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Visualizzazione post con etichetta Franco Ariaudo. Mostra tutti i post
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01/03/18

Take me a question





Un progetto di interazione tra arte e spazio pubblico 

CARAGLIO (CN) / MARZO-DICEMBRE 2018

L'arte pubblica, in quanto luogo di raccolta per le persone, funge da modello per la città. Reintegrando questo modello proveniente da un altro tempo, l'arte pubblica ristabilisce gli spazi popolati che portano a discussioni che portano a dibattiti che portano a riconsiderazioni che portano alla risoluzione. In un mondo di centri commerciali, l'arte pubblica ristabilisce la piazza. (Vito Acconci)

(Vito Acconci, pubblicato in "Vito Acconci, public places" di Linda Shearer, The Museum of Modern Ast, 1988)


IL PROGETTO
Take me a question è un progetto di arte pubblica pensato per Caraglio, cittadina in provincia di Cuneo e a lungo sede del CeSAC - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, organo parte dell’Associazione Culturale Marcovaldo, che ha chiuso i battenti nel 2016.

Il progetto prende vita su uno dei numerosi cestini pubblicitari che il Comune di Caraglio ha chiesto di installare all’agenzia Cladi Pubblicità di Torino e sparsi per tutto il centro del paese.

Individuando questo contenitore di arredo urbano come spazio dedicato alla riflessione artistica e non alla propaganda pubblicitaria, il progetto intende attivare una riflessione sul ruolo dell’arte all’interno di un territorio che, dopo anni di partecipazione al dibattito artistico nazionale e internazionale, sembra aver dimenticato l’importanza e il ruolo dell’arte all’interno del proprio territorio.

10 artisti verranno invitati a realizzare un progetto site specific, a cadenza mensile, attraverso il quale dare forma a riflessioni in grado di mettere in dialogo arte, territorio e dimensione pubblica.

Un luogo attraverso il quale suscitare domande, porre interrogativi ed evocare riflessioni, alimentando una partecipazione collettiva al dibattito attorno al ruolo e allo spazio dell’arte all’interno della comunità.

Take me a question inserisce nel tessuto urbano un contenitore nuovo, che può essere identificato come spazio per l’arte, come museo di strada, libero e accessibile a chiunque.
La dimensione di non sense che il titolo del progetto evoca è il pretesto da cui partire per l’attivazione di una riflessione critica e partecipata tra spettatore, spazio pubblico e opera.

“To take something” (in italiano “prendere qualcosa”) è l’invito a vedere l’arte come un contenitore al cui interno sono depositati significati e contenuti pronti per essere afferrati.
“Take me a question”, frase che risulta evidentemente sgrammaticata, è a questo punto una provocazione, che volontariamente intende generare una sensazione di disturbo e di messa in discussione di tutte le grammatiche convenzionali.

Take me a question racchiude l’invito all’interazione, lasciando intendere la presenza di due attori che generano un vero e proprio dialogo. Da un lato si pone una domanda, dall’altro si fornisce una possibile risposta. Ma i ruoli sono intercambiabili, e allora le domande e le risposte diventano infinite.

Gli artisti selezionati, nel rifuggire chiavi di letture di natura polemica o retorica, saranno invitati ad utilizzare l’arte e la pratica artistica come oggetto volto a interrogare, attraverso modalità differenti e grazie allo sconfinamento in ambiti tematici variegati.

Un progetto che mette al centro lo spettatore e il luogo che lo ospita.




Intervento #01

​3-31 marzo 2018 / FRANCO ARIAUDO / UPCOMING con un contributo critico di Andrea Lerda e Lisa Andreani e con la collaborazione di COLLI indipendent art gallery, Roma

FRANCO ARIAUDO / Cuneo 1979, Vive a Torino

La ricerca transdisciplinare di Franco Ariaudo attinge dal mondo dell’antropologia, della sociologia, della ritualità, dello sport e del tempo libero. Indaga, e talvolta destabilizza, quei cortocircuiti antropologici e sociali che portano alla formazione di uno specifico tipo di pensiero, all'instaurarsi di una tradizione o semplicemente all'espressione di un cliché. A livello formale, Ariaudo ricorre a diversi media e dispositivi che, in virtù di piccole variazioni percettive, tendono a disturbare lo sguardo abituale dello spettatore. Dal 2015 Franco Ariaudo collabora con COLLI Independent Art Gallery di Roma. É membro del Progetto Diogene (Torino) dal 2011 e nel 2013 è stato artista residente presso Khoj, International Artist Association, Nuova Delhi, India nell’ambito della piattaforma Resò. Nel 2016 è stato invitato a Toruń, in Polonia, attraverso il progetto New Urban Archaeology di Kulturhauz per sviluppare la sua ricerca in-situ intitolata Derby, curata da Krzysztof Gutfrański. Ad agosto 2017 ha presentato al CCA Ujazdowski Castle di Varsavia una performance partecipativa dal titolo "Cubo Race", a cura di Anna Czaban. Recentemente ha presentato la mostra/progetto "Sportification, The Big Piano Smash” alla GAM - Galleria d’Arte Moderna di Torino, a cura di Elena Volpato.

Ariaudo è autore e curatore con Fabio Cafagna del libro “Del Lancio” (Viaindustriae, 2015), un’analisi sul gesto del lancio nella storia dell'arte e con Luca Pucci ed Emanuele De Donno del libro “Sportification, eurovisions, performativity and playgrounds”, una ricerca interdisciplinare focalizzata sull'analisi dei temi dello sport, della competizione e del gioco in relazione al vasto archivio dello show televisivo Giochi Senza Frontiere e la performing art dal 1965 ai giorni nostri. Uno dei suoi ultimi progetti è Il Giornale Ideale, una pubblicazione sotto forma di quotidiano in cui chiunque può pubblicare le proprie notizie ideali.







12/12/17

nctm e l’arte: Artists-in-residence, X edizione




nctm e l’arte: Artists-in-residence, X edizione 
Le borse di studio assegnate a  Elisa Caldana, Franco Ariaudo e Fabrizio Bellomo

Il bando nctm e l’arte: Artists-in-residence, giunto alla decima edizione, è un progetto di supporto all'arte contemporanea, rivolto ad artisti visivi che intendono partecipare a qualificati programmi di residenza fuori dall’Italia.

L’iniziativa si colloca nell’ambito del progetto di supporto alla creazione artistica nctm e l’arte , avviato da Nctm Studio Legale nella convinzione che l’arte possa essere un punto di vista privilegiato sulla contemporaneità. La direzione artistica del progetto è di Gabi Scardi.

A ogni edizione, la borsa di studio viene assegnata ad uno o più artisti che ne facciano richiesta dopo essere stati ammessi a programmi di residenza internazionali. 


I borsisti della decima edizione di nctm e l’arte: Artists-in-residence sono:



Elisa Caldana [Pordenone, 1986]
Il comitato di valutazione le attribuisce una borsa di studio per la residenza di 3 mesi presso Tokyo Arts and Space diretto dal Museo di Arte Contemporanea di Tokyo. La scelta si motiva in ragione del respiro e della complessità del progetto presentato e per la rilevanza del tema prospettato. 
Il progetto di Caldana si inserisce con coerenza nel più ampio percorso dell’artista. Allo stesso tempo si nota che la sinergia con l’artista giapponese Aki Nagasaka consentirà a Caldana di lavorare in effettiva relazione con il contesto di riferimento. É risultata determinante ai fini della scelta l’importanza dell’istituzione ospitante.

 

Franco Ariaudo [Cuneo, 1979]
Il comitato di valutazione gli attribuisce una borsa di studio per la residenza presso BIRUCHIY Contemporary Art Project, Kyiv, Ucraina. La residenza è gestita da artisti secondo un approccio sperimentale, consolidatosi nel tempo.  
La permanenza sul luogo darà all’artista la possibilità di portare a conclusione una ricerca avviata, e di formalizzarla in un’opera destinata poi a circolare in Europa. 
Nell’opera di Ariaudo la visionarietà e l’ironia del progetto si coniugano con riferimenti scientifici; l’esito del lavoro è demistificante nei toni ma rilevante nel contenuto. Questo carattere si confà alla residenza di BIRUCHIY.


 

Fabrizio Bellomo [Bari, 1982]
Il comitato di valutazione gli attribuisce una borsa di studio per la permanenza presso KCB-The Cultural Center of Belgrade.
La residenza consentirà a Bellomo di ampliare una ricerca di carattere artistico-antropologico già avviata con esiti rilevanti sul territorio italiano, ampliandola in termini di periodo e di area geografica di riferimento. 
Il rapporto con l’istituzione ospitante risulta di interesse per possibili sviluppi futuri.

 

Il prossimo bando nctm e l'arte: Artists-in-residence sarà diffuso a marzo 2018.

23/10/17

Sportification. The Big Piano Smash


Il programma di esposizioni della VideotecaGAM dedicato alla storia del video d’artista negli anni Sessanta e Settanta prosegue indagando il particolare rapporto che lega l’inizio dell’utilizzo del mezzo video da parte degli artisti con la coeva cultura televisiva.
Sportification. The Big Piano Smash è una mostra dedicata ad alcuni aspetti della storia del programma televisivo Giochi Senza Frontiere, trasmesso in eurovisione dal 1965 al 1999. Forma utopica di sportificazione, cioè di formazione attraverso ludi comunitari, di una identità europea tutta da plasmare, il programma, preceduto da alcuni esempi nazionali come Campanile sera, si sviluppò in senso europeo a sette anni dalla fondazione della Comunità Economica Europea, del 1958, e accompagnò i primi anni di storia dell’Unione Europea, nata il 1 novembre del 1993. Giochi Senza Frontiere perseguiva l’ideale di una confederazione di cittadini, capaci di misurarsi, conoscersi e riconoscersi, in una rete transnazionale di città e paesi, in un’Europa fatta di piccole comunità sorelle, di un tessuto sociale più vasto e autentico della socialità tipica delle capitali e delle grandi città.

Da un vasto materiale raccolto in diversi archivi privati, si mettono in evidenza correlazioni inaspettate quanto insistite tra i diversi linguaggi utilizzati nella trasmissione e le coeve ricerche avanguardistiche. La trasmissione, nata in un periodo di ancora intensa sperimentazione televisiva, produsse una cospicua serie di scenografie, alcune rimaste come arredo urbano pubblico nelle cittadine che ospitarono i giochi, come nel caso dell’italiana Riccione. L’analisi mette in luce un intreccio di influenze che sono eredità, da un lato dell’architettura modernista, e dall’altro dei linguaggi e giochi di ascendenze Dada, del Situazionismo e di Fluxus.
Se è certo che la prima decade della storia del video d’artista sia legata a doppio filo con la neonata cultura televisiva e si sviluppi, in prima battuta, come reazione critica all’industria dell’intrattenimento proposta dalle diverse emittenti nazionali, è sorprendente registrare coincidenze e affinità come quella tra la prova The Big Piano Smash, dove le squadre di concorrenti di Giochi Senza Frontiere dovevano distruggere con delle mazze nel più breve tempo possibile un pianoforte, e la diffusa antiretorica del piano che il movimento Fluxus espresse attraverso artisti come Philip Corner, Nam June Paik, Ben Vautier, Wolf Vostell, George Maciunas successivamente ripresa da Beuys, Uecker, Montañez Ortiz e altri ancora.
L’esposizione si articola in quattro micro-sezioni: Giochi senza Frontiere, Eurovisioni, Fluxus e Situazionismo, Playground in dialogo con la proiezione del video The Big Piano Smash, famosa puntata inglese dei Jeux Sans Frontieres svolta a Blackpool nel 1967.


La mostra è stata resa possibile dalla collaborazione con Philip Corner, tra i primi distruttori del piano negli happening fluxus, Gunnar Schmidt, critico e storico dell’arte, esperto di Piano activities e Gianni Magrin, collezionista e curatore di un vasto archivio di immagini “assonanti”, memoriabilia ed ephemera dei popolari Giochi televisivi senza frontiere.


La mostra Sportification. The Big Piano Smash sarà introdotta da una conferenza il 24 ottobre alle ore 18,30 presso la Sala 1 della GAM nella quale interverrà, accanto agli autori di Sportification, Philip Corner, artista Fluxus. In quella occasione sarà presentato il libro Sportification. Eurovisions Performativity and Playgrounds, 1965-99, Viaindustriae publishing, Foligno / Colli publishing platform, Roma, 2017.


Sportification resterà in visione presso la VideotecaGAM fino al 21 gennaio 2018.


Sportification. The Big Piano Smash
di Franco Ariaudo, Emanuele De Donno, Luca Pucci

da 24 Ottobre 2017 a 21 Gennaio 2018
Programma espositivo a cura di Elena Volpato

Martedì 24 ottobre 2017 alle ore 18.30
Incontro con gli autori di Sportification, e Philip Corner, artista Fluxus
Sala 1 GAM, Via Magenta, 31 Torino, piano terra

26/06/17

L’arte nei Giochi Senza Frontiere - Un libro per l’estate




Arriva l’estate tempo di relax e di piacevoli letture, pare così perfetto la recente pubblicazione “Sportification, eurovisions, performativity and playgrounds” delle edizioni viaindustriae che miscela emozioni estive e performance artistiche.

Un grande progetto, ideato da Franco Ariaudo e Luca Pucci,  che narra delle trasformazione del tempo libero e dell’attività fisica attraverso il famoso programma estivo di “Giochi Senza Frontiere / Jeux Sans Frontieres / Spiel Onhe Grenzen / It’s a Knockout” posto in dialogo con una ricca antologica delle performance artistiche, creando interessanti intersecazioni di riflessioni e stimoli culturali.

Nella realizzazione del progetto editoriale si unisce un’attenta analisi dell’evento televisivo allo sviluppo e ramificazione delle performance artistiche, che parallelamente negli stessi anni diventano sempre più significative, con importanti interventi di noti storici e critici dell’arte. 

La lettura scorre piacevolmente fra eventi mediatici e riflessioni artistiche, con continue sorprese e divertenti aneddoti.

23/05/17

In 2,25 m2 / Darsena Performing Open Call




Si apre presso Edicola Radetzky la prima edizione di In 2,25 m2 / Darsena Performing Open Call, un programma di residenze per le arti performative ideato da Progetto Città Ideale con la collaborazione di Careof e il prezioso supporto della giuria composta da Mirko Canesi (Edicola Radetzky, Milano), Cecilia Guida (Accademia di Belle Arti di Bologna / Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, Biella), Matteo Lucchetti (BAK, Utrecht e Visible Project, Bruxelles), Alessandro Nassiri (Careof, Milano), Silvia Simoncelli (NABA, Milano).

In seguito alla chiusura del bando, avvenuta il 14 Aprile 2017, sono stati selezionati i tre progetti vincitori. Gli artisti scelti sono stati invitati per un periodo di residenza di una settimana ciascuno presso Edicola Radetzky, spazio nel quale sarà possibile sviluppare e condividere gli esiti dei progetti con il pubblico eterogeneo del dinamico quartiere dei Navigli a Milano.

Franco Ariaudo (Italia) / 12-16 Giugno 2017

Donnachie Siminonato (Australia) / 22-28 Giugno 2017

Francesca Chiacchio (Belgio)  / 9-15 Settembre 2017


Edicola Radetzky, sempre più punto di riferimento per la cultura a Milano, e luogo di aperto dialogo e confronto con i cittadino, si presenta come la realtà perfetta per un progetto la cui vocazione risulta essere quella di interazione e scambio tra artista e sfera pubblica, unita all’aspetto performativo e dunque interattivo, capace di attivare un luogo chiave nell’identità della città di Milano: la Darsena. Il pubblico sarà invitato ad assistere al processo creativo ribaltando la modalità di fruizione dell’opera d’arte.

Gli appuntamenti performativi saranno ripresi e documentati attraverso video e fotografie al fine di essere diffusi e contribuire ad arricchire sempre di più la narrazione legata a Edicola Radetzky e il contesto in cui si inserisce.

18/03/17

Sportification + Come in Cielo - Giulia Filippi



Come in Cielo - Giulia Filippi


Sabato 18 marzo alle ore 18,00, COLLI independent art gallery presenta la mostra Come in Cielo di Giulia Filippi, quarta project room del programma dedicato agli artisti emergenti.
Il progetto, pensato appositamente per Colli, nasce dall’interesse dell’artista vicentina per le architetture storiche della capitale che sono state pensate e, quindi, costruite per avere una particolare relazione con la volta celeste.
Lo studio rivolge particolare attenzione al monumento del Pantheon, inteso come strumento utile alla lettura del cielo e all’osservazione dei fenomeni atmosferici. L’oculo della volta, inteso come archetipo della visione, diventa un occhio attraverso cui esperire lo spazio siderale.
Il corpo di lavori riflettono sulla radiazione luminosa, la lievitazione e l’espansione, il volo, il costante rapporto tra cielo e terra che si percepisce all’interno del Pantheon, il Sole e le stelle, la loro materia edificante e l’energia esplosiva e luminosa che a loro appartiene.
Lo spazio della galleria diventa così il luogo in cui le indagini materiche, eseguite con polvere di pietre e lieviti, piume, carte filigranate ed espedienti luminosi, si organizzano ed entrano in dialogo tra loro.
Per l’occasione verrà prodotto un libro d’artista, dal titolo "PANTHEON", che raccoglie “impressioni” raccolte sul cosmo, e realizzato su carta solare in tiratura limitata di quattro copie numerate e firmate.
 opening: sabato 18 marzo h 18:00
18 marzo/ 22 aprile  2017

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 SPORTIFICATION book launch
Jeux Sans Frontières / Armin Linke finissage

Giovedì 16 Marzo 2017 h. 18.30

COLLI independent art gallery, Rome
via di Monserrato, 40


Giovedì 16 marzo alle ore 18:30, Colli independent art gallery presenta il libro/catalogo SPORTIFICATION, edito da Viaindustriae in collaborazione con Colli publishing platform.
Il volume oltre ad essere un saggio critico esteso sul tema della “sportificazione”- lettura trasversale tra sport, arte e società - raccoglie anche la documentazione di quattro mostre presentate in galleria tra il 2015 ed il 2016: le project-room 1 e 2 (Palmarès di Luca Pucci e The Pitcher di Franco Ariaudo), le mostre Olympia ’72 e Jeux Sans Frontières di Armin Linke, attualmente esposta in galleria.
Sportification, eurovisions, performativity and playgrounds, è una vasta operazione culturale e artistica, curata da Franco Ariaudo, Emanuele De Donno e Luca Pucci con i contributi specifici di diversi curatori e ricercatori sulla performance art all’interno dello spazio ludico-sociale europeo. Tra gli autori coinvolti vi sono: Gianni Magrin, Elena Volpato, David Robbins, Cesare Pietroiusti, Alexander Skidan, Luisa Perlo, Claudio Cravero, Cecilia Casorati, Sven Luttiken, Valentin Torrens, Fabio Cafagna, Krzysztof Gutfrański, Gunnar Schmidt, Denis Isaia, Boris Nieslony, Tom Marioni, The Bureau of Melodramatic Research, Lisa Le Feuvre, Myriam Laplante. Il design “complesso” della pubblicazione, che raccoglie inoltre un vasto archivio di immagini di repertorio, è a cura del graphic designer Federico Antonini.
In occasione dell’evento, il bookshop verrà inoltre riassortito con uno scaffale dedicato al tema della pubblicazione.
Durante la presentazione sarà possibile inoltre visitare l’ultimo giorno della mostra Jeux Sans Frontières di Armin Linke, che si chiude in occasione di questo evento.

COLLI independent art gallery, Rome
via di Monserrato, 40

14/12/15

Sportification, yes!



Giovedì 17 dicembre alle ore 18,00 COLLI independent art gallery propone due eventi complementari e riallestisce il bookshop con un nuovo assortimento di libri di molti editori internazionali. 

Al piano terra viene presentato il libro YES YES YES alternative press, corposo volume frutto di una lunga ricerca sulla stampa alternativa europea ed americana denominata66-77 from Provo to Punk che raccoglie un'ampia iconografia estratta da circa 500 riviste ed importanti contributi dei protagonisti della storica scena alternativa. Il volume edito da viaindustriae publishing e a+mbookstore è il catalogo della precedente omonima mostra della galleria conclusa a maggio 2015. Nella stessa occasione, al piano underground, viene presentata l’installazione project-book 3SPORTIFICATION, che riunisce le project-room 1 e 2  (Palmarès di Luca Pucci e The Pitcher di Franco Ariaudo) concepita come un display che anticipa l'uscita del libro a fine gennaio. Sportification, comunità, agonismi e giochi senza frontiere è infatti il titolo della pubblicazione che  riunisce gli esiti dei due progetti-residenza della galleria, ed è il frutto di tre anni di indagine degli artisti con i contributi specifici di diversi curatori e studiosi degli agonismi nello spazio ludico-sociale europeo.

Chiusura per festività dal 25 dicembre al 7 gennaio

04/12/15

Che tecnica usi? Mostra di Franco Ariaudo alla Colli Independent Art Gallery di Roma.


A poca distanza dallo spazio della Colli Indipendent, nel cuore di Roma, c’è una delle più suggestive statue sportive, di una nota raccolta privata. Un’opera che aveva affascinato molti artisti. Un classico discobolo che però non ha più l’oggetto del suo lancio, ma si può immaginare, che forse questo è già in moto e l’atleta è colto nell’attimo del distacco.
Ma se non era un atleta e se invece di un disco fosse stato un sasso o forse un mazzo di rose, troppo romantico? Che tecnica si userà?
Sembra così rilanciare la proposta dell’artista Franco Ariaudo che elabora il complesso gesto del lancio. Tutti noi abbiamo lanciato qualcosa, o a volte ci lanciamo in azioni che vanno oltre noi, che cercano di arrivare agli altri, messaggi, ingiurie, paure ma anche richiami.



Spesso un lancio genera archi, traiettorie o parabole, che ci portano ad eventi, memorie, spiritualità.



I futuristi lanciarono di tutto, i russi anche di peggio, con i dadaisti si rise molto, un poco meno con i surrealisti, poi la storia ha lanciato di suo ed è stato terribile.



Pian pianino dopo la Seconda Guerra Mondiale, qualcuno ha iniziato a lanciare colori, poi azioni e oggi ogni ben di Dio.




E se fosse un boomeraNg? si tornerebbe indietro.



Perfetto circuito che ricorda dei giovanili lavori dell’artista, quando terminatI gli studi fiorentini, coltivava una forte attenzione per l’azione gestuale di Pollock, di questo colore lanciato con passione sullo spazio aperto di una tela, che oggi ha preso consapevolezza di nuove matericità, necessità e di spazi infiniti.


  

Via di Monserrato, 40, 00186 Roma
Fino al 10 Dicembre 

23/10/15

The Pitcher di Franco Ariaudo






Venerdì 23 ottobre alle ore 18,30, Colli independent art gallery presenta la mostra The Pitcher di Franco Ariaudo seconda project room del programma dedicato agli artisti emergenti. Il programma è legato a un ciclo di residenze mirate a stabilire una relazione con la città, intesa come territorio culturale e di indagine.

Da alcuni anni Ariaudo esplora la vita delle immagini tra aggressività e sport. Per questa ricerca-mostra curata da Fabio Cafagna, sceglie di mostrare la comune radice fisica (materiale, corporea) di azioni solo apparentemente differenti. Da un lato si dispongono i gesti estremi della lotta e della rivolta, l’eroismo e la brutalità di chi combatte, dall’altro le pose prestanti dell’atleta, quella speciale gestualità, decodificata con precisione, che è il residuo socialmente accettato (e gradito) di giochi antichi e arcaiche prepotenze. Per l’occasione viene pubblicato un piccolo volume dedicato al tema del lancio, con storie di lanciatori da Mirone a oggi. 

Il progetto The Pitcher è parte di una più ampia ricerca del titolo Sportification, comunità, agonismi e giochi senza frontiere, i cui esiti, frutto di tre anni di indagine, saranno presentati in forma di pubblicazione in occasione della mostra, con contributi specifici di diversi curatori e studiosi degli agonismi nello spazio ludico-sociale europeo.

Catalogo in mostra edito da viaindustriae publishing.




The Pitcher di Franco Ariaudo

Project-room 2 a cura di Fabio Cafagna


opening: venerdì 23 ottobre ore 18,30 
23 ottobre /10 dicembre 2015



COLLI independent art gallery
via di Monserrato 40, Roma
00186, Roma, Italy
tel. 0039 066869673 mob. 349 5240942
info@colli-independent.com

01/03/13

Per stare al passo con i tempi...



"Mai fermi" con questo che potrebbe essere il motto promozionale "that’s contemporary" lancia  la mobile app per piattaforme IoS e Android, e lo visualizza con una prestazione creativa "The Art Pacemaker", una performance degli artisti Franco Ariaudo e Driant Zeneli.

Si tratta di una visita guidata su iscrizione per gli spazi cittadini dell’arte contemporanea. Una performance collettiva organizzata sulla falsa riga di una manifestazione podistica non competitiva e una visita guidata ordinaria.

Gli Artisti introdurranno le opere ai partecipanti, soffermandosi per ogni spazio su un’unica opera. Gli spostamenti rapidi e l’attenzione per i singoli lavori, sono mirati ad ottenere la sensazione, conclusa la gara, di aver visitato e vissuto non tanti luoghi, ma un unico grande luogo dell’arte, un museo diffuso che annulla il senso di frammentarietà caratteristico della topografia artistica di Milano.

La performance sarà accompagnata da una radiocronaca di Marco Tagliafierro.

L’iscrizione alla performance è gratuita ed aperta a tutti e potrà essere effettuata inviando nome, cognome e
data di nascita all’indirizzo di posta elettronica theartpacemaker@gmail.com entro il 12 Marzo 2013.

Le iscrizioni chiuderanno al raggiungimento di 30 partecipanti.

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Partenza: Sabato 16 marzo 2013
Ritrovo: ore 10:00 Piazza Argentina (MM2 Loreto)
Arrivo: previsto 12:30, Corso Como (MM2 Garibaldi)

Servizio trasporto borse dalla partenza all'arrivo.
Ristoro all’arrivo per i partecipanti e consegna medaglie
autenticate dagli artisti.
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18/02/13

Resò 3



Sono appena stati resi pubblici i vincitore della terza edizione di RES.O', una iniziativa unica nel suo genere nel panorama italiano, che si inserisce nell'ambito della formazione, promossa dalla Fondazione per l'Arte e coordinata dalle principali istituzioni operanti nel settore della formazione in Piemonte. Partito come progetto avente per obiettivo la creazione di una piattaforma permanente di residenze d'eccellenza per la mobilità degli artisti sia nazionali che esteri, nel 2012 RES.Ò; si è ampliato, fornendo un'offerta formativa completa che si rivolge: 
a) ai giovani artisti, con la consolidata esperienza dellaresidenza in&out 
b) agli aspiranti artisti, con il progetto Meet Up e 
c) agli aspiranti curatori, con il progetto Campo.


Ma ecco i nomi dei futuri residenti per l’edizione 2013 del programma

OUT
Fatma Bucak, presso Townhouse Gallery, Egitto
Franco Ariaudo, presso Khoj International Artists Association, New Dehli, India

IN
Malak Helmy e Nida Ghouse, presso Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Poirino (TO)
Frame Works (Ruchika and Negi), presso il PAV- Parco Arte Vivente, Torino

Al fine di organizzare i tempi e le modalità delle residenze, gli artisti selezionati saranno a breve termine messi in contatto con le relative istituzioni.

Purtroppo la residenza Resò3 di Capacete (Brasile) è sospesa per questioni non legate al programma. Lo staff di lavoro sta attivando una nuova residenza 
presso Lugar a dudas a Cali in Colombia che sarà comunicata nel mese di aprile su www.reso-network.net