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05/12/17

Sacra Conversazione a Palazzo Marino




Anche quest'anno il Comune di Milano organizza una esposizione tematica su un'opera di grande pregio artistico, quest'anno il capolavoro proposto è la Pala Gozzi o "Sacra Conversazione" di Tiziano.


CS

La maestosa Pala Gozzi “Sacra Conversazione” di Tiziano lascia questa mattina la Pinacoteca civica di Ancona alla volta di Milano dove sarà al centro di un allestimento a Palazzo Marino, per la tradizionale Mostra di Natale milanese. Un appuntamento culturale consolidato, frutta di una intesa tra i settori pubblico-privato particolarmente gradito dai cittadini e dai visitatori della città, che verrà presentato ufficialmente lunedì prossimo, 4 dicembre dai sindaci Giuseppe Sala e Valeria Mancinelli.
L’operazione si svolge all’insegna di una importante collaborazione tra le due città nel segno dell’Arte e un riconoscimento importante verso la città di Ancona che- come sottolineano il sindaco e l’assessore alla Cultura del Comune di Milano- “sta svolgendo un ruolo particolarmente sensibile e attivo come centro di raccolta e protezione di numerose opere proveniente dai territorio del sisma.”.
L’esposizione dell’imponente capolavoro del pittore cinquecentesco sarà allestita dal 5 dicembre al 14 gennaio, con accesso gratuito.
La Pala d’altare, opera giovanile di Tiziano, è stata nelle ultime settimane protagonista alla Pinacoteca Podesti della mostra “Tiziano & Tiziano, due capolavori a confronto” insieme a “La Crocefissione”, realizzata dal Maestro in età avanzata e collocata abitualmente nella chiesa di San Domenico.

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A dieci anni di distanza dal primo appuntamento natalizio con l’arte di Palazzo Marino sono già un milione e mezzo i visitatori che hanno affollato la Sala Alessi, per ammirare i capolavori che il Comune di Milano regala ogni anno per le festività non solo ai suoi cittadini ma anche ai numerosi turisti, sempre più presenti in città. E per celebrare la ricorrenza, l’opera scelta quest’anno è un nuovo capolavoro di Tiziano, la maestosa pala d’altare “Sacra conversazione (Pala Gozzi)” proveniente dalla Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona, che sarà visitabile, come sempre con ingresso libero, dal 5 dicembre al 14 gennaio 2018.
Insieme all’indiscussa importanza storico-artistica del dipinto di Tiziano, la scelta del Comune testimonia la vicinanza di Milano alla città di Ancona, che svolge un ruolo fondamentale come centro di raccolta e riparo di numerose opere d’arte, tra cui molti capolavori, provenienti dai territori marchigiani colpiti dal terremoto, e il costante impegno della nostra città a favore di un territorio in difficoltà.
“Milano ha voluto anche quest’anno regalare un grande capolavoro artistico a tutti coloro che vivono qui o che visiteranno la città durante queste festività – dichiara il sindaco di Milano Giuseppe Sala –, per rendere ancora più bello e magico il Natale. Chiunque entrerà in Sala Alessi per ammirare la pala d’altare di Tiziano potrà stupirsi di fronte all’energia sorprendente che sprigiona e allo splendido allestimento che ne valorizza ogni dettaglio, permettendone una visione ravvicinata e completa”.
“Non è possibile condensare tutta la bellezza di Ancona in una sola opera, ma la Pala Gozzi è, senza dubbio, uno dei nostri tesori più preziosi. La accompagniamo con cura e affetto, e con orgoglio, su uno dei palcoscenici più importanti del Paese, in un Comune di Milano che sentiamo amico e affine per il desiderio d’arte e cultura, e per una tensione al cambiamento che dimostra ogni giorno di governare con grande consapevolezza” afferma Valeria Mancinelli, sindaco della città di Ancona.
In questi anni abbiamo affiancato il Comune di Milano nell’organizzare l’esposizione natalizia di un capolavoro proveniente da chiese e musei non solo italiani, in piena sintonia con le finalità del nostro Progetto Cultura. Intesa Sanpaolo da sempre è impegnata a promuovere e valorizzare lo straordinario patrimonio artistico del Paese e ne è testimonianza anche L’ultimo Caravaggio inaugurato pochi giorni fa alle Gallerie d’Italia, che si unisce alle mostre di Palazzo Reale e di Palazzo Marino in una rete museale unica al mondo, asserisce Michele Coppola, Responsabile Attività Culturali Intesa Sanpaolo
“In quest’anno per noi memorabile, per la celebrazione del Centenario e per la nascita del nostro secondo Flagship store a Roma, Rinascente rinnova il sostegno al tradizionale appuntamento natalizio con i capolavori dell’arte a Palazzo Marino – dichiara Pierluigi Cocchini Amministratore Delegato di Rinascente. L’opera
che i milanesi e i turisti potranno ammirare gratuitamente dal 5 dicembre è la maestosa pala d’altare “Sacra Conversazione” di Tiziano, proveniente dalla Pinacoteca Civita “Francesco Podesti” di Ancona e, insieme alla città di Milano, Rinascente contribuisce quindi a puntare i riflettori su una delle numerose eccellenze artistiche disseminate nel nostro Paese. Ancora una volta, PER LA CITTÀ, CON LA CITTÀ, NELLA CITTÀ.”
La grande pala d’altare (olio su tavola, 312 x 215 cm) dipinta nel 1520 dall’allora trentenne Tiziano per il mercante di Dubrovnik Alvise Gozzi, e destinata all’altare principale della chiesa di San Francesco ad Alto ad Ancona, è il primo dipinto firmato e datato di Tiziano a noi noto: in un cartiglio centrale in basso si legge infatti ALOYXIUS GOTIUS RAGOSINUS / FECIT FIERI / MDXX / TITIANUS CADORINUS PINSIT.
La tavola è una tappa decisiva nell’affermarsi di una nuova forma di pala d’altare, svincolata dagli schemi architettonici e prospettici del Quattrocento. Una rivoluzione che era stata intuita da Leonardo con la Vergine delle Rocce, proseguita da Raffaello, ma interpretata da Tiziano con uno spirito aperto alla natura.
L’opera appartiene al tradizionale genere iconografico della pala d’altare definita ‘Sacra Conversazione’: la Madonna con il Bambino appare improvvisamente in un cielo di nuvole in vibrante movimento, infuocato dalla luce magica del tramonto; in basso contemplano sbigottiti la visione San Francesco, a cui era dedicata la chiesa che ospitava la pala, e San Biagio protettore della città dalmata, che indica al committente inginocchiato l’apparizione celeste. Immerso in una calda luce reale, un paesaggio irripetibile, dove spiccano in primo piano le relazioni visive tra i personaggi: ognuno guarda qualcuno sino ad arrivare al Bambin Gesù che a sua volta punta lo sguardo sull’esterno, sullo spettatore, chiamato così ad essere parte attiva dell’opera stessa. Sullo sfondo della rappresentazione, ben visibile, il bacino di San Marco con il Palazzo Ducale e il suo noto campanile.
Un dipinto grandioso che unisce Venezia, Ancona e Dubrovnik: Tiziano sembra suggerire un’alleanza tra i tre più importanti porti dell’Adriatico, sullo sfondo delle turbolenze politiche sul suolo italiano e dell’espansionismo ottomano.
Un nuovo capolavoro di Tiziano nell’elenco delle opere ospitate in Sala Alessi, scelto proprio per celebrare il decennale dell’iniziativa, a testimonianza di come il grande maestro, rappresenti un vero e proprio trait d’union con gli altri grandi autori precedentemente ospitati. Il primo immediato confronto è sicuramente con la Madonna di Foligno di Raffaello, ospitata nel 2013, uno dei primi dipinti dove l’architettura spontanea sullo sfondo viene sostituita con un primo accenno di architettura naturale e umanistica, così come già anticipato da Leonardo, ospitato nel 2009, nella sua Vergine delle Rocce. E un vero e proprio ponte verso Caravaggio, che per primo ha aperto le porte della Sala Alessi nel 2008 passando attraverso Piero della Francesca, ospite illustre del 2016, con cui però Tiziano si pone in discontinuità. E’ tra i primi, infatti, a superare la composizione spaziale quattrocentesca, frontale e statica tipica del maestro di Sansepolcro, attraverso il gioco prospettico paesaggistico e anticipando i chiaroscuri e la dinamicità barocca, di cui Rubens fu maestro, così come si è potuto ammirare nella maestosa pala d’altare “Adorazione dei pastori” di Rubens, ospitata nel 2015.

Grazie ad un importante progetto allestitivo curato dall’architetto Corrado Anselmi, i visitatori potranno inoltre straordinariamente osservare non solo il capolavoro di Tiziano ma anche il retro della tavola. Una prospettiva inusuale, che permetterà di assaporare l’anima costruttiva della pala fatta di assi di legno rinforzate sul retro con centine costolate, in modo da toccare quasi con mano l’importanza materica dell’opera. Sul retro della tavola sono presenti alcuni schizzi a matita, in parte ombreggiati a pennello, realizzati dallo stesso Tiziano e 
raffiguranti varie teste, una delle quali potrebbe essere il bozzetto per il Bambino in una prima stesura del dipinto. La possibilità di ammirare anche il retro della grande pala d’altare consentirà di scoprire come venivano realizzate nel Cinquecento queste opere che tanta importanza e diffusione hanno avuto nella storia dell’arte del nostro Paese.
A valorizzare ancor di più il capolavoro, l’impianto illuminotecnico a cura dell’architetto Francesco Murano, che utilizzerà la tecnica della luce miscelata,  ottenuta componendo luci calde e fredde, e favorirà una visione particolarmente brillante dei colori con i faretti Luum della Lumen Center Italia.
La mostra è curata da Stefano Zuffi e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, promossa da Comune di Milano, Intesa Sanpaolo – partner istituzionale –  con il sostegno di Rinascente. L’iniziativa è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Città di Ancona – Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala e organizzata con Civita. Il catalogo di mostra è a cura di 24 ORE Cultura.
L’ingresso alla Sala Alessi sarà libero e possibile tutti i giorni dal 5 dicembre al 14 gennaio 2018. I visitatori saranno ammessi in mostra in gruppi e accolti da storici dell’arte, coordinati da Civita, che faranno da guida nel percorso espositivo.
Si unisce alle celebrazioni per il decennale un altro dono alla collettività, questa volta da parte del Municipio di Zona 7 del Comune di Milano, ulteriore iniziativa per la più ampia conoscenza del patrimonio culturale cittadino. Dal 19 dicembre al 7 gennaio, presso l’Emeroteca di via Cimarosa 1 sarà infatti possibile visitare sempre con ingresso gratuito, l’esposizione di un importante dipinto, il “Ritratto di Francesco II Sforza”, di proprietà della Pinacoteca Civica, conservato all’interno del Castello Sforzesco, nelle parti non abitualmente aperte al pubblico.
Eseguito da un maestro lombardo del ‘500 da un originale perduto di Tiziano, il dipinto è una testimonianza dello stretto rapporto tra la città di Milano ed il grande maestro veneto. Già citato anche dal Vasari, il ritratto dell’ultimo duca Sforza segna un momento importante e finora non molto noto del rapporto tra Tiziano e Milano, un binomio che si intensificherà intorno al 1540 con il dipinto “Allocuzione di Alfonso d’Avalos” (oggi al Prado) e con la meravigliosa “Incoronazione di spine”, già in Santa Maria delle Grazie e oggi al Louvre.
Il ritratto (olio su tela, 117 x 94 cm) effigia Francesco II Sforza, figlio cadetto di Ludovico il Moro, morto nel 1535. Dopo la scomparsa del duca, il territorio di Milano verrà personalmente preso in carico da Carlo V, e affidato a un governatore, iniziando così il periodo della cosiddetta “Milano spagnola”.
Seduto su una poltrona, il duca Francesco II Sforza indossa una vesta nera e una sovraveste con un ricco collo di pelliccia. Il volto, incorniciato da capelli e barba neri, è rivolto verso destra, sullo sfondo due colonne. Dell’originale si sono perse le tracce, ma forse si trova in Danimarca, paese natale della principessa Cristina, giovanissima consorte di Francesco II, cui probabilmente era stato inviato in dono come promessa nuziale.
La mostra è curata da Stefano Zuffi promossa da Comune di Milano – Municipio di Zona 7 coordinata da Palazzo Reale, e realizzata insieme alla Pinacoteca Civica del Castello Sforzesco con l’organizzazione di Civita.
Scheda informativa
Sacra Conversazione

Periodo
5 dicembre 2017 – 14 gennaio 2018

Sede
Milano, Palazzo Marino, Sala Alessi
Piazza della Scala 2
Ingresso libero

Orari di apertura al pubblico
Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20.00
(ultimo ingresso alle ore 19.30)
Giovedì dalle ore  9.30 alle ore 22.30
(ultimo ingresso alle ore 22.00)

Chiusure anticipate                   
7 dicembre chiusura ore 12.00 (ultimo ingresso alle ore 11.30)
24 e 31 dicembre 2017 chiusura ore 18.00
(ultimo ingresso alle ore 17.30)

Festività                                      
8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio aperti dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)

Info mostra
Tel. 800.167.619
mostre@civita.it
(Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00, sabato dalle 9.00 alle 12.00)
Prenotazioni possibili solo per le scuole.

23/04/13

Giunta a Venezia l'Olympia di Manet - Ieri e oggi le bellezze s'incontrano



Nelle stupende sale del Palazzo Ducale di Venezia è giunta la sensuale Olympia che s’incontra con l’elegante Venere in un simposio di bellezza. Accompagnano queste due meraviglie le dame del balcone, lo spensierato pifferaio, e tanti altri personaggi, tutti riuniti in un omaggio al grande pitture Édouard Manet. 

La mostra che si aprirà fra pochi giorni, il 24 Aprile, a Venezia è un’occasione speciale per poter ammirare alcuni capolavori della pittura impressionista ma non solo. Attimi di stupore da godere nel pieno della particolare luce veneziana. 

Settanta dipinti del celebre pittore affiancati a opere che ispirarono il suo percorso artistico, momenti unici di emozioni in un percorso storico. Che ha nel confronto diretto fra la Venere del Tiziano e la sua Olympia, un’occasione irripetibile di dialogo estetico. Ma non solo il confronto abbraccia diverse opere della storia dell’arte italiana che hanno alimentato il percorso artistico di Manet, come ad esempio “Due dame veneziane” del Carpaccio 

Si manifesta in tal modo il legame artistico fra il grande pittore francese e la storia dell’arte italiana, da cui trasse molte ispirazioni, quando in due viaggi nel 1853 e poi nel 1857 percorse il nostro bel paese.

20/04/13

Franchetti, Tiziano e Leonardo. Grandi eventi venezia del 2013



Sono stati presentati i grandi progetti di recupero di alcuni complessi museali di venezia che saranno proposti in un ricco programma di eventi culturali. 

Cominciamo, in ordine di tempo, dalla proposta della Cà d’'Oro dove i riflettori si accenderanno, dal 30 maggio al 24 novembre, sulla mostra “Da Giorgio Franchetti a Giorgio Franchetti”. 

L’'esposizione, curata da Claudia Cremonini e Flavio Fergonzi, mette a confronto due uomini, nonno e nipote dallo stesso nome, e la loro straordinaria passione collezionistica. Il primo, il Barone Franchetti, riunì nella sua Cà d'’Oro una collezione senza eguali di capolavori dell’arte italiana e fiamminga: da Giambono a Mantegna, da Tiziano, Tintoretto, Paris Bordon sino a Guardi, ma anche van Eyck e van Dick, Paul Brill o Joachim Patinier. Per loro restaurò e adattò la celebre dimora sul Canal Grande, donando il Palazzo e le raccolte d’arte e di arredi in essa contenute allo Stato italiano nel 1916. 

Il nipote Giorgio Franchetti, deceduto da pochi anni (2006), collezionò ciò che di nuovo proponevano gli artisti italiani del secondo dopoguerra: Tano Festa, Cy Twombly, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Ceroli, Fabro, Luigi Ontani... e se fece qualche concessione allo “storico” fu solo per Balla. Queste opere vengono per la prima volta riunite dopo la dispersione che è seguita alla scomparsa del collezionista, nel “portego” del secondo piano di Cà d’'Oro. In un colloquio con quelle riunite nella stessa “Galleria” dal nonno, a testimoniare come la loro passione, pur diretta a momenti diversi della storia dell’arte, abbia comun denominatore nella qualità, frutto di grande competenza e tenacia. 

E’ solo un'’opera, anche se straordinaria com’'è la “Bella” del Tiziano, l'’oggetto e il soggetto della seconda proposta del Polo Veneziano. Il capolavoro del Vecellio sarà esposto, dal 12 settembre all’'8 dicembre, in un luogo magnifico e ancora marginalmente inserito nei percorsi veneziani dell'’arte: Palazzo Grimani, dimora bellissima a poche centinaia di metri da San Marco, integralmente recuperata da un lungo intervento di restauro. L'’opera è quindi un pretesto per la scoperta di questo Palazzo assolutamente magnifico e delle rare, eccezionali opere d'arte in esso custodite, prima fra tutto il Polittico di Gerolamo Bosch. Sarà davvero un confronto imperdibile quello tra la luminosa Flora e il magico, complesso mondo dell’'artista fiammingo. 


L’'appuntamento, imperdibile, di Settembre è poi con Leonardo da Vinci, alle Gallerie dell'Accademia, oggetto di un integrale recupero ancora in atto. 

Va detto che una mostra così la si può ammirare una volta in una generazione. Per un motivo oggettivo: i disegni, e a maggior ragione quelli di un autore sommo come Leonardo, prima e dopo una esposizione pubblica necessitano di molti anni “di riposo”, al buio assoluto, all'’interno dei caveaux climatizzati nei quali sono opportunamente custoditi. E'’ una regola imposta dalla priorità che, giustamente, viene data alla conservazione di opere fragilissime e preziosissime. 

Per questo la mostra “Leonardo Da Vinci. L’uomo, La Natura, La Scienza”, a cura del Direttore del Gabinetto dei Disegni delle veneziane Gallerie dell’Accademia Annalisa Perissa, è di quelle da appuntarsi in agenda. Sarà aperta al pubblico, nelle medesime Gallerie dell’'Accademia, naturalmente a Venezia, dal 4 settembre all'8 dicembre 2013: 90 giorni in tutto, ovvero il periodo massimo concesso per l'’esposizione di questi capolavori. 

Per questa esposizione vengono riuniti ben 52 disegni di Leonardo, 25 dei quali patrimonio delle Gallerie stesse (e mai più esposti nella loro interezza dal lontano 1980), gli altri provenienti da importantissime istituzioni italiane e soprattutto straniere. Con i disegni di Leonardo (e tra essi il celebre “Uomo Vitruviano” la mostra propone stampe, incisioni e altri disegni di artisti coevi al grande Da Vinci, oltre ad una spettacolare selezione di dipinti di Giorgione e di altri grandi che a Leonardo si sono ispirati. 

“Le tre proposte, tiene a sottolineare la Soprintendente Damiani, non esauriscono certo l’attività del nostro Polo museale, semmai rappresentano la punta di diamante di una attività quotidiana rivolta al pubblico, fatta di piccole mostre, di incontri, didattica, momenti di approfondimento, proposte musicali o di programmi destinati ai più piccoli e alle famiglie. 

In una città che vive dinamiche del tutto peculiari, il rapporto con i residenti è altrettanto fondamentale di quanto non lo sia quello con i turisti. 

Con queste mostre, continua Giovanna Damiani, vogliamo proporre iniziative di assoluta qualità scientifica coniugata a spettacolarità, con un obiettivo aggiuntivo: fare di queste esposizioni il motivo in più per incentivare il pubblico più vasto a visitare i meravigliosi musei del nostro Polo, oggi meno valutati di quanto oggettivamente meritino da un turismo veloce e non sempre attento com’è quello veneziano. Lo vogliamo fare innanzitutto perché è nella nostra missione, ma anche per far scoprire monumenti cui gli interventi di restauro, appena completati o ancora in corso, hanno restituito bellezza e nuova funzionalità. 

Penso al fascino nascosto di Palazzo Grimani e penso alla Cà d’Oro, la cui facciata è tra le più note e fotografate del Canal Grande, mentre davvero poco noti restano i tesori che dietro ad essa sono custoditi. Ma penso alle stesse Gallerie dell'’Accademia, concentrato assoluto di veri capolavori, o a musei importanti ed attivissimi come l’'Archeologico, in Piazza San Marco, o l'’affascinante Museo Orientale”.

09/04/13

Vi affascina di più Venere o l'Olympia?



Mancano pochi giorni per poter scegliere se lasciarsi affascinare dalla dolcezza di Venere o preferire lo sguardo deciso dell'Olympia. 

Scelta che si potrà fare dal 24 Aprile a Palazzo Ducale in Venezia nella mostra "Manet, ritorno a Venezia" che metterà questi due capolavori affiancati, la bellezza storica di Tiziano e la freschezza di Manet. 

Mostra che raccoglierà i più bei capolavori di questo grande artista francese. 

In attesa del confronto diretto forse converrà già prenotare i biglietti per quello che sarà fra gli eventi espositivi più imperdibili di quest'anno.

11/07/12

Tiziano olimpionico



Tiziano La morte di Atteone
Per la stagione olimpionica la National Gallery propone, in collaborazione con la Royal Opera House, un articolato progetto che prende le mosse dalle stupende opere di Tiziano: "Morte di Atteone" , "Diana e Atteone" e "Diana e Callisto". Gli ultimi due dipinti sono stati acquisiti recentemente dal Regno Unico per una somma superiore a 100 milioni di sterline. Questi tre quadri sono il punto di partenza della mostra "Metamorphosis: Titian 2012". Da questi capolavori, legati alla dea Diana e al mito della Metamorfosi, sono stati chiamati diversi artisti del Regno Unito per sviluppare nuove opere che vanno dalla composizione , con Mark-Anthony Turnage, alla poesia, con quattordici poeti, fra cui Simon Armitage, Carol Ann Duffy, Seamus Heaney e Christopher Reid. Ci sono anche delle declinazioni visive con gli artisti Wallinger, Chris Ofili e Conrad Shawcross, Mark Wallinger, che agiscono anche con dei coreografie, Wayne McGregor e Christopher Wheeldon, per una serie di balletti proposti dalla Royal Opera House al Covent Garden. L’evento durerà fino al 23 Settembre. 

Si tratta di un bel progetto che nell’intreccio delle forme de delle tematiche rielabora un approccio espositivo nuovo e dinamico. 

Mentre la mostra “Metamorfosi: Tiziano 2012” è proposta nella Sainsbury Wing, nel Sunley Room è proposto fino al 19 Agosto sempre del Tiziano che giunge a seguito di un restauro dall’Ermitage e che dopo una breve esposizione a Venezia tornerà nella sua sede storica. 


Tiziano Diana e Atteone
Tiziano Diana e Callisto

04/01/11

Milano val bene un quadro




Lascia molto perplessi la proposta, che si ripete anche quest’anno, di presentare un’opera presso il palazzo comunale di Milano, nella suggestiva sala Alessi.

Dopo Caravaggio e Leonardo, quest’anno è la volta di Tiziano, con uno dei suoi stupendi ritratti femminili.

L’osservazione non è contro l’evento, anzi, ma su come questo crei un flusso di attenzione che normalmente le stesse opere esposte nella loro sede non hanno mai avuto.

Come mai? Che cosa cambia?

Sono tante le domande che si pongono, pensando poi che contemporaneamente a Milano ci sono spazi come Brera o il Poldi Pezzoli che hanno altrettanti capolavori ma che rarissimamente vedono così code al loro ingresso.

Sarà il biglietto gratuito, sarà la pubblicità, ma questo evento dovrebbe far riflettere molto le persone che gestiscono musei e spazi culturali.

L’evento supportato dall’Eni, presenta anche un ricco programma di incontri su tematiche femminili.