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Visualizzazione post con etichetta Michelangelo. Mostra tutti i post
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11/02/26

Il piede di Michelangelo


Un foglio di carta con un disegno, a gessetto rosso, che misura 13,5 x 11,5 cm e che pochi giorni fa è stata battuto per 27,2 milioni di dollari... 

Va bene l'ha fatto Michelangelo, ma forse si è perso il senso delle cose.

Si tratta di uno studio per la figura della Sibilla presente nella Cappella Sistina

07/12/19

Pietà in cura ...



Per alcuni mesi presso l’Opera del Duomo a Firenze la nota Pietà di Firenze, realizzata da Michelangelo, subirà un intervento conservativo che sarà visibile al pubblico

L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Friends of Florence.

CS

Sabato 23 novembre sarà una data significativa per il Museo dell’Opera del Duomo e, più in generale, per Firenze. Alla riapertura del museo dopo i delicati lavori per il collocamento della Porta Sud di Andrea Pisano, da poco restaurata, si è appena affiancato l’annuncio - con la conferenza stampa tenutasi oggi - del restauro di uno dei massimi capolavori scultorei del Cinquecento: la Pietà Bandini di Michelangelo.
Il restauro di un capolavoro non finito: potrebbe essere questo il titolo per riassumere l’unicità di un’operazione inedita sia nelle modalità che nell’oggetto, quella Pietà che nella vita dell’artista toscano ha significato un vero e proprio leitmotiv, affrontato a più intervalli lungo l’arco della sua lunga vita - dalla giovanile Pietà Vaticana alla crepuscolare (e non finita) Pietà Rondanini. Dopo circa 470 anni, infatti, la Pietà Bandini - oggi esposta nella Tribuna di Michelangelo del Museo dell’Opera del Duomo - porta i segni del tempo, accumulatisi nel corso dei secoli sulla sua superficie marmorea: cicatrici, depositi e patine che non hanno risparmiato il l’enorme blocco di marmo scolpito dal Buonarroti. Inoltre, gli eventi traumatici avvenuti al momento della sua realizzazione - di cui abbiamo parlato qui -, le vicende collezionistiche legate ai vari passaggi di proprietà e le varie movimentazioni che ha affrontato, ne hanno inevitabilmente compromesso l’aspetto originario.
L’approccio del restauro sull’opera sarà quello di un intervento volto a rispettare la visione - ormai consolidata nell’immaginario collettivo - di una superficie “ambrata” e delle patine che, nel tempo, con il loro naturale processo d'invecchiamento hanno trasformato la cromia originaria del marmo. Un restauro che, al tempo stesso, cercherà di recuperare la maestosa tridimensionalità dell’opera, attualmente offuscata da scure patine sovrammesse. Il criterio alla base del restauro, infatti, è quello di rimuovere tutte le sostanze sovrapposte che interferiscono con la corretta lettura della superficie dell’opera e, conseguentemente, con la fruizione del capolavoro stesso da parte di chi lo osserva.
La Pietà, ormai da molti anni accolta in ambiente museale, è infatti ammirata da centinaia di migliaia di visitatori che ogni anno le sostano davanti divenendo così il principale fattore di degrado. Infatti, transitando in flussi massicci, le persone portano con sé quantità di polvere, di particellato atmosferico, di laniccio e, quando piove, di umidità: oggi, l’immagine che percepisce l’occhio guardando l’opera è quella di un manufatto parzialmente coperto e offuscato da un sottile strato disomogeneo, che contribuisce a vanificare la corretta lettura dell’opera.
Data l’importanza e l’unicità dell’intervento, l’Opera di Santa Maria del Fiore - che cura l’operazione, finanziata dalla Fondazione Friends of Florence - ha deciso di rendere il restauro “aperto”: fruibile alla vista dei visitatori. Nelle prossime ore sarà così allestito un cantiere speciale in museo che permetterà la visione delle varie fasi dell’operazione, garantita eliminando i tipici ostacoli che solitamente cingono l’area dei cantieri. 
I visitatori che si troveranno in museo potranno osservare un passaggio storico: il capolavoro di Michelangelo che viene restaurato step by step, assistendo in diretta alle fasi di un lavoro così delicato, necessario ed importante. Il cantiere di restauro diverrà così, a sua volta, uno strumento di condivisione e fruizione culturale per turisti e visitatori, stimolando curiosità ed interesse verso un’opera riconosciuta come patrimonio culturale dell’umanità.
(Foto nell'articolo: © Alena Fialová)

21/06/19

Michelangelo alla Pinacoteca Agnelli di Torino






In un elegante allestimento ideato da Marco Palmieri la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli propone fino al 21 Luglio, una serie di disegni di Michelangelo Buonarroti, che riguardano gli studi preparatori per gli affreschi della volta della Cappella Sistina, schizzi di anatomia e di architettura.




I disegni, selezionati dal curatore Alessandro Cecchi, provengono dalla Fondazione Casa Buonarroti di Firenze un altro straordinario esempio di raccolta familiare resa disponibile alla fruizione pubblica, materiali preziosi che per motivi di conservazione sono raramente esposti al pubblico.

 


Si tratta quindi di un’occasione speciale di per poter vedere le idee preparatorie che il genio toscano realizzava con diverse tecniche, con risultati che paiono scultorei. I 25 disegni proposti offrono uno sguardo su quanto la perizia preparatoria e il riflettere sul farsi sia stato accurato e come tutto si sviluppi attraverso una articolata meditazione creativa che aspira al sublime.

Centro nodale del lavoro di questo artista scultoreo è stata la figura umana che ricompare nei diversi disegni proposti, come disegni anatomici, summa di una scrupolosa e intensa attenzione alle forme del corpo. Ci sono così l’intenso "Studi di gambe" a carboncino o lo schizzo a penna e inchiostro marrone per "Schizzo parziale di nudo virile e scritte autografe". Delicatissimi i due studi per gli affreschi della Cappella Sistina, l’"Adamo della Cacciata del Paradiso Terrestre" e un affascinante dettaglio degli "Ignudi".

 

Segnalo che che fino al 3 Novembre nell’Arca della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli sarà possibile vedere anche “La morte di Lucrezia di Guido Reni (Bologna, 1575 – 1642) proveniente dalle collezioni Musei Reali di Torino.


Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
Via Nizza, 230/103 - Torino
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.15, ultimo ingresso. Chiuso il lunedì
Data/e: 4 Aprile 2019 - 21 Luglio 2019
www.pinacoteca-agnelli.it

17/07/18

Nuove sale agli Uffizi per Caravaggio, Michelangelo, Raffaello e Leonardo da Vinci.


 


Sono mesi di grande fermento agli Uffizi di Firenze, che vede un forte impulso di ammodernamento della proposta espositiva.

In questi ultimi mesi sono state rinnovate diverse sale. All’inizio dell’anno si è iniziato con quelle dedicata a Caravaggio e alla pittura seicentesca, poi la creazione di una sala dedicata alle relazioni di Michelangelo e Raffaello e ora una tutta per Leonardo da Vinci.




Le ultime due aperture vedono un progetto contemporaneo di allestimento che evidenzia ogni opere e le protegge con speciali vetri antiriflesso e con interni ambienti conservativi.

Nella prima è stato posto centralmente il tondo Doni corredato dalle opere di Raffaello, con i ritratti di Maddalena e Agnolo Doni e la Madonna del Cardellino, e Fra Bartolomeo.




Nella seconda ci son ben tre lavori del maestro di Vinci, il progetto mai finito dell’Adorazione dei Magi, recentemente restaurato, l’Annunciazione e il battesimo di Cristo eseguito dalla bottega del Verrocchio, in cui Leonardo realizzò il famoso angelo a destra dell’opera.

Con questi nuovi allestimenti prosegue il grande lavoro di rinnovamento compiuto dal nuovo direttore Eike Schmidt e col prezioso supporto delle associazioni Amici degli Uffizi e Friends of the Uffizi Galleries per rendere questo meraviglioso museo sempre più piacevolmente fruibile.


 


26/01/18

Michelangelo incontra Michelangelo



Ok può essere una strategia per avvicinare i giovani all'arte antica, ma un brivido mi corre sulla schiena. 

Nei giorni scorsi Michelangelo, la celebre tartaruga Ninja ( !!?) visita la mostra su Michelangelo ( scultore italiano) ora in corsa al  Metropolitan di New York...

Va beh sicuramente mi sono perso qualcosa, ma siamo ottimisti! 

d.o) 

Maggiori dettagli li trovate qui 


02/05/15

Museo Pietà Rondanini Michelangelo




Sabato 2 maggio l’inaugurazione del Museo dà l’avvio a ExpoinCittà: grande festa al Castello Sforzesco a una settimana di ingresso gratuito fino a domenica 10 maggio
Sarà il nuovo Museo Pietà Rondanini Michelangelo ad aprire, con una grande festa al Castello Sforzesco sabato 2 maggio, il ricco programma di iniziative ed eventi di ExpoinCittà, destinato ad animare la vita culturale milanese per tutto il semestre dell’Esposizione Universale. Il taglio del nastro si svolgerà alle ore 11, mentre dalle ore 14 fino alle ore 23 il Museo resterà aperto alla città e sarà ad ingresso gratuito per tutta la settimana fino a domenica 10 maggio.
In concomitanza con l’avvio di Expo 2015, e dopo quasi sessant’anni trascorsi nel Museo d’Arte Antica del Castello all’interno della Sala degli Scarlioni, dove abitava in una nicchia d’autore firmata BBPR, la Pietà Rondanini cambia casa, rimanendo sempre all’interno del Castello Sforzesco e trovando la sua definitiva collocazione nell’affascinante spazio dell’antico Ospedale Spagnolo. L’ultimo emozionante capolavoro di Michelangelo viene così ridonato a Milano in un nuovo spazio espositivo dedicato, riscoperto, restaurato e restituito alla città nel raffinato allestimento di Michele De Lucchi, capace di dare piena valorizzazione al significato espressivo e alla straordinaria potenza iconica della Pietà.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione portata avanti per quasi tre anni fra Istituzioni pubbliche e realtà private, in particolare dal Comune di Milano insieme alle Soprintendenze, al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR) e al Politecnico di Milano – Centro Beni Culturali per le attività di diagnostica, monitoraggio e ingegneria. Fondamentale è stato inoltre il contributo della Fondazione Cariplo, partner istituzionale del Castello Sforzesco nel progetto di restauro architettonico e di rinnovamento museografico. Un insieme di voci e di diverse competenze che hanno saputo confrontarsi con sinergia su temi di conservazione, restauro, progettazione e ingegnerizzazione, in grado di garantire la più alta valorizzazione dell’opera e al tempo stesso la sua massima sicurezza.
Per questa occasione è stata infatti progettata una speciale piattaforma antisismica e antivibrante con un basamento cilindrico super tecnologico su cui poggia la scultura. La progettazione delle strutture di protezione dell’opera è dell’azienda giapponese Thk con Miyamoto International e il piedistallo è realizzato dall’italiana Goppion. La realizzazione di questa innovativa tecnologia è stata seguita in ogni sua fase esecutiva dal Politecnico di Milano. Il tutto in stretta collaborazione anche con Arterìa che si è occupata della delicata movimentazione dell’opera e con Sabina Vedovello (CBC) per gli aspetti conservativi in tutte le fasi del progetto.

«La Pietà Rondanini cambia casa. Un trasferimento sempre all’interno delle mura del Castello, ma in realtà un grande viaggio per questo capolavoro che trova oggi la sua collocazione definitiva in uno spazio ‘ritrovato’, completamente restaurato e restituito alla città: l’antico, cinquecentesco Ospedale Spagnolo del Castello – dichiarano gli assessori Filippo Del Corno (Cultura) e Carmela Rozza (Lavori Pubblici e Arredo Urbano) –. Un allestimento che cambia completamente la percezione di questa icona dell’arte mondiale e che valorizza in modo straordinario la potenza struggente dell’opera alla quale Michelangelo lavorò fino agli ultimi giorni della sua vita. Un progetto – hanno concluso gli assessori – che non sarebbe stato possibile realizzare se non grazie all’eccezionale lavoro di squadra tra istituzioni pubbliche e private, che sta diventando il modello produttivo della proposta artistica e culturale di Milano».
Il delicato e complesso percorso affrontato per dare la giusta valorizzazione alla Pietà Rondanini con un Museo dedicato giunge finalmente a compimento in un anno particolarmente importante per Milano. «Per quanto sia apparso evidente fin da subito, sorprende oggi vedere come l’incontro fra il capolavoro di Michelangelo, l’affascinante spazio dell’antico Ospedale Spagnolo e il raffinato allestimento di Michele De Lucchi crei una perfetta armonia fra architettura e opera, permettendo finalmente alla Pietà di sprigionare completamente la sua forza espressiva e di trasmetterla a coloro che la osservano», afferma Claudio Salsi, Direttore Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici. «Questo risultato non sarebbe stato possibile senza la preziosa guida dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR), che ha seguito costantemente tutte le fasi di tutela e conservazione preventiva in vista dello spostamento dell’opera, compreso lo studio dell’innovativo basamento tecnologico che sostiene la Pietà e il progetto di monitoraggio della superficie dell’opera realizzato in stretta collaborazione con il Politecnico di Milano – Centro Beni Culturali e con gli altri partner coinvolti».
«Il nuovo allestimento ribalta completamente la visione ad oggi consueta dell’opera: entrando i visitatori vedranno infatti la scultura di spalle e scorgeranno per prima cosa ciò che Michelangelo scolpì per ultima, la schiena della Madonna ricurva sul Cristo, rendendo ancora più intensa l’emozione per l’opera», afferma l’architetto Michele De Lucchi. «Solo girando attorno alla statua si vedrà la parte anteriore, con il Cristo cadente sostenuto dalla Madre: una prospettiva assolutamente inedita, voluta per mettere in risalto quella dimensione della scultura, incompiuta, prima impossibile da osservare nella sua completezza».
«Come Istituzione impegnata da anni nel sostegno a progetti culturali, sociali e ambientali sul territorio, abbiamo deciso di offrire il nostro supporto al restauro dell’Ospedale Spagnolo, nuova sede della Pietà Rondanini, contribuendo a restituire al mondo un capolavoro», afferma Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo. «Confidiamo che in un anno straordinariamente rappresentativo per Milano, il Castello Sforzesco e la Pietà Rondanini possano davvero rendere la bellezza un veicolo universale di accoglienza, inclusione, condivisione, partecipazione, a beneficio dei milanesi e di quanti affolleranno la città».
Restituire alla città un’opera straordinaria come la Pietà Rondanini nel suo massimo splendore non è solo un importante appuntamento per il mondo dell’arte, ma ha un profondo significato per Milano, che diventa città simbolo di dialogo tra arte, economia e società», dichiara Alberto Meomartini, Vice Presidente della Camera di commercio di Milano. «Questo è lo spirito di ExpoinCittà: creare interconnessioni tra mondi diversi, mischiare cultura, imprese, città in modo virtuoso. La rivalutazione espositiva dell’opera è infatti un tema anche economico: attirerà ancora di più turisti, investimenti, capitali. Da oggi abbiamo una nuova icona, un nuovo biglietto da visita di Milano nel mondo, un nuovo elemento di orgoglio per i milanesi e per il nostro territorio».


La Pietà Rondanini e l’antico Ospedale Spagnolo
Estremo capolavoro e ultima creazione incompiuta del genio toscano, la Pietà Rondanini è un’opera drammaticamente singolare, dotata di un senso che trascende la bellezza in quanto espressione dell’amore umano: racchiude infatti in un unico blocco di marmo le figure del Cristo e della Vergine, quasi fuse in un solo abbraccio.
La Pietà Rondanini rappresenta il testamento spirituale del maestro, intento a scolpirne i tratti sino a pochi giorni prima della morte, avvenuta nel 1564. L’opera non finita fu infatti ritrovata nella sua abitazione romana, ma se ne persero poi le tracce per lunghi anni fino a quando ricomparve presso l’abitazione del marchese Giuseppe Rondinini (questa la denominazione corretta), raffinato collezionista romano. Nei secoli successivi visse un lungo avvicendarsi di passaggi di proprietà, quasi nell’oblio, fino a quando nel 1952 la scultura venne acquistata dal Comune di Milano ed esposta per la prima volta nel 1956 in occasione della riapertura dei Musei del Castello nel secondo dopoguerra.
All’interno dell’antico Ospedale Spagnolo, con i suoi delicati affreschi, l’intensità struggente dell’opera incontra un’architettura ideale, che sembrava attenderla da tempo. In quegli spazi collegati alla sofferenza, realizzati per i soldati della guarnigione spagnola del Castello colpiti dalla peste nella seconda metà del ‘500 proprio pochi anni dopo il momento in cui Michelangelo a Roma lavorava alla Pietà Rondanini, appare come una casualità particolarmente suggestiva la scoperta che, quasi in corrispondenza con la sommità della Pietà, si scorgono, riferite a Cristo, le parole «ascese al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente», espressione di fede, a quel tempo a conforto di soldati malati.
Il precedente allestimento della Pietà Rondanini firmato da BBPR, che ha ospitato la scultura nella Sala degli Scarlioni per circa sessant’anni, troverà invece nuova destinazione con un progetto di valorizzazione in corso di definizione legato alla storia della Pietà, alle caratteristiche del Museo e alla sua importanza per Milano.


L’allestimento di Michele De Lucchi
All’interno della sala dell’antico Ospedale Spagnolo, l’allestimento è essenziale, per rispettare la sacralità della Pietà e indurre alla meditazione. Sulla parete opposta all’ingresso, una quinta nasconde la Porta di Santo Spirito, accogliendo la maschera funeraria e una medaglia che ritrae Michelangelo, realizzate rispettivamente da Daniele da Volterra e da Leone Leoni. Lo spazio è quasi del tutto vuoto, salvo la presenza di tre panche in rovere poste davanti all’opera, con altezze graduate per permettere una visuale completa, e di un leggio che ospita le informazioni riguardanti le sue vicende storiche. Il pavimento in legno di rovere dalla tonalità chiara dona calore all’ambiente e produce un contrasto materico che valorizza il bianco del marmo.
Per salvaguardare il capolavoro da eventuali effetti legati al passaggio della vicina metropolitana e da eventuali scosse sismiche è stata inoltre realizzato, sulla base dei dati scientifici raccolti a livello internazionale dal Politecnico di Milano, un avanzatissimo sistema di protezione, integrato, da rischi sismici e da vibrazioni verticali provenienti dal terreno.

Procedure di tutela e soluzioni di ingegnerizzazione, senza precedenti noti nella museotecnica, sono state affrontate in collaborazione tra Politecnico di Milano, Comune di Milano, Soprintendenza del Castello Sforzesco e Istituto Superiore di Conservazione e Restauro, che ha curato la supervisione di tutto il progetto, dall’inizio alla sua conclusione.
Il sistema di illuminazione della scultura, appositamente realizzato da Artemide per il nuovo allestimento espositivo firmato da Michele De Lucchi, è studiato per evitare le ombre, mentre all’interno della sala si diffonde una luce quanto più possibile naturale che valorizza le decorazioni murali senza entrare in contrasto con la centralità della Pietà. La luce Artemide è posizionata in modo da garantire una perfetta coerenza di illuminazione tra il retro e il fronte della scultura, che si presenta al pubblico esposta di schiena. I corpi illuminanti diffondono una “luce silenziosa”, non appariscente, che mette in risalto l’intensità espressiva e drammatica della Pietà di Michelangelo.
Al Castello Sforzesco una nuova caffetteria e un bookshop rinnovato
Con un’offerta culturale sempre più ricca e dinamica, il Castello Sforzesco diventa ancora più accogliente grazie all’avvio di nuovi servizi per il pubblico di cittadini e turisti.
In particolare, venerdì 17 aprile alle ore 19.30 inaugura la nuova caffetteria Calicantus Sforzesco nel giardino di fronte all’ingresso dei Musei della Corte Ducale. Allestita in un’architettura contemporanea, leggera e accogliente, confortevole e di design, offre un momento di ristoro e di piacevole sosta per tutta la giornata.
All’ingresso dei Musei del Castello è inoltre attivo il nuovo bookshop gestito da Civita, dove l’ampia offerta editoriale e di merchandising è incorniciata in un allestimento completamente rinnovato dallo Studio De Lucchi. In occasione dell’apertura del nuovo Museo dedicato alla Pietà Rondanini, saranno disponibili la pubblicazione ufficiale Michelangelo, la Pietà Rondanini nell’Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco, edita da Officina Libraria e curata da Claudio Salsi, e la guida dedicata all’ultimo capolavoro di Michelangelo, edita da Marsilio; per la visita della Pietà Rondanini sarà inoltre disponibile una guida multimediale ricca di contenuti e immagini.


INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
Museo Pietà Rondanini Michelangelo
Milano, Castello Sforzesco, Cortile delle Armi

2 – 10 maggio 2015
Sabato 2 maggio apertura inaugurale alla città dalle ore 14 e fino alle ore 23
Ingresso gratuito al Museo Pietà Rondanini tutti i giorni (lunedì 4 maggio compreso) fino a domenica 10 maggio

Orari dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00)
Giovedì 6 apertura prolungata dalle ore 9.00 fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso ore 22)
Dal 12 maggio 2015
L’ingresso al Museo della Pietà Rondanini è compreso nel biglietto unico per i Musei del Castello Sforzesco al costo di 5 euro (ridotto 3 euro) acquistabile presso la biglietteria dei Musei del Castello Sforzesco
Credito fotografico: Roberto Mascaroni

12/01/14

Obiettivo Amendola sulle Cappelle Medicee - I capolavori di Michelangelo negli scatti del noto fotografo pistoiese,


Sono già trascorsi 450 anni dalla morte di Michelangelo Buonarroti, un anniversario che la Soprintendenza del Polo Museale Fiorentino e il gruppo editoriale UTET Grandi Opere-FMR hanno scelto di celebrare con la mostra Il potere dello sguardo”, che propone le suggestive immagini di Aurelio Amendola, che si terrà fino al 15 Marzo 2014 presso il Museo delle Cappelle Medicee.


Ventitré fotografie in bianco e nero - tutte stampate in grandi dimensioni - raffiguranti le sculture della Sagrestia Nuova di San Lorenzo, il David e i Prigioni. Si tratta di una selezione degli scatti realizzati per il volume di pregio "Michelangelo. La dotta mano" pubblicato da FMR che, per l’occasione, presenta un’anteprima dell’opera in forma digitale, in vista della sua diffusione al pubblico in programma a febbraio, nell’esatta concomitanza dell’anniversario, il prossimo 18 Febbraio. Un album di fotografie stampate con una grande nuova tecnologia, composto da 83 scatti del fotografo, a cui si affianca una selezione di 46 dei più significativi disegni conservati da Casa Buonarroti, commentati da Pina Ragionieri, direttrice dell’istituzione culturale fiorentina.


Il percorso espositivo de “Il potere dello sguardo” presenta un primo gruppo di 15 immagini nella parte centrale della Cripta delle Cappelle Medicee, un secondo gruppo (quattro bellissime immagini del David) è collocato nella tribunetta di destra dove si trovano le sepolture di Cosimo I de’ Medici e di alcuni suoi familiari, mentre una terza sezione, con due fotografie dei Prigioni, è nella tribunetta opposta, dove riposano Ferdinando I, la moglie e due figli.


Oltre alle fotografie visibili nella Cripta, Amendola ne espone altre due - oggetto di una donazione al museo stesso da parte di Utet Grandi Opere FMR - che raffigurano alcuni particolari dei disegni murali presenti nella “stanza segreta” dove si crede Michelangelo si nascondesse per qualche tempo durante l’assedio di Firenze, nel 1530. Queste due grandi immagini sono esposte nella Cappellina di destra della Sagrestia Nuova, insieme al Coronamento metallico (disegnato dallo stesso Michelangelo) che una volta si trovava nella parte superiore della lanterna, sopra la stessa Sagrestia.


Sempre all’editore Utet Grandi Opere FMR si deve inoltre il catalogo della mostra, che offre ai visitatori una lettura non solo estetica del lavoro di Amendola. Come scrive il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, nel testo introduttivo alla mostra “Alle prese con le sculture di Michelangelo, la risposta creativa di Amendola apre nuovi varchi alla comprensione e spalanca nuove porte al godimento intellettuale ed estetico di opere d'arte che - pur notissime - sono tuttavia miracolosamente rivelatrici di sé, sotto le luci e dinanzi agli obiettivi di un così grande maestro della fotografia del XX e del XXI secolo. Toccare con gli occhi, ecco una prima seppur confusamente espressa sensazione che le fotografie di Amendola mi suggeriscono, nel guardarle e riguardarle ogni volta come se fosse la prima”.


“Il potere dello sguardo” resterà visibile fino al 15 marzo, da lunedì a domenica, con orario 8,15-13,50 (ingresso 6 euro, ridotto 3 euro; la biglietteria chiude alle 13.20; le operazioni di chiusura iniziano alle 13.35; chiusura: seconda e quarta domenica del mese; primo, terzo, quinto lunedì del mese).