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08/02/17

Gam di Roma - Oltre il tempo




Col titolo "Time is Out of Joint" è stata riallestita, dalla nuova direttrice Cristiana Collu, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, realizzando una trasformazione molto articolata che ripensa gli spazi espositivi e la collezione del museo. 




Il titolo prende spunto da un verso William Shakespeare “The time is out of joint” tratto dall'Amleto, in cui il tempo viene visto come oltre la linearità, percepito come una stratificazione di eventi, realizzando così una alterità fra le opere presenti da Giacomo Balla a Gustav Klimt,  da Lucio Fontana a Sophie Ristelhueber.

Il risultato è un pochino datato, ma di piacevole effetto. 





Foto di  Fernando Guerra

05/08/16

Rai 1 un'estate contemporanea





RADIO1RAI presenta un'ESTATE dedicata all'ARTE CONTEMPORANEA dal 5 agosto in onda ContempoRaicon con Nicolas Ballario


Le vite fatte di eccessi dei grandi artisti contemporanei, accompagnati da una colonna sonora speciale: aneddoti e particolari di Francis Bacon, Yoko Ono, Frida Kahlo, Richard Avedon, Maurizio Cattelan, Jackson Pollock e molti altri in onda dal lunedì al venerdì alle 18.00

Vite esagerate, fatte di eccessi e profondità, di sregolatezza e poesia: spesso gli artisti contemporanei non hanno nulla da invidiare alle grandi rock star nelle loro esistenze, che diventano più avvincenti di un romanzo. 

Radio1Rai dedica l’estate all’arte e lo fa raccontando aneddoti e particolari di Francis Bacon o Yoko OnoFrida Kahlo o Richard AvedonMaurizio Cattelan oJackson Pollock e molti altri. Le loro straordinarie biografie e le loro creazioni saranno scandite dalla musica, protagonista in questi racconti che scansano il linguaggio complicato che spesso avvolge l’arte contemporanea, per rivolgersi agli ascoltatori con un lessico semplice e diretto. ContempoRai, questo il nome del programma, andrà in onda dal lunedì al venerdì alle 18.00, a partire dal 5 agosto.

Ai microfoni Nicolas Ballario, giovane critico, già conduttore per Radio1 di ‘Non Sono Obiettivo’ con Oliviero Toscani e della scorsa edizione di ContempoRai con Achille Bonito Oliva. 

Saranno molti gli artisti trattati e sarà dato spazio anche ad alcuni Maestri Italiani, come Mario Schifano o Oliviero Toscani. Non mancheranno inserimenti particolari, come l’inventore dei Simpson Matt Groening, la regina del collezionismo Peggy Guggheneim o la fotografa Vivian Maier, scoperta solo dopo la sua morte avvenuta nel 2009, quando vennero per caso scoperti in un vecchio armadio migliaia di splendidi scatti realizzati mentre lavorava come bambinaia. 


A cura di: Lorenzo Lucidi 
Di e con: Nicolas Ballario 
Regia di: Davide Verticelli


26/10/15

Rendiconto del Forum dell’arte contemporanea italiana




Il Forum dell’arte contemporanea italiana — organizzato dal Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci e tenutosi a Prato dal 25 al 27 settembre 2015 — è nato da diverse esigenze: capire perché l’arte italiana abbia difficoltà ad affermarsi sul piano internazionale e a competere allo stesso livello degli altri paesi; dibattere su molteplici temi complessi (dai rapporti tra pubblico e privato alla messa in discussione dei meccanismi di nomina del curatore del Padiglione nazionale alla Biennale, dalla mancanza di dibattito critico al ripensamento dell’offerta didattica delle accademie e delle università); creare un network allargato e condiviso per formulare proposte che possano migliorare il nostro sistema e renderlo competitivo; intraprendere un percorso su scala nazionale, che prosegua anche dopo il forum, per sviluppare le proposte e trovare risposte concrete.


Confermate tutte le previsioni della vigilia dell’apertura del forum: 42 coordinatori, 400 relatori, oltre 1000 partecipanti provenienti da tutta Italia e dall’estero, centinaia di ore di registrazioni audio e video delle discussioni ai tavoli e agli incontri plenari di cui comincia ora e continuerà nel corso delle prossime settimane la pubblicazione sul sito www.forumartecontemporanea.it sotto forma di documenti audio e sintesi testuali.


L’incredibile adesione, che ha visto presente in massa sia la nuova generazione sia gli operatori da lungo tempo attivi nell’ambito dell’arte contemporanea italiana, ha testimoniato come la necessità di aprire uno spazio di confronto sincero e consapevole sia, in questo momento in Italia, un’esigenza diffusamente condivisa. Il primo importante risultato del Forum è stata dunque l'ampia partecipazione, favorita anche dalla metodologia adottata: la suddivisione in tavoli tematici che ha alimentato il coinvolgimento e la discussione capillare e analitica, mentre i momenti di restituzione in plenaria al Teatro Metastasio hanno aiutato a convergere progressivamente verso sintesi e proposte.


La struttura dei tavoli come sfida e opportunità

La tripartizione della discussione ai tavoli (criticità, obiettivi, proposte) ha spinto i relatori a indirizzarsi verso conclusioni propositive, cercando di evitare derive di 
retorica individualista. Naturalmente alcuni temi hanno favorito il raggiungimento di punti concreti, altri, più generici, non potevano che restare sul piano dell’analisi, della denuncia, dell’auspicio. Difficile è stato tener fede al principio iniziale di pensare ipotesi progettuali che potessero essere realizzate in autonomia, senza dovere fare riferimento a istituzioni e organizzazioni esterne. La maggior parte delle conclusioni dei tavoli, inevitabilmente, ha fatto riferimento a budget e decisioni legislative che dovranno essere prese da organismi amministrativi, locali o nazionali.

Le proposte specifiche

Molte le proposte specifiche scaturite dai tavoli:
 auspicio di una progettazione di medio/lungo periodo il più possibile condivisa(dal tavolo: Per una cultura del fundraising);
 capitalizzare l’esperienza degli italiani all’estero (dal tavolo: Cervelli, corpi e progetti in fuga);
 uscire dal falso problema del “conteggio” del pubblico e porsi piuttosto obiettivi chiari ma plausibili, lavorare maggiormente sui programmi che accompagnano

le mostre e non solo sulle mostre stesse (dal tavolo: Quantità di pubblico vs qualità della proposta).
In molti tavoli si sono proposti di aprire un dialogo con vari ministeri, oltre che col Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, per promuovere cambiamenti normativi a vari livelli. Ad esempio si ritiene necessaria la costituzione di un fondo indipendente nel quale far confluire i proventi derivati dalla legge del 2% dedicata al finanziamento dell’arte nella sfera pubblica (dal tavolo: Famigerata e invisibile: la legge del 2%) o l’istituzione di una commissione per la nomina del curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia, che includa anche professionisti stranieri, così da favorire anche la visibilità dell’arte italiana all’estero (dal tavolo: Il Padiglione Italia: come salvarlo dal ridicolo).

Vi sono poi obiettivi legislativi specifici nell’ambito privato: l’armonizzazione europea dell’IVA, del diritto di seguito e delle tasse su importazioni ed esportazioni di opere d’arte; l’estensione della notifica da 50 a 100 anni; eliminare l’IVA per le opere al di sotto dei 10.000 euro per promuovere la giovane arte italiana (dal tavolo: Quale mercato per l’arte?); la defiscalizzazione totale delle donazioni per incentivare donazioni e supporto filantropico e (dal tavolo: Le fondazioni private sono le nuove istituzioni) l’estensione dell’art bonus per la creazione artistica contemporanea (dal tavolo: Grants: incentivare una buona pratica).
Al di là delle questioni specifiche, alcune significative tendenze hanno attraversato tutto il Forum e possono essere considerate posizioni generali:

1. Indipendenza della cultura dalla politica 
La prima è la separazione tra politica e cultura, o, per essere più precisi, fra potere politico e produzione culturale, l’ormai ineluttabile riconoscimento della necessità che tra le due sfere si collochi un arm's length, la distanza di un braccio che garantisca la piena indipendenza di operatori e scelte artistiche dalle strategie di politica generale. È quanto è emerso con forza dal tavolo specifico Separare politica e arte, un'urgenza, ma che si è declinato un po’ in tutti i tavoli che abbiano anche solo sfiorato il tema, da quello su Censura e autocensura a quelli più specifici sui concorsi o sul Padiglione Italia della Biennale di Venezia, che reclamavano la necessità di commissioni costituite da addetti ai lavori. Ormai il sistema dell’arte italiano, su quest’argomento, è maturo, e riconosce chiaramente come influenze esterne e condizionamenti clientelari non possano che sminuire e infiacchire i progetti artistici che devono invece crescere nella piena libertà e autonomia culturale.

2. Formazione come base per lo sviluppo 
Il secondo punto che ha attraversato un po’ tutto il Forum è stata la necessità di promuovere con decisione la qualità della formazione, sia per i produttori (artisti, curatori...) che per il pubblico. L’educazione artistica in genere, e la coraggiosa applicazione di nuove metodologie nelle scuole, nelle Accademie e nelle Università, come nelle istituzioni espositive, la creazione di nuovi percorsi educativi come mezzo fondamentale per la diffusione delle arti visive; tutto ciò contribuirà all’affrancamento della cultura dalle logiche mediatiche dell’audience e dell’offerta turistica. 

3. Necessità di relazioni 
Il terzo punto è la necessità di rafforzare da un lato le relazioni con la società, con le comunità del territorio e col settore privato, promuovendo la dimensione inclusiva dell’arte contemporanea, e dall’altro sia i legami con il sistema della produzione artistica oltreconfine — favorendo l’accesso di artisti e pubblico alle piattaforme internazionali — sia i legami tra le diverse discipline, promuovendo una maggior transdisciplinarietà.

4. Costruire reti e comunità 

Infine, una questione importante che i vari tavoli del Forum hanno quasi sempre toccato è stata la necessità di costituirsi in reti, di costruire gruppi di lavoro e osservatori, continuando la discussione per elaborare proposte migliori e sempre più adeguate. Su quest’argomento si è manifestata una parziale frattura tra la giovane e la vecchia 
generazione, più incline a costituirsi in comunità la prima, più individualista la seconda.

Ma la maggior parte dei tavoli ha dichiarato che intende dare continuità al lavoro fin qui svolto, sottolineando una complessiva unità. Nei tre giorni a Prato è stata manifestata infatti da più parti la necessità che il Forum diventi una piattaforma permanente, che coordini il proseguimento dei tavoli di lavoro nei prossimi mesi con chi ha già partecipato e si apra a chi voglia aderire in futuro. La creazione di una comunità e di reti di fiducia è elemento essenziale per la costruzione di un progetto credibile e di uno scambio di pensieri efficace: in qualche modo si sta costituendo una sorta di “intelligenza esterna”, indipendente dalle singole volontà, che sta continuando a lavorare e produrrà cambiamenti sostanziali.

Il futuro: dal Forum permanente all’Arts Council italiano 

I tavoli non si chiuderanno con la conclusione del Forum, ma saranno il punto di riferimento per la continuazione di una discussione condivisa, un luogo che raccoglierà l’esperienza e le idee e le rilancerà verso iniziative, proposte e approfondimenti. Altre istituzioni si renderanno disponibili ad accogliere alcuni tavoli, magari divisi per aree, al fine di continuare il lavoro.

In questo senso il Forum si dà un orizzonte di prosecuzione a tre livelli Il primo, il più semplice e immediato: costituirsi in Forum permanente. È questo ciò che
già avviene con la trasformazione del sito dedicato al Forum (www.forumartecontemporanea.it) in piattaforma di condivisione e di scambio e la continuazione dei tavoli di discussione sia in modo virtuale che, in qualche occasione specifica, concreto. Il Forum continuerà i suoi compiti di analisi e di proposta, e diverrà un organo di coordinamento e monitoraggio delle buone pratiche, pronto a intervenire qualora certe regole di trasparenza e correttezza non siano attuate. Questo non necessita di grandi investimenti: il Centro Pecci di Prato si è già dato disponibile a porne le basi con l’auspicio che altre istituzioni si associno secondo modalità che siano loro consone.

Il secondo livello richiede un impegno economico e organizzativo più considerevole e una volontà politica chiara. Si tratta della costituzione di un’agenzia di promozione dell'arte italiana, sul modello ad esempio della Pro Helvetia, che sostenga la creatività italiana, in particolar modo all'estero.

Il terzo livello è la costituzione di un Arts Council italiano, un organismo capace di lavorare strategicamente ed efficacemente, in modo coordinato ma indipendente dal dicastero, attuando così la separazione tra cultura e potere politico più volte auspicata durante il Forum di Prato.
Da comitato promotore a comitato coordinatore 

Il Forum è stato il luogo in cui tutti hanno avuto la stessa voce, coordinatori, relatori e pubblico. I cinque promotori iniziali – Ilaria Bonacossa, Fabio Cavallucci, Anna Daneri, Cesare Pietroiusti e Pier Luigi Sacco – sentono il dovere di continuare il loro compito di coordinamento almeno finché non saranno stati raggiunti i primi risultati.

Come necessario segnale di allargamento, vengono integrati al gruppo iniziale cinque coordinatori — Alessandra Casadei, Antonella Crippa, Pietro Gaglianò, Silvia Simoncelli e Chiara Vecchiarelli — a cui è stato attribuito il compito di rappresentare le macroaree nel momento della sintesi conclusiva al Teatro Metastasio il 27 settembre scorso.

21/10/14

... tout le monde a Paris

scatto da la Fiac 2013

Parigi val bene una mostra, si potrebbe dire vista la vasta messe di occasione espositive che si avvieranno quest'autunno.

La novità di quest'anno per la FIAC è l'iniziativa (OFF)ICIELLE che vivacizzerà le giornate parigine, a queste si affiancano la grande inaugurazione della nuova Fondation Louis Vuitton realizzata su un progetto di Frank Gehry, la riapertura dell’l’Hôtel Salé, che ospita il Musée Picasso. Si concludono i grandi eventi con i festeggiamenti dei 30 anni della Fondation Cartier.

Palais de Tokyo 

Fra gli eventi espositivi in corso molto piacevole è la mostra « Inside », al Palais de Tokyo, al vicino Musée d’Art Moderne c’è la prima retrospettiva sull’artista canadese David Altmedj, mentre il Musée Rodin propone nei suoi giardini le installazioni di Dewar & Gicquel.


Marcel Duchamp al Centre Pompidou


Centre Pompidou guarda ai primi del novecento con le mostre su Marcel Duchamp e Robert Delaunay dove è anche presente Latifa Echakhch vincitore del Prix Marcel Duchamp 2013, che quest’anno vede fra i finalisti gli artisti Théo Mercier, Julien Prévieux, Florian et Michaël Quistrebert e Evariste Richer.


Suggestioni molto stimolanti all’Institut du Monde Arabe con un focus sull’arte contemporanea in Marocco. 


Ma c'è anche Niki de Saint-Phalle al Grand Palais, dal 17 Settembre, la mostra sui Borgia al Maillol. 

Perugino al Jacquemart- André

E che dire della mostra sui Maya al Museo del Quai Branly e per chi ama la tradizione una bella e raffinata esposizione sul Perugino al Jacquemart-André.



23/06/14

L’arte contemporanea banalmente quotidiana.


 Lasciati i grandi temi sociali, l’arte contemporanea pare sempre più interessarsi al quotidiano.

Ma se all’inizio, certi artisti hanno saputo infonde, nelle opere realizzate, intense emozioni, forse derivanti dal loro percorso di vita, penso a figure come Felix Gonzales Torres o Sophie Calle, altri giovanili recenti emuli hanno declinato al tedio insignificante di una moltitudine di ordinari oggetti.

La recente fiera di ArtBasel, con le relative costellazioni di eventi paralleli, hanno proposto una serie di opere che si avvicinano troppo alla quotidianità, scivolando forse anche nell’ovvietà, per non dire dei nomi più noti che oramai non riescono che a proporre l’ennesima versione della solita opera.

Questo banale impressione, produce una certa ironia, se si valutano con i prezzi assolutamente eccezionali con i quali sono commercializzati.

Ci si domanda come mai un ricco miliardario dovrebbe spendere ingenti somme per prodotti assolutamente ovvi, sicuramente non è un gesto culture, non paiono status quo e rarissimamente sono opere d’arte.

Sarà, forse, ovvia stupidità della diffusa ignoranza legata alla rapidità del consumismo?

Una volta esistevano i mecenati, i collezionisti che investivano ingenti somme per opere d’arti, cioè oggetti eccezionali, unici, che riflettevano l’unicità del suo possessore che condivideva questa eccellenza e questa capacità di selezionare.

Oggi, evidentemente, il sistema dell’arte sfruttato questa memoria di prestigio, declinandola a un consumismo di bassa qualità e di diffusa riproduzione.

Chiaro segnale è percepire come in quest’ultimo decennio non si siano più viste opere d’arte da conservare e rivedere.

Chissà se ci sono ancora amatori d’arte che fuori da questa moda sanno creare delle raccolte d’arte uniche ed emozionate, creando un’idea di gusto e di sensibilità innovativa o se il tedio oramai è ovunque?


16/06/14

Il fattore umano: la figura in Scultura Contemporanea alla Hayward Gallery

 Paul McCarthy, That Girl (T.G. Awake), 2012–13, © the artist, Courtesy the artist and Hauser & Wirth, 
Photo: Genevieve Hanson

L’uomo ha da sempre esplorato il mondo, ma spesso ha scoperto che il mondo è già in se stesso, l’arte in particolar modo ha fatto del corpo umano uno dei suoi temi centrali, soprattutto attraverso la scultura.

Su questo assunto, la mostra “The Human Factor”, sarà l’occasione contemporanea per riflettere proprio su come percepiamo e viviamo il nostro corpo.

La rassegna riunirà alcune delle opere contemporanee più celebri, ideate dagli artisti internazionali più noti, che hanno proposto nuovi modi di utilizzare la figura nella scultura contemporanea.

Maurizio Cattelan, Him, 2001, © the artist, Courtesy Maurizio Cattelan's Archive

Nell'affrontare il corpo, il soggetto più frequentemente rivisitata nella storia dell'arte, questi artisti affrontano la questione di come noi rappresentiamo oggi l’'umano', la propria “presenza”.

La scultura figurativa può essere quasi antica come il corpo umano, ma è ancora un tema fresco e vitale, grazie all’uso di nuovi materiali, tecniche e idee artistiche applicate a questo tema.

La mostra, fra le prime del suo genere su questa scala, si concentra sulla scultura che esplora una serie di problemi sociali, politici, culturali e storiche e incorpora diversi riferimenti che spaziano dalla fantascienza ai monumenti di guerra, dalla fotografia popolare alla storia dell'arte.

La mostra comprende le immagini inquietanti di personaggi storici e politici, tra cui Adolf Hitler, John F. Kennedy, Dick Cheney e Gesù, così come archetipi ossessivamente familiari e simboli enigmatici della cultura del consumo.

Molte di queste opere rivisitano modelli classici e arcaici d'arte; quali la scultura modernista e il minimalismo.

In definitiva, questi artisti trattano il corpo umano come una sorta di figura retorica, un mezzo per la messa in scena, esplorando i modi in cui la nostra società costruisce identità, posizioni e valori sociali.

Jeff Koons, Bear and Policeman, 1988  © Jeff Koons

In concomitanza con The Human Factor, ci saranno una serie di eventi programmati dal team curatoriale.  Fra i tanti segnaliamo una conversazione tra gli artisti Ryan Gander e Mark Wallinger, il regista Penelope Curtis e il direttore e curatore della mostra Ralph Rugoff che si svolgerà il 23 giugno alle 19 alla Royal Festival Hall. Un altro evento pubblico è la discussione tra gli artisti Yinka Shonibare e John Miller, James Lingwood, di Artangel, e il critico Martin Herbert che si terrà il 30 giugno alle 19 sempre alla Royal Festival Hall.

Gli artisti selezionati sono: Pawel Althamer, Frank Benson, Huma Bhabha, Maurizio Cattelan, Urs Fischer, Katharina Fritsch, Ryan Gander, Isa Genzken, Rachel Harrison, Georg Herold, Thomas Hirschhorn, Martin Honert, Pierre Huyghe, Jeff Koons, Paul McCarthy, John Miller, Cady Noland, Ugo Rondinone, Thomas Schutte, Yinka Shonibare MBE, Paloma Varga Weisz, Mark Wallinger, Rebecca Warren, Andro Wekua e Cathy Wilkes.

La mostra è curata dal direttore della Hayward Gallery Ralph Rugoff.

Il fattore umano: la figura in Scultura Contemporanea
Alla Hayward Gallery dal 17 Giugno al 7 Settembre 2014

Orari di apertura:
Lunedi: 12:00-06:00
Martedì - Mercoledì, Sabato - Domenica: 11:00-19:00
Giovedi - Venerdì: 11:00-08:00


Yinka Shonibare MBE Boy on Globe, 2008  All rights reserved, DACS 2014. Courtesy the artist.

Ecce Homo, 1999 Private Collection, Milan, Italy Courtesy of the artist and Hauser & Wirth Photo John Riddy

Frank Benson Human Statue Jessie 2011 Astrup Fearnley Collection Oslo Norway © the artist Courtesy Sadie Coles HQ London and Andrew Kreps Gallery New York 

John Miller, Now We're Big Potatoes, 1992 © and courtesy the artist. 
Photo by Jochen Littkemann




06/02/14

Gallerie, gli spazi dell'arte


Le gallerie d’arte operano in diversi modi e in diversi ambiti. Spesso seguendo una linea culturale ma anche proponendo diverse forme d’arte slegate per tema o tecniche fra loro.

Esistono ormai da più di un secolo, ma pare che stiano declinando per trasformarsi in veri e grandi sistemi di distribuzione, dove l’aspetto culturale è sempre più occupato da quello produttivo. 

Possiamo creare una piccola graduatoria che vede al top le gallerie più industrializzate, che producono grandi fatturati e continue occasioni promozionali, con forti investimenti nella promozione attraverso i mass media, spesso con diversi punti di distribuzione, esempio più clamoroso Gagosian, ma possiamo anche citare David Zwinner o Barbara Gladstone.

In una categoria più ampia e in forte trasformazione sono quelle di media grandezza, che propongono importanti artisti e realizzano eventi significativi, fra le tante citiamo White Cube di Jay Jopling che sul mercato internazione ha saputo promuovere il gruppo di artisti legati al BYA, tra cui primeggiano Damien Hirst e Tracey Emin. 

Seguono le gallerie di ambito nazionale con capacità internazionali, in Italia possiamo pensare a Sperone di Roma, con una deriva newyorchese o Massimo de Carlo, che si propone anche nella dinamica Londra. Spesso sono anche fra le più attente a intercettare i nuovi talenti e sostenerli nella crescita.

Ci sono poi quelle che non sono molto grandi ma si muovono in modo molto dinamico e con una forte capacità di creare relazioni internazionali, penso in ambito torinese, a gallerie come Franco Noero, Norma Mangione e Guido Costa, che puntano a particolari percorsi culturali. 

In ogni città operano poi una marea di gallerie, realizzando semplici e piacevoli occasione di promozione artistica, senza preoccuparsi troppo di percorsi o di linee curatoriali. Fra queste alcune tentano nuove strade e a volte diventano veri luoghi di innovazione e di crescita di giovani artisti. Attualmente a Torino mi vengono in mente Moitre, Van Der e Oblom. 

Al di fuori di queste considerazioni concludo segnalando che esistono luoghi che non sono gallerie ma che si muovono su un fronte ricerca e con uno spirito alquanto indipendente, luoghi di sperimentazione, a Torino un interessante progetto è lo spazio Blank di Carlo Fossati o in forma diversa il progetto Diogene, palestra d’incontro fra artisti e le nuove forme del fare creativo.

05/12/13

Harmonic Motion al Macro per Enel Contemporaea


 sotto italiano


The artwork appears as a big and colourful suspended and interactive playground, made and plaited entirely by hand, combining ropes of different colours in contemporary forms with a traditional flavour recalling antique lace work.

A playful installation, a textile sculpture, a work of art to be discovered and experienced so as to actively involve the public, inviting them to become part of the installation, completing it and “lightening” the artwork through movement and discovery energy. The artwork can be experienced by a public of all ages, adults and children, with a particular focus on the youngest, as the artist, both in her previous works and in conceiving this one, has always dedicated a special attention to stimulate their educational experience.

Harmonic Motion is thus simultaneously a work of art, aerial sculpture, playground, colourful installation in which visitors can go into, climb, jump, move from one level to another, swing, and roll around thanks to energy waves created through the public’s movements on the tense woven net-surface.

A work by Toshiko Horiuchi MacAdam,
Norihide Imagawa (structural design)
& Charles MacAdam (design & production)




ITALIANO

L’opera si presenta come un grande e colorato playground sospeso e interattivo, completamente realizzato a mano, intrecciando corde variopinte, tramite una lavorazione dal sapore tradizionale che rievoca l’antico lavoro dell’uncinetto, delineando forme e geometrie contemporanee.

Un’installazione giocosa, una scultura tessile ludica tutta da scoprire e sperimentare che vuole coinvolgere il pubblico in maniera attiva invitandolo a diventarne parte e ad “accendere” l’opera attraverso l’energia della scoperta e del movimento.

L’opera può essere sperimentata da un pubblico di tutte le età, dagli adulti ai bambini, anche se, nel concepire l’installazione e nel suo lavoro pregresso l’artista, ha dedicato un’attenzione particolare alla ricerca di stimoli educativi esperienziali per i più piccoli.

Harmonic Motion è allo stesso tempo un’opera d’arte, una scultura aerea, uno spazio gioco, un’installazione dai colori accesi in cui poter addentrarsi, arrampicarsi, muoversi attraverso vari livelli e spazi interni, oscillare, saltare e rimbalzare grazie alle onde d’energia che si creano dal movimento del pubblico sulla superficie reticolare intrecciata e in tensione.

Un progetto di Toshiko Horiuchi MacAdam,
Norihide Imagawa (design strutturale)
& Charles MacAdam (design & produzione) 

04/12/13

AROMA




OPERATIVA ARTE CONTEMPORANEA - Via del Consolato 10, 00186, Roma

Dal 05 dicembre al 28 febbraio Opening 5 febbraio 2013 ore 18.00


AROMA - Siamo lieti di presentare in collaborazione con Carlo Pratis e la galleria Operativa Arte Contemporanea di Roma il terzo avvenimento di " navigazione a vista" programma di approfondimento e ricerca a cura di CRIPTA747. 

"Navigazione a vista" si sviluppa come un percorso di osservazione del paesaggio e di approfondimento sul Mediterraneo - L'idea é mantenere attivo un monitoraggio trasversale dedicato alle ricerche e alle realtà italiane, riflettendo sulla geografia in senso etimologico: un insieme di architetture, pensieri e attraversamenti di spazi e tempi, che si concretizzano per mezzo di collaborazioni con entità sensibili dislocate sulla penisola.

05/11/13

Contemporary art tour - Londra, Parigi e ora Torino, il sistema dell’arte contemporanea giunge nell'antica capitale sabauda


Il tour europeo dell’arte contemporanea dopo avere toccato Londra e Parigi si conclude a Torino, che nella sua consueta veste multiforme, offre tantissime proposte e alcune novità nella prima settimana di Novembre.
Vediamole in una serie di articoli che usciranno nel nostro portale da oggi fino alla prossima settimana.
Iniziamo ovviamente da Artissima
Fra pochi giorni infatti inizia la ventesima edizione di Artissima, eccovi la panoramica generale, con le principali informazioni, per poterla fruire al meglio:
In questi anni rassegna è cresciuta moltissimo, caratterizzanodosi come uno dei luoghi più interessanti per conoscere le future tendenze dell’arte e riscoprire tanti aspetti dimenticati.
Conferma di questo traguardo il prestigioso riconoscimento internazionale dagli analisti di Skate’s Art Market Research di New York che la pongo al quinto posto tra le fiere più accreditate e importanti a livello mondiale.

La curatrice di Artissima 2013 è per il secondo anno Sarah Cosulich Canarutto che, coordinata con la Fondazione Torino Musei, ha guidato il progetto nel segno della ricerca creativa e nell’ allargamento dei confini geografici di riferimento, che si rafforzerà quest’anno con un’attenzione al Sud America e all’Asia.
L’evento è suddiviso in cinque sezioni, in cui son presentate diverse tipologie di gallerie e proposte, quest’anno ci saranno 190 gallerie (130 straniere e 60 italiane), provenienti da 38 diversi paesi, di cui 12 nuove rispetto alla scorsa edizione della Fiera.
 - Main Section, le gallerie consolidate, 108 gallerie (42 italiane, 66 straniere) provenienti da 27 paesi (Arabia Saudita, Austria, Azerbaigian, Belgio, Brasile, Cile, Cina, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Israele, Italia, Marocco, Olanda, Polonia, Portogallo,  Russia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Ungheria). 
 - New Entries, le gallerie giovani e in crescita, 27 gallerie (4 italiane, 23 straniere) provenienti da 14 paesi (Albania, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Guatemala, Italia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera).  Una giuria internazionale assegnerà durante la fiera il premio Guido Carbone alla galleria della sezione New Entries ritenuta più meritevole per il lavoro di ricerca e promozione di giovani artisti e per la presentazione progettuale dello spazio ad Artissima.  La più stimolante vincerà il Premio Guido Carbone New Entries.
 - Art Editions  sedizione dedicata alla stampa e ai multipli
 - Present Future  una serie di proposte nuove selezionate con un comitato di cinque giovani curatori internazionali, coordinati da Luigi Fassi, che proporranno progetti di 24 artisti, presentati da 25 gallerie (5 italiane, 20 straniere) provenienti da 12 paesi (Austria, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Malesia, Olanda, Stati Uniti, Turchia).  La illycaffè metterà a disposizione il premio illy Present Future che offre all’artista vincitore l’opportunità di una mostra negli spazi del Castello di Rivoli da inaugurarsi in concomitanza con la successiva edizione di Artissima.
 - Back to the Future un ripensamento agli artisti dei recenti decenni, con 30 gallerie (6 italiane, 24 straniere) provenienti da 12 paesi (Argentina, Austria, Canada, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Polonia, Portogallo, Romania, Stati Uniti) con i lavori di 32 artisti.

Ci sarà anche Con/TEXT il bookshop di Artissima, con i più importanti magazine del settore e il Book corner, uno spazio dove assistere alle presentazioni in anteprima di libri e cataloghi d’arte.
Novità il Premio acquisto Ettore Fico, che sarà assegnato a un artista scelto tra quelli esposti ad Artissima, col fine di ampliare la collezione del Museo Ettore Fico di Torino.
Altra novità i Walkie Talkies una serie di informali conversazioni tra curatori internazionali che anziché svolgersi in un luogo specifico si snoderanno negli spazi della fiera.
Si confermano gli
- Art Talks/ Meeting Point area riservata alla presentazione di progetti, conversazioni e dibattiti
- Musei in mostra   un grande spazio per i musei, fondazioni e istituzioni pubbliche e artistiche del territorio, con relativi workshop, laboratori, incontri, tavoli di confronto aperti a giovani, famiglie e operatori culturali.

Istituzioni Partecipanti  Accademia Albertina delle Belle Arti, Associazione Artegiovane, Barriera, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, CeSAC Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Città di Torino, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, Collezione La Gaia, Compagnia di San Paolo, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Fondazione 107, Fondo Giov-Anna Piras, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Museo Ettore Fico, PAV Parco Arte Vivente, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Provincia di Torino / Eco & Narciso, Regione Piemonte, Resò. 

Anche quest’anno l’evento si svolge nel luminoso Oval, posto accanto al Lingotto Fiere dall’8 al 10 Novembre.
Nel prossimo articolo tratteremo di The Others al suo terzo anno di attività, ricca di tante elettrizzanti sorprese.

09/09/13

Prossimamente fiere, l’articolate proposte del panorama italiano

Uno scatto ad Artissima


Per non marcare gli appuntamenti più significativi del mercato dell’arte, eccovi un rapido elenco delle principali fieri di quest’autunno:

Art Verona (10-14 ottobre), nona edizione, sicuramente la fiera più articolata e qualità di proposta http://www.artverona.it

Arte in Fiera a Longarone (12-14 ottobre) che si presenterà in un nuovo articolato rinnovamento. http://www.arteinfiera.it

Immagina a Reggio Emilia (25-28 ottobre). Legata alla fotografia http://www.immaginafiera.it

Artissima a Torino (8-10 Novembre) la fiera più internazionale d’Italia, specializzata nelle nuove proposte, curata per il secondo anno da Sarah Cosulich Canarutto http://www.artissima.it

The Others a Torino (8-10 novembre), le proposte più fresche nell’ex carcere Le Nuove http://www.theothersfair.com

Photissima a Torino (7-10 novembre) attenzione alla fotografia  http://www.photissima.it 

Paratissima a Torino (6-10 novembre) l’evento off http://paratissima.it

Borsa degli eventi artistici Marketplace a Torino (7-8 novembre) prima fiera italiana dedicata alle mostre. http://www.artmuseumex.com/it/

Fiera Contemporanea di Forlì (8-11 novembre) http://www.fieracontemporanea.it

Arte Padova (15-18 novembre) http://www.artepadova.com

Arte Piacenza (23-25 novembre) http://www.artepiacenza.it


08/07/13

Colore e dispositivo, Gintaras Didziapetris a Genova


La pratica artistica di Didziapetris si distingue per la continua ricerca di una dimensione anacronistica, di forme di esistenza inafferrabili e difficili da posizionare nel tempo. 

Realizzati con diversi mezzi espressivi (fotografie, film, installazioni), i suoi lavori si presentano sospesi appena fuori dal presente, come avvolti dalla patina di un passato non ancora remoto che li rende arcaici e seducenti.

Spesso si tratta di interventi minimali, quasi invisibili, che lasciano intravedere un mondo in cui narrazione e memoria si intrecciano, un mondo mentale portatore di un misticismo ipnotico. 



An embassy is a diplomatic representation of one state in another. Its purpose is to maintain official relations between the countries, pursue the objectives of foreign policies of the country that it represents and protect the interests of that country, its citizens, its enterprises and juridical entities.

Most aspects of embassies and corps diplomatiques are considered a product of geopolitics. But geopolitical study can be applied not only to matters of state, but also to cities, institutions and various communities: everything that is contained within tangible boundaries, and has an established order of distribution of authority. 

An embassy is a concentration of certain mentality, a dense and clear version of thinking. The term ‘embassy’ can be applied to places of worship, or centres of contemporary art. A greenhouse is also an embassy, as is a coffee bean, a chili seed or any other object-traveller.

Abstraction is both informed by the world and learned – a concrete and known part of reality that exists and is shared within different contexts and with many degrees of complexity. Abstraction and reality, in the end, are two degrees closer to one another than imagined.

We are glad to invite you to Color and Device, a show by Gintaras Didžiapetris.

The exhibition provides the first opportunity to see Didžiapetris’s 16mm film trilogy in its entirety: Optical Events (2010), A Byzantine Place (2011) and Transit (2012).

Different versions of this exhibition will be on view at Objectif Exhibitions in Antwerp, and Villa Croce Museum of Contemporary Art in Genoa.