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Visualizzazione post con etichetta Leonardo. Mostra tutti i post
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10/02/20

E ora anche di notte al Louvre


Per poter dare spazio agli ultimi visitatori alla grande mostra su Leonardo il Louvre in via eccezionale farà un'apertura straordinaria il prossimo nelle ultime tre sere, la mostra chiuderà il prossimo 24 Febbraio, sono così stati aggiunti 30 mila biglietti, venduti dal sito del museo, per potervi accedere. 

07/10/19

L'arte dello spettacolo, Leonardo oltre la pittura



Oramai l’opera d’arte non basta più e allora via con un corredo di elementi che superano l’idea culturale per diventare parco di divertimenti con la scusa dell’informazione.

Un esempio molto interessante è la prossima mostra che la National Gallery di Londra sta allestendo col titolo "Leonardo:Experience a Masterpiece", si svolgerà dal 9 Novembre al 12 Gennaio 2020, dove l’opera la ”Vergine delle Rocce” viene proposta in una serie di ambienti multimediali, organizzati da 59 Productions, per fruire in modo innovativo l’opera d’arte.

Forse siamo sempre più ignoranti e leggere un testo non ci basta più abbiamo oramai bisogno di queste messe in scena per educare un pubblico che sicuramente approfondirà tante cose dimenticando che l’opera è il quadro e non la sua storia, di cui tutto viene supposto ma nulla potrà essere confermato.

16/07/19

Leonardo? Anche no




  
Sappiamo che il mito di Leonardo da Vinci in questi decenni è cresciuto in modo vertiginoso, e per attirare masse turistiche si organizzano ogni genere di eventi. Ora  un nuova occasione sul genio toscano è stata  promossa dalla Fondazione Cariparma a Fabriano. Un grande evento con la “Madonna Benois” che non capisco come si possa attribuita a Leonardo.

Secondo me non è possibile che quelle grassottelle figure siano state fatte da Leonardo, come anche ha dimostrato il recente caso del "Salvatore Mundis" l'importante è parlarne che poi sia così evidente non importa a nessuno, ci sarà sempre qualcuno disposto a trovare possibili tracce di vicinanza.

15/04/19

Torino e Leonardo



La città di Torino festeggia i 500 anni di Leonardo, con un progetto corale con la Regione Piemonte, i Musei Reali e la Fondazione Torino Musei.

Insieme stanno lavorando a un ricco calendario che accoglierà, da aprile a dicembre, concerti, conferenze, convegni, esposizioni, incontri, installazioni, itinerari naturalistici, laboratori, spettacoli e talk, che ruoteranno intorno ai capolavori di Leonardo in mostra ai Musei Reali.

Nelle Sale Palatine della Galleria Sabauda, il 15 aprile, si inaugurerà ‘Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro’. 

Si tratta di un’esposizione straordinaria di oltre cinquanta opere, databili all’incirca tra il 1480 e il 1515, diverse per soggetto e per ispirazione, in grado di documentare l’attività dell’artista dalla giovinezza alla piena maturità. 

Tra queste spicca il nucleo di tredici disegni autografi, tra cui il “Ritratto di vecchio”, ritenuto l’autoritratto di Leonardo, e il Codice sul volo degli uccelli. 

Saranno visibili anche opere di altri grandi maestri, dal fiorentino Pollaiolo ai lombardi Bramante e Boltraffio fino a Michelangelo e a Raffaello.

Per celebrare il cinquecentenario  ci sarà anche un aggiornamento del look  globare. L’immagine coordinata, infatti, verrà utilizzata per ogni strumento di comunicazione: stendardi, vetrofanie, manifesti, materiali informativi, merchandising e accoglienza.

Anche al prossimo Salone Internazionale del Libro, che si terrà a maggio al Lingotto, lo stand della città sarà dedicato a Leonardo, come al padiglione Italia del Meeting Città Creative Unesco per il Design di Fabriano gli renderà omaggio.

Tutti gli appuntamenti sono descritti in dettaglio online su www.leonardoatorino.it

13/03/15

Leonardo ritrovato alla Sala dell'Asse nel Castello Sforzesco di Milano



Dopo tanti anni finalmente si vedono le tracce della mano di Leonardo che restituiscono una nuova lettura della Sala delle Asse, che sarà eccezionalmente riaperta al pubblico in occasione dell’avvio di Expo Milano 2015.

I restauri, realizzati grazie al sostegno di a2a, main sponsor, e di Arcus, proseguiranno dopo la chiusura dell’Esposizione, ma i lavori e le novità scoperte fin qui saranno raccontati al pubblico grazie un progetto multimediale realizzato da Culturanuova con il contributo di Intesa Sanpaolo

Un paesaggio. Un classico paesaggio di paese, di quelli che si trovano sugli sfondi di tante tele e tavole del Rinascimento toscano o lombardo, e in molte opere di Leonardo da Vinci. Un piccolo paesaggio con poche case, rocce scoscese, una chiesa e un campanile su un cocuzzolo che somiglia a mille altri, e che è simile, molto simile a quello che si trova sullo sfondo di un’altra importante opera di Leonardo, il Cenacolo, proprio inquadrato nella finestra dietro la testa del Cristo. Un disegno che richiama in modo evidente la tecnica del genio toscano, che ritroviamo nel “non finito” di molte sue opere, come l’Adorazione dei Magi degli Uffizi. Una scoperta che preannuncia il ritrovamento di nuove porzioni pittoriche sulle altre pareti della Sala e che cambia fin d’ora la lettura complessiva di questo straordinario spazio. Non più un trompe l’oeil per dare l’illusione di trovarsi sotto una sorta di gigantesco padiglione vegetale, ma una pittura che coinvolge anche tutta l’altezza delle pareti per dare la sensazione di trovarsi all’aperto, in quel giardino che alla fine del Quattrocento, all’epoca di Leonardo, doveva trovarsi all’esterno dell’edificio, protetto dalla struttura difensiva della Ghirlanda.

“Un’iniziativa prestigiosa che impreziosisce il palinsesto di Expo in città con un appuntamento imperdibile, non solo per la indiscutibile bellezza della Sala delle Asse, ma anche, e soprattutto, per l’emozione che si prova nello stare al cospetto del genio di Leonardo da Vinci, che a Milano e in questo Castello lavorò per anni, lasciando testimonianze importanti della sua opera. – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – Un’operazione che è stato possibile realizzare grazie alla volontà e all’impegno delle istituzioni pubbliche e al sostegno indispensabile dei partner privati che, stretti in alleanza, hanno saputo comprendere l’inestimabile valore scientifico e storico di questo straordinario progetto di restauro e valorizzazione, e al tempo stesso l’importanza del ritrovamento di una pagina fondamentale della nostra storia e della nostra memoria, che ha contribuito come poche altra alla costruzione della nostra identità artistica e culturale”.


Dalla fine dell’Ottocento ad oggi, la vicenda conservativa della Sala delle Asse è stata una storia di progressive e sorprendenti scoperte: dal momento del suo ‘ritrovamento’ nel 1898 sotto diversi strati di scialbo (imbiancatura), alla scoperta del cosiddetto Monocromo durante i restauri degli anni 1954-1955, fino alle nuove tracce pittoriche emerse in questi mesi. Fu infatti Luca Beltrami - architetto, storico dell’arte e conservatore del Castello - il primo a scoprire, sulla scorta di due documenti dell’Archivio di Stato di Milano, che la “camera grande da le asse” nella quale “Magistro Leonardo” lavorava presso il Castello degli Sforza, era proprio quella al pianterreno della Torre nord-est, ribattezzata da allora Sala delle Asse proprio in virtù di quei fogli d’archivio.

Negli ultimi anni dell’Ottocento, Beltrami cercò e trovò sotto parecchi strati di scialbo il grande soffitto dipinto con i tronchi, i rami e le foglie degli alberi di gelso. A quel tempo tuttavia l’unica lettura della Sala delle Asse – complice anche il restauro ‘interpretativo’ del pittore-restauratore Ernesto Rusca – si basava sulla sola decorazione visibile, cioè quella della volta e delle lunette, che si pensavano realizzate “su progetto” di Leonardo. Il ritrovamento del Monocromo durante il restauro effettuato a metà degli anni Cinquanta cambiò fortemente la percezione della Sala delle Asse, spostando il baricentro dell’attenzione su quella grande radice che spaccava la roccia, da subito attribuita unanimemente alla mano di Leonardo da Vinci. Sino ad oggi tuttavia il Monocromo è stato considerato un’opera a sé stante, deliberatamente realizzata con un solo colore, slegata dal contesto della restante decorazione.

I lavori di restauro che hanno condotto alle recenti scoperte, programmati in prima istanza come necessità per preservare il Monocromo dalle infiltrazioni saline che rischiavano di danneggiarlo, hanno portato a risultati straordinari. Innanzitutto il ritrovamento sotto lo scialbo, in diversi punti delle pareti della Sala, di diverse nuove tracce di disegno (tra le quali il paesaggio di cui si accennava prima, posto sulla parete opposta a quella del Monocromo) che permettono di comprendere per la prima volta che il Monocromo non è un’opera a sé stante, come si è sempre pensato sin dagli anni Cinquanta, ma un disegno preparatorio del progetto di decorazione della Sala delle Asse, un abbozzo destinato ad essere ricoperto dal colore in un secondo momento; e che il progetto decorativo originario non si limitava alla porzione occupata attualmente dal Monocromo ma ricopriva l’intera superficie parietale della Sala.

Una scoperta che dà una lettura completamente nuova della Sale delle Asse e del ruolo di Leonardo da Vinci nel progetto, e che apre scenari inaspettati rispetto alla possibilità di scoprire nuove tracce della mano di Leonardo nel corso delle prossime sessioni di restauro, che riprenderanno dopo la chiusura di Expo 2015.

La complessità degli interventi di restauro, infatti, ha trasformato la Sala delle Asse in un grande cantiere, rendendola visibile solo attraverso un passaggio ridotto, ma in occasione di Expo Milano 2015 i lavori di restauro saranno sospesi e la Sala delle Asse verrà resa nuovamente accessibile grazie a un parziale disallestimento dei ponteggi che consentirà la vista del Monocromo a distanza ravvicinata. Non solo, ma per accogliere al meglio i visitatori l’ambiente sarà valorizzato tramite un innovativo sistema multimediale realizzato da Culturanuova anche grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, basato su proiezioni, ologrammi e illuminazione puntuale, che racconterà la storia della Sala delle Asse, il ruolo di Leonardo da Vinci e il restauro in corso a tutti coloro che la visiteranno durante il semestre dell’Esposizione Universale.


Per l’inizio di Expo la Sala delle Asse sarà riaperta al pubblico nella sua nuova “veste multimediale”. L’intervento di restauro attualmente in corso in Sale delle Asse, cominciato nell’ottobre 2013, circa un anno e mezzo fa, è eseguito dall’Opificio delle Pietre

Dure di Firenze ed è diretto da Michela Palazzo della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, con la consulenza di un comitato scientifico presieduto da Claudio Salsi, Direttore del Settore Soprintendenza Castello, Musei Storici e Musei Archeologici, e composto da eminenti personalità del mondo culturale italiano e internazionale. Il progetto è sostenuto da a2a, main sponsor, e da Arcus.

Sul sito www.saladelleassecastello.it, realizzato dal Politecnico di Milano con il sostegno di a2a, è possibile seguire l'andamento dei lavori di restauro, trovare informazioni e immagini sulla Sala e la sua storia, scaricare testi di approfondimento (una ricca bibliografia e documenti saranno a disposizione dei più esperti), ascoltare i “racconti multimediali”, che introducono il lettore alla complessità dell’opera e che in occasione di Expo verranno perfezionati per una fruizione con smartphone e tablet.

01/10/14

Prima Fase, indagine... è' in corso il restauro dell'Adorazione dei Magi di Leonardo



DURANTE PULITURA. INTERO LUCE VISIBILE  
LEONARDO DA VINCI Adorazione dei Magi 2014 
OPD foto Pino Zicarelli

La settimana scorsa,  presso l’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di restauro della Fortezza da Basso di Firenze,  sono stati presentati i risultati della prima fase dell’intervento di restauro  sull’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, alla presenza di Cristina Acidini, soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, di Marco Ciatti, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, di Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi e di Maria Vittoria Rimbotti, presidente degli Amici degli Uffizi.

Grazie al sostegno degli Amici degli Uffizi – che inizialmente hanno messo a disposizione 170mila euro - il capolavoro di Leonardo, dipinto su tavola, raffigurante l’Adorazione dei Magi (cm 246x243), iniziato nel 1481 per il monastero di San Donato a Scopeto e lasciato incompiuto, nel novembre del 2011 è stato trasferito dalla Galleria degli Uffizi al Laboratorio di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure alla Fortezza da Basso.


Durante il primo anno l’opera è stata sottoposta a un’articolata serie di indagini diagnostiche per capire a fondo lo stato di conservazione del supporto ligneo (che è stato modificato dimensionalmente nel tempo), e della superficie pittorica preliminare che Leonardo aveva iniziato a comporre.


Quindi è iniziato una prima fase dell’intervento di restauro, dedicato alla parte pittorica, che si concluderà entro l’estate del prossimo anno.



DURANTE PULITURA  IN LUCE UV
LEONARDO DA VINCI Adorazione dei Magi 2014 
OPD foto Pino Zicarelli

A seguire, verrà effettuato il restauro del supporto ligneo, necessario per assicurare solidità alla tavola e per evitare negative ripercussioni sulla pittura.


Presumibilmente, l’opera tornerà agli Uffizi entro la fine del 2015 e ad accoglierla troverà un nuovo allestimento della Sala 15 della Galleria; infine una pubblicazione ad hoc nel 2016 testimonierà scientificamente ogni fase dell’intervento. 


“Si tratta di un altro momento molto importante nella storia del restauro del capolavoro di Leonardo - ha affermato il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini - in cui l'Opificio delle Pietre Dure presenta i risultati dell’intervento sulla parte pittorica, che si rivela anche come progresso decisivo delle nostre conoscenze sul quadro, sia dal punto di vista delle materie presenti sulla tavola e nelle loro diverse stratificazioni, sia riguardo alle modalità di esecuzione originali, offrendo quindi opportunità nuove d’interpretazione dell’Adorazione dei Magi nel suo insieme e nei particolari”.


Per il Direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, “Quello che la pulitura sta rivelando, nelle parti dov’è ormai compiuta, consente d’apprezzare ciò che prima si poteva solo intuire leggendo i referti agl’infrarossi. Ora si può dire con assoluta certezza  che a restauro concluso gli occhi d’ogni visitatore degli Uffizi potranno darsi ragione d’una trama teologica che s’era potuto ricostruire solo in virtù delle indagini. E così viepiù si concreta la nostra aspirazione a fare del museo un luogo d’educazione più che di stupore”.


Da parte sua la Presidente degli Amici degli Uffizi, Maria Vittoria Rimbotti, ha sottolineato che “Sono passati due anni dall’inizio del restauro, operazione lunga ed estremamente delicata che l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze sta conducendo con quella professionalità ed estrema perizia che l’ha portato a essere uno dei punti di riferimento per il restauro a livello mondiale”.
“Fin dai suoi inizi - continua Maria Vittoria Rimbotti - gli Amici degli Uffizi sono stati vicini a questo intervento. Nel 2012, per festeggiare il ventesimo anniversario della nostra fondazione, abbiamo sostenuto le spese delle indagini diagnostiche. Ci sembrato quindi doveroso che l’Associazione, che ho l’onore di presiedere, continuasse ad aiutare economicamente il proseguimento dei lavori”.



DURANTE PULITURA  LUCE VISIBILE 
LEONARDO DA VINCI Adorazione dei Magi 2014 
OPD foto Pino Zicarelli

Più tecnicamente, il Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, Marco Ciatti, ha detto che “In questa seconda conferenza stampa dedicata al restauro dell’Adorazione dei Magi di Leonardo della Galleria degli Uffizi, possiamo affermare che le problematiche e i risultati sperati, anticipati e proposti nel precedente incontro e frutto delle indagini diagnostiche svolte sull’opera, si sono col tempo pienamente realizzati, facendo tuttavia emergere anche interessanti novità. In realtà ora vediamo chiaramente e in maniera inconfutabile che l’intervento di pulitura, tramite un leggero, graduale e differenziato assottigliamento dei vari materiali sovrapposti nei secoli dai vari manutentori e restauratori delle Gallerie sulla superficie, era assolutamente doveroso e tecnicamente possibile”.

22/01/14

Make-up Leonardo - La Belle Ferronnière viene ripulita

Forse non tutti i visitatori del Louvre si sono accorti che da alcuni giorni manca un’amica della Gioconda. Si tratta della “la Belle Ferronnière” che Leonardo dipinse qualche anno dopo il mitico quadro e che dal 16 gennaio è stata ritirata per un’azione di restauro.
Dopo l'intervento sul quadro della Sant’Anna due anni fà, questa è la seconda volta che il Louvre decide di agire in termini di conservazione e tutela su un’opera di Leonardo, molti già pensano che prima o poi sarà la volta della Gioconda, che pare intoccabile, anche perché toglierla al godimento del pubblico sarebbe privare il noto museo parigino della sua opera più attraente.
E' stato comunicato che l’intervento sarà leggero e consiste nell’eliminazione della patina gialla che nel tempo si è formata sul quadro.

23/10/13

Leonardo on line, recupero del vasto affresco nella Sala delle Asse al Castello Sforzesco di Milano

Attraverso il sito www.saladelleassecastello.it, realizzato dal Politecnico e on line da oggi, si potrà seguire costantemente l’attività di restauro, scoprire in presa diretta le novità. Il Monocromo di Leonardo e gran parte della Sala non saranno più visibili al pubblico fino al 1° maggio 2015
Milano, 22 ottobre 2013 – “Mediamente sono state individuate sette stratificazioni di scialbatura, ma, in qualche parte, sono presenti un numero assai più cospicuo di strati, fino a tredici”. Così scrive nella sua relazione l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, a Milano per eseguire lo straordinario restauro della Sala delle Asse, nella quale fonti documentarie certe testimoniano il lavoro di Leonardo da Vinci , che fu pittore alla corte di Ludovico il Moro dal 1482 al 1499.
Questo significa che, sotto un certo numero di strati di pitture, sulle pareti c’è ancora l’intonaco sul quale ha lavorato il grande genio di Leonardo, alla cui mano si deve – per comune ammissione – la pittura murale detta “Monocromo”, che rappresenta una grossa radice, incastrata nella roccia, alla base di uno dei molti alberi frondosi che ornano la Sala delle Asse: un gigantesco, sorprendente trompe l’oeil.
Di questo intonaco, afferma l’OPD, sono recuperabili ampie aree e anche le analisi sulla volta, finalizzate a ricostruire l’impianto compositivo originale, danno “risultati assai interessanti”, lasciando sperare nel recupero di consistenti parti di decorazione originale. “Già a luce radente, sotto gli strati di scialbo e pittura recente, si individuano notevoli resti di intonaco originale. L’attività di rimozione a campione di questi strati di scialbo ha permesso di rinvenire importanti resti di disegno preparatorio su tutte le pareti”, dichiara infatti l’OPD.
“L’avvio di questi lavori è di assoluta importanza per Milano e di grande rilevanza per tutta la comunità scientifica internazionale – ha detto l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno - . Leonardo sarà l’artista simbolo dei Expo 2015, a lui saranno dedicati un Polo al Castello Sforzesco e una grande mostra a Palazzo Reale, ed è quindi strategico iniziare e completare il restauro del Monocromo e arrivare ad Expo con la sala il più possibile vicina alla sua originaria realizzazione, frutto del disegno e della mano del grande artista italiano”.
I lavori di restauro, infatti, riguarderanno anche il cosiddetto Monocromo, pittura preparatoria della decorazione della Sala, realizzata da Leonardo in carboncino e, quindi, in un solo colore.  “La pittura leonardesca risulta rivestita da una pesante patina formata da materiale di deposito”, afferma l’OPD , ma “i saggi di pulitura hanno dimostrato che la patina è facilmente rimovibile e che le stesure di colore del disegno sono resistenti all’operazione”.
L’inizio dei lavori è stato preceduto da due anni di studio che hanno portato non solo alle scoperte materiali di cui sopra, ma anche ad alcune novità storiche di notevole rilevanza: oltre ad avere acquisito molte informazioni sulle vicende della Sala nei secoli meno noti – dal XVI alla metà del XIX – recentemente l’archivista incaricato delle ricerche, Carlo Catturini, ha scoperto il vero nome della sala nell’epoca di Ludovico il Moro, che non era “Sala delle Asse”, come definita da Beltrami, bensì Camera dei Moroni: un evidente riferimento encomiastico a Ludovico Sforza, che era detto il Moro non solo per l’incarnato scuro, ma anche per il lavoro di valorizzazione della produzione della seta, che si basava su estensive colture del gelso (in latino, appunto, morus).
Per il momento, le prove di scopritura fin qui realizzate sono state svolte principalmente con mezzi meccanici (bisturi e martelline), ma la particolare tenacia e aderenza che caratterizza gli strati di pittura sovrapposti, soprattutto quelli più interni, richiederà l’utilizzo di altre metodologie, quali ablatori ad ultrasuoni, strumentazioni laser e prodotti chimici.
Fin dall’inizio il progetto del restauro della Sala delle Asse è stato sostenuto da a2a, cui si è aggiunto poi il contributo di Arcus, Società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo costituita nel 2004 con atto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, che ha il compito di sostenere e avviare progetti riguardanti i beni e le attività culturali.
Data la complessità del progetto di restauro e considerata l’alta probabilità che a seguito di queste ricerche le conoscenze sul soggiorno milanese di Leonardo risultino rivoluzionate, è parso subito essenziale che non solo si dovesse applicare al restauro delle pitture la tecnologia più elaborata, ma anche che la comunicazione del restauro stesso dovesse avvenire con le metodologie più avanzate. Per questo si è predisposto un comune progetto di comunicazione multimediale con HOC-LAB del Politecnico.
Il sito web appositamente creato per permettere al pubblico di seguire il restauro (www.saladelleassecastello.it) ha un triplice scopo: fornire informazioni sulla Sala e il suo restauro; offrire informazioni approfondite agli addetti ai lavori; consentire a tutti di “seguire” il restauro. Segno distintivo del sito sono i “racconti multimediali”, che introducono il lettore alla complessità dell’opera. I racconti sono fruibili via web, smartphone, tablet e sono allo studio versioni per Youtube e App interattive. Brevi interviste informali ai protagonisti del restauro, accompagnate da immagini e video aggiornati mensilmente, veicoleranno il procedere dei lavori. Una ricca bibliografia e documenti saranno a disposizione degli esperti.

Sito dedicato: www.saladelleassecastello.it

01/09/13

L'uomo vitruviano di Leonardo all'Accademia




Da pochi giorni all'Accademia di Venezia si è avvita la grande mostra “Leonardo Da Vinci. L’Uomo universale”  a cura del Direttore del Gabinetto dei Disegni Annalisa Perissa Torrini.

Nella mostra sono esposti 52 disegni di Leonardo, dieci anche recto e verso, per evidenziare il vero modo del momento creativo nel suo essere. Il nucleo veneziano, magistrale per qualità, è formato da 25 disegni che non sono più stati esposti tutti insieme dal lontano 1980, formano un excursus delle tappe della carriera dell’artista fino all’ultimo periodo francese. 


Tra tutti eccelle il celeberrimo Uomo Vitruviano. Il percorso indicato dai fogli veneziani è  arricchito e completato da altri prestigiosi disegni di tematica affine e di qualità eccelsa, prestati da importanti musei italiani e stranieri, quali Biblioteca Reale di Torino e il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze, le collezioni Reali di Windsor Castle, il British Museum di Londra, il Musée du Louvre, l’Ashmolean Museum di Oxford.  Con gli occhi sui disegni esposti, immaginare di osservare Leonardo alle sue spalle con carta e penna mentre schizza, cancella, scrive, passando continuamente da un’idea all’altra, fa entrare appieno nel tumulto della sua magia creativa. Come se il visitatore sfogliasse il diario personale dell’artista, che fa trapelare il pensiero recondito dell’artista nell’immediatezza del suo tramutarsi in forma percepibile, per sé, e per gli altri.

03/08/13

I disegni di Leonardo alla Royal Collection Trust


In occasione del Festival di Edimburgo sono in mostra alla Queen's Gallery nel Palazzo di  Holyroodhouse, la residenza reale in Scozia, una selezione dei disegni di Leonardo da Vinci, sul tema del corpo umano, fino al 10 Novembre.

Ma se non potete andarci vi segnalo il sito che pubblica in una ottima risoluzione alcuni dei pezzi esposti, visitatelo al sito : http://www.royalcollection.org.uk/exhibitions/leonardo-da-vinci-the-mechanics-of-man-QGPHH


26/06/13

Una sera prenotati il Cenacolo, gratis ...

Da giugno a dicembre nuove aperture straordinarie del Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano, dove Leonardo dipinse l'Ultima Cena, grazie a Eni Cultura.


Dopo il successo di febbraio e marzo, si ripete l'iniziativa che ha reso possibile ammirare gratuitamente, oltre il normale orario di apertura, questo capolavoro, meta di visitatori da tutto il mondo.


L'ingresso libero caratterizza il sostegno di Eni all'arte e alla cultura, secondo la consolidata formula dell'eccezionalità nel proporre un evento unico e irripetibile, come l'esposizione a Palazzo Marino delle opere di Georges de La Tour, provenienti dal Museo del Louvre, apprezzati da 210 mila visitatori o come la possibilità di visitare gratuitamente i Musei Civici milanesi .
Fin dai tempi di Enrico Mattei la cultura costituisce per Eni un importante terreno di iniziative attraverso cui coniugare la propria natura di grande società energetica con il tessuto sociale e culturale dei paesi in cui opera. Affermarsi come impresa che agisce per lo sviluppo di un territorio specifico è il principale obiettivo di ogni progetto.Un'occasione speciale, dunque, di apprezzare questa opera unica, conosciuta da tutto il mondo, e già dichiarata Patrimonio dell'Umanità.
Aperture straordinarie dalle ore 19.00 alle ore 22.30 

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria telefonando al n. 02 92 800 360
(orari call center: dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18-30)

·  13 luglio 

·  21 agosto
·  25 settembre
·  27 novembre
·  18 dicembre

20/04/13

Franchetti, Tiziano e Leonardo. Grandi eventi venezia del 2013



Sono stati presentati i grandi progetti di recupero di alcuni complessi museali di venezia che saranno proposti in un ricco programma di eventi culturali. 

Cominciamo, in ordine di tempo, dalla proposta della Cà d’'Oro dove i riflettori si accenderanno, dal 30 maggio al 24 novembre, sulla mostra “Da Giorgio Franchetti a Giorgio Franchetti”. 

L’'esposizione, curata da Claudia Cremonini e Flavio Fergonzi, mette a confronto due uomini, nonno e nipote dallo stesso nome, e la loro straordinaria passione collezionistica. Il primo, il Barone Franchetti, riunì nella sua Cà d'’Oro una collezione senza eguali di capolavori dell’arte italiana e fiamminga: da Giambono a Mantegna, da Tiziano, Tintoretto, Paris Bordon sino a Guardi, ma anche van Eyck e van Dick, Paul Brill o Joachim Patinier. Per loro restaurò e adattò la celebre dimora sul Canal Grande, donando il Palazzo e le raccolte d’arte e di arredi in essa contenute allo Stato italiano nel 1916. 

Il nipote Giorgio Franchetti, deceduto da pochi anni (2006), collezionò ciò che di nuovo proponevano gli artisti italiani del secondo dopoguerra: Tano Festa, Cy Twombly, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Ceroli, Fabro, Luigi Ontani... e se fece qualche concessione allo “storico” fu solo per Balla. Queste opere vengono per la prima volta riunite dopo la dispersione che è seguita alla scomparsa del collezionista, nel “portego” del secondo piano di Cà d’'Oro. In un colloquio con quelle riunite nella stessa “Galleria” dal nonno, a testimoniare come la loro passione, pur diretta a momenti diversi della storia dell’arte, abbia comun denominatore nella qualità, frutto di grande competenza e tenacia. 

E’ solo un'’opera, anche se straordinaria com’'è la “Bella” del Tiziano, l'’oggetto e il soggetto della seconda proposta del Polo Veneziano. Il capolavoro del Vecellio sarà esposto, dal 12 settembre all’'8 dicembre, in un luogo magnifico e ancora marginalmente inserito nei percorsi veneziani dell'’arte: Palazzo Grimani, dimora bellissima a poche centinaia di metri da San Marco, integralmente recuperata da un lungo intervento di restauro. L'’opera è quindi un pretesto per la scoperta di questo Palazzo assolutamente magnifico e delle rare, eccezionali opere d'arte in esso custodite, prima fra tutto il Polittico di Gerolamo Bosch. Sarà davvero un confronto imperdibile quello tra la luminosa Flora e il magico, complesso mondo dell’'artista fiammingo. 


L’'appuntamento, imperdibile, di Settembre è poi con Leonardo da Vinci, alle Gallerie dell'Accademia, oggetto di un integrale recupero ancora in atto. 

Va detto che una mostra così la si può ammirare una volta in una generazione. Per un motivo oggettivo: i disegni, e a maggior ragione quelli di un autore sommo come Leonardo, prima e dopo una esposizione pubblica necessitano di molti anni “di riposo”, al buio assoluto, all'’interno dei caveaux climatizzati nei quali sono opportunamente custoditi. E'’ una regola imposta dalla priorità che, giustamente, viene data alla conservazione di opere fragilissime e preziosissime. 

Per questo la mostra “Leonardo Da Vinci. L’uomo, La Natura, La Scienza”, a cura del Direttore del Gabinetto dei Disegni delle veneziane Gallerie dell’Accademia Annalisa Perissa, è di quelle da appuntarsi in agenda. Sarà aperta al pubblico, nelle medesime Gallerie dell’'Accademia, naturalmente a Venezia, dal 4 settembre all'8 dicembre 2013: 90 giorni in tutto, ovvero il periodo massimo concesso per l'’esposizione di questi capolavori. 

Per questa esposizione vengono riuniti ben 52 disegni di Leonardo, 25 dei quali patrimonio delle Gallerie stesse (e mai più esposti nella loro interezza dal lontano 1980), gli altri provenienti da importantissime istituzioni italiane e soprattutto straniere. Con i disegni di Leonardo (e tra essi il celebre “Uomo Vitruviano” la mostra propone stampe, incisioni e altri disegni di artisti coevi al grande Da Vinci, oltre ad una spettacolare selezione di dipinti di Giorgione e di altri grandi che a Leonardo si sono ispirati. 

“Le tre proposte, tiene a sottolineare la Soprintendente Damiani, non esauriscono certo l’attività del nostro Polo museale, semmai rappresentano la punta di diamante di una attività quotidiana rivolta al pubblico, fatta di piccole mostre, di incontri, didattica, momenti di approfondimento, proposte musicali o di programmi destinati ai più piccoli e alle famiglie. 

In una città che vive dinamiche del tutto peculiari, il rapporto con i residenti è altrettanto fondamentale di quanto non lo sia quello con i turisti. 

Con queste mostre, continua Giovanna Damiani, vogliamo proporre iniziative di assoluta qualità scientifica coniugata a spettacolarità, con un obiettivo aggiuntivo: fare di queste esposizioni il motivo in più per incentivare il pubblico più vasto a visitare i meravigliosi musei del nostro Polo, oggi meno valutati di quanto oggettivamente meritino da un turismo veloce e non sempre attento com’è quello veneziano. Lo vogliamo fare innanzitutto perché è nella nostra missione, ma anche per far scoprire monumenti cui gli interventi di restauro, appena completati o ancora in corso, hanno restituito bellezza e nuova funzionalità. 

Penso al fascino nascosto di Palazzo Grimani e penso alla Cà d’Oro, la cui facciata è tra le più note e fotografate del Canal Grande, mentre davvero poco noti restano i tesori che dietro ad essa sono custoditi. Ma penso alle stesse Gallerie dell'’Accademia, concentrato assoluto di veri capolavori, o a musei importanti ed attivissimi come l’'Archeologico, in Piazza San Marco, o l'’affascinante Museo Orientale”.

17/02/13

Gioconde come funghi?


Dopo una attribuzione del Prado ora spunta dai caveau svizzeri una nuova Gioconda su tela, chiamata Isleworth Mona Lisa. Stranamente rimasta nascosta per decenni. 

Questa pare provenire da un collezionista americano che l'ha rivenduta ad una fondazione che è stata costituita per promuovere questo quadro, non so perché ma la cosa sa proprio di strano. 

 foto:Isleworth Mona Lisa, Gioconda Louvre, Gioconda Prado.

29/11/12

Prossimamente Louvre Lens




Il quadro di Leonardo da Vinci “Sant’Anna, la Vergine e il Bambino”, giusto ripreso dal recente restauro, partirà per un breve periodo di villeggiatura da Parigi alla volta di Lens, fino al 11 Marzo 2013. 

Un viaggio, il primo da quando quest’opera si trova al Louvre, per inaugurare il fratello minore del museo che si aprirà il 4 Dicembre a Lens, banalmente chiamato Louvre-Lens. 

La zona è stata scelta in quanto strategicamente posizionata fra il nord della Francia, sul confine col Benelux, vicino alla Gran Bretagna e alla Germania. Solo due ore dalle principali capitali europee come Londra, Parigi e Bruxelles. Oltre ovviamente alla presenza delle tante dinamiche grandi città locali: Cambrai, Douai, Dunkerque, Lille e Valenciennes, nel nord, Arras, Bethune, Boulogne-sur-Mer, Calais e Saint-Omer nel Pas-de-Calais. 

Il progetto dell’edificio è dello studio giapponese SANAA, che hanno già diverse esperienze in merito, una per tutte il New Museum di New York. Una grande struttura chiara, che occupa una vasta area, circondata da un bel parco. 

Le opere, in totale 205, saranno proposte in otto dipartimenti, suddivise in Antichità Orientali, Antichità egizie, greche, etrusche e romane, l'arte islamica, arti decorative, arti visive, dipinti e sculture, sullo stile della casa madre parigina. 

Le opere ogni cinque anni saranno rinnovate con nuove provenienti dalla sede centrale del Louvre. 

Ci sarà poi un’area temporanea denominata iIl "Padiglione di vetro", dove la prima grande mostra sarà dedicata al “Rinascimento”, dal 4 Dicembre all'11 Marzo 2013, a cui seguirà dal 22 Maggio al 22 Settembre 2013: "Rubens e l'Europa".

09/10/12

Adorazione dei Magi - ritorna più chiara e meravigliosa


Lunedì 8 Ottobre all’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di restauro, alla Fortezza da Basso di Firenze, si sono presentati i risultati delle indagini diagnostiche sull’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, alla presenza di Cristina Acidini, soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, di Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, Marco Ciatti, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, di Maria Vittoria Rimbotti, presidente degli Amici degli Uffizi e di Cecilia Frosinini, vice-direttrice del settore Restauro Dipinti dell’Opificio delle Pietre Dure. 

29/03/12

Leonardo da Vinci al Louvre, eccolo finalmente di un'azzurro splendente...


 E' stato finalmente esposto il capolavoro di Leonardo da Vinci uscito dai laboratori di restaurato del Centro per la Ricerca e Restauro dei Musei di Francia, si tratta della celebra opera "La Vergine con il Bambino e Sant'Anna" che è stata al centro di una straordinaria polemica e che ora è in mostra, con, per la prima volta, tutti documenti storici e tecnici relativi a questo pannello. 

Materiale che inizia dal 1501, quando fu citata per la prima volta in una corrispondenza di Isabella d'Este e Leonardo da Vinci. 
 
Ci sono anche schizzi compositivi, disegni preparatori, studi di paesaggio e il cartone della National Gallery di Londra. 

A corredo sono proposti alcuni lavori che sono stati influenzati da quest'opera; quadri di Delacroix, Degas e Max Ernst. 
 
Sponsor unico dell'evento che durerà fino al al 25 Giugno è Salvatore Ferragamo.

15/03/12

Leonardo a Firenze - macchia o capolavoro?



In questi giorni sembra che la memoria giochi brutti scherzi. 

Da quando le recenti ricerche hanno rilevato a Firenze nel Salone dei Cinquecento la presenza di pigmenti simili a quelli usati da Leonardo si vuol distruggere o forse spostare un'opera, quella di Giorgio Vasari, pensando che sotto ce ne sia un'altra più bella. Ma si dimentica che quella di Leonardo è stata coperta perché distrutta o rovinata in modo grave durante la realizzazione. 

Sorge quindi spontanea la domanda alteriamo tutto uno spazio per una mediocre memoria di un'opera o lasciamo tutto bello com'è, voi che ne pensate?





Foto: Copia di Paul Rubens della parte centrale del dipinto 

09/03/12

Sarà lì ??? Tracce di colore sotto l'opera di Vasari nella sala dei cinquecento



Nei giorni scorsi sono state trovate delle tracce di colore sotto l'opera di Giorgio Vasari nel punto dove si tramanda la posizione della Battaglia di Anghiari, celebre opera perduta di Leonardo da Vinci ideata a Palazzo Vecchio, con una tecnica innovativa ma delicatissima, che nella sua realizzazione fu distrutta. Sopra, alcuni anni dopo fu fatto un muro a pochi centimetri di distanza dalla parete, così tramandano le voci popolari, e realizzato una grande opera di Giorgio Vasari. 

Ma per aver conferma aspettiamo il prossimo Lunedì alle ore 12.30, nel Salone dei Cinquecento, dove saranno rese ufficiali le ricerche realizzate dall'ingegnere Maurizio Seracini, docente dell'Universita' della California di San Diego. All'evento ci sarà il sindaco di Firenze Matteo Renzi e il vicepresidente Terry Garcia, del National Geographic Society che ha sponsorizzato l'indagine e su cui sta realizzando un importante documentario.

28/02/12

Lo stile italiano al Louvre - Da Leonardo a Ferragamo



La società di abbigliamento, Salvatore Ferragamo, sarà lo sponsor unico della mostra 'Sant'Anna - L'ultimo capolavoro di Leonardo da Vinci', dal prossimo 29 Marzo al 25 Giugno al Museo del Louvre di Parigi. 

Rientrata dopo un breve restauro che ha suscitato molte polemiche, soprattutto dopo che Segolene Bergeon Langle e Jean-Pierre Cuzin si erano dimessi dalla commissione che seguiva il recupero. 

Per questo evento, la nota società italiana di moda, è stata selezionata come sponsor unico per sostenere l'evento. In forma di ringraziamento lo spazio del salone nell'area Denon si presterà, per la prima volta nella sua storia, il 12 Giugno per una grande sfilata di moda con alcuni capi della selezionata linea Resort 2012.


Fotografia: la Vierge à l’Enfant avec sainte Anne, prima del restauro © Musée du Louvre foto di Angèle Dequier

07/01/12

Restaurare senza alterare...



Su tutti i giornali del mondo è in corso una grande polemica, sollecitata anche dalla grande mostra alla National Gallery di Londra su Leonardo da Vinci, sul restauro della noto quadro "sant'anna, la vergine e il bambino leonardo da vinci louvre" del Louvre.

Dopo la clamorosa protesta di due studiosi, che si sono dimessi dal comitato scientifico che sta seguendo il restauro, composto da un totale di 20, la notizia ha fatto il giro del mondo, mettendo in dubbio il valore di questo lavoro di restauro, che pare troppo forte e che rischia di alterare la percezione dell'opera stessa.

Il grande museo parigino, proprietario dell'opera, ha subito reso pubblico che l'intervento è stato solo di recupero. L'intera opera di restauro mira solo ha rimuovere le vernici trasparenti applicate per rinfrescare l'opera e che lo sfumato creato dall'artista non è stato alterato.

Non ci resta che attendere col fiato sospeso fino a Marzo, quando l'opera sarà resa pubblica e capire se veramente l'opera è cambiata (speriamo in meglio...).