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Visualizzazione post con etichetta Venaria Reale. Mostra tutti i post
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31/01/19

L'arte col cane





L’idea è molto simpatica e sta riscuotendo un buon consenso di pubblico, in fondo il cane non è il nostro miglior amico nel regno animale?

Per cui ben venga la bella mostra che la Venaria Reale sta proponendo proprio sulla presenza di questo fedele compagno nelle arti visive fino a metà Febbraio.



Così una variegata proposta di opere d’arte sono la vasta proposta di "Cani in posa. Dall’antichità ad oggi”, curata da Francesco Petrucci, il primo evento nazionale che lega visivamente la storia umana a quella cinofila.


Dipinti, fotografie, sculture, stampe, sono tantissimi gli spazi in cui la presenza canina è condivisa con gli uomini. Già nell’antichità ci sono lapidi tombali che vedono la presenza di questo amato compagno di vita e oggi giornalmente sono decine le condivisione sui social più diffusi.



La mostra è ben curata con tante belle opere, immerse in un bel percorso.

Fanno da corredo all’evento una serie di esposizioni canine che ci portano nel presente estetico dell’”essere cane”.

 


Proseguono intanto le altre stimolanti proposte espositive, quella su Ercole e il suo mito, la sportiva mostra sulla moto e gli scatti fotografici di Elliott Erwitt.

12/03/18

Riapre la Reggia di Venaria




Fra pochi giorni riapre la Reggia di Venaria con una ricca proposta di eventi artistici, che intrecciano le più diverse declinazioni dell'arte, dai manufatti antichi restaurati alle sculture dinamiche di Maraniello, passando per gli scatti di Salgado e i meravigliosi mobili dell'ebanisteria delle corte sabauda tra Settecento e Ottocento con pezzi straordinari di Piffetti. 


Genio e Maestria
Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento
Dalle collezioni segrete e dalle Residenze Reali. Dal 17 marzo al 15 luglio

Mobili d’arte di eccezionale rilevanza realizzati dai maggiori ebanisti e scultori del Piemonte tra Sette e Ottocento.
L’evento espositivo intende aggiungere nuovi tasselli alla storia del patrimonio dell’ammobiliamento in Piemonte tra Sette e Ottocento presentando mobili d’arte di eccezionale rilevanza realizzati dai maggiori ebanisti e scultori dell’epoca (Luigi Prinotto, Pietro Piffetti, Giuseppe Maria Bonzanigo e Gabriele Capello detto “il Moncalvo”), alcuni mai esposti prima, grazie a prestiti di importanti istituzioni museali e di collezionisti piemontesi ed internazionali: due secoli di storia dell’arredo in circa 130 opere.

L’obiettivo è di avvicinare il pubblico a opere preziose di ebanisteria e di intaglio, scoprendone significati, utilizzi, trasformazioni con approfondimenti di carattere tecnico e scientifico ed ambientazioni multimediali. La mostra racconta la storia di un raffinato, colto e complesso mestiere d’arte che si sviluppò a Torino a servizio delle più importanti committenze reali e nobiliari nel costante dialogo tra le arti.

Particolare attenzione è riservata alla fruizione della mostra da parte delle persone con disabilità: per migliorare la fruibilità sono stati realizzati modelli, tavole tattili, isole olfattive, una video-guida in LIS; inoltre il font EasyReading, un carattere ad alta leggibilità che facilita la lettura delle persone dislessiche, è stato adottato per i pannelli descrittivi e le didascalie.

Mostra organizzata da: Consorzio Residenze Reali Sabaude
In collaborazione con: Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale
Coordinamento del Comitato organizzativo - scientifico: Carlo Callieri
Comitato organizzativo - scientifico: Cesare Annibaldi, Roberto Antonetto, Clelia Arnaldi di Balme, Elisabetta Ballaira, Enrico Colle, Stefania De Blasi, Silvia Ghisotti, Luisa Papotti, Carla Enrica Spantigati

DOVE Sale delle Arti, II piano
QUANDO da Sabato, 17 Marzo 2018 a Domenica, 15 Luglio 2018
COME Biglietti per la mostra e biglietto "Tutto in una Reggia" 


 P. Piffetti, Tavolo da muro, 1745-8. Collezione Intesa Sanpaolo







La fragilità della bellezza
Tiziano, Van Dick, Twombly e altri 200 capolavori restaurati 
Restituzioni 2018


Fase conclusiva della XVIII edizione di Restituzioni, il programma di salvaguardia e valorizzazione che Intesa Sanpaolo conduce da quasi trent’anni a favore del patrimonio artistico nazionale.
La mostra presenta 81 nuclei di opere, per un totale di oltre 200 manufatti restaurati con il sostegno di Intesa Sanpaolo nel biennio 2016-2017, provenienti da 17 Regioni italiane (più una presenza estera, da Dresda), e che coprono un arco cronologico che va dall’antichità al contemporaneo.

Mostra organizzata da: Intesa Sanpaolo in collaborazione con Consorzio Residenze Reali Sabaude

A cura di: Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti

DOVE Sale delle Arti, I piano
QUANDO da Mercoledì, 28 Marzo 2018 a Domenica, 16 Settembre 2018
COME Biglietti per la mostra e biglietto "Tutto in una Reggia" 


Anton van Dyck, Ritratto di Caterina Balbi Durazzo, 1624, olio su tela. 
Restauro Nino Silvestri Restauri, Genova, con la direzione di Luca Leoncini, indagini Nino Silvestri, Paolo Triolo




Sebastião Salgado. Genesi
Sale dei Paggi, dal 22 marzo al 16 settembre

L’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado racconta la bellezza del nostro pianeta
Genesi è l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo. È un progetto iniziato nel 2003 e durato 10 anni, un canto d’amore per la terra e un monito per gli uomini.

Oltre 200 eccezionali immagini compongono un itinerario fotografico in un bianco e nero di grande incanto, raccontano la rara bellezza del patrimonio unico e prezioso di cui disponiamo, il nostro pianeta, con sguardo straordinario ed emozionante sui luoghi che vanno dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia.

Uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro.

Mostra organizzata da: Civita Mostre

A cura di: Lélia Wanick Salgado su progetto di Contrasto e Amazonas Images

DOVE Sale dei Paggi
QUANDO da Giovedì, 22 Marzo 2018 a Domenica, 16 Settembre 2018
COME Biglietti per la mostra e biglietto "Tutto in una Reggia" 

foto di Sebastiao Salgado






Sculture moderne alla Venaria Reale
Tredici tra i più affermati maestri della scultura italiana e non del XX secolo.


Floriano Bodini, Paolo Borghi, Piergiorgio Colombara, Pietro Consagra, Giuliana Cunéaz, Paolo Delle Monache, Giuseppe Maraniello, Francesco Messina, Augusto Perez, Arnaldo Pomodoro, Antonietta Raphael Mafai, Giuseppe Spagnulo, Giuliano Vangi.
Dopo il successo delle precedenti edizioni, La Venaria Reale ripropone con Sculture moderne alla Venaria Reale un nuovo percorso dedicato a tredici tra i più affermati maestri della scultura italiana e non del XX secolo con conferme e prestigiose integrazioni di opere (16 in tutto) rispetto al percorso dello scorso anno. 
La mostra è a cura di Alberto Fiz, in collaborazione con lo Studio Copernico di Milano.

DOVE Reggia di Venaria
QUANDO Tutti i giorni di apertura del complesso. Consultali sulla pagina Orari.
COME Percorso compreso in tutti i biglietti d’ingresso


Giuseppe Maraniello. Il gatto dorme rotondo. 2009, bronzo

20/05/12

Trasformazioni sabaude - Prosegue il progetto di integrazione del Polo Reale di Torino.


 Bernado Bellotto Veduta di Torno dal lato del giardino reale

Il percorso museale torinese sta subendo grandi cambiamenti. Da poco si è avviato il trasferimento dall’Accademie delle Scienze della favolosa raccolta della Galleria Sabauda, che provvisoriamente è stata suddivisa fra Palazzo Reale e una storica mostra alla Venaria Reale. Intanto la vasta raccolta del Museo Egizio è momentaneamente in movimento e parzialmente visibile per i grandi lavori di rinnovamento che renderanno il complesso dell’Accademia uno dei più completi musei sulla cultura egizia al mondo, il tutto senza mai chiude al pubblico. 

In queste nuove trasformazioni una pregiata rivalutazione sta subendo Palazzo Reale che ora amplia la sua offerta culturale dando ospitalità alla stupenda raccolta della Galleria Sabauda che è dislocata nei restaurati spazi della Manica Nuova di Palazzo Reale e una parte nella Venaria Reale. 

Col suggestivo titolo “Torino, Europa. Le grandi opere d’arte della Galleria Sabauda nella Manica Nuova di Palazzo Reale” sono presentati, in un percorso storico, alcuni capolavori della ricca collezione dei reali d’Italia. Questo evento è la prima tappa del trasferimento, destinato a completarsi entro il 2014, di tutte le opere della Galleria Sabauda nella Manica Nuova di Palazzo Reale – spiega il direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte Mario Turetta – che diventa così parte integrante del Polo Reale di Torino, il grande progetto costituirà un grande e importante complesso museale nel centro storico della città, costituito dalla Galleria Sabauda stessa, da Palazzo Reale, da Palazzo Chiablese, dalla Biblioteca Reale, dall’Armeria Reale, dal Museo di Antichità e dai Giardini Reali”. 

Defendente Ferrari Polittico di Sant'Ivo
In quest’ottica la mostra nella Manica Nuova, prosegue il direttore: “Si pone come una operazione di pubblico servizio, per mantenere visibili le più significative opere della Sabauda e preservare il legame di turisti e di cittadini con la Galleria, dare sin da ora inizio al processo di fidelizzazione del pubblico con la nuova sede e comunicare i primi risultati di un capillare ed approfondito lavoro di catalogazione scientifica”. 

Il percorso di visita si fonda su novantacinque opere d’arte scalate fra il XIV ed il XIX secolo. “Si tratta di sculture e soprattutto di dipinti, selezionati all’interno degli oltre milleduecento che compongono il patrimonio della Sabauda e sottoposti nella circostanza a un’accurata revisione conservativa, sottolinea la Soprintendente Edith Gabrielli. Non mancano i ‘quadri-manifesto’, ovvero i capi d’opera per cui la Sabauda è nota in tutto il mondo, dalle Stimmate di San Francesco di Jan van Eyck all’Annunciazione di Orazio Gentileschi fino al Ritratto equestre di Tommaso Francesco di Savoia Carignano di Antoon van Dyck. Questi ed altri capolavori saranno però chiamati a dialogo con opere che finora non hanno goduto dello spazio e dell’attenzione che pure meritano, a formare un percorso critico inedito e di grande rigore scientifico, volto a privilegiare il confronto tra la scuola artistica piemontese e le altre scuole, vuoi italiane, vuoi europee”. 

La Sabauda a centottanta anni esatti dalla sua fondazione - il Museo venne istituito da Carlo Alberto nel 1832 – attraverso la mostra entra in una fase del tutto nuova. L’operazione pone un taglio netto con il passato e dunque è per molti aspetti da giudicarsi rivoluzionaria. Eppure non è la prima volta che accade nella storia del museo. “Già nel 1865 la Galleria traslocò da Palazzo Madama al Palazzo dell’Accademia delle Scienze – spiega la direttrice della Galleria Sabauda Anna Maria Bava – Allora il trasferimento fu dettato da ragioni conservative, oggi invece serve per adeguare la Sabauda al nuovo ruolo di Torino, una città che almeno dai Giochi Olimpici del 2006 si è proposta sullo scacchiere internazionale come crocevia d’arte e di cultura”. 


Segnaliamo anche che fino al 24 Giugno è possibile godere, sempre presso Palazzo Reale, dell’ antologica che rende omaggio ad un indiscusso maestro francese della fotografia, per raccontare la storia di uno sguardo unico e di un artista definito “l'occhio del secolo”: Henri Cartier-Bresson. 

Jan van Eyck Le stigmate di San Francesco
L’esposizione presenta oltre 130 fotografie in bianco e nero, scattate fra i primi anni ‘30 e la fine degli anni ’70 che cristallizzano avvenimenti di portata epocale quali il funerale del Mahatma Gandhi in India, la vita nel campo di deportazione di Dessau ove l’artista ritrae una donna nell’intento di accusare un’altra donna di essere una spia della Gestapo o un meeting politico nei primi anni Cinquanta a Parigi nel Parc des Expositions nel quale diviene protagonista un uomo di spalle che si rivolge alla folla sterminata – 1952/53. Insieme a queste opere, si incontrano anche fotografie di persone comuni: uomini, donne, bambini, lavoratori, giovani ed anziani ritratti nella loro quotidianità. Scatti nei quali i soggetti non sono quasi mai in posa, ma vengono sorpresi nell’atto di compiere una qualche azione che, grazie all’attento occhio del maestro, si carica di infinita poesia. Ne è forse emblema la fotografia scattata nel carcere di Leesburg nel New Jersey, dove il braccio e la gamba di un prigioniero fuoriescono drammaticamente dalla grata di una cella di isolamento -1975 o la magnetica Downtown. New York - 1947, nella quale lo sguardo dello spettatore si concentra sui protagonisti grazie alle linee dei muri laterali che convergono in un unico punto di fuga. 

Attraversando le tre sale dedicate all’esposizione si incontreranno gli enigmatici ritratti dedicati all’artista Alberto Giacometti e fotografie di inusitata intensità e raffinata poesia come quella in cui un uomo attraversa a passo veloce la parigina Gare de Lion – 1932 o quella in cui un gruppo di persone è impegnato in un picnic domenicale sulle rive di un fiume: France. Sunday on the banks of the River Marne – 1938. Si visiteranno luoghi non sempre conosciuti come nello scatto realizzato a Diep negli anni '40, dove i volti di due giovani sulla spiaggia sono nascosti da un ombrello e si incontrerà il volto di un eunuco della corte imperiale di Pechino che sorride alla macchina fotografica nel 1948. Delicata e romantica la fotografia di due giovani su un treno colti fra le braccia di Morfeo si contrappone ad un'altra di grande sensualità ove i floridi corpi di alcune donne dominano lo spazio di Spain. Valencia Province. Alicante – 1933… Si potrebbe continuare ad elencare tutte le opere ma in ognuna di esse, l’unica costante sono la luce, il soggetto, la composizione, la geometria e la forma che confluiscono in una straordinaria condizione nella quale la perfezione formale si accompagna all’organicità della realtà metafisica trascendendone o amplificandone il significato. “Quando guardo un’opera di Henri Cartier-Bresson – scrive Yves Bonnefoy nel volume Henri Cartier- Bresson. Photographe – 1979 – provo dapprima meraviglia che possano essere accadute situazioni così ricche di senso, così intense..”