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Visualizzazione post con etichetta aste. Mostra tutti i post
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03/02/15

Giorni d'aste



Oggi da Soheby’s si svolgono diverse grandi asta sugli impressionisti, sui surrealisti e sull'arte moderna. 

In particolare ci sarà l'offerta di ben quattro stupendi Monet, “Le Grand Canal” (stimata sui 30 milioni di sterline) poi “Antibes vue de la Salis” ( sui 7 milioni di sterline), “Vase de Pivoines” ( sui 2 milioni), “L’Embarcadère” ( sui 9 milioni) e “Les Peupliers à Giverny” che fu al MoMA di New York ( sui 10 milioni di sterline).

Sicuramente sarà un evento emozionante.





Poi sarà la volta di Christie’s, domani 4 febbraio, che si concentra sul padre degli Impressionisti, Paul Cézanne, con “Vue sur L’estaque et le chateau d’If” (stimato sui 10 milioni di sterline), ma anche su Juan Gris, George Braque, Mirò e Chagall. 








30/01/14

Qui o là? Mercato primario e mercato secondario


In generale il sistema dell’arte divide il mercato in due settori, chiamati mercato primario e mercato secondario.

Col primo termine s’intende il mercato delle gallerie, quando presenta/immette sul mercato, per la prima volta, uno o una serie di lavori di un artista, solitamente in corrispondenza di un evento espositivo.

Se poi un’artista è al debutto con una galleria, questa fase servirà ad inquadra il tipo di artista, spesso col supporto di un critico/curatore. Si definiscono così i suoi valori di mercato iniziali. Nel tempo si costruisce un percorso di crescita, spesso seguito in modo diretto dal gallerista, che inizialmente avrà prezzi bassi e poi, con un riscontro di mercato favorevole, aumenterà di notorietà e ovviamente di valore.

Quasi sempre questi nuovi artisti si muovo in ambiti no-profit o con gallerie di piccola/media grandezza, poi il crescere artistico potrà far cambiare il distributore, cioè la galleria, che se più grande e ricca, potrà seguirlo con maggiori investimenti, migliorando anche il processo produttivo/promozione dell’artista.

In questa fase i prezzi delle opere sono instabili e oscillanti, può succedere, infatti, che un artista emerga rapidamente ma poi che anche velocemente si perda e altri che sembravano faticassero, nel tempo si consolidano e diventato importanti.

La situazione è incerta, chi opera in quest’ambito si trova in una fase più rischiosa.

Sia le gallerie sia i collezionisti sanno che gli sviluppi sono teorici, ma è anche più interessanti e appassionanti.

Col secondo termine s’intende quando un’opera è rivenduta, comunemente questa situazione è gestita dalle case d’aste o dalle gallerie che trattano l’artista dell’opera in rivendita. In questi ultimi anni c’è stata una certa promozione di questo mercato, considerato fino a pochi anni fa poco rilevante. Questo grazie all’operato delle case d’aste Christie’s e Sotheby’s, che esauriti i grandi incassi di arte antica, oltre che ad altri prodotti di consumo, hanno dirottato la loro attenzione su nuovi prodotti, dedicandosi così all’arte contemporanea, agendo spesso con forti azioni mediatiche, soprattutto enfatizzando record di vendite.

Queste società producono interessanti documenti di analisi e di redditività di certi prodotti, garantendo in un certo senso la crescita di valore degli stessi.

Se le strategie delle case d’aste paiono molto più enfatiche quelle delle gallerie risultano più riservate e attente. La galleria al fine di proteggere il valore di mercato di un artista riacquista e rivende opere sempre con una particolare attenzione, tutelando in tal modo l’indice di vendita, garantendo una certa stabilità che ne valorizza e preserva l’immagine.


15/02/13

Aste londinesi, barcolla il contemporaneo tiene il moderno


In queste giornate di aste londinesi si può notare che mentre il moderno, con il top di Jean-Michel Basquiat, tiene in modo pieno i contemporaneo con figure come Peter Doig e Gerhard Richter è più incerto.

Per i nostri segnaliamo un ottimo risultato per Penone e per Pistoletto. 

Come sempre si notano le stranezze fra alcune aste e altre, ma sappiamo bene tutti come anche in questa realtà non tutto è perfettamente trasparente.

Risultati comunque positivi soprattutto quando c'è qualità.

foto: Michelangelo Pistoletto Autoritratto del 62 1962-65

La finzione dell’informazione artistica italiana.


  
Il sistema dell’arte italiana nel suo lento declino rivela strategie perdenti nelle sue finte promozioni culturali.

Riviste, una volta autorevoli, oggi diffondono informazioni distorte per sostenere eventi di dubbio gusto. Una rete d’informazione sempre più appiattita all’annullamento della qualità, col fine di promuovere prodotti di facile smercio, enfatizza eventi o crea apparenti interessi con strategie di attenzione relegate a figure “fantasme”.

In certi spazi si scrivono cose che non combaciano con la realtà, col fine di illudere innocenti collezionisti sulla reale attrazione per manufatti dal basso costo di produzione ma dall’alto prezzo di vendita.

Sono già tanti i collezionisti che hanno scoperto la truffa dell’arte.

In questo particolare momento si scoprono i reali valori di certe produzione artistiche che hanno prodotto una montagna di rifiuti che ora toccherà anche mandare al macero.

Va beh come sempre chi è causa del suo mal pianga se stesso...


20/05/12

Il grande drago cinese che si nutre di solida pittura-



Il grande mercato dell’arte si sta lentamente spostando verso l’oriente. Già oggi l’area cinese risulta essere il primo mercato mondiale, si parla di un percentuale di vendita fra il 32 e il 40% di venduto nel mondo, seguito da quello americano, soprattutto statunitense e poi da quello europeo. 

Ultimo segnale è il piazzamento, in solo sette anni di vita, della Beijing Poly International Auction, casa d’aste cinese, che ha raggiunto il terzo posto subito dopo le storiche Sotheby’s e Christie’s. si tratta di un’impresa nazionale che sta costituendo anche un museo aziendale per promuovere il mercato interno. 

La cosa più interessante è che quello asiatico pare ancora un mercato pragmatico, cioè vuole opere reali, non simulacri di idee come invece avviene sul mercato euro-americano. Per cui al primo posto sono le transizioni legate alle opere antiche, soprattutto dipinti e manufatti in ceramica e bronzo, confermate dal tempo e dal contesto culturale, mentre sul fronte contemporaneo è quasi tutto appannaggio delle pittura, soprattutto realista e con tematiche naturalistiche. 

Ci sono tentativi di indirizzare il mercato su certe linee già consolidate nell’ambito concettuale, ma non paiono molto gradite dal mercato attuale. Forse essendo ancora in una complessa situazione politica, che non è cambiata ma lascia spazio ad una certa libertà “capitalistica”, i compratori preferiscono ancora garantirsi dei manufatti “reali” e non troppo idealizzati. 

Ma in fondo anche in questa fase di crisi sui nostri mercati si è visto un gran ritorno della tradizione e anche artisti più sperimentali optano sempre di più per il tradizionale formato del quadro o della scultura. 

Anche tutta la recente storia dell’arte, compreso questi questi ultimi decenni, dimostra che i tanti manufatti di “dubbio estetica” delle tante sperimentazioni, di cui oggi si vedono ennesimi ricicli, sul mercato raramente vengono commercializzate. Un esempio lampante lo vediamo con le opere dada e poi con quelle del gruppo fluxus, che cosa è rimasto e delle tante opere concettuali? Abbiamo assistito ad una certa rivalutazione di certi artisti americani, ma non mi pare che il mercato, nonostante forti pressioni promozionali, alla fine abbia gradito così tanto. E che dire dei video o delle performance.


Nella foto Vaso cinese hu terracotta  II-I a.C. del MAO di Torino