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Visualizzazione post con etichetta Estorick. Mostra tutti i post
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25/10/19

Boccioni re-load



Presso la Collezione Estorick di Londra è in corso un interessante progetto di studio e ricostruzione in 3D di alcune scultura di Umberto Boccioni, avvenuta negli anni 30.

Il progetto realizzato su alcune immagini storiche delle opere è un approccio innovativo che vuole approfondire il percorso scultoreo dell’artista che stava operando oltre il suo percorso pittorico e proporre un’analisi delle forme innovative che l’artista stava sviluppando.


25/08/19

Paolo Scheggi a Londra




La Estorick Collection di Londra propone fino a metà settembre una bella mostra a Paolo Scheggi, artista fra i più interessanti degli anni sessanta 





CS 
Born in Florence, but Milanese by adoption, Paolo Scheggi (1940-1971) was one of the protagonists of Spatialism and the neo-avant-gardes of the 1960s. This exhibition, organized in collaboration with the Associazione Paolo Scheggi, is the first to be dedicated to the artist by a museum in Britain, and spans his brief yet endlessly inventive career. Scheggi is best-known for his vibrant canvases incorporating elliptical or circular openings; these built on the pioneering example of Lucio Fontana, who represented something of a spiritual father to him during the early years of his career. However, Scheggi was a multifaceted artist whose work embraced many spheres of creative activity with striking coherence.

In Depth features Scheggi’s early works in sheet metal, as well as the iconic Reflected Zones and Intersurfaces of the 1960s, which were constructed from three brightly coloured layers of canvas. It also explores Scheggi’s extension of the artwork into space through sculptural installations and environments, as well as his theatrical and performance projects of the late 1960s. The show concludes by considering the conceptual works of the early 1970s, and also includes examples of Scheggi’s collaboration with the worlds of theatre and fashion. Exploring the relationship between the viewer and the artwork, Scheggi’s paintings and constructions provide an immersive, interactive experience that takes us beyond the surface of things in more than just a literal sense.


08/10/17

London art week



E’ in pieno fermento la settimana dell’arte contemporanea londinese che con al centro il doppio evento di Frieze propone tante occasioni di contemporaneità

Dopo anni di euforia si notano i primi segnali di declino, passate le grande innovative proposte tutto pare sempre più una minestrina alquanto acquosa e riscaldata. Gli aspetti negativa sicuramente i troppi eventi molta enfatizzati ma con poca sostanza. La ripetitività delle proposte, ovviamente se i primi anni tutto sembrava molto fresco, ora essere nuovi risulta sempre più difficile.

Ma godiamoci quello che c’è cercando fra le tante proposte.


Alla Tate Modern il parco giochi di Superflex è carino, più interessante la mostra sugli anni settanta della cultura afro negli Stati Uniti.

La Whitechapel propone una variegata serie di mostre, fra le tante valida quella su Leonor Antunes.


Alla Serpentine evito sicuramente l’ennesima sbrodolata di parole della Marathon, discreta la mostra su Torbjørn Rødland, poi punto oltre Hydin Park alla Wallace Collection per la bella mostra di disegni di El Greco.  

Mostre tranquille alla National Gallery con una selezione di opere di Edgar Degas e alla Royal Academy of Arts con un'ampia retrospettiva su Jasper Johns.

L' Estorick Collection guarda alle influenze fra l'arte italiana degli anni sessanta e quella inglese con l'esposizione "Poor Art | Arte Povera: Italian Influences, British Responses".





Guardiamo ora alle fieri, la sezione “Sex work” di Alison M.Gingeras è fra le cose più valide di questa edizione di Frieze, oltre ovviamente alla marea di proposte per tutti i gusti delle gallerie. 


Frieze Master è sempre ben struttura, con le proposta oramai storicizzata si va sul sicuro.

PAD Fair in Mayfair come sempre è più design che arte, esagerata ma divertente.

Quest’anno Sunday sembra migliorata un poco.

1:54 finalmente sta diventando un bel progetto curato con proposte fresche e abbordabili.

Dividono gli spazi e così si compensano The Other e Moniker, popolari e tranquille.



Concludiamo con un rapido sguardo alle gallerie londinesi con Hauser & Wirth che presente una bella ricostruzione dell'opera “Un Jardin d’Hiver” che Marcel Broodthaers fece nel 1974. 


Mentre la Lisson propone i recenti lavori di Allora & Calzadilla

11/10/12

Se poi cercate delle chicche storiche ...

Da Paradise Row ci sono Adam Broomberg e Oliver Chanarin, un modo valutare una pellicola per le sue capacità, fra tecnica e antropologia.


Ancora fotografia e anni sessanta e settanta alla Barbican con la collettiva Everything Was Moving Photography from 60s and 70s.

Concludo questo giro con uno degli artisti che amo di più Bruno Munari che ora è proposto alla Collezione Estorick, da non perdere assolutamente!