Stasis Field
Presso la galleria Kerlin di Dublino sta per concludersi la mostra "Stasis Field" che presenta una selezione di sculture, opere su carta e installazioni, offrendo un'esperienza intima che intreccia memoria, trasformazione e scorrere del tempo. Kathy Prendergast utilizza una varietà di materiali, tra cui tessuti, gesso, pietra, lana e oggetti di recupero, per creare opere d'arte che risuonano a livello sia personale che universale.
Fin dagli esordi della sua carriera, le mappe sono state un elemento centrale della pratica di Prendergast. Reinterpretandole attraverso l'intervento artistico, Prendergast sovverte i simboli storici di potere, identità ed esplorazione, creando opere che riflettono narrazioni più personali ed emotive. In Stasis Field sono incluse opere colorate a mano che invitano gli spettatori a riflettere sul legame tra l'uomo, la terra, i confini e le storie che questi custodiscono. Gesso pigmentato, guazzo e acquerello creano un'installazione geologica satura, fondendo oggetti scolpiti a mano con cartografia collezionata.
In Stasis, il fisico e l'emotivo si uniscono, presentando una collezione di mappe vulcaniche colorate dipinte a mano, creando una reinterpretazione caleidoscopica delle cime dal Chimbarazo al Monte Kenya. Attraverso il colore, le vedute aeree statiche irradiano un energico senso di movimento. In Comet, un filo color ruggine si irradia da un rotolo di tessuto e lana racchiuso in un involucro. Un disegno di pietre accuratamente posizionate si trova sulla trama di fili, alcune come piccole ancore, altre apparentemente a guidare il materiale. In un altro punto della parete della galleria, un ramo dipinto di rosso si estende per tre metri di altezza, affiancato da una vivace immagine aerea dipinta del Cotopaxi, in Ecuador.