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20/05/12

Essere unici non si può - Migrazioni artistiche alla Tate Britan



Gli incontri e gli scambi culturali avvengono in diversi modi, posso nascere da viaggi, da incontri e anche da situazioni complesse come le migrazioni. Proprio sul prezioso contributo storico dato dalle migrazioni è il tema dell’attuale mostra alla Tate Britan, realizzata attingendo alla sua vasta collezione di opere, che si svolge fino al 12 Agosto. 

La rassegna propone una vasta analisi temporale che parte dal 1500 fino al nostro presente. Attraverso diversi media e tipologie di approccio all’arte. Sono così proposti lavori di Lely, Kneller, Kauffman, Sargent, Epstein, Mondrian, Bomberg fino a Black Audio Film Collective. 

L’incontro anche complesso di chi si sposta da un paese all’altro porta particolari sinergie e approcci che la mostra svela nel suo articolato percorso. Si può pensare la migrazione come un continuo scorre di idee da una parte all’altra di mondi diversi. E proprio dalla scoperta/incontro delle identità e delle diversità produce nuovi percorsi e gusti estetici. 

In tal modo l’idea di identità britannica viene avvolta da una serie di relazioni culturali che non sono originarie ma, provenendo da paese stranieri o della colonie, la costruiscono. Si svela così il valore della molteplicità e della varietà che produce sviluppo e bellezza. 

Si parte con opere di Jan Eeuwouts (anglicizzato in Hans Eworth), che espulso da Anversa per eresia nel 1540, diventa il ritrattista principiale della regina Maria I, influenzando il gusto inglese, passando per tanti artisti tra cui anche J.W.Turner che migrando in Italia sviluppo la sua tecnica e portandola nel suo paese cambiò il gusto della pittura. Pensiamo anche alla grande tradizione del ritratto inglese che nasce anche dalle influenze di artisti quali Hans Holbein, pittore tedesco, alla corte di Enrico VIII. 

Ma anche recentemente possiamo pensare alle influenze di gusto che una mostra di arte ebraica che si svolse nel 1906 alla Whitechapel Art Gallery ebbe sulla cultura nazionale. 

Molto interessante il catalogo che completa in modo storico l’interessante mostra.

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