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20/02/26

Green Carnation




Nell'ambito della serie Spotlight, mostre a carattere monografico, la galleria GAVLAK presenta in questi giorni "Green Carnation" , con i nuovi dipinti dell'artista canadese Kris Knight. Composta da una serie di intimi dittici, la mostra approfondisce il lungo impegno di Knight con l'identità queer, la ritrattistica e le forme di comunicazione codificate, dove convergono intimità, memoria e simbolismo.

Ispirandosi alla floriografia, il "linguaggio dei fiori" dell'epoca vittoriana in cui alle piante venivano attribuiti significati specifici, Green Carnation abbina ritratti di uomini a nature morte floreali selezionate per riflettere ogni soggetto attraverso un'associazione crittologica. Storicamente utilizzata per trasmettere sentimenti che non potevano essere espressi ad alta voce, la floriografia offriva un sistema di comunicazione discreto, profondamente in sintonia con le storie queer plasmate dalla segretezza, dalla sopravvivenza e dal riconoscimento codificato.

La mostra prende il titolo da un evento del 1892, quando Oscar Wilde ordinò ai suoi amici gay di indossare garofani verdi sui risvolti delle giacche all'inaugurazione del Ventaglio di Lady Windermere . Il fiore tinto, emblema di artificio e "innaturalità", divenne un sottile segnale di desiderio omosessuale, circolando come un codice queer silenzioso ma provocatorio. Knight attinge a questa discendenza di linguaggio codificato, collocando il suo lavoro all'interno di una più ampia storia di segnali LGBTQ+, dalle metafore floreali ai lessici visivi di abiti, gesti e stile che da tempo hanno permesso alla comunità queer di trovare se stessa.

Con questo nuovo corpus di opere, Knight amplia la sua pratica ritrattistica, continuando a esplorare il confine labile tra documentazione e autobiografia. Dipinge gli uomini che lo circondano – prevalentemente creativi queer – sia come soggetti che come surrogati, inscenandoli all'interno di mondi attentamente composti e pieni di luce. Sebbene radicati in relazioni reali, i ritratti resistono a una somiglianza diretta. Knight descrive invece i suoi modelli come "attori" e "veicoli", attraverso i quali frammenti della sua storia, della sua memoria e del suo desiderio vengono silenziosamente rivelati.



Knight si definisce un "pittore lento", che lavora a partire da fotografie, schizzi e lunghe conversazioni piuttosto che da sedute dirette. Il tempo trascorso con i suoi soggetti – parlando, ascoltando, ricordando – indugia nei dipinti anche dopo che questi lasciano lo studio. Attraverso i dittici, dettagli biografici affiorano come sussurri: ricordi di giardini d'infanzia, momenti di tormento e perdita, la morte prematura del primo fidanzato. Queste opere funzionano come atti di ricordo – registrazioni di esperienze vissute che si muovono fluidamente tra confessione personale e memoria queer collettiva.

Le nature morte floreali di "Green Carnation" fungono da estensioni cruciali dei ritratti di Knight, offrendo una visione metaforica attraverso il linguaggio simbolico delle piante. Fiori e piante, motivi ricorrenti nella pratica di Knight, rispecchiano la bellezza fugace e la vulnerabilità emotiva che definiscono la sua opera figurativa. La sua caratteristica tavolozza di pastelli gessosi è qui ampliata per includere tonalità e toni più innaturali, che rimandano ai garofani tinti di Wilde e rafforzano i temi della mostra: artificio, desiderio ed espressione codificata.



Informazioni su Spotlight

Spotlight è la serie di presentazioni monografiche mirate di GAVLAK, ciascuna pensata per mettere in luce momenti o temi cruciali all'interno della pratica di un artista. Parallelamente alla programmazione regolare della galleria, la serie offre una piattaforma per indagini mirate e formati sperimentali, tra cui progetti in situ e installazioni pubbliche. Mettendo in primo piano aspetti specifici del lavoro di un artista, Spotlight amplia i modelli espositivi tradizionali e reinventa il modo in cui l'arte viene vissuta e contestualizzata.