Veduta della mostra “She/Earth/Hot” a La Verrière, 2026 © Isabelle Arthuis / Fondation d'entreprise Hermès
Dalla sua creazione nel 2008, in qualità di Fondation d'entreprise Hermès, La Verrière è diventata un punto di riferimento nel panorama espositivo della capitale belga, assumendo al contempo una dimensione internazionale. Aperta al pubblico con ingresso gratuito, ospita mostre di artisti provenienti da diversi ambiti, nell'ambito di progetti curatoriali pensati appositamente per la luce unica dello spazio. Il suo programma è al contempo esigente ed eclettico, e si propone di rivolgersi a un vasto pubblico.
Dopo un percorso nomade che li ha portati da Villa Medici a Roma al borgo di La Borne, passando per Sète e Brest, si sono ora stabiliti in montagna, in un'antica casa colonica.
A Bruxelles, la mostra “Elle/Terre/Chaude” (Lei/Terra/Caldo) presenta una cinquantina di opere, la maggior parte delle quali nuove, disposte attorno a un'installazione centrale. Si tratta di una scenografia densa in cui piedistalli, sculture e tessuti si intrecciano in un vertiginoso susseguirsi di superfici e piani. Il processo creativo degli artisti si nutre di incontri, ma anche di riutilizzo e di un approccio multiforme ai materiali. Combinando materie prime (legno, gres, lino) e tecniche miste (taglio, ceramica, tintura), le loro opere traggono il loro carattere robusto dalla natura circostante, dal sapere vernacolare e dall'arte popolare.
Veduta della mostra “She/Earth/Hot” a La Verrière, 2026 © Isabelle Arthuis / Fondation d'entreprise Hermès
Con il titolo “Lei/Terra/Caldo”, la mostra dedicata al duo Isola/Mare/Caldo apre, per usare le parole di Joël Riff, “ un viaggio dall’altra parte ”. In particolare, presenta le ceramiche di Richard Dewar (nato nel 1949) e le sculture del duo Daniel Dewar & Grégory Gicquel (nati rispettivamente nel 1976 e nel 1975). Sulle pareti de La Verrière sono esposte anche fotografie di Marianne Marić (nata nel 1982) e dipinti di Julien Meert (nato nel 1983), mentre l’autore e ceramista Philippe Godderidge (nato nel 1955) accompagna il progetto con un testo originale.

