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23/02/26

Intime trasformazioni installative


Gli spazi del museo MAO a Torino presentano la prima grande mostra personale dell'artista Chiharu Shiota in Italia, un progetto ideato in collaborazione col Mori Art Museum di Tokyo, che proprio in questi giorni festeggia il successo di oltre 100.000 visitatori, conquistati da questo intenso lavoro estetico ed emotivo. 

La mostra è un delicato viaggio nel complesso universo intimo di quest'artista che condivide con le sue opere la sua fragilità del vivere. 


 L'allestimento inizia subito nella Corte dove è presente l'opera "Dove stiamo andando" fatta di lane e fili metallici che ci vuole far riflettere sul flusso relazionale nel procedere quotidiano. 

Attraversato questa sollecitazione incontriamo l'intervento "inside/outside" realizzato con vecchie finestre di legno che l'artista, quasi in processo catartico, raccoglieva a Berlino. 


Nella grande sala prende spazio l'intervento "viaggio incerto" un imponente lavoro realizzato con barche in metallo e una vasta rete di fili rossi  che accolgono lo spazio e lo attraversano nella parte superiore, quasi come un cielo burrascoso.

Segue una sala di contaminazione, sono presenti tracce di corpi, in vetro, in ceramica in metallo sospesi, che entrano in relazioni con organi negative. Quando una presenza esterna abita il nostro corpo lo altera, lo trasforma, a volte rischia anche di distruggerlo.

L'attraversamento prosegue e dall'intenso colore rosso si sprofonda in un nero oscuro, con alcuni mobili consumati da un incedio, memoria di un inaspettato evento infantile.


 Incontriamo poi una sezione a carattere cronologico in cui sono raccontati alcuni attimi della sua formazione, come le sue esperienze performative a seguito anche di un percorso realizzato con Marina Abramovic, da cui emergono alcuni cambiamenti del suo fare creativo, come il passaggio da un'attività pittorica a una più performativa o installativa. 


Il percorso prosegue al piano superiore dove si intersecano altri installazioni in cui la memoria dell'accumulo e del viaggio rendono ancora più sensibile quell'idea di instabilità nel vivere, nello spostarsi e nell'incontrare, ma anche forme che popolano il secondo piano o la miniaturizzazione dell'ultimo piano. 

La mostra è un condiviso percorso di emozioni e instabilità, di leggerezza formale e di intensità espressiva. 



Segnalo che accompagna l'evento un ricco public programme musicale e performativo, che include anche proiezioni, incontri e conferenze, consultate il sito per tutte le informazioni. 

Nelle sale del museo è in corso anche la terza edizione di Declinazioni Contemporanee, il programma di residenze e commissioni site-specific che invita artisti contemporanei a dialogare con la collezione e il museo in continua trasformazione.