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16/05/12

Consapevolmente congiungendo la montagna - Sconfinamenti artistici fra Italia e Francia



La provincia cuneese è una landa di confine, per decenni terra di lotte e di duri confronti di potere. Ma dopo i dolorosi scontri del secolo scorso lentamente è fiorita la consapevolezza che le frontiere siano un luogo di congiunzione su cui arricchirsi culturalmente. 

Su queste proposizioni il Cesac ha avviato da diversi anni un pregiato percorso, nominato VIAPAC, di dialogo con la terra di oltre frontiera, tra Digne-les-Bains e Caraglio, attraverso Seyne-les-Alpes, la valle dell’Ubaye e la Valle Stura. Coordinato con la preziosa curatela del gruppo a.titolo, che da anni opera con l’iniziativa Nuove Committenze, e con Nadine Gomez-Passamar, responsabile del Musée Gassendi-CAIRN di Digne-les-Bains, è stato realizzato un evento e una mostra che declinano in diversi percorsi creativi, sapientemente accostati in un susseguirsi di emozioni. 

La mostra Mente Locale è accostata agli interventi di "A travers la montagne" negli spazi dell'antico Filatoio di Caraglio. Accoglie il visitatore un vibrante lavoro di Alessandro Sciaraffa che nell’intensità sonora gioca all’opposta pesantezza dell’opera interna che riverbera lontananze memorie acustiche. 

L’intento del viandante è proposto, nelle prime sale al piano terra, da alcuni lavori di Abraham Poincheval che amalgama il viaggio in diversi possibili registri, fotografico, scultorio e documentativo, rimandando così al primo piano dove le tracce di Anna Scalfi Eghenter costituiscono possibili declinazioni di un’idea di nazione. 

In modo più dinamico Marzia Migliora offre riletture luminose mentre statiche e storiche sono i blocchi di Richard Nonas. 

Proseguendo s’incontrano i lavori di Paul Armand Gettecrea e di Joan Fontcuberta che ripensano in un gioco di significati e sensi, l’idea di memoria e conservazione delle identità e dei luoghi. Una fragile tappa è con l’opera di Andrea Carretto e Raffaella Spagna che ci fa ripensare alla trasformazione dell’operato umana e alle continue possibilità e conseguenze della manipolazione. 

Seguono i lavori di memoria di Anne-James Chaton, Nello Russo, Anne-James Chaton ed Enrico Tealdi, che in un ulteriore intervento esterno, presso l’albergo d’Oriente, nel centro di Caraglio, trova aggiuntive espressioni al suo delicato percepire lo stratificare della memoria. 

Conclude il percorso l’opera di Hannes Egger che offre modo di afferrare un’idea dell’accoglienza, nell’ambito di un’operazione artistica sulla geopolitica dei confini, dedicata alle punte Venezia dal Nord Est al Nord Ovest delle Alpi, inaugurata lo scorso anno presso il padiglione Austriaco della Biennale di Venezia. 

Per un approfondimento prendetevi l'utile pubblicazione "Fare museo", agile guida e interessante lettura.

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