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Visualizzazione post con etichetta Museo. Mostra tutti i post
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29/03/20

Apre l'ADI design Museum



Doveva aprire nei giorni del design milanese il nuovo ADI design Museum - Compasso d'Oro, ideato dallo studio Migliore+Servetto Architects con la collaborazione di  Italo Lupi.

Vicino al rinnovato quartiere di Porta Volta a Milano, fra le vie Ceresio e Procaccini, aprirà le sue porte con una serie di eventi collaterali nei suoi 5000 metri quadrati di spazi, fra spazi espositivi, bar, sale polifunzionali e uffici.

Sarà anche assegnato l’annuale premio del XXVI Compasso d’Oro ADI.



Con i suoi 5.135 metri quadrati di superficie, di cui 3.000 riservati alle aree espositive, sarà uno dei grandi musei d’Europa dedicati al design: oltre duemila pezzi in collezione con nuove acquisizioni a ogni edizione del premio, un'esposizione permanente con gli oggetti premiati dal 1954 a oggi, mostre tematiche, spazi per riunioni di lavoro e manifestazioni pubbliche.

27/09/17

YSL double




Dopo anni di preparazione il prossimo 3 Ottobre a Parigi e poi il 19 Ottobre a Marrakech apriranno di due musei dedicati al grande stilista francese Yves Saint Laurent, voluti dal suo compagno Pierre Bergé, che in questi anni ha venduto parte della loro vasta collezione di arte e libri per poter realizzare questa importante iniziativa.





CS

Renovation works: A museum dedicated to Yves Saint Laurent for 2017

Across 450 m2, an ever-changing display of Yves Saint Laurent’s work will present the Fondation’s rich and unique   heritage. Approximately fifty models will be exhibited, along with various accessories, sketches, photographs, and   videos. The salons where the collections were shown and the historic studio where the couturier worked will be  opened to the public, offering visitors a glimpse of his creative process. 




Set designer Nathalie Crinière and decorator Jacques Grange, long-time collaborators of the Fondation, have been   entrusted with designing the exhibition space to recreate the original atmosphere of the haute couture house.   

The Musée Yves Saint Laurent Paris will be the first museum of this scale dedicated to one of the twentieth   century’s greatest couturiers to open in the capital of fashion. It will coincide with the opening of another Museum in   Marrakech (Morocco) 
 

15/03/17

Bruno Munari al Museo Ettore Fico

Trasversali, dinamici, semplici, belli, sono alcuni degli aggettivi che possono descrivere la vasta produzione creativa di Bruno Munari, nato a Milano centodieci anni fa.
Incuriosito dalla vita ne colse le forme più semplici ed affascinanti rielaborandole in tantissimi manufatti.
La bella mostra, curata dallo storico dell’arte Claudio Cerritelli, al Museo Ettore Fico a Torino ne offre alcuni importanti attimi.


Si inizia subito con la passione per il mondo dell’aereonautica e con opere che assemblano immagini, in contemporaneo stile futurista, per proseguire con oltre 300 opere che attraversano un secolo ricco di affascinanti momenti con lavori che sono già storia.
Particolarmente interessante il ricco programma di eventi/laboratorio proposti in parallelo alla rassegna espositiva, consultate il sito del museo per ogni dettaglio


Parallelamente è proposta la mostra di un giovane artista torinese Cosimo Veneziano, in contemporanea con la galleria Alberto Peola di Torino, che indaga sulle tracce sociali inserite nel tessuto urbano.
Fino all’11 Giugno al  Museo Ettore Fico
















Opere di Cosimo Veneziano


03/03/17

Torino un unico grande museo

Spesso il web offre interessanti occasioni di conoscenza, recentemente ho scoperto questi due bei siti sulla città di Torino, vista come un grande luogo da scoprire.




Il primo è un progetto dal divertente nome PaPum offre una visione più storica creando visualizzazioni per data.  




La mappa di Museo Torino propone le tantissime presenze storiche ed artistiche che sono presenti nella città. 



11/07/16

L’arte del suono - Un museo di bellezza sonora.



Il recente riallestimento del Museo del Violino a Cremona sta suscitando molti consensi. Dopo alcuni mesi di rodaggio, ora è pienamente funzionale e attrae tantissime persone affascinate del mondo della liuteria.

Il nuovo museo è stato concepito in diverse sezioni, s’inizia con un’introduttiva alla storia degli strumenti per passare poi a una più fisica sulla tecnica di produzione, per giungere agli strumenti veri. In un’enfatica sala di raso rosso sono esposti, in protettive teche di vetro, alcuni dei più eccelsi violini, gli storici pezzi di Stradivari, Amati o Guarneri, vere e proprie opere d’arte. 


Vicino in una riservata camera armonica è allestito un punto di ascolto di famosi pezzi per violino.

L’uso sapiente di nuove tecnologie e un’esposizione molto semplice e funzionale creano un percorso di visita articolato e piacevole, non troppo tediosamente dettagliato ma nemmeno troppo superficiale.

Per concludere al meglio la visita vi segnalo la rassegna di audizioni che spesso sono organizzate nel meraviglioso auditorium del museo, una piccola sala armonica dalle sinuose forme, che quest'anno ha vinto il premio internazionale di design "Il compasso d'oro". 









26/10/15

Rendiconto del Forum dell’arte contemporanea italiana




Il Forum dell’arte contemporanea italiana — organizzato dal Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci e tenutosi a Prato dal 25 al 27 settembre 2015 — è nato da diverse esigenze: capire perché l’arte italiana abbia difficoltà ad affermarsi sul piano internazionale e a competere allo stesso livello degli altri paesi; dibattere su molteplici temi complessi (dai rapporti tra pubblico e privato alla messa in discussione dei meccanismi di nomina del curatore del Padiglione nazionale alla Biennale, dalla mancanza di dibattito critico al ripensamento dell’offerta didattica delle accademie e delle università); creare un network allargato e condiviso per formulare proposte che possano migliorare il nostro sistema e renderlo competitivo; intraprendere un percorso su scala nazionale, che prosegua anche dopo il forum, per sviluppare le proposte e trovare risposte concrete.


Confermate tutte le previsioni della vigilia dell’apertura del forum: 42 coordinatori, 400 relatori, oltre 1000 partecipanti provenienti da tutta Italia e dall’estero, centinaia di ore di registrazioni audio e video delle discussioni ai tavoli e agli incontri plenari di cui comincia ora e continuerà nel corso delle prossime settimane la pubblicazione sul sito www.forumartecontemporanea.it sotto forma di documenti audio e sintesi testuali.


L’incredibile adesione, che ha visto presente in massa sia la nuova generazione sia gli operatori da lungo tempo attivi nell’ambito dell’arte contemporanea italiana, ha testimoniato come la necessità di aprire uno spazio di confronto sincero e consapevole sia, in questo momento in Italia, un’esigenza diffusamente condivisa. Il primo importante risultato del Forum è stata dunque l'ampia partecipazione, favorita anche dalla metodologia adottata: la suddivisione in tavoli tematici che ha alimentato il coinvolgimento e la discussione capillare e analitica, mentre i momenti di restituzione in plenaria al Teatro Metastasio hanno aiutato a convergere progressivamente verso sintesi e proposte.


La struttura dei tavoli come sfida e opportunità

La tripartizione della discussione ai tavoli (criticità, obiettivi, proposte) ha spinto i relatori a indirizzarsi verso conclusioni propositive, cercando di evitare derive di 
retorica individualista. Naturalmente alcuni temi hanno favorito il raggiungimento di punti concreti, altri, più generici, non potevano che restare sul piano dell’analisi, della denuncia, dell’auspicio. Difficile è stato tener fede al principio iniziale di pensare ipotesi progettuali che potessero essere realizzate in autonomia, senza dovere fare riferimento a istituzioni e organizzazioni esterne. La maggior parte delle conclusioni dei tavoli, inevitabilmente, ha fatto riferimento a budget e decisioni legislative che dovranno essere prese da organismi amministrativi, locali o nazionali.

Le proposte specifiche

Molte le proposte specifiche scaturite dai tavoli:
 auspicio di una progettazione di medio/lungo periodo il più possibile condivisa(dal tavolo: Per una cultura del fundraising);
 capitalizzare l’esperienza degli italiani all’estero (dal tavolo: Cervelli, corpi e progetti in fuga);
 uscire dal falso problema del “conteggio” del pubblico e porsi piuttosto obiettivi chiari ma plausibili, lavorare maggiormente sui programmi che accompagnano

le mostre e non solo sulle mostre stesse (dal tavolo: Quantità di pubblico vs qualità della proposta).
In molti tavoli si sono proposti di aprire un dialogo con vari ministeri, oltre che col Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, per promuovere cambiamenti normativi a vari livelli. Ad esempio si ritiene necessaria la costituzione di un fondo indipendente nel quale far confluire i proventi derivati dalla legge del 2% dedicata al finanziamento dell’arte nella sfera pubblica (dal tavolo: Famigerata e invisibile: la legge del 2%) o l’istituzione di una commissione per la nomina del curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia, che includa anche professionisti stranieri, così da favorire anche la visibilità dell’arte italiana all’estero (dal tavolo: Il Padiglione Italia: come salvarlo dal ridicolo).

Vi sono poi obiettivi legislativi specifici nell’ambito privato: l’armonizzazione europea dell’IVA, del diritto di seguito e delle tasse su importazioni ed esportazioni di opere d’arte; l’estensione della notifica da 50 a 100 anni; eliminare l’IVA per le opere al di sotto dei 10.000 euro per promuovere la giovane arte italiana (dal tavolo: Quale mercato per l’arte?); la defiscalizzazione totale delle donazioni per incentivare donazioni e supporto filantropico e (dal tavolo: Le fondazioni private sono le nuove istituzioni) l’estensione dell’art bonus per la creazione artistica contemporanea (dal tavolo: Grants: incentivare una buona pratica).
Al di là delle questioni specifiche, alcune significative tendenze hanno attraversato tutto il Forum e possono essere considerate posizioni generali:

1. Indipendenza della cultura dalla politica 
La prima è la separazione tra politica e cultura, o, per essere più precisi, fra potere politico e produzione culturale, l’ormai ineluttabile riconoscimento della necessità che tra le due sfere si collochi un arm's length, la distanza di un braccio che garantisca la piena indipendenza di operatori e scelte artistiche dalle strategie di politica generale. È quanto è emerso con forza dal tavolo specifico Separare politica e arte, un'urgenza, ma che si è declinato un po’ in tutti i tavoli che abbiano anche solo sfiorato il tema, da quello su Censura e autocensura a quelli più specifici sui concorsi o sul Padiglione Italia della Biennale di Venezia, che reclamavano la necessità di commissioni costituite da addetti ai lavori. Ormai il sistema dell’arte italiano, su quest’argomento, è maturo, e riconosce chiaramente come influenze esterne e condizionamenti clientelari non possano che sminuire e infiacchire i progetti artistici che devono invece crescere nella piena libertà e autonomia culturale.

2. Formazione come base per lo sviluppo 
Il secondo punto che ha attraversato un po’ tutto il Forum è stata la necessità di promuovere con decisione la qualità della formazione, sia per i produttori (artisti, curatori...) che per il pubblico. L’educazione artistica in genere, e la coraggiosa applicazione di nuove metodologie nelle scuole, nelle Accademie e nelle Università, come nelle istituzioni espositive, la creazione di nuovi percorsi educativi come mezzo fondamentale per la diffusione delle arti visive; tutto ciò contribuirà all’affrancamento della cultura dalle logiche mediatiche dell’audience e dell’offerta turistica. 

3. Necessità di relazioni 
Il terzo punto è la necessità di rafforzare da un lato le relazioni con la società, con le comunità del territorio e col settore privato, promuovendo la dimensione inclusiva dell’arte contemporanea, e dall’altro sia i legami con il sistema della produzione artistica oltreconfine — favorendo l’accesso di artisti e pubblico alle piattaforme internazionali — sia i legami tra le diverse discipline, promuovendo una maggior transdisciplinarietà.

4. Costruire reti e comunità 

Infine, una questione importante che i vari tavoli del Forum hanno quasi sempre toccato è stata la necessità di costituirsi in reti, di costruire gruppi di lavoro e osservatori, continuando la discussione per elaborare proposte migliori e sempre più adeguate. Su quest’argomento si è manifestata una parziale frattura tra la giovane e la vecchia 
generazione, più incline a costituirsi in comunità la prima, più individualista la seconda.

Ma la maggior parte dei tavoli ha dichiarato che intende dare continuità al lavoro fin qui svolto, sottolineando una complessiva unità. Nei tre giorni a Prato è stata manifestata infatti da più parti la necessità che il Forum diventi una piattaforma permanente, che coordini il proseguimento dei tavoli di lavoro nei prossimi mesi con chi ha già partecipato e si apra a chi voglia aderire in futuro. La creazione di una comunità e di reti di fiducia è elemento essenziale per la costruzione di un progetto credibile e di uno scambio di pensieri efficace: in qualche modo si sta costituendo una sorta di “intelligenza esterna”, indipendente dalle singole volontà, che sta continuando a lavorare e produrrà cambiamenti sostanziali.

Il futuro: dal Forum permanente all’Arts Council italiano 

I tavoli non si chiuderanno con la conclusione del Forum, ma saranno il punto di riferimento per la continuazione di una discussione condivisa, un luogo che raccoglierà l’esperienza e le idee e le rilancerà verso iniziative, proposte e approfondimenti. Altre istituzioni si renderanno disponibili ad accogliere alcuni tavoli, magari divisi per aree, al fine di continuare il lavoro.

In questo senso il Forum si dà un orizzonte di prosecuzione a tre livelli Il primo, il più semplice e immediato: costituirsi in Forum permanente. È questo ciò che
già avviene con la trasformazione del sito dedicato al Forum (www.forumartecontemporanea.it) in piattaforma di condivisione e di scambio e la continuazione dei tavoli di discussione sia in modo virtuale che, in qualche occasione specifica, concreto. Il Forum continuerà i suoi compiti di analisi e di proposta, e diverrà un organo di coordinamento e monitoraggio delle buone pratiche, pronto a intervenire qualora certe regole di trasparenza e correttezza non siano attuate. Questo non necessita di grandi investimenti: il Centro Pecci di Prato si è già dato disponibile a porne le basi con l’auspicio che altre istituzioni si associno secondo modalità che siano loro consone.

Il secondo livello richiede un impegno economico e organizzativo più considerevole e una volontà politica chiara. Si tratta della costituzione di un’agenzia di promozione dell'arte italiana, sul modello ad esempio della Pro Helvetia, che sostenga la creatività italiana, in particolar modo all'estero.

Il terzo livello è la costituzione di un Arts Council italiano, un organismo capace di lavorare strategicamente ed efficacemente, in modo coordinato ma indipendente dal dicastero, attuando così la separazione tra cultura e potere politico più volte auspicata durante il Forum di Prato.
Da comitato promotore a comitato coordinatore 

Il Forum è stato il luogo in cui tutti hanno avuto la stessa voce, coordinatori, relatori e pubblico. I cinque promotori iniziali – Ilaria Bonacossa, Fabio Cavallucci, Anna Daneri, Cesare Pietroiusti e Pier Luigi Sacco – sentono il dovere di continuare il loro compito di coordinamento almeno finché non saranno stati raggiunti i primi risultati.

Come necessario segnale di allargamento, vengono integrati al gruppo iniziale cinque coordinatori — Alessandra Casadei, Antonella Crippa, Pietro Gaglianò, Silvia Simoncelli e Chiara Vecchiarelli — a cui è stato attribuito il compito di rappresentare le macroaree nel momento della sintesi conclusiva al Teatro Metastasio il 27 settembre scorso.

02/05/15

Museo Pietà Rondanini Michelangelo




Sabato 2 maggio l’inaugurazione del Museo dà l’avvio a ExpoinCittà: grande festa al Castello Sforzesco a una settimana di ingresso gratuito fino a domenica 10 maggio
Sarà il nuovo Museo Pietà Rondanini Michelangelo ad aprire, con una grande festa al Castello Sforzesco sabato 2 maggio, il ricco programma di iniziative ed eventi di ExpoinCittà, destinato ad animare la vita culturale milanese per tutto il semestre dell’Esposizione Universale. Il taglio del nastro si svolgerà alle ore 11, mentre dalle ore 14 fino alle ore 23 il Museo resterà aperto alla città e sarà ad ingresso gratuito per tutta la settimana fino a domenica 10 maggio.
In concomitanza con l’avvio di Expo 2015, e dopo quasi sessant’anni trascorsi nel Museo d’Arte Antica del Castello all’interno della Sala degli Scarlioni, dove abitava in una nicchia d’autore firmata BBPR, la Pietà Rondanini cambia casa, rimanendo sempre all’interno del Castello Sforzesco e trovando la sua definitiva collocazione nell’affascinante spazio dell’antico Ospedale Spagnolo. L’ultimo emozionante capolavoro di Michelangelo viene così ridonato a Milano in un nuovo spazio espositivo dedicato, riscoperto, restaurato e restituito alla città nel raffinato allestimento di Michele De Lucchi, capace di dare piena valorizzazione al significato espressivo e alla straordinaria potenza iconica della Pietà.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione portata avanti per quasi tre anni fra Istituzioni pubbliche e realtà private, in particolare dal Comune di Milano insieme alle Soprintendenze, al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR) e al Politecnico di Milano – Centro Beni Culturali per le attività di diagnostica, monitoraggio e ingegneria. Fondamentale è stato inoltre il contributo della Fondazione Cariplo, partner istituzionale del Castello Sforzesco nel progetto di restauro architettonico e di rinnovamento museografico. Un insieme di voci e di diverse competenze che hanno saputo confrontarsi con sinergia su temi di conservazione, restauro, progettazione e ingegnerizzazione, in grado di garantire la più alta valorizzazione dell’opera e al tempo stesso la sua massima sicurezza.
Per questa occasione è stata infatti progettata una speciale piattaforma antisismica e antivibrante con un basamento cilindrico super tecnologico su cui poggia la scultura. La progettazione delle strutture di protezione dell’opera è dell’azienda giapponese Thk con Miyamoto International e il piedistallo è realizzato dall’italiana Goppion. La realizzazione di questa innovativa tecnologia è stata seguita in ogni sua fase esecutiva dal Politecnico di Milano. Il tutto in stretta collaborazione anche con Arterìa che si è occupata della delicata movimentazione dell’opera e con Sabina Vedovello (CBC) per gli aspetti conservativi in tutte le fasi del progetto.

«La Pietà Rondanini cambia casa. Un trasferimento sempre all’interno delle mura del Castello, ma in realtà un grande viaggio per questo capolavoro che trova oggi la sua collocazione definitiva in uno spazio ‘ritrovato’, completamente restaurato e restituito alla città: l’antico, cinquecentesco Ospedale Spagnolo del Castello – dichiarano gli assessori Filippo Del Corno (Cultura) e Carmela Rozza (Lavori Pubblici e Arredo Urbano) –. Un allestimento che cambia completamente la percezione di questa icona dell’arte mondiale e che valorizza in modo straordinario la potenza struggente dell’opera alla quale Michelangelo lavorò fino agli ultimi giorni della sua vita. Un progetto – hanno concluso gli assessori – che non sarebbe stato possibile realizzare se non grazie all’eccezionale lavoro di squadra tra istituzioni pubbliche e private, che sta diventando il modello produttivo della proposta artistica e culturale di Milano».
Il delicato e complesso percorso affrontato per dare la giusta valorizzazione alla Pietà Rondanini con un Museo dedicato giunge finalmente a compimento in un anno particolarmente importante per Milano. «Per quanto sia apparso evidente fin da subito, sorprende oggi vedere come l’incontro fra il capolavoro di Michelangelo, l’affascinante spazio dell’antico Ospedale Spagnolo e il raffinato allestimento di Michele De Lucchi crei una perfetta armonia fra architettura e opera, permettendo finalmente alla Pietà di sprigionare completamente la sua forza espressiva e di trasmetterla a coloro che la osservano», afferma Claudio Salsi, Direttore Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici. «Questo risultato non sarebbe stato possibile senza la preziosa guida dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR), che ha seguito costantemente tutte le fasi di tutela e conservazione preventiva in vista dello spostamento dell’opera, compreso lo studio dell’innovativo basamento tecnologico che sostiene la Pietà e il progetto di monitoraggio della superficie dell’opera realizzato in stretta collaborazione con il Politecnico di Milano – Centro Beni Culturali e con gli altri partner coinvolti».
«Il nuovo allestimento ribalta completamente la visione ad oggi consueta dell’opera: entrando i visitatori vedranno infatti la scultura di spalle e scorgeranno per prima cosa ciò che Michelangelo scolpì per ultima, la schiena della Madonna ricurva sul Cristo, rendendo ancora più intensa l’emozione per l’opera», afferma l’architetto Michele De Lucchi. «Solo girando attorno alla statua si vedrà la parte anteriore, con il Cristo cadente sostenuto dalla Madre: una prospettiva assolutamente inedita, voluta per mettere in risalto quella dimensione della scultura, incompiuta, prima impossibile da osservare nella sua completezza».
«Come Istituzione impegnata da anni nel sostegno a progetti culturali, sociali e ambientali sul territorio, abbiamo deciso di offrire il nostro supporto al restauro dell’Ospedale Spagnolo, nuova sede della Pietà Rondanini, contribuendo a restituire al mondo un capolavoro», afferma Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo. «Confidiamo che in un anno straordinariamente rappresentativo per Milano, il Castello Sforzesco e la Pietà Rondanini possano davvero rendere la bellezza un veicolo universale di accoglienza, inclusione, condivisione, partecipazione, a beneficio dei milanesi e di quanti affolleranno la città».
Restituire alla città un’opera straordinaria come la Pietà Rondanini nel suo massimo splendore non è solo un importante appuntamento per il mondo dell’arte, ma ha un profondo significato per Milano, che diventa città simbolo di dialogo tra arte, economia e società», dichiara Alberto Meomartini, Vice Presidente della Camera di commercio di Milano. «Questo è lo spirito di ExpoinCittà: creare interconnessioni tra mondi diversi, mischiare cultura, imprese, città in modo virtuoso. La rivalutazione espositiva dell’opera è infatti un tema anche economico: attirerà ancora di più turisti, investimenti, capitali. Da oggi abbiamo una nuova icona, un nuovo biglietto da visita di Milano nel mondo, un nuovo elemento di orgoglio per i milanesi e per il nostro territorio».


La Pietà Rondanini e l’antico Ospedale Spagnolo
Estremo capolavoro e ultima creazione incompiuta del genio toscano, la Pietà Rondanini è un’opera drammaticamente singolare, dotata di un senso che trascende la bellezza in quanto espressione dell’amore umano: racchiude infatti in un unico blocco di marmo le figure del Cristo e della Vergine, quasi fuse in un solo abbraccio.
La Pietà Rondanini rappresenta il testamento spirituale del maestro, intento a scolpirne i tratti sino a pochi giorni prima della morte, avvenuta nel 1564. L’opera non finita fu infatti ritrovata nella sua abitazione romana, ma se ne persero poi le tracce per lunghi anni fino a quando ricomparve presso l’abitazione del marchese Giuseppe Rondinini (questa la denominazione corretta), raffinato collezionista romano. Nei secoli successivi visse un lungo avvicendarsi di passaggi di proprietà, quasi nell’oblio, fino a quando nel 1952 la scultura venne acquistata dal Comune di Milano ed esposta per la prima volta nel 1956 in occasione della riapertura dei Musei del Castello nel secondo dopoguerra.
All’interno dell’antico Ospedale Spagnolo, con i suoi delicati affreschi, l’intensità struggente dell’opera incontra un’architettura ideale, che sembrava attenderla da tempo. In quegli spazi collegati alla sofferenza, realizzati per i soldati della guarnigione spagnola del Castello colpiti dalla peste nella seconda metà del ‘500 proprio pochi anni dopo il momento in cui Michelangelo a Roma lavorava alla Pietà Rondanini, appare come una casualità particolarmente suggestiva la scoperta che, quasi in corrispondenza con la sommità della Pietà, si scorgono, riferite a Cristo, le parole «ascese al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente», espressione di fede, a quel tempo a conforto di soldati malati.
Il precedente allestimento della Pietà Rondanini firmato da BBPR, che ha ospitato la scultura nella Sala degli Scarlioni per circa sessant’anni, troverà invece nuova destinazione con un progetto di valorizzazione in corso di definizione legato alla storia della Pietà, alle caratteristiche del Museo e alla sua importanza per Milano.


L’allestimento di Michele De Lucchi
All’interno della sala dell’antico Ospedale Spagnolo, l’allestimento è essenziale, per rispettare la sacralità della Pietà e indurre alla meditazione. Sulla parete opposta all’ingresso, una quinta nasconde la Porta di Santo Spirito, accogliendo la maschera funeraria e una medaglia che ritrae Michelangelo, realizzate rispettivamente da Daniele da Volterra e da Leone Leoni. Lo spazio è quasi del tutto vuoto, salvo la presenza di tre panche in rovere poste davanti all’opera, con altezze graduate per permettere una visuale completa, e di un leggio che ospita le informazioni riguardanti le sue vicende storiche. Il pavimento in legno di rovere dalla tonalità chiara dona calore all’ambiente e produce un contrasto materico che valorizza il bianco del marmo.
Per salvaguardare il capolavoro da eventuali effetti legati al passaggio della vicina metropolitana e da eventuali scosse sismiche è stata inoltre realizzato, sulla base dei dati scientifici raccolti a livello internazionale dal Politecnico di Milano, un avanzatissimo sistema di protezione, integrato, da rischi sismici e da vibrazioni verticali provenienti dal terreno.

Procedure di tutela e soluzioni di ingegnerizzazione, senza precedenti noti nella museotecnica, sono state affrontate in collaborazione tra Politecnico di Milano, Comune di Milano, Soprintendenza del Castello Sforzesco e Istituto Superiore di Conservazione e Restauro, che ha curato la supervisione di tutto il progetto, dall’inizio alla sua conclusione.
Il sistema di illuminazione della scultura, appositamente realizzato da Artemide per il nuovo allestimento espositivo firmato da Michele De Lucchi, è studiato per evitare le ombre, mentre all’interno della sala si diffonde una luce quanto più possibile naturale che valorizza le decorazioni murali senza entrare in contrasto con la centralità della Pietà. La luce Artemide è posizionata in modo da garantire una perfetta coerenza di illuminazione tra il retro e il fronte della scultura, che si presenta al pubblico esposta di schiena. I corpi illuminanti diffondono una “luce silenziosa”, non appariscente, che mette in risalto l’intensità espressiva e drammatica della Pietà di Michelangelo.
Al Castello Sforzesco una nuova caffetteria e un bookshop rinnovato
Con un’offerta culturale sempre più ricca e dinamica, il Castello Sforzesco diventa ancora più accogliente grazie all’avvio di nuovi servizi per il pubblico di cittadini e turisti.
In particolare, venerdì 17 aprile alle ore 19.30 inaugura la nuova caffetteria Calicantus Sforzesco nel giardino di fronte all’ingresso dei Musei della Corte Ducale. Allestita in un’architettura contemporanea, leggera e accogliente, confortevole e di design, offre un momento di ristoro e di piacevole sosta per tutta la giornata.
All’ingresso dei Musei del Castello è inoltre attivo il nuovo bookshop gestito da Civita, dove l’ampia offerta editoriale e di merchandising è incorniciata in un allestimento completamente rinnovato dallo Studio De Lucchi. In occasione dell’apertura del nuovo Museo dedicato alla Pietà Rondanini, saranno disponibili la pubblicazione ufficiale Michelangelo, la Pietà Rondanini nell’Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco, edita da Officina Libraria e curata da Claudio Salsi, e la guida dedicata all’ultimo capolavoro di Michelangelo, edita da Marsilio; per la visita della Pietà Rondanini sarà inoltre disponibile una guida multimediale ricca di contenuti e immagini.


INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
Museo Pietà Rondanini Michelangelo
Milano, Castello Sforzesco, Cortile delle Armi

2 – 10 maggio 2015
Sabato 2 maggio apertura inaugurale alla città dalle ore 14 e fino alle ore 23
Ingresso gratuito al Museo Pietà Rondanini tutti i giorni (lunedì 4 maggio compreso) fino a domenica 10 maggio

Orari dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00)
Giovedì 6 apertura prolungata dalle ore 9.00 fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso ore 22)
Dal 12 maggio 2015
L’ingresso al Museo della Pietà Rondanini è compreso nel biglietto unico per i Musei del Castello Sforzesco al costo di 5 euro (ridotto 3 euro) acquistabile presso la biglietteria dei Musei del Castello Sforzesco
Credito fotografico: Roberto Mascaroni

13/11/14

Continuo rinnovamento al Museo Egizio di Torino


Per decenni due dei musei più belli di Torino si sono contesi i meravigliosi, ma limitati spazi, del Palazzo dell’Accademia delle Scienze.
Ora in una strategia di valorizzazione generale del patrimonio artistico torinese, le due vaste collezioni sono state ripensate e si sta procedendo a riproporle nel loro incanto in due nuovi rinnovamenti architettonici.
Si tratta del Museo Egizio e della Galleria Sabauda che erano proposti in modo parziale e affollato ma che ora torneranno nel loro splendore, il primo prendendo possesso pieno dell’edificio dell’Accademia l’altro nei nuovifuturi rinnovati spazi del vicino Palazzo Reale che saranno completati alla fine del 2015.
Senza essere mai stato chiuso il Museo Egizio, il secondo al mondo per raccolta archeologica di materiale, si sta riordinando e prendendo spazio dalle stanze liberate dalla magnifica raccolta sabauda.
I lavori procedono di gran lena e si concluderanno il prossimo anno. Sarà quindi il  prossimo 1 Aprile, il grande giorno dell'inaugurazione, ma non si tratterà di un pesce ma bensì di un importante momento di orgoglio per questo museo che senza mai chiudere, anzi incrementando il suo pubblico, è riuscito in un’impresa di grande respiro e capacità tecnica.
Da poche settimane ha aperto il Piano Ipogeo e ora si stanno concludendo il lavoro sul primo piano a cui seguirà il completamento di tutto gli altri spazi e la creazione di luoghi per mostre temporanee.

Per gestire al meglio questa particolare situazione di transito è stato ideato, per il foto pubblico, un percorso temporaneo dal titolo “Immortali. L’Arte e i Saperi degli Antichi Egizi” che durerà fino alla fine dell’anno.

Immersi nel dinamismo del rinnovamento il complesso museale ospita questa stupenda mostra sul tema dell’immortalità, un progetto che occupa già il grande modernissimo ipogeo, già anticipo dei suggestivi futuri allestimenti, e la sezione al piano terra della famosa tomba di Ka. Il progetto espositivo si conclude poi nella fantastiche gallerie scultoree allestite dal noto scenografo  Dante Ferretti. Due magnifiche stanza che ricreano un notte africana circondati da una parata delle antichissime statue egizie.
La mostra è un interessatissimo percorso sulla tradizione artistica egizia. Una affascinante raccolta temporanea che narra delle grandi capacità tecniche e delle grande abilità artigianali per realizzare i pregiatissimi manufatti; arredi delle corti dei faraoni, oggetti quotidiani e monumenti.
Quando i lavori avranno termine la città di Torino avrà nel suo cuore storico, una serie d’importanti spazi culturali e artistici quali i due citati meravigliosi musei, il favoloso Palazzo Madama e la sua ricca collezione di manufatti pregiati, la spettacolare Armeria Reale e l’incredibileBiblioteca Reale con disegni di Leonardo, Michelangelo e tanti altri artisti.

08/08/14

MEF - Prossimamente museo, un nuovo museo a Torin


Fervono i lavori di completamento del futuro Museo Ettore Fico, prossimo luogo propulsore di processi positivi per la crescita culturale e l’ aggregazione sociale, legati alla passione dell’arte.
Il futuro museo torinese sorgerà in via Cigna 114 in una zona urbana denominata Spina 4, attualmente al centro di un vasto programma di riqualificazione di un’area industriale dismessa. Prossimo ai Docks Dora, sede di innumerevoli studi d’artista, il MEF si inserirà in un contesto sociale di grande interesse e di notevole vivacità multietnica.
Alcune gallerie d’arte contemporanea hanno spostato le loro sedi nella stessa area; nuovi laboratori artistici e musicali hanno trovato nel quartiere una collocazione ideale per la sperimentazione e per la ricerca. Il MEF è posizionato strategicamente, poiché è il primo museo che si incontra entrando in città per chi proviene, oltre che da Milano, anche da Novara, Vercelli, Chivasso e tutta la Regione est piemontese.
È prevista inoltre la realizzazione di una fermata della nuova metropolitana a pochi isolati (in p.zza Conti di Rebaudengo) e del nuovo tratto viabile del passante ferroviario coperto, che collegherà il MEF al centro cittadino in pochi minuti.
Il MEF proporrà un’offerta culturale a carattere internazionale attraverso la realizzazione di mostre, eventi culturali, seminari, tavole rotonde e incontri, volta a interessare un vasto numero di persone attente all’arte.
Sarà corredato dai servizi quali un bistrot, un concept-store, un’area didattica, sala conferenze, una bella zona relax, elementi utili per eventuali occasioni di catering esterni,  con una accessibilità completa a tutte le aree.
Disposto ortogonalmente a via Cigna, l’edificio ha pianta rettangolare con lato stretto di 10 metri circa e lunghezza di 100 metri; l’altezza è cospicua: 17 metri circa. Le proporzioni sono percettivamente amplificate dalla copertura a botte. Ampie vetrate e affacci panoramici favoriscono prospettive visuali di ampio raggio e ariosi giochi di luce.  Un fabbricato di minori dimensioni, costituito da due piani fuori terra, è collegato direttamente al volume principale. Completa l’immobile una vasta terrazza che affaccia su via Cigna, offrendo l’opportunità di relazione visiva privilegiata con il paesaggio urbano.
La progettazione ha curato in modo particolare lo studio e la valorizzazione dell’illuminazione naturale ed artificiale ed i relativi sistemi di modulazione e gestione della luminosità più adatta alla fruizione museale. Il progetto architettonico è di Alex Cepernich e Andrea Busto.
www.museofico.it

22/06/14

Il moderno arriva a Firenze, un nuovo museo a Firenze



Il prossimo 24 giugno apre a Firenze il MUSEO NOVECENTO nel complesso monumentale delle Leopoldine in piazza Santa Maria Novella, dove è già presente l’Archivio Alinari.

Si tratta di un grande complesso costituito da 15 ambienti dove sono proposte oltre 300 opere d’arte moderna, da De Chirico a Morandi, passando per figure come Emilio Vedova, Magnelli, Barni, Salvadori. La raccolta provieni anche dal nucleo realizzato da Carlo Ludovico Ragghianti, dopo l’alluvione del 1966, costiuita con l’apporto di tantissime donazioni.

Molta attenzione è stata posta sull’aspetto didattico e informativo, con un supporto di diversi dispositivi multimediali.

Nella giornata di inaugurazione dopo il taglio del nastro sarà possibile visitare il museo gratuitamente dalle ore 12 alle 22.

www.museonovecento.it