in collaboration with photographer Julian Abrams have used LEDs and polished stainless steel to produce sculptures with varying patterns.
Eliminating formal representation and focusing purely on the behavioural properties of light, this collection represents a mesmerising other world of infinite detail and beauty.


Workshops

What We Wore – Live Archive!

Fashion, Room 40
18.30 - 21.30

Creating a people’s style history of Britain from 1950 to the present day, ISYS invite you to bring along personal photos and ephemera of yourself, accompanied by a DJ soundtrack from NTS Radio. It’s about people and their personal stories: why they wore what they did, and what it meant to you. Contributions will be scanned and archived on the night, and considered for inclusion in the ‘What We Wore’ book. Every participant will receive a professional quality digital scan of their image. 

muf architecture/art

Sackler Centre Reception
18.30 - 21.30

Over the last two weeks, muf’s has pinned their cultural map across Dalston’s streets and invited passers-by to add their thoughts and sketches. Discover the updated map at Friday Late as a result of your additions. Since 1994, muf has established a reputation for pioneering and innovative projects that address the social, spatial and economic infrastructures of the public realm.

Da-da-Dalston

Lunchroom 1, Sackler Centre
18.30 - 21.30

How do you remember Dalston? Using a collection of photographic fragments from both Dalston and the V&A’s collection, join in a game of collage building and consequences, creating an image of a streetscape based on memories, aspirations, and imagination. Taking inspiration from the Situationist mappings of Paris, help architecture practices Gort Scott and Levitt Bernstein, working in collaboration with Online Reprographics, to map Dalston High Street and Ridley Road as it was, is and could be.


Talks and Film

Dalston Kingsland Panoramas

Grand Entrance
18.30 - 22.00

Take a walk through Antony Cairn’s silently beautiful photographic panorama shot on a Luftwaffe WW2 Robot camera, consisting of over 650 black and white images of both the east facing and west facing sides of Kingsland Road. 

Dalston Social Archives

Sculpture, Room 21a
18.30 - 21.45

Explore the social infrastructure of Dalston’s diverse community from the unique perspectives of four filmmakers. Innercity Weaver by Luke Forsythe depicts a day in the life of weaver Emily Mackey, whilst B(e)AST @DALSTON SUPERSTORE by Kenny Campbell celebrates the electronic scene and night life of Dalston Superstore. Stall Guys by Flora Menzies and Elena Negriolli explores life as a Ridley Road market stall holder, whilst Dalston Robot by Antony Cairns contemplates Dalston street life. 

Aesthetica Film Festival

Hochhauser Auditorium
19.00 & 20.00 (50 minutes)

Aesthetica presents a reel of short films from Aesthetica Short Film Festival (ASFF) 2012, exploring Dalston and its wider context. Kingsland #1: The Dreamer by Tony Grisoni highlights the community of Dalston and one man’s particular struggles as a recent immigrant to the area. In addition to this, the remaining films (Hurdy Gurdy by Daniel Seideneder, Long Distance Information by Douglas Hart, Sea Meadow by Lily Baldwin and Let It Go by Ashley Dean) seek to embody the energy, capacity for change, and the character of this celebrated location. 

Creative Industries or Nandos?

Seminar Room 1, Sackler Centre
20.00 - 21.00

V&A Senior Curator Kieran Long, Liza Fior from muf architecture/art and guests discuss how you measure the influence of creativity in an area. What more do the creative industries offer to an area over Nandos for example?

Staying Power

Prints & Drawings Study Room (Accessed via Sackler Centre)
19.00 - 20.00

Join V&A Curator Dr Marta Weiss and acclaimed photographer Dennis Morris in a show and tell of some of the Museum’s recent collection of seminal photos from 'Staying Power’ – photography reflecting the Black British experience 1950s – 1990s. A partnership project with the Black Cultural Archives (BCA).

Food and Drink
Drinks are available in the Grand Entrance and John Madejski Garden (weather permitting) throughout the evening. Food will be served in the Cafe until 21.00.
Have a bespoke cocktail from Dalston’s finest, including:
Ridley Road Ginger Mojito – Ridley Road Market Bar
Haggerston Sour – Manero's Private Members Club
Hackney Iced Tea – Dalston Superstore
Blackberry Mojito – Ruby’s
'F****** Cheeky Monkey' – The Alibi

Forthcoming Friday Lates

  • Peckham Takeover (26th July)
  • The World of Minecraft (30th August) 

27/06/13

Robert Irwin Scrim veil—Black rectangle—Natural light, Whitney Museum of American Art, New York


In questi giorni al Whitney è stata installata la grande opera di Robert Irwin "Scrim veil—Black rectangle—Natural light, Whitney Museum of American Art, New York" del 1977, fino al 1 Settembre.

Scrim veil—Black rectangle—Natural light, Whitney Museum of American Art, New York (1977), by California Light and Space artist Robert Irwin, is a large-scale installation that uniquely engages the Whitney’s iconic Breuer building and the natural light that emanates from the large window in the fourth floor gallery space. Part of the Whitney’s collection, the work was made specifically for the Museum’s fourth floor. It has not been exhibited since its 1977 debut, a pivotal moment that would set the course for Irwin’s subsequent artistic practice.
The presentation will be accompanied by a digitized version of the original Robert Irwin catalogue, published by the Whitney at the time of his 1977 exhibition, which includes an ambitious combination of images, project plans, and theoretical texts written by Irwin himself as well as biographical and exhibition information compiled by the exhibition’s curator, Richard Marshall. The catalogue will be updated with a new introduction by Whitney Chief Curator Donna De Salvo and will be available for viewing exclusively at whitney.org.
Robert Irwin: Scrim veil—Black rectangle—Natural light, Whitney Museum of American Art, New York (1977) is organized by Donna De Salvo, Chief Curator and Deputy Director for Programs.

Fabulous Muscles, Danh Vo, al Museion di Bolzano


Molto bella la mostra di Dan Vo al Museion di Bolzano


Danh Vo (Vietnam, 1975) si è imposto in pochi anni nel panorama artistico internazionale con lavori in cui i grandi temi della storia come colonialismo, migrazione e rapporto tra Oriente e Occidente si intrecciano alla sua vicenda personale.
A Museion l’artista presenta “We the People”: più di venti frammenti in rame di dimensioni monumentali invadono il quarto piano del museo. I pezzi riproducono a grandezza naturale parti della Statua della Libertà, l’icona simbolo di New York e dell’America, che viene quindi riproposta smembrata.
Il progetto pluriennale dell’artista, che prende il nome dalle prime parole della Costituzione degli Stati Uniti d’America, giunge alla fase conclusiva dopo aver toccato diversi musei europei e non, dal Fridericianum di Kassel all’Art Institute di Chicago.
A prima vista i frammenti ricordano le sculture della tradizione greco romana o addirittura la minimal art: solo in alcuni si indovina la possibilità di un panneggio o un ricciolo dalla corona della Statua. La tecnica è la stessa dell’originale, la tecnica a sbalzo. Ciò nonostante, i pezzi non si limitano ad essere una semplice copia, un ready made. Nel riproporre la scultura in frammenti, Danh Vo fa materialmente a pezzi un’icona e apre così una riflessione sul concetto di libertà, insinua interrogativi, ma lascia comunque grande autonomia associativa al visitatore.
Rotture e discontinuità sono parte della pratica artistica di Danh Vo. 
Apparentemente slegati dai frammenti metallici della Statua, sono in mostra anche i pezzi di una statua lignea (Beauty Queen, 2013) trovata dall’artista a Parigi. Al peso fisico e simbolico della Statua fanno da contrappunto invece la leggerezza e la “liquidità” di icone contemporanee e del consumo, come i semplici cartoni da imballaggio con stampati a foglia d’oro i marchi della nota birra Budweiser e dell’acqua Evian. In questa serie di opere è evidente il riferimento ai cartoni realizzati da Robert Rauschenberg agli inizi degli anni ’70.

La scrittura e la lingua giocano un ruolo importante nell’opera di Danh Vo e aprono diversi livelli interpretativi, anche nella scelta dei titoli. Lo stesso avviene per la mostra a Museion. “Fabulous Muscles” può riferirsi alla fisicità della Statua della Libertà o, cambiando radicalmente piano, in maniera irriverente al linguaggio del mondo gay e quindi al noto album della band americana Xiu Xiu.
In occasione della mostra a Museion è stata realizzata una pubblicazione trilingue in collaborazione con Mousse Publishing (ita/dt/eng) con un testo di Manuela Ammer.
Danh Vo (Vietnam, 1975), vive e lavora tra Berlino e New York. Personali in musei e istituzioni internazionali come l’Accademia di Francia a Roma (2013), la Renaissance Society di Chicago (2012), la National Gallery di Copenhagen (2012), Kunsthaus Bregenz (2012), Kunsthalle Friedericianum di Kassel (2011), Kunsthalle di Basilea (2009), MoMa, New York (2009), lo Stedelijk Museum di Amsterdam (2008). Nel 2012 ha vinto l’Hugo Boss Prize. Al premio è seguita una personale al Guggenheim Museum di New York nel 2013. L’artista è presente alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
Parallelamente alla mostra a Museion si svolge al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris la personale di Danh Vo “GO MO NI MA DA” (dal 24 maggio al 18 agosto 2013).
Foto: Danh Vo We The People (detail) 2011-2013, 2012 © Danh Vo, courtesy Galerie Chantal Crousel

Sempre più si compra on-line, anche per l'arte


Molto interessante la notizia, fonte ArtTactic e Hiscox, che su 230 collezionisti consultati oltre il 50% afferma di comprare opere attraverso il web senza vederle dal vero, per una spesa compresa fra i 1000 e 10.000 euro ma alcuni dichiarano anche valori più alti. 

Hiscox’s Online Art Trade Report 2013 in collaboration with ArtTactic examines how the buying habits of art collectors are evolving in an increasingly digitalised world. It explores the confidence today’s art collectors have in buying artwork based on a digital image only as well as the opportunities this brings to galleries and dealers, and its findings are based on interviews with hundreds of influential international art buyers, collectors and galleries operating in the contemporary art market. The report also looks at age, gender and geographical differences in what people are buying and how they are buying it in an online marketplace. Click here to access full report

Londra l'attimo dell'antico - Il meglio del mondo antiquario, ma non solo, nella capitale inglese



Da questa sera fino al 3 Luglio a Londra è la volta di Masterpiece alla Royal Hospital Chelsea, importante fiera d'arte e antiquariato a cui si affianca la London Art Week, da domani fino al 5 Luglio, suddivisa in due sezioni Master Paintings e Master Drawings. 

Masterpiece London, alla sua quarta edizione, si svolge nel cuore di Londra, facilmente raggiungibile, nelle zone più esclusive della capitale, fra Chelsea, Mayfair, Knightsbridge e Belgravia. 

La rigorosa selezione dei pezzi e la qualità delle opere proposte ha fatto crescere rapidamente questo evento, facendolo diventare uno dei più interessanti del mondo. 

Quest'anno ci sono venti nuovi prestigiosi espositori, tra cui Ariadne Galleries (New York), Martin du Louvre (Parigi), Veronique Bamps (Parigi), Galerie Willy Huybrechts (Parigi), Galerie Vauclair (Parigi), Mayoral Galeria D’Arte (Barcellona), Stockspring (Londra), Montblanc UK Ltd (Londra) and Rolleston (Londra). 

Tornano anche i promotori della fiera con raffinate opere nei diversi settori della creatività, così ci sono importanti dipinti storici da Dickinson, squisiti gioielli da Siegelson, rari argenti da Koopman, sculture rinascimentali dai Fratelli Tomasso, arte popolare da Robert Young Antiques, ceramica contemporanea e vetro da Adrian Sassoon, scultura dalla galleria Sladmore e arte moderna da Whitford Fine Art. 

Quest'anno Masterpiece London accoglie nei suoi spazi la Courtauld Gallery come museo beneficiario. La cui straordinaria collezione si estende dal primo Rinascimento al 20° secolo e comprende anche esempi di scultura e di arti decorative che lo rendono il complemento perfetto per la fiera. 

Masterpiece London è un'interessante fiere per gli appassionati di antiquariato, arte e di design; che qui possono trovare opera artistiche solide e storicizzate, sicure così dai rapidi mutamenti del contemporaneo, che è comunque proposto in questi giorni a Londra dalle case d’aste Bonhams, Christie’s, Philips e Sothby’s in offerta in questi giorni.

26/06/13

The What If?... Scenario (after LG)


Un nuovo ed interessante progetto sostenuto da TBA21 il nuovo intervento di Cerith Wyn Evans per i dieci anni della fondazione nella sede di Augarten a Vienna.

In The What If?... Scenario (after LG), Wyn Evans literally sets the stage for a multitude of potentialities, contingencies, and uncertainties about given conditions and structures of what we see and what we know and how we come to know without ever solidifying his position into a positivist affirmation but rather remaining suspended in "weak connections". His luminous works, collected by TBA21 over 10 years and here shown together for the first time, unfold a spider web of artistic, literary, and referential signifiers, waiting to be glimpsed and grasped by a viewer who cannot but become an active performer in a play of multiple meanings and speculations. Wyn Evans’s artistic strategy interrupts our habitual access to the world of objects and meanings by disrupting our associative and (re-)cognitive patterns, locating gaps, hinting at subliminal associations, anecdotal slippages, contingencies, and errors in translation. 

Cerith Wyn Evans, however, uses almost exclusively the "already written", stages it as event, "queers it", displaces it and makes it truly contingent. Working mostly with film, light, communication technologies such as Morse code, literature, and quotations, he complicates the materiality and structural aspects of coded communication and text at the threshold of installation. Exploring and exploiting the limits of vision, the reticence of the retina, and structural cinematic experiences, he plays with the viewers’ psychophysical condition, approaching his or her sensorium in multiple audiovisual languages that are waiting to be translated, decoded, and interpreted within an open horizon of meanings without ever fully losing control of the frame of interpretations. 

In the tradition of TBA21’s first three shows at the Augarten, which operated in essentially monographic yet specifically dialogical form and understood as artistic encounters, the show presents the second iteration of Cerith Wyn Evans’s collaboration with the German artist Florian Hecker, 
No night No day (2009), first shown at the Teatro Goldoni on the occasion of the 53rd Venice Biennale. The work, a junction of two independently produced parts, can be seen as a materialization of the "third mind" as established by William S. Burroughs and Brion Gysin: a third space that is created through the encounter between two minds and that results in an unforeseeable and not simply additive but rather potentiated realm, an extrapolation of the two voices. No night No day will be presented for the first time in an installation version, adapted to the spatial configuration of the Augarten. 

TBA21 began collecting Wyn Evans’s work very early in the foundation’s history, resulting in a unique assembly of the artist’s oeuvre and as such an array of pointers to questions and propositions that can be posed and poised together at TBA21–Augarten. Additionally a newly commissioned large-scale abstract neon work will take its departure from representations of the collisions of high energetic particle beams in a particle accelerator superimposed with the chemical formula for LSD as discovered by Albert Hofmann. Experience, vision, and (speculative) perception introduced into notions of science, heuristics and faith, communication and illustration render an abstract geometrical figure essential for the formation and theoretization of a universal sub-atomic particle.



DURATION: July 5 - November 3, 2013

OPENING: Thursday, July 4, 2013, 7 pm 

Curated by Daniela Zyman

OPENING HOURS: 
Wednesday and Thursday 12—5 pm
Friday to Sunday 12—7 pm  
Closed on Mondays and Tuesdays


Opera in fotografia di Cerith Wyn Evans "Astrophotography-Stages of photographic development“ by Siegfried Marx (1987), 2007
  Chandelier (Luce Italia), flat screen monitor, computer with morse code unit and text by R. Bundell and W. J. Robert and S.N. Tritton - Photo: Jens Ziehe / TBA21, 2013  Installation view: Cerith Wyn Evans "The What If?… Scenario (after LG)", TBA21–Augarten

Vermeer e la musica alla National Gallery di Londra


Oggi prende avvio, alla National Gallery, una mostra che esplora i passatempi musicali dei Paesi Bassi nel 17 ° secolo vista attraverso l'arte di Vermeer e dei suoi contemporanei.

Per la prima volta alla National Gallery ci saranno due dipinti di Vermeer, "Una giovane donna in piedi a un piano" e "Giovane donna seduta a un piano" sono riuniti con "Suonatore di Chitarra", che è attualmente in prestito eccezionale dal Lascito Iveagh, Kenwood House.

Tre giorni alla settimana i visitatori possono sperimentare le performance live , nello spazio espositivo, con l'Accademia di Musica Antica, portando i quadri in dialogo con la musica del periodo.

La musica era uno dei temi più popolari nella pittura olandese, realizzata da molte associazioni musicali. Nei ritratti, la rappresentazione di uno strumento musicale o di uno spartito potevano suggerire la posizione sociale del personaggio,  il suo grado di istruzione .

DKNY icons...


Il noto marchio di moda ha coinvolto dieci pittori murari a realizzare una nuova icona per il marchio. 

Il primo murale DKNY su Houston Street è diventato una nuova icona York City e l'ingresso non ufficiale per il quartiere di SoHo 1992-2008, catturando lo spirito e lo skyline di Manhattan. Questa estate, DKNY porta il logo iconico schiena completamente reinventata con il progetto # DKNYARTWORKS. Dieci artisti commissionati in dieci città internazionali, tra cui Milano, sono stati invitati a creare opere d'arte originali incorniciati all'interno le lettere del logo DKNY, reinterpretando l'iconico muro SoHo attraverso il loro unico punto 

Una sera prenotati il Cenacolo, gratis ...

Da giugno a dicembre nuove aperture straordinarie del Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano, dove Leonardo dipinse l'Ultima Cena, grazie a Eni Cultura.


Dopo il successo di febbraio e marzo, si ripete l'iniziativa che ha reso possibile ammirare gratuitamente, oltre il normale orario di apertura, questo capolavoro, meta di visitatori da tutto il mondo.


L'ingresso libero caratterizza il sostegno di Eni all'arte e alla cultura, secondo la consolidata formula dell'eccezionalità nel proporre un evento unico e irripetibile, come l'esposizione a Palazzo Marino delle opere di Georges de La Tour, provenienti dal Museo del Louvre, apprezzati da 210 mila visitatori o come la possibilità di visitare gratuitamente i Musei Civici milanesi .
Fin dai tempi di Enrico Mattei la cultura costituisce per Eni un importante terreno di iniziative attraverso cui coniugare la propria natura di grande società energetica con il tessuto sociale e culturale dei paesi in cui opera. Affermarsi come impresa che agisce per lo sviluppo di un territorio specifico è il principale obiettivo di ogni progetto.Un'occasione speciale, dunque, di apprezzare questa opera unica, conosciuta da tutto il mondo, e già dichiarata Patrimonio dell'Umanità.
Aperture straordinarie dalle ore 19.00 alle ore 22.30 

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria telefonando al n. 02 92 800 360
(orari call center: dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18-30)

·  13 luglio 

·  21 agosto
·  25 settembre
·  27 novembre
·  18 dicembre

Oggi a Villa Croce a Genova "I´m that angel" Tyler Coburn



Tyler Coburn presenta I´m that angel, reading performance che analizza le condizioni di lavoro con e contro il computer, narrate dalla prospettiva di un “coltivatore di contenuti”: figura emergente di giornalista web con il compito di produrre articoli basati sulle parole maggiormente ricorrenti in Google Trends.

Come testo, I´m that angel assume la forma di una pietra dura, un´interruzione del flusso-un libro. Il suo formato si rifà a precedenti para-letterari, alle confessioni e agli epistolari per fare da puntello ai nostri dialetti virtuali.
Progettate da Eric Nylund, le pagine concretizzano citazioni trovate, linguaggi di tendenza, aneddoti, appunti e invettive, con il metodo che possiamo definire della disattenzione. Se il libro accoglie un limite materiale che rafforza la forma diffusa del cloud, i reading tentano di attivare delle concrezioni similari, con un lettore e un pubblico che occupano i luoghi che rimandano alla struttura di Internet. In alcune occasioni, i reading sono accoppiati a riprese documentarie di locali adibiti a server, creando così un centro dati temporaneo all´interno dell´istituzione artistica. Ogni scena dischiude spazi “securizzati”, in cui il lettore e il pubblico già risiedono, creando così l´incontro con un doppio materiale o delle soggettività virtuali, come fossero dati immagazzinati in un server. Piuttosto che cedere all´apparente intrattabilità del capitalismo cognitivo, questi reading potenziano il racconto, le operazioni critiche attraverso un accesso condiviso, l´ascolto e la discussione. Lungo le sue parti I´m that angel offre argomentazioni per una rinnovata considerazione degli orizzonti immanenti della soggettività, della socializzazione e della creatività.

L´evento di Coburn nell´ambito di The Book Society al Museo di Villa Croce conclude il mese di tour europeo, che ha visto sue performance negli spazi di Objectif Exhibition (Anversa), CAC Vilnius, Grazer Kunstverein, Pionen Data Center (Stoccolma), EvoSwitch Amsterdam (in collaborazione con San Serriffe), e-shelter Berlino (in collaborazione con Archive Kabinett), Volta Londra (in collaborazione con South London Gallery).

Il libro I´m that angel è distribuito internazionalmente nelle librerie specializzate e nelle istituzioni d´arte. 


Dove: Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce
Orario: Dalle ore 18.00
Chiuso il lunedì

Organizzatori:
Altri Soggetti Pubblici e Privati
Settore Musei/Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce

Tel.: 010 580069