Il tempo vola e Artissima sta lavorando alacremente per la prossima edizione. Si tratta dell'unica fiera italiana esclusivamente dedicata all’arte contemporanea, giunta alla trentatreesima edizione: un appuntamento che coincide con il quinto anno della direzione di Luigi Fassi e che invita a leggere le passate edizioni come un percorso curatoriale progressivo e coerente.
Nel corso di queste cinque edizioni, e secondo una precisa identità progettuale, Fassi ha consolidato un metodo di lavoro che ha definito Artissima come spazio autorevole di riflessione critica sul contemporaneo e parallelamente ne ha rafforzato la duplice natura di fiera commerciale da un lato, e di piattaforma di diplomazia culturale internazionale e istituzione di fiducia per l’arte contemporanea dall’altro.
Artissima oggi mette in relazione gallerie, artisti, istituzioni, geografie e identità differenti e crea nuove possibilità di dialogo tra il territorio e una dimensione globale, confermandosi come uno spazio di sensibilità e confronto, in cui l’arte agisce come pratica di immaginazione, relazione e trasformazione dello sguardo.
Anno dopo anno, Fassi ha disegnato per Artissima un itinerario di esplorazione dell’arte, interrogata come strumento per indagare l’ignoto, attraversare la complessità del presente e immaginare nuove possibilità di relazione e di esperienza condivisa.
Artissima si svolgerà da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre 2026, con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo e con le Gallerie d’Italia – Torino, museo della Banca, che affiancherà Artissima per il settimo anno. Le quattro storiche sezioni della fiera — Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Editions — e le tre sezioni curate — Present Future, Back to the Future e Disegni — prenderanno vita nei luminosi spazi dell’Oval Lingotto Fiere di Torino.
Nel corso di queste cinque edizioni, e secondo una precisa identità progettuale, Fassi ha consolidato un metodo di lavoro che ha definito Artissima come spazio autorevole di riflessione critica sul contemporaneo e parallelamente ne ha rafforzato la duplice natura di fiera commerciale da un lato, e di piattaforma di diplomazia culturale internazionale e istituzione di fiducia per l’arte contemporanea dall’altro.
Artissima oggi mette in relazione gallerie, artisti, istituzioni, geografie e identità differenti e crea nuove possibilità di dialogo tra il territorio e una dimensione globale, confermandosi come uno spazio di sensibilità e confronto, in cui l’arte agisce come pratica di immaginazione, relazione e trasformazione dello sguardo.
Anno dopo anno, Fassi ha disegnato per Artissima un itinerario di esplorazione dell’arte, interrogata come strumento per indagare l’ignoto, attraversare la complessità del presente e immaginare nuove possibilità di relazione e di esperienza condivisa.
Artissima si svolgerà da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre 2026, con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo e con le Gallerie d’Italia – Torino, museo della Banca, che affiancherà Artissima per il settimo anno. Le quattro storiche sezioni della fiera — Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Editions — e le tre sezioni curate — Present Future, Back to the Future e Disegni — prenderanno vita nei luminosi spazi dell’Oval Lingotto Fiere di Torino.
LE PRIME NOVITÀ DEL 2026
IL TEMA
Il tema di Artissima 2026 è Fancy: A Flexible, Acrobatic Body. Nasce da un’immagine della filosofa Martha C. Nussbaum per affermare che il linguaggio dell’arte, guidato dalla fancy - la proiezione in avanti della fantasia - possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze e di avvicinarci alla pluralità di chi è altro da noi.
L’arte non si limita a dare forma a ciò che esiste, ma apre il campo a ciò che potrebbe esistere, diventando un’intelligenza pubblica cruciale, capace di nutrire e arricchire le istituzioni democratiche di una comunità. Artissima incarna questo esercizio acrobatico dell’immaginazione, orientato verso possibilità ancora invisibili: la fiera è un incontro fisico, intenso e accelerato con le opere d’arte che ci allena a ripensare il modo in cui vediamo, abitiamo e condividiamo il presente.
Nelle parole di Luigi Fassi: “Il tema di quest’anno racconta la qualità acrobatica della fancy, la forza proiettiva dell’immaginazione resa possibile dall’arte. Secondo Martha C. Nussbaum, la fancy è un linguaggio che va continuamente allenato: una facoltà capace di spingersi oltre l’evidenza, trascendere l’oggetto e aprire uno sguardo più benevolo verso l’altro nelle nostre relazioni morali, politiche e civili. In questa capacità trasformativa risiede una delle funzioni più profonde dell’arte: modificare chi guarda, affinando la possibilità di riconoscersi nell’esperienza altrui. È la forma stessa dell’arte — corporea, complessa, mobile — a guidarci verso questa apertura, in un esercizio democratico dello sguardo, che si oppone a rigidità e chiusure attraverso il movimento libero della fantasia. Artissima è da sempre un luogo in cui il pensiero prende forma attraverso incontri inattesi: tra opere, corpi, idee e sensibilità differenti. Fancy ci sembra allora una parola capace di raccontare non solo l’energia dell’arte contemporanea, ma anche il movimento continuo della fiera stessa, il suo essere uno spazio vivo di sperimentazione, intuizione e scoperta.”
COMITATO DI SELEZIONE
Artissima conferma il comitato di selezione 2026 delle gallerie partecipanti alle sezioni storiche — Main Section, Monologue/Dialogue, New Entries e Art Editions — composto da galleristi internazionali: Paola Capata (Monitor, Roma, Lisbona e Pereto), Philippe Charpentier (mor charpentier, Parigi e Bogotá), Guido Costa (Guido Costa Projects, Torino), Emanuel Layr (Layr, Vienna), Francesco Lecci (Clima, Milano), Antoine Levi (Ciaccia Levi, Parigi e Torino) e Elsa Ravazzolo Botner (A Gentil Carioca, Rio de Janeiro e San Paolo).
Main Section è la sezione dedicata alle gallerie più affermate sulla scena internazionale, per offrire a collezionisti e pubblico una rassegna di altissima qualità. New Entries accoglie le gallerie internazionali emergenti più interessanti, con meno di cinque anni di attività, alla loro prima partecipazione alla fiera. Monologue/Dialogue è riservata alle gallerie emergenti e/o con approccio sperimentale che intendono presentare uno stand monografico o il dialogo tra i lavori di due artisti. Art Editions è la sezione speciale dedicata alle gallerie e agli spazi non profit che presentano edizioni, stampe e multipli di artisti contemporanei.
IL TEAM CURATORIALE
Artissima conferma nuovamente il team di curatori che lavorerà sulle tre sezioni curate – Present Future, Back to the Future e Disegni – la cui esperienza in fiera si concretizza con stand monografici.
Per il terzo anno, Léon Kruijswijk (performance Curator al Mudam di Lussemburgo) e Joel Valabrega (curatrice indipendente di Porto e Milano) sono i curatori di Present Future, la sezione dedicata ai talenti emergenti e che ospita progetti monografici con l’obiettivo di mettere in risalto le nuove tendenze che caratterizzano il panorama artistico internazionale.
Jacopo Crivelli Visconti (direttore della Albuquerque Foundation di Sintra) e Heike Munder (curatrice indipendente e scrittrice di Zurigo) sono riconfermati per il terzo anno i curatori di Back to the Future, la sezione di Artissima che presenta progetti monografici di pionieri dell’arte contemporanea che in momenti e luoghi diversi, tra gli anni 1930-1990, hanno avuto il coraggio di opporsi a ciò che ritenevano sbagliato.
Per Disegni, è confermata la curatela per il quinto anno di Irina Zucca Alessandrelli (curatrice della Collezione Ramo di Milano e della Milano Drawing Week). La sezione, unica nelle fiere italiane dedicata al mezzo espressivo del disegno, presenta progetti concepiti come mostre personali che valorizzano l’autenticità e l’autonomia dell’opera su carta.
L’IDENTITÀ VISIVA DI ARTISSIMA 2026
Artissima rinnova la collaborazione con lo studio grafico torinese FIONDA per il nono anno consecutivo. Per il 2026 l’immagine coordinata interpreta il tema Fancy: A Flexible, Acrobatic Body: gli storici loghi, diventati parentesi, si trasformano in un sistema visivo in continua evoluzione. Le forme si piegano, si moltiplicano e generano traiettorie inattese, suggerendo apertura, trasformazione e possibilità. Un’identità visiva che rilegge la propria storia per aprirsi a nuove possibilità e immaginari futuri.
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