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Visualizzazione post con etichetta Alighiero Boetti. Mostra tutti i post
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01/03/18

PerFiloEperSegno Alighiero Boetti ad Asti




La Fondazione Palazzo Mazzetti e la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti presentano, da sabato 17 marzo a domenica 15 luglio, PERFILOEPERSEGNO, personale di Alighiero Boetti (Torino, 1940-1994), presso Palazzo Mazzetti.

La mostra, interamente prodotta dalla Fondazione Palazzo Mazzetti e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, nasce da un’idea di Maria Federica Chiola ed è curata dalla storica dell’arte Laura Cherubini in collaborazione con Maria Federica Chiola. L’esposizione si inserisce in un percorso intrapreso nel 2015 con il progetto “Asti Contemporanea, collezioni private”, con l’obbiettivo di approfondire la cultura del contemporaneo nella città di Asti, attraverso il dialogo con i collezionisti privati, le fondazioni e i musei.

La Fondazione Palazzo Mazzetti, da sempre attenta alla promozione e allo sviluppo della cultura artistica locale a livello internazionale, con questa grande esposizione vuole offrire un nuovo punto di vista sulla produzione di un grande artista, attraverso la lente del profondo legame che unisce Alighiero Boetti (torinese di nascita) e la sua produzione all’importante tradizione storico-artistica del territorio che gli ha dato i natali.

Il percorso si compone di 65 opere che comprendono arazzi, mappe, arazzetti, ricami e cartoncini a biro, che si integrano alla perfezione nella splendida cornice offerta dal palazzo settecentesco (restaurato a partire dal 2005), con i suoi tesori e arredi.

Il tema della mostra trae origine da una profonda riflessione di Alighiero Boetti ripresa da Jean C. Amman nel saggio "Dare tempo al tempo": “Quel che la biro rappresenta per un occidentale, per un Afgano è il ricamo che come una memoria sovraindividuale reca in sé parti della biografia collettiva.” Diventa così possibile riscoprire la lunga indagine che ha condotto l’artista ad analizzare l’eterno e conflittuale rapporto tra la cultura occidentale e quella orientale. L’esposizione pone in dialogo le opere a penna biro, cartoncini realizzati in Italia sotto precise indicazioni dell’artista con l’utilizzo di penne colorate, e i ricami, una raccolta di frasi e pensieri riferite al tempo, ricamati all’interno di quadrati come formule matematiche.

La città di Asti vanta un immenso patrimonio legato alla tradizione dell’Arazzeria Scassa, fondata nel 1957 da Ugo Scassa, maestro della lavorazione e produzione di arazzi e in particolare all’usanza di tradurre in tessuto le opere di famosi pittori del 900 come Capogrossi, Corpora e Santomaso.
Dal solido legame con questa tradizione la scelta di proporre la grande produzione di arazzi e ricami dell’artista piemontese Alighiero Boetti, un vero e proprio diario in cui vengono rappresentate storie, concetti di vita, pensieri e la memoria stessa di un artista girovago, un esploratore di mondi e di culture.

Il percorso espositivo sarà corredato da una speciale pubblicazione con testo critico redatto dalla curatrice. Il volume sarà edito da Sagep Editori.


Informazioni utili
PERFILOEPERSEGNO, Alighiero Boetti
Museo Civico Palazzo Mazzetti
Corso Vittorio Alfieri, 357
Da sabato 17 marzo a domenica 15 luglio 2018
Tel. 0141 530403
www.palazzomazzetti.eu 
info@palazzomazzetti.it 
Orari di apertura al pubblico: da martedì a domenica: 10.00 – 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)
Giorno di chiusura: lunedì.
Anteprima stampa: giovedì 15 marzo, ore 11.30. 
Opening: venerdì 16 marzo 2018, Ore 18.30.


Alighiero Boetti – Biografia
Alighiero Boetti (1940-1994) nasce a Torino dove esordisce nell’ambito dell’Arte Povera nel gennaio del 1967.
Artista concettuale, versatile e caleidoscopico, moltiplica le tipologie di opere la cui esecuzione – in certi casi – viene delegata con regole ben precise ad altri soggetti e altre mani.
É più volte presente alla Biennale di Venezia, con sala personale nell’edizione del 1990 nella quale ottenne la menzione d’onore della Giuria.
Tra le mostre più significative degli ultimi anni è stata realizzata la grande retrospettiva Game Plan in tre prestigiose sedi (il MOMA di New York, la Tate di Londra, il Reina Sofia di Madrid).
Dell’ampio corpus di opere molte sono conservate in diverse sedi museali italiane ed internazionali, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, Stedelijk Museum, il MOCA di Los Angeles.


Fondazione Palazzo Mazzetti
La Fondazione Palazzo Mazzetti è nata nel gennaio 2012 con il compito di proseguire le attività avviate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, socio Fondatore originario, e di creare un polo di attrazione culturale per tutto il territorio.
Palazzo Mazzetti è stato acquistato nel 2000 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e restituito alla città nel dicembre del 2011, completamente recuperato e con un rinnovato allestimento delle collezioni civiche e degli ambienti per mostre temporanee.
Percorrendo l'edificio, dal piano sotterraneo fino all'ultimo piano che accoglie i dipinti e le sculture otto-novecentesche, si possono cogliere elementi significativi di vicende storiche e costruttive e, attraverso l'allestimento museale, comprendere il formarsi delle collezioni dagli ultimi anni dell'ottocento fino ad oggi.
Il progetto di recupero, affidato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti all’architetto Giovanni Bo, ha permesso di restituire alla città di uno degli edifici più significativi per storia e per bellezza architettonica e contemporanea.
La riapertura di Palazzo Mazzetti interamente ripensato per essere destinato a sede museale ed espositiva, sottolinea la volontà di valorizzare l’enorme patrimonio locale e favorire la crescita culturale della città.

16/02/14

La Bella Figura, la creatività italiana da Max Wigram

Lucio Fabro ItaliaFeticcio 1981
   
La galleria londinese Max Wigram presenterà dal 18 Febbraio al 28 Marzo, nei suo spazi di XX Bond Street, una interessante mostra a tema storico, dal titolo “La Bella Figura” dedicata alla cultura italiana, in un percorso trasversale, che spazia dal dopoguerra fino al 1992.

La mostra, che include opere di Michelangelo Pistoletto, Carlo Mollino, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, e Gilberto Zorio, miscela manufatti artistici al design, in un focus sull’eccellenza del bello, sulla grande tradizione culturale che ha sempre caratterizzato, nonostante la forte problematica della cultura politica, il nostro paese.

Giulio Paolini - Ora come ora

Tramite l’accostamento di arte, design, e film, la mostra cerca di far luce sull’ambiguo equilibrio del potere che prevale tutt'oggi sulla produzione artistica italiana, e in un certo senso la mantiene. Note opere storiche di artisti come Fontana, Pistoletto, e Manzoni verranno quindi usate nel contesto della mostra per analizzare le particolari condizioni vissute dalla maggioranza di questi artisti, in quanto operativi nella giovane repubblica italiana. Una Repubblica che, con le sue disfunzioni, ha prodotto le condizioni necessarie per protesta, dialogo, certe libertà, e, a volte, indignazione.

Luigi Ghirri Modena 1978

Ogni italiano conosce l’espressione ‘bella figura’, in un doppio senso che é a volte usato come sinonimo per l’Italia stessa, intesa come la nazione con profondi problemi e fazioni contrarie, obbligate a coabitare. Una nazione di poteri opposti, che rappresentano rispettivamente il bene e il male, intrecciati in una malizia corrotta e irrisolta che si trascina appresso il fardello di tempi lontani dalle strutture incompatibili con la nuova società, con la nuova lingua, e con i nuovi modi di organizzare la tradizione della fede religiosa cattolica.

P.P. Calzolari Scalea 1968

La Bella Figura spera di evidenziare questi aspetti, sovente espressi dalle voci di denuncia degli artisti, poeti, musicisti e comici, organizzati in movimenti indipendenti caratterizzati da un approccio anti-elitario attraverso la promozione della semplicità del quotidiano nel pensiero intellettuale e nell’uso di materiali umili. In retrospettiva, il bersaglio di queste proteste può essere identificato nell’alienazione industriale, ma anche nel rampante consumismo che era forse un compromesso necessario per il rapido sviluppo della Repubblica Italiana.

La mostra è stata curata da Bjorn Stern.



05/07/12

Botto che Boetti - Non se ne può più ...



In questi ultimi anni il povero Alighiero Boetti è stato assunto a santo patrono della contemporaneità. 

Usato come il prezzemolo per ogni mostra che vuole essere contemporanea, viene così consumato il suo spirito soave e sereno, erodendo e stratificandone i semplici lavori alle necessità economiche. 

Così le sue opere che erano delicate e preziose diventano sempre più pesanti e noiosi. 

In una strana glorificazione post-morten si fa di un bravo artista un lumino da bruciare rapidamente svuotando magazzini galleristici in attesa di future novità.

21/03/12

Alighiero Boetti alla Tate - Vate malgrado sé



Un buon successo di pubblico e generali consensi di critica sta ottenendo la mostra retrospettiva su Alighiero Boetti alla Tate Modern di Londra, che durerà fino al 27 Maggio. L’evento è stato realizzato in collaborazione con il Museo Reina Sofía di Madrid da dove la mostra proviene e col MoMa di New York dove proseguirà dopo la tappa londinese. 

Le opere presentano un percorso con un’attenzione alle idee che lentamente tende a staticizzarsi in certe forme di ricerche periodiche. Avviato su strade sperimentali, ben espresse dalle prime due sale cronologiche, forse quelle anche più varie e interessanti. La mostra prosegue poi presentando per area tematica il suo operato così si percepisce che lentamente il suo lavoro si concentra sulla catalogazione e sulla ricerca di un ordine. Focalizzandosi sulla metodologie processuale a scapito della realizzazione che diventa quasi un’azione relazionale. 

La mostra conferma una certa tenuta dell’artista che assunto in questi ultimi tempi a ruolo di nume, che forse non ha mai avuto, mantiene in alcune opere interessanti pregi che nell'esposizione possono sorgere, percorrendo e confrontando le sue opere in modo didattico. 

Se nelle prime sale la varietà delle opere affascina e incuriosisce lentamente il succedersi delle opere proposte nelle sale tematiche rende il tutto più industrializzato e un poco annoiato, forse anche perché le varie sale presentano opere oramai note, esposte in molteplici eventi che le rendono un poco già viste. Ma è pur sempre piacevole scoprire un percorso così ricco di stimoli e anticipatore di alcuni trend che si stavano formando. Fra le sale più interessanti sicuramente quella delle mappe, dove è divertente vedere nel passare degli anni il cambiare delle bandiere e il variare delle proporzioni. 

Interessante notare alcune coincidenze con la mostra su Kusama che si svolge sempre alla Tate in questo periodo. Due mostre molto diverse per percezione e idee ma che hanno alcuni punti in comune, le analogie cromatiche molto pop e l’interesse per la molteplicità, che inizia a prendere piede fra gli artisti di quel periodo, il formarsi di opere brand che diventano “marchio” di un artista e la sua massificazione.