Il 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea (Venezia, 17 luglio > 1 agosto) si ispira alla fisica quantistica e alla filosofia della scienza, come spiega il Direttore Wayne McGregor: “Gli artisti della Biennale Danza 2026 sono i nostri viaggiatori nel tempo della danza: ciascuno a proprio modo, esplorano e descrivono con le loro opere molteplici realtà, prospettive e cronologie. Anziché trattare il tempo come lineare – una sequenza di eventi passati, presenti e futuri – la danza permette a passato e presente di intrecciarsi e offre al pubblico interpretazioni complesse dell’esperienza che cambiano il modo in cui percepiamo e assorbiamo queste “narrazioni”. Quest’affascinante approccio riflette i più recenti principi scientifici della sovrapposizione quantistica: l’eccezionale capacità di più cose di occupare lo stesso spazio o di esistere simultaneamente in tutti i possibili stati”.
Il programma comprende gli spettacoli della compagnia australiana Bangarra Dance Theatre, che riceverà il Leone d'Oro alla carriera, e della danzatrice e coreografa sudafricana Mamela Nyamza, che riceverà il Leone d'Argento; oltre alle compagnie nazionali e internazionali di Emanuel Gat, Soa Ratsifandrihana, Andrea Salustri, Elle Sofe Sara, Oli Mathiesen, Omar Rajeh, Kalle Nio & Fernando Melo, Molissa Fenley, Adam Linder, Wen Hui & Eiko Otake, Winndance Company e, per Biennale College Danza, le nuove coreografie di Maxine Doyle, Molissa Fenley, Julia Bentkowska & Julia Litwin, Amine Mazhoud.
Il programma si arricchisce inoltre delle seguenti iniziative: conversazioni con i principali protagonisti, a seguire gli spettacoli; l'installazione filmica Life Lines dall’Archivio Storico della Biennale (17 luglio > 1 agosto, Arsenale - Sala d’Armi E); l'incontro con i passati direttori della Biennale Danza Frédéric Flamand, Karole Armitage, Virgilio Sieni, Marie Chouinard, e l’attuale direttore Wayne McGregor (20 luglio, ore 11.30, Giardini - Biblioteca della Biennale); un ciclo di workshop aperti al pubblico, rivolti a danzatrici e danzatori con diversi livelli d’esperienza, tenuti dalle compagnie e dai coreografi presenti al Festival; un omaggio al documentarista Frederick Wiseman con la proiezione di tre suoi film sulla danza (27, 29, 30 luglio ore 17, Ca’ Giustinian); infine, la presentazione del libro We Are Movement di Wayne McGregor (22 luglio ore 17, Ca’ Giustinian).
Il Presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco ha commentato: “Nessun gesto è isolato, nessun gesto è solo. Perché è proprio la danza a riportare il pensiero dentro la materia sensibile del corpo, per ricostruire attenzione e percepire il tempo come esperienza incarnata. Nessuna azione termina davvero nel punto in cui viene compiuta, siamo tutti parte dello stesso organismo collettivo. Partecipanti di una coreografia in continuo movimento”.
