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16/05/12

Pochi giorni di meraviglia - Apertura straordinaria della Palazzina di Caccia di Stupinigi



Per pochi giorni è ancora aperta, fino al 20 Maggio, eccezionalmente, in contemporanea con la preparazione del set dell’opera “cenerentola” che sarà trasmessa dalla Rai i primi di Giugno, la magnifica Palazzina di Caccia di Stupinigi, voluta nel 1729 Vittorio da Amedeo II che incaricò Filippo Juvarra di progettare un edificio venatorio extraurbano. In quest'opera, segno ed emblema della corona sul territorio, l'architetto esprime pienamente la sua genialità e la sua capacità di plasmare lo spazio come parte integrante del territorio. 

La Palazzina è pensata come un’elegante casa signorile venatoria costituita da un articolato sistema che ha come fulcro un salone centrale, da cui si dipartono quattro bracci diagonali, spinta ideale alle rotte di caccia. 

Il salone ellittico, a doppia altezza, è illuminato da un sistema di finestroni posti su tre ordini che si aprono verso i viali: il tema della caccia e la dedicazione a Diana sono sviluppati nell'apparato iconografico. 

La visita si effettua su prenotazione, che si può fare dal sito, e permette di poter attraversare una manica e il primo piano, recentemente restaurato, del complesso. 

La Palazzina appartiene attualmente all'Ordine Mauriziano (proprietario dei terreni dal 1573); e si sta allestendo per diventare la sede di un fantastico Museo d'Arte e Ammobiliamento. 

Il percorso di visita è intitolato “Stupinigi tempo primo. Tesori ritrovati” in quanto permette finalmente di far vedere i recenti magnifici interventi di restauro del complesso di Stupinigi, che dal 1997 è Patrimonio dell’Umanità Unesco insieme alle altre Residenze sabaude, ma che per i lavori di recupero è chiuso al pubblico dal 2006. 

La visita prende avvio dalla Corte d’onore dove sono stati ripristinati i parterre verdi tracciati sugli assi delle Rotte di Caccia. 

Nell’atrio si propone la storia mauriziana del luogo. Si prosegue nella Scuderia juvarriana, con il Cervo del Ladatte, ornamento originale della cupola, e, alle pareti, i 12 Medaglioni lignei con effigi tratte dalla Genealogia Sabauda. Di qui, nella Biblioteca alfieriana con primi arredi, nella Galleria di Levante con i Trofei del Collino, nella Sala degli Scudieri con le Cacce di Corte del Cignaroli. Giungendo così nel Salone centrale, affrescato dai fratelli Valeriani sul tema delle Storie di Diana, dea della caccia, con le splendide appliques, i paracamini e il monumentale lampadario: fulcro dell'edificio, dal quale si diparte l'intera sistemazione architettonica del territorio. 

La visita si completa nell'Appartamento di Levante, detto dei Duchi di Chiablese, secondo un percorso cerimoniale che parte dall’Atrio e dalla Camera di Parata, attraverso salotti, camere da letto e studioli, per finire nella Camera da Gioco. Tutte le sale, interamente restaurate nelle splendenti decorazioni ad affresco, con stucchi, tappezzerie originali in seta e in carta dipinta, espongono gli arredi e i mobili preziosissimi, opera dei grandi ebanisti piemontesi quali Piffetti e Bonzanigo.

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