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19/10/10

Le Fiac e tout le monde ...



Dopo il tour de force londinese da domani inizia la settimana parigina, che quest’anno pare più dinamica della capitale inglese.

Sicuramente l’evento più importante è la 37 edizione de la Fiac che avrà luogo dal 21 al 24 Ottobre, come già per le scorse edizioni le più importanti gallerie saranno al Grand Palais, mentre la proposte più contemporanee saranno presentate alla Cour Carré del Louvre.

Fra le due parti nei bellissimi giardini des Tuileries ci saranno le sculture e le opere monumentali a cui si aggiunge il Cinéphémère proposto dalla Fondation d'entreprise Ricard dove saranno proposti 40 film d’artista.

Fra le nuove presenze a le Fiac segnaliamo la galleria Franco Noero di Torino, Silverman Gallery e Workplace Gallery.

Nei giorni dell’evento sarà anche consegnato il premio Marcel Duchamp, i selezionati di quest’anno sono: Céleste Boursier-Mougenot, (galerie Xippas), Cyprien Gaillard, (Bugada & Cargnel (Cosmic galerie), Spréth Magers), Camille Henrot, (galerie Kamel Mennour) e Anne-Marie Schneider, (galerie Nelson Freeman).

La sezione di nuove gallerie proposta presso il settore Lafayette, vede i seguenti nominativi: Bureau, New York, L. Corty, Paris, Gaga, Mexico City, Gaudel De Stampa, Paris, Hotel, Londres, Karma International, Zurich, Kock Oberhuber Wolff, Berlin, Labor, Mexico City, Marcelle Alix, Paris, Mother’s Tankstation, Dublin, Neue Alte Brucke, Frankfurt am Main, Take Ninagawa, Tokyo, Projectesd, Barcelone, Silverman, San Francisco, Sultana, Paris, Workplace, Gateshead,

In contemporanea ci sono altre piccole fiere che sono: Slick, in zona Palais de Tokyo, Show off alla Port des Champs Elysées, Salon Light #7 al Point Ephémère, Chic Art Fair a la Cité de la Mode et du Design e in fine Cutlog nella Bourse du Commerce.

Particolarmente interessante notare come il corredo di proposte che la città offre quest’anno è particolarmente ricco e variegato.

Iniziamo dagli spazi istituzionalizzati come il Palais de Tokyo dove ci sono una serie di mostre tra cui una collettiva di artisti affermati raccolti sotto il titolo Fresh Hell, un aereo intervento di Serge Spitzer, riflessioni architettoniche con Benjamin Valenza. Per il prossimo ampliamento dei nuovi spazi oltre 9’000 m2 è stata invitata Sophie Calle col progetto che si può già visitare prenotandosi sul web. Ricordo che si potrà ancora cenare col progetto di Laurent Grasso sul tetto del Palais de Tokyo nello spazio Nomiya.

Accanto al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris con titolo “Etats de l’Artifice” sono proposti le opere video e filmiche di Elena Sorokina. Contemporaneamente c’è una retrospettiva di Larry Clark, una su Basquiat e le sculture di Didier Marcel.

Al Petit Palais c’è una bella mostra su Giuseppe De Nittis.

Al Grand Palais grandissimo successo per la retrospettiva su Claude Monet.

Al Centre Pompidou sono in corso la presentazione della collezione permanente col titolo elles@centrepompidou, l’arte del novecento secondo una visione femminile. Una mostre di Gabriel Orozco, una del premio Marcel Duchamp 2009 Saâdane Afif, una retrospettiva su Arman e un omaggio espositivo a Nancy Spero.

Alla Galleria Lafayette per Antidote sono presentate le opere di Victor Man, Pietro Roccasalva, Markus Schinwald, Niels Trannois, Tatiana Trouvé, Ulla von Brandenburg e Andro Wekua.

L’offerta prosegue con la stupenda mostra sul disegnatore di fumetti Moebius alla Fondazione Cartier.

Assolutamente da non perdere poi il 21 Ottobre l’apertura di un nuovo spazio con la Collezione Rosenblum, nel 13 arrondissement, che presenterà sotto il titolo “Born in distopia” la sua raccolta più storica.

La Maison Rouge/Fondation Antoine de Galbert propone la mostra “Indagine su un cane”, che era recentemente alla Sandretto Re Rebaudengo, essendo parte dell’associazione FACE che porta questa mostra itineraria in diversi spazi europei associati.

Ma anche gli spazi privati paiono particolarmente attivi. Sicuramente l’apertura di un nuovo punto vendita di Gagosian sarà l’evento più mondano, come per Roma si inizia con Cy Twombly.

Ci saranno nuove gallerie tra cui Applicat-Prazan, Loevenbruck e GB Agency. Raddoppio per alcune gallerie come la Chantal Crousel e l’ampliamento della Emmanuel Perrotin.

Concludiamo con la collettiva di gallerie che si svolgerà alla Galleria Continua/Le Moulin Sabato 23 Ottobre.

Via anche qui non resta che armarsi di un buon paio di scarpe da ginnastica un sacco per la sporta e visitare visitare visitare!

Giornate londinese - spazi privati.




Fra le tante gallerie viste mi sono rimasti in mente i lavori intensamente colorati di Ludovica Gioscia alla The Agency, la confusione assemblativa di Jason Rhoades da Hauser & Wirth, mentre la medesima galleria presentava una oramai classica Louise Bourgeois, nella nuova sede di Saville Row.

Piacevoli i pannelli resinosi di Helene Appel alla The Approach, le sculture fisiche di Marilène Oliver da Beauxarts e l’installazioni di Kit Craig da Arcade.

Un poco perplesso sul lavoro di Paola Pivi che da Carlson prova con le pruderie gay a richiamare un poco di attenzione, mentre un naturalistico Stefano Arienti è proposto da Greengrassi.

Molto interessanti gli assemblaggi di Fernanda Fragateiro da Eastcentral.

Rigorosissima Marina Abramovic da Lisson, oltre ad un presenzialismo continuo fra la tate, la marathon etc..

Da Haunch of Venison un ovvio Tom Wesselmann e una collettiva composta da Adam Dix, Alex Hoda and Katie Paterson un poco noiosetta.

Più piacevole Hew Locke che propone un assemblaggio di fili perlinati da Hales Gallery, divertente anche se già un poco vista l’immensa scultura rosa di Michael Shaw da Schwartz Gallery.

Stupende le sculture floreali di Yayoi Kusama Da Victoria Miro mentre Gagosian propone un fantastico James Turrel in Brittan street, forse la cosa più interessante vista a Londra e un ovvio Damien Hirst in Davies Street.

Giornate londinese - spazi pubblici Serpentine, Art Angel e Whitechapel



Alla Serpentine Gallery fino al 7 Novembre è in corso la mostra di Klara Lidén, realizzata in cooperazione con Moderna Museet di Stoccolma.

L’esposizione presenta una serie di installazioni, film, realizzate nel contesto dello spazio ospitante. Usando materiale di scarto ha operato nello spazio della galleria creando un percorso di sensazioni spaziali e cromatiche che relazione con le dinamiche di questo particolare edificio posto nel centro del parco londinese.
Il risultato è molto giovanilistico per cui aspettiamo che cresca prima di formulare giudizi troppo critici.




Accanto c’è il suggestivo Padiglione estivo che quest’anno è stato ideato da J. Novel di un bel rosso fiammante.

Organizzato dallo staff della Serpentine, Sabato 16 e Domenica 17 si è svolto presso le eleganti saloni della Royal Geographical Society accanto alla Albert Hall una maratona artistica sul tema della mappatura.

Come oramai diventata consuetudine una due giorni di tante parole, forse troppe e poche realtà.

Ma chissà, alla fine qualcosa ne uscirà di questo autocelebrazione che i soliti invitati proposti da Obrist propongono oramai ogni anno per una visibilità troppo pubblicitaria e poco culturale.

Nello stesso parco sono esposte 4 opere di grandi dimensioni del classico Anish Kapoor che come sempre attraggono decine di persone, soprattutto divertite dal potersi fotografare.

Invece completamente sono e invisibile agli occhi i quattro interventi di Susan Philipsz ideati per Artangel nel centro della City di Londra, magicamente immerso nel mondo urbano si sentono sonorità elisabettiane.

Segnalo poi la mostra delle sculture di Claire Barclay alla Whitechapel, proposta dalla Bloomberg Commission.

Questo spazio rinnovato recentemente offre anche altre interessanti iniziative, tra cui una bella riedizione della documentazione della famosa mostra This is Tomorrow del 1956 che viene riproposta in diverse sezioni quella in corso in questi giorni: “Keeping it Real: An Exhibition in 4 Acts: Act 2: Subversive Abstraction”.

Giornate londinese - Frieze Art Fair 2010



E’ il terzo anno che vengo a Londra per Frieze Art Fair, che sicuramente si può considerare come la più frizzante fiera d’arte contemporanea.

Prima di entrare passeggio tra nella sezione Sculpture Park, posta accanto alla tensostruttura, fra le opere più interessanti selezionate dal curatore David Thorp, c’è quella di Jeppe Hein anche se nel complesso non hanno la forza degli anni passati, forse per le dimensioni e i materiali, spesso troppo fragili.

Entrando alla fiera si attraversa il corridoio d’ingresso e ci si immerge in questo universo parallelo, questo mondo, che nonostante il mondo pare sull’orlo di una crisi socio/econimica, è rarefatto ed elegante, curioso e affascinante.

Come sempre l’organizzazione è realizzata in modo impeccabile e di ampio respiro qualitativo e storico.

Il pubblico è variegato e tranquillo, l’atmosfera piacevole e rilassante.

I vari stand delle gallerie propongono un panorama molto articolato di espressioni artistiche, ci sono i nomi più noti ma anche tante opere ricercate. Le opere proposte, diverse per tematiche e forme estetiche, paiono tutte di ottima fattura e di valida qualità tecnica.

All’interno della fiera ogni anno è organizzata una serie di interventi realizzati da un gruppo di artisti, quest’anno sono stati invitati: Ei Arakawa and Karl Holmqvist con un progetto intitolato “pOEtry pArk”, un artistico rifugio poetico; Spartacus Chetwynd con una doppia performance giocosa, ‘The Oppressed Purée’ e ‘Women Who Refuse To Grow Old Gracefully’; Matthew Darbyshire che ridisegna il box office; Shannon Ebner & Dexter Sinister che agiscono su una sala di lettura; Gabriel Kuri che realizza una serie di oggetti metallici estetici/multifunzionali; Shahryar Nashat con un nuovo video; Nick Relph che ha invitato un gruppo di artisti a creare contenitori per donazioni; Annika Ström con una performativa mappa; Jeffrey Vallance che propone un discussione fra lo storico e il critico; concludono gli interventi EU Partner: Vector Association con un libro sperimentale.

Grandissimo successo ha riscontrato il progetto vincitore del Premio Cartier 2009 Simon Fujiwara, che ha allestito diversi scavi “archeologici” fra gli stand della fiera.

E’ stata doppia la sezione Frieze Music che si sono svolti la prima il 15 Ottobre con Hercules and Love Affair al Debut e la seconda il 16 Ottobre nella Shoreditch Church con Baby Dee.

Tante le occasioni di confronto all’interno della serie delle conferenze raccolte sotto il titolo Frieze Talks, molte della quali si sono subito esauriti i posti, che hanno visto la partecipazione di Julie Ault, Wolfgang Tillmans, Susan Hiller, Thomas Demand e tanti altri protagonisti dell’arte contemporanea ma non solo.

Particolarmente interessante la sezione Frieze Film curata da Sarah McCrory che ha commissionato a Jess Flood-Paddock, Linder, Elizabeth Prince e Stephen Sutcliffe dei film che sono stati trasmessi anche su Channel 4.

Giornate londinese - Royal Academy



La visita alla Royal Academy, che nel centro di Londra è uno stupendo rifugio di quiete e stile britannico, è stata un poco una delusione anche se l’afflusso di un pubblico è notevole e caratterizzato da una presenza soprattutto di persone mature e femminile. Per cui era molto interessante notare suggestive signore da thè affollano queste stanze ricche di storia e d’arte.

La mostra di punta “Tesori da Budapest: capolavori europei da Leonardo a Schiele” mantiene a metà le promesse. Sono presentati oltre 200 pezzi di grandi artisti europei provenienti dalle collezioni pubbliche ungheresi. La selezione delle opere include lavori di Leonardo da Vinci, Raffaello, El Greco, Rubens, Goya, Manet, Monet, Schiele, Gauguin e Picasso. Molti di queste opere sono per la prima volta esposte in Gran Bretagna. Per cui parte delle promesse sono giustamente coperte, mancano però i capolavori, tolto un disegno di Leonardo e una ritratto di Goya il resto è buona pittura ma mai eccelsa.
Comunque essendo la mostra organizzata in modo cronologico, è sicuramente una piacevole passeggiata nella storia dell’arte.

Contemporaneamente l’accademia propone, come fa anche orgogliosamente la Tate Britan, tantissima arte inglese (chissà come mai in Italia raramente si è orgogliosi dei propri artisti ?).

Una sala è dedicata a Sauerbruch Hutton con una piccola mostra sul rinnovamento della Brandhorst Collection a Monaco.

In un’altra Ian McKeever realizza per questa realtà un confronto artistico fra una sua produzione pittorica e una serie di fotografie in bianco e nero, primo progetto di una serie di occasioni di laboratori artistici, occasioni di accrescere per i membri del circolo, la loro conoscenza dell’arte.

Giornate londinese - Tate Modern




Sulla riva opposto un poco più a est la Tate Modern si sta ingrandendo, accanto al noto edificio si intravedono già i lavori del futuro ampliamento. Intanto il pubblico copiosamente fruisce delle tante occasioni culturali proposte.

Fra le tante cose viste segnalo l’intervento “London – An Imagery” di Martin Karlsson sulla Holland Street in una chiave ispirata a Gustave Doré.

Appena si entra si rimarrebbe affascinati dal progetto di Ai Weiwei commissionato ogni anno per dalla Unilever per la Turbine Hall.

Si tratta di una marea di semi fatti in ceramica e dipinti a mano uno per uno.

Uso il condizionale perché questo lavoro doveva essere fruito direttamente dal pubblico ma a causa del polverone che questi semi producono si è bloccato l’accesso rendendo l’opera assolutamente noiosa.

Il primo giorno in cui si poteva camminare, si vedevano le persone immerse in questo mare di semi ed era molto più bello.

Al secondo piano è in corso la mostra “Alejandro Cesarco. Present Memory” che agisce in modo analitico sul testo, catalogandolo, classificandolo, appropriandosene e rinterpretandolo. L’artista uruguaiano ha un atteggiamento concettuale che include diversi media, tra cui video, libri, stampe e installazioni.

Il recente video “Present Memory” è un delicato omaggio al padre dell’artista, medico a cui hanno diagnosticato un tumore.

Mostra di grande effetto e folto pubblico quella su Gauguin che durerà fino a metà Gennaio del 2011.
Si tratta della prima grande mostra dedicata a questo grande artista che da oltre cinquant’anni mancava sul suolo inglese.

L’evento presenta una folta varietà di opere e di manufatti esposti in una ricercata proposta visiva e un’attenta chiave educativa raggruppate in stanze tematiche.

L’artista post-impressionista é presentato in modo completo e ricco, con una particolare attenzione alla sua esperienza di ultimo viaggiatore in terre ancora incontaminate dalla cultura europea. Interessante la chiave mistica e interpretativa sulle relazioni religiose e l’uso quasi iconico dei personaggi.

Stupendi i disegni e i paesaggi naturalistici, l’attenzione alla rigogliosa flora e alla lussuregianza della natura.

Personalmente ho trovato tanti rimandi a Bacon, diciamo meglio tanti spunti che Bacon forse deve aver visto e sviluppato nella sua pittura.

Concludiamo con la Tate Modern parlando di Rosa Barba che in una sala laterale presente una serie di opere tra cui film, sculture, installazioni con testi. In questa occasione l’artista vuole crea un rapporto fra il progetto immaginato e il progettatore, ponendo l’accento fra la narrazione e il narratore. Lavorando con le luci e col suono ha realizzato un’opera articolata che però non mi affascina tantissimo.

Giornate londinesi - Tate Britan




Alla Tate Britan sono in corso diverse mostre che abbracciano la storia di questo paese nelle sue più diverse espressioni e temporalità. Mi piace molto questo modo di proporre tanti piccole occasioni artistiche per palati diversi e con un continuo confronto di forme artistiche storiche e contemporanee, con una qualità espositiva e curatoriale sempre molto qualificata.

Io ho iniziato dalla mostra su Eadweard Muybridge, che voleva far volare i cavalli, secondo teorie scientificamente fantasiose. La mostra è molto ben articolata, un percorso artistico rigoroso ci guida nei pensieri di questo creativo fotografo inglese ma americano di adozione. Che ha realizzato reportages fotografici in posti incontaminati e di cui sono particolarmente famose le sue ricerche sul movimento umano, fonte d’ispirazione per altri artisti quali Duchamp, Bacon e tanti altri.

La mostra poi è articolata con diverse aspetti tra cui i macchinari per le immagini in movimento e alcuni simpatici momenti didattici per l’infanzia.

Do una breve sbirciatina alla mostra di disegni di Rachel Whiteread, che non mi dicono un granché, i suoi lavori iniziali sullo spazio erano particolarmente interessanti, ma recentemente si stanno fossilizzando in una ricerca algida e monotona.

Richard Wright, vincitrice del Turner Prize nel 2009, con un interessante intervento specifico è l’artista invitato per Contemporary Art Society series, che però non son riuscito a trovare, forse era quello nella sala rotonda?

Impossibile invece non vedere l’intervento “Harrier e Jaguar” di Fiona Banner nella Duveen Galleries, due aeroplani posti in un romantico dialogo. Questo tipo di opera mi lascia un poco perplesso, è bello o colpisce solo per la stranezza degli oggetti?

La mostra “Art and the Sublime” iniziata a febbraio, e che terminerà a dicembre, sta suscitando un grande consenso di pubblico.
Una bella rassegna che mette in discussione l’approccio estetico e culturale alla bellezza e alla sua fruizione culturale.

Dubbi e perplessità, soddisfazioni e piacere ne danno l’ultima mostra visitata, quella della selezione dell’annuale Turner Prieze che quest’anno ha selezionato gli artisti Dexter Dalwood, Angela de la Cruz, Susan Philipsz, e The Otolith Group da cui si sceglierà il vincitore.

Susan Philipsz è l’unica che mi piace, anche se poi sorge sempre la domanda sul senso visivo del suo lavoro, per i The Otolith Group troppo documentaristica la cosa, anche qui di bello poco, interessante molto ma è arte visitiva?
Visiva sono sicuramente i quadri di Dexter Dalwood, ma non mi piacciono per nulla, meglio Angela de la Cruz con assemblaggi cromatici e fisici più piacevoli, anche se alquanto banalotti.

La giuria di quest’anno è composta da Isabel Carlos, Philip Hensher, Andrew Nairne e Polly Staple. Come sempre il vincitore sarà annunciato in diretta televisiva su Channel 4.

Non ci resta che aspettare quindi i primi di Dicembre per sapere chi sarà il vincitore, io voterei per Angela de la Cruz.

15/10/10

Giornate londinesi




autunno londinese solitamente è umido e bigio, forse per questo nei tanti musei della città c'è sempre un folto pubblico, ma sicuramente la varietà e la qualità delle mostre hanno anche un'importante ruolo.


Son qui a Londra per qualche giorno e come sempre mi sono programmato una serie di mostre da visitare, come artista questa città è l’ideale per confrontarsi e conoscere. Centro nodale di processi creativi e produttivi, continua ad essere forse il luogo perfetto per avere una visione ampia e articolata di cosa succede nel mondo dell’arte contemporanea.


Questo perché qui la qualità degli eventi è sempre di alto profilo, il materiale proposto sempre vario e la fruizione diretta.


Oggi, Giovedì, l’ho dedicata a Frieze e dopo un salto alla vicina Sunday, fiera al debutto in terra inglese.

Due eventi ricchissimi di proposte e di arte per tutti i gusti.

Come sempre Frieze è un appuntamento da non perdere, gallerie da tutto il mondo col meglio che si può trovare, eventi collaterale diversissimi e sempre con personaggi di rilievo, stupenda.

Segnaliamo fra le cose piu' interessanti nella sezione Frame Fonti con i lavori dinamici di Lorenzo Scotto di Luzio e Federica Schiavo con i lavori fra l'attesa e il dubbio di Salvatore Arancio.

Riscuote molto successo l'intervento di Simon Fujiwara, che nelle diverse sue composizione incuriosisce e suscita piacere.

Mi delude un poco la sezione sculture che quest'anno e' un poco noiosetta.

Fra i tanti dettagli che si potrebbero segnalare, visto che tutto e' ben curato, le aree di sosta, come i bar dove il personale e' gentile, tutto piacevole e buono, che gia' solo questo fa impallidire i nostri eventi realizzati in strutture stabili, qui tutto viene smontato a fine evento, alquanto trascurate e poco piacevoli.

Vero anche che qui il pubblico e' abituato alla qualita' che pretende e paga.


Sunday è una simpatica fiera, un poco sacrificata nello spazio molto underground, ma anche molto comoda essendo vicino a Frieze per lo piu' con un orario prolungato.

La varieta' delle gallerie e la presentazione molto diretta e giovanile rendono l'evento e le proposte fresche e interessanti. Presenze internazionali tra cui le italiane Norma Mangione e Francesca Minini.


Nei prossimi giorni farò un report più dettagliato.


Domani, Venerdì, farò un giro alle Tate (Britan e Modern) con un passaggio più tradizionale alla Royal Academy.


Sabato più divertente alla Saatchi Gallery, per poi passare al Victoria and Albert Museum e brevi giretti alla Serpentine e alla Map Marathon concludendo alla National Gallery per vedere il rinnovato Leonardo.


Cosa si vuole di più?

08/10/10

Ottobre torinese




La nuova programmazione delle gallerie torinesi, che intelligentemente è stata avviata sotto la serie di eventi di Ouverture svoltasi a fine Settembre, offre un panorama particolarmente vario e ricco di stimoli sia culturali che visivi.

Nei giorni scorsi ne ho visitate qualcuna, eccovi alcune brevi impressioni.

La Galleria Franco Soffiantino propone l’artista Petra Lindholm che ha realizzato un particolare percorso di memoria legato alle sue relazioni personali che hanno trovato forma visiva in una serie di diafane foto e un breve romantico filmato.

La Galleria Martano offre anche attimi di memoria con una collettiva che raccoglie alcune delle opere più interessanti tratte dall’archivio storico, tra cui un bel Asger Jorn del 1957 e un lavoro del 1969 di Marco Gastini.

Una collettiva, ma contemporanea da Novalis, tra i tanti lavori mi hanno colpito le opere cristalline di Antje Rieck.

Particolarmente interessante l’idea di Leonardo Pivi che riusa la classica tradizione del mosaico in una nuova chiave impaginatrice. Le opere presentate presso la Galleria Marena sono introdotte da una serie di sculture antropomorfe tra l’inquietante e l’ironico, realizzate con particolari assemblaggi di materiali recuperati durante lunghe passeggiate nei boschi.

Riuso ma di materiale quotidiani come riviste, giornali e pubblicazioni varie per Raphael Danke da Norma Mangione.
In un allestimento molto curato le fragili opere di carta, presentano ripensamenti fotografici che trasformano l’immagine originale in nuovi stimoli alla nostra memoria. Composizioni giocate in un sapiente equilibrio fra astrazione e fisicità aprono complessi strade alla fantasia e all’idea dell’osservare.

La Galleria Peola offre un elegante cooperazione fotografica con Sergio Gioberto e Marilena Noro che seguono una visione in equilibrio fra spazi architettonici e naturalistici.

Presso Photo & Co. La natura è presente con le raffinate figure animalesche ambientate in stupendi interni indiani da Karen Knorr, curata da Valerio Tazzetti.

Concludo la passeggiata da Guido Costa dove l’artista Tom Johnson ha proposto dei grandi disegni metafisici. Elaborati con una complessa ricerca di elementi, raggruppati su stati emotivi ed estetici, molti ricercati e studiati nel suo soggiornare nelle capitale sabauda.