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10/10/26

Venezia Biennale Musica



Da oggi prende avvio il 70. Festival Internazionale di Musica Contemporanea alla Biennale di Venezia che si ispira al tema della musica considerata dalla Direttrice Artistica Caterina Barbieri come “l’infanzia dello Spirito: un’esperienza che riconnette a uno stato primigenio di apertura, libertà e potenza creatrice. La grazia del bambino che guarda il mondo con lo stupore del primo sguardo, o meglio del primo ascolto, rispettandone il mistero, è la stessa grazia rivoluzionaria con cui la musica sa disarmarci”. “Prendendo ispirazione dal “bambino di suono” come simbolo al contempo di rivoluzione e guarigione – prosegue Barbieri – la Biennale Musica 2026, intitolata A Child of Sound, propone un programma inedito di prime assolute e lavori site specific, coinvolgendo alcune delle voci più interessanti, innovative e multiformi della musica contemporanea, al di là di una rigida distinzione di genere, epoca e geografia”.

Il programma comprende gli spettacoli dei solisti Laraaji, Keiji Haino, Walter Zanetti, Francesco Messina, Sarah Davachi, Clarissa Connelly, degli ensemble Zwerm XL, Gigi Masin/The Wind Trio, PMCE - Parco della Musica Contemporanea Ensemble, The Tallis Scholars, ONCEIM - Orchestre de Nouvelles Créations, Expérimentations et Improvisations Musicales, e i live set di oltre quindici performer.

Il programma si arricchisce inoltre delle seguenti iniziative lungo tutta la durata del Festival: l'installazione Heaven Is Ours / O céu é nosso, celebrazione polifonica dei baloeiros brasiliani; l'installazione Two Things In The World Seem To Be Only Once di Wyldie Bracewell per registrazioni ambientali e materiali d'archivio; i video-documentari Blissful Bun-Chan di Invernomuto e Document: Keiji Haino di Kazuhiro Shirao, entrambi sul Leone d'oro alla carriera 2026 Keiji Haino; infine Origine, uno spazio dedicato all'ascolto profondo, Arcadia, un laboratorio aperto alla sperimentazione musicale, Bar Nightingale Revisited, installazione audio-video di Masaru Hatanaka (questi ultimi allestiti alle Sale d'Armi dell'Arsenale), e Musica Libera, installazione/performance alla Casa di reclusione femminile della Giudecca.

Il Presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco ha commentato: “Con la potente metafora del bambino in ascolto, ci ricordiamo che che la contemporaneità non si riduce alla semplice appartenenza al proprio tempo. Essere contemporanei significa cercare proprio ciò che nel presente non è ancora pienamente visibile, ascoltare ciò che non ha ancora trovato una lingua. In questa prospettiva anche l’anarchia può tornare al suo significato originario, intesa come sospensione dell’ordine già dato, libertà necessaria perché una forma inattesa possa apparire. A Child of Sound è allora il momento in cui il suono è ancora fresco, l’ascolto non ha ancora deciso che cosa aspettarsi, e la musica può finalmente venire alla luce”.