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Visualizzazione post con etichetta opere. Mostra tutti i post
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05/09/18

Artisti, vedersi e promuoversi





Sono sempre di più gli artisti che si promuovono sul web e che spesso trovano un positivo riscontro. Il mondo di internet permette così a molti di non dipendere dai gironi delle gallerie, dalle scelte curatoriali, fieristiche o espositive, che spesso si muovono in mondo non molto trasparente e accessibile.

Vediamo allora alcuni dei più interessanti siti

Il più famoso sicuramente è E-bay che da diversi anni ha aperto una sezione per la vendita di opere artistiche, segue sullo stesso filone il sito Amazon che sta avendo un positivo riscontro.

Più legati alle strategie artistiche internazionali ci sono i siti Saatchi Art e Artfinder, che raccolgono migliaia di artisti, meno famosi ma molto attivi ci sono Riseart e Artmajeur,      

Sul fronte italiano segnalo  Venderequadri l'unico che mi pare affidabile, anche se sempre più sono tantissimi gli artisti che si propongono direttamente su Instagram. 


23/06/14

L’arte contemporanea banalmente quotidiana.


 Lasciati i grandi temi sociali, l’arte contemporanea pare sempre più interessarsi al quotidiano.

Ma se all’inizio, certi artisti hanno saputo infonde, nelle opere realizzate, intense emozioni, forse derivanti dal loro percorso di vita, penso a figure come Felix Gonzales Torres o Sophie Calle, altri giovanili recenti emuli hanno declinato al tedio insignificante di una moltitudine di ordinari oggetti.

La recente fiera di ArtBasel, con le relative costellazioni di eventi paralleli, hanno proposto una serie di opere che si avvicinano troppo alla quotidianità, scivolando forse anche nell’ovvietà, per non dire dei nomi più noti che oramai non riescono che a proporre l’ennesima versione della solita opera.

Questo banale impressione, produce una certa ironia, se si valutano con i prezzi assolutamente eccezionali con i quali sono commercializzati.

Ci si domanda come mai un ricco miliardario dovrebbe spendere ingenti somme per prodotti assolutamente ovvi, sicuramente non è un gesto culture, non paiono status quo e rarissimamente sono opere d’arte.

Sarà, forse, ovvia stupidità della diffusa ignoranza legata alla rapidità del consumismo?

Una volta esistevano i mecenati, i collezionisti che investivano ingenti somme per opere d’arti, cioè oggetti eccezionali, unici, che riflettevano l’unicità del suo possessore che condivideva questa eccellenza e questa capacità di selezionare.

Oggi, evidentemente, il sistema dell’arte sfruttato questa memoria di prestigio, declinandola a un consumismo di bassa qualità e di diffusa riproduzione.

Chiaro segnale è percepire come in quest’ultimo decennio non si siano più viste opere d’arte da conservare e rivedere.

Chissà se ci sono ancora amatori d’arte che fuori da questa moda sanno creare delle raccolte d’arte uniche ed emozionate, creando un’idea di gusto e di sensibilità innovativa o se il tedio oramai è ovunque?


30/01/14

Qui o là? Mercato primario e mercato secondario


In generale il sistema dell’arte divide il mercato in due settori, chiamati mercato primario e mercato secondario.

Col primo termine s’intende il mercato delle gallerie, quando presenta/immette sul mercato, per la prima volta, uno o una serie di lavori di un artista, solitamente in corrispondenza di un evento espositivo.

Se poi un’artista è al debutto con una galleria, questa fase servirà ad inquadra il tipo di artista, spesso col supporto di un critico/curatore. Si definiscono così i suoi valori di mercato iniziali. Nel tempo si costruisce un percorso di crescita, spesso seguito in modo diretto dal gallerista, che inizialmente avrà prezzi bassi e poi, con un riscontro di mercato favorevole, aumenterà di notorietà e ovviamente di valore.

Quasi sempre questi nuovi artisti si muovo in ambiti no-profit o con gallerie di piccola/media grandezza, poi il crescere artistico potrà far cambiare il distributore, cioè la galleria, che se più grande e ricca, potrà seguirlo con maggiori investimenti, migliorando anche il processo produttivo/promozione dell’artista.

In questa fase i prezzi delle opere sono instabili e oscillanti, può succedere, infatti, che un artista emerga rapidamente ma poi che anche velocemente si perda e altri che sembravano faticassero, nel tempo si consolidano e diventato importanti.

La situazione è incerta, chi opera in quest’ambito si trova in una fase più rischiosa.

Sia le gallerie sia i collezionisti sanno che gli sviluppi sono teorici, ma è anche più interessanti e appassionanti.

Col secondo termine s’intende quando un’opera è rivenduta, comunemente questa situazione è gestita dalle case d’aste o dalle gallerie che trattano l’artista dell’opera in rivendita. In questi ultimi anni c’è stata una certa promozione di questo mercato, considerato fino a pochi anni fa poco rilevante. Questo grazie all’operato delle case d’aste Christie’s e Sotheby’s, che esauriti i grandi incassi di arte antica, oltre che ad altri prodotti di consumo, hanno dirottato la loro attenzione su nuovi prodotti, dedicandosi così all’arte contemporanea, agendo spesso con forti azioni mediatiche, soprattutto enfatizzando record di vendite.

Queste società producono interessanti documenti di analisi e di redditività di certi prodotti, garantendo in un certo senso la crescita di valore degli stessi.

Se le strategie delle case d’aste paiono molto più enfatiche quelle delle gallerie risultano più riservate e attente. La galleria al fine di proteggere il valore di mercato di un artista riacquista e rivende opere sempre con una particolare attenzione, tutelando in tal modo l’indice di vendita, garantendo una certa stabilità che ne valorizza e preserva l’immagine.


12/08/13

Art Amazon, arte per tutti ...



Ne aveva già data notizia The Art Newspaper ed ora è on-line la sezione arte del colosso Amazon, attualmente in versione beta.

Una grande offerta che raccoglie quasi 150 gallerie con oltre 40.000 opere d'arte, che coprono ogni tipo di possibilità di spesa e di gusti. Da un dipinto di Norman Rockewll per oltre 4 milioni di euro a opere per poche decine.

Proprio ieri su un settimanale italiano si parlava di produzione e di senso dell'opera artistica, questi numeri rivelano sempre più come l'arte sia oramai un prodotto di largo consumo gestito come un qualsiasi oggetto, con tutti i rischi di "svuotamento" di valore "artistico". 





17/07/13

Musei cinesi, vero o falso nel dubbio meglio chiudere.


In questi ultimi anni in Cina si sono aperti centinaia di musei, peccato che ora si scopre che per riempirli non tutto è così autentico, va beh non è forse il paese del rinnovamento...

E poi anche nei nostri musei certe opere non sono poi così certe, vedi il Leonardo dell'Ermitage, che ha sempre sollevato molti dubbi. 

Ma in Cina in certi casi si è esagerato, come ad Hebei dove quasi 40.000 pezzi sono completamente falsi, e ci sono nomi di un certo rilievo come Van Gogh o  Rembrandt, ora le autorità lo hanno chiuso, anche perché sotto pare che ci siano anche problemi fiscali...

02/07/13

Art Amazon !


The Art Newspaper ha reso noto che prossimamente, entro la fine dell'anno, il gruppo Amazon lancerà una galleria d'arte virtuale, che proporrà più di mille opere d'arte da oltre 125 gallerie, tra cui Eleven Rivington, Galleria Vogt,  Zach Feuer e tante altre. 

L'arte sempre più un vasto prodotto di consumo, vedremo che risposta avrà. 

30/06/13

I collezionisti sono stupidi? A volte sorge il dubbio



Si è appena conclusa un’ennesima positiva edizione di ArtBasel e viene spontaneo domandarsi sei i collezionisti siano furbi o stupidi? 

Intendo furbi se sanno vivere in modo piacevole l’esperienza fieristica e ne traggono il giusto godimento, stupidi se supinamente vi partecipano come prassi per poter “stare” in un sistema di significati a cui credono, ma senza averne reale interesse o forse capacità. 

Questo si percepisce soprattutto quando gli “acquisti” risultano molto “noiosi”, vedi le tante repliche di opere artistiche che anche in una fiera di pregio si vedono in giro. 

Perché, persone che vogliono fingersi intelligenti e capaci, acquistano opere-repliche, pagandole come privilegi, anziché cercare una via personale ed esclusiva, come dovrebbe essere la realtà dell’arte? 

Perché anche nell’arte il gioco dei multipli è diventato prassi comuni in un universo dove l’unicità era la base del valore artistico? 

Perché sempre più l’enfasi sul collezionismo e sinonimo di omologazione e non di originalità? 

Perché il rapporto fra pezzo e qualità è spesso a scapito della qualità? 

Interrogativi che trovano complesse risposte e che mettono in discussione il reale senso del sistema dell’arte stesso, che sempre di più erode il suo fulcro (la bellezza e l’unicità) a vantaggio di una finzione che sempre più ha il fiato corto. 

Dopo pochi anni di euforico grande mercato del contemporaneo la realtà si sta già depauperando, le opere sembrano sempre più oggetti, questo è molto pericoloso, l’arte non è un solo oggetto fisico da consumare, ma una trasformazione di un pensiero/percorso, svuotarlo del suo senso è snaturare il valore stesso dell’arte. 

Sicuramente si tornerà a una ricercata unicità, a un senso forte, che questo sia sempre meno nel mondo dell’arte sarà sempre più possibile, poiché questo mondo ne sta negando il suo senso.

28/04/13

Che sia un corso per giovani curatori


Che sia un corso per giovani curatori, anzi giovanissimi?

Sto scrivendo di un simpatico libricino per bambini che racconta la storia di un ciocco di legno di nome "kubbe" e delle sue avventure alla scoperta del mondo e della natura.

Kubbe vive in una piccola casetta di legno nella foresta. Gli piace passeggiare nel bosco e raccogliere tutto ciò che incontra sul suo cammino. Una volta a casa ordina, etichetta e conserva la sua collezione in scatole verdi, ma un giorno si accorge di non avere più spazio... Cosa fare?

Dopo aver consultato la saggia nonna decide di aprire un museo nella sua casa con tutti gli oggetti recuperati. 

Il museo riscuote un grandissimo successo, ma non è facile da gestire¿ Kubbe si trova a dormire tra le scatole e a dover fare la fila per andare nel suo bagno! Dopo soli tre giorni il museo viene chiuso, ma per conservare gli oggetti c'è un altro modo. Basta fotografare tutto e realizzare un album. 

Così Kubbe riporta gli oggetti dove li ha trovati, ricicla il materiale da eliminare, libera la sua casa e finalmente può godersi il meritato riposo e ripartire per nuove avventure...

Pare un ottimo monito per futuri curatori d'arte.

20/04/13

Franchetti, Tiziano e Leonardo. Grandi eventi venezia del 2013



Sono stati presentati i grandi progetti di recupero di alcuni complessi museali di venezia che saranno proposti in un ricco programma di eventi culturali. 

Cominciamo, in ordine di tempo, dalla proposta della Cà d’'Oro dove i riflettori si accenderanno, dal 30 maggio al 24 novembre, sulla mostra “Da Giorgio Franchetti a Giorgio Franchetti”. 

L’'esposizione, curata da Claudia Cremonini e Flavio Fergonzi, mette a confronto due uomini, nonno e nipote dallo stesso nome, e la loro straordinaria passione collezionistica. Il primo, il Barone Franchetti, riunì nella sua Cà d'’Oro una collezione senza eguali di capolavori dell’arte italiana e fiamminga: da Giambono a Mantegna, da Tiziano, Tintoretto, Paris Bordon sino a Guardi, ma anche van Eyck e van Dick, Paul Brill o Joachim Patinier. Per loro restaurò e adattò la celebre dimora sul Canal Grande, donando il Palazzo e le raccolte d’arte e di arredi in essa contenute allo Stato italiano nel 1916. 

Il nipote Giorgio Franchetti, deceduto da pochi anni (2006), collezionò ciò che di nuovo proponevano gli artisti italiani del secondo dopoguerra: Tano Festa, Cy Twombly, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Ceroli, Fabro, Luigi Ontani... e se fece qualche concessione allo “storico” fu solo per Balla. Queste opere vengono per la prima volta riunite dopo la dispersione che è seguita alla scomparsa del collezionista, nel “portego” del secondo piano di Cà d’'Oro. In un colloquio con quelle riunite nella stessa “Galleria” dal nonno, a testimoniare come la loro passione, pur diretta a momenti diversi della storia dell’arte, abbia comun denominatore nella qualità, frutto di grande competenza e tenacia. 

E’ solo un'’opera, anche se straordinaria com’'è la “Bella” del Tiziano, l'’oggetto e il soggetto della seconda proposta del Polo Veneziano. Il capolavoro del Vecellio sarà esposto, dal 12 settembre all’'8 dicembre, in un luogo magnifico e ancora marginalmente inserito nei percorsi veneziani dell'’arte: Palazzo Grimani, dimora bellissima a poche centinaia di metri da San Marco, integralmente recuperata da un lungo intervento di restauro. L'’opera è quindi un pretesto per la scoperta di questo Palazzo assolutamente magnifico e delle rare, eccezionali opere d'arte in esso custodite, prima fra tutto il Polittico di Gerolamo Bosch. Sarà davvero un confronto imperdibile quello tra la luminosa Flora e il magico, complesso mondo dell’'artista fiammingo. 


L’'appuntamento, imperdibile, di Settembre è poi con Leonardo da Vinci, alle Gallerie dell'Accademia, oggetto di un integrale recupero ancora in atto. 

Va detto che una mostra così la si può ammirare una volta in una generazione. Per un motivo oggettivo: i disegni, e a maggior ragione quelli di un autore sommo come Leonardo, prima e dopo una esposizione pubblica necessitano di molti anni “di riposo”, al buio assoluto, all'’interno dei caveaux climatizzati nei quali sono opportunamente custoditi. E'’ una regola imposta dalla priorità che, giustamente, viene data alla conservazione di opere fragilissime e preziosissime. 

Per questo la mostra “Leonardo Da Vinci. L’uomo, La Natura, La Scienza”, a cura del Direttore del Gabinetto dei Disegni delle veneziane Gallerie dell’Accademia Annalisa Perissa, è di quelle da appuntarsi in agenda. Sarà aperta al pubblico, nelle medesime Gallerie dell’'Accademia, naturalmente a Venezia, dal 4 settembre all'8 dicembre 2013: 90 giorni in tutto, ovvero il periodo massimo concesso per l'’esposizione di questi capolavori. 

Per questa esposizione vengono riuniti ben 52 disegni di Leonardo, 25 dei quali patrimonio delle Gallerie stesse (e mai più esposti nella loro interezza dal lontano 1980), gli altri provenienti da importantissime istituzioni italiane e soprattutto straniere. Con i disegni di Leonardo (e tra essi il celebre “Uomo Vitruviano” la mostra propone stampe, incisioni e altri disegni di artisti coevi al grande Da Vinci, oltre ad una spettacolare selezione di dipinti di Giorgione e di altri grandi che a Leonardo si sono ispirati. 

“Le tre proposte, tiene a sottolineare la Soprintendente Damiani, non esauriscono certo l’attività del nostro Polo museale, semmai rappresentano la punta di diamante di una attività quotidiana rivolta al pubblico, fatta di piccole mostre, di incontri, didattica, momenti di approfondimento, proposte musicali o di programmi destinati ai più piccoli e alle famiglie. 

In una città che vive dinamiche del tutto peculiari, il rapporto con i residenti è altrettanto fondamentale di quanto non lo sia quello con i turisti. 

Con queste mostre, continua Giovanna Damiani, vogliamo proporre iniziative di assoluta qualità scientifica coniugata a spettacolarità, con un obiettivo aggiuntivo: fare di queste esposizioni il motivo in più per incentivare il pubblico più vasto a visitare i meravigliosi musei del nostro Polo, oggi meno valutati di quanto oggettivamente meritino da un turismo veloce e non sempre attento com’è quello veneziano. Lo vogliamo fare innanzitutto perché è nella nostra missione, ma anche per far scoprire monumenti cui gli interventi di restauro, appena completati o ancora in corso, hanno restituito bellezza e nuova funzionalità. 

Penso al fascino nascosto di Palazzo Grimani e penso alla Cà d’Oro, la cui facciata è tra le più note e fotografate del Canal Grande, mentre davvero poco noti restano i tesori che dietro ad essa sono custoditi. Ma penso alle stesse Gallerie dell'’Accademia, concentrato assoluto di veri capolavori, o a musei importanti ed attivissimi come l’'Archeologico, in Piazza San Marco, o l'’affascinante Museo Orientale”.

27/11/12

Henry Moore a New York



La Galleria di Gagosian a New York continua la sua attività con una mostra antologica con delle grandi opere di Henry Moore, in collaborazione con la Henry Moore Foundation. Confermando sempre più la sua posizione di forza nel sistema dell’arte.

Una mostra di livello museale, fra le opere proposte un’intensa Reclining Figure: Hand(1979) e Large Two Forms (1966).

Interessante anche la proposta di alcuni oggetti rintracciati nello studio dell’artista che ricreano una percezione onirica del gesto creativo.  

Lentamente ci si annoia, l’arte contemporanea sempre più omologata



Il sistema dell’arte contemporanea sta attraversando una fase difficile (come un poco in tutti i campi sta succedendo). 

In questi ultimi decenni si è creato in Italia un sistema promozionale, in ambito artistico, che incensa un gruppo di personaggi alquanto deboli. 
Figure che vengono rimescolate sempre nei medesimi spazi espositivi, con i soliti supporti (critici e giornalistici). 

Artisti/amici conosciuti secondo percorsi simili, a corsi analoghi, a scuole uguali, con identici insegnanti … 

Così tutti seguono un processo artistico omologato, che produce opere molto simili, copia di altri sistemi. 

Come si può pensare che si sviluppi autenticità e fantasia da un percorso così noioso? Infatti le opere che nascono da questo sistema raramente hanno una capacità di durare nel tempo, essendo esercizi tematici sviluppati con metodologia affini, prive così di un vero valore che superi l’attimo espositivo.

Ci sono stati alcuni segnali di cambiamento ma si sono subito spenti, come mai?

23/10/12

Sistema dell’arte o fare arte



Mi pare che spesso ci sia una certa confusione fra quello che è “fare dell’arte” e quello che viene denominato “sistema dell’arte”.

 Il primo è un gesto personale che si iscrive nelle azioni di un’interesse, un piacere, un’azione anche hobbistiche, libere da ogni condizionamento.

Il secondo è un sistema di relazioni economiche che agisce su un mercato specifico quello dell’arte, soprattutto contemporanea (di cui gli artisti sono uno degli elementi) ma anche in ambito storico, che muove quindi interessi e sensibilità col fine di fare guadagni economici.

Spesso si confondono queste due realtà e si pensa che si possa fare comunella, cosa errata poiché uno non è strutturato da regole specifiche mentre l’altro agisce secondo determinate strategie, come in tutti i sistemi economici, dalla prostituzione al commercio equo-solidale, soggetto cioè a dettami e pressioni degli agenti che vi partecipano.

Non capisco quindi perché tanti si lagnano che le due situazioni non siano sottoposte a un’unica norma, che nessuno mi ha ancora spiegato quale dovrebbe essere.

L’idea stessa che ci sia un merito o un valore risulta molto anomalo in quanto proprio una delle caratteristiche dell’arte, nel suo globale, è che essendo legata al gusto è soggettiva. 

13/10/12

Regalo o promozione..


Una delle sculture più dibattute di questi ultimi tempi, "L.OV.E." di Maurizio Cattelan è stata proposta come dono, dall'artista stesso, ovviamente se sarà "rispetta". 

Un bel dono che risveglia nuovi umori e attenzione sull'opera, per male che vah si potrà sempre vendere...


24/06/12

Il mercato dell’arte sempre più virtuale - Un nuovo sito per la vendita di opere d’arte.



Anche se i grandi eventi dell’arte paiono far finta di nulla il mondo di Internet prosegue la sua normalizzazione diventando sempre più un luogo quotidiano e diretto di transizione e vendita anche del “sistema arte”. 

Se oramai è consolidato in tanti altri ambiti, dai voli aerei alle pubblicazioni giornalistiche, il lento cammino del “sistema arte” ora sta appropriandosene della rete. 

Avevano iniziato gli artisti, poi sono arrivate le fiere ora è la volta dei punti di vendita, che paiono ben strutturati e soprattutto promossi da agenti storici, come il gruppo Gagosian o Pace. Parliamo infatti del sito per la vendita di opere d’arte Art.sy che da poco ha aperto il suo vasto catalogo di ben 15.000 opere di oltre 3.000 artisti da tutto il mondo, operando con più di 200 gallerie private. Già i numeri fanno capire che la situazione è sempre più consolidata e certa, il mondo reale è sempre più legato a quello virtuale. 

Il sito è molto semplice, chiaro e agile. Una bella videata con l’opera, una serie di dati informativi, un sistema di ricerca per autore o stili. Il sistema invita anche a contatti diretti, telefonici, per completare il servizio di acquisto e consulenza. E voilà solo più da comprare e il gioco è fatto. 

Per i clienti più affezionati saranno poi attivati servizi aggiuntivi e proposte esclusive in base al gusto e alle esigenze, sia di gradimento che economiche, del collezionista. Ma sono poi tanti altri progetti che si stanno sviluppando, essi vanno dal coinvolgimento di nuove gallerie alla ricerca di artisti.

10/03/11

Con-senso o con-testo




Comunicazione, immagine o testo?

Noto che il ruolo della comunicazione è determinante oggi per il consenso, anche nel campo dell’arte, anzi pare quasi l’elemento prioritario.

Si nota un sempre maggiore spostamento del capitale utile per la mostra su questo ruolo informativo.

Oggi creare consenso comunicativo è considerato prioritario per poter avere un riscontro significativo e che incrementi” in modo positivo” l’opera (evento).

La capacità di enfatizzare e creare (anche in modo negativo) attenzione pare essere determinante al lavoro stesso.

In particolare nei media cartacei questo è sempre più evidente, diverse riviste che riportano il medesimo comunicato, le medesime foto, il medesimo valore critico, appiattito, fumoso ma condiviso.

Si osserva un fluente linguaggio nei comunicati sempre più inversamente proporzionale al vuoto materico. Tanto più l’opera è assente e antiestetica tanto più la funzione del testo è complessa e articolata in giochi narrativi, che vanno dallo storico al diaristico .

Molti paiono temi scolastici costruiti per dare l’impressioni di una motivazione forte ed empatica con lettore, quasi giovanilistico e amichevole. Che viene immerso in storielline di vita in bilico fra bucoliche visioni alternative e metafisiche ricerche del proprio sé, che tanto ricordano gli anni della contestazione, ma che ora sono solo patine sottili di un lubrificante commerciale.

Infatti gli artisti stessi non hanno più percorsi lineari, sarebbe troppo normale, ma viaggiano su temi rabdomantici, mischiando misticismo con giovanilismo, fisicità con scientificità, urgenze sociali con modaiole forme, in una varietà pari alle indagini dei motori di ricerca che inserito una parola creano impensabili collegamenti. Mettendo così in evidenza la mancanza di profondità e il bisogno di originalità” a tutti i costi, realizzando un variabilità superficiale e inconcludente di opere.

Paiono rari gli artisti che si immergono nel mondo e non si accontentano di prenderne pezzettini e riproporli come lavori. Ma sanno elaborare opere in cui si sporcano le mani” nel penetrare le urgenze e bellezze del pianeta.

Bisognerebbe saper approfondire, superare quel bisogno di consumo” immediato e rapido, enfatizzato da un sistema pubblicitario/informativo massiccio e omologato su tutti i principali media promozionali, avendo una personalità forte e determinata. Essendo artisti e non vetrinisti/scenografi di spazi commerciali, a volte definite gallerie.

Opera o prodotto – da sinistra a destra.




(segue il testo della settimana scorso )

Nel secolo scorso era suggestivo notare che se la creazione artistica veniva quasi sempre da spiriti legati da ideologie a carattere sociale, spesso ostili al sistema economico.

Per cui il consumatore/collezionista era quasi sempre legato al sistema criticato. Anche quando le opere nel finire del secolo si sono del tutto smaterializzate, il feticismo possessivo del collezionista ha avuto il sopravvento.

Anche recentemente il tentativo degli artisti di un’impegno più forte nei contesti sociali-culturali poteva essere una risposta per contrapporsi a questo “consumo” nel sistema arte. Ma l’ apparato stesso ha saputo inglobare queste urgenze umanitarie in un utilizzo ineccepibile che rende tutto sempre più assurdo, sotto l’aspetto culturale, ma perfettamente oliato sotto l’aspetto commerciale.

Forse questo è un forte segnale che fa percepire il mercato così libertario e amorale che nel suo aprirsi a tutto ne ingloba e ne rielabora le energie.

Il mercato è allora l’ ultima metafora del vivere umano, quella condizione che rende l’uomo in balia di se stesso e che non sempre sa riconoscersi.