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Visualizzazione post con etichetta Moda. Mostra tutti i post
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17/04/21

Gucci 100 anni di Aria!

 


Una lunga e complessa storia ma ancora oggi, dopo cento anni, il marchio Gucci è al top del sistema moda mondiale.

Era il lontano 1921 quando Guccio Gucci aprì il suo piccolo negozio di pelletteria al numero 7 di Via della Vigna Nuova a Firenze. 



Grazie sicuramente al genialità del suo stilista Alessandro Michele e al lavoro compiuto in questi ultimo decennio, soprattutto dalla gestione di Tom Ford negli anni '90. 

E allora via a festeggiarlo con una grande festa digitale e un interessante video ideato da Floria Sigismondi per una collezione fra storia e presente. 






10/08/14

Art gallery Kenzo



Il mondo dell'arte spesso affascina il mondo della moda, un interessante esempio è la promozione del gruppo  KENZO che per l' Autunno 2014.

Carol e Humberto arruolano il regista Partel Oliva e i web/designer 3D Kim e David Boutin Broner per creare un'esperienza 3D e video interattivi come se fosse una galleria d'arte. 

Il risultato della loro collaborazione è disponibile online all'indirizzo www.kenzo.com/fall2014, dove si può visitare lo spazio espositivo 3D sul computer utilizzando lo smartphone come un telecomando.


 L'esperienza è immersa nella musica di Fatima Al Qadiri, che ha creato la colonna sonora per l'autunno degli uomini / Inverno 2014 spettacolo. 

Il 2014 collezione KENZO Prefall è per molti versi una incursione nel perturbante. Le cose non sono sempre quello che sembrano. La vita nella sua forma più comune è inclinato, contorto, fino a quando non appare irto di sorprese ...


Press release 

To launch the KENZO Fall 2014 collection, Carol and Humberto enlisted directors Partel Oliva and web/3D designers Kim Boutin and David Broner to create an interactive 3D and video experience. 

The result of their collaboration is available online at www.kenzo.com/fall2014, where you can visit the 3D exhibition space on your computer using your smartphone as a remote. The experience features music by Fatima Al Qadiri, who created the soundtrack for the men's Fall/Winter 2014 show. 

The KENZO Prefall 2014 collection is in many ways a foray into the uncanny. Things are not always what they seem. Life at its most ordinary is skewed, twisted, until it appears fraught with surprises...

26/02/13

Eleganza impressionista al Met di New York


Si è inaugurata ieri sera al Met la mostra "Impressionism, Fashion and Modernity" assolutamente  uno degli eventi più modaioli ed artistici della stagione espositiva newyorkese. 

La mostra presenta uno sguardo del ruolo della moda nelle opere degli Impressionisti e dei loro contemporanei. 

80 importanti opere che mettono in relazione il gusto dell'epoca analizzati con i costumi originali, gli accessori, figurini, fotografie e stampe popolari, che mettono in evidenza il rapporto vitale tra la moda e l'arte dalla 1860 al 1880, quando Parigi emerse come la capitale dello stile del mondo. 

La nascita dei grandi magazzini, dei vestiti confezionati, della proliferazione dei vestiti influenzò anche gli artisti in prima linea dell'avanguardia-da Manet, Monet, Renoir e di Baudelaire, Mallarmé, e Zola.  

Le nuove linee, la vivacità dei colori, il fascino fugace delle ultime tendenze della moda sedussero una generazione di artisti e scrittori che cercarono di dare espressione al ritmo della vita moderna con tutte le ricche sue sfumature. 

Tutti i dettagli al sito http://www.metmuseum.org

16/04/12

L’arte ( non solo quella contemporanea) dalle stelle alle vetrine?



In questi ultimi decenni la cultura è lentamente scomparsa dalle pagine dei giornali, dalle trasmissioni televisive, dal dibattito sociale, trasformandosi in quella nuova realtà che la classe borghese ha raccolto sotto il nome di spettacolo. In questo grande calderone è finito tutto quello che si svolge durante il “tempo libero” cioè quando non si lavora. 

La trasformazione ha coinvolto anche l’arte che ha smesso la sua funzione narrativa e storica per tentare di trasformarsi ed inserirsi in questo nuovo universo consumistico.

I musei da luogo di raccolta, analisi e riflessione sono diventati grandi attrattori di spettatori, spesso nel senso di coloro che guardano senza capire. Luoghi che si sono attrezzati per essere usati al meglio per ospitare questa marea di gente, così sono apparsi bar, ristoranti, punti vendita di ogni ben di dio e gli stessi musei sono usati come vetrine per promuovere prodotti commerciali (dalle macchine ai vestiti).

Il mondo degli artisti, per adattarsi a questo nuovo sistema, si è messo a produrre ogni tipo di manufatto, interessati ad ogni sorta di problema/tematica possibile, dando varietà alla filiera produttiva.

Colpisce poi che le immagini sono create sempre più da chi di arte non sa proprio cosa sia, cioè non ha svolto quegli studi che fanno supporre che ci sia un legame fra la storia dell’immagine e la sua creazione artistica.
 Ma soprattutto nell’arte alla tradizioni della committenza si è aggiunto un nuovo attore che fa produrre e distribuisce “oggetti artistici” le “gallerie”.

I galleristi, forse i veri artefici del nuovo mondo dell’arte, riescono a fare cose incredibili, cioè a vendere uno scatto di una polaroid, un oggetto polveroso, una mediocre disegno, un assemblaggio da mercatino delle pulci, il cui valore reale mediamente sarebbe di pochi euro, in una miniera d’oro (ecco qui spiegato forse l’amore per il termine galleria …).

Supportati da una vasta realtà di critici, curatori, giornalisti che, spesso stipendiati proprio dalle gallerie, fantasiosamente frugano nei più reconditi universi della parola per dare giustificazione a questa trasformazione, saccheggiando di ogni senso tutto la storia culturale umana.

La cosa più affascinante di questo ampio mercato è la fantasiosa idea dell’originalità e dell’unicità, che è un’ombra di un lontano passato dove effettivamente una cosa era unica ed irripetibile. Oggi come per tutti i prodotti è solo una scelta commerciale, illusoria, che fa si che un prodotto sia realizzato in due esemplari o in centinaia di essi, variando quindi il suo valore commerciale.

 Siamo così passati dalla “meraviglia” alla “paccottiglia”, chissà quanto durerà?

01/10/11

Arte, moda e musei ...




L’arte è un modo di esprimersi, di coltivare la bellezza, come il gesto quotidiano del vestirsi, azione che dipende da un gusto e da una ricerca di fascino.

Se l’artista è un creativo e un produttore di innovazione visiva, anche un sarto che, nel tempo sviluppa e amplia la sua attività, diventando anche personaggio e mito, sicuramente non può che essere considerato che un artista.

Così è stato per Guccio Gucci che, nell’anniversario dei 90 anni di attività del marchio che porta il suo nome, nel centro di Firenze ha aperto un fantastico museo.

Il marchio da anni ha sostenuto il mondo della creatività, in particolare in ambito artistico con eventi alla Biennale di Venezia, con la Dia Art Foundation e più recentemente in parallelo con la Fondazione Pinault. Fra le iniziative più importanti sicuramente la conservazione di Spiral Jetty, realizzata da Robert Smithson nel 1970.

Il Museo Gucci si sviluppa su tre piani ed è diviso in sale a tema ispirate ai motivi iconici e ai simboli di Gucci. Mentre il piano terra e i piani superiori dell’edificio ospitano la mostra permanente, nel basement privato ha sede il caveau che custodisce l’archivio Gucci: un’immensa collezione di capi di prét-à-porter, accessori, oggetti, documenti e foto, meticolosamente raccolti, catalogati e conservati per documentare l’universo creativo e l’influenza culturale del patrimonio di Gucci. Sono presenti anche un utile bookstore è gestito in collaborazione con Rizzoli, e un accogliente caffè, pensato come un luogo di incontro e di ritrovo per i fiorentini. Il percorso del museo è completato dai negozi destinati ai prodotti iconici di Gucci e agli articoli da regalo.

31/08/11

150 anni di moda in Italia



Un viaggio nello stile italiano dal 1861 ad oggi, da Gabriele d’Annunzio agli esperimenti del futurismo, dalle dive del cinema ai grandi stilisti contemporanei.

La mostra racconta la storia della moda in Italia dall’Unità ai giorni nostri, con uno sguardo finale rivolto al futuro.

Il nucleo principale dell’esposizione sarà costituito dagli abiti della prestigiosa collezione della Sartoria teatrale Tirelli. Per l’ultimo cinquantennio, ad essi s’aggiungeranno abiti realizzati dai principali stilisti italiani contemporanei.

La direzione artistica della mostra è affidata alla costumista Gabriella Pescucci, Premio Oscar nel 1994, che si occuperà principalmente della prima sezione, e alla giornalista Franca Sozzani, direttrice dal 1988 di Vogue Italia, che seguirà invece la scelta e la raccolta degli abiti della seconda. Il coordinamento storico-scientifico è affidato all’Ufficio studi della Reggia di Venaria nelle persone di Andrea Merlotti e Clara Goria, con Sergio Toffetti, conservatore della Cineteca Nazionale.

Durante il Regno (1861-1946) la moda italiana non si configurò come un carattere identitario nazionale né come fattore produttivo di rilevanza. Ciò nonostante, diversi furono i tentativi di gettare le basi per una moda italiana: da quelli promossi dagli ambienti di corte ai progetti dei Futuristi fino ai tentativi autarchici del Fascismo.

L’avvento della Repubblica (1946) corrispose, invece, alla nascita ed all’affermarsi di una moda italiana che fu scelta consapevolmente come elemento di rilancio e riscatto dell’Italia dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale. La fortuna di questa decisione, tale da generare negli anni Ottanta il fenomeno dell’Italian style e del cosiddetto Made in Italy, ha modificato fortemente l’immagine dell’Italia all’estero e ha reso la moda uno dei principali comparti dell’economia italiana.

Al fine di raccontare in modo chiaro e comprensibile al grande pubblico la storia sopra presentata e di consentirne una rapida contestualizzazione, l’allestimento ricorrerà ad un insieme di apparati visivi e sonori in costante dialogo con gli abiti esposti.



Sede: Sale delle Arti della Reggia di Venaria - Piazza della Repubblica, Venaria Reale

Periodo di apertura: Dal 17 settembre 2011 all' 8 gennaio 2012

Chiuso il lunedì. Martedì - venerdì h 9-18; sabato e domenica h 9-20.

Realizzazione: Consorzio La Venaria Reale e Comitato Italia 150, con la Fondazione Tirelli - Trappetti, Roma

Direzione artistica: Gabriella Pescucci (Costumista, lavora nell'ambito dell'opera lirica e del cinema, in Italia e all’estero. Nel 1993 ha vinto il premio Oscar per i costumi di L’età dell’innocenza di Martin Scorsese. Ha ricevuto altre due candidature agli Oscar nel 1989 per Le avventure del barone diMünchausen di Terry Gilliam e nel 2004 per La fabbrica di cioccolato di Tim Burton) e Franca Sozzani (Giornalista esperta di moda. Dal 1988 è direttrice di Vogue Italia, carica che ricopre insieme a quella di direttore editoriale della casa editrice Condé Nast Italia. È autrice di numerosi libri di fotografia, moda, arte e design).

Coordinamento storico-scientifico: Clara Goria, Andrea Merlotti, con Sergio Toffetti

Supporti audiovisivi: Sergio Toffetti

Allestimento: Michele De Lucchi