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Visualizzazione post con etichetta Musei Reali. Mostra tutti i post
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01/06/22

Galleria Archeologica dei Musei Reali di Torino

 


E' stata aperta i primi di febbraio di quest'anno e da quei giorni sta affascinando il pubblico dei Musei Reali che scoprono questa stupenda raccolta archeologica. 

Posta al piano terreno della Manica Nuova di Palazzo Reale, questa nuova sezione è dedicata al nucleo più antico delle collezioni d’arte e archeologia, iniziata dalla Casa Savoia.



La collezione racconta oltre quattrocento anni di raccolta di reperti, che vanno dai manufatti provenienti dalla Mesopotamia, alle statue greche e romane, il vasellame greco, ed elementi funerari etruschi e fenici.

In una fantasiosa esposizione che valorizza la bellezza dei singoli manufatti si possono scoprire, nelle cinque sezioni  diffuse in dieci sale,  le singole opere supportate da pratico materiale documentativo fra cui la Galleria Junior, che stimola la curiosità dei bambini attraverso giochi e indovinelli per far conoscere meglio il passato, mettendolo a confronto con il presente.







27/01/20

Un camino di bellezza



Nel Salone delle Guardie Svizzere del Palazzo Reale di Torino è in corso il lavoro di restauro, a cura di Palazzetti, del meraviglioso camino monumentale del 1661, realizzato in marmi policromi e pietre dure, con una struttura nobilitata da colonne binate, putti barocchi di Bernardino Quadri e busti antichi di imperatori romani, in marmo bianco di Carrara.

L’attività di restauro è attenta ai numerosi interventi eseguiti in passato che richiedono una completa revisione ed in molti casi il ripristino dell’operazione, di consolidamento o rifinitura. In sintesi l’intervento prevede:

– La verifica e laddove necessario il preconsolidamento degli elementi lapidei;
– Il riposizionamento e fissaggio delle parti distaccate ed instabili;
– La pulitura dei depositi superficiali;
– L’asporto degli strati protettivi e cerature apposte in passato;
– La rimozione dei depositi incoerenti ed incrostazioni;
– La rimozione delle ridipinture localizzate ad imitazione del marmo in corrispondenza di rifacimenti; – L’asporto delle stuccature inidonee, debordanti e non più funzionali;
– La stuccatura di lacune e fenditure, la ristilatura delle giunzioni tra elementi;
– La reintegrazione pittorica ed adeguamento cromatico di eventuali aloni residui;
– L’applicazione del protettivo finale.

E’ possibile seguire i lavori grazie ad una postazione live al link   https://palazzetti.it/azienda/la-cornice-del-tempo/    


14/01/20

Il design di Pelagio Palagi



Al secondo piano della Galleria Sabauda è in corso una mostra dedicata a Pelagio Palagi, eclettico disegnatore e figura di spicco della corte reale, realizzata in collaborazione con la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, dove è presente il lascito dell’artista.

Arrivato alla corte sabauda grazie alle grandi capacità creative sarà nominato da Carlo Alberto di Savoia quale pittore preposto alla decorazione dei Palazzi Reali per i quali realizzerà pregiati manufatti e interventi di ristrutturazione dello storico edificio torinese, ma non solo.



La mostra mette in risalto, con una serie di disegno e alcuni manufatti, la grande capacità creativa e il saper ideare eleganza e praticità, anticipando quasi il concetto di moderno design industriale. 

Grande artefice che, con una pregiata équipe, seppe miscelare le esigenze della corte con la bellezza e fascinazione dei manufatti che ancora oggi conquistano per raffinatezza e bellezza. 



Se potete visitate prima la mostra e poi recatevi nelle sale rinnovate proprio dalla sua creatività a Palazzo Reale, nel Salone delle Guardie Svizzere, la Sala da Ballo e gli arredi dell’Armeria Reale, e uscendo osservate la maestosa cancellata in bronzo nella Piazzetta Reale,  così potrete percepire bene il valore dei suoi interventi. 

L’ingresso alla mostra, che è parte del progetto di "Spazio Scoperte" della Galleria Sabauda, è compreso nel costo del biglietto dei Musei Reali.

28/10/19

Taw2019 Torino Art Week

Opere di Icaro alla Gam di Torino 

Parte questa sera la ricca settimana dell'Arte Contemporanea di Torino, uno degli eventi più interessanti sull’arte contemporanea in Italia.

Si inizia con l’inaugurazione della mostra su Emilio Prini alle ore 19 alla Fondazione Merz

Mentre sono già avviate le belle proposte della Gam con opere di Icaro, Primo Levi e i video di De Dominicis. 

Alle Sale Chiablesi c’è la meravigliosa esposizione sulla collezione Gualino, sicuramente da non perdere, che si chiuderà il 3 Novembre. 

La Pinacoteca Agnelli da pochi giorni ha avviato una stupenda mostra sulle stampe di Hokusai Hiroshige Hasui, da non perdere. 


16/11/18

Antoon van Dyck a Torino




Oggi presso le  Sale Palatine della Galleria Sabauda, dei Musei Reali di Torino,  apre al pubblico la straordinaria mostra dedicata ad Antoon van Dyck (Anversa, 1599 - Londra, 1641), uno dei più grandi artisti del Seicento europeo, il miglior allievo di Rubens che rivoluzionò l’arte del ritratto del XVII secolo. Personaggio di fama internazionale, gentiluomo dai modi raffinati, artista geniale e amabile conversatore, Van Dyck fu pittore ufficiale delle più grandi corti d’Europa. 




Attraverso un percorso espositivo che si dispiega in quattro sezioni, 45 tele e 21 incisioni, la mostra Van Dyck. Pittore di corte intende far emergere l’esclusivo rapporto che l’artista ebbe con le corti italiane ed europee. Dipinse capolavori unici per elaborazione formale, qualità cromatica, eleganza e dovizia nella resa dei particolari, soddisfacendo le esigenze di rappresentanza e di status symbol delle classi dominanti: dagli aristocratici genovesi ai Savoia, dall’arciduchessa Isabella alle corti di Giacomo I e di Carlo I d’Inghilterra. 
Le sue opere sono un modo per entrare nel fastoso universo seicentesco, per scoprire le ambizioni dei personaggi che si fecero ritrarre dalla “gloria del mondo”: così Carlo I amava definire il maestro fiammingo, per accrescere il lustro e il prestigio della corte. 





Proprio in Italia, dove Van Dyck soggiornò per sei anni, dal 1621 al 1627, visitando numerose città e dove potè approfondire lo studio dell’arte italiana e in particolare quella veneta, avviò i contatti con l’aristocrazia genovese, i sovrani torinesi e i duchi di Firenze, committenti che lo condussero a  specializzarsi nella ritrattistica. Formandosi sui modelli di Tiziano e rispondendo alle esigenze celebrative della committenza, Van Dyck elaborò un genere del tutto personale, caratterizzato da una grande perfezione formale. Opere come la Marchesa Elena Grimaldi Cattaneo, il Cardinale Guido Bentivoglio, Emanuele Filiberto Principe di Savoia, l'Arciduchessa Isabella Clara Eugenia in abito monastico, Il Principe Tomaso di Savoia Carignano, Carlo I e la Regina Enrichetta Maria sono esempi sublimi dei suoi ritratti che, per la naturalezza e spontaneità dei gesti, per la cura estrema nella resa dei materiali preziosi come sete e merletti, per le pennellate impalpabili che creano atmosfere vibranti e seducenti, esercitano ancora oggi un fascino irresistibile. 

Grandi e importanti sono anche le tele dedicate ai miti, i cui racconti erano tanto in voga nell’iconografia del tempo, come Giove e Antiope, Amarilli e Mirtillo, Vertumno e Pomona e Venere nella fucina di Vulcano. 






All’artista i Musei Reali di Torino e Arthemisia dedicano una grande esposizione  incentrata sulla sua vasta produzione di ritratti e non solo: le opere, 45 dipinti e 21 incisioni, provengono dai musei italiani e stranieri più prestigiosi come la National Gallery di Washington, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Londra e la Collezione Reale inglese, la Scottish National Gallery di Edimburgo, il Museo Thyssen-Bornemiza di Madrid, il Kunsthistorishes Museum di Vienna, l’ Alte Pinakotek di Monaco, il Castello Arcivescovile di Kromeriz presso Praga, le Gallerie degli Uffizi, i Musei Capitolini di Roma, la Ca’ d’Oro di Venezia, la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, il Palazzo Reale e i Musei di Strada Nuova di Genova, in dialogo con l’importante e corposo nucleo di capolavori della Galleria Sabauda

La mostra è organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Musei Reali di Torino e al Gruppo Arthemisia, con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino


La cura dell’esposizione è affidata ad Anna Maria Bava e Maria Grazia Bernardini e a un prestigioso comitato scientifico, composto da alcuni tra i più noti studiosi di Van Dyck quali Susan J. Barnes, Piero Boccardo e Christopher Brown


L’iniziativa è sostenuta da Generali Italia attraverso Valore Cultura, il programma per promuovere l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano e avvicinare un pubblico vasto e  trasversale - famiglie, giovani, clienti e dipendenti - al mondo dell’arte attraverso l’ingresso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi e attività di divulgazione artistico-culturali con lo scopo di creare valore condiviso. 


La mostra vede come special partner Ricola, sponsor tecnico Trenitalia e radio partner Radio Dimensione Suono. L’evento è consigliato da Sky Arte. Il catalogo è edito da Arthemisia Books



04/04/18

Anche le statue muoiono





Fra tre musei torinesi; Musei Reali ( nel Salone di Palazzo Reale e nella Galleria Sabauda), Museo Egizio e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con supporto del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia (CRAST), si è realizzato un valido progetto culturale sul tema così attuale della conservazione del patrimonio artistico.

“Anche le state muoiono” titolo preso dal  documentario di Alain Resnais e Chris Marker “Les statues meurent aussi..” del 1953 sulle espressioni artistiche africane, è una frase particolarmente commovente, che evidenzia il sempre attuale delicato tema della distruzione, per motivi politici, economici o religiosi, delle opere artistiche che sono state realizzate nel passato.

Il progetto nei Musei Reali di Torino è stato suddiviso in una sezione più spettacolare nel meraviglioso Salone delle Guardi Svizzere di Palazzo Reale, con l’opera di Mariana Castillo Deball, la riproduzione del palazzo omayyade di Qasr al-Mshatta, in Giordania

Per proseguire poi presso la Galleria Sabauda, galleria al primo piano, con una sezione dedicata all'uso commerciale delle opere che sono state distrutte, frammentate o adattate alle necessità del ricco mercato delle antichità.

Così i fregi vengono fatti a pezzettini, pale d’altare vendute a singolo pannello o sculture che sono alterate per compiacere il gusto dell’acquirente. In tal modo un vasto patrrimonio culturale viene distrutto e alterato dal suo contesto sociale. 

Segue una sezione più artistica presso il Museo Egizio, nella sala dedicata a Khaled al-Asaad, che nel 2015 per tutelare lo storico museo di Palmira si oppose sacrificandosi. Qui sono presenti alcuni manufatti recuperati dalle distruzioni e una serie di materiale storico rivisto da alcuni artisti contemporanei.  

Il progetto si conclude presso la Fondazone Sandretto Re Rebaudengo, vedi articoli qui,  dove sono presenti alcune opere storiche di “Danation memoria” e alcuni progetti di noti artisti internazionali, come Kader Attia con la grande installazione Arab Spring del 2014.



Installazione di Mariana Castillo Deball presso la Salone delle Guardie Svizzere 

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Immagini di alla Galleria Sabaudo parte del complesso dei Musei Reali di Torino