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13/07/18

Manifesta apre Palermo





Il contemporaneo che scopre l’antico, un progetto che rende fruibile l’ennesimo patrimonio dimenticato del nostro Paese, ecco il grande merito di questa nuova edizione di Manifesta che a Palermo riattiva i tanti meravigliosi palazzi storici, con l’iniziativa di alcune mostre di arte contemporanee.

Nel complesso sono stati proposti cinquanta progetti di vario tipo, molti video, tante installazioni e alcune opere più tradizionali. Fra le più interessanti il video dei Masbedo all’Archivio di Stato o l’intervento di Theatre of the Sun a Palazzo Butera.

Ma il grande merito e fascino di questa iniziativa, pare proprio il vasto e antico patrimonio immobiliare trascurato in questi decenni che, grazie alla  rassegna, sono resi per un breve attimo nuovamente fruibili, sperando in una continuità.




Ci sono così il maestoso Palazzo Butera, per fortuna vera riattivazione grazie ai collezionisti Massimo e Francesca Valsecchi, grande appassionato di arte antica e contemporanea. E poi il tenebroso Palazzo Costantino, l’elegante Palazzo Forcella De Seta e tanti altri stupendi siti in una città che pare molto trascurata.

Parallelamente alla rassegna si sono attivate decine di eventi collaterali, facendo vivere una spirito internazionale così raro in questo territorio tanto complesso.

Povertà e bellezza, il fascino dell’abbandonato; questo sicuramente uno dei punti forti che raggruppa i diversi eventi. Si è passati dalla precedente edizione nell’asettica Zurigo a questa grande città assolata.

Mentre il resto del mondo si sviluppa e rinnova, noi pian pianino riscopriamo il vasto patrimonio storico che potrebbe essere veramente una nuova energia da attivare. Chissà!

Non resta che sperare che passato questo bel momento si continui a lavorare per dare futuro a questa strategia propulsiva.





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