Translate

Visualizzazione post con etichetta passato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta passato. Mostra tutti i post

20/02/13

E ora guardiamo tutti indietro …



Segnali c’erano già stati, ad iniziare da Artissima che proiettata al futuro ha aperto una sezione dedicata al passato, strana scelta per una rassegna giovanilistica. Altro forte segnale è stato l’anno scorso a Londra con Frieze Master, che ha avuto un notevole successo.

E ora anche le recenti aste manifestano che c’è più interesse per il passato che per il contemporaneo.

Pare proprio che in questa fase il futuro spaventi per cui meglio rifugiarsi nei bei tempi passati.

 Col rischio però che altrove altri imbocchino la strada del futuro, e infatti così sta succedendo.

Viviamo in un’Europa sempre più stanca e statica mentre altri continenti stanno prendendo piede, e voglia di creare nuovi futuri. 

26/08/12

I contemporaneo fallito - Promesse di un futuro mancato

Phofdo - photographic project 



Il ciclo innovativo dell’arte contemporanea sembra giunto al capolinea. Dopo decenni di ribellione e di impegno l’arte contemporanea pare essersi arenata in un pantano espressivo che compulsivamente si ripete noiosamente negli intenti e nelle forme.

Decenni di eroici proclami e di promesse di cambiamento si sono svuotate nel nulla di fatto. Le aspettative si sono mutate in vacue posizioni storiche che narrano di continui fallimenti di un’arte aperta e per tutti. Intenti che ora sempre più vengono riproposto dalle nuove generazioni di artisti ancora più aleatori e sempre più finti.

Il mercato ha vinto sulle ideologie, anche artistiche, monetizzando tutto e piegando i tanti giovani ribelli al borghesismo capitalistico, vedi i vari artisti irrequieti nostrani post-comunisti che al ricco mercato americano devono le recenti riscoperte e un certo benessere economico.

Anche ora che la crisi mette in risalto la divisione sempre più ampia fra ricchezza e povertà, si vedono i giovani artisti atteggiarsi fintamente a ribelli. Qualche debole azione viene fatta giusto per richiamare un poco i media ma senza però realmente impegnarsi in azioni concrete di lavoro ma rifugiandosi in vacue promesse di cambiamento e innovazione.

La continua attenzione alle mode, ha prodotto artisti privi di carattere e di idee. Adattabili a ogni format e necessità non possono dire molto visto che non incidono ma descrivono il momentaneo bisogno espositivo dell’ennesimo inutile evento.

L’arte contemporanea rinunciando al suo ruolo visivo per un comodo “parlarsi intorno” ha dismesso la sua irruenza e forza per evaporarsi nel gioco facile delle parole.