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Visualizzazione post con etichetta Palazzo Citterio. Mostra tutti i post
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31/05/26

I dormienti


Mimmo Paladino, Dormienti, Palazzo Citterio - La Grande Brera, Milano 2026, foto Lorenzo Palmieri

Molto bello l'intervento "I dormienti" di Mimmo Paladino presso la Sala Stirling di Palazzo Citterio, curato da Lorenzo Madaro.

Concepiti alla fine degli anni Novanta, quando l’artista li presenta per la prima volta a Poggibonsi (1998), i Dormienti sono stati esposti in numerosi contesti, anche internazionali, a partire dalla Roundhouse di Londra nel 1999, per una mostra realizzata con il musicista, autore e produttore Brian Eno, a conferma dell’attitudine del maestro italiano nel dialogo con le altre discipline e nel confronto serrato con esse. Per quella occasione, Brian Eno compose una traccia sonora che accompagnava la visita del pubblico, riproposta anche per l’appuntamento milanese.

I corpi dei Dormienti, che ricordano i resti inermi degli abitanti di Pompei e Ercolano, sorpresi dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., in realtà traggono ispirazione dai disegni che lo scultore britannico Henry Moore realizzò alle persone rannicchiate nei ricoveri di guerra inglesi durante la seconda guerra mondiale, che, lungi dall’assumere una postura tragica e intimorita, parevano dormire sognando.

In occasione della mostra è stato pubblicato un volume monografico sull’artista (Metilene Edizioni, pp. 180), a cura di Lorenzo Madaro, dedicato agli ambienti e a tutte quelle opere che dal 1970 a oggi hanno visto Paladino impegnato in una idea dilatata di spazio-architettura. Coerentemente con la scelta di allestire una mostra con i Dormienti, in un ambiente così forte da un punto di vista architettonico come la Sala Stirling, il libro si concentra su quei momenti cruciali del lavoro di Paladino in cui l’opera è un tutt’uno con l’ambiente che l’accoglie e che in questo rapporto dialogico viene straordinariamente modificato.

Nella pubblicazione oltre ai contributi del direttore generale della Pinacoteca di Brera Angelo Crespi e dello scrittore Mauro Covacich, si trova un saggio del curatore con ampi apparati iconografici e gli apparati biografici, bibliografici e espositivi ragionati curati da Simone Salvatore Melis (Archivio Paladino).

02/06/10

Pig Island - L'isola dei porci

Opera in Sala 1 : Static 2009-2009

Se ci si domanda com’è il nostro presente, la mostra di Paul McCarthy può dare qualche risposta, a iniziare dal luogo, esempio della classica tradizione italiana, della sua operosità e della sua creatività, che nella nostra patria trova sempre suoi grandi estimatori e realizzazioni.

Passando poi al lavoro di questo storico artista americano che ha saputo fondere la storia dell’arte nel gusto più contemporaneo e autentico.

Artista anticipatore di quello che oramai quotidianamente ci circonda, dai mezzi d’informazione al linguaggio che per le strade si sente. Grande proprio nel suo tenere sapientemente equilibrate, senza sbavature, il gusto di un mondo che dopo secoli di bellezza è collassato sulla massificazione.

Che in un sapore unico e privo di futuro si autocelebra nel suo abbandonarsi alle pulsioni primarie, che forse ci riportano alla vera natura dell’uomo.

La mostra si apre con Dreaming, autoritratto dell’artista che ci accompagna in questo mondo di sogni (ma forse non è la realtà?) che sono le sue opere.

Il viaggio senza Virgilio è duro, oggi non ci sono più guide o indicazioni, entriamo nella vita senza reti, senza motivazioni, senza speranze. Attraversiamo poteri, storie, leggende e immaginifici che rivelano la dimensione più alta dell’uomo, la sua naturalità, il suo tentativo di raccontarsi dimenticando la pulsione più unica, il suo bisogno di sopravvivenza e di sopraffare l’altro al fine di essere qualcosa che in Europa si definisce io.