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Visualizzazione post con etichetta Piero Manzoni. Mostra tutti i post
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05/02/18

L'incontro delle forme, Confronto fra amici, Manzoni e Fontana.




L’austero castello degli Acaja di Fossano ospita nelle sue segrete, fino al 28 Aprile  2018, un piacevole confronto fra due sperimentali artisti del secolo scorso; Lucio Fontana e Piero Manzoni.



Due amici che in questo dialogo evidenziano quel bisogno di innovazione che negli anni cinquanta guardava al futuro in modo particolarmente gioioso e libero. Una sperimentazione di forme e materiali, che attraverso un ripensamento saussuriano diventano altro, superando il confine del reale per diventare spirito.




Le opere provengono dalla vasta collezione La Gaia di Bruna e Matteo Viglietta, raramente proposte al pubblico, che con l’ organizzata dalla Fondazione ARTEA e la collaborazione con il Comune di Fossano, hanno realizzato questo interessante progetto espositivo.


09/12/16

Record di merda



Era stata venduto al peso d'oro, quando fu ideata da Piero Manzoni, è pare rendere ancora di più, visto che l'altro ieri è stata venduta a 275.000 euro all'asta milanese da Il Ponte.

Si tratta di una delle 90 scatole metalliche di "Merda d’artista, conservata al naturale prodotta ed inscatolata nel 1961”  ora sempre più un'opera moderna storica. 

23/03/14

Odorava di futuro ... grande antologica su Piero Manzoni a Milano


Finalmente la città di Milano omaggia uno dei suo artisti più geniali con una grande antologica a Palazzo Reale, nelle stupende sale delle Colonne.

Spesso trascurato e quasi dimenticato, forse per la sua incredibile ironia, Piero Manzoni torno al centro della vita culturale milanese con oltre 120 opere esposte in forma cronologica.


Sicuramente è stato uno degli artisti più geniali e innovatori, a volte molto controverso, del XX secolo. Era nato a Soncino nel cremonese, ma ben presto si trasferì nella capitale economica del paese, dove morì nemmeno trentenne, nel 1963.
La mostra è promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e SKIRA editore, curata da Flaminio Gualdoni e Rosalia Pasqualino di Marineo, in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni ed è realizzata nell’ambito del progetto “Primavera di Milano”.


Milano è stata la sua città, dove ha operato da protagonista della stagione di maggior fervore del secondo dopoguerra, ponendosi a fianco di un maestro come Lucio Fontana e agendo da referente primario della neoavanguardia europea, tra la Francia di Yves Klein e la Germania del gruppo Zero, l’Olanda del gruppo Nul e la dimensione cosmopolita di Nouvelle Tendance.


Mezzo secolo è trascorso dalla sua scomparsa precoce, e il riconoscimento internazionale di Manzoni è un fatto compiuto.
Per questo Milano ha deciso di dedicargli un mostra, la più importante mai realizzata in città dalla sua morte, che ne documenti il percorso in tutta la sua ampiezza e ricchezza problematica attraverso la presentazione di circa 120 opere che rendono conto della sua intera parabola artistica.


Genialmente radicale, Manzoni viene raccontato dagli esordi in area postinformale alla concezione degli Achromes, dalle Linee alle Impronte, dal Fiato alla Merda d’artista, dal coinvolgimento del corpo fisico vivente nell’opera alla dimensione totalizzante dell’esperienza estetica di progetti come il Placentarium.

“Questa mostra è uno dei capisaldi della ‘Primavera di Milano’, il palinsesto di eventi culturali che abbiamo voluto dedicare a tutti gli artisti che hanno fatto grande la nostra città e la sua storia, con mostre, concerti, spettacoli e approfondimenti, che si snodano in giro per Milano lungo la primavera del 2014” – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

16/02/14

La Bella Figura, la creatività italiana da Max Wigram

Lucio Fabro ItaliaFeticcio 1981
   
La galleria londinese Max Wigram presenterà dal 18 Febbraio al 28 Marzo, nei suo spazi di XX Bond Street, una interessante mostra a tema storico, dal titolo “La Bella Figura” dedicata alla cultura italiana, in un percorso trasversale, che spazia dal dopoguerra fino al 1992.

La mostra, che include opere di Michelangelo Pistoletto, Carlo Mollino, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, e Gilberto Zorio, miscela manufatti artistici al design, in un focus sull’eccellenza del bello, sulla grande tradizione culturale che ha sempre caratterizzato, nonostante la forte problematica della cultura politica, il nostro paese.

Giulio Paolini - Ora come ora

Tramite l’accostamento di arte, design, e film, la mostra cerca di far luce sull’ambiguo equilibrio del potere che prevale tutt'oggi sulla produzione artistica italiana, e in un certo senso la mantiene. Note opere storiche di artisti come Fontana, Pistoletto, e Manzoni verranno quindi usate nel contesto della mostra per analizzare le particolari condizioni vissute dalla maggioranza di questi artisti, in quanto operativi nella giovane repubblica italiana. Una Repubblica che, con le sue disfunzioni, ha prodotto le condizioni necessarie per protesta, dialogo, certe libertà, e, a volte, indignazione.

Luigi Ghirri Modena 1978

Ogni italiano conosce l’espressione ‘bella figura’, in un doppio senso che é a volte usato come sinonimo per l’Italia stessa, intesa come la nazione con profondi problemi e fazioni contrarie, obbligate a coabitare. Una nazione di poteri opposti, che rappresentano rispettivamente il bene e il male, intrecciati in una malizia corrotta e irrisolta che si trascina appresso il fardello di tempi lontani dalle strutture incompatibili con la nuova società, con la nuova lingua, e con i nuovi modi di organizzare la tradizione della fede religiosa cattolica.

P.P. Calzolari Scalea 1968

La Bella Figura spera di evidenziare questi aspetti, sovente espressi dalle voci di denuncia degli artisti, poeti, musicisti e comici, organizzati in movimenti indipendenti caratterizzati da un approccio anti-elitario attraverso la promozione della semplicità del quotidiano nel pensiero intellettuale e nell’uso di materiali umili. In retrospettiva, il bersaglio di queste proteste può essere identificato nell’alienazione industriale, ma anche nel rampante consumismo che era forse un compromesso necessario per il rapido sviluppo della Repubblica Italiana.

La mostra è stata curata da Bjorn Stern.