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08/02/17

Gam di Roma - Oltre il tempo




Col titolo "Time is Out of Joint" è stata riallestita, dalla nuova direttrice Cristiana Collu, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, realizzando una trasformazione molto articolata che ripensa gli spazi espositivi e la collezione del museo. 




Il titolo prende spunto da un verso William Shakespeare “The time is out of joint” tratto dall'Amleto, in cui il tempo viene visto come oltre la linearità, percepito come una stratificazione di eventi, realizzando così una alterità fra le opere presenti da Giacomo Balla a Gustav Klimt,  da Lucio Fontana a Sophie Ristelhueber.

Il risultato è un pochino datato, ma di piacevole effetto. 





Foto di  Fernando Guerra

15/10/12

Sempre più in alto - Una nuova ed elegante ampliata Fiac



Dopo la kermesse londinese ora è la volta di Parigi con le Fiac, che in questi anni ha recuperato terreno, dopo un periodo di discontinuità.

Per proporsi al meglio ci sono un sacco di interessanti novità, la prima l’ampliamento dell’area ospitalità, al primo piano, che ora arriva a 1200m ², con una nuova rinnovata ed elegante VIP Lounge, romanticamente posta nel cuore dello storico complesso architettonico del Grand Palais de la Découverte, riportandolo nei romantici anni trenta, con la stupenda cupola da soffitto.

Ben 184 gallerie internazionali d'arte moderna e contemporanea si proporranno in una proposta molto selettiva di opere d’arte, sono presenti le più prestigiose gallerie del mondo: 303 Gallery, Air de Paris, Gavin Brown Enterprise, Capitain Petzel, Cheim & Read, Sadie Coles HQ, Paula Cooper, Chantal Crousel, Massimo De Carlo, Gagosian Gallery, Galleria Gladstone, Greene Naftali, Elvira Gonzalez, Marian Goodman, Bärbel Grässlin, Karsten Greve, Hauser & Wirth, Max Hetzler, Xavier Hufkens, Kukje Gallery / Tina Kim Gallery, Kurimanzutto, Yvon Lambert, Lelong, Lisson, Luhring Agostino, Matthew Marks, Kamel Mennour, Metro Pictures, Victoria Miro,Galerie Perrotin, Eva Presenhuber Almine Rech, Regen Projects, Thaddaeus Ropac, Esther Schipper, Sprüth Magers, Michael Werner, White Cube, Zeno X, David Zwirner e tante altre.

Incrementata anche la presenza della gallerie più legate al contemporanea, di fama internazionale quali: Gavin Brown Enterprise, Greene Naftali e Meyer Riegger adesione Art: Concept, Guido W. Baudach, Isabella Bortolozzi, gb agency, Johann König, Maccarone, Jan Mot e Franco Noero ...

Fra le più nuove segnaliamo le gallerie come Freymond-Guth Belle Arti, Kamm, Mary Maria, Peres Projects, Reena Spaulings, Rodeo, T293, Richard Telles Belle Arti, la terza linea ...

MA non mancano quelle specializzate in arte moderna sono: Galerie 1900-2000, Raquel Arnaud Applicat-Prazan, Henze & Ketterer, Kicken, Il Minotauro, Helly Nahmad Gallery,Guillermo de Osma, Sophie Scheidecker, Ubu, Zlotowski o Natalie Seroussi

Sono poi state ideate differenti mostre personali con artisti di epoche diverse: Herman de Vries a Aline Vidal, Alfred Manessier Applicat-in Prazan, Filipa César a Cristina Guerra, Lara Favaretto in Franco Noero, Takis in Xippas, Fausto Melotti a Gladstone Gallery, Alan Vega da Suicide Laurent Godin.

Al primo livello saranno strutturate tre sale espositive con ben 2200m ² con dei meravigliosi soffitto di vetro posti a 11 metri di altezza.
In questo spazio saranno ospitate 59 gallerie d'arte contemporanea e le tendenze emergenti.

unendo Marcelle Alix, Ufficio, Cherry & Martin, Dependance, Eleven Rivington, Gaga, Karma International, Neue Alte Brücke e Piano B per citarne alcuni.

FIAC sostiene le giovani generazioni di gallerie francesi con l’ospitalità a : Samy Abramo, Crèvecoeur, Balice Hertling, Stampa Gaudel e V tripla giunzione Martine Aboucaya, Marcelle Alix, Cortex Athletico, galerieofmarseille, Nuova Galleria, Schleicher + Lange ...

Sono ben 4 le sezioni esterne per gli interventi più scultorei, quali le Jardin des Tuileries, le Jardin des Plantes, e per la prima volta la suggestiva Place Vendôme che ospiterà le opere di Jaume Plensa e l’Esplanade des Invalides con la vicina ed imponente Tour Eiffel, dove sarà posta l’opera “Scrilège” di Jeremy Deller, una riproduzione gonfiata del gruppo archeologico di Stonehenge.

Presso l’auditorium del Louvre  e quello dell Grand Palais si svolgeranno le  sezioni dei film e delle performance.

Come vedete il programma è bello ricco di proposte e idee, non resta che immergersi in questa stupenda atmosfera. 

26/08/12

I contemporaneo fallito - Promesse di un futuro mancato

Phofdo - photographic project 



Il ciclo innovativo dell’arte contemporanea sembra giunto al capolinea. Dopo decenni di ribellione e di impegno l’arte contemporanea pare essersi arenata in un pantano espressivo che compulsivamente si ripete noiosamente negli intenti e nelle forme.

Decenni di eroici proclami e di promesse di cambiamento si sono svuotate nel nulla di fatto. Le aspettative si sono mutate in vacue posizioni storiche che narrano di continui fallimenti di un’arte aperta e per tutti. Intenti che ora sempre più vengono riproposto dalle nuove generazioni di artisti ancora più aleatori e sempre più finti.

Il mercato ha vinto sulle ideologie, anche artistiche, monetizzando tutto e piegando i tanti giovani ribelli al borghesismo capitalistico, vedi i vari artisti irrequieti nostrani post-comunisti che al ricco mercato americano devono le recenti riscoperte e un certo benessere economico.

Anche ora che la crisi mette in risalto la divisione sempre più ampia fra ricchezza e povertà, si vedono i giovani artisti atteggiarsi fintamente a ribelli. Qualche debole azione viene fatta giusto per richiamare un poco i media ma senza però realmente impegnarsi in azioni concrete di lavoro ma rifugiandosi in vacue promesse di cambiamento e innovazione.

La continua attenzione alle mode, ha prodotto artisti privi di carattere e di idee. Adattabili a ogni format e necessità non possono dire molto visto che non incidono ma descrivono il momentaneo bisogno espositivo dell’ennesimo inutile evento.

L’arte contemporanea rinunciando al suo ruolo visivo per un comodo “parlarsi intorno” ha dismesso la sua irruenza e forza per evaporarsi nel gioco facile delle parole.