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Visualizzazione post con etichetta Trussardi. Mostra tutti i post
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19/12/14

La Grande Madre - a cura di Massimiliano Gioni

 Michael Elmgreen & Ingar Dragset Short Cut, 2003


english text below

Palazzo Reale, Milano
25 agosto - 15 novembre 2015 



Comune di Milano | Cultura e Fondazione Nicola Trussardi sono lieti di annunciare La Grande Madre, una mostra promossa da Comune di Milano | Cultura, ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi insieme a Palazzo Reale per Expo in città 2015, e realizzata con il sostegno di BNL Gruppo BNP Paribas, main sponsor dell’esposizione.

La mostra, che aprirà al pubblico dal 25 agosto al 15 novembre 2015, è il frutto di una collaborazione tra istituzioni pubbliche e privatenella condivisione di un progetto che porta la grande arte contemporanea, anche nelle sue dimensioni più attuali e innovatrici, nello spazio espositivo più prestigioso della città, rappresentando l’evento di punta del calendario di Expo in città nel secondo trimestre di Expo Milano 2015.

Attraverso le opere di oltre ottanta artisti internazionali, La Grande Madre analizzerà l'iconografia e la rappresentazione della maternità nell'arte del Novecento, dalle avanguardie fino ai nostri giorni.

Dalle veneri paleolitiche alle ‘cattive ragazze’ del post-femminismo, passando per la tradizione millenaria della pittura religiosa con le sue innumerevoli scene di maternità, la storia dell’arte e della cultura hanno spesso posto al proprio centro la figura della madre, simbolo della creatività e metafora della definizione stessa di arte. Archetipo e immagine primordiale, la madre e la sua versione più familiare di “mamma” sono anche stereotipi intimamente legati all’immagine dell’Italia.

La Grande Madre sarà una mostra sul potere della donna: partendo dalla rappresentazione della maternità, l’esposizione passerà in rassegna un secolo di scontri e lotte tra emancipazione e tradizione, raccontando le trasformazioni della sessualità, dei generi e della percezione del corpo e dei suoi desideri.

“Il palinsesto di Expo in città si arricchisce ancora grazie a una mostra prestigiosa, ospitata in una delle sedi espositive più visitate d’Italia, Palazzo Reale, che chiude il cerchio di una proposta completa sull’arte, le sue stagioni e i suoi linguaggi grazie allo sguardo acuto e spiazzante di Massimiliano Gioni, Direttore artistico della Fondazione Nicola Trussardi – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Una proposta che non solo offrirà al pubblico la possibilità di compiere un viaggio straordinario nella storia dell’arte e della cultura italiana e internazionale, ma sarà anche un’occasione speciale di approfondimento sulla figura della madre, che più di tutte incarna l’idea della nutrizione, tema centrale di Expo 2015. Un risultato reso possibile grazie alla Fondazione Nicola Trussardi nel quadro di un ampio dialogo tra pubblico e privato, stretti in un’alleanza per la diffusione dell’arte e della cultura”.

Con un allestimento che si estenderà su una superficie di circa 2.000 metri quadrati al piano nobile di Palazzo Reale, La Grande Madreporterà l’arte contemporanea al centro del programma di Expo in città, collegando la storia dell’arte alle questioni più urgenti del nostro tempo. Proseguendo la ricerca della Fondazione Nicola Trussardi, impegnata ormai da più di dieci anni nella produzione e promozione dell’arte contemporanea, La Grande Madre mescolerà il contemporaneo con la storia: in questa mostra tematica verranno accostate opere di oggi e capolavori storici, gemme sconosciute e artefatti provenienti dal mondo del cinema e della letteratura, evocando un ricco tessuto di associazioni, ricordi e immagini.

“Per dodici anni la Fondazione Nicola Trussardi ha lavorato portando il meglio dell’arte contemporanea nei luoghi più belli di Milano, valorizzandoli e aprendoli al pubblico – ha dichiarato la Presidente Beatrice Trussardi. Il percorso fin qui intrapreso ha fatto della Fondazione Nicola Trussardi una delle istituzioni più rispettate nel mondo dell'arte internazionale. In occasione di Expo siamo lieti di avviare questa nuova collaborazione con il Comune di Milano e con uno dei suoi luoghi simbolo, Palazzo Reale, ribadendo il nostro impegno a mantenere vivo il dibattito sull'arte e sulla cultura contemporanea.”



Urs Fischer HOUSE OF BREAD, 2004



The Great Mother
curated by Massimiliano Gioni 

An exhibition promoted by the Cultural Office of the City of Milan, conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi in partnership with Palazzo Reale for Expo in Città 2015

Palazzo Reale, Milan
August 25 – November 15, 2015



The Cultural Office of the City of Milan and the Fondazione Nicola Trussardi are pleased to announce The Great Mother, an exhibition promoted by the Cultural Office of the City of Milan, conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi in partnership withPalazzo Reale for Expo in Città 2015, and supported by BNL BNP Paribas Group as main sponsor.

The exhibition, which will be open to the public from August 25 to November 15, 2015, is a collaboration between the public and private sectors to bring contemporary art into Palazzo Reale, the city’s most prestigious exhibition venue, as the pivotal event on the Expo in Città calendar for the second half of Expo 2015 in Milan.

Through the work of more than eighty international artists, the exhibition The Great Mother will analyze the iconography of motherhood in the art and visual culture of the twentieth and twenty-first centuries, from early avant-garde movements to the present.

Whether as a symbol of creativity or as a metaphor for art itself, the archetype of the mother has been a central figure in the history of art, from the Venuses of the Stone Age to the "bad girls" of the postfeminist era and through centuries of religious works depicting innumerable maternity scenes. The more familiar version of “Mamma” has also become a stereotype closely tied to the image of Italy.

In undertaking an analysis of the representation of motherhood, the exhibition The Great Mother will trace a history of women's empowerment, chronicling gender struggles, sexual politics, and clashes between tradition and emancipation.

“The Expo in Città calendar will be made even richer by a prestigious exhibition – housed in one of Italy’s most popular exhibition venues, Palazzo Reale – which offers a sweeping panorama of the history and languages of art through the keen and challenging vision of Massimiliano Gioni, Artistic Director of the Fondazione Nicola Trussardi,” says Filippo Del Corno, the city’s Councilor for Culture. “Not only will this project offer the public the chance to take an extraordinary journey through Italian and international art history and culture, it will be a special opportunity to explore the figure of the mother, the quintessential symbol of nourishment, which is the key theme of Expo 2015. This achievement is made possible by the Fondazione Nicola Trussardi as part of a broader dialogue between the public and private sector, which are joining forces to help spread art and culture.”

With an exhibition layout that will cover more than 2000 square meters (20,000 square feet) on the piano nobile of Palazzo Reale – a neoclassical building which preserves many of its original decorations and period details – The Great Mother will bring contemporary art into the heart of the Expo in Città program, linking art history to the most pressing issues of our time. True to the mission of the Fondazione Nicola Trussardi, which has been producing and promoting contemporary art projects in historical venues for over a decade, The Great Mother will mix past and present: the exhibition will juxtapose contemporary art, historical works, and artifacts from the world of film and literature, weaving a rich tapestry of associations and images.

“For twelve years now, the Fondazione Nicola Trussardi has brought the finest contemporary art into some of Milan’s most beautiful spaces, rediscovering and opening them up to the public,” said Fondazione Nicola Trussardi President Beatrice Trussardi. “For the Expo, we are pleased to be undertaking this new partnership with the City of Milan and with one of its greatest landmarks,Palazzo Reale, confirming our commitment to help fuel the debate on contemporary art and culture.”

07/12/14

Fondazione Trussardi, ritorno alla origini

Scatto dalla mostra di Allora&Calzadilla del 2013


La Fondazione Trussardi in collaborazione con Massimilano Gioni organizzerà , in corrispondenza dell’Expo 2015, la mostra “La grande Madre” un evento espositivo nel Palazzo Reale di Milano.


La mostra sarà dedicata alla figura materna come figura generatrice, per l’occasione la rassegna avrà uno sguardo storico presentando opere dell’ultimo secolo, confermando come oramai anche le figure più legate al contemporaneo stanno rivolgendo lo sguardo al passato, stanche forse di tanta contemporaneità?

25/03/14

CineDreams con Stan VanDerBeek, Jeronimo Voss, Katie Paterson


Jeronimo Voss, Eternity through the Stars, 2012 | Planetarium, Orangerie, Kassel 
Photo: Anders Sune Berg | Courtesy the artist & d(13)



English below

In occasione di miart 2014, la Fondazione Nicola Trussardi e miart presentano Cine Dreams, un progetto speciale di arte contemporanea a cura di Massimiliano Gioni e Vincenzo de Bellis pensato per l'eccezionale cornice del Civico Planetario Ulrico Hoepli e realizzato in collaborazione con il Comune di Milano - Cultura.

Le serate di venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 marzo, dalle 22.00, saranno animate da opere di Stan VanDerBeek, Jeronimo Voss e Katie Paterson concepite appositamente per planetari e per l’occasione ripensate per il prezioso edificio in stile neoclassico progettato alla fine degli anni ’20 dall’architetto Piero Portaluppi.

Con installazioni, proiezioni multimediali, interventi sonori e video, Cine Dreams sarà un piccolo festival dell'arte incentrato su storie di costellazioni e di universi, che guarda al planetario come a un luogo di conoscenza e di incontro in cui confluiscono diverse discipline, dall’ottica al teatro, dall’informatica alla letteratura, in un viaggio verso nuovi mondi possibili.

Venerdì 28 marzo il programma apre con la proiezione dell’opera che dà il titolo all’intera rassegna, Cine Dreams: Future Cinema of The Mind, dell'americano Stan VanDerBeek (New York, 1927 – Baltimora, 1984), famoso fin dagli inizi della sua carriera per la ricerca pionieristica nel cinema e nell'animazione sperimentale, che lo portò a essere uno dei primi artisti invitati a insegnare presso il MIT – Massachussets Institute of Technology – nel suo celebre programma di integrazione tra arte e tecnologia. Esempio fondamentale di commistione tra arte e scienza, Cine Dreams: Future Cinema of The Mind – che per la prima volta in assoluto verrà riproposto nella sua versione originale – fu presentato nel 1972 al Strassenburgh Planetarium di Rochester, nello stato di New York. L’opera consiste nella proiezione simultanea di ventuno film sulla volta del planetario, sulla quale scorrono anche proiezioni della calotta celeste. Un’esplosione di forme, suoni e colori che mescola scienza e psichedelia, spettacolo e critica della società delle immagini, Cine Dreams: Future Cinema of The Mind – come molte altre opere di VanDerBeek – è stato spesso interpretato come una premonizione di Internet e della cultura digitale.

Per la presentazione di Cine Dreams: Future Cinema of The Mind a Milano, le proiezioni dureranno otto ore, dalle 22.00 alle 6.00 del mattino. Gli spettatori sono invitati a portare cuscini e coperte e a passare la notte sotto la cupola del planetario, come nella presentazione originale: in questo cinema della mente – come l’aveva definito l’autore – gli spettatori sono chiamati a sonnecchiare e a guardare i film in dormiveglia o a occhi chiusi, sperimentando lo stato individuale e inconscio del sogno in un contesto collettivo e di gruppo. Gli spettatori potranno registrare le descrizioni dei propri sogni su una segreteria telefonica creata per l’occasione, al numero +39 02 80688277, attivo dalla sera di venerdì 28 marzo fino al mattino di lunedì 31 marzo, o mandando un messaggio all’indirizzo email cinedreams@fondazionenicolatrussardi.com

Sabato 29 marzo sarà invece la volta di Jeronimo Voss (Hamm, Germania, 1981), artista tedesco che nelle sue installazioni manipola materiale storico e scientifico per dare vita a nuove storie di costellazioni e universi paralleli. La sua opera Eternity through The Stars – il cui titolo è ispirato all’omonimo saggio del 1872 del francese Louis-Auguste Blanqui sulla possibilità dell'esistenza di dimensioni parallele infinite – consiste nella proiezione sulla volta del planetario di immagini tratte da antiche diapositive astronomiche raffiguranti rivoluzioni di pianeti e viaggi di comete nel sistema solare. Concepita per il Planetario di Kassel e presentata in occasione di dOCUMENTA(13) e più di recente al MMK di Francoforte e al Planetario di Berlino, Eternity through the Stars verrà proiettata per l’occasione in prima assoluta in Italia.

Domenica 30 marzo, infine, chiuderà il programma Katie Paterson (Glasgow, 1981): con un approccio multimediale e multidisciplinare il suo lavoro indaga i grandi temi che da secoli affascinano l’arte e la connettono alla scienza, spaziando in modo poetico e sorprendente dalla natura all’ecologia, dalla geologia alla cosmologia. Con le sue installazioni Paterson sonda la vastità della terra e dell’universo, mettendo gli spettatori al cospetto di distanze sublimi e orizzonti lontanissimi. Per gli spazi del Planetario di Milano l’artista realizza una nuova performance e installazione nella quale combina distanze siderali, suoni e luce: in Earth-Moon-Earth le note di Sonata al chiaro di luna di Beethoven sono state trasmesse sulla superficie lunare sotto forma di onde radio e quindi riflesse sulla terra con ritardi e pause che sono state integrate nella partitura originale, tradotte in suoni e silenzi. L’esecuzione dal vivo al pianoforte di questa nuova versione della Sonata accompagna la proiezione sulla volta del planetario di 27.000 stelle morte.

Con Cine Dreams la Fondazione Nicola Trussardi e miart proseguono la collaborazione iniziata nel 2013 con il progetto speciale Liberi tutti: per la prima volta insieme, hanno animato le serate della diciottesima edizione della fiera d'arte, presentando performance, concerti, intermezzi e pièce d'arte al Teatro Arsenale di via Cesare Correnti.

In collaborazione con miart la Fondazione Nicola Trussardi prosegue con Cine Dreams nella sua azione di supporto e valorizzazione delle espressioni più originali dell'arte e della cultura contemporanea, portando i linguaggi più sperimentali del nostro tempo negli spazi del Civico Planetario di Milano, fatto edificare alla fine degli anni ’20 da Ulrico Hoepli su progetto di Piero Portaluppi e donato alla città di Milano nel 1929. Inaugurato nel 1930, fu il secondo Planetario costruito in Italia, dopo quello di Roma, dotato di una tecnologia all’avanguardia per proiettare l'immagine del cielo stellato sull’intera cupola del diametro di quasi 20 metri. Oggi il Planetario di Milano – il più grande esistente in Italia e il più attivo, con un pubblico complessivo di circa 5 milioni di visitatori coinvolti dalla sua apertura – per la prima volta in assoluto nei suoi oltre ottant'anni di storia ospita un progetto site-specific di arte contemporanea.

Cine Dreams è un progetto ideato e prodotto dalla Fondazione Nicola Trussardi e miart, nell’ambito della diciannovesima edizione della fiera.


Sede Civico Planetario Ulrico Hoepli | Corso Venezia 57, Milano
Date 28, 29 e 30 marzo 2014 ogni sera dalle 22.00

ingresso libero

Programma delle serate

Venerdì 28 marzo | Stan VanDerBeek: Cine Dreams: Future Cinema of The Mind | dalle 22.00 alle 6.00

Sabato 29 marzo | Jeronimo Voss: Eternity through the Stars | dalle 22.00 alle 24.00

Domenica 30 marzo | Katie Paterson: Earth-Moon-Earth | dalle 22.00 alle 24.00




English 

The FONDAZIONE NICOLA TRUSSARDI and MIART present CINE DREAMS

Stan VanDerBeek, Jeronimo Voss, Katie Paterson curated by Massimiliano Gioni and Vincenzo de Bellis

28, 29 and 30 March 2014 - every evening from 10 PM on

Civico Planetario Ulrico Hoepli - Corso Venezia 57, Milan

Free admission


For miart 2014, the Fondazione Nicola Trussardi and miart will be joining forces to present Cine Dreams, a special contemporary art project curated by Massimiliano Gioni and Vincenzo de Bellis, in the unique setting of Milan’s Ulrico Hoepli Planetarium, in collaboration with Comune di Milano - Cultura.

The evenings of Friday 28, Saturday 29 and Sunday 30 March, from 10 PM on, will be animated by the works of Stan VanDerBeek, Jeronimo Voss and Katie Paterson: projects conceived especially for planetariums, which have been adapted on this occasion for a gorgeous neoclassical building designed in the late '20s by architect Piero Portaluppi.

With its installations, multimedia projections, and sound and video works, Cine Dreams will be a miniature art festival that weaves tales of constellations and parallel universes, turning the planetarium into a place of discovery where different disciplines—optics, theater, computer science, literature, and more—flow together in a journey to find new possible worlds.

On Friday 28 March, the program will open with the work that lends its title to the entire series: Cine Dreams: Future Cinema of The Mind, by American artist Stan VanDerBeek (b. 1927 in New York – d. 1984 in Baltimore). Famous from the early days of his career for his pioneering work in experimental film and animation, he was one of the first artists invited by MIT to teach in its renowned program integrating art and technology. A groundbreaking example of how art can be wedded to science, Cine Dreams: Future Cinema of The Mind—presented here for the very first time in its original version—was shown in 1972 at the Strasenburgh Planetarium in Rochester, New York. The piece consists in the simultaneous projection of twenty-one films on the planetarium dome, with images of the night sky also moving across its surface. An explosion of shapes, sounds and colors that blends science with psychedelia, pure spectacle with a critique of the society of images, Cine Dreams: Future Cinema of The Mind—like many other works by VanDerBeek—has often been seen as a premonition of the Internet and of contemporary digital culture.

For the presentation of Cine Dreams: Future Cinema of The Mind in Milan, the projections will last eight hours, from 10 PM to 6 AM. As in the original 1972 presentation, viewers are invited to bring pillows and blankets and spend the night under the planetarium dome: in this cinema of the mind, as the artist called it, viewers are invited to doze off, to watch the films while half-asleep or with their eyes closed, experiencing the private, unconscious dream state in a collective, group setting. Viewers can record descriptions of their dreams in a voicemail box set up for the purpose at +39 02 80688277, active from the evening of Friday 28 March until the morning of Monday 31 March, or by emailing cinedreams@fondazionenicolatrussardi.com.

The evening of Saturday 29 March will feature Jeronimo Voss (b. 1981 in Hamm, Germany), a German artist whose installations reshape historical and scientific materials into new stories of constellations and parallel universes. His work Eternity through The Stars—whose title is borrowed from an 1872 essay by French theorist Louis-Auguste Blanqui about the potential existence of infinite parallel dimensions—consists in the projection of images from old astronomical slides onto the planetarium dome, showing the revolutions of planets and the paths of comets through the solar system. Conceived for the Kassel Planetarium and presented at dOCUMENTA (13), and more recently at MMK in Frankfurt am Main and at the Berlin Planetarium, Eternity through the Stars will be shown here in its Italian premiere.

On Sunday 30 March, the program will close with the work of Katie Paterson (b. 1981 in Glasgow). Taking a multimedia, multidisciplinary approach, Paterson explores the great themes of science that have fascinated art over the centuries, ranging between ecology, geology, and cosmology in a startling, poetic way. Her installations probe the vast reaches of the Earth and universe, bringing viewers face-to-face with sublime distances and faraway horizons. For Cine Dreams Paterson creates a new performance and installation conceived specifically for the Milan’s Planetarium, combining astronomical distances with the sounds and lights of all the dead stars. In Earth-Moon-Earth, the notes of Beethoven’s Moonlight Sonata are bounced off the moon’s surface and back to earth as radio waves, becoming a new score where the gaps and delays from the journey are translated into sounds and intervals. In Milan, this new moon-altered version of the Sonata is performed live, accompanying the projection of the light from 27,000 dead stars.

With Cine Dreams, the Fondazione Nicola Trussardi and miart are carrying forward the collaboration that began in 2013 with the special project Liberi Tutti: joining forces for the first time, they kept the energy of the art fair’s eighteenth edition flowing well into the night with performances, concerts, intermezzos and plays at the Teatro Arsenale in Via Cesare Correnti.

With Cine Dreams, the Fondazione Nicola Trussardi, in partnership with miart, continues its mission of fostering and promoting original expressions of art and contemporary culture, bringing the most experimental language of our time into unconventional spaces such as the Civic Planetarium of Milan, designed by Piero Portaluppi in the late ’20s for Ulrico Hoepli, who donated to the city in 1929. Opened in 1930, it was the second planetarium to be constructed in Italy, after Rome’s, and employed state-of-the-art technology to project an image of the starry sky onto the entire dome, measuring almost twenty meters across. Over its eighty years of history, the Milan Planetarium, the largest and most active in Italy, has welcomed a total of some five million visitors. This will be the first time the space is used for a contemporary art exhibition. 

Cine Dreams is a project conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi and miart, for the nineteenth edition of the fair.


Location
Civico Planetario Ulrico Hoepli | Corso Venezia 57, Milano
Date 28, 29 and 30 March 2014 - every evening from 10 PM on

free admission

Calendar   

Friday 28 March | Stan VanDerBeek: Cine Dreams: Future Cinema of The Mind | from 10 PM to 6 AM

Saturday 29 March | Jeronimo Voss: Eternity through the Stars | from 10 PM to 12 AM

Sunday 30 March | Katie Paterson: Earth-Moon-Earth | from 10 PM to 12 AM

 

09/02/14

Primavera d’arte a Milano, prossimi eventi primaverili per il miart 2014

  
Nei giorni del miart il comune di Milano offre una serie di interessanti eventi collaterali che si svilupperanno per la stagione primaverile. Si inizia da una importante retrospettiva dedicata a Piero Manzoni, che si inaugura a Palazzo Reale il 25 marzo; la personale di Regina José Galindo che ‘va in scena’ al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea a partire dal 24 marzo; e la mostra “Year after Year. Opere su carta dalla Collezione UBS”, che esplora la produzione su carta realizzata da grandi artisti attivi dagli anni Sessanta a oggi e si apre alla GAM Galleria d’Arte Moderna di via Palestro il 21 marzo. Segnaliamo che i visitatori delle mostre dedicate a Piero Manzoni e Regina José Galindo, conservando il biglietto, potranno entrare a prezzo ridotto a miart 2014.


Parallelamente anche la Fondazione Nicola Trussardi offre il suo sostegno con un evento speciale d’arte contemporanea “CineDreams”, il titolo, che si svolgerà durante tutte le tre serate di miart (28, 29 e 30 marzo) presso il civico Planetario "Ulrico Hoepli", a partire dalle ore 22 e con ingresso libero. Un modo per conoscere questo straordinario spazio architettonico, realizzato da Piero Portaluppi. L’iniziativa propone una selezione di artisti internazionali che presenteranno opere appositamente concepite per questi spazi: installazioni, proiezioni multimediali, interventi sonori e video, concepiti dagli autori appositamente per planetari, che racconteranno storie di costellazioni e di universi paralleli.


19/10/13

Lines, nuovo progetto della Fondazione Nicola Trussardi, Allora & Calzadilla a Palazzo Cusani



Dal 22 ottobre al 24 novembre 2013 la Fondazione Nicola Trussardi presenta Fault Lines la prima grande mostra personale di Allora & Calzadilla in un’istituzione italiana.  

La Fondazione Nicola Trussardi ha invitato la coppia di artisti americani a progettare un intervento per Palazzo Cusani, straordinario gioiello architettonico nel cuore di Milano, in via Brera, da più di quattro secoli teatro di avvenimenti storici, culturali, politici e mondani che si sono intrecciati con la storia d’Italia. Attualmente Palazzo Cusani è sede del Comando Militare Esercito Lombardia, del Circolo Unificato del Presidio Esercito, oltre che sede di rappresentanza del Comandante del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO.

Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla rappresentano una delle voci più impegnate del panorama artistico internazionale: hanno esposto con mostre personali nei più importanti musei del mondo – tra cui il Museum of Modern Art di New York e lo Stedeliijk Museum di Amsterdam – e hanno preso parte alle maggiori kermesse internazionali, tra cui Documenta a Kassel, la Biennale di Venezia, la Biennale del Whitney di New York, quelle di Gwangju, Sydney, San Paolo, Sharjah, Istanbul e Lione. Nel 2011 hanno rappresentato gli Stati Uniti d’America alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

Le opere di Allora & Calzadilla nascono dalla combinazione sperimentale di elementi e linguaggi diversi – scultura, fotografia, performance, musica, suoni e video – alla ricerca del punto di incontro tra leggerezza e complessità da cui avventurarsi nell’esplorazione delle geografie psicologiche, politiche e sociali della cultura contemporanea globalizzata. Per loro l’arte è un pretesto per indagare concetti chiave del nostro presente, quali l’identità nazionalità, la democrazia, il potere, la libertà, la partecipazione e i cambiamenti sociali.

Da questo approccio nasce la scelta del titolo per la mostra con la Fondazione Nicola Trussardi: Fault Lines, letteralmente linee di faglia, quelle fratture del suolo che si formano nel punto di incontro tra due masse rocciose in movimento, linee frastagliate, instabili, che nascondono fragilità profonde, pronte ad arrivare da un momento all’altro al punto di rottura. In questo caso le Fault Linesdiventano punto di partenza per un’indagine del concetto di confine, di quelle linee fisiche e simboliche che separano due mondi, facendosi limite, demarcazione, catalizzatore di tensione.
Come etnografi post-coloniali, Allora & Calzadilla scandagliano limiti e contraddizioni del mondo globale, combinando nei loro lavori frammenti di una società in continua trasformazione di cui rileggono gli eventi per tracciare mappe e percorsi dove tempo e spazio si fondono in potenti metafore. Con un gioco di continue sovrapposizioni e sostituzioni, cambiamenti repentini e rotture, la coppia di artisti compone un mosaico di geografie instabili ed equilibri precari contemporaneamente paradossali e rivelatori, in cui il corpo è terreno di confronto, di scontro, di scambio di energia, e lo strumento con cui connettersi al resto del mondo.

Nei magnifici spazi di Palazzo Cusani – per la prima volta aperti all’arte contemporanea grazie alla collaborazione del Comando Militare Esercito Lombardia – Allora & Calzadilla presentano un’imponente selezione di lavori recenti, per lo più inediti in Italia, e nuove produzioni realizzate appositamente per la mostra. Dal maestoso Salone Radetzky – la sala da ballo con stucchi e affreschi originali intitolata al generale austriaco che nel Palazzo ebbe il suo quartier generale fino alle Cinque Giornate di Milano – alla Sala delle Allegorie  –  con i suoi dipinti e soffitti affrescati raffiguranti scene e simboli della mitologia greca  –  si susseguono sculture sonore, performance, video e immagini che si intrecciano con la storia del luogo e con la cronaca dei nostri giorni, destabilizzandole e riordinandole secondo un ritmo narrativo che alterna sorpresa, poesia, umorismo ed epifanie.

Allora & Calzadilla trasformano le sontuose sale barocche del Palazzo in un variopinto carillon in cui si muovono trombettisti indiavolati, pianisti intrappolati nei loro strumenti musicali, soprani e tenori rinchiusi in grandi bozzoli di poliuretano, ballerini che marciano trasformandosi in porte, dando vita a un percorso in cui suoni e musica diventano metafore di rapporti di forza, conquista, resistenza e seduzione. Per l’opera Stop, Repair, Prepare, ad esempio, gli artisti hanno modificato un pianoforte a coda, scavandovi un buco circolare: ogni ora, un pianista in piedi al centro del piano, da dietro la tastiera tenta di suonare, storpiandolo, il quarto movimento della Nona Sinfonia di Beethoven. Comunemente conosciuto come Inno alla gioia, questo famoso coro è da sempre evocato come una rappresentazione musicale della fraternità umana e della fratellanza universale, usato come inno nei contesti ideologicamente più disparati, dalla Comunità europea alla Rivoluzione Culturale cinese, dalla Rhodesia sostenitrice della supremazia bianca al Terzo Reich, per citarne solo alcuni. Sediments, Sentiments, invece, è un’imponente scultura in poliuretano dal cui interno cantanti lirici interpretano frammenti dei più importanti discorsi ufficiali pronunciati dai protagonisti della storia del XX° secolo – da Martin Luther King a Nikita Khrushchev, dal Dalai Lama a Saddam Hussein – smontandone il linguaggio retorico e smascherandone gli artifici.

Cuore della mostra – accanto a due installazioni appositamente pensate per gli spazi di Palazzo Cusani – è la nuova trilogia di filmappena realizzata da Allora & Calzadilla per il Festival d’Automne à Paris e presentata in anteprima assoluta in Italia, in cui gli artisti indagano la storia della musica e in particolare il legame tra le nostre culture primitive, le nostre origini e la funzione del suono. Come in un vero e proprio esperimento di etnomusicologia contemporanea, Raptor’s Rapture, esposto lo scorso anno a Documenta a Kassel, Apotomē e 3 studiano i modi in cui la musica e i suoni possono trasformarsi in portatori di leggende, miti e valori, diventando al tempo stesso strumento per conoscere noi stessi, la nostra storia, e tracciare le basi per un cambiamento futuro.

Con Fault Lines la Fondazione Nicola Trussardi continua il suo percorso con cui dal 2003 esplora Milano, riscoprendo e valorizzando con l’arte contemporanea luoghi dimenticati e gioielli preziosi nascosti nel cuore della città. Dopo le importanti mostre personali di Darren Almond, Pawel Althamer, John Bock, Maurizio Cattelan, Martin Creed, Tacita Dean, Michael Elmgreen & Ingar Dragset, Urs Fischer, Peter Fischli e David Weiss, Cyprien Gaillard, Paul McCarthy, Paola Pivi, Anri Sala, Tino Sehgal e Pipilotti Rist, la Fondazione Nicola Trussardi è ora orgogliosa di presentare questo nuovo grande progetto di Allora & Calzadilla, con cui celebra il decimo anniversario di attività nomade.


INFORMAZIONI ESSENZIALI

Fondazione Nicola Trussardi
Allora & Calzadilla
FAULT LINES

Palazzo Cusani
Via Brera 15, Milano

Dal 22 ottobre al 24 novembre 2013
Tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 con ingresso libero

11/10/12

Cyprien Gaillard prossimamente a Milano - Fondazione Trussardi


Dal 13 novembre al 16 dicembre 2012 la Fondazione Nicola Trussardi presenta Rubble and Revelation – Rivelazioni e Rovine, a cura di Massimiliano Gioni, la prima grande mostra personale di Cyprien Gaillard in un’istituzione italiana.

A ospitare il nuovo progetto dell’artista francese è il panificio militare della Caserma XXIV Maggio, affascinante gioiello di architettura industriale edificato in stile neo-romanico nel 1898 e dismesso nel 2005 dopo essere stato utilizzato per più di un secolo per la produzione di pane per tutte le caserme della Lombardia e dopo aver garantito il sostentamento all’intera città di Milano durante la Seconda guerra mondiale.

Cyprien Gaillard (Parigi, 1980) in pochi anni si è affermato nel panorama internazionale come uno degli artisti più promettenti della sua generazione: ha ricevuto alcuni tra i più prestigiosi riconoscimenti per artisti emergenti, quali il Premio per la Giovane Arte della Galleria Nazionale di Berlino (2011) e il Premio Marcel Duchamp del Centre Georges Pompidou di Parigi (2010); ha già esposto nei più celebri musei del mondo con mostre e progetti personali – al Centre Pompidou di Parigi e alla Tate Modern di Londra, tra gli altri – e collettive – all’Hamburger Bahnhof di Berlino, all’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington, al MoMA di New York, al New Museum di New York – e ha preso parte alle maggiori kermesse internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, la Biennale di Gwangju e la Biennale di Berlino.

Archeologo delle rovine della modernità, Cyprien Gaillard esplora il mondo a caccia di monumenti della nostra epoca che hanno perso la loro aura e la loro capacità simbolica, e con la precisione di un ricercatore ne documenta la vita e il progressivo degrado. Come un nomade si sposta da un continente all’altro, imbattendosi in macerie e relitti che immortala con fotografie, video, sculture e collage, sintesi di un’ossessione per la poesia della distruzione.

Con lo sguardo del documentarista e un’estetica cruda e spettacolare, Cyprien Gaillard riflette sui temi della distruzione e del decadimento – oltre che della decadenza – che seguono alle trasformazioni sociali e culturali. Ogni rivoluzione e cambiamento ha radici profonde e lontane nel tempo, che l’artista evidenzia creando sottili fili di collegamento tra passato e presente, tra culture e contesti differenti segnati da trasformazioni violente e manifestazioni di disintegrazione. Quella di Gaillard è una ricerca sull’iconoclastia, sulla perenne riscrittura della storia, sul vandalismo e il potere delle immagini, che diventa ancora più di attualità nel nostro presente agitato da proteste di strada e rivoluzioni di piazza.

L’architettura, così come i simboli commerciali del mondo globalizzato e le effigi del potere sono elementi che affascinano Gaillard per la loro capacità di influenzare profondamente i comportamenti umani. Edifici modernisti, periferie degradate, ruderi di torri e grattacieli, fortezze e bunker militari fanno da sfondo a una Storia naturale della distruzione (per citare i saggi del celebre scrittore tedesco W.G. Sebald sulle devastazioni prodotte dai bombardamenti aerei durante la Seconda guerra mondiale), all’interno della quale Gaillard mette l’accento sulle dinamiche che regolano le relazioni sociali, sui rapporti tra individuo e gruppo – in particolare nelle sottoculture giovanili di bande e tribù metropolitane – dove categorie quali la libertà e il diritto di scelta cessano di valere e tutto sembra muoversi come guidato dalla forza della massa.
Da tutto questo nasce il progetto Rubble and Revelation – Rivelazioni e Rovine per la Fondazione Nicola Trussardi. All’interno degli spazi carichi di memoria del panificio militare della Caserma XXIV Maggio Cyprien Gaillard ci conduce attraverso la sua suggestiva visione dei relitti del nostro tempo: con un crescendo continuo di tensioni e sovrapposizioni, video, fotografie, immagini e suoni creano un percorso in cui si alternano esplosioni e silenzi, devastazione e contemplazione.
 
Con Rubble and Revelation – Rivelazioni e Rovine la Fondazione Nicola Trussardi continua la sua attività nomade che dal 2003 la porta alla continua esplorazione di Milano, per riscoprire e valorizzare grazie alle visioni dell’arte contemporanea gioielli dimenticati e spazi preziosi nascosti nel cuore della città. Dopo le importanti mostre personali di Michael Elmgreen & Ingar Dragset, Darren Almond, Maurizio Cattelan, John Bock, Urs Fischer, Anri Sala, Paola Pivi, Martin Creed, Pawel Althamer, Peter Fischli e David Weiss, Tino Sehgal, Tacita Dean, Paul McCarthy e Pipilotti Rist, la Fondazione Nicola Trussardi è ora orgogliosa di presentare per la prima volta in Italia una grande mostra personale di Cyprien Gaillard.
 


Fondazione Nicola Trussardi
Cyprien Gaillard Rubble and Revelation – Rivelazioni e Rovine
A cura di Massimiliano Gioni  Direttore Artistico, Fondazione Nicola Trussardi

Caserma XXIV Maggio
Via Vincenzo Monti 59, Milano

dal 13 novembre al 16 dicembre 2012
Tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 con ingresso libero

Inaugurazione martedì 13 novembre 2012, ore 18.00

27/11/11

Parasimpatico - Ipnosi femminile


Dalle mutande si sale lentamente negli interstizi del corpo, immersi in colorazioni digestive, piccoli capitani Nemo dentro i liquidi della vita quotidiana.

Emozioni psichedeliche, lievemente pop, che risvegliano umori e distanze del non pienamente visibile.

Rimescolati. Rifiltrati. Ipnotici ed elegantemente mutevoli.

Forme plastiche che attraversano corpi vaporosi, rossi che si virano in violacei blu, gialli declinati in polposi arancioni.

Lievemente instabili e insicuri.

Tastiamo con i nostri sensi, disgustati dalla loro precaria capacità.

Ma camminiamo superficialmente su piani scorrevoli.

Spensierati filtriamo profondità, che dentro di noi producono turbamenti chimici.

E alla fine ci accorgiamo di essere dentro un scatola trasparente da cui in lontananza il paradiso non ci attende e vive del suo lontano riflettersi in noi.




Mostra:
Fondazione Nicola Trussardi presenta:
Parasimpatico - interventi video di Pipilotti Rist
Ex Cinema Manzoni - Via Alessandro Manzoni 40, Milano
Ingresso gratuito, orario dalle 11 alle 21 fino al 18 Dicembre 2011.

02/06/10

Pig Island - L'isola dei porci

Opera in Sala 1 : Static 2009-2009

Se ci si domanda com’è il nostro presente, la mostra di Paul McCarthy può dare qualche risposta, a iniziare dal luogo, esempio della classica tradizione italiana, della sua operosità e della sua creatività, che nella nostra patria trova sempre suoi grandi estimatori e realizzazioni.

Passando poi al lavoro di questo storico artista americano che ha saputo fondere la storia dell’arte nel gusto più contemporaneo e autentico.

Artista anticipatore di quello che oramai quotidianamente ci circonda, dai mezzi d’informazione al linguaggio che per le strade si sente. Grande proprio nel suo tenere sapientemente equilibrate, senza sbavature, il gusto di un mondo che dopo secoli di bellezza è collassato sulla massificazione.

Che in un sapore unico e privo di futuro si autocelebra nel suo abbandonarsi alle pulsioni primarie, che forse ci riportano alla vera natura dell’uomo.

La mostra si apre con Dreaming, autoritratto dell’artista che ci accompagna in questo mondo di sogni (ma forse non è la realtà?) che sono le sue opere.

Il viaggio senza Virgilio è duro, oggi non ci sono più guide o indicazioni, entriamo nella vita senza reti, senza motivazioni, senza speranze. Attraversiamo poteri, storie, leggende e immaginifici che rivelano la dimensione più alta dell’uomo, la sua naturalità, il suo tentativo di raccontarsi dimenticando la pulsione più unica, il suo bisogno di sopravvivenza e di sopraffare l’altro al fine di essere qualcosa che in Europa si definisce io.