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Visualizzazione post con etichetta Monet. Mostra tutti i post
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08/06/20

Una Ninfee di Claude Monet arriva a Genova

Claude Monet (1840-1926), Nymphéas, vers 1916-1919. Huile sur toile, 150x197 cm. Paris, musée Marmottan Monet, legs Michel Monet, 1966. © Musée Marmottan Monet, Paris / Bridgeman Images 

Sono considerate parte di un complesso progetto che l'artista aveva realizzato nei suoi ultimi anni è uno di questi meravigliosi pannelli arriva dal 12 giugno al 23 agosto a Palazzo Ducale.

Un’occasione unica per una visita particolare, a tu per tu con l’opera che proviene dal Musée Marmottan Monet di Parigi. Alcuni minuti esclusivi, soli o con qualche familiare, per ammirare da vicino uno dei quadri più famosi del grande pittore impressionista.

Con questa iniziativa, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Arthemisia intendono far diventare il distanziamento sociale l’occasione per un’esperienza estetica immersiva ed emozionante.

Questa mostra è una sfida alla riscoperta della contemplazione, del contatto e della forza espressiva di un’opera. In un tempo che ci costringe a costruire barriere per proteggerci, l’invito è quello a un incontro diretto con un capolavoro, per metterci in ascolto di quanto l’arte con grande capacità narrativa riesce a dire di sè, ma anche di noi.

Più di ogni altro è Monet, che con la sua pittura fluida e avvolgente, col suo narrare personale eppure universale, può permetterci di vincere questa sfida.

Nel 1894 fu Giovanni Boldini, pittore italiano e uno dei massimi rappresentanti della Belle Époque, a sollecitare la conoscenza di Monet in Italia.

E qui, oggi come allora, è ancora Boldini a introdurci l’opera dell’artista francese. E lo fa con un altro capolavoro, uno dei tesori artistici della città di Genova che - esposto qui - vuole strapparci un’altra promessa, ovvero scoprire - con sempre maggiore profondità - il patrimonio culturale genovese.

L’esposizione nata in collaborazione tra Palazzo Ducale, Arthemisia e il Musée Marmottan Monet di Parigi vanta infatti anche il contributo del Comune di Genova, che per l’occasione ha concesso in visione, come introduzione alla visita del capolavoro di Monet, il dipinto La contessa Beatrice Susanne Henriette van Bylandt di Giovanni Boldini, proveniente dalle Civiche Raccolte Frugone di Nervi.

A sostenere l’iniziativa al fianco delle istituzioni c’è Generali Italia col progetto Generali Valore Cultura, il programma per promuove l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano e avvicinare un pubblico vasto e trasversale - famiglie, giovani, clienti e dipendenti - al mondo dell’arte attraverso l’ingresso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi e attività di divulgazione artistico-culturali con lo scopo di creare valore condiviso.

Giverny
Nel 1883 Claude Monet, al seguito della moglie e dei figli, si trasferisce a Giverny - piccolo e tranquillo paese immerso nella campagna della Normandia - dove, secondo le sue parole “la luce è unica: non si trova uguale in nessun’altra parte del mondo.”

Nell’estate del 1893, Monet ottiene l’autorizzazione a deviare il corso dell’Epte che costeggiava allora il villaggio di Giverny. Alla fine dell’anno, i lavori sono conclusi e Monet, che da giardiniere e botanico esperto cura i dettagli del suo giardino, fa piantare quattro salici piangenti della varietà cosiddetta “di Babilonia” sul perimetro dello stagno delle ninfee di Giverny; uno in prossimità del ponte giapponese, due sul lato lungo del laghetto parallelamente alla strada e un ultimo sulla riva opposta al ponte.

Gli alberi lì piantati sono un elemento che l’artista inserisce più volte nei numerosi quadri realizzati durante la Prima Guerra Mondiale e fino alla fine del decennio.
Nelle prime versioni, in un angolo è visibile la riva e appare il tronco, potente segno verticale dalle morbide ricadute, il cui riflesso si staglia sull’acqua calma. Presto, i riferimenti al tronco e alla riva si cancellano, il che non permette ormai più di sapere di che albero si tratta né di individuare la collocazione del pittore.

Le Ninfee
Nell’opera esposta al Ducale, Monet offre la visione di un “mondo fluttuante”, spazio piano dove si fa fatica a distinguere l’immagine dal suo riflesso, dove due cascate di salici, vicino ai bordi laterali, incorniciano un tappeto di ninfee su cui poggiano i riflessi delle nuvole.

Le Ninfee sono caratterizzate dall’assenza di fondo: l’orizzonte è aperto, non vi è né terra, né cielo, ma solo l’onda e il fogliame ricoprono la tela luminosa e sovrastata da corolle di fiori eterei; Ninfee che rappresentano una tappa fondamentale nell’arco della produzione artistica di Monet, poiché sintetizzano l’evoluzione finale non solo dello stile dell’artista, ma dell’intera corrente pittorica impressionista nella quale egli si inserisce.

A corredo della mostra alcune fotografie del Maestro, un video introduttivo che ne racconta la vita e un video d’epoca (1915 ca.) che riprende Monet mentre dipinge nel suo giardino a Giverny.

La visita all’opera sarà permessa seguendo i protocolli di sicurezza anti Covid19 che prevedono: il rispetto della distanza di sicurezza tra le persone seguendo il percorso segnalato all’interno delle sale espositive; utilizzo della mascherina all’interno della mostra; misurazione della temperatura all’ingresso della mostra.

Info


19/07/13

Soufflè d'arte, Picasso, Monet, Matisse, Gauguin, Lucian Freud, passati al forno


Forse sono state bruciate le opere rubate dal museo Kunsthal di Rotterdam nel 2012, si tratta dei lavori di Testa di Arlecchino” di Pablo Picasso, “Donna che legge” di Henri Matisse, “Waterloo Bridge” di Claude Monet e “Donna con gli occhi chiusi” di Lucien Freud e due Gauguin, per un valore superiore ai 200 milioni di euro, trafugati dal figlio della Sig.ra Olga Dogaru, che dichiara di averli distrutti col forno casalingo.

Via un bel soufflè artistico!

06/06/13

Vuoi un Monet?


Sicuramente sarà il pezzo forte della prossima asta di Sotheby's di arte impressionista, si tratta del quadro "Il Palazzo Contarini" di Claude Monet che sarà messo in asta il prossimo 19 Giugno a Londra.

25/10/10

Tout le monde a Paris




Dopo l’immersione londinese queste giornate parigine sono un proseguimento gioioso e variegato. Anche qui un clima nordico ci accompagna nelle diverse esposizioni e come il tempo anche l’esposizioni sono molto diverse.

Se la sezione giovanile della Fiac nella Cour Carré del Louvre non è proprio al massimo, molto viene compensata dalla sezione del Gran Palais dove la qualità delle grandi gallerie si vede. Colpisce tutti la grande opera di Anish Kapoor proposta da Kamel Mennour e lo stupendo intervento cromatico di Michael Craig-Martin nello stand di Claudine Papillon.

Particolarmente bella la sezione delle sculture nei giardini delle Tuileries.

Per quello che riguardano le altre fiere posso dire che la piccola ma elegante Silk proprio davanti alla Tour Eiffel si conferma come un interessante evento più avvolgente e sereno.

Come sempre da Art Élysées l’esposizione a corridoio pare confusa, troppa roba e molto ammasso, meglio sicuramente da Show Off con una selezione più minimale e curata.

Slick gioca la carta dell’oriente che però non mi affascina molto. Cutlog ha una stupenda posizione che però penalizza molto la fruizione delle opere.

La sorpresa maggiore viene da Chic ben curata e in una location adatta a questo mix di elementi. Colpisce notare che comunque è costante ovunque un folto pubblico

Le proposte museali sono molto ampie e diversificate. Le mostre di Arman e di Nancy Spero al Pompidou non mi piacciono molto, meglio Carol Bove premio Lafayette 2010 al Palais de Tokyo.

Nittis al Petit Palais e Monet al Gran Palais sono proprio meravigliose, assolutamente da non perdere.

Ora guardiamo alla prossima fiera, che si svolgerà in Italia, e cioè Artissima a Torino.

19/10/10

Giornate londinese - Royal Academy



La visita alla Royal Academy, che nel centro di Londra è uno stupendo rifugio di quiete e stile britannico, è stata un poco una delusione anche se l’afflusso di un pubblico è notevole e caratterizzato da una presenza soprattutto di persone mature e femminile. Per cui era molto interessante notare suggestive signore da thè affollano queste stanze ricche di storia e d’arte.

La mostra di punta “Tesori da Budapest: capolavori europei da Leonardo a Schiele” mantiene a metà le promesse. Sono presentati oltre 200 pezzi di grandi artisti europei provenienti dalle collezioni pubbliche ungheresi. La selezione delle opere include lavori di Leonardo da Vinci, Raffaello, El Greco, Rubens, Goya, Manet, Monet, Schiele, Gauguin e Picasso. Molti di queste opere sono per la prima volta esposte in Gran Bretagna. Per cui parte delle promesse sono giustamente coperte, mancano però i capolavori, tolto un disegno di Leonardo e una ritratto di Goya il resto è buona pittura ma mai eccelsa.
Comunque essendo la mostra organizzata in modo cronologico, è sicuramente una piacevole passeggiata nella storia dell’arte.

Contemporaneamente l’accademia propone, come fa anche orgogliosamente la Tate Britan, tantissima arte inglese (chissà come mai in Italia raramente si è orgogliosi dei propri artisti ?).

Una sala è dedicata a Sauerbruch Hutton con una piccola mostra sul rinnovamento della Brandhorst Collection a Monaco.

In un’altra Ian McKeever realizza per questa realtà un confronto artistico fra una sua produzione pittorica e una serie di fotografie in bianco e nero, primo progetto di una serie di occasioni di laboratori artistici, occasioni di accrescere per i membri del circolo, la loro conoscenza dell’arte.